La Bielorussia ribadisce il suo sostegno alla Siria

da lantidiplomatico

Il presidente siriano, Bashar al-Assad ha ricevuto, questa mattina, un messaggio di sostegno del presidente bielorusso Alexander Lukashenko consegnato dal segretario generale del partito comunista bielorusso, Igor Karpenko Vasilievic.

Nel messaggio, il presidente bielorusso ha espresso il forte sostegno del suo paese alla Siria, popolo e governo, nella sua guerra contro il terrorismo, confermando la volontà della Bielorussia di sviluppare ulteriormente le relazioni bilaterali in tutti i campi.
Da parte sua, il presidente al-Assad ha apprezzato le posizioni filo-siriane della Bielorussia, un paese che era stato precedentemente sottoposto alle stesse pressioni e campagne occidentali che la Siria si trova ad affrontare oggi, e tuttavia è riuscito a resistere e trionfare.
Il presidente al-Assad ha affermato che la Siria è in guerra contro il terrorismo ed i suoi sponsor ed è parte di un’offensiva occidentale sotto la guida degli Stati Uniti attraverso i collaboratori nella regione.

Questa guerra prende mira tutti i paesi che resistono egemonia occidentale e che difendono gli interessi dei loro popoli e l’indipendenza delle sue decisioni, con l’intenzione di ridisegnare una nuova mappa della regione e del mondo, ha dichiarato il presidente siriano.
A sua volta, Vasilievic ha affermato che il suo paese considera la necessità di unire gli sforzi di tutti i paesi che sostengono il popolo siriano contro il terrorismo, esprimendo fiducia nella capacità della Siria per raggiungere la vittoria e ripristinare la sicurezza nel suo territorio.
All’incontro hanno partecipato il vice segretario generale del partito Baath Arabo Socialista, Hilal al-Hilal e l’ambasciatore della Bielorussia a Damasco, Alexander Ponomarev.

La Bielorussia guarda verso l’America Latina

di Danilo Della Valle

La Repubblica di Bielorussia continua a guardare verso gli orizzonti latinoamericani, sviluppando sempre di più sinergie ed alleanze strategiche con le democrazie popolari della Patria Grande; dopo i numerosi accordi che la “Russia bianca” ha raggiunto negli anni passati con il Venezuela migliorando bilateralmente l’economia dei due Paesi ma anche sviluppando progetti culturali e di amicizia tra i popoli, ora è il turno dell’Ecuador.

Già da tempo i due Paesi hanno avviato delle relazioni molto strette, il Presidente Rafael Correa Delgado, nella sua ultima visita a Minsk, si è detto molto interessato alla tecnologia Bielorussa nell’ambito dell’agricoltura e dell’informatica dichiarando che ben presto la Bielorussia potrebbe diventare uno dei maggiori partner commerciali dell’Ecuador.

Ora si aggiunge un nuovo settore strategico, quello della sanità pubblica; la Bielorussia e l’Ecuador consolideranno infatti la cooperazione nel settore della sanità pubblica. Ciò è previsto nel protocollo d’intesa firmato tra i Ministeri della Salute dei due paesi.

Il documento è stato firmato dal vice direttore del dipartimento farmaceutico del Ministero della Salute della Bielorussia Valery Shevchuk, e dall’ambasciatore straordinario e plenipotenziario dell’Ecuador in Bielorussia, Carlos Larrea Dávila.

Le direzioni principali della cooperazione sono la ricerca congiunta nel campo della salute, il trattamento delle malattie rare, visite bilaterali, scambio di esperienze tra esperti e scienziati, la partecipazione a simposi e conferenze, la realizzazione di progetti congiunti, il coordinamento di programmi e progetti scientifici. Particolare attenzione è rivolta alle forniture bielorusse di farmaci sul mercato ecuadoriano.

“In Ecuador c’è la necessita di alcuni nostri farmaci. I nostri colleghi stranieri hanno ispezionato le nostre aziende farmaceutiche, ora vanno avanti i negoziati per la promozione dei farmaci bielorussi sul mercato ecuadoriano”, ha affermato Anatoli Grushkovski.

ONU: Lukashenko attacca chi vuole destituire Assad

da hispantv

Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, ha criticato i paesi che chiedono la destituzione del presidente siriano Bashar al-Assad.

«Perché avrebbe ucciso, perché dovrebbe essere rovesciato l’attuale presidente, che cosa ha fatto di male?» ha chiesto Lukashenko intervenendo alle Nazioni Unite a margine della 70a sessione dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Inoltre, ha ricordato l’interferenza dell’Occidente in Iraq e il pretesto della presunta presenza di armi chimiche in Iraq, denunciando che si sta ripetendo lo stesso scenario in Siria al fine di rovesciare Assad.

Il presidente bielorusso ha chiesto che i paesi occidentali pongano fine alle interferenze negli affari interni di altri paesi, tra cui la Siria e la Libia.

Per quanto riguarda la crisi dell’immigrazione in Europa, Lukashenko ha avvertito che questa situazione grave e violenta potrebbe diffondersi in tutto il mondo.

Allo stesso modo, il Presidente bielorusso ha sottolineato la necessità di creare fiducia reciproca tra i paesi del mondo e ha espresso preoccupazione per le pressioni, le sanzioni e le azioni militari, restrizioni causate dalla egemonia e l’egoismo nazionale.

A questo proposito, Lukashenko ha invitato tutti i paesi a stabilire un mondo multipolare basato sul rispetto per la diversità culturale e il diritto dei popoli a scegliere il proprio percorso di sviluppo.

Nel suo intervento, ha anche ricordato che il suo paese sta rispettando gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio e le priorità della lotta contro la povertà, l’analfabetismo, la parità di genere e la stabilità politica e sociale interna.

Inoltre, ha concluso Lukashenko ricordando due sanguinose guerre mondiali che hanno coinvolto il territorio bielorusso, ha ribadito che nessun paese può svilupparsi senza stabilire la pace e la sicurezza.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Bielorussia: un paese dal volto giovane

di Danilo Della Valle

Per molti esperti, il prossimo mese di Ottobre sarà un importantissimo mese per il futuro della Repubblica di Bielorussia. La Russia Bianca resta infatti l’ultimo avamposto antimperialista in Europa, l’ultimo Paese ancora fedele alla Madre Russia, sotto attacco Nato ormai da molto tempo. In verità la Repubblica governata da Alexander Lukashenko è stata oggetto di un tentativo di cosiddetta “rivoluzione colorata” già nel 2010, ma il tentativo non andò a buon fine, nonostante l’impegno dei vari sponsor (ONG) e media stranieri.

Con la crisi Ucraina, il governo Bielorusso si è ritagliato uno spazio importante nello scenario internazionale cercando di fare da paciere e cercando di risolvere il conflitto in maniera pacifica e senza ulteriore spargimento di sangue tra fratelli.

Tra poco meno di un mese il governo Lukashenko sarà chiamato ad una grande prova, quella delle elezioni.

Di seguito proponiamo una intervista al Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Bielorussia nonché membro del Comitato esecutivo della città di Minsk, Nikolay Viktorovich Volovich. Il Partito Comunista di Bielorussia (PKB) nacque nel dicembre 1918 a Smolensk e nei giorni della Grande Guerra Patriottica fu il principale organizzatore della Resistenza antinazista. Oggi il Partito Comunista di Bielorussia è uno dei maggiori partiti della Repubblica di Belarus, ha una sua importante rappresentanza al Parlamento, alla Camera dei Deputati, nelle autorità esecutive, e nei vari consigli locali, inoltre conta circa 7.000 membri.

  1. – Ad ottobre ci saranno le elezioni Presidenziali in Bielorussa, il suo Partito appoggia la candidatura del Presidente in carica Alexander Lukashenko, quali sono i punti in comune con il suo programma elettorale?

        – Le prossime elezioni del Presidente della Repubblica di Belarus avranno un valore politico importante non solo per il  Partito Comunista di Belarus, ma anche, più in generale, per la Repubblica di Belarus.

L’11 ottobre dovremmo fare una scelta importante che definirà la prospettiva dello sviluppo sociale, economico e politico del paese per i prossimi 5 anni. Il nostro partito non ha proposto il suo candidato presidenziale. Al XI (XLIII) Congresso straordinario del KPB  è stata approvata la decisione di sostenere la candidatura del Capo dello Stato Alexander Grigoryevich Lukashenko alla Presidenza della Repubblica di Belarus.

Il nostro sostegno alla candidatura dell’attuale Presidente di Bielorussia è dovuto al fatto che alla base del corso sociale, economico e politico condotto da Alexander Lukashenko ci sono idee di un lavoro costruttivo e di una società di giustizia sociale, libera dai principi della bugia redditizia. Queste condizioni coincidono completamente con le condizioni del programma del nostro partito. Sia nella sua base che nella base dell’ideologia socialista.

  1. – Alcuni giornalisti e politologi, in Occidente, credono che la Bielorussia possa esser il prossimo Paese ad esser destabilizzato sull’onda della “rivoluzione colorata” Ucraina, crede ci possa esser un tentativo da parte delle opposizioni con l’appoggio di ONG internazionali?

      –  Non ci sarà mai un altro Maidan in Bielorussia. È già stato dichiarato dal Presidente della Repubblica di Belarus Alexander Lukashenko. Certamente la nostra “quinta colonna” può cercare di destabilizzare la situazione con l’aiuto di sponsor stranieri. Ma in genere, nel nostro paese, noi non abbiamo tali prerequisiti sociali e politici che hanno condotto Kiev a Maidan a suo tempo.

  1. – Negli ultimi anni sembra esser ritornati ad una sorta di guerra fredda, molti sono i Paesi sotto attacco dell’Imperialismo, quale è la posizione del suo Partito riguardo quello che accade in Ucraina, Siria ecc. Ecc.?

– In 25 anni dall’indipendenza dal centro industriale, scientifico e culturale della ex URSS, l’Ucraina si è trasformata in un paese povero con l’industria distrutta e l’economia che, oltre ad esser distrutta dalla guerra civile, è governata da un gruppo oligarchico.

Naturalmente per l’Europa e gli Stati Uniti non esiste nessun obbligo morale riguardo agli stati-limitrofi. Essi senza rimorsi hanno finanziato e istigato le guerre in Libia, Siria, Iraq, Jugoslavia, rovinano i paesi latino-americani e africani dove “la gente di Maidan” crede in un “futuro luminoso”, ma poi alla fine resta con niente, sporcata con il sangue dei compatrioti. È immorale? Senza dubbio, ma la loro politica è così. Dopo tutto l’élite occidentale agisce in corrispondenza dei propri interessi. Sono convinto che una via d’uscita c’è ed è lo sviluppo dei processi d’integrazione tra i Paesi non allineati.

  1. – Il Partito Comunista Bielorusso è molto attivo sulla questione Ucraina, come giudica la decisione di pochi giorni fa di mettere fuorilegge il Partito Comunista Ucraino?

      – Tutto quello che sta succedendo non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo non ha niente in comune con la democrazia originale che presume la possibilità della gente di influenzare il processo decisorio al livello statale più alto in favore dei propri interessi. È difficile da esprimere lo shock che provi leggendo la legge che vieta la simbologia sovietica e comunista, e la decisione di mettere fuori legge il KPU. La legge non è ancora stata firmata dal presidente, ma i monumenti sovietici li hanno già iniziati a distruggere. Ma i comunisti ucraini non si arrenderanno. Nonostante la pressione, la repressione giudiziaria e le minacce di violenza fisica, continuano a combattere organizzando ed attuando azioni di protesta, conducendo il lavoro di propaganda nelle strade delle città.

  1. – L’Europa, e l’Italia in particolare, sta soffrendo moltissimo per la situazione di sanzioni e contro-sanzioni che si è venuta a creare con la Russia. Come la Bielorussia vive questa situazione instabile dal punto di vista delle relazioni commerciali?

– Le tendenze negative nella economia della Russia indubbiamente hanno intaccato le relazioni economiche e politiche con la Bielorussia. Gli esperti occidentali parlano di un deflusso degli investimenti dalla Russia in generale, e un  ritardo della economia. Il nostro paese dipende dalla Federazione Russa in molti parametri perciò, naturalmente, tutto questo si è riflesso considerevolmente sulla Repubblica di Belarus.

  1. – Dopo la sparizione fisica di Chávez il popolo Bielorusso è stato tra quelli più attivi nella commemorazione del Comandante, determinata dalla grande collaborazione tra i due Paesi. In quali progetti i due Paesi hanno collaborato e quali prospettive future di sviluppo ci sono tra la Repubblica di Bielorussia ed i Paesi dell’ALBA?

– Le relazioni tra la Repubblica di Belarus e la Repubblica Bolivariana del Venezuela furono istituite nel 1997 nella missione permanente di Belarus all’ONU a New-York. Lo stabilimento delle relazioni così ritardato (vi ricordiamo, la stessa cosa avvenne con i più grandi paesi della regione ancora nel 1992) testimoniò la sottovalutazione da parte bielorussa del ruolo potenziale del Venezuela nella regione.

Le visite reciproche dei due Presidenti hanno promosso la crescita importante dello scambio di merci tra i due Paesi. Se nel 1998 questo scambio fece 3,6 milioni di dollari, nel 2005 — 15,6 milioni di dollari, già nel 2007 — 100 milioni di dollari, con l’aumento predetto fino a 650 milioni di dollari, che mette il Venezuela al secondo posto nella regione sul volume di cooperazione economica (vi ricordiamo, al primo posto resta sempre il Brasile con lo scambio di merci di 1,3 miliardi di dollari). La nomenclatura delle merci esportate si è estesa considerevolmente — oltre ai fertilizzanti potassici la Repubblica di Belarus ha cominciato a consegnare la produzione di tecnologie avanzate al Venezuela.

La cooperazione con il Venezuela per la Repubblica di Belarus ha permesso di trovare un nuovo partner e un alleato, ha aperto parecchie opportunità per la realizzazione del potenziale economico, scientifico e militare.

In 10 anni a partire dal momento in cui sono stare stabilite le relazioni tra i due Paesi, fu creata una considerevole base legale. “Lo sfondamento venezuelano” è diventato indicativo in molti aspetti per la diplomazia bielorussa perché ha fatto rivedere sotto altra luce le prospettive del continente latinoamericano. La cooperazione bilaterale si è sviluppata in una partnership strategica che è causata da parecchi fattori. In primo luogo, la coordinazione al livello politico con il partito venezuelano permette alla Bielorussia di ottenere il sostegno potente in parecchie organizzazioni internazionali (prima di tutto, nel Movimento dei Paesi non Allineati). In secondo luogo, sul piano economico il Venezuela oltre a una prospettiva di mercato interno è anche “la chiave” al mercato di tutta la regione latino-americana, cosa su cui insisteva anche Chávez. Per il Venezuela la Bielorussia è il fornitore di tecnologie avanzate, e anche il compagno in cooperazione militare e tecnica. L’ultimo aspetto è molto importante per il governo Venezuelano tenendo conto della pressione permanente da parte degli Stati Uniti.

         Lo sviluppo dei rapporti con il Venezuela permetterà ai reparti produttivi bielorussi di cambiare concettualmente le idee di prospettive di sviluppo delle relazioni con i paesi dell’America Latina.

  1. – La Bielorussia per molti è ancora un Paese sconosciuto, i media Occidentali non menzionano mai i dati internazionali dove risulta che la Bielorussia ha una percentuale di disoccupazione bassissima, livello di istruzione elevatissmo, grande sviluppo tecnologico, ecc ecc. Ci racconti la Bielorussia vista dai suoi occhi.

– Il mio Paese lo vedo esattamente come lei vede la Sua famiglia – stabile, un Paese con un volto giovane e a misura d’uomo.

La Bielorussia è la mia famiglia, e vorrei che nel mio Paese non ci fosse mai alcun problema. Noi non creiamo problemi ai nostri vicini, siamo un Paese dignitoso, che è sempre più autosufficiente e indipendente.

Si intensificano le relazioni commerciali sino-bielorusse

di Danilo Della Valle

A margine della grande parata per il 70° anno della vittoria sul Nazismo, una delegazione del governo della Repubblica Popolare Cinese, con al capo il Presidente Xi Jinping, ha raggiunto la città di Minsk per prender parte al forum economico interregionale bielorusso-cinese. Il forum, organizzato dal Ministero del Commercio della Repubblica Popolare Cinese, dal ministero dell’Economia della Repubblica di Bielorussia e dalla Camera di Commercio bielorussa, ha visto la partecipazione di circa 500 persone di cui 300 rappresentanti dalla Cina.

Durante il meeting sono state consegnate le certificazioni per la partenza del progetto sino-bielorusso del Parco Industriale “The Great Stone”. Alla cerimonia di consegna delle certificazioni hanno partecipato, il 12 Maggio, il Presidente Bielorusso Alexander Lukashenko e il Presidente Cinese Xi Jinping. I due leaders dopo aver assistito alla presentazione del progetto e ad una breve descrizione dei progetti di investimento hanno firmato il piano di sviluppo del “the Great Stone”. Il parco è un ente territoriale di circa 91,5 mq. Km con uno statuto giuridico speciale con l’obiettivo di favorire gli investimenti. Si trova nel quartiere Smolevichy, regione di Minsk, nella distanza di 25 km dalla Capitale. I lavori di partenza per la costruzione delle infrastrutture del Parco, sotto la guida di un team sino-bielorusso, sono già partiti secondo le date prefissate. Si prevede che nei primi mesi del 2017 il Great Stone possa già esser operativo.

Qualsiasi azienda, indipendentemente dal paese di origine del capitale può agire come un residente del parco industriale “the Great Stone”. Il Governo Bielorusso ha quindi creato un clima favorevole agli investimenti per i residenti del parco industriale, fornendo benefici senza precedenti sul modello di alcune “zone libere” già presenti nelle economie Cinesi e Sud Americane. Il progetto si sviluppa nel quadro della cooperazione intergovernativa tra Cina e Bielorussia e dei pertinenti accordi intergovernativi sottoscritti. Il progetto si basa sull’esperienza di Cina e Singapore nella creazione e sviluppo di zone economiche complesse: il “Great Stone” è modellato sulla base del progetto di successo del Cina-Singapore Suzhou Industrial Park (PRC). Oltre alla presentazione del Parco Industriale, durante il forum Sino-Bielorusso sono stati siglati 25 accordi per un totale di 3,5 miliardi di dollari. I documenti includono gli accordi di amicizia e cooperazione tra le città di Gomel e Harbin, la creazione di relazioni tra Grodno e Lunnan, Polotsk e Mudanjiang. Inoltre sono stati firmati accordi di cooperazione anche tra le regioni di Brest (Brest Oblast) e la provincia di Hubei e tra il Municipio di Minsk e il Governo del Popolo di Pechino. Durante il forum è stato anche siglato un importante accordo di “currency swap bilaterali” tra la Banca Nazionale della Repubblica di Belarus (NBRB) e la Banca popolare di Cina.

Il documento è stato firmato con il fine di promuovere gli scambi commerciali e la cooperazione economica tra la Bielorussia e la Repubblica popolare cinese. L’accordo prevede la fornitura di fondi in moneta nazionale delle parti per la somma totale di BR16 trilioni e RMB7 milioni. Il documento è valido per tre anni e può essere prorogata su mutuo consenso delle parti.

“Il currency swap nell’ambito dell’accordo sottoscritto intende promuovere l’uso delle monete nazionali nel commercio e attività di investimento tra le società della Bielorussia e Cina” hanno dichiarato dalla Banca Centrale di Bielorussia. A termine del forum anche il Presidente Lukashenko ha rilasciato dichiarazioni che lasciano trasparire una certa soddisfazione: “Si è pianificato di creare le condizioni per scambi turistici, formativi e culturali – ha dichiarato Lukashenko. Inoltre – ha aggiunto il presidente bielorusso a margine dell’incontro – anche la cooperazione interregionale della Cina con la Bielorussia riceverà un ulteriore stimolo”.

La firma del pacchetto di accordi, secondo quanto affermato da Lukashenko, diventa il più grande investimento straniero in Bielorussia e darà un impulso molto forte alla cooperazione in diversi ambiti, dal settore dell’edilizia, a quello delle infrastrutture, ma anche in tema di cooperazione interbancaria, con interventi nel settore degli investimenti e del credito.

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