Honduras 25>27oct2018: Foro Mesoamericano ALBA Movimientos

Lettera aperta a Beppe Grillo: appello al governo Conte e governo bolivariano!

Caro Beppe,

da oltre 15 anni diversi milioni di lettori seguono il tuo blog, il quale ha contribuito alla loro informazione e formazione. Tra i milioni di questi lettori ci siamo anche noi ed abbiamo apprezzato la tua attenzione agli avvenimenti latinoamericani. Abbiamo apprezzato la tua sensibilità alle parole di Fidel[1] ed il futuro del mondo, i messaggi della figlia del Che, Aleida Guevara[2] contro il blocco economico imposto dagli USA contro Cuba, la vicinanza espressa a Rafael Correa[3] in diverse occasioni, non ultima l’intervista[4] che Correa ti ha dedicato su RussiaToday, la solidarietà espressa al leader del PT Brasiliano ed ex presidente Lula[5] oggi un prigioniero politico di un regime golpista, o anche l’attenzione rivolta ai casi Snowden e Assange[6] così come abbiamo apprezzato i convegni realizzati successivamente dal M5S nella passata legislatura con i rappresentanti dell’ALBA-TCP[7] (in primis, Cuba, Venezuela, Bolivia, Nicaragua, e l’Ecuador durante i governi di Rafael Correa), sui BRICS[8] (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) e sulle problematiche relative alla NATO[9] (La lista degli eventi interessanti potrebbe essere molto più lunga, non ultima la visita ufficiale di Di Maio in Cina per promuovere la moderna “Via della Seta”).

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone in piediTutte queste esperienza hanno in comune la volontà di non piegarsi alle ingerenze da logica imperiale, alle minacce degli organismi finanziari internazionali, rivendicano con forza la propria sovranità ed indipendenza, mettono in primo piano il principio dell’autodeterminazione dei popoli, del rispetto della volontà popolare, del rispetto autentico del protagonismo democratico e partecipativo e dei veri diritti umani.

Il Venezuela bolivariano oggi è uno dei centri nevralgici di questa resistenza che organismi come il FMI vorrebbero ridurre come l’Argentina del signor Macri. Il primo “esperimento” neoliberista in America latina è stato il Cile del golpista Pinochet nel 1973, e per fare questo “esperimento” non si sono fatti scrupoli di passare sul cadavere di Salvador Allende e di decine di migliaia di patrioti cileni, con la complicità, in primis, degli imperialisti USA. Il governo del “democratico” Obama dichiarò ufficialmente il Venezuela “una minaccia inusuale e straordinaria”, per gli interessi e le ingerenze USA sul subcontinente americano, si intende.

L'immagine può contenere: 4 persone, tra cui Teresa Maniglia, persone che sorridono, persone in piediTrump non si è fatto scrupolo di seguire la strada segnata dal suo predecessore e in queste ore sta intensificando le minacce senza scartare una nuova invasione militare e una potenziale guerra su larga scala. Oggi quegli stessi “poteri forti” – gli stessi che alimentano la guerra contro “i populisti” e sono preoccupati di non riuscire più a controllare il governo italiano come un tempo – vogliono ridurre il Venezuela a un nuovo Cile di Pinochet. Non possiamo consentirglielo!

L'immagine può contenere: 9 persone, tra cui Yasmín Faundez Gonzalez Gavilán, persone che sorridono, persone in piedi e vestito eleganteTutte le forze che in Italia lottano davvero per il cambiamento non possono lasciare da solo il Venezuela bolivariano e devono collaborare, a cominciare dal Governo Conte, con il governo Maduro per evitare le minacce guerrafondaie alimentate servilmente dal signor Almagro, segretario della Organizzazione degli Stati Americani (OSA) e dalle sanzioni dell’Unione Europea (l’amico di Berlusconi, Tajiani, oggi non a caso presiede il Parlamento Europeo) che non fanno altro che rendere più precario e pericoloso l’equilibrio internazionale.

28 Settembre 2018

[1] http://www.ilblogdellestelle.it/2007/04/fidel_e_il_futuro_del_mondo.html

[2] http://www.beppegrillo.it/la-figlia-del-che/, https://www.youtube.com/watch?v=LsUEqjJD1dc, http://www.beppegrillo.it/la-figlia-del-che-e-lembargo-a-cuba/

[3] http://www.farodiroma.it/beppe-grillo-scrive-al-presidente-dellecuador-correa-ci-ispiriamo-alla-sua-revolucion-ciudadanaa/

[4] http://www.beppegrillo.it/conversando-con-correa/

[5] http://www.beppegrillo.it/lula-vale-a-luta/

[6] http://www.beppegrillo.it/edward-snowden-una-spy-story-internazionale/

[7] http://www.ilblogdellestelle.it/2015/03/lalba_di_una_nuova_europa.html

[8] http://www.beppegrillo.it/il-nuovo-mondo-con-i-brics/

[9] https://www.youtube.com/watch?v=am4pEd8FtCU

Cuba, Venezuela e Bolivia uniti di fronte all’ONU

L'immagine può contenere: 3 persone, testoda Rete di Solidarietà “CaracasChiAma”

Ieri alla Assemblea dell’ONU i presidenti di Venezuela, Cuba e Bolivia hanno parlato contro la politica dei blocchi economici, delle invasioni, delle ingerenze, portate avanti dagli Stati Uniti d’America.

Il presidente cubano Díaz-Canel: “I principali problemi che affliggono il mondo sono il risultato del capitalismo, in particolare dell’imperialismo e del neoliberismo. L’egoismo e l’esclusione che accompagnano questo sistema, sociale e culturale favoriscono l’accumulo di ricchezza nelle mani di pochi a scapito della maggioranza e causano sfruttamento e miseria. L’attuale Amministrazione statunitense, in un nuovo sfoggio di politica imperiale, attacca il Venezuela con speciale ferocia. Ribadiamo il nostro assoluto sostegno alla Rivoluzione Bolivariana e al legittimo governo del presidente Maduro”.

Il presidente Maduro: “Porto la verità di un popolo combattivo, eroico, rivoluzionario. La voce di un paese che ha rifiutato di arrendersi all’ingiustizia. Ieri agli schiavisti coloniali, oggi agli schiavisti neocoloniali. Le porte del paese sono aperte, per una indagine indipendente e internazionale con un emissario dell’ONU che indaghi sul fallito attentato con droni del 4 agosto subita dal popolo e dalle sue autorità. Attentato preparato da autori che risiedono negli Stati Uniti e che hanno avuto l’approvazione delle autorità colombiane. Esorto i paesi della America Latina e dei Caraibi a non accettare la dottrina Monroe statunitense che tanti danni ha fatto nel 20° secolo”.

Il presidente socialista boliviano Evo Morales: “Respingo l’intenzione spudorata degli Stati Uniti di intervenire militarmente in Venezuela. I problemi interni dei venezuelani devono essere risolti dai venezuelani, senza alcun intervento esterno di alcun tipo o governo. Esorto il governo degli Stati Uniti a ritirare le misure unilaterali e illegali, che rappresentano una delle cause dell’attuale situazione economica della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Respingo il blocco economico illegale di Cuba da parte degli Stati Uniti. Il governo nordamericano ha l’obbligo di riparare finanziariamente il danno causato da queste misure al popolo cubano, di rispettare le risoluzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di togliere immediatamente il blocco contro l’isola”.

ALBA-TCP rechaza intervención militar en Venezuela

por diariociudadano.cl

Organizaciones y líderes políticos rechazaron las recientes declaraciones del secretario general de la Organización de Estados Americanos (OEA), Luis Almagro, en las cuales incita a una intervención militar en Venezuela.

La Secretaría Ejecutiva de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América-Tratado de Comercio de los Pueblos (ALBA-TCP) expresó a través de un comunicado que “estas declaraciones son una evidencia clara de los planes desestabilizadores y de intervención en contra de la democracia y soberanía de los gobiernos progresistas de la región que se ha venido ejecutando por parte del Secretario General Almagro”.

Asimismo enfatizó que con estas declaraciones el secretario general de la OEA “busca profundizar y agudizar los ataques que algunos gobiernos de la región han venido desarrollando en contra de Venezuela”.

Por su parte, el Partido Comunista de Uruguay, expresó su rechazo a “esta nueva muestra de servilismo e irresponsabilidad de Almagro, transformado desde hace tiempo en un peón del imperialismo yanqui, al servicio de las peores cosas”.

A través de un comunicado la tolda izquierdista denunció que el secretario general de la OEA “actúa como operador de Trump, Pompeo y de los planes explícitamente anunciados por el jefe del Pentágono, en el mismo país, Colombia, que acaba de entrar a la OTAN y tiene bases militares yanquis en su territorio”.

La organización política anunció que hace responsable a Almagro de cualquier agresión que se produzca y de sus consecuencias a la vez que exigió la expulsión de Almagro del Frente Amplio “porque su conducta, promoviendo la guerra y la agresión contra un pueblo hermano, viola los principios históricos de la política internacional de nuestro país y los del FA, de defensa de la paz, la soberanía y la autodeterminación de los pueblos”.

Declaración de apoyo a la lucha de las fuerzas democráticas en Honduras

por Alba Malta North Africa Coordination

Declaración de apoyo a la lucha de las fuerzas democráticas en Honduras, frente al intento de consolidación de una dictadura militar

Declaración

A la mañana siguiente de las elecciones generales del domingo 26 de noviembre de 2017, los resultados mostraban muy claramente que Salvador Nasralla, el candidato de la Alianza contra la Dictadura había ganado las elecciones presidenciales con una diferencia de más del 5%, lo que parece ser irreversible. Pero luego se cometieron numerosas irregularidades por parte del “Tribunal Electoral de Honduras”, una institución ampliamente controlada por el actual presidente como varias otras-, como fue denunciada por Marisa Matias, Jefa de la Misión de Observación de la Unión Europea el martes 29 de noviembre. La Alianza contra la Dictadura de Salvador Nasralla ha formulado 11 demandas claras y legítimas para garantizar una transparencia mínima en el proceso de escrutinio. También ha movilizado a sus partidarios/as para defender pacíficamente la victoria de las elecciones presidenciales, ya que parecía muy claro, con una diferencia de más del 5% a la mañana después de la votación. La principal demanda de la Alianza es el recuento de 5200 actas de mesas electorales que permitieron al TSE invertir el resultado de la votación en pocas horas el miércoles 29 de noviembre, luego de varias interrupciones en el escrutinio.

La respuesta del régimen del actual presidente y candidato, Juan Orlando Hernández, involucrado en el golpe militar de 2009, fue establecer un toque de queda, suspender los derechos constitucionales y permitir que el ejército use la violencia contra los/as manifestantes pacíficos/as, con como resultado de la muerte de al menos 11 personas, entre ellas un adolescente, una mujer embarazada y su bebé, y cientos de personas heridas. El TSE oficializó finalmente la supuesta victoria de JOH,con una diferencia de 1%. Se esperan actualmente impugnaciones de la oposición y que el clima de inestabilidad se profundice.

Desde 2009, año del golpe contra Manuel Zelaya, Honduras es un país capturado por las empresas transnacionales (ETN), que han impuesto su poder en todos los asuntos de la sociedad y del estado. El fraude que se concreta ahora es la consolidación del poder de las ETN, representadas en Juan Orlando Hernández, su partido y demás poderes asociados. La Campaña Global para Reivindicar la Soberanía de los Pueblos, Desmantelar el Poder Corporativo y poner fin a la Impunidad expresa su más profunda preocupación la situación en Honduras. Ya en 2016 demostró su indignación ante el asesinato de Berta Cáceres y se unió a la movilización internacional de Solidaridad con COPINH y la demanda de Justicia en el caso de Berta[1].

Hoy, la Campaña condena enérgicamente el establecimiento de un toque de queda y la suspensión de los derechos constitucionales, el asesinato de ciudadanos/as desarmados/as por parte del ejército nacional, y hace un llamamiento a las organizaciones internacionales y los países extranjeros para que condenen la violencia y soliciten al gobierno hondureño detener cualquier tipo de violencia y restablecer los derechos constitucionales, entre ellos el derecho a protestar pacíficamente, apoyar la solicitud de verificar con total transparencia las 5200 actas de mesas electorales bajo sospecha, y ejercer presión sobre el actual presidente hondureño para que acepte la decisión democrática del Pueblo hondureño como se expresó en la elección del 26 de noviembre. La Campaña Global hace un llamado urgente para un pronto regreso de la democracia a Honduras, y el fin a la impunidad y la corrupción.

La Campaña Global para Reivindicar la Soberanía de los Pueblos, Desmantelar el Poder de las empresas transnacionales y Poner fin a la Impunidad es una coalición de más de 200 movimientos sociales, redes, organizaciones, y comunidades afectdas que resisten a la destrucción generada por las empresas transnacionales desde diferentes sectores y en los diferentes continentes.

Más información: https://www.stopcorporateimpunity.org

Contacto: campaign@stopcorporateimpunity.org

[1] Ver: https://www.stopcorporateimpunity.org/international-solidarity-mission-to-honduras-justice-for-berta-caceres-and-copinh/

http://www.cdhal.org/declaracion-de-apoyo-a-la-lucha-de-las-fuerzas-democraticas-en-honduras-frente-al-intento-de-consolidacion-de-una-dictadura-militar/

Un saludo fraternal

P/La coordination
Sinia Benigassan

“Más Vale una pizca de lealtad que cien años de Gloria”, ​”Este Pueblo de America sabe que su fuerza interna esta en la union y su fuerza continental esta tambien en la union” – Fidel Castro 2004

Alba Malta North Africa Coordination

Write us at: gnientalgherf@gmail.com
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http://movimientodeapoyoasiria.net/es/portada/

Tunisi 1nov2017: Agricoltura biologica a Cuba e in Tunisia

¿Por qué ya no se habla de comunas?

por albatv.org

Las comunas casi no son parte de los discursos oficiales. Tampoco los son dos instancias medulares creadas en años recientes: el Consejo Presidencial de Gobierno Popular de Comunas, y el Parlamento Nacional Comunal. ¿Qué son cada una de estas instancias, en qué situación están, por qué no se las nombra, qué dirá la Asamblea Nacional Constituyente al respecto? Entrevista con Jennifer Castillo, comunera, y militante de la Corriente Revolucionaria Bolívar y Zamora, en Táchira.

¿Qué son el Consejo Presidencial de Gobierno Popular para las Comunas y el Parlamento Nacional Comunal?

El Consejo Presidencial es la voz del bloque de comunas de cada estado, es el que lleva, ejecuta, planifica, controla, comunica, el que visiona la economía comunal de cada espacio territorial. El Consejo Presidencial y el Parlamento Nacional Comunal no son dos cosas diferentes sino la unidad que es la comuna grande, el autogobierno. Estas instancias deben estar en el mismo nivel que los ministros. El Consejo Presidencial debe reunirse con todos los ministros para desarrollar los planes de gobierno, cosa que no se ha hecho, hubo dos intentos y luego no se avanzó.

Estas estructuras nos han dejados muchos beneficios. Uno de ellos es el sentimiento de hermandad que tenemos un comunero con el otro. Cuando hablo de beneficio me refiero a lo que puede hacer una comuna por otra, el intercambio de rubros, la economía solidaria, comuna que produce otro rubro, hace intercambio con la otra, intercambia saberes, es el engranaje que necesita el Parlamento Comunal desde el debate con las bases, los cabildos abiertos, el que legisla, eso es el Parlamento Comunal.

En ese mismo orden de ideas, estamos creando las normas de la empresa gran comunal para su funcionamiento. Se va a llevar a todos los estados, a todas las comunas, a todos los consejos comunales, para que se debata hasta obtener un solo documento orientador para normar el sistema de la empresa de transporte gran comunal

¿Cómo describes la situación actual de esas instancias? ¿por qué no aparecen en la agenda pública?

La situación actual está cargada de mucho desanimo, no hay el mismo acompañamiento, el mismo entusiasmo de cuando iniciamos el Consejo Presidencial. Hay muchos proyectos, pero no trascienden. El ejecutivo nacional quedo en reunirse con nosotros una vez mes al mes y se ha quedado en el olvido. Igualmente se han creado estructuras paralelas al Consejo Presidencial como el Congreso de la Patria, y ¿dónde está la comuna? Porque la comuna es el núcleo fundamental donde están los consejos comunales, donde esta todos los sectores vivos de un territorio: los campesinos, los obreros, los sexos géneros diversos, todos están incluidos en las comunas. En este momento se le está dando visibilizacion a todo menos a las comunas.

No nos ponen en la palestra pública por pugna de poder. Consideramos que no debería haber una estructura paralela a las comunas, porque la comuna lo tiene todo para la solución de los problemas de la comunidad. Lo que pasa es que no se le ha dado el valor por parte de la institucionalidad. Lo que nos mantienen firme en esta lucha es porque nosotros y nosotras nos reconocemos como comuna en los territorios, no necesitamos que nos reconozca la institucionalidad.

La agenda pública del chavismo con toda su estructura debe poner el oído en la tierra para escuchar que allí están las comunas, aunque se nos ha sido cuesta arriba la gestión en lo local por la falta de reconocimiento de la institucionalidad.

El Parlamento Nacional Comunal por su parte ha tenido más despliegue, está organizado por redes, ha recorrido nueve estados del país, ha mantenido sesión permanente, ha recogido firmas en apoyo conta las injerencias de los Estados Unidos en asuntos internos del país. Hemos ido a la cancillería en apoyo a la patria, hemos hecho marchas.

¿Qué desafíos ves para el movimiento comunal en el marco de la Asamblea Nacional Constituyente? ¿Qué debería aparecer en la nueva Constitución?

Uno de los principales desafíos es lograr restructurar al movimiento comunal a través de los despliegues que estamos haciendo a nivel nacional para restructurar las comunas, los consejos comunales, ayudar a hacer el plan de desarrollo, acompañarlos en sus luchas.

La Asamblea Nacional Constituyente (ANC) debe servir para establecer el sexto poder, que es el poder popular, y en particular el poder comunal. El moviente comunal ha hecho debates sobre lo que debe establecerse en la Constitución, donde en uno de sus capítulos se deberían establecer los deberes y los derechos, las funciones de cada instancia para que quede sentada la capacidad de acción. Hemos propuesto además que las comunas tengan un porcentaje del PIB destinado a la producción de los territorios comunales, para que las comunas sean autosustentables en el tiempo.

También creemos que se debe estipular la capacidad de la organización en cuanto a la defensa territorial. Nosotros y nosotras hablamos de la Milicia Bolivariana, comunal, yéndonos a lo preventivo por que la Milicia es para defender nuestra patria cuando lo necesite. Así mismo, la defensa al deporte, la recreación, el estudio, la cultura, la defensa ambiental. La comuna debe ser la protectora del rio, de la naturaleza que está en ese espacio territorial.

Todo esto es un desafío para nosotros y nosotras del movimiento comunal, que aparezca en la nueva Constitución a través de la ANC. Los y las 24 constituyentistas que representan las comunas tienen el reto de levantar las propuestas que han surgido del seno del movimiento comunal, y que se unan al sector obrero, campesinos porque todos estos sectores están dentro de las comunas.

(VIDEO) El poder constituido es incapaz de hacer Revolución

por albatv.org

José Bedoya, Comunero del estado Lara: “Es notorio que el poder constituido es incapaz de hacer revolución”

La Red Nacional de Comuneros y Comuneras realizó una Asamblea Popular en la Plaza Bolívar de Caracas a fin de solicitar un derecho de palabra en la Asamblea Nacional Constituyente y proponer acciones concretas que ayuden a superar las necesidades que enfrenta el pueblo venezolano, enmarcado en la construcción del Estado Comunal.

José Bedoya, Comunero del estado Lara, miembro del movimiento socialista José Carlos Mariategui declaró para Alba Tv: “Ya es notorio que el poder constituido es incapaz de hacer revolución, tienen que ser los comuneros, los movimientos sociales, el pueblo revolucionario con conciencia”

“¿Cómo se construye un Estado Comunal si en las negociaciones que hay entre las cúpulas del gobierno y del empresariado las comunas están siendo marginadas? Se va a llegar a una concertación de precios (en 50 rubros priorizados) sin considerar el interés y las necesidades de un pueblo que tiene urgencia de poder articular un modelo económico que sea cónsono al interés de las comunidades.”

“Nosotros somos conscientes que en el pueblo hay debilidades y vicios heredados, es necesario promover no de palabra, sino en la práctica lo que se llama una revolución cultural. Si no hay revolución cultural no va a haber cambios en la estructura”.
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Venezuela 22ago2017: Solidarietà in tutto il mondo!

da albamovimientos.org

I movimenti latinoamericani propongono azioni urgenti di solidarietà in tutto il mondo per il Venezuela.

Giornata di solidarietà il 22 agosto 2017.

 
La Segreteria dei movimenti sociali verso l’ALBA, sezione brasiliana e l’Assemblea internazionale dei popoli rivolgono un appello urgente ai popoli dell’America latina e del mondo.
 

Care compagne e cari compagni,

 

tutti noi seguiamo da vicino la crisi sociale e politica del Venezuela. Ci impressiona l’escalation di violenza messa in atto dalle forze di destra, con vittime già numerose. Si è arrivati al punto che “civili” formati a Miami e in Colombia, forze di destra hanno attaccato postazioni militari, cercando di provocare più vittime.
 

Il governo di Maduro e le forze progressiste del Venezuela vedono nell’Assemblea Costituente un modo per rinegoziare il patto sociale nel paese; ampio è stato il sostegno del popolo venezuelano, con la partecipazione di oltre 8 milioni di elettori il 30 luglio, malgrado le numerose difficoltà.

I deputati della destra hanno detto pubblicamente che la loro tattica è produrre il massimo di violenza e caos, ottenendo un’ampia copertura mediatica internazionale così da provocare un intervento internazionale nel paese. Una tattica spiegata anche dall’ex primo ministro spagnolo, Felipe Gonzales.


Il governo di Trump, privo di qualunque etica e legittimità, sta cercando di influenzare gli eventi in Venezuela.
Il governo golpista del Brasile ha subito chiesto una riunione del Mercosur per sospendere il Venezuela. Dunque un governo illegittimo, sostenuto da circa il 3% dei brasiliani, osa condannare il Venezuela per mancanza di democrazia!Sulla base di diversi incontri e consultazioni fra i movimenti brasiliani e latinoamericani, CHIEDIAMO A TUTTI I MOVIMENTI POPOLARI  DEL BRASILE, DELL’AMERICA LATINA E DEL MONDO:

1)     
di esprimere solidarietà al popolo venezuelano, al governo e all’Assemblea Costituente, al diritto legittimo e sovrano di decidere del futuro nazionale;

2)    di creare “Comitati per la pace in Venezuela” nel maggior numero possibile di città e nazioni. Comitati ampi e unitari, con organizzazioni popolari e politiche, attivisti, artisti, intellettuali ecc., si impegneranno in azioni di solidarietà;


3)    
di organizzare proteste pubbliche contro l’ingerenza del governo statunitense negli affari interni di altri paesi. Come ha denunciato Julian Assange, il governo Trump vuole creare un nuovo Iraq nell’America del Sud. Non possiamo stare zitti;

4)    
di organizzare proteste in diverse forme, per mandare un messaggio chiaro agli Usa e agli altri: proteste in strada, eventi politici e culturali, azioni mediatiche;

5)    di organizzare una giornata internazionale di solidarietà con il Venezuela, il 22 agosto, durante la quale si tengano azioni simultanee in  diverse città del mondo, compresi sit-in ad ambasciate, consolati e altri simboli degli Stati uniti per consegnare lettere di protesta; 


6)    di 
accogliere firme per la lettera che intendiamo mandare a governi, ai parlamentari e alle organizzazioni  degli Stati uniti. Chiediamo il sostegno di tutti per diffondere il nostro appello e raccogliere firme di organizzazioni e individui da mandare entro il 20 agosto a: secretaria@asambleadelospueblos.org. Siamo a disposizione per informazioni.

Contiamo sul contributo di tutte e tutti per questo sforzo che richiederà da tutti noi molto impegno e generosità al fine di massimizzare il processo di costruzione unitaria, centrato sulla difesa della rivoluzione bolivariana, del governo venezuelano e della Costituente.


Joao Pedro Stédile
Segreteria operativa del Movimento dei popoli verso l’Alba – Brasile

Jaime Amorim
 MST –Via Campesina internazionale

Paola Estrada
, segreteria dell’Assemblea internazionale dei popoli

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Marinella Correggia]

Comunicado del ALBA-TCP con el Venezuela Bolivariano

VI REUNIÓN EXTRAORDINARIA DEL CONSEJO POLÍTICO DEL ALBA-TCP

Caracas, 08 de Agosto de 2017

 

Los Ministros y Ministras de Relaciones Exteriores de los países miembros de la Alianza Bolivariana para los pueblos de nuestra América-Tratado de Comercio de los Pueblos, (ALBA-TCP) en ocasión de la VI Reunión Extraordinaria del Consejo Político del ALBA-TCP, celebrado en Caracas-República Bolivariana de Venezuela, el 08 de Agosto de 2017.  

 

Reconocemos y felicitamos al pueblo venezolano por la jornada democrática del pasado 30 de julio de 2017, conscientes de que celebrar esos comicios y votar en ellos fue un auténtico acto soberano y que solo compete a los venezolanos superar sus dificultades, sin intromisión, amenazas ni condicionamientos injerencistas.

Reiteramos que las sanciones económicas de carácter unilateral, impuestas contra el pueblo venezolano, constituyen una clara violación del derecho internacional, de los derechos humanos y una inaceptable aplicación intervencionista que tiene como único objetivo afectar de manera directa al pueblo y gobierno bolivariano de Venezuela, para conseguir con ello un cambio de régimen.

Teniendo en cuenta los constantes esfuerzos directos e indirectos de atentar contra la paz y soberanía del pueblo y gobierno de Venezuela, la campaña de desprestigio mediática internacional y las acciones unilaterales, violatorias del Derecho Internacional que afectan hoy la economía venezolana.

 

Destacando que los enemigos históricos de la integración latinoamericana y caribeña han lanzado una guerra no convencional contra los gobiernos y pueblos que más la han defendido, cuyo único objetivo es destruir los avances alcanzados en la región; dividirnos e imponer nuevamente el modelo económico neoliberal para así poder dominar y controlar nuestras riquezas y someternos al control de los intereses transnacionales.

 

Recordando la Declaración de la XIV Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP, el pasado 5 de marzo, en Caracas, Venezuela, en la que se afirmó que “la defensa de Venezuela y de su revolución no es problema exclusivo de los venezolanos. Es causa que convoca a todos los que luchamos por la verdadera independencia en América Latina y El Caribe. En Venezuela se libra hoy la batalla de Ayacucho del siglo XXI.”

 

Rechazamos las sanciones, arbitrarias e ilegales, impuestas por el gobierno de los Estados Unidos, contra ciudadanos venezolanos, incluido el Presidente constitucional Nicolás Maduro Moros. Los países del ALBA-TCP advertimos que se cometen una vez más los mismos errores que los condujeron al fracaso en el pasado.

Declaramos que estas acciones contra  Venezuela no conducirán a ninguna solución que favorezca al pueblo y sólo tienen como objetivo generar más inestabilidad, al alentar a los sectores más violentos de la oposición venezolana. Los países y organismos internacionales que propician la violencia y el caos, serán responsables de sus consecuencias

Exigimos la firme e inmediata condena internacional de la violencia, que ha costado lamentables muertes y numerosas pérdidas al pueblo venezolano.

Reiteramos el llamado al establecimiento de un diálogo constructivo y respetuoso con vistas a avanzar en la estabilidad política y económica de Venezuela. 

Resaltamos el vigor con el que los pueblos latinoamericanos y caribeños defienden los ideales de justicia social y la dignidad del ser humano.

 

Ratificamos nuestro apoyo a la iniciativa emanada de la 38° Reunión Ordinaria de Jefes de Gobierno de CARICOM, del 06 de julio de 2017, donde ofrecen acompañar un proceso de diálogo entre el gobierno y la oposición de Venezuela, a fin de reactivar y dar un reimpulso definitivo a dicha iniciativa que busca la paz en el país.

Reiteramos nuestro más firme rechazo a la política hacia Cuba anunciada por el gobierno de los Estados Unidos de América el 16 de junio de 2017,  que revierte avances alcanzados en los dos últimos años y constituye un retroceso en las relaciones entre ambos países y fortalece el injusto e ilegal bloqueo económico, comercial y financiero contra el pueblo de Cuba.

Igualmente, reiteramos la preocupación expresada por los Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP en su XV Cumbre sobre el tratamiento que reciben los migrantes  latinoamericanos y caribeños, y la necesidad que se respeten sus derechos.

Expresamos que la construcción del muro en la frontera norte de México por parte del gobierno de los Estados Unidos, es una clara  expresión de discriminación y rechazo, a los migrantes de toda América Latina y el Caribe.  Rechazamos las deportaciones masivas de migrantes latinoamericanos y caribeños muchas veces sin respeto a los derechos humanos.

Saludamos los avances que se han alcanzado para la reactivación del Fondo para el Apoyo Legal y Asesoría a los Migrantes del Banco del ALBA.

Nos comprometemos a la observancia y defensa de los postulados de la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz, firmada por los Jefes de Estados y de Gobierno de la región en la II Cumbre de la CELAC.

Convocamos a los pueblos y gobiernos de  América Latina y el Caribe a estar alertas y a unirnos en defensa de nuestra independencia y soberanía regional, así como a cerrar el paso a los que se empeñan en revertir nuestros logros sociales, impedir la integración y la unidad de Nuestra América. 

Asimismo, denunciamos la existencia y el desarrollo de un Plan impulsado por el Imperio, el cual pretende vulnerar el desarrollo de gobiernos progresistas. Sabedores de este Plan estamos conscientes y dispuestos a hacer frente y dar la lucha como bien lo hizo el aguerrido y digno pueblo venezolano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6th EXTRAORDINARY MEETING OF THE

ALBA-TCP POLITICAL COUNCIL

 

Caracas, August 8th, 2017

 

The Foreign Ministers of the member countries of the Bolivarian Alliance for the Peoples of Our America – Peoples’ Trade Treaty (ALBA–TCP), gathered at the 6th Extraordinary Meeting of the ALBA–TCP Political Council, held in Caracas, Bolivarian Republic of Venezuela, on August 8th, 2017.

 

We recognize and congratulate the Venezuelan people for having accomplished a successful democratic day, the past July 30th, 2017. We are aware that holding and participating in these elections represents an authentic act of sovereignty, and the Venezuelans are the only entitled to overcome their difficulties, without any interference, threats or interventionist constraints;

 

We reiterate that the unilateral economic sanctions imposed against the Venezuelan people are a flagrant violation of international law and human rights, as well as an unacceptable interventionist implementation, whose only purpose is to directly hinder the Bolivarian people and government of Venezuela in order to change the regime;

 

Considering the continuous direct and indirect efforts to attack the peace and sovereignty of the people and government of Venezuela, the international media smear campaign and unilateral actions which contravene the international law, thus negatively affecting the Venezuelan economy today;

 

Highlighting that the historical enemies of the Latin American and the Caribbean integration have started a non-conventional war against the governments and people who have most earnestly defended it, whose sole aim is to destroy the progress made in the field of regional integration, to divide us and to impose the neoliberal economic model again, in order to dominate and control our wealth and to subjugate us to transnational interests.

 

We recall the Declaration of the 14th ALBA-TCP Summit of Heads of State and Government, adopted in Caracas, Venezuela, on March 5th, 2017, where it is stated: “The defense of Venezuela and its revolution does not only concern Venezuelans. It is a matter involving all of us who fight for the real independence of Latin America and the Caribbean. The 21st century Ayacucho Battle is being fought in Venezuela today.”

 

We reject the arbitrary and illegal sanctions imposed by the Government of the United States against Venezuelan citizens, including the constitutional Nicolas Maduro Moros. The ALBA -TCP countries warn that the same mistakes that once led to failure are being made again.

 

We state that these actions against Venezuela are far from producing a solution in favor of the people, and only aim to generate more instability, by encouraging the most radical sectors of the Venezuelan opposition. The countries and international organizations that foster violence and chaos shall be accountable for the consequences.

 

We demand the firm and immediate condemn to violence, which has caused regrettable deaths and numerous losses to the Venezuelan people.

 

We reiterate the call to establish a constructive and respectful dialogue with a view to further political and economic stability in Venezuela.

 

We highlight the strength with which Latin American and Caribbean peoples defend their ideals of social justice and dignity of the human beings.

 

We reaffirm our support to the initiative issued from the 38th Meeting of Heads of Government of CARICOM, held on July 6th, 2017, where they offered to accompany a process of dialogue between the government and the opposition in Venezuela, in order to revitalize and relaunch this peace seeking initiative in the country.

 

We reiterate our strongest rejection to the policy towards Cuba announced by the Government of the United States of America on June 16th, 2017, reversing the progress made in the last two years. It also represents a step back in the relations between both countries, and strengthens the unfair and illegal economic, commercial and financial blockade against the Cuban people.

 

We reiterate the concern expressed by the ALBA-TCP Heads of States and Governments, within its 15th Summit, regarding the mistreatment suffered by our Latin American and Caribbean migrant and the need to respect their rights.

 

We consider the construction of the wall in the Northern border of Mexico by the government of the United States to be a clear expression of rejection and discrimination, against the Latin American and Caribbean migrants. We reject the massive deportations of Latin American and Caribbean migrants, many of which disregard human rights.

 

We welcome the progress made to relaunch the Legal Assistance and Advisory Fund for Migrants of the Banco del ALBA.

 

We undertake to abide and defend the postulates of the Declaration of Latin America and The Caribbean as a Zone of Peace signed by the Heads of State and Government of the region at the CELAC 2nd Summit.

 

We urge the peoples and governments of Latin America and the Caribbean to be alert and united in the defense of regional independence and sovereignty, and to block the path to those determined to revert our social achievements and prevent the integration and unity of Our America.

 

Likewise, we denounce the existence and implementation of a plan fostered by the Empire intended to undermine the development of progressive governments. Being aware of such plan, we are willing and able to confront and fight, as the worthy and brave Venezuelan people has historically done.

Con Maduro, l’Assemblea Costituente e la Democrazia dei Consigli!

di ALBAinformazione

ALBAinformazione per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli, pubblicazione dell’Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali d’Italia, invita tutti i movimenti di solidarietà internazionalisti a sostenere convintamente l’Assemblea Nazionale Costituente del Venezuela proposta dall’operaio e presidente venezuelano Nicolás Maduro Moros, di cui si terrà l’elezione il 30 luglio 2017. La  legittimità e legalità della Costituente è scritta a chiare lettere nella attuale Costituzione Bolivariana (Titolo IX, Capitolo III, art. 348 CRBV, 1999) , “La Pioniera”, come l’ha definita lo stesso Presidente Maduro. 

Una elezione democratica non solo nella forma, come piace, a parole, sempre alla borghesia, ma democratica e popolare anche nella sostanza, poiché i protagonisti saranno gli elementi più avanzati delle masse popolari organizzate venezuelane: contadini, operai, pescatori, casalinghe, pensionati, donne, uomini, professionisti, imprenditori, giovani e studenti, tra gli altri, che forgiano la propria libertà praticandola, ed imparano massivamente e collettivamente a costruire il proprio futuro, facendolo.  

Siamo perfettamente coscienti che le classi privilegiate e oggi dominanti nel mondo, vedono l’indizione di una Assemblea Costituente autenticamente popolare come il fumo negli occhi, un esempio da evitare nella maniera più assoluta perché rischia di trasformare il Venezuela in un’altra democrazia popolare che collide in maniera stridente con l’imperialismo e gli interessi speculativi dei circuiti finanziari internazionali. Questi signori fanno e faranno sempre più e di tutto a ché questo esempio non rischi di espandersi in ogni angolo del mondo. Noi faremo sempre di più e meglio affinché, al contrario, questi esempi, come quello della Rivoluzione Bolivariana, siano sostenuti ed emulati creativamente ed abbiano un seguito sempre più ampio, a cominciare dal nostro paese. Per questi signori il pericolo oggi è che il Venezuela Bolivariano si trasformi completamente in un “regime di tipo castrista, ossia una dittatura marxista”, come sentiamo dire nei loro mezzi di distrazione di massa, sempre tesi alla distruzione e alla devastazione delle coscienze, alla intossicazione e alla diversione di menti e cuori, all’avvelenamento delle percezioni, delle sensazioni e dei sentimenti.

Risuonano di nuovo, con una veste nuova ma sempre più scura e cupa, le parole che pronunciò il signor Henry Kissinger, segretario di Stato ai tempi di Nixon e Ford, con le quali di fatto condannarono a morte Allende ed il suo governo di Unidad Popular: “Deve sapere che non lasceremo arrivare in Cile una sola vite o un solo dado … Non capisco perché dovremmo starcene immobili e guardare una nazione diventare comunista a causa dell’irresponsabilità del proprio popolo”.

Como sono soliti fare tutti i reazionari e i fascisti, scaricano le responsabilità sui popoli, li immagino e li descrivono come minorati, incapaci geneticamente di costruire il proprio futuro. Come scriveva il poeta venezuelano Aquiles Nazoa, noi, contrariamente ai lor signori, sì, crediamo nei popoli e nelle loro capacità creatrici.

Le oligarchie di ogni latitudine, i capitalisti e l’alta finanza, le alte sfere delle mafie, le cupole clericali, i residui feudali e nobiliari che ancora non sono stati spazzati via, ben al di là delle belle parole di Bergoglio, si stringono sempre più nella loro “santa alleanza” per restaurare il loro potere governativo in Venezuela, defenestrare Maduro, come hanno già fatto con Allende in Cile nel ’73, per citare un solo caso.

Tutti compatti: dal PD del signor Renzi, al polo delle Libertà di Berlusconi in Italia, dalla destra reazionaria europea fino a quella che un tempo fu la “Internazionale Socialista” oggi al carro del golpista Ramos Allup rappresentante della banda criminale della MUD – “Internazionale” di cui da tempo resta solo il nome ed un ricordo sbiadito per i popoli del mondo – tutti costoro intonano all’unisono e a reti unificate i loro canti di morte e distruzione. E come spesso accade nella Storia, con l’aiuto “esterno” di chi si immagina o si definisce più “a sinistra” di tutti gli altri che con i primi non perdono l’occasione di andare a braccetto.

Oggi più che mai è il tempo delle definizioni, tertium no datur, come evidenziava sempre il Comandante Chávez. Chi si immagina che ci possa essere, oggi meno che mai, una terza via o è un imbroglione, o al meglio è un ingenuo. In mezzo abbiamo solo le barricate dei guarimberos, di cui abbiamo ben visto il carico di odio irrazionale e criminale, che è proprio delle squadracce fasciste di ogni epoca.  

Come in ogni Rivoluzione che non sia una farsa, tutte e tutti sono chiamati a prendere posizione e ad ogni passaggio epocale i protagonisti cambiano, ma i ruoli restano. I processi vanno depurandosi e il posto dei protagonisti spetta sempre al popolo, e a chi lo incarna. Chi prima c’era, come spesso accade non c’è più, e viceversa, chi non c’era ieri c’è invece oggi. Da Douglas Bravo e i suoi seguaci, al generale Baduel.

La rivoluzione accoglie sempre il contributo di tutti, anche di quelli più indecisi, arretrati e titubanti, di quelli che vengono, di quelli che vanno o di quelli che tornano, qualsiasi sia esso il motivo che li muove. Dei protagonisti del Giuramento del Samán de Güere, anche se sono rimasti fisicamente in vita solo coloro che quel giuramento hanno tradito, quando spariranno anche fisicamente, costoro troveranno già riservato il loro posto nel dimenticatoio della Storia. Nulla è eterno tranne la trasformazione popolare, e chi la incarna.

Chi dice che la Costituzione Bolivariana del 1999  non è migliorabile, e non vi è nulla di più democratico che si possa immaginare, mente sapendo di mentire. E la loro ipocrisia va di pari passo con quella di chi questa stessa Costituzione del 1999 l’ha combattuta con il coltello tra i denti, e oggi dice, con quello stesso coltello tra i denti, di volerla difendere. Ipocrisie complementari.

Con l’Assemblea Nazionale Costituente il popolo venezuelano si è conquistato un’occasione molto utile per fare un passo avanti concreto nella sua rivoluzione di nuova democrazia verso il socialismo. Noi lo accompagniamo in questo percorso. 

Viva l’Assemblea Nazionale Costituente! 
Viva Maduro!
Viva Chávez!
Viva la Rivoluzione Bolivariana! 
Viva il Potere Popolare!
Viva il Socialismo!  

#LaConstituyenteSiVa
#VictoriaConstituyente

 

El plebiscito de la MUD: show, delito y golpe

L'immagine può contenere: 18 persone, follapor albatv.org

El plebiscito convocado por la oposición venezolana, representada por la Mesa de la Unidad Democrática (MUD) es, una vez más, una clara estrategia de manipulación. Operando desde la simbología de un supuesto mecanismo de democracia participativa, esta estrategia está pensada en función de su proyección mediática, sea a nivel nacional – para alimentar la tensión social – sea, sobre todo, a nivel internacional, para seguir manufacturando un consenso en contra de la Venezuela bolivariana. Al mismo tiempo constituye un delito en sí y un intento de golpe de Estado: como tal, no puede quedar impune.

Falacias del Plebiscito

El plebiscito es una figura jurídica que no existe en Venezuela pero sí en otros países, en cuyos imaginarios colectivos se considera como expresión de la voluntad popular de toda una nación. El objetivo de la MUD es claro: dar a entender que la población venezolana en su totalidad está en contra del Gobierno Bolivariano. Una vez más entonces es una estrategia pensada en función de su mediatización internacional, elemento crucial en la guerra de cuarta generación que han venido librando de la mano de las grandes corporaciones internacionales y de la derecha mundial, y a través de la cual quieren destruir el proceso bolivariano.

Por otro lado es también una estrategia que busca recomponer las fuerzas opositoras, cansadas y divididas después de más de 100 días de manifestaciones violentas y asesinas: ésto ha llegado a provocar cierto rechazo incluso entre sus simpatizantes; de ahí la búsqueda de estrategias en apariencia más “democráticas” y “legales”. Sin embargo, de legal éste plebiscito no tiene absolutamente nada: es un verdadero castillo de naipes, construido con engaños, mentiras y manipulaciones, justificadas a los límites del absurdo por quienes lo promueven.

“Su falsedad, su ausencia de control sobre los resultados y sobre quienes deben sufragar, es una de las características más visibles de esta maniobra” explica, en entrevista para Alba TV, el abogado Isaías Rodríguez, quien ejerce funciones de embajador de la República Bolivariana de Venezuela en Italia y que forma parte de la Comisión Presidencial de la Asamblea Nacional Constituyente (ANC). El Plebiscito convocado por la MUD, sigue Rodríguez, “no tiene data, ni organismo confiable que lo vigile, ni nadie a quien rendir cuentas. Han declarado cínicamente que quemarán las actas y los documentos una vez concluida la actividad. Esto quiere decir que no son confiables. Ni antes ni después reflejarán credibilidad alguna. No es un acto responsable ni siquiera para quienes confían en el liderazgo de la MUD”.

Por otro lado, la misma figura del plebiscito es muy discutida en los mismos países cuyo ordenamiento jurídico la contempla. De hecho, a pesar de una apariencia de democracia participativa y directa, el plebiscito ha sido cuestionado como una medida demagógica y populista, que puede llegar incluso a debilitar la democracia: porque pese a las expectativas que generan, los plebiscitos no son vinculantes.

“El plebiscito es un procedimiento que emplaza el elector a votar simplemente por un sí o por un no. No abre el voto, ni las respuestas a una reflexión profunda: encierra las respuestas”, analiza Isaías Rodríguez, acotando que, históricamente, ninguna constitución venezolana ha contemplado la figura del plebiscito, pese a que en 1957 Pérez Jiménez convocara uno “para tratar de extender su dictadura por cinco años más. Fue un elemento que desacreditó su dictadura, incluso produjo su caída. Este plebiscito no lo contemplaba la constitución perezjimenista de 1953, ni la siguiente de 1961, ni tampoco ésta de 1999”.

El Plebiscito en Venezuela es un delito

El problema no se limita a este show irracional montado por la MUD: desde el punto de vista legal, “el Plebiscito del 16 de Julio es un fraude constitucional, un delito”, como escribe la abogada constitucionalista Olga Álvarez. Explica Álvarez: “en el caso de nuestra CRBV [Constitución de la República Bolivariana de Venezuela] se incorporaron diversos mecanismos de democracia directa: elección de cargos públicos, referendo consultivo, aprobatorio, derogatorio, revocatorio; asambleas de ciudadanos, cabildo abierto, consultas populares, iniciativas legislativas, constitucionales y constituyente; todas con CARÁCTER VINCULANTE, es decir es obligatorio para el Estado atender sus resultados […]. Cada mecanismo de consulta tiene un procedimiento específico, un convocante específico, condiciones de validez específicas y materia a consultar específica en cada procedimiento. […] No existe en la CRBV ningún artículo que permita hacer una consulta de algún tema de interés nacional por un mecanismo diferente al REFERENDO y este debe ser organizado exclusivamente y excluyentemente por el Poder Electoral. Una consulta no contemplada ni por la materia ni por el procedimiento en la CRBV, es absolutamente NULA, inexistente en el mundo jurídico y su intento configura un ilícito constitucional, un fraude constitucional […] La Encuesta convocada por la MUD, haciéndola aparecer como VOTO, es un DELITO y todo aquel que participe incurre en violación flagrante a la Constitución y de las leyes electorales. Atenta contra la forma democrática de gobierno.”

Entonces, otra vez una estrategia de distorsión y manipulación: la oposición se declara defensora de la Constitución, atentando en contra de ella. Así también llama a Plebiscito, como supuesto instrumento de democracia directa, para en realidad atentar en contra de la democracia participativa, pilar del proceso revolucionario bolivariano y de la cual es expresión la Asamblea Nacional Constituyente (ANC), contra la cual llaman a votar el 16 de julio.

>>>El Plebiscito es un llamado al Golpe de Estado>>>

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