Immigrazione: guerre e sfruttamento sradicano milioni di persone

di James Petrasmigrants

Introduzione

“L’immigrazione” è diventata la questione dominante che divide Europa e Stati Uniti, eppure la questione più importante che sta spingendo milioni a emigrare è trascurata:  le guerre.

In questo articolo, discuteremo le ragioni alla base della massificazione dell’immigrazione, concentrandoci su diverse questioni, vale a dire: (1) le guerre imperiali; (2) l’espansione delle multinazionali; (3) il declino dei movimenti contro la guerra negli Stati Uniti e nell’Europa occidentale; (4) la debolezza dei movimenti sindacali e solidaristici.

Procederemo identificando i principali paesi colpiti dalle guerre statunitensi e dell’UE che hanno portato a un’immigrazione di massa, e quindi tratteremo delle potenze occidentali che costringono i rifugiati a ‘seguire’ i flussi del profitto. 

Guerre imperiali e immigrazione di massa

Le invasioni e le guerre statunitensi in Afghanistan e in Iraq hanno sradicato diversi milioni di persone, distruggendo le loro vite, famiglie, mezzi di sostentamento, alloggi e comunità e minando la sicurezza in loco. Di conseguenza, la maggior parte delle vittime ha dovuto affrontare la scelta tra la resistenza o la fuga. Milioni hanno scelto di fuggire in Occidente, poiché i paesi della NATO non bombarderebbero la loro residenza negli Stati Uniti o in Europa.

Altri che sono fuggiti nei paesi confinanti del Medio Oriente o in America Latina sono stati perseguitati, o si sono stabiliti in paesi troppo poveri per offrire loro un impiego o un’opportunità di sostentamento.

Alcuni Afghani sono fuggiti in Pakistan o in Medio Oriente, ma hanno scoperto che anche queste regioni sono state oggetto di attacchi armati da parte dell’Occidente.

Gli Iracheni sono stati devastati dalle sanzioni, dall’invasione e dall’occupazione occidentale e sono fuggiti in Europa e in misura minore negli Stati Uniti, negli stati del Golfo e in Iran. La Libia, prima dell’invasione USA-UE, era un paese “ricevente” che accettava e impiegava milioni di africani, fornendo loro la cittadinanza e un sostentamento dignitoso.

Dopo l’aggressione aereo-marittima USA-UE e l’armamento-finanziamento di bande terroristiche, centinaia di migliaia di immigrati del sub-Sahara sono stati costretti a fuggire in Europa. La maggior parte ha attraversato il Mar Mediterraneo ad ovest attraverso l’Italia e la Spagna, e si è diretta verso i ricchi paesi europei, che avevano devastato la loro vita in Libia.

Gli USA-UE hanno finanziato e armato eserciti di terroristi, che hanno assaltato il governo siriano e costretto milioni di Siriani a fuggire attraverso il confine con il Libano, la Turchia e, oltre, verso l’Europa, causando le cosiddette “crisi dell’immigrazione” e l’ascesa di partiti di destra anti-immigrazione. Ciò ha portato a divisioni all’interno dei partiti socialmente riconosciuti, quello democratico e quello conservatore, poiché settori della classe lavoratrice sono diventati anti-immigrati.

L’Europa sta raccogliendo le conseguenze della sua alleanza con l’imperialismo militarizzato degli Stati Uniti, in base alla quale gli USA sradicano milioni di persone e l’UE spende miliardi di euro per coprire il costo degli immigrati in fuga dalle guerre occidentali.

La maggior parte dei pagamenti per il benessere degli immigranti è molto al di sotto delle perdite subite in patria. I posti di lavoro, le case, le scuole e le associazioni civiche nell’UE e negli Stati Uniti sono di qualità molto inferiore e meno accoglienti di ciò che possedevano nelle loro comunità d’origine.

Imperialismo economico e immigrazione: l’America Latina

Le guerre degli Stati Uniti, l’intervento militare e lo sfruttamento economico hanno costretto milioni di persone latino-americane a emigrare negli Stati Uniti. Il Nicaragua, El Salvador, il Guatemala e l’Honduras sono stati impegnati nella lotta popolare per la giustizia socio-economica e per la democrazia politica tra il 1960 e il 2000. Sull’orlo della vittoria contro gli oligarchi terrieri e le società multinazionali, Washington ha bloccato le insorgenze popolari, spendendo miliardi di dollari, armando, addestrando, fornendo consulenza alle forze militari e paramilitari. La riforma agraria è abortita; i sindacalisti sono stati costretti all’esilio e migliaia di contadini sono fuggiti dalle predatorie campagne terroristiche.

I regimi oligarchici sostenuti dagli Stati Uniti hanno costretto milioni di lavoratori sfollati e sradicati o disoccupati e senza terra a fuggire negli Stati Uniti.

I colpi e i dittatori sostenuti dagli Stati Uniti hanno portato a 50.000 sfollati in Nicaragua, 80.000 ne El Salvador e 200.000 in Guatemala. Il presidente Obama e Hillary Clinton hanno sostenuto un colpo di stato militare in Honduras che ha rovesciato il presidente liberale Zelaya – il che ha comportato l’uccisione e il ferimento di migliaia di attivisti contadini e lavoratori dei diritti umani, e il ritorno degli squadroni della morte, con conseguente nuova ondata di immigrati negli Stati Uniti.

Gli Stati Uniti hanno promosso l’accordo di libero scambio (NAFTA), portando centinaia di migliaia di agricoltori messicani alla bancarotta e in maquiladoras (fabbriche di montaggio) con bassi stipendi; altri sono stati reclutati dai cartelli della droga; ma il gruppo più numeroso è stato costretto a emigrare attraverso il Rio Grande.

Il “Piano Colombia” degli Stati Uniti, lanciato dal presidente Clinton, ha stabilito sette basi militari statunitensi in Colombia ed è costato 1 miliardo di dollari in aiuti militari tra il 2001 e il 2010.

Il Piano Colombia ha raddoppiato le dimensioni dell’esercito colombiano.

Gli Stati Uniti hanno appoggiato il presidente Alvaro Uribe, provocando l’assassinio di oltre 200.000 contadini, attivisti sindacali e operatori dei diritti umani promossi dalle narco-squadre della morte. Oltre due milioni di contadini sono fuggiti dalla campagna e sono immigrati nelle città o oltre confine.

Il capitalismo statunitense si è assicurato centinaia di migliaia di salari bassi in America Latina, tra i lavoratori agricoli e in fabbrica, quasi tutti senza assicurazione sanitaria o benefici.

L’immigrazione ha raddoppiato i profitti, minato gli affari collettivi e abbassato i salari negli Stati Uniti. “Imprenditori” senza scrupoli hanno reclutato immigrati nella droga, nella prostituzione, nel commercio di armi e nel riciclaggio di denaro.

I politici hanno sfruttato la questione dell’immigrazione per ottenere un guadagno politico, – accusando gli immigranti del declino degli standard di vita della classe lavoratrice, il che distoglie l’attenzione dalle cause vere: guerre, invasioni, squadroni della morte e saccheggi economici.

Conclusione

Dopo aver distrutto le vite dei lavoratori all’estero e rovesciato leaders progressisti come il presidente libico Gheddafi e il presidente honduregno Zelaya, milioni sono stati costretti a diventare immigrati.

L’Iraq, l’Afghanistan, la Siria, la Colombia, il Messico hanno visto la fuga di milioni di persone immigranti – tutte vittime delle guerre degli Stati Uniti e dell’UE. Washington e Bruxelles hanno rimproverato le vittime e accusato gli immigrati di illegalità e condotta criminale.

L’Occidente discute dell’espulsione, dell’arresto e della prigione invece dei risarcimenti per crimini contro l’umanità e  violazioni del diritto internazionale.

In secondo luogo, l’Occidente dovrebbe istituire un fondo a lungo termine di miliardi di dollari per la ricostruzione e il recupero delle economie, dei mercati e delle infrastrutture bombardate.

La fine del movimento per la pace ha permesso a Stati Uniti e Unione Europea di lanciare e continuare guerre seriali, che hanno portato a una massiccia immigrazione – le cosiddette crisi dei rifugiati e la fuga verso l’Europa.

Esiste una connessione diretta tra la conversione dei partiti liberali e democratici in partiti pro-guerra e la fuga forzata di immigrati verso l’UE.

Il declino dei sindacati e, peggio ancora, la loro perdita di militanza ha portato alla perdita di solidarietà con le persone che vivono nel bel mezzo delle guerre imperiali.

Molti lavoratori nei paesi imperialisti hanno diretto la loro rabbia verso gli “inferiori”, gli immigrati, – piuttosto che verso gli imperialisti che hanno promosso le guerre che hanno creato il problema dell’immigrazione.

L’immigrazione, la guerra, la fine dei movimenti pacifisti e operai e dei partiti di sinistra hanno portato all’ascesa dei guerrafondai e dei neo-liberisti, che hanno preso il potere in tutto l’Occidente. La loro politica anti-immigrazione, tuttavia, ha provocato nuove contraddizioni all’interno dei regimi, tra le élite economiche e i movimenti popolari dell’UE e degli Stati Uniti. Le lotte d’élite e popolari possono andare in almeno due direzioni: verso il fascismo o la democrazia sociale compiuta.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Marco Nieli]

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