Quello che i documenti di Wikileaks dicono di Leopoldo López

da venezuelanalysis.com

Il leader dell’opposizione venezuelana Leopoldo López è salito alla ribalta della scena politica internazionale in occasione delle proteste occorse in Venezuela la settimana passata e del suo arresto, il 21 febbraio. López viene menzionato almeno 77 volte in documenti diplomatici pubblicati da Wikileaks. Molti dei documenti vertono su dispute interne all’opposizione, e vedono López entrare spesso in conflitto sia con altri membri del suo partito, sia con altri esponenti dell’opposizione. Dati questi precedenti, forse non sorprende che le attuali mobilitazioni di cui è alla testa, che chiedono “la salida”, l’uscita di scena del presidente venezuelano Nicolás Maduro, abbiano causato anche divisioni in seno all’opposizione. David Smilde, un membro di spicco del Washington Office on Latin America, ha scritto la settimana scorsa:

“Mentre Capriles a gennaio ha stretto la mano a Maduro, il che non solo indica un atteggiamento più conciliante ma è anche un tacito riconoscimento della legittimità di Maduro, sia Leopoldo López che Maria Corina Machado hanno intrapreso una linea più dura e stanno lavorando fuori dalla Mesa de Unidad Democrática (MUD)”.

Senza dubbio, in termini politici immediati, il maggior beneficiario della violenza di ieri (12 febbraio) è stato López.

Questa settimana Smilde ha aggiunto in una dichiarazione a USA today “Prima che succedesse questo, López faceva ancora da secondo violino a Capriles… Credo che il suo obiettivo sia cercare di scavalcare Capriles. Le proteste studentesche lo hanno messo sotto i riflettori”.

I documenti di Wikileaks mostrano un’interessante storia dell’ascesa di López verso la leadership, e mostrano anche alcune delle divisioni all’interno dell’opposizione. Nelle righe che seguono a un leader di partito vengono attribuite queste parole: “per i partiti di opposizione, López è secondo solo a Chávez per la sua capacità di suscitare ira, l’unica differenza fra i due è che López è molto più bello.” E ancora: “Durante un incontro del partito, il 6 dicembre, il Segretario Generale di Primero Justicia (PJ) Tomás Guanipaha invitato López a rispettare il partito, le sue decisioni e la sua unità. Guanipa ha esortato López a ‘non continuare a dividerci, non possiamo passare la vita a scontrarci e litigare con tutti’”.

Il governo statunitense finanzia l’opposizione venezuelana da almeno 12 anni, comprese, come il Dipartimento di Stato ha riconosciuto, alcune delle persone e organizzazioni coinvolte nel colpo di stato militare del 2002. Il loro obiettivo è sempre stato sbarazzarsi del governo Chávez e sostituirlo con qualcosa che fosse più di loro gusto. Tuttavia il loro sostegno economico probabilmente non è il contributo più importante in Venezuela, dal momento che l’opposizione venezuelana possiede la maggior parte della ricchezza e delle rendite del paese. Un ruolo più importante è la pressione fatta dall’esterno in nome dell’unità che, come mostrano questi documenti e la storia degli ultimi 15 anni, è venuta a costituire un serio problema per l’opposizione venezuelana. I documenti dimostrano anche che si tratta di una seria preoccupazione per il governo degli Stati Uniti.

A seguito riportiamo i documenti più interessanti, in ordine cronologico:

2 febbraio 2006: “Il 27 gennaio poloff [l’Ufficale Politico dell’Ambasciata Statunitense] ha incontrato il Segretario Generale di Primero Justicia Gerardo Blyde per discutere per discutere delle voci secondo cui una lotta di potere in corso fra i leader di PJ – Blyde e il sindaco di Chacao Leopoldo López contro il presidente del partito e candidato presidenziale Julio Borges e il sindaco di Baruta Henrique Capriles – potrebbe portare a una rottura nel partito (rif. A e B).”

8 dicembre 2006: il documento informa sui “vincitori” e i “perdenti” delle elezioni presidenziali del 2006. Uno dei “vincitori” è López. “Il trentacinquenne Leopoldo López, sindaco del distretto Chacao di Caracas per Primero Justicia, si è distinto nella campagna di Rosales. Ha giocato un ruolo importante nell’organizzazione dei tre grandi comizi di Rosales a Caracas, compreso quello enorme del 25 novembre sull’autostrada Francisco Fajardo. Rosales ha preso il 76% dei voti a Chacao e ha vinto con ampio margine negli adiacenti quartieri borghesi.” Chacao è stato l’epicentro delle attuali proteste.

8 giugno 2007: Durante un periodo di grandi manifestazioni studentesche, il documento sostiene che: “I partiti politici, tuttavia, sono ansiosi di cooptare il movimento [studentesco]. Il giovane, dinamico sindaco di opposizione del municipio di Chacao, Caracas, Leopoldo López, si è rivolto agli studenti già dalle prime manifestazioni nella sua giurisdizione, e li sta attivamente dirigendo da dietro le quinte (Rif. A)”.

6 dicembre 2007: Dal documento: “Nonostante Chávez continui a criticare duramente l’opposizione, Arreaza [capo dello staff dell’ex vicepresidente José Vicente Rangel] ha detto che il presidente venezuelano ha chiesto all’ex vicepresidente Rangel di tendere una mano all’opposizione. Arreaza ha detto che Rangel questa settimana si è incontrato con il leader di Primero Justicia Julio Borges, e con i leader di Un Nuevo Tiempo (UNT), fra cui il sindaco di Chacao Leopoldo López. Il governo vede López come il canale migliore per arrivare al movimento studentesco, ha aggiunto Arreaza”.

28 marzo 2008: Il documento riporta un incontro fra il senatore statunitense Ron Wyden (democratico, Oregon) e López, facendo notare che “Il senatore e il suo staff hanno discusso con López di possibili strategie mediatiche e metodi per far arrivare il suo messaggio positivo al pubblico statunitense”.

11 aprile 2008: L’ambasciata statunitense ha incontrato una consulente legale di López, il quale ha illustrato la sua strategia per contestare l’interdizione dai pubblici uffici. Secondo lei, “trasformare López in una vittima delle macchinazioni del governo bolivariano lo rende più popolare come candidato”.

17 luglio 2008: Gli Stati Uniti concordano con l’analisi della consulente legale, e scrivono: “è interessante notare come le interdizioni stiano apparentemente trasformando Leopoldo López in una figura di livello nazionale per l’opposizione, piuttosto che un semplice astro nascente a Caracas”.

18 luglio 2008: “C’è una diffusa preoccupazione all’interno dell’opposizione che la rivalità fra il governatore dello stato Zulia Manuel Rosales e il sindaco di Chacao Leopoldo López stia ulteriormente [sic] pregiudicando l’unità dell’opposizione”.

31 luglio 2008: “Un aumento in settimana dell’interesse internazionale per la causa degli ineleggibili indica che López e altri leader di opposizione hanno avuto un certo successo nel raccogliere sostegno sulla scena internazionale, forse ancora più che nei loro paesi”.

28 marzo 2009: “Un’attivista di UNT parla di un attrito crescente fra il sindaco di Maracaibo Manuel Rosales e l’ex sindaco di Chacao Leopoldo López per la leadership del partito. Si è lamentata del fatto che i politici più anziani alla guida di UNT – in particolare Rosales – sono interessati solo al potere personale, piuttosto che a far crescere all’interno del partito astri nascenti che possano avere un maggiore richiamo per la gente”.

10 giugno 2009: “L’attivista di Un Nuevo Tiempo Yenny De Freitas l’8 giugno ha detto ad alcuni poloff che il partito continua a soffrire un grave scisma fra il suo leader auto-esiliato Manuel Rosales e Leopoldo López. Ha affermato che López, che attualmente si occupa dei programmi di UTN nel sociale, sta tramando per creare un proprio ‘movimento’ di opposizione all’interno dell’attuale struttura di partito, probabilmente avvantaggiandosi delle reti di relazioni che ha sviluppato nel suo ruolo attuale e della sua personale popolarità a Caracas.” Il documento aggiunge: “L’assenza della maggiormente popolare giovane generazione di leader dell’opposizione alimenterà quasi certamente illazioni sul fatto che non tutto è a posto all’interno dei partiti, e che figure di scontenti come Leopoldo López si stanno forse preparando a lanciare un ‘movimento’ a proprio uso e consumo, a spese di quel poco di coesione che gli attuali partiti di opposizione sono in grado di raggiungere”.

2 settembre 2009: “López tuttavia ha annunciato il 1 settembre che in realtà era stato espulso da UNT a causa di ‘divergenze’ dai funzionari del partito su come procedere in vista delle elezioni per l’Assemblea nazionale (AN) e quelle municipali, previste per il 2010. Alcune conversazioni con la base del partito indicano che López, il quale ha capeggiato l’iniziativa di ‘reti popolari’ di UNT, potrebbe attrarre un ampio seguito col suo ‘movimento dei movimenti’, probabilmente creando ancora un altro ostacolo ai goffi tentativi dell’opposizione di raggiungere l’unità elettorale. Sembra che López stia dicendo di avere un’idea migliore di cosa ci voglia per battere Chávez, e che sia disposto a rompere con il partito per averla vinta”.

2 settembre 2009: “Il tanto pubblicizzato atteggiamento ribelle di López probabilmente renderà più complicato per l’opposizione creare una lista unitaria di candidati per le elezioni del 2010. Sembra che López creda di sapere meglio degli altri come battere Chávez, e che non esiterà a rompere con i suoi colleghi dell’opposizione per averla vinta”.

15 ottobre 2009: “[Il sondaggista Luís Vicente] León ha sottolineato come all’opposizione manchi un leader che possa unirla e trasmettere il suo messaggio al popolo venezuelano. Ha valutato che probabilmente Leopoldo López spera di catapultarsi in quel tipo di ruolo di guida con la sua iniziativa di ‘reti popolari’ (redes populares)”.

3 novembre 2009: “L’ex sindaco di Chacao Leopoldo López, che si è staccato da UNT a causa del suo sostegno all’idea di una lista unitaria, ha detto a Polcouns [il Consigliere Politico] il 16 ottobre che i partiti trovano lo status quo troppo comodo per assumersi dei rischi. Ha anche respinto l’idea che ci fossero ‘partiti maggiori’, sostenendo che all’interno dell’opposizione ‘tutti i partiti sono piccoli’.
“L’ex sindaco di Chacao Leopoldo López è diventato una figura di divisione all’interno dell’opposizione, in particolare dalla sua pubblicizzatissima rottura con UNT a settembre. È spesso descritto come arrogante, vendicativo e assetato di potere, ma i funzionari del partito gli riconoscono anche una popolarità che resiste al tempo, carisma e talento come organizzatore. Ponte, di Primero Justicia, ha detto di aver lavorato per López quando era sindaco e di essere rimasta impressionata dalla sua abilità nell’organizzare il suo staff e nell’implementare efficacemente i programmi. Tuttavia, ha detto che la licenziò su due piedi quando il marito di lei si oppose a López durante un conflitto interno al partito, quando lui era ancora un membro di PJ. (Nota: López fu tra i fondatori di PJ ma ha lasciato il partito per entrare in UNT nel 2007. Fine della nota)”.

3 novembre 2009: “Sebbene i partiti abbiano bisogno del seguito di López per espandere la loro ristretta base elettorale, sembrano infastiditi dalla sua indisponibilità al compromesso e sospettano che abbia secondi fini. Ponte ha affermato che per i partiti di opposizione, López è secondo solo a Chávez per la sua capacità di suscitare ira, scherzando sul fatto che ‘l’unica differenza fra i due è che López è molto più bello’. Caldera, di PJ, ha minimizzato le ‘reti sociali’ di López come ‘proselitismo politico’ e i suoi progetti, secondo lui non diversi da quelli spesso portati avanti dai partiti di opposizione nel tentativo di costruire sostegno elettorale”.
22 dicembre 2009: “Durante un incontro del partito, il 6 dicembre, il Segretario Generale di Primero Justicia (PJ) Tomás Guanipa ha invitato López a rispettare il partito, le sue decisioni e la sua unità. Guanipa ha esortato López a ‘non continuare a dividerci, non possiamo passare la vita a scontrarci e litigare con tutti. Non è bene per il paese che tu speri in qualcosa di diverso rispetto a noi’”.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Pier Paolo Palermo]

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2 commenti

  1. Siria, Bosnia, Libia, Ucraina, Venezuela, Russia / BARCELLONA15M – BRUXELLES16M – WASHINGTON30M | L'angolo dei cittadini
  2. Il Pd con la destra fascista in Venezuela, i 5 stelle con le vittime - Pagina 10

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