Nasrallah: l’asse della Resistenza non sarà mai sconfitto

da lantidiplomatico 

Il segretario generale del Movimento della Resistenza Islamica (Hezbollah), Seyed Hassan Nasrallah, ha detto che l’asse della resistenza non sarà sconfitto e sarà vittorioso in questa battaglia nella regione e la causa palestinese sarà al centro del conflitto vero e proprio.
In un discorso televisivo per celebrare il 16° anniversario della liberazione del Libano meridionale dal regime di occupazione israeliano, durato 18 anni, Nasrallah ha ricordato come Hezbollah ha costretto Israele a lasciare il Libano nel 2000.
 
Nasrallah ha ricordato i massacri commessi dall’occupazione israeliana contro il popolo palestinese, e come la responsabilità ricade su tutti coloro che hanno a che fare con l’entità israeliana e la sua occupazione della Palestina.
 
Egli ha anche avvertito che gli eventi nella regione e l’ideologia wahhabita, minacciano i paesi, le società ed i popoli in tutta la regione e oltre a realizzare gli interessi delle grandi potenze del mondo.
 
Nasrallah ha predetto “tempi caldi” in Medio Oriente nei prossimi mesi prima delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, perché l’amministrazione Usa vuole “rovesciare sangue nelle urne” e che la fine del gruppo terroristico ISIS (Daesh, in arabo) “è molto vicina”.

 

 

 

Hezbollah: da gruppo guerrigliero ad esercito regolare

da al manar

Hezbollah ha cominciato a sperimentare un cambiamento nella sua natura, passando dall’essere un gruppo di guerriglieri fino a formare un esercito regolare. Il motivo di questo cambiamento è stato imposto dalle caratteristiche delle azioni militari di Hezbollah in Siria.

Non vi è alcun dubbio che Hezbollah ha cambiato le sue tattiche in Siria adottando un atteggiamento offensivo, lontano dallo stile difensivo che ha sviluppato con grande successo durante il suo scontro con l’occupazione israeliana fra 1982-2000. Invece di attacchi rapidi e il ritiro delle truppe contro le avanzate dei nemici, in Siria Hezbollah ha effettuato operazioni offensive per prendere il territorio ed è stato impegnato per lungo tempo in ampie operazioni.

Non c’è dubbio che Hezbollah ha sviluppato con successo nuove tattiche per la sua lotta in Siria. I risultati parlano da soli. Durante le operazioni in Siria a sostegno dell’esercito del paese arabo, Hezbollah è riuscito a liberare un gran numero di città e villaggi, realizzando un cambio di dottrina militare, sviluppando uno nuovo stile,  simile a quello dei guerriglieri cubani che sono riusciti a vincere la rivoluzione nel 1959.

Secondo questa nuova tattica, Hezbollah ha lanciato attacchi su tutti i fronti con nuove armi: carri armati, artiglieria e droni. Inoltre, le unità militari hanno effettuato operazioni sono cresciute fino a raggiungere, come nel caso della battaglia di Zabadani, 60 uomini, e nei casi più gravi, fino a 150. Le unità di combattimento militari sono utilizzate come battaglioni, che a loro volta sono composti da diverse brigate. Le brigate sono composti da truppe di terra, unità ingegneristiche, difesa anticarro, difesa aerea.

Hezbollah ha anche condotto una integrazione tra attività militare classica e le prestazioni di una forza di guerriglia per affrontare quella che è stata definita una “guerra ibrida” con l’impiego di vari tipi di lotta adattandosi ai luoghi e situazioni distinte.

Gran parte della trasformazione di Hezbollah si è verificata come risultato l’aiuto della Russia, il cui esercito di Hezbollah ha imparato molto sia in termini di tattiche che nell’uso di certe armi.

Vi è ora un rapporto di completa coordinamento tra la Siria, l’Iran, la Russia e gli Hezbollah. Allo stesso tempo, l’interdipendenza diretta di Russia e Hezbollah nel campo di battaglia siriano è in crescita.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Nasrallah: «Nessuno può rovesciare militarmente la Siria»

da sana.sy

Ieri, in occasione della Giornata di Al Quds, istituita come primo atto della Rivoluzione islamica in Iran da Ruhollah Khomeini nel 1979 come manifestazione di solidarietà alla Palestina e ai popoli oppressi, il segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah, ha dichiarato che «Israele crede che tutto ciò che sta accadendo nella regione serva ai suoi interessi, e i suoi leader hanno espresso la loro soddisfazione per ciò che sta accadendo in Siria»

Nasrallah ha ribadito che «Israele è la madre del terrorismo e la sua origine, ed è anche uno stato e un’entità terrorista istituita dalle organizzazioni terroristiche che oggi si presentano come combattenti del terrorismo».

Il Segretario generale di Hezbollah ha confermato che il piano takfiro sponsorizzato da alcuni Stati arabi non sono interessati a trovare una soluzione alla crisi del popolo palestinese, ma agiscono solo a vantaggio di Israele.

Il leader di Hezbollah ha aggiunto: «Dobbiamo trovare una soluzione politica alla crisi in Siria e fermare tutti i paesi che stanno lavorando contro una soluzione politica e pacifica», sottolineando che «non si può rovesciare militarmente la Siria perché la sua forte resistenza e ferma posizione sarà sempre sostenuta dai suoi alleati e amici».

«Quando combattiamo in Siria lo facciamo alla luce del sole e tutti i nostri martiri che rientrano in Siria, sono martiri per la Siria, per il Libano, per la Palestina, per la regione e per la nazione», ha concluso Hezbollah.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

I comunisti libanesi si mobilitano contro il terrorismo

da al manar

I comunisti libanesi sono pronti a «far fronte a qualsiasi aggressione dei gruppi terroristici takfiri». Lo ha riportato il quotidiano libanese Al Akhbar.

Una settimana fa è stata pubblicata su vari social network una foto di un gruppo di giovani in uniforme che portano il simbolo del partito comunista libanese.

Un recente incontro di questa forza politica è stato dedicato alle questioni della sicurezza nazionale e della stabilità del Libano, ritenuto minacciato  sia da «l’aggressione di organizzazioni terroristiche in vaste aree del confine orientale del Libano da una parte, e sia dalle minacce di aggressione sionista sul territorio del sud.

«L’Ufficio politico ha annunciato che le organizzazioni del partito e della città e villaggi del nord della Bekaa e in alcune regioni del Sud hanno iniziato a mobilitarsi per combattere le organizzazioni terroristiche».

Da parte sua, il segretario generale del partito, Khalid Hadadi, ha dichiarato ad Al-Akhbar che ” come abbiamo preso le armi contro Israele,  faremo lo stesso contro i terroristi

Hadadi ha fatto appello ai comunisti «per proseguire i loro sforzi, aumentando il suo stato di allerta e di lavoro, al fine di garantire le migliori condizioni possibili per resistere all’aggressione delle organizzazioni terroristiche contro il nostro popolo e difendere il suolo della patria». Egli ha anche evidenziato che «il rischio posto dalle organizzazioni terroristiche in Libano è simile a quello dei sionisti».

Egli ha osservato, inoltre, che «il popolo della Bekaa continua a lavorare per evitare qualsiasi conflitto confessionale e continua a dare una lezione di patriottismo».

Hadadi ha spiegato che i comunisti discutono di «misure a sostegno del popolo e dell’esercito libanese», che comprenderebbero una “piena mobilitazione politica o addirittura militare” contro il pericolo rappresentato dai terroristi takfiri. Infine, Hadadi ha sottolineato l’importanza di offrire ai residenti le armi e l’addestramento necessario per la difesa contro i terroristi.

[Trad dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Nasrallah: Hezbollah determinato a eliminare l’Isis

da al manar

Il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ha annunciato l’inizio della guerra contro l’Isis, Daesh in arabo, nel Libano. «Siamo determinati a eliminare la presenza di takfirista sul confine libanese», ha assicurato.

Sayyed Nasrallah ha parlato a margine di un discorso tenuto oggi in una conferenza incentrata sulla ristrutturazione e la giurisprudenza intellettuale con l’Ayatollah Sayed Ali Khamenei, leader supremo della rivoluzione islamica in Iran.

Per Sayyed Nasrallah, il paese ha bisogno di un leader intellettuale come l’Ayatollah Sayed Ali Khamenei, noto per la sua competenza in tutti i campi, per far fronte alle sfide culturali che ci troviamo ad affrontare.

I punti principali del suo discorso:

In primo luogo, vorrei salutare i fratelli e le sorelle che partecipano alla conferenza. Durante questo discorso vorrei parlare sui diversi aspetti della personalità di Grande Ayatollah Sayed Ali Khamenei, e in pochi minuti informarvi sugli ultimi sviluppi nel Qalamoun (confine siro-libanese).

Durante gli ultimi giorni, abbiamo assistito a grandi successi nel Qalamoun. Posso dire che le cime delle montagne nella regione sono nelle mani dell’esercito siriano e dei combattenti della Resistenza islamica (Hezbollah).

La guerra è iniziata

La guerra contro Daesh in Qalamoun e la catena montuosa orientale (Libano) ha avuto inizio. Sono stati loro che hanno iniziato, ma siamo determinati a continuare la lotta fino a quando ci sarà l’annientamento della presenza takfirista cancerogena lungo i nostri confini, qualunque siano i sacrifici.

Ieri, centinaia di appartenenti all’Isis hanno attaccato diverse posizioni di Hezbollah nel Jurd Ras Baalbek. Hanno pensato che questo fronte sarebbe stato tranquillo e hanno voluto lanciare questo attacco improvviso per occupare le nostre basi e catturare posizioni critiche sul confine, contribuendo ad ampliare la loro presenza nella regione.

Il Mujahideen hanno combattuto con coraggio e con coraggio hanno respinto l’attacco, uccidendo decine di Daeshisti, mentre altri sono fuggiti senza riuscire a portare con loro i corpi dei loro amici lasciati sul campo di battaglia. La resistenza ha a sua volta offerto con orgoglio molti martiri in questa battaglia.

E poi, Aarsal, dove il Fronte Al-Nusra ha subito una grande perdita dai combattenti di Hezbollah. Alcuni media cercano invano di sollevare il morale della milizia Al-Nusra, che è stati sconfitta.

Annunciamo la nostra determinazione a respingere tutti i takfiri dai nostri confini e intorno ai nostri villaggi. E vi assicuro che il loro destino è rivolto alla sconfitta.

É una questione di tempo, non abbiamo fretta, lavoriamo serenamente per raggiungere tale obiettivo e lo scopo.

Chiunque ha la volontà e la fiducia di occuparsi di tali mujahideen, egli non aspira che alla vittoria finale, insha’Allah.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Nasrallah: «Combattiamo in Siria per difendere tutti»

da al manar

Il segretario generale di Hezbollah. Sayyed Hassan Nasrallah, ha assicurato che la battaglia sul Qalamoun continuerà fino quando non sarà garantita la sicurezza al confine siro-libanese nella lotta condotta dall’esercito arabo siriano, dalle forze di difesa popolari e dai combattenti della resistenza.

In un discorso, in occasione della festa della Resistenza e della Liberazione del Sud del Libano dall’entità sionista, avvenuta il 25 maggio 2000, Nasrallah ha dichiarato che la Siria si è tenuta ferma finora nella guerra universale imposta alla sua popolazione, grazie all’eroismo dell’esercito arabo siriano e alle forze di resistenza popolare, salutando, inoltre, la leadership siriana, il suo popolo e tutti i sostenitori della resistenza.


Inoltre, Nasrallah ha accusato per la decapitazione di civili nella città di Palmira in Siria e per gli eventi che si svolgono in Iraq coloro che sono rimasti bloccati in silenzio nel loro immobilismo sugli atti commessi dall’Isis, Daech in arabo, in Siria.

«Siamo in grado di sconfiggere il progetto takfirista in collaborazione con i militari, le persone e la resistenza in Siria. La nostra lotta in Siria è quella di difendere tutti».

Nasrallah si è poi riferito ad alcuni che in Libano, Siria, Iraq, e in altre parti della regione nascondono la testa nella sabbia e sostengono che non vi è alcuna minaccia, altri, invece, sono in piedi, ma assistono e scommettono sui gruppi terroristici, li vedono come amici, alleati, salvatori, simili a coloro che hanno sostenuto Israele nel 1982.

Secondo il leader di Hezbollah quelli che pensano che i loro gruppi sono grado di proteggere rimanendo in silenzio sull’Isis e Al Nosra o sostenendo i loro deliri, saranno le prime vittime di queste organizzazioni terroristiche, in Libano, a seguire questa sorte sarebbe il Movimento Futuro (vicino all’Arabia Saudita n.d.r) e i suoi leader.

Nasrallah ha anche osservato che vi è una guerra psicologica finanziata dall’ambasciata degli Stati Uniti in Libano e da alcuni stati per mostrare che la resistenza libanese è prossima ad essere sconfitta. A tal proposito ha affermato che non ha chiamato ad una mobilitazione generale e che la situazione è buona, aggiungendo che, se tale sarà fatto, decine di migliaia di membri di Hezbollah risponderanno.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Ecco come funziona l’esercito di Hezbollah

da al manar

Chi non conosce la storia della Resistenza negli anni Novanta (del secolo scorso) e dopo il 2000, non può comprendere la portata dei cambiamenti che hanno avuto luogo al suo interno, non solo per quanto riguarda il numero di combattenti e la qualità delle sue attrezzature, ma anche per quanto riguarda la qualità della formazione, delle nuove strutture e tattiche a cui si ricorre per affrontare ogni caso.

In questa ultima battaglia del Qalamún, tutti i dati disponibili in materia sono sufficienti per avere un’idea iniziale.

Alcune unità sono responsabili della raccolta delle informazioni fornite dai vari servizi di sicurezza. In questo modo si conosce la struttura del nemico e i suoi punti di forza e di debolezza. A questo si aggiunge che il gruppo responsabile dei mezzi di spionaggio tecnico, utilizza mezzi tecnologici e tecniche altamente sofisticate, tra cui droni, gestiti da altre unità specifiche, incaricate di gestire con attenzione la zona desiderata da sorvolare e inviare le informazioni aggiuntive sul nemico.

Dopo aver ricevuto queste informazioni tecniche, ci sono altre valutazioni di carattere politico riguardanti la situazione attuale e le altre “top secret” ricevute da fonti sconosciute, che una squadra appositamente progettata valuterà come usarle.

Hezbollah ha anche dedicato speciali unità per raccogliere dati sui gruppi takfiri, ad esempio, informazioni sulla loro struttura, l’ideologia, le convinzioni religiose e la loro capacità organizzativa e militare. Tali unità sono costituite da persone che possono essere considerate tra le migliori al mondo in questo campo.

Alla fine, tenendo conto di queste informazioni Hezbollah prende una decisione riguardo lo scopo e natura del confronto, il tempo, l’ampiezza dell’attacco e le forze necessarie e la natura dei mezzi militari e tecnici che devono essere utilizzati affinché la battaglia vada a buon fine.

In seguito, i dati verranno trasmessi al comandante responsabile e ai suoi collaboratori. Segue la discussione teorica della missione e si mettono a punto le mappe geografiche della zona delle operazioni. La terza unità è nominata per condurre il monitoraggio diretto sul campo sia attraverso mezzi tecnici oppure con l’infiltrazione di combattenti nel cuore della regione per elaborare relazioni sul terreno delle forze nemiche.

Successivamente, vengono scelte le unità di combattimento, i rinforzi e coloro che prenderanno parte all’attacco. Si decide il numero di combattenti che saranno coinvolti nell’operazione e, infine, è dato l’ordine di iniziare l’operazione e la mobilitazione dei combattenti. Questo è un processo affidato ad una unità specializzata.

Ci sono anche esercizi e manovre per simulare i combattimenti. I combattenti devono portare tutte le loro armi e un peso supplementare, camminando in condizioni meteo difficili, terreno difficile e marciare senza sosta fino a una distanza di 50 o 70 km. Essi sono inoltre formati all’uso di tutti i tipi di armi e partecipano alle riunioni politiche e religiose.

Ci sono unità di fanteria specializzate, alcune dotate di missili anticarro e altre responsabili per la difesa aerea sia contro aerei che elicotteri. Alcune unità sono specializzate nelle demolizioni e sabotaggi, altre nelle attività di comunicazione, crittografia, nell’eseguire attività logistiche o di ingegneria con la guida di veicoli pesanti e di ruspe per aprire i varchi. Inoltre, assicurano la consegna tempestiva di armi e munizioni alle unità di combattimento sul fronte.

È garantita, inoltre, l’assistenza sanitaria, in collaborazione con le unità di soccorso militari. Ci sono unità responsabili per la creazione di ospedali da campo mobili che dipendono dal numero e la portata della battaglia e le forze coinvolte in essa. Le unità mediche comprendono medici specialisti, chirurghi, anestesisti. Le ambulanze trasportano i casi più gravi fuori della zona delle operazioni.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Nasrallah: «Siriani, noi Hezbollah saremo sempre al vostro fianco»

da al manar

Il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, ancora una volta ha assicurato che l’offensiva contro le Yemen dell’Arabia ha subito una sconfitta schiacciante ed evidente, mentre il popolo yemenita è uscito chiaramente vittorioso.

Parlando in diretta sul canale televisivo Al-Manar, Sayyed Nasrallah ha chiamato coloro che sostengono il raggiungimento degli obiettivi dell’offensiva di nominare uno degli obiettivi raggiunti.

Per lui, l’offensiva saudita continua e ha preso una piega più pericolosa con il maggiore sostegno di al-Qaeda e il divieto di consegna degli aiuti umanitari al popolo yemenita.

In Iraq, Sayyed Nasrallah ha lanciato l’allarme contro gli Stati Uniti per la fornitura di armi ai curdi e ai sunniti scavalcando il governo iracheno. «Una misura che è un preludio alla divisione del paese e che tutti devono combattere», ha avvertito.

Ribadendo il sostegno iraniano, russo e degli Hezbollah in Siria, ha denunciato la campagna di notizie false da parte dei media, ha assicurato che «vincere una battaglia non significa vincere tutta la guerra».

Riguardo il Libano, Sayyed Hassan Nasrallah ha dichiarato che la battaglia del Qalamoun avrà luogo e che Hezbollah non fornirà dettagli. L’obiettivo è la protezione della popolazione, mentre lo stato non è in grado di farlo.

Di seguito, le linee essenziali del discorso televisivo di Sayyed Nasrallah:

«40 giorni fa, l’Arabia Saudita ha dichiarato guerra allo Yemen. 26 giorni dopo la coalizione ha annunciato la fine dell’offensiva dell’operazione” Tempesta”e il passaggio a “Restore Hope”».

«Hanno parlato degli obiettivi e hanno sostenuto che la coalizione li ha raggiunti per passare all’operazione successiva. Da allora, l’assalto continua. Siamo davanti a una grande e pericolosa campagna di disinformazione», ha aggiunto.

«Pretendere che il conseguimento degli obiettivi dell’offensiva è la più grande truffa che ha avuto luogo. Gli alleati dei sauditi hanno accolto con favore i risultati dell’offensiva. Sfortunatamente, i media hanno scatenato una loro offensiva. Hanno cominciato a celebrare la vittoria saudita, ma mi citatemi un solo obiettivo realizzato, un successo ottenuto».

«L’Arabia ha restaurato la presunta legittimità nello Yemen? É riuscita a fermare l’avanzata dell’esercito yemenita? Ha disarmato Ansarullah come ha sostenuto? Nulla è stato fatto. L’Arabia è stata in grado di rafforzare la sua posizione in Yemen? No.»

«Datemi un obiettivo e o uno della lista che sostengono di aver raggiunto.

Siamo di fronte ad un fallimento plateale saudita e yemenita vittoria netta. La tenacia e l’unità del popolo yemenita sono dietro questa vittoria. Parliamo della prima operazione».

«La seconda operazione è stata chiamata “Restore Hope” per nascondere i primi fallimenti. Hanno creato grandi obiettivi che richiedono molto tempo e un’incursione terra. Essi fissano un nuovo elenco di obiettivi raggiungibili e modesti questa volta».

 Tra questi obiettivi, citiamo:

  1. Avviare il processo politico.
  2. Continuare a proteggere i civili.
  3. Garantire la fornitura di aiuti internazionali.
  4. Fermarei  movimenti militari Houthi e impedire loro di usare le armi sequestrate nei depositi.
  5. L’esecuzione di un’azione internazionale per privare di armi gli Houthi.

Il vero obiettivo è quello di portare lo Yemen alla dominazione saudita, altrimenti distruggerà il suo popolo.

I sauditi possono affermare che gli obiettivi sono stati raggiunti. In pratica, i sauditi hanno abbassato il target dei loro obiettivi. Essi sostengono di difendere il popolo yemenita, ma allo stesso tempo, lo stanno bombardando.

Dall’inizio dell’operazione Restore Hope, i sauditi hanno bombardato le case con l’uso di bombe a grappolo, vietate, armi molto pericolosi, che ancora soffriamo in Libano.

Lotta al terrorismo: essi forniscono armi ad al-Qaida e garantiscono la sua espansione. Bombardano le posizioni dell’esercito per evitare che la loro avanzata in zone controllate da al-Qaeda!

Hanno bombardato l’aeroporto per vietare agli aerei il trasporto di aiuti umanitari alla popolazione yemenita.

Invece di permettere agli organismi internazionali di organizzare un dialogo in un luogo neutrale, Abd Rabbo Mansour Hadi ha invitato al dialogo in Arabia Saudita. Ciò complica le cose e dimostra che l’Arabia non è alla ricerca di una soluzione politica alla crisi.

SIRIA

Quando  i gruppi armati hanno conquistato Idlib, abbiamo affrontato una campagna di false voci sulle pagine dei social network. La guerra psicologica è stata condotta per gioire di ogni exploit nemico per distruggere il morale della popolazione. Queste voci si basano su elementi confessionali.

Dopo la caduta di Jisr el-Choughour, hanno sostenuto che il governo siriano è finito,  che l’esercito è crollato, che gli alleati hanno abbandonato la Siria, che la situazione è molto complicata. Hanno detto che molti alawiti si dirigono verso il confine libanese e che gli Hezbollah metteno pressione sul governo libanese per consentire loro di entrare. Tutto questo è senza fondamento.

È una guerra psicologica che vuole fiaccare il morale del popolo siriano, al fine di raggiungere gli obiettivi che non sono stati raggiunti negli anni della guerra.

  1. Che nessuno presti attenzione a queste voci. I siriani devono rendersi conto che questa è una guerra psicologica, e non è nuova. Le circostanze in Siria quattro anni fa erano ancora più difficili e non sono girate queste voci.
  2. 2- Che cosa si dice circa la posizione iraniana non è vero. Alcuni giorni fa, Sayed Khamenei ha ribadito che il suo paese sta negoziando solo per il nucleare e non lascerà mai sola la Siria. Anche la Russia ha ribadito il suo sostegno al suo alleato. Cercate i fatti sul terreno per capire se il piano crolla. Come si può sostenere che il governo sta crollando, mentre nuovi successi sono raggiunti? In guerra, vincendo una battaglia non significa vincere la guerra. Ciò che accadde in Idlib è una vittoria di una battaglia non della guerra. Noi abbiamo vinto numerosi altri combattimenti. La situazione cambierà a Idlib inchallah con i continui combattimenti. Ma ciò che è incredibile, avviene in Libano, alcune partiti sono davvero ansiosi di festeggiare qualsiasi vittoria, e quando capiscono la situazione sul terreno, si rendono conto che non c’è nemmeno un grande risultato da celebrare.
  3. Caro popolo siriano, noi di Hezbollah, confermiamo che saremo sempre al tuo fianco, e saremo dove dobbiamo essere. Siamo andati in Siria sulla base di una valutazione chiara e logica, secondo cui i gruppi terroristici cercano di distruggere la Siria, il Libano e l’intera regione. Immaginate cosa avrebbero fatto se questi gruppi avessero trionfato in Siria.

 

LIBANO

Diverse questioni importanti da discutere: le minacce israeliane, la situazione interna, la paralisi degli organi costituzionali, la situazione della sicurezza nella periferia sud, gli omicidi di alcuni fratelli di Ain el-Helwe.

Oggi voglio parlare solo della situazione sul terreno Anti-Libano e vedere le altre domande per il prossimo discorso:

Per quanto riguarda Qalamoun: Quando dissi qualche tempo fa che la “neve che si scioglie”, ho detto che il Libano si trova ad affrontare una scadenza.

 

Contrariamente alle affermazioni dei media di opposizione, queste osservazioni sono state fatte prima degli ultimi sviluppi in Jisr el-Shughour, e quindi, non hanno nulla a che fare con gli eventi recenti.

 

Eravamo consapevoli delle intenzioni dei gruppi armati che stavano progettando di compiere attentati in Libano. Vedete dopo lo scioglimento della neve, questi gruppi hanno lanciato attacchi e uccidono persone in Libano, come è il caso in Aarsal.

Circa l’Anti-Libano, non stiamo parlando di una minaccia virtuale, ma un’offensiva efficace attraverso attacchi contro postazioni dell’esercito, l’occupazione di gran parte del Jurd, gli attacchi permanenti contro l’esercito contro i civili ad Aarsal, il protrarsi della prigionia dei soldati libanesi, il bombardamento della regione e le minacce di continuare tali attentati. Quindi, queste minacce sono effettive, reali.

INCAPACITÀ DELLO STATO LIBANESE

Lo stato non è in grado di affrontare questa minaccia. Non è in grado di liberare i soldati o proteggere le aree esposte ad attacchi terroristici. È chiaro che lo Stato non è in grado di proteggere la patria.

Di fronte a questo fallimento, noi ci assumeremo questa responsabilità. Non abbiamo fatto alcuna dichiarazione ufficiale sui piani di Hezbollah. Sì, ci sono i preparativi che il popolo osserva. Non abbiamo parlato della grandezza di questa battaglia, o quando avverrà e dei suoi obiettivi. Questa battaglia si svolgerà, e Hezbollah non vuole aggiungere dettagli.

Quando l’operazione inizia, tutti potranno comunicare i fatti sul terreno. Non è nel nostro interesse parlare dei dettagli della prossima battaglia.

Certamente stiamo assistendo all’intimidazione e alle critiche, come quella che la resistenza deve garantire l’unanimità delle forze politiche. Se aspettiamo l’unanimità, non ci sarà alcuna resistenza, né contro l’occupante sionista né contro gruppi terroristici.

Si tratta di un dovere religioso e patriottico che tutti devono prendere. Alcune forze politiche ci sostengono, che ringraziamo. Quanto a noi, ci sacrifichiamo per proteggere il nostro popolo.

A coloro che hanno finanziato i gruppi armati non hanno alcun valore, applicano una versione distorta dell’Islam, e sono una minaccia per tutti e una minaccia per l’Islam.

Nel frattempo, e fino a quando l’altra parte non si capirà il pericolo dei gruppi takfiristi, ci affidiamo a Dio ed è Lui che ci darà la vittoria in ogni grande battaglia che ha l’obiettivo di proteggere i luoghi santi e la patria. La vittoria è quindi una vittoria divina.

La pace di Dio sia con voi.

[Trad. dal francese per ALBAinformaizone di Francesco Guadagni]

 

Arens: Israele non può affrontare la potenza missilistica di Hezbollah

da al manar

L’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Arens, ha spiegato che l’arma nucleare iraniana non è l’unico pericolo che può minacciare l’entità sionista, in quanto l’aumento della potenza missilistica di Hezbollah pone un pericolo maggiore.

«Anche se l’arma nucleare iraniana influenzerà la situazione geo-strategica in Medio Oriente, la possibilità di un suo utilizzo è. Tuttavia, è più probabile che Hezbollah lanci i suoi razzi pesanti in Israele», ha affermato Arenz citato nel suo articolo pubblicato dal giornale israeliano Haaretz.

Egli ha aggiunto che «Israele non è in grado di scoraggiare gli attacchi missilistici di Hezbollah e che tutte le pretese sioniste in questo senso sono prive di forza».

Arens ha sottolineato che tutti gli israeliani devono preoccuparsi di come la potenza missilistica Hezbollah sia aumentata, notando che l’esercito sionista non è riuscito a evitare che il partito rafforzasse il suo arsenale.

L’ex ministro della Difesa sionista ha affermato che Hezbollah possiede ora più di 100 mila razzi, tra cui quelli pesanti e quelli da individuare.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Per quanto ancora?

di Eduardo Galeano

Ieri, a 74 anni,  è scomparso Eduardo Galeano. L’America Latina e il mondo intero hanno perso uno scrittore, un poeta, un militante dall’immenso valore. Vogliamo ricordare il Maestro con un articolo che scrisse nel 2006 quando Israele attaccò il Libano, intitolato “¿Hasta cuándo?”.

Ecco il testo:

A Cana, dove Gesù trasformò l’acqua in vino per celebrare l’amore umano, l’odio umano frantuma oltre trenta bambini in un lungo bombardamento. La guerra continua, come al solito. Come al solito, si dice che è stato un errore. Per quando tempo gli orrori saranno chiamati errori?

Questa guerra, questo massacro di civili, sono scoppiati con il rapimento di un soldato. Per quanto tempo il rapimento di un soldato israeliano può giustificare il rapimento della sovranità palestinese? Per quanto tempo il rapimento di due soldati israeliani può giustificare il sequestro di tutto il Libano?

La caccia agli ebrei è stato, per secoli, lo sport preferito degli europei. Ad Auschwitz scorreva un antico fiume di fantasmi, che avevano attraversato l’Europa. Per quanto tempo ancora i palestinesi e altri arabi dovranno pagare per i crimini che non hanno commesso?

Hezbollah non esisteva quando Israele distrusse il Libano nelle invasioni precedenti. Fino a quando continueremo a credere alla storia dell’aggressore aggredito, che pratica il terrorismo perché ha il diritto di difendersi contro il terrorismo?

Iraq, Afghanistan, Palestina, Libano. Quanto tempo si può continuare a sterminare paesi sterminando?

Le torture di Abu Ghraib, che hanno scatenato una certa malattia universale, non sono una novità per noi in America Latina. Il nostro esercito ha imparato quelle tecniche di interrogatorio presso la Scuola delle Americhe, ora perso il nome, ma non i suoi trucchi. Per quanto dovremo accettare che la tortura sia ulteriormente legittimata, come ha fatto la Corte Suprema di Israele, in nome della legittima difesa della patria?

Israele ha ignorato quarantasei risoluzioni dell’Assemblea Generale e altre agenzie delle Nazioni Unite. Per quanto tempo Israele godrà del privilegio di essere sordo?

Le Nazioni Unite raccomandano, ma non decidono. Quando decidono, la Casa Bianca continua a decidere, perché ha il potere di veto. La Casa Bianca ha posto il veto al Consiglio di Sicurezza su quaranta risoluzioni che condannano Israele. Per quanto tempo le Nazioni Unite agiranno per gli Stati Uniti come se avessero un altro nome?

Dal momento che i palestinesi sono stati cacciati dalle loro case e privati delle loro terre, molto sangue è stato versato. Per quanto tempo il flusso di sangue  continuerà a scorrere affinché la forza possa giustificare ciò che il diritto nega?

La storia si ripete giorno dopo giorno, anno dopo anno, e muore un israeliano per ogni dieci arabi uccisi. Per quanto tempo la vita di ogni israeliano varrà dieci volte di più?

In proporzione alla popolazione, cinquantamila civili, soprattutto donne e bambini, uccisi in Iraq, sono pari a ottocentomila statunitensi. Per quanto dovremo accettare, come se fosse consuetudine, l’uccisione di iracheni in una guerra cieca che ha dimenticato i suoi pretesti? Per quanto tempo rimarrà normale per i vivi e per i morti essere di prima, seconda, terza o quarta classe?

L’Iran sta sviluppando l’energia nucleare. Per quanto tempo crederemo che ciò sia sufficiente per dimostrare che un paese è una minaccia per l’umanità? Alla cosiddetta comunità internazionale non genera angoscia il fatto che Israele ha duecentocinquanta bombe atomiche, anche se è un paese che vive sull’orlo di una crisi di nervi. Chi gestisce il pericolosimetro universale? É l’Iran il paese che ha sganciato le bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki?

Nell’era della globalizzazione, il diritto alla repressione è più forte del diritto di espressione. Per giustificare l’occupazione illegale del territorio palestinese, la guerra si chiama pace. Gli israeliani sono patrioti e i palestinesi sono terroristi, e i terroristi seminano allarme universale. Per quanto tempo i mezzi di comunicazione resteranno i paurosi della comunicazione?

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(FOTO) Libano, il FPLP-CG esprime solidarietà al Venezuela

da حراس المخيمات سنبقى صامدون

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale ha organizzato, oggi, nel campo di Shatila, in Libano, un evento per ricordare l’Eterno Comandante Hugo Chávez e per esprimere solidarietà al Venezuela che affronta le minacce degli USA.

Una gran folla di politici libanesi e palestinesi, dei comitati popolari, delle fazioni in lotta contro l’occupazione israeliana, oltre ad esponenti dei sindacati, delle organizzazioni di base, della scoietà civile, hanno partecipato all’iniziativa di solidarietà con il Venezuela bolivariano. Presente una rappresentanza dell’ambascia palestinese in Libano.

Durante l’incontro sono intervenuti Alhaji Mohammed Saleh, membro del Consiglio politico di Hezbollah, il compagno Abu Imad Ramez, del Comitato Politico del FPLP-CG in Libano e l’ambasciatrice della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Libano, Soad Karam, alla quale è stata donata una targa commemorativa dell’evento.

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Israele preoccupato: cosa nasconde Hezbollah?

da al mayadeen

Il sito web israeliano, “agenzia di stampa Walla”, ha pubblicato un rapporto che elenca le potenzialità di Hezbollah con dettagli e analisi;  inoltre, si afferma che l’esercito pone la guerra contro Hezbollah tra le sue priorità e che il prossimo scontro militare sarà totalmente diverso.

Cosa nasconde Hezbollah? Missili con potenziale maggiore che possono raggiungere Israele e il Ministero della sicurezza con grande precisione? Possiede combattenti addestrati che sanno infilarsi nelle gallerie e l’aviazione israeliana potrà affrontare queste difficoltà? Sulla base di queste domande si può dire, la prossima guerra con Hezbollah potrebbe essere completamente differente, in quanto, le forze armate sioniste sono consapevoli che un nuovo conflitto con il Movimento di resistenza libanese- che ha sviluppato un potenziale significativo in tutti i settori – sarà molto più difficile.

Per quanto riguarda le forze di terra, si sostiene che i combattenti di Hezbollah sono ben addestrati, hanno un’ottima esperienza di combattimento e un alto grado di autocontrollo; inoltre, il movimento ha una tecnologia avanzata per raccogliere informazioni.

In merito alle forze aeree, Hezbollah ha missili anti-aereo, tra cui missili “stinger” di fabbricazione americana, lancia razzi a spalla “Strela”,  missili Igla che costituiscono una vera minaccia per gli elicotteri israeliani e oltre centinaia di droni.

Nel rapporto non si trascura la capacità marina di Hezbollah, oltre ad avere missili di tipo C-802, possiede gli Yakhont, mentre un ufficiale della marina israeliana stima che Hezbollah abbia messo in cantiere l’utilizzo di tunnel sottomarini. Per quanto riguarda la potenza missilistica, Israele ipotizza che Hezbollah possieda 700 missili a lungo raggio, 5.500 a medio raggio, 100.000 a corto raggio e vi è la possibilità che disponga dei missili Fateh 110.

Secondo i calcoli dell’esercito israeliano, Hezbollah in una giornata può lanciare:

1000 missili a corto raggio

50 missili con un raggio di 250 km

10 missili che possono raggiungere Dimona.

Infine, in aggiunta a tutto questo, la relazione si sofferma nell’analisi e nelle caratteristiche del segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasrallah, che è riuscito, secondo un esponente militare di alto livello, a trasformare il partito in una delle organizzazioni più potenti al mondo. Non solo, si sottolinea come Nasrallah sia un esperto, non solo della realtà islamica e della sicurezza, ma anche in molti altri settori, tra cui la sua conoscenza delle paure della società israeliana, i suoi componenti e la personalità dei suoi leader.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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