(VIDEO) Napoli: GAlleЯi@rt per il Decreto Sicurezza Popolare

di GAlleЯi@rt

Nun ce facite perdere o’ tiempo!

Il giorno 11 gennaio 2019 il Comitato “No alla Chiusura dell’Ospedale San Gennaro”, il Movimento Rinascita Disoccupati e il Collettivo Politico-culturale di GAlleЯi@rt incontreranno i rappresentanti del Comune di Napoli, l’assessore Clemente e l’assessore Borriello non per rivendicare le nostre ragioni né per esporre quanto abbiamo qui già scritto ma per far assumere ai rispettivi assessorati e all’amministrazione comunale nel suo complesso le loro responsabilità.

Qui di seguito la lettera consegnata al Sindaco Luigi de Magistris nel mese di Novembre.

 

Oggi, 29 novembre 2018, una delegazione di comitati popolari di zona Napoli Centro in presidio sotto al Comune di Napoli ha dichiarato lo stato di agitazione e imposto alla Segreteria del Sindaco la ricezione di un documento, protocollandolo ufficialmente, in cui si intima alle Istituzioni competenti e di prossimità un incontro immediato, entro e non oltre il 10 dicembre prossimo, al fine di affrontare temi inerenti alla “sicurezza popolare” del territorio (quale risposta popolare al varo parlamentare del “Decreto Salvini”). Una prova di maturità e determinazione dei comitati. Una prova di mobilitazione cosciente e organizzata. Qui d’appresso, il documento protocollato e consegnato.

 

— A Luigi de Magistris Sindaco di Napoli p.c. all’Assessore Giovani e al Patrimonio Alessandra Clemente p.c. all’Assessore allo Sport con delega alle Aree Verdi Ciro Borriello
Napoli, lì 29 novembre 2018 Oggetto: Richiesta incontro

La sicurezza è innanzitutto lavoro utile e dignitoso, sanità pubblica, gratuita e di qualità, scuole sicure, trasporti pubblici e garantiti, diritto alla casa, uso sociale dei parchi pubblici, aperti e sicuri, sana aggregazione culturale possibilità di usufruire liberamente dei siti storici e monumentali e tutto quanto è conforme agli interessi sociali collettivi delle masse popolari. È con questa premessa che il collettivo politico-culturale GAlleЯi@art, il comitato popolare “No alla chiusura dell’Ospedale San Gennaro”, Movimento Rinascita Disoccupati (ex MML) del Rione Sanità, da anni impegnati nella riqualificazione ad uso sociale di spazi di pubblico interesse (Galleria Principale di Napoli, il Parco San Gennaro, etc…) e nella garanzia di servizi pubblici (come nel caso della lotta per la riapertura dell’Ospedale San Gennaro e, più in generale, per la difesa del diritto alla salute), chiamano le istituzioni di prossimità all’assunzione delle proprie responsabilità e ad essere conseguenti con quanto più volte pubblicamente dichiarato e promesso.

Specificamente:

1. Rendere pubblico il progetto di riqualificazione del Parco San Gennaro;

2. Applicazione della clausola sociale relativamente ai progetti di riqualificazione del Parco e di altri progetti riguardanti il territorio della Sanità;

3. Apertura dei Reparti di hospice, SUAP e Ospedali di Comunità nella struttura dell’ospedale San Gennaro;

4. Un’ispezione da parte della Consulta Popolare Salute e Sanità del Comune di Napoli presso le strutture dell’Ospedale San Gennaro al fine di verificare il regime di spesa, stato della pianificazione dell’attività e della sicurezza della struttura e prospettive di riconversione;

5. Intervento del Sindaco di Napoli in merito all’operato della direzione dell’ASL Napoli 1 e, più in generale, sul Piano sanitario regionale quanto alla destinazione e gestione delle risorse economiche;

6. Messa in sicurezza (reale) e riapertura della Galleria Principe di Napoli;

7. Lo stato delle locazioni all’interno della Galleria ed il riconoscimento del processo di autonomia sociale e riqualificazione degli spazi già in essere.
Riteniamo, dunque, non più rinviabile un incontro tra una delegazione dei comitati scriventi e le istituzioni competenti in materia. Chiediamo, pertanto, che questo incontro si svolga entro e non oltre il 10 dicembre del 2018. A tal fine protocolliamo questa richiesta presso gli uffici della segreteria del sindaco.

Restando in attesa di un sollecito riscontro.

Collettivo politico-culturale
GalleRi Art – galleriart2831@gmail.com – 3664290514 #MovimentoRinascitaDisoccupati (ex Movimento Meridionale per il lavoro)

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(FOTO) L’incontro con Manuela D’Ávila a Napoli

Romina Capone (sx) e Antonio Cipolletta (dx) della redazione di ALBAinformazione con la compagna Manuela D’Ávila

di Romina Capone

Napoli. Dal primo gennaio 2019 Jair Bolsonaro ha assunto la presidenza del Brasile. A chiusura del 2018 Manuela D’Ávila, parlamentare brasiliana, già candidata alla vicepresidenza del Brasile per il Partito Comunista do Brasil e per il PT di Lula, nelle uniche due tappe italiane di Roma e Napoli, quest’ultimo tenutosi il 13 dicembre 2018 presso la Sala “Annamaria Cirillo” della Città Metropolitana, avverte: “Il fascismo è tornato è minaccia le nostre ricchezze, i diritti umani e i diritti sociali”.

Le forze progressiste del mondo esistono e sono la voce dell’altra metà del popolo brasiliano che, nonostante il discorso sciovinista adottato da Bolsonaro, resiste.

Ad analizzare ciò che sta accadendo da anni fino alle ultime ore in Brasile, con la cerimonia di insediamento del neo presidente di estrema destra Bolsonaro, è Manuela D’Ávila. «Siamo molto preoccupati per quanto sta accadendo in Brasile e tutti i segnali che arrivano dal mondo intero ci allertano sulle difficoltà a cui andremo in contro». Fa autocritica e analizza gli errori del suo partito nei precedenti anni: «abbiamo sbagliato, non riusciamo a parlare direttamente con il popolo, abbiamo fatto degli errori, il mio paese vive un lungo processo di deindustrializzazione, abbiamo limiti perché non riusciamo a gestire il problema della sicurezza: sessantadue mila morti ammazzati nell’ultimo anno. Già da quindici anni il Brasile ha tentato di camminare da solo provando ad avere un commercio prioritario con i paesi del Sud e dominare le tecnologie per le estrazioni del petrolio. Siamo nel 2019 ma viviamo fermi al 2001. Nel 2008 comincia la crisi economica capitalista e siamo riusciti a tenere lontani i suoi effetti dal Brasile fino al 2011. Abbiamo tentato e cercato diverse soluzioni per combattere il capitalismo dall’interno senza gravare sul salario degli operai e sui contratti di lavoro. Nel 2013 parte un’azione di mobilitazione sociale per garantire e riconoscere diritti a tutte quelle persone che fino ad allora non ne avevano, alla gente più povera. Nel 2013 parte dell’America Latina ha avuto presidenti progressisti: Correa, Lula e Maduro. Nel 2014 Dilma Rousseff è al governo. La destra “democratica” brasiliana non riconobbe il risultato delle elezioni» . «Il Brasile già dal 2016 vive un governo di destra “democratica” che non è un governo Lula né Bolsonaro. Temer ex presidente del Brasile ha posto al centro delle azioni dei governo l’agenda di austerità. Ha generato una riforma del lavoro, ha cancellato tutte le leggi contro il lavoro nero, ha scritto un emendamento alla Costituzione Brasiliana in cui è proibito investire su finanziamenti pubblici per i prossimi venti anni e lo ha fatto nonostante negli ultimi trent’anni il Brasile ha già avuto riduzioni drastiche sugli investimenti pubblici. È in questi frangenti e in questi ambienti che è emerso Bolsonaro. Vivevamo una crisi e abbiamo avuto un indebolimento delle istituzioni, abbiamo avuto l’entrata dei giudici nella gestione interna del nostro Paese e abbiamo avuto l’assassinio di Mariel Franco e infine Lula, il quale avrebbe vinto senza dubbio le elezioni, detenuto ingiustamente».

Manuela D’Ávila con il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris

Ma chi è Bolsonaro?

«Bolsonaro è un prersonaggio assolutamente autoritario. Agirà in due modi nel corso del suo mandato. Prima fase: farà entrare i militari nel governo. Perseguirà tutti coloro che la pensano diversamente da lui. Si scaglierà contro le associazioni e i movimenti sociali presenti sul territorio e i partiti di sinistra. Seconda fase, ancora più vicina al fascismo, non è solo la violenza dello Stato, qualsiasi diversità sarà considerata nemica. Non possiamo evitare che questo accada, ma possiamo e dobbiamo resistere», continua D’Ávila.

Chi sono i suoi nemici?

«I comunisti. Io non sapevo di fare parte del partito più grande del mondo – ironizza D’Ávila – perché tutti coloro che non hanno votato per lui sono comunisti. Quindi secondo Bolsonaro, chi sono i comunisti? Sono le donne, la Chiesa Cattolica, gli uomini che pensano che le donne debbano avere i propri spazi, i religiosi che credono che lo Stato debba essere laico. E quando Bolsonaro parla di tutto questo, dice che la violenza è giustificata, legittima. Ci sta rendendo disumani».

«Ho una bambina di tre anni – racconta D’Ávila – e la prima volta che mi hanno aggredita mia figlia aveva quarantacinque giorni, colpendola, sostenendo che la figlia di una comunista non è una bambina. Chi è stato? Non il governo ma la gente ispirata dall’ideologia del presidente eletto nel Paese».

«Bolsonaro deve ricordarsi che è presidente di un paese povero e il discorso reazionario nei paesi poveri è molto peggio che nei paesi ricchi. Questo significa che consegnerà il Brasile agli statunitensi, perché questo alimenterà il neocolonialismo e perché questi sono capi di stato che regalano i paesi poveri al capitalismo. Con certi personaggi al governo è inevitabile la fine del mercato unico dei paesi del Sud America. Stiamo per perdere le nostre ricchezze, i nostri diritti
umani e sociali. Ci sarà un cambio di gestione nelle politiche sociali e popolari. Avverrà una privatizzazione nel campo energetico e petrolifero».

«Tema più importante nelle elezioni brasiliane è stato il Venezuela. Ammiro e apprezzo molto il popolo fraterno venezuelano, ma perché quando giro per il mondo mi chiedono spiegazioni riguardo alla situazione venezuelana e non del Brasile? Semplice: preoccuparsi del Venezuela significa preoccuparsi del petrolio. Ma Brasile e Venezuela hanno una linea di confine unica al mondo: l’Amazzonia. Lì c’è l’acqua più pura al mondo. Questa frontiera custodisce la più grande biodiversità della Terra. Questo è il motivo per cui si inventa che il Brasile ha conflitti con il Venezuela. Il capitalismo antidemocratico mira all’Amazzonia».

«Le ultime elezioni in Brasile si sono basate sulle fake news, ma non intese come semplici bugie. In un giorno solo sono riuscita a smascherare settanta post falsi che mi riguardavano. Queste fake news sono arrivate a tredici milioni di visualizzazioni. Chi ha letto queste fake news? Le persone interessate all’argomento. È così che funziona il meccanismo del big data: generare dal nulla una notizia appositamente per catturare l’attenzione di quel pubblico interessato a quell’argomento specifico. Internet non è solo spazio di fake news ma organizzazione popolare, è scambio di idee, è organizzazione. Ma la destra “democratica” sta per mettere in atto l’unico mezzo di controllo in assoluto: la censura. Un meccanismo autoritario su di noi. Di fronte a tutto questo, la cosa più importante in Brasile è resistere e mantenere l’unità. La democrazia – così conclude Manuela D’Ávila – è la strada per il futuro».

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Debate sobre la Revolución Bolivariana con Atilio Borón, desde Nápoles

por mppre.gob.ve

Atilio Borón, reconocido sociólogo y politólogo argentino acaba de concluir su visita en la ciudad de Nápoles.

Luego de los intercambios sostenidos en la ciudad de Roma, Borón fue recibido en la ciudad partenopea por representantes del movimiento de solidaridad internacional “Todos Somos Venezuela”, quienes en colaboración con la Diplomacia de Paz venezolana en el territorio, organizaron una conferencia en la sede del Consulado General en Nápoles.

La diplomática Amarilis Gutiérrez Graffe junto al equipo consular le dió la bienvenida y agradeció por la oportunidad de poder intercambiar con uno de los intelectuales que más se ha empeñado en el análisis de las relaciones políticas, económicas y sociales en América Latina.

La conferencia tuvo como tema: “ Las actuales relaciones internacionales: América Latina en defensa de su democracia y soberanía” y contó con la participación de periodistas, profesores de la Universidad L’Orientale de Nápoles y la Federico II, estudiantes, representantes institucionales de la alcaldía y la región campania, miebros de la asociación Italia – Cuba de Salerno,  de la asociación “Albainformazione”, del colectivo GalleryArt y la Cooperativa “Maremareper”.

Seguidamente sostuvo un encuentro oficial con la Alcaldía de la ciudad, en la figura de la Asesora a la Ciudadanía, a la Unidad Social y la Migración Laura Marmorale, acompañado de la Cónsul General, Emilio Lambiase, representante en Italia del Consejo Mundial “José Martí”, Ciro Brescia de AlbaInformación y los periodistas Antonio Lupino y Maria Elena Bas. El politólogo recibió la Medalla de la Alcaldía como símbolo de reconocimiento y  fraternidad.

El programa del politólogo concluyó en la Universidad de Salerno, donde dictó la conferencia magistral “América Latina en la era Trump”, con la colaboración del Departamento de Ciencias Económicas y su director Paolo Coccorese, Rosa Grillo profesora de literatura hispano-americana, Marco Galdi, profesor de Derecho Público, entre otros.

Borón durante sus intervenciones ofreció un claro panorama actual de América Latina y El Caribe, profundizando en la Revolución Bolivariana y las causas del actual ataque imperialista contra el proyecto democrático. Explicó en detalles el origen histórico del interés de EE.UU sobre latinoamérica, así como sobre los recursos y las riquezas de Venezuela, citando la doctrina Monroe. Reconoció además la importancia de la visita del presidente Maduro a la toma de posesión del recién electo presidente de México, Andrés Manuel López Obrador.

Un reconocimiento especial fue realizado a Armando Hart Dávalos, fundador de la Oficina del Programo Martiano   en Cuba, y de la Conferencia Internacional “José Martí por el Equilibrio del Mundo”. El arquitecto Emilio Lambiase explicó sobre la obra de toda la vida del primer Ministro de Educación cubano, así como su labor ante el Ministerio de Cultura.

Napoli 3dic2018: Atilio Borón, democrazia, sovranità e l’esempio latinoamericano

Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana
del Venezuela a Napoli

Invita:

Incontro con Atilio Borón, prestigioso politologo e sociologo argentino

“Nuove Relazioni Internazionali: America Latina nella difesa della sua democrazia e sovranità”

Sede del Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli. Via Agostino Depretis 102, 4to piano

Lunedì 03 dicembre 2018, Ore. 11.30

“No ha concluido el ciclo progresista en América Latina”

Sezione Stampa e Pubbliche Relazioni
Sección Prensa y Relaciones Públicas 
Indira Pineda Daudinot
convenap.prensa@gmail.com

Napoli 21nov2018: vita e opere di Milton Fornaro

Napoli 9-30nov2018: Amerindia a Napoli

L'immagine può contenere: testo

(VIDEO) Ad Amarilis Gutierrez Graffe il premio “Quaderni ibero-americani”

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Leggi l’articolo su ilmattino.it

«La mia relazione con Napoli è una storia di amore. Rinascerei in Venezuela e a Napoli nello stesso tempo. Nessuno passa da qui senza innamorarsi di questa città, del suo popolo, del suo rumore e della sua lingua. Sono una napoletana d’amore», spiega Amarilys Gutierrez Graffe, Decano del Corpo Consolare di Napoli e Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, anch’ella insignita di uno dei Premi Speciali della Giuria 2018 “Quaderni Ibero Americani”.

«Come collettivo consolare, è un vero onore ricevere questo riconoscimento da parte della prestigiosa e storica istituzione dei “Quaderni Ibero Americani”. Come figlia di Elsa Graffe de Gutiérrez, scomparsa di recente, professoressa di Lingua e Letteratura Ispano Americana in Venezuela per oltre 35 anni, trovo sia un bellissimo regalo per la sua memoria. Con molto onore e rispetto parlo di mia madre, perché è grazie al suo sforzo che ho potuto comunicare con la lettura, la parola e la scrittura, con il mondo senza frontiere e senza tempo», continua.

Il Consolato dal 1856 si trova a pochi passi dal porto, da dove salpavano le barche per il continente americano. Nella prima metà del XX secolo c’erano grandi code di immigrati davanti alle porte del consolato per compilare i documenti per emigrare. Già negli anni ’60 gli italiani in Venezuela rappresentavano la comunità più numerosa del Paese. La quantità di italo-venezuelani è superiore a 1.500.000 persone, circa il 5% della popolazione.

«La Repubblica Bolivariana del Venezuela è un territorio di pace – conclude la diplomatica – non ci sono migranti che attentano alla sicurezza del territorio nazionale, perché noi siamo una Diplomazia del Popolo della Pace».

Il riconoscimento del P-CARC alla Console venezuelana a Napoli Amarilis Gutiérrez Graffe

Ottobre 2014: una prima delegazione dei movimenti sociali della città dà il suo benvenuto alla nuova Console venezuelana a Napoli Amarilis Gutiérrez Graffe

di Partito dei CARC – Federazione Campania

“Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-tung, viva Stalin!”. È la compagna Amarilis Gutiérrez Graffe, esponente più alto in grado del Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, con la quale da anni lavoriamo e condividiamo la lotta per la rivoluzione socialista, che non scoppia se non la si costruisce. Convinti che il maggior contributo che i comunisti possono dare ad altri rivoluzionari che, sotto ogni cielo, in qualsiasi angolo del mondo, lottano per la stessa causa sia quello di fare la rivoluzione innanzitutto “a casa propria”, nel proprio Paese, nel Paese in cui vivono. Perché la rivoluzione non si esporta né si copia. Per l’appunto, si costruisce.

Nelle condizioni specifiche di ogni Paese, nel combinato disposto tra condizioni oggettive della crisi generale del sistema capitalista e condizioni soggettive di scienza, coscienza e organizzazione.

La Console generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, in questo senso, è sempre stata un esempio prezioso, di coerenza rivoluzionaria e dedizione alla causa. Per il riscatto del suo Popolo, nell’unità internazionale dei proletari di ogni Paese.
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L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi, cielo e spazio all'aperto

(VIDEO) La Console Amarilis Gutiérrez Graffe visita il mural del Che di Jorit a Napoli

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L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi, cielo e spazio all'apertodi Amarilis Gutiérrez Graffe 

Un nuovo grande capolavoro di Jorit a Napoli: un bellissimo ritratto di Che Guevara. Jorit, il bravo artista napoletano di origini olandesi, e grande esponente della Street Art partenopea, è tornato in Italia dopo il suo arresto nei territori palestinesi occupati dai sionisti. Subito si è messo al lavoro lasciandoci un altro bellissimo e grande murale sempre a San Giovanni a Teduccio, a Taverna del Ferro.

Agoch Jorit ha realizzato stavolta un suggestivo ritratto di Ernesto Che Guevara portando così a tre i suoi murales realizzati sui muri di Taverna del Ferro. Nella stessa area del murale celebre in tutto il mondo di Maradona e l’altro sempre sulle facciate del palazzo del “Bronx” con la bella faccia dello scugnizzo Niccolò, con la scritta: “Essere umani”.

I due murales sono su palazzi affiancati e sotto il ritratto di Maradona, considerato il Dio del calcio Jorit ha scritto “Dios umano”.

Consulado de Venezuela en Nápoles participa a la Conferencia “El Futuro es Logístico”

por Consulado General en Nápoles

Italia. 11 de octubre de 2018 (Prensa Consulado General en Nápoles). En el entorno competitivo de hoy, la gestión logística se ha vuelto cada vez más compleja y con un uso intensivo de conocimientos. La globalización de las actividades de logística y transporte, el desarrollo de asociaciones de colaboración entre los actores de la cadena de suministro y la digitalización de los procesos logísticos, son solo algunas de las tendencias que subrayan el papel del conocimiento y el factor humano como recursos estratégicos para apoyar la logística del futuro. Al mismo tiempo, la necesidad de reducir el impacto negativo en el medio ambiente se ha convertido en una prioridad importante para las empresas que operan en la cadena de suministro. Como las actividades de transporte y logística hacen una contribución significativa a las emisiones de gases nocivos, la
necesidad de hacer estas actividades más sostenibles para reducir la huella ambiental de
toda la cadena de suministro es evidente.

El día de estudio organizado por el Instituto de Investigación sobre Innovación y Servicios para el Desarrollo (IRISS) de la CNR (Centro Nacional de Investigaciones) de Nápoles y la Asociación Italiana de Logística y Gestión de la Cadena de Suministro (AILOG), sirvió para discutir estos temas comparando a investigadores de renombre y gerentes de negocios internacionales y de alto perfil, con el objetivo de verificar cómo las compañías están respondiendo a los desafíos planteados por el cambio.

El evento, tuvo lugar en el Complejo Monumental de Santa Chiara en Nápoles y fue ésta también ocasión para celebrar los 40 años de actividad de la AILOG.

La conferencia fue inaugurada por el director de la CNR, IRISS doctor Alfonso Morvillo y por el presidente de AILOG, profesor Paolo Bisogni, a la cual participó la Cónsul General de Primera y Decano del Cuerpo Consular de Nápoles, Amarilis Gutiérrez Graffe, acompañada de Luigi D’Urso, asistente del área comercial de la Misión Diplomática.

Napoli 17ott2018: Marinella Correggia e il “Presidente de la Paz”

Il Consolato Generale del Venezuela
e la Biblioteca Nazionale di Napoli

Invitano

alla presentazione del libro:

“El Presidente de la Paz”

di Marinella Correggia

MERCOLEDI 17 OTTOBRE

Ore: 15.00

Sala Simón Bolivar 

Biblioteca Nazionale di Napoli

Palazzo Reale -P.zza del Plebiscito

  

Interverranno:

 

Amarilis Gutiérrez Graffe

Console Generale del Venezuela a Napoli

Marinella Correggia

Ecopacifista – Giornalista

Pasquale Gallifuoco

Università” L’Orientale” di Napoli  – Acli Beni Culturali

 con testimonianza video dell’azione di pace dei paesi dell’Alba

 (Alleanza Bolivariana dell’America Latina e i paesi caraibici)

Consulado de Venezuela en Nápoles realiza jornada de entrega de pasaportes biométricos en Apulia

por Consulado General Nápoles

Italia. 15 de Septiembre de 2018 (Prensa Consulado General Nápoles). En la ciudad de Valenzano, provincia de Bari, región de Apulia, el Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles, gracias al apoyo del ex-Alcalde de la ciudad Antonio Lomoro, pudo realizar una jornada consular de entrega de pasaportes biométricos a los ciudadanos venezolanos residentes en esa región de Apulia.

Asistieron en primera línea la Cónsul General de Primera, Amarilis Gutiérrez Graffe, acompañada de Maria Vittoria Tafuro y Luigi D’Urso del colectivo consular, pudiéndo consignar la cantidad de 22 pasaportes, además de ofrecer información a la comunidad italo-venezolana que acudió numerosa, sobre otros trámites consulares que realiza la Misión.

Dicha ocasión sirvió además para crear mayor cercanía hacia aquellos ciudadanos que por razones de distancia (Bari está ubicada a 300 km. aproximadamente de Nápoles), por razones laborales y de salud, se les hace difícil viajar a la Representación Consular para realizar sus propias actuaciones. Dicha comunidad expresó su profundo agradecimiento por el servicio ofrecido de atención directa a sus connacionales.

El Consulado General de Venezuela en Nápoles, dentro del programa de expedición de más de 10 mil pasaportes a Embajadas y Consulados anunciado por el Director General del Servicio Administrativo de Identificación, Migración y Extranjería (Saime), Gustavo Vizcaíno Gil, recibió el pasado 21 de agosto 270 pasaportes biométricos de los cuales hasta la fecha han entregado 150, a través de ininterrumpidos operativos especiales a los fines de garantizar su entrega de manera expedita.

En las próximas semanas, la diplomática venezolana junto al colectivo consular, espera poder realizar otra jornada consular en la isla de Sicilia y en Calabria, con el fin de entregar otros cuarenta (40) pasaportes biométricos tras la convocatoria que se le está realizando a la comunidad de venezolanos residentes en esas regiones del Sur de Italia.

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