Marinella Correggia y las verdaderas noticias falsas

por Marinella Correggia – sibialiria.org

Las verdaderas noticias falsas que producen las guerras

En la transmisión “L’aria che tira”, de La7, tv italiana, el diputado Andrea Romano del Partido Demócratade Italia ha dado un triple salto mortal en términos de noticias falsas.

Citamos textualmente. A partir del segundo -1: 20 en el segundo -0: 55, Romano explicó: “La OTAN, la organización internacional que nos protege de alguna manera desde el punto de vista militar, hace un par de años sigue invirtiendo dinero en contra de las noticias falsas, pero no tanto para hacer censura sino porque representan un instrumento de conflicto geopolítico normalmente organizado por Rusia. O incluso hace unos días resultó que Venezuela también, que tiene sus problemas, participó en motores de noticias falsas”.

Dejamos por un lado las noticias falsas sobre la participación de Venezuela en las noticias falsas: hace días el sitio de Venezuela Misión verdad puso por el contrario al descubierto los fondos de Estados Unidos (USAID, Ned, Departamento de Estado y el Departamento de Defensa.) con los que se producen noticias falsas sobre Venezuela, para decirlo con precisión. Por lo tanto, es todo lo contrario, querido diputado Romano.

Dejamos por un lado también el eufemismo con el que Romano define a la OTAN: una especie de Madre Teresa, pero más eficaz para protegernos bajo su manto.

Pero lo que se dice de la OTAN que combate las supuestas noticias falsas, en realidad es un poco ‘demasiado fuerte’. Dado que esa organización y sus estados miembros de mentiras producen en cantidad. También recientemente.

Y son falsas noticias mortales, porque legitiman el comienzo de las guerras y su continuación. El caso de Libia y Siria es paradigmático.

Es una lástima que, en este asunto, el caricaturista Vauro, también presente en el programa, solo recordara las noticias falsas de Bush y Powell en 2003 sobre Iraq; donde la OTAN no fue bombardeando directamente. Y este sincero olvido es otra prueba más que en los últimos años muy pocos de los antiguos pacifistas se han comprometido a contrarrestar las verdaderas noticias falsas, con las que actúa el Eje de la Guerraa OTAN/Golfo. Se han opuesto a ellas tan poco que ni siquiera las recuerdan.
  

[Trad. del italiano para ALBAinformazione por Ciro Brescia]

 

Marinella Correggia e la vera lotta alle “fake news”

da sibialiria.org

Le vere fake news che producono le guerre

Alla trasmissione “L’aria che tira”, de La7, il deputato Andrea Romano del Partito democratico ha compiuto un triplo salto mortale in tema di fake news.

Citiamo testualmente. Dal secondo -1:20 a al secondo -0:55, Romano spiega: “La Nato, l’organizzazione internazionale che ci tutela in qualche modo dal punto di vista militare, è da qualche anno che investe soldi contro le fake news, ma non tanto per fare censure ma perché esse rappresentano uno strumento di conflitto geopolitico normalmente organizzato dalla Russia. O addirittura qualche giorno fa è venuto fuori che anche il Venezuela, che c’ha i suoi guai, era coinvolto nei motori di fake news“.

Tralasciamo la fake news sul coinvolgimento del Venezuela nelle fake news: giorni fa il sito venezuelano Mision verdad aveva al contrario smascherato i finanziamenti statunitensi (Usaid, Ned, Dipartimento di Stato e Dip. della difesa) a chi poi produce bufale sul Venezuela, per l’appunto. Quindi è semmai il contrario, caro deputato. 

Tralasciamo anche l’eufemismo con il quale Romano definisce la Nato: una specie di Madre Teresa, però più efficace nel proteggerci sotto il suo manto.  

Ma che della Nato si dica che combatte presunte fake news, è davvero un po’ troppo forte. Visto che quell’organizzazione e i suoi Stati membri di menzogne ne producono in quantità. Anche di recente.
E sono fake news mortali, perché legittimano l’avvio di guerre e la loro prosecuzione. Il caso della Libia e della Siria è paradigmatico.


Peccato che in materia, il vignettista Vauro, anch’egli presente in trasmissione, si sia ricordato solo della fake news di Bush e Powell nel 2003 riguardo all’Iraq; dove non fu direttamente la Nato a bombardare. E questa sua sincera dimenticanza è un’ennesima prova che negli ultimi anni ben pochi fra gli ex pacifisti si sono impegnati a contrastare  le vere fake news, quelle che con le quali l’Asse delle Guerre Nato/Golfo agisce. Le hanno contrastate così poco che nemmeno le ricordano.

Napoli 26nov2017: 28° dall’assassinio di Wijeweera

28º ANNIVERSARIO 13 NOVEMBRE 1989: ASSASSINIO DEL COMPAGNO ROHANA WIJEWEERA, DIRIGENTE E FONDATORE DEL JVP!

Care compagne, cari compagni,

Il 13 novembre di 28 anni fa, nel 1989, il fondatore dirigente del Fronte di Liberazione del Popolo venne ucciso barbaramente dalle forze di polizia dello Sri Lanka. Da due anni il JVP aveva ingaggiato una lotta senza quartiere contro un governo dittatoriale di destra che, appena giunto al potere, aveva abolito la costituzione, soppresso i fondamentali diritti democratici, messo fuori legge la sinistra rivoluzionaria.

Sul piano economico – sociale la destra aveva imboccato la via di un neoliberismo selvaggio fatto di privatizzazioni e di misure antipopolari che svendevano l’economia del paese alle multinazionali e all’imperialismo.

Con l’appoggio della sinistra opportunista la dittatura aveva portato il paese sull’orlo del collasso e all’affamamento delle masse popolari. Assieme alle ingiustizie, crescevano le ricchezze della borghesia compradora.

Stanchi di 10 anni di tirannia capitalista nel 1987 il proletariato e la gioventù dello Sri Lanka iniziano una lotta con scioperi e mobilitazioni. Il governo rispose con lo stato d’emergenza e la persecuzione più feroce.

Ai comunisti non restava che passare alla resistenza armata popolare alla quale il governo rispose con la ferocia, il piombo e gli squadroni della morte. Per due anni lo Sri Lanka è il teatro in cui si affrontano faccia a faccia la controrivoluzione e la rivoluzione di cui il JVP è stata guida indiscussa.

Due anni di fuoco in cui persero la vita, vittime del terrore controrivoluzionario quasi 60.000 giovani, operai e contadini.

L’assassinio a sangue freddo del massimo dirigente del JVP Rohana Wijeweera, il 13 novembre 1989, fu l’atto conclusivo dello sterminio reazionario.

A 28 anni di distanza noi invitiamo tutti comunisti e gli antimperialisti a commemorare Rohana Wijeweera, i martiri del JVP e tutti i proletari caduti in combattimento.

Siete pertanto caldamente invitati a partecipare alla commemorazione degli eroi di novembre, che si terrà

DOMENICA 26 NOVMBRE 26 Ore 10.30. PRESSO EX-OPG IN VIA IMBRIANI 218.

Napoli 26nov2017: Revolutija con “La Madre” di Pudovkin

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La rassegna Revolutija. 1917-2017: La Rivoluzione d’Ottobre in mostra continua

Domenica 26 novembre 2017 ore 18.00
PROIEZIONE de
Мать – #LaMadre (film di Vsevolod Pudovkin, URSS, 1926)

Pellicola creativa nel montaggio, nella direzione degli attori e nella scelta delle inquadrature fu successo internazionale universalmente riconosciuto come grande classico del cinema muto. Il soggetto è tratto dall’omonimo dramma letterario di Maksim Gor’kij, rappresentativo e, al tempo stesso, antesignano dell’epopea rivoluzionaria russa, raccontata nelle vite vissute di persone comuni, protagoniste della storia. 

La vicenda si svolge in Russia nel 1905, in epoca zarista, immediatamente prerivoluzionaria.
Pelaghia Vlasova, vedova di un operaio di fabbrica, fabbro irsuto e violento, invecchiata precocemente dalle fatiche e dai maltrattamenti, maturerà attraverso il rapporto con il figlio Pavel, giovane operaio socialista, la coraggiosa consapevolezza della necessità della rivoluzione come unico strumento di cambiamento dei rapporti di produzione e di tutti i rapporti sociali. Dalla miseria, dalla fame, dalle malattie e da una condizione di sfruttamento in cui ‘il frutto delle nostre fatiche se lo godono gli altri’, ‘da tutte le forme di asservimento fisico e morale a cui questa società sottopone l’uomo’ c’è un’unica via di uscita: ‘Al popolo tutti i mezzi di produzione, al popolo tutto il potere!’.

E proprio il problema del potere, storicamente centrale nel lavoro per la rivoluzione, viene affrontato lungo l’intera narrazione, nell’intreccio delle vicende umane e politiche dei protagonisti, laddove l’accento è sempre posto sulla necessità di non dimenticare che il traguardo non sono le piccole conquiste, ma soltanto la vittoria completa.

Il rapporto tra madre e figlio si trasforma gradatamente all’interno di questo percorso comune di lotta per la rivoluzione, percorso durante il quale Pavel e gli altri compagni conosceranno più volte il carcere e infine le aule dei tribunali. Saranno proprio le dichiarazioni processuali del figlio a determinare, evidenziando un alto senso di responsabilità, l’ ultima scelta decisiva della madre che metterà in gioco la propria vita per portare a tutti ‘una verità che nessun potrà fermare’.

Intervengono:

Arianna Donini – Introduzione al film
Viaceslav Castellano – Presentazione “Мать”, opera su tela

Renzo Amenta: «La limpieza en PDVSA empieza por aquí»

por Renzo Amenta

¡Hola! Mi nombre es Renzo Amenta y soy un empresario petrolero. Soy italiano y vivo en Sicilia. Sobre todo estoy comprometido hasta los tuétanos con la Revolución Bolivariana y la causa del Socialismo. La misma causa que justamente está cada día más bajo amenazas de los especuladores internacionales que sólo quieren llenar sus bolsillos sin producir nada que sea útil para el pueblo.

 

Mi libro sobre el Golpe de Abril contra el Comandante Chávez está en italiano, traducido al castellano y fue presentado hasta en VTV y publicado en portugués en Brasil. Ahora y desde hace más de 10 años espero que alguien pueda publicarlo en la Patria de Bolívar  (Venezuela), para eso entregué mis derechos de autoría y las regalías, con la única idea de hacer del conocimiento a las venezolanas y los venezolanos de la visión de un revolucionario italiano sobre los hechos acontecidos en el mes de abril del 2002.

 

Desde hace 20 años, desarrollé una tecnología muy útil para disemulsionar y deshidratar el petróleo de forma económica, práctica, ecológica y autónoma para Venezuela. Con esta tecnología se puede tratar el petróleo de fosas (desecho de la explotación petrolera diaria). En Venezuela hoy en día más de 18mil fosas llenas de petróleo abandonadas y muy contaminantes están a riesgo de destruir las capas acuíferas. Estos desechos los podemos transformar nosotros con nuestra tecnología en más de cien millones de barriles de petróleo limpio, que tienen un valor de más de cuatro mil millones de dólares.

 

La tecnología que estoy proponiendo, y que además utilicé en Venezuela por 5 años generando excelentes resultados, tiene algo muy positivo: no utiliza productos quimicos ni diluciones; puede procesar el crudo de fosas poniendolo en especificación (hasta hoy nadie lo hace, solo nosotros); puede finiquitar el crudo de producción con un ahorro de hasta el 80% sobre el costo por barril del tratamiento actualmente utlizado. 

 

La limpieza en PDVSA tiene que empezar por aquí, de esto estoy convencido. Todo lo que estoy afirmando está confirmado y certificado por unos cuantos documentos engavetados por parte de gerentes de la misma empresa, funcionarios inescrupulosos cuando no estafadores, que hoy en día están fugándose del país, cuando no fueron, afortunadamente ya detenidos.

 

Las quintas columnas, las mafias nacionales e internacionales, enquistadas en la extracción, el comercio y el negocio del petróleo no se van a parar hasta que no logren el objetivo que se propusieron, que no es ni más ni menos que tumbar al gobierno del camarada presidente Maduro y así buscar derrocar a la Revolución Bolivariana. Y esto nunca pasará en tanto que el gobierno Bolivariano y la Revolución Bolivariana no se dejarán tumbar. Nosotras y nosotros podemos y además tenemos el deber internacionalista de echarle una manita para que esto no pase. 

 

Quiero que este mensaje llegue directamente en las manos del Presidente Maduro para tener la oportunidad que alguien, al fin, pare bolas no a mí, más bien a la solución tecnológica que estoy proporcionando desde el año 2003 y que, sin ninguna exageración, hasta podría significar una arma de gran calibre para enfrentar y tener la oportunidad de derrocar la guerra económica. Ahora o nunca.

 

El mismo Presidente Maduro lo dijo: en Venezuela hay que desarrollar las fuerzas productivas y esto se logra por cierto empezando a mejorar la tecnología empleada en los procesos productivos, y en este caso para la optimización del tratamiento del proceso de transformación del petróleo.

 

Todo esto es la demostración que el capitalismo, en su fase imperialista más adelantada de su podredumbre, se volvió el obstáculo más obstinado para el desarrollo de la humanidad. Tenemos el deber de tomar las riendas de nuestro destino en nuestras propias manos. Tenemos el deber de enterrar de manera definitiva a este sistema que nada bueno hoy en día tiene más que ofrecer a los pueblos del mundo.

 

A cien años de la Revolución de Octubre esta aleccionadora experiencia está más vigente que nunca: las Revoluciones Proletarias son nuestro destino y quien trabaja como empresario, como decía Lenin, tiene que estar al servicio de la construcción de la sociedad socialista. No hay alternativa.

 

Pido a todas y todos quienes leen este mensaje, que lo hagan circular en los canales que piensan sean más oportunos para que el Presidente Maduro se entere y pueda averiguar que lo que digo es viable y provechoso y así romper aquel cerco de complicidad de unos cuantos funcionarios con la derecha, el conformismo mediocre y el jalabolismo que apesta por todo lado y hoy se volvió hasta la principal amenaza endógena actuada por las quintas columnas que quieren acabar carcomiendo a la Revolución Bolivariana y todo esto es el principal aliado endógeno de Trump, que el mismo Presidente Obrero Maduro sigue sin reposo denunciando. Entre el dicho y el hecho sólo hay el que hacerlo: seguimos apartando los jalabolas pues.

 

Es fundamental que respaldemos además el trabajo del Fiscal General de la República Tarek William Saab Halabi para que llegue hasta más allá y más al fondo respecto al tope del iceberg con el cual con certeza impactó hasta ahora.

 

Gracias por tu atención. Y si piensas que tú misma o tú mismo, que seas periodista, activista, militante social y político, ecologista, mujer u hombre de buena voluntad, elemento comprometido con la causa revolucionaria, puedes aportar otro granito de arena y quieres entender de manera más específica lo que estoy proponiendo tendré el gusto de contestarte si decides de comunicarte conmigo directamente. Hasta que pueda llegar esta comunicación al mismo presidente Maduro, porque hemos agotado todas las instancias posibles.

 

Esta es de verdad la que llamamos la nuestra Segunda y Definitiva Independencia.
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Renzo Amenta: wtspp +39 392 212 4333

En contacto con mi colaborador en Venezuela Rommel Rada: wtspp +58 412-6088215

Napoli 19nov2017: Poema Pedagogico in GAlleЯi@rt

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Domenica 19 novembre 2017, ore 17.00
#PoemaPedagogico di Anton Makarenko
in Galleria Principe di Napoli
Ingresso Via Pessina – zona Museo – Napoli
Con:
Igor Papaleo
Edizioni Rapporti Sociali
Eleonora Getman
Informale: NIKA / Неофициальная: NIKA
Alberto Fazolo
#MilitanteInternazionalista.

***

Il “Poema pedagogico” è il racconto della colonia Gor’kji, un istituto per la rieducazione sociale di minori ex-delinquenti. Il Commissariato per l’Istruzione Pubblica del giovane governo sovietico affida al maestro Makarenko il compito di costruirla e dirigerla. Le difficoltà sembrano insormontabili, tra scarsezza di mezzi necessari a soddisfare bisogni primari e le problematiche relative alla sperimentazione di nuovi modelli educativi del socialismo in costruzione. Ambizioso e necessario l’obiettivo: forgiare un uomo nuovo, l’uomo del socialismo, appunto. Perciò, anche se da principio “lacero e affamato”, è con entusiasmo e con la consapevolezza di essere sorretto nel massimo grado possibile dal potere sovietico che il maestro “va all’attacco, sul fronte della scuola, sul fronte del libro, alla testa di tutti i suoi ragazzi” (Maiakovski). Era il 1920. La rieducazione socialista trasformerà quei ragazzi considerati dal vecchio regime zarista un problema di ordine pubblico in dirigenti di Partito, soldati, cosmonauti, operai specializzati, insegnanti, medici, individui socialmente utili.

“Dobbiamo educare un lavoratore colto ed evoluto. Dobbiamo educare in lui il sentimento del dovere e il concetto dell’onore […] egli deve sentire la dignità sua e della sua classe e deve esserne orgoglioso […]. Deve essere un attivo organizzatore. Perseverante e temprato, egli deve saper dominare se stesso e saper influenzare gli altri. […] Deve essere lieto, cordiale, alacre, capace di lottare e di costruire, capace di vivere amare la vita”. È questo l’ideale educativo di Makarenko e la sua esperienza. Quella raccontata in un’opera che giunge fino a noi e che, per gli insegnamenti che da essa si ricavano, ci parla e ci riguarda. Riguarda tutti quanti vogliono formarsi per trasformare la realtà di abbrutimento morale e intellettuale, evasione e assenza di prospettive cui la crisi generale delle società borghesi consegna i giovani delle masse popolari. L’esperienza di Makarenko dimostra il valore della disciplina cosciente e della gioia di compartecipare a un progetto collettivo di “un’esistenza in comune”.

I ragazzi di Makarenko, nel loro passaggio da insieme di giovani sbandati a collettivo cosciente ed esemplare di giovani sovietici, combattenti sulla barricata del socialismo e pionieri del primo stato socialista della Storia, l’Unione Sovietica, possono considerarsi il paradigma di una società nuova, che tende alla realizzazione compiuta del diritto-dovere di tutti a vivere dignitosamente e a lavorare nell’interesse di una società dove c’è posto per tutti, poiché a ognuno essa assegna un posto. Era la sfida aperta dalla Rivoluzione d’Ottobre, esattamente cento anni fa.

Napoli 2dic2017: GAlleЯi@rt, serata in musica contro il razzismo!

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(FOTO) Nápoles: obreros con Venezuela y la Revolución de Octubre

111317italiam03por MPPRE

Italia. 08 de noviembre de 2017 (MPPRE).- En el contexto de las conmemoraciones por el centenario de la Revolución Socialista de Octubre, los obreros italianos de la ciudad de Pomigliano d’Arco, convocaron una asamblea nacional para debatir sobre la vigencia de dicho alzamiento y sobre la situación de la clase obrera en el ámbito internacional.

La asamblea, que se llevó a cabo en la sala consejal de la alcaldía de Pomigliano, contó con la participación del Comité “Mujeres obreras de Pomigliano”, representantes de sindicatos de base, obreros del sector industrial, minero, del sector transporte y el campo de la salud; quienes aprovecharon la ocasión para saludar al Pueblo y Gobierno del presidente Nicolás Maduro y al mismo tiempo, denunciar los ataques mediáticos de los grandes monopolios de la comunicación, en contra del país suramericano.

Agregaron que estos ataques pretenden eliminar los principios básicos, culturales y sociales de la democracia venezolana y las conquistas del de la Revolución Bolivariana.

Asimismo, expresaron que es necesario continuar consolidando la solidaridad obrera internacional, para mantener los derechos sindicales y defender a Venezuela, “nación que representa un faro importante de lucha a nivel internacional”.

Amarilis Gutiérrez Graffe, cónsul general de primera en Nápoles, fue invitada al encuentro y aprovechó para agradecer por el apoyo a Venezuela, así como ofrecer información actualiazada sobre la situación de paz y diálogo en el país, la cual es impulsada por la Asamblea Nacional Constituyente./ Consulado
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Napoli 5nov-3dic2017: Revolutija 1917-2017 L’Ottobre in mostra

di GAlleЯi@rt

Sempre più artisti riconobbero che la rivoluzione si era compiuta come spiegazione, causa e scopo delle loro lotte, della loro passione, a cui la loro vita apparteneva inconsapevolmente. Sempre più artisti, dotati umanamente oltre che artisticamente, entrarono nella politica attiva, si dedicarono, seguendo il loro impulso, alle sorti delle masse, dimenticarono il loro individualismo, che d’altronde era solo un risultato del tirannico isolamento in cui la società borghese tiene fuori i suoi buffoni di corte. 

La teoria, nata e cresciuta nell’“atelier”, la teoria delle scuole, delle correnti, che rifletteva il passare del tempo in modo non più chiaro e riconoscibile solo a pochi, fu dissolta nell’atmosfera collettiva effervescente della rivoluzione vittoriosa.

L’arte che emerge dalla rivoluzione è essa stessa rivoluzione. Essa propaga la vibrazione della grande rivoluzione. Insegna all’estetica a sottomettersi e adattarsi all’eterna volontà del cambiamento dei tempi, il cui segno più visibile è la rivoluzione sociale, base di ogni rivoluzione politica.

L’estetica sorta dalla rivoluzione significa la rivoluzione stessa e non soltanto un segmento della rivoluzione. L’insieme della volontà creatrice del tempo e non solo una delle sue molteplici manifestazioni.
(liberamente, Arthur Holitscher, 1922)

1917-2017: GAlleЯi@rt celebra i cent’anni della grande Rivoluzione d’Ottobre.

Da domenica 5 novembre a mertedi 5 dicembre, un mese di espositiva, allestimenti, iniziative, proiezioni, presentazioni pubbliche. Per un contributo al bilancio storico, per un passo ancora, a cent’anni di distanza allo stravolgimento della visione soggettiva del mondo.

***

“REVOLUTIJA”
Programma Working Progress:

domenica 5 novembre | ore 18.30
LA GALLERIA DELL’OTTOBRE | Mostra permanente
GAlleЯi@rt SpaZio31, espositiva della Galleria Principe di Napoli, in allestimento tematico open space per narrare “i dieci giorni che sconvolsero il mondo”. Installazioni video, striscioni, bandiere d’epoca e scritte evocative, un percorso di didascalie-guida tratte da Stato e Rivoluzione di Lenin alla rassegna fotografica e l’esposizione artistica di opere suggestive che affondano le loro radici nella rivoluzione.

martedì 7 novembre | ore 18.00
1917-2017: “SETTE BICCHIERI CHE BRINDANO A LENIN” | Brindisi sociale
Un momento di socialità, un ritrovo tra compagni, un’occasione per brindare insieme ai 100 anni esatti della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, giorni che sconvolsero il mondo, processo che cambiò la Storia.

domenica 19 novembre | ore 17.00
POEMA PEDAGOGICO di A. S. Makarenko | Presentazione del libro
Nella futura Unione Sovietica, gli eventi rivoluzionari che culminarono nell’Ottobre del 1917 furono, prima di tutto, un momento di rottura radicale con l’immobilismo autocratico che aveva contrassegnato secoli di dominio zarista. Infatti, a una lunga era in cui il destino sociale degli oppressi non poteva offrire possibilità troppo diverse dal nascere servo della gleba per morire servo della gleba, fece seguito un’epoca nuova: un assetto sociale in cui i figli dei carpentieri diventavano cosmonauti e in cui, dalle grandi metropoli fino ai villaggi più remoti, l’istruzione sarebbe stata a portata di mano per milioni di bambini e bambine, altrimenti destinati a un lavoro precoce e schiavile. Anche rispetto agli adulti, contadini o operai non importa, le occasioni di una formazione continua non sarebbero mancate e, il tutto, grazie al dispiegamento di un potere popolare capace di sottrarre il campo dei «diritti» al dominio della merce, luogo in cui lo Stato borghese lo aveva, di fatto, confinato.

Anton S. Makarenko vive e lavora nel cuore di simili stravolgimenti. E se l’essere umano poteva dirsi frutto della società in cui era accolto, il pedagogista sovietico studia in tempo reale la necessità di fare della libertà un bene comune e della disciplina uno strumento che, estrapolato da qualunque ordine del discorso repressivo, avrebbe potuto mettere l’individuo nelle condizioni di affrontare il processo dialettico che lega il sé all’altro in una prospettiva collettiva.

È a partire da simili presupposti che Makarenko scrive Poema Pedagogico, capolavoro che, pur restando un punto fermo delle scienze dell’educazione, si rivela presto in grado di valicare i confini specialistici per affermarsi come un classico senza tempo, un grande romanzo e una lettura obbligata per chiunque intenda interrogarsi su uno degli aspetti più importanti dell’avventura umana: essere se stessi all’interno della società per trasformare la società stessa.

domenica 26 novembre | ore 18.00

OTTOBRE di S. M. Eisenstein | Proiezione

Film del 1927 diretto da Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn. Commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo sovietico per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Protagonista assoluta dell’opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a reinterpretare sé stessi nelle giornate vissute in prima persona. Il film fu girato quasi interamente a Leningrado e qui proiettato il 20 gennaio 1928: 7 rulli, 2220 metri. “Ottobre” è il monumento cinematografico dell’epopea collettiva del potere sovietico alla prova dei fatti nella costruzione del primo Stato socialista della Storia.

Domenica 3 dicembre | ore 17.00

LA RIVOLUZIONE SI COSTRUISCE | Assemblea pubblica
I principali insegnamenti principali della Rivoluzione d’Ottobre, la rotta per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista oggi, la necessità del partito comunista, il legame fra comunisti e classe operaia, il carattere universale della strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria. Un bilancio sulla Rivoluzione. Il rilancio della Rivoluzione.

***

La cosa importante è che gli artisti, operai del genio creativo,
non lavoreranno più ognun per sé,
ma si collegano con i più larghi strati popolari,
i quali accolgono ciò viene offerto loro
nella misura in cui essi stessi sono oggi chiamati a partecipare.
Questa la prova del fuoco
dell’arte recuperata alla sua funzione sociale,
che tanto sarà solo se sarà nuova impresa collettiva.
Perché la Rivoluzione è un’arte.
Lavora con metodo.

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GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia –Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com – 0039 366 42 90 514

Il 1° ottobre 2013 un drappello di artisti, operatori culturali, artigiani, attivisti sociali della città entrano negli spazi n.28-31 della Galleria Principe di Napoli. Spazi abbandonati ad un decadimento inaccettabile, incuria, assenza di qualsiasi progetto effettivo per la tutela ed il ripristino funzionale, oltre le sole facciate, di un bene monumentale, rischi di speculazione ad uso privato di qualche facoltoso compratore di un patrimonio pubblico in odore di svendita per far fronte al dissesto finanziario delle casse comunali. I cittadini iniziano l’autorecupero dei locali. Pulizia ed apertura ad uso pubblico. Spazi da restituire all’uso sociale, questo il principio, questa la pratica. Spazi pubblici da restituire al pubblico. Tutto in pieno autofinanziamento. Spese zero per il Comune. È GAlleЯi@rt! Una fucina sperimentale di arti figurative, di nuovi linguaggi espressivi, di libera produzione e partecipazione.

Sostieni l’autorecupero!
Sostieni GAlleЯi@rt!
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Analisi delle elezioni regionali in Venezuela: significato e prospettive

di Giuliano Granato

Alla fine anche l’ultimo stato conteso, Bolìvar, è stato vinto dal rappresentante del PSUV – Gran Polo Patriotico. Il risultato finale parla quindi di 18 stati in mano a governatori chavisti e 5 in mano all’opposizione della MUD (in particolare 4 a membri di Acciòn Democratica, uno dei tradizionali partiti venezuelani, che sta anche nella Internazionale Socialista, e uno a Primero Justicia, tra i capifila delle guarimbas di aprile-luglio – non che AD non sia stato protagonista eh!). Il 78% del totale.

Il chavismo ha ottenuto, a livello nazionale, il 54% dei voti, contro il 45% della MUD. L’affluenza è il 61%, più alta di quella registrata in occasione dell’elezione dei deputati della Costituente del 30 luglio: all’epoca andò a votare circa il 40% della popolazione, ma c’era il boicottaggio assoluto da parte dell’opposizione. Soprattutto, è quasi record per questo tipo di votazioni: come ci ricordava un compagno che vive a Caracas, le elezioni per i governatori sono quelle che meno “interessano”. Dopo la tornata del 2008, quando andò a votare il 65% degli aventi diritto, siamo al secondo miglior risultato di sempre. Incredibile se si pensa alle difficoltà quotidiane cui va incontro la popolazione venezuelana.

Rispetto al 2012, anno delle ultime elezioni per i governatori, l’opposizione guadagna alcune regioni, ma considerata la situazione del paese, i proclami della MUD che fino a pochi mesi fa diceva di rappresentare l’80/90% dei venezuelani e tenuta in considerazione anche la sconfitta chavista alle parlamentari del 2015, questi risultati costituiscono un successo straordinario.

L’INCONSISTENZA DELL’OPPOSIZIONE

Se guardiamo al numero di voti ottenuti dalle forze in campo e li mettiamo a paragone con quelli della tornata elettorale del 2015 iniziamo a precisare il quadro.Il chavismo ha infatti ottenuto più o meno gli stessi voti ottenuti due anni fa. Al contrario dell’opposizione: la MUD ha perso infatti circa 2.200.000 voti. Due milioni di voti in meno non è poca cosa e dà il segno della portata della sconfitta della destra.La leadership dei partiti della MUD è completamente screditata. Dopo la vittoria elettorale alle legislative del dicembre 2015, avevano promesso che avrebbero cacciato il dittatore Maduro in 6 mesi e i tempi s’erano allungati. Da aprile a luglio avevano promesso che le mobilitazioni di strada, le violenze quotidiane avrebbero portato alla cacciata del dittatore Maduro e hanno fallito.

Dicevano che in Venezuela c’era una dittatura terribile, che non c’erano più spazi democratici, che tutti i poteri dello stato erano dittatoriali e poi si sono tranquillamente candidati alle elezioni per i governatori, accettando di sottoporsi al sistema del CNE, il Comitato Nazionale Elettorale, che era stato accusato un giorno sì e l’altro pure di essere uno strumento totalmente nelle mani di Maduro, senza alcuna credibilità.

Aggiungiamoci che dalle colonne dei giornali, nelle interviste in TV e soprattutto durante le visite all’estero facevano continuamente appello all’ingerenza straniera e il quadro è completo. Molti elettori della MUD sono rimasti – per esser buoni – completamente allo sbando. E hanno punito la MUD disertando le urne. Tra l’altro, all’interno dell’opposizione gli sconfitti sono stati i partiti che erano stati i protagonisti delle “guarimbas” di aprile/luglio: Voluntad Popular e Primero Justicia; il “vincitore” è Acción Democratica di Ramos Allup, partito che si può continuare a definire socialdemocratico solo perché le parole non hanno più alcun senso.

I leader della MUD assomigliano un po’ ai presunti leader di una presunta opposizione al governo di Castro a Cuba per come appaiono nei rapporti interni della CIA: dei cialtroni, incapaci, alla ricerca semplicemente di soldi e sempre pronti alla rissa gli uni con gli altri. In effetti lo spettacolo delle primarie alla MUD per presentare candidati unitari a queste elezioni era già stato sconfortante: rissa continua. Dimostrazione del fatto che l’unica cosa che tiene insieme la coalizione è la volontà di farla finita col chavismo.La destra interna è al momento sconfitta. Nulla è per sempre, ma il chavismo ha sicuramente guadagnato tempo.

TEMPO DELLA POLITICA VS. TEMPO DELL’ECONOMIA

Ma la vittoria chavista non è dovuta solo alla inconsistenza dell’avversario.Il risultato del 15 ottobre mostra che il chavismo ha oggi nelle proprie mani l’iniziativa politica. Dopo esser stato sulla difensiva fino ad oggi, può finalmente ripartire all’attacco. Almeno ne ha la possibilità, data la correlazione di forze interne al paese. Bisognerà verificare volontà e capacità.Il voto ha dimostrato che il tempo della politica può imporsi su quello dell’economia, come dice Marco Teruggi.

Che significa? Che la maggioranza della popolazione, soprattutto le classi popolari, ha detto chiaro e tondo che vuole che sia questo governo – questo progetto storico – quello che dovrà risolvere i problemi. L’opposizione non è alternativa credibile, non ha una proposta di paese credibile, soluzioni alle difficoltà. Significa che malgrado l’iperinflazione, la scarsità di alcuni beni fondamentali (soprattutto alimentari e medicine), la corruzione, il contrabbando, la maggioranza della popolazione ha ancora fiducia nel progetto storico chavista.

Può sembrare un miracolo perché la situazione, la vita quotidiana è davvero dura. Ma è frutto di quello che il chavismo ha seminato e continua a seminare. È frutto della capacità di “creare” un popolo.Questo significa anche, però, che il tempo dell’economia è quello su cui ora agire. Il chavismo deve risolvere i problemi. Non basta pratica discorsiva, comunicazione efficace. Serve la “gestione”.

Come dice Alvaro Garcìa Linera, vicepresidente boliviano:

“Ultimamente ho pensato molto a Lenin e alla NEP, la Nuova Politica Economica. Se i bolscevichi non avessero avuto la capacità di soddisfare la necessità di vincere la fame e di stabilità della loro rivoluzione, tutte le altre esperienze come il comunismo di guerra, l’abolizione del denaro e la presa delle fabbriche, non avrebbero significato nulla. Lo stesso Lenin lo diceva: l’unica cosa socialista che abbiamo è la volontà di essere socialisti. […] Quando uno è fuori dal governo, dà peso all’organizzazione e al discorso. Quando sei al governo, se sbagli nella gestione economica crolla tutto, perché appare la destra che ti dice: io posso amministrare meglio l’economia, ho sempre amministrato, ho imprese per mostrarti che sono capace. Credo che una parte dei problemi che stiamo affrontando come governi progressisti in America Latina è il non aver messo al di sopra di tutto l’economia e aver mantenuto, invece, il discorso e l’organizzazione.”

Il primo obiettivo da raggiungere è quindi invertire la rotta dal punto di vista economico, vincere la “guerra economica”, uscire dalla crisi, migliorare decisamente le condizioni materiali d’esistenza delle classi popolari.

LE NUBI ALL’ORIZZONTE

Il chavismo ha guadagnato tempo, ma la destra si organizzerà. Oggi urla – senza grande convinzione, a dire il vero – ai brogli, ma ha ancora delle carte da giocare.Gli Stati in cui ha vinto, infatti, hanno un’importanza geopolitica non trascurabile. Tre di questi, infatti, sono alla frontiera con la Colombia, il più pericoloso nemico regionale che ha il chavismo: sono Zulia, Táchira e Mérida.

È la zona dei traffici illeciti e ora che sarà governata dalla MUD sarà molto più facile l’infiltrazione in territorio venezuelano dei paramilitari colombiani nonché il contrabbando col paese limitrofo.

Allo stesso tempo, visto che il peso in termini di popolazione e di territorio controllato non è marginale, c’è la possibilità di una battaglia separatista della destra, per spaccare in due il paese. Uno scenario che già si presentò qualche anno fa in Bolivia e che fu sconfitto dal governo di Evo Morales.

L’altro scenario è quello di un aumento delle “pressioni” statunitensi – e a ruota europee: più sanzioni, avvicinandosi così ad un modello simile all’embargo contro Cuba, più ingerenze e la possibilità di un intervento militare nel paese, magari non diretto, che non sparisce dall’orizzonte.

Certo, Trump, Rubio & Co. Avranno forse il problema di dover trovare referenti locali un po’ meno incapaci dei Guevara, Capriles e Tintori che hanno avuto finora.Per chiudere: il chavismo ha dato prova di vitalità e uno schiaffo a chi riteneva non avesse più forza per ingaggiare battaglia.

Evidentemente i semi piantati in questi quasi vent’anni di processo si sono impiantati in profondità soprattutto tra gli umili e hanno dato frutti importanti. Da queste piante viene la forza odierna del chavismo.

Napoli 20ott2017: con Arts Migrants in GAlleЯi@rt

Nessun testo alternativo automatico disponibile.di Arts Migrants

La voce dei migranti. Giornata di lotta al razzismo con la partecipazione dei musicisti migranti del territorio campano e con Daniele Sepe, Massimo Ferrante ed altri musicisti napoletani solidali alla causa dei migranti.

Domenica 22 ottobre 2017 presso la Galleria Principe, ed a cura di GAlleЯi@rt e dell’associazione “Ars Migrant” presieduta dal polistrumentista Marzouk Mejri, si terrà un pranzo di autofinanziamento per coprire le prime spese necessarie alla realizzazione della giornata La Voce dei Migranti, un’iniziativa a cura della nostra associazione, associazioni, comunità e sindacati dei migranti, sui temi dell’antirazzismo, lotta contro gli accordi Italo Libici sul controllo dei flussi migratori, lotta al decreto Minniti.

La giornata prevederà la partecipazione di musicisti migranti provenienti da vari paesi che vivono e lavorano sul nostro territori. Saranno presenti artisti del MALI, SENEGAL ZIMBABWE, BURKINA FASO, TUNISIA, SRY LANKA, ROMANIA, BIELORUSSIA e prevederà inoltre l’intervento di DANIELE SEPE, MASSIMO FERRANTE, MASSIMO SACCHI, NINO BRUNO ed altri artisti napoletani solidali alla causa dei migranti.

Aiutaci a costruire l’iniziativa con la partecipazione al pranzo sociale che costerà 10 euro e che sarà a base di pietanze arabe e di couscous artigianale tunisino. Ancora più gradita sarà la tua partecipazione attiva alla costruzione dell’iniziativa!

Raggiungici in Galleria Principe domenica 22 ottobre alle 13.00

FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia – GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com

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Il poliedrico tunisino e mai sopra le righe, Marzouk Mejri è di certo uno degli artisti popolari migranti più conosciuti e riconosciuti a Napoli e in Campania.

Con il collettivo di GAlleЯi@rt, con Marzouk, Ars Migrant, e tanti altri, abbiamo deciso di “auto-costruire” tre giornate interetniche per mettere al centro La Voce dei Migranti.

Scienza, tecnica e arte sono la cifra del progetto GAlleЯi@rt, anche di chi “madido di sudore la propria casa si costruisce”, per dirla con Brecht.

Marzouk è anche questo: Scienza culinaria, Tecnica dell’autorecupero e Arte musicale. Sotto la sua direzione quindi, scientifica, tecnica ed artistica, ci avviamo verso queste tre giornate “work-in-progress”.

Si comincia con domenica 22 ottobre 2017: La Scienza culinaria – pranzo interetnico di autofinanziamento, a base di couscous, ingrediente tipico della cucina tunisina, e non solo. Un couscous integrale, di antiche varietà tunisine prodotte a Tebourba, un lavoro artigianale dalla semina alla trasformazione.

Il ricavato servirà per sostenere “La Voce dei Migranti”. (A seguire il pomeriggio per gli appassionati del genere si continua con lo Swing in Galleria).

Si continua con sabato 18 novembre 2017: La Tecnica dell’autorecupero – Giornata di manutenzione dei Beni Comuni della Città, gli spazi della Galleria Principe di Napoli: Occupiamo/ci della Galleria.

Si conclude con sabato 2 dicembre 2017: L’Arte musicale – Serata interetnica “Le Voci dei migranti”, con la prevista partecipazione di artisti migranti dalla Tunisia, Mali, Senegal, Burkina Faso, Sri Lanka, Romania, Bielorussia, Venezuela, Zimbabwe, tra gli altri.

Una iniziativa da costruire insieme alla quale invitiamo tutte e tutti a partecipare!

Vi ricordiamo che le riunioni di gestione di GAlleЯi@rt sono tutti i mercoledì dalle 18 alle 20,00.
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Napoli 18ott2017: Incontro letterario sui “desaparecidos”

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