Londra 17giu2017: le menzogne della BBC sul Venezuela Bolivariano!

Il Brexit e l’implosione dell’Unione Europea

mongolfiera ukdi Samir Amin

Traduzione dal francese di Lorenzo Battisti per Marx21.it

Pubblichiamo la traduzione italiana di questo testo che Samir Amin ci ha inviato qualche giorno fa. Esso ci sembra di particolare importanza per il modo in cui affronta, con le “lenti di Marx” e l’analisi degli interessi di classe, la questione della sovranità nazionale, prendendo nettamente le distanze dalle concezioni del “sovranismo” borghese: 

“La Gran Bretagna non intende certamente mettere in opera la propria sovranità per impegnarsi in una via che si allontani dall’ordoliberismo. Al contrario, Londra spera di aprirsi ancora di più soprattutto verso gli Stati Uniti (la Gran Bretagna non ha le reticenze di certi europei verso il trattato transatlantico di libero scambio TTIP), verso i paesi del Commonwealth e i paesi emergenti del Sud, che si sostituirebbero alla priorità europea. Nient’altro; e certamente non un migliore programma sociale. D’altra parte per i britannici l’egemonia tedesca è meno accettabile di quello che sembra per gli altri, in Francia e in Italia”. 

“I fascisti europei proclamano la propria ostilità all’Europa e all’Euro. Ma si deve sapere che il loro concetto di sovranità è quello della borghesia capitalista; il loro progetto è quello della ricerca della competitività nazionale all’interno del sistema dell’ordoliberismo, associato a campagne nauseabonde contro gli immigrati. I fascisti non sono mai i difensori della democrazia, neanche quella elettorale (salvo per opportunismo), e ancora meno lo sono di una democrazia più avanzata. A fronte della sfida, la classe dominante non ha esitazioni: meglio l’uscita fascista dalla crisi. Ne ha dato prova in Ucraina”.
Il nostro autore ribadisce quanto scrive da tempo: “Non c’è niente da attendersi dal progetto europeo, che non può essere trasformato dall’interno; bisogna decostruire per poi eventualmente ricostruire su altre basi. Poiché si rifiutano di arrivare a questa conclusione, molti movimenti in conflitto con l’ordoliberismo esitano riguardo agli obiettivi strategici delle loro lotte: uscire o restare in Europa (o nell’Euro)? In queste condizioni gli argomenti invocati dagli uni e dagli altri sono estremamente diversi, basati spesso su questioni insignificanti, a volte sui falsi problemi orchestrati dai media (la sicurezza, gli immigrati), che conducono a scelte nauseabonde, raramente sulle vere sfide. L’uscita dalla Nato, per esempio, è invocata raramente. Rimane il fatto che l’onda montante che si esprime nel rifiuto dell’Europa (come la Brexit) riflette la cancellazione delle illusioni sulla possibilità di una sua riforma. Ciononostante la confusione preoccupa”. 

“La difesa dell’illusione di una riforma impossibile dell’Europa non permette di evitarne l’implosione. Il progetto europeo si sbriciolerà allora a beneficio di una riemersione di quello che somiglia molto all’Europa degli anni ‘30 e ’40”

Samir Amin ribadisce la necessità di “un progetto di sovranità, con un contenuto esplicitamente popolare e democratico […] La sovranità nazionale è lo strumento inevitabile per l’avanzamento sociale e per il progresso della democratizzazione, al Nord come al Sud del pianeta. Queste avanzate sono guidate da logiche che si situano al di là del capitalismo, in una prospettiva favorevole all’emersione di un mondo policentrico e al consolidamento dell’internazionalismo dei popoli”.

Andrea Catone
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>>>continua>>>

Filmmaker inglesi chiedono di bloccare il cine-festival israeliano

da hispantv

Più di 40 registi e artisti inglesi chiedono che le sale cinematografiche fermino le proiezioni dei film israeliani a causa delle politiche adottate dal regime usurpatore contro i territori palestinesi.

Come riporta il The Guardian, i registi britannici hanno fatto un appello, attraverso una lettera, nel quale si chiede alle catene dei cinema, in tutto il Regno Unito, di cessare le loro proiezioni per il festival del cinema israeliano che si apre questa settimana.

«Questi cinema ignorano l’invito del 2004 da parte della società civile palestinese in merito alle sanzioni contro (il regime) Israele fino a quando non rispetta il diritto internazionale e finisca di allontanare illegalmente i palestinesi, la discriminazione nei loro confronti e l’occupazione delle loro terre», si legge nella lettera firmata da più di quaranta artisti e registi.

Il Festival del Cinema e della Televisione di Londra e Israele si aprirà con una serata di gala presso sala Bafta, domani. Le proiezioni sono in programma anche in altri sale, tra le quali Curzon Soho e Odeon Swiss Cottage, a Londra, secondo quanto riporta The Guardian.

Nella lettera si sostiene, inoltre, che poiché i film sono finanziati dal regime israeliano, attraverso la sua ambasciata a Londra, i cinema sono tacitamente compiacenti, politicamente, di questo regime.

«Questi cinema diventano complici silenziosi della violenza inflitta alla popolazione palestinese», si legge ancora nella lettera, aggiungendo che «questa collaborazione e cooperazione è inaccettabile. È assodato, comunque, che consapevolmente il regime di Tel Aviv ha fatto una violenta oppressione, sistematica e illegale sui palestinesi».

Infine, nella lettera, si precisa che l’intenzione non è di soffocare le voci dei singoli registi, ma di «rifiutare la partecipazione e il sostegno finanziario del regime israeliano».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Problemi alimentari per gli europei a causa delle politiche neoliberiste

bandiere-europeeda HispanTV

Secondo uno studio, il 50% degli europei per ragioni economiche, non può seguire una dieta variegata.

Uno studio commissionato dal Moviemnto ENOUGH di Elanco e realizzato dall’istituto SWG, coinvolgendo oltre 2000 persone provenienti da Italia, Germania, Francia e Regno Unito, ha rivelato che il pesce, la carne di manzo, e il maiale, figurano tra gli alimenti spesso assenti nella dieta.

Come ha spiegato il presidente di SWG, Maurizio Pessato, «questa carenza non è dovuta unicamente a scelte personali o gusti, ma è dettata da ragioni economiche».

Le zone più critiche sono Italia e Francia, dove si è registrata una drastica riduzione dei consumi di carne (79% in Italia e il 62% in Francia).

Le persone sottoposte all’inchiesta hanno riconosciuto che la loro dieta è stata ridefinita quando è iniziata la crisi, con la riduzione del consumo di alimenti costosi sostituiti da cibi più economici.

A questo proposito, l’accesso al cibo e la sua disponibilità, è visto come un problema reale il cui impatto può essere misurato nel campo della vita quotidiana. In particolare, l’Italia è il paese in cui questa percezione è più diffusa, con l’84 per cento degli intervistati che sostengono questo punto di vista.

Inoltre, secondo lo studio, gli europei prevedono due strade differenti ma complementari per risolvere il problema, tenendo in considerazione la responsabilità individuale del cittadino così come quella globale. Mentre la riduzione dei rifiuti alimentari e i piani educativi sono visti come priorità, vengono considerati fondamentali anche l’uso delle nuove tecnologie e i cambiamenti nei processi di commercio.

Infine, due intervistati su tre si sono a favore di un aumento degli investimenti in ricerca e tecnologia per affrontare la questione della sostenibilità del cibo e per migliorare l’efficienza della produzione agricola.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Nucleare: L’Iran vince la sua battaglia

da Spondasud.it

Gli Stati Uniti e le maggiori potenze mondiali, riunite a Losanna, hanno raggiunto l’accordo con l’Iran sul programma nucleare. L’intesa quadro, raggiunta dopo un periodo negoziale di 18 mesi e un rush finale di trattative durato otto giorni, stabilisce la tabella di marcia verso il documento finale, che sarà firmato il 30 di giugno. Il ministro degli Esteri iraniano Mohammed Javad Zarif si aspetta comunque  che l’accordo definitivo sul programma nucleare di Teheran sia anticipato.«Le soluzioni definite nel comunicato di Losanna – ha detto Zarif, citato dall’agenzia ufficiale Irna – serviranno come piattaforma sulla base della quale, se Dio vuole, la questione sarà finalizzata a maggio».

Per Zarif l’intesa raggiunta a Losanna è una ‘«soluzione ‘win-win’», ossia «vantaggiosa per tutte le parti», un accordo, ha detto, che mostra «come il nostro programma sia esclusivamente pacifico», ha detto citato dall’Irna, e non ostacola l’obiettivo iraniano di una energia atomica per scopi civili. «Continueremo nell’attività di arricchimento», ha spiegato, cosi come «nella ricerca e sviluppo» della tecnologia connessa, mentre il reattore di Arak sarà «modernizzato». «Abbiamo fatto un grande passo ma siamo ancora in qualche modo lontani da dove vogliamo essere», ha però aggiunto Zarif, auspicando che un accordo finale possa aprire la strada ad una maggiore fiducia tra gli Usa e l’Iran. Al suo arrivo a Teheran, Zarif è stato accolto da una folla di persone che esultavano per il risultato dei colloqui di Losanna.

IL DOCUMENTO – Con il documento sono state quindi stabilite le soluzioni chiave per un accordo a 360 gradi, che garantirà la natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano. Il documento stabilisce che non ci siano altre strutture di arricchimento dell’uranio oltre a Natanz (si parla di 5.000 centrifughe) e una joint venture internazionale per le strutture di reattori di acqua pesante. L’impianto-bunker di Fordow sarà convertito in un sito per la ricerca scientifica e non ci sarà all’interno più materiale fissile. Il reattore ad acqua pesante di Arak sarà modificato e il plutonio prodotto sarà trasferito all’estero.

Uno dei punti centrali è proprio la riduzione a due terzi del numero delle centrifughe: dalle attuali circa 19mila a 6.104, installate secondo i futuri accordi; l’uranio non sarà arricchito a oltre il 3,67 per cento nei prossimi 15 anni; l’attuale quantità di circa 10mila chilogrammi di uranio a basso arricchimento sarà ridotta a 300 chilogrammi di uranio a basso arricchimento al 3,67% per 15 anni.

Tutte le centrifughe e le strutture per l’arricchimento in eccesso saranno conservate sotto monitaraggio Aiea e usate solo in sostituzione di altre, mentre non saranno costruite nuove strutture per arricchimento per 15 anni. Il tempo di cui Teheran avrebbe bisogno oggi per ottenere materiale fissile per costruire un’arma nucleare oggi è di 2-3 mesi, ma con le nuove condizioni sarà esteso ad almeno un anno per un periodo di almeno dieci anni.

ISPEZIONI – L’Aiea avrà regolare accesso a tutte le strutture nucleari iraniane, tra cui Natanz e Fordo, anche sull’uso delle tecnologie; gli ispettori avranno accesso alla catena di rifornimento del programma nucleare, monitorando strettamente materiali e componenti, così come le loro origini. Tutte le centrifughe e le infrastrutture per l’arricchimento saranno rimosse da Fordo e Natanz, per essere poste sotto controllo dell’Aiea. Teheran ha concordato di applicare l’Additional Protocol dell’Aiea, che dà maggior accesso sia alle strutture dichiarate sia a quelle non dichiarate. Dovrà inoltre permettere l’accesso ai siti sospetti e notificare eventuale costruzione di nuove strutture.

SANZIONI – Altro punto riguarda le sanzioni: se sarà verificato che gli accordi saranno rispettati, verranno sollevate. Le sanzioni Usa e Ue legate al nucleare saranno sospese dopo che l’Aiea avrà verificato. Se in qualsiasi momento l’Iran non avrà rispettato i suoi impegni, saranno ripristinate. Tutte le precedenti risoluzioni del Consiglio di sicurezza Onu saranno revocate simultaneamente a fronte del rispetti delle intese chiave (arricchimento, Fordo, Arak, Pmd, trasparenza). È prevista una nuova risoluzione Onu in proposito, in modo che eventuali dispute sul rispetto dei diventi punti siano risolte. Se questo sarà impossibile, le precedenti sanzioni saranno riattivate. Restano in vigore le sanzioni all’Iran legate a terrorismo, abusi sui diritti umani, missili balistici.

ZARIF, INTESA UTILE PER TUTTI,NON FERMA NUCLEARE CIVILE –  L’intesa raggiunta a Losanna è una ‘«soluzione ‘win-win’», ossia «vantaggiosa per tutte le parti». Così il ministro iranino Javad Zarif ha presentato l’intesa preliminare conclusa dopo un periodo negoziale di 18 mesi e un rush finale di trattative durato otto giorni. Un accordo, ha detto, che mostra «come il nostro programma sia esclusivamente pacifico», ha detto citato dall’Irna, e non ostacola l’obiettivo iraniano di una energia atomica per scopi civili. «Continueremo nell’attività di arricchimento», ha spiegato, cosi come «nella ricerca e sviluppo» della tecnologia connessa, mentre il reattore di Arak sarà «modernizzato». «Abbiamo fatto un grande passo ma siamo ancora in qualche modo lontani da dove vogliamo essere», ha però aggiunto Zarif, auspicando che un accordo finale possa aprire la strada ad una maggiore fiducia tra gli Usa e l’Iran.

ARAQCHI, RICONOSCIMENTO DIRITTO A NUCLEARE È RISULTATO PIÙ IMPORTANTE – Il riconoscimento internazionale del «diritto dell’Iran al suo programma nucleare» è «il più grande obiettivo» raggiunto dal paese nei negoziati« conclusisi ieri a Losanna. Lo ha detto il vice ministro iraniano degli Esteri, Seyyed Abbas Araqchi, che ha guidato la delegazione di negoziatori sul nucleare. Nel corso di un’intervista alla tv di stato Irib, il giornalista gli ha chiesto se fosse soddisfatto dell’accordo e Araqchi ha risposto: «Lo sono nel modo più assoluto». «Questa volta – ha proseguito – abbiamo raggiunto un punto dal quale è possibile concretizzare le richieste di base della Repubblica Islamica e questo è un risultato molto importante per il nostro paese». Parlando della strategia seguita nel corso dei 16 mesi di negoziati con il gruppo 5+1, il vice ministro ha affermato che si è trattato di una linea che ha permesso a tutti di vincere, perché »anche le preoccupazioni dell’altra parte sono state soddisfatte». «L’obiettivo dell’altra parte – ha spiegato – era quello di creare un clima di fiducia sul fatto che l’Iran non si muoverà verso una dimensione militare dell’energia nucleare. Il nostro obiettivo era rassicurarli su questo punto e ottenere in cambio la legittimazione delle nostre richieste di base, la più importante delle quali è il riconoscimento internazionale del nostro programma nucleare».

IRAN: NYT, ‘PROMETTENTE ACCORDO, ALLENTA 30 ANNI TENSIONI – Secondo il board del New York Times, in un editoriale dal titolo ‘un promettente accordo con l’Iran’, «L’accordo preliminare fra l’Iran e le maggiori potenze è un risultato significativo che rende più probabile il fatto che Teheran non sarà mai una minaccia nucleare».  L’accordo è più «specifico e ampio delle attese. Ci sono buone ragioni di scetticismo sulle intenzioni dell’Iran», ma con la «apertura di un dialogo fra Iran e America le trattative hanno iniziato ad allentare più di 30 anni di ostilità. Nel lungo termine, un accordo potrebbe rendere il Medio Oriente più sicuro e offre una strada all’Iran per riunirsi alla comunità internazionale».

AIEA DÀ BENVENUTO AD ACCORDO SU NUCLEARE, PRONTI A FARE VERIFICHE –  L’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) ha dato il suo benvenuto all’accordo di principio siglato a Losanna sul programma nucleare iraniano, dicendosi pronta a fare le verifiche previste dall’intesa. «L’Aiea – recita un comunicato diffuso nella notte dall’agenzia di Vienna e firmato dal direttore generale Yukiya Amano – dà il benvenuto all’annuncio del gruppo 5+1 e dell’Iran sui parametri chiave per un piano d’azione complessivo comune. Con il sostegno del Consiglio dei governatori dell’Aiea, l’Agenzia sarà pronta a svolgere il ruolo di verifica dell’attuazione delle misure relative al nucleare, una volta che l’accordo sarà finalizzato».

NUCLEARE; INDIA SI RALLEGRA PER INTESA LOSANNA  – L’India si è rallegrata per l’intesa sul nucleare fra l’Iran e i negoziatori internazionali, perché «un risultato significativo sembra essere stato raggiunto con l’accordo sui parametri di una soluzione onnicomprensiva da negoziare entro il 30 giugno». Da sempre l’India, si dice in un comunicato diffuso a New Delhi, «ha mantenuto la sua posizione secondo cui la questione del nucleare iraniano doveva essere risolta pacificamente rispettando i diritti dell’Iran all’uso pacifico dell’energia nucleare». Ma anche, aggiunge il documento, «il forte interesse della comunità internazionale per la natura esclusivamente pacifica del programma nucleare iraniano». L’annuncio, si dice infine, «sottolinea il successo della diplomazia e del dialogo, che l’India ha sempre sostenuto e che speriamo conduca ad un accordo onnicomprensivo il 30 giugno».

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