(FOTO) Il calcio popolare a Bergamo incontra l’Ecuador

di Ciro Brescia

23giu2013.- Presso il Centro polisportivo Bepo Vavassori a Bergamo, si è svolto l’11° torneo del Fùbal (Calcio, in bergamasco) Popolare “Mirko Burgio”.

Un torneo sia maschile sia femminile, multietnico ed internazionalista, antirazzista ed antifascista.

Centinaia di giovani, anagraficamente e spiritualmente, coinvolti sugli spalti nella giornata conclusiva e agonismo vivo il campo. Tifoseria vivace e coinvolgente in una atmosfera piacevole e socialmente ricca e fraterna nello spirito migliore del calcio popolare.

Gli organizzatori hanno fortemente voluto la presenza della Red de Amigos della Rivoluzione Ciudadana a sostegno dell’evento con i quali hanno discusso della realtà ecuadoriana e latinoamericana prima del fischio d’inizio degli incontri finali. Molte latinoamericane e i latinoamericani presenti tra i giocatori e tra i supporters.

Per la cronaca si aggiudicano la competizione maschile i disciplinatissimi Oldbet che hanno la meglio sulla squadra ‘palestinese’ Handala per 4 a 3.

Il torneo al femminile se lo aggiudicano le Kelemiabune, che si sono dimostrate ‘performanti’ contrariamente a quanto ironicamente suggeriva il nome dell’equipe.

Calcio popolare e spirito rivoluzionario caraibico non potevano fare a meno di incontrarsi. Si prevedono gemellaggi con il sud Italia e, chissà, d’oltreoceano.

Snowden: cresce la solidarietà

di Geraldina Colotti

Il Manifesto, 28giu2013.- La «talpa» Edward Snowden resta bloccata all’aeroporto di Mosca. Senza passaporto valido, non può comprare il biglietto. Maduro: se Snowden lo chiedesse, «quasi sicuramente» il suo paese lo accoglierebbe.

Nessuna svolta per la “talpa” del Datagate. Edward Snowden, l’ex tecnico informatico della Nsa che ha rivelato un gigantesco scandalo di intercettazioni illegali messo in atto dal governo Usa è ancora bloccato al terminal dell’aeroporto moscovita di Sheremetievo. Non ha documenti e perciò non può lasciare il paese. I giudici della Virginia, che lo accusano di spionaggio, gli hanno revocato il passaporto e hanno spiccato un mandato di cattura internazionale. Secondo il sito Wikileaks, che gli fornisce appoggio, è in possesso di un permesso umanitario concesso dal governo dell’Ecuador. Un salvacondotto che gli avrebbe consentito di arrivare a Mosca dopo avere lasciato Hong Kong, dove si era recato dal 20 maggio.

Per quella data, aveva già fornito alla stampa (Guardian e Washington Post) tutti gli elementi per l’inchiesta sul caso Prism, il programma ultrasegreto con cui gli Usa hanno spiato mail e telefoni degli utenti, negli Stati uniti ed in altri paesi. Glenn Greenwal, il giornalista del Guardian autore dell’inchiesta, ha precisato che Prism è solo un altro nome con cui è continuato il gigantesco programma di intercettazioni autorizzato da George W. Bush dopo l’attacco alle Torri gemelle, l’11 settembre 2001. Nonostante le rassicurazioni fornite da Obama dopo la sua elezione, lo spionaggio segreto su vasta scala è andato avanti anche durante la sua amministrazione. Una vicenda scottante dagli ampi risvolti internazionali.

Ieri Obama, nel corso del viaggio in Africa che lo vedrà impegnato per una settimana, si è detto preoccupato per «altri documenti» che Snowden potrebbe avere sottratto, perché «non tutto è stato pubblicato». Ha tuttavia aggiunto di non avere parlato direttamente con il suo omologo cinese, Xi Jinping, né con quello russo, Vladimir Putin, per chiedere l’estradizione del fuggitivo. Ha anche precisato che gli Usa non intercetteranno il volo su cui salirà Snowden.

Per ora, però, non è chiaro in che modo la “talpa” del Datagate potrebbe lasciare il terminal. L’Ecuador ha smentito di aver mai rilasciato alcun salvacondotto, pur ribadendo la disponibilità ad esaminare, nei tempi necessari, la sua richiesta di asilo politico. Un’accoglienza che, secondo numerosi attivisti russi per i diritti umani, dovrebbe concedergli anche Putin: il quale ha rispedito al mittente le rimostranze Usa, ma non si è pronunciato a riguardo, lasciando la questione ai contatti in corso tra i vertici dei servizi segreti del suo paese e quelli dell’Fbi. La presidente del gruppo di Helsinki a Mosca, Ludmila Alexeyeva, molto critica verso il governo, ha sottolineato che Snowden dovrebbe essere trattato almeno come l’attore francese Gerard Depardieu, che ha ricevuto la cittadinanza russa pur essendo accusato di evasione fiscale. Il governo islandese ha invece precisato che, qualora Snowden decidesse di chiedere asilo da loro, dovrà fare la coda come tutti gli altri richiedenti. L’Islanda è apparsa fra le opzioni possibili fin dall’arrivo della “talpa” a Mosca.

Un’altra possibilità potrebbe essere il Venezuela. Ieri, il presidente Maduro ha ribadito che, se Snowden lo chiedesse, «quasi sicuramente» il suo paese risponderebbe in modo affermativo. Dichiarazioni che hanno provocato le ire della destra, notoriamente subalterna agli Usa. Un altro video diffuso ieri mostra infatti i deputati di opposizione che conversano con delegati di Washington sulla maniera di provocare crisi e colpi di stato contro il «socialismo bolivariano».

 

(VIDEO) Il saluto di Cesare Capuano al Presidente Maduro

Qui di seguito l’intervento di Cesare Capuano del Associazione Internazionale per l’Amicizia e la Solidarietà tra i Popoli – Casa dei Popoli di Roma, a mo’ di benvenuto al Presidente Maduro durante il suo incontro con le Reti e le Organizzazioni Sociali in Italia che ha avuto luogo a Roma presso il Palazzetto delle Carte Geografiche il 17 giugno 2013

Benvenuto Presidente,

è un onore per noi avere qui, a Roma, il Presidente Costituzionale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il Primo Presidente Chavista della storia, un uomo del Popolo, un lavoratore, sindacalista, un Rivoluzionario che grazie all’immensa democraticità creata e vissuta in Venezuela con la Rivoluzione Bolivariana e la Presidenza del Comandante Chávez è oggi qui a rappresentare il suo Popolo in qualità di Presidente della Repubblica.

Grazie, compagno Presidente, grazie veramente con tutto il cuore ma soprattutto con la mente per rappresentare tutto ciò che Lei rappresenta.

Il motivo della sua presenza qui a Roma è la consegna del premio, da parte della F.A.O., per l’impegno profuso dal suo paese per eliminare la fame e la denutrizione: non è un caso che al Venezuela e a Lei come suo massimo rappresentante venga consegnato questo premio. Negli ultimi 14 anni, sotto il Governo del Comandante Chávez il Venezuela e il suo Popolo, con l’impulso del sogno di Bolivar e degli ideali che sono alla base di quella Rivoluzione della quale Lei è primo erede e Primo rappresentante, hanno potuto vivere il sogno di essere parte di un grande progetto volto allo sviluppo, alla crescita e alla difesa della condizione Umana, Morale, Sociale e dei Diritti dell’Uomo

In Venezuela, grazie alla Rivoluzione della quale lei è Leader ogni cittadino ha la possibilità di crescere, di educarsi, di vivere dignitosamente la propria esistenza, di curarsi senza bisogno di pagare nulla, senza dover elemosinare niente ricevendo, per diritto tutta l’assistenza che uno Stato che si ritiene democratico e giusto DEVE ai propri cittadini senza distinzione alcuna, nel profondo rispetto di quelli che sono i diritti dell’Essere Umano.

Grazie compagno Presidente, grazie perché, la sua vittoria alle elezioni presidenziali dell’aprile scorso ci ha permesso di continuare a credere che, in qualche parte del mondo c’è qualcosa di bello, di vivo e di necessario al fine di preservare la nostra stessa esistenza su questo pianeta. Sappiamo bene, che, come il Comandante Chávez ripeteva più e più volte: “o prendiamo il cammino del Socialismo o il mondo va verso la fine”: siamo pienamente coscienti che non c’è verità più assoluta e il nostro grazie è anche un grazie per la speranza di poter vivere, domani, in un mondo migliore, più giusto, più equo, un mondo di Pace, quell’idea di mondo per la quale il Comandante ha dedicato tutta la sua vita.

Siamo più che certi che, con Lei, Chávez continua ad essere il Presidente del Venezuela, ma non solo: continua ad essere, con Lei, il Presidente e il Comandante degli ultimi di questo pianeta, dei giusti, dei sognatori e di tutte e tutti coloro che ancora credono che le ingiustizie possono essere combattute e vinte e che non è inutile lottare per qualcosa in cui si crede veramente, anche se le mete possono apparire lontane e irraggiungibili, Grazie all’esempio del Comandante Chávez e al suo, Compagno Presidente, sappiamo che non è inutile!

Non credo di esagerare nel definire la Rivoluzione Bolivariana come la nuova Rivoluzione Industriale. Come quella, la Rivoluzione di Chávez ha permesso al mondo intero di capire e vedere, con la forza dell’esempio, che un modello di crescita e di sviluppo differente è possibile e fattibile, ha permesso a tutti di aprire gli occhi di fronte ai nuovi traguardi che abbiamo davanti.

In qualità di Primo Presidente Chavista la aspetta il compito di continuare l’immensa e grandiosa opera messa in atto dal Comandante Presidente Hugo Chávez e sappiamo che ce la farà, perché non è solo, il Popolo Venezuelano è dalla sua parte e tutti i popoli della terra con esso. Abbiamo bisogno di Lei, Compagno Presidente, ne abbiamo bisogno per continuare a lottare contro lo stato di cose presenti, ne abbiamo bisogno per non arrenderci di fronte alla crudeltà e alla barbarie del capitalismo e dell’imperialismo che continuano a minacciare con sempre maggiore forza il pianeta intero. La borghesia fascista e mercenaria finanziata dall’imperialismo U.S.A., che lei ha sconfitto in Venezuela nelle ultime elezioni, è sempre in agguato, e, pur perdendo terreno nel tessuto sociale delle nazioni si fa sempre più forte e violenta e feroce grazie all’aiuto indiscriminato dell’impero. Vorrei anche approfittare per ricordare e rendere omaggio alle vittime della barbarie fascista e imperialista in Venezuela dopo il trionfo elettorale del Presidente Maduro. Lì, i nemici della Rivoluzione e del Popolo hanno mostrato il loro vero volto, quello di assassini al servizio di poteri stranieri.

Ultimamente, l’imperialismo, messo alle strette dalla crisi internazionale e dei mercati, si è fatto sempre più cinico e violento: hanno alzato il tiro e l’idea che in America Latina esistano Presidenti come Lei e Chávez, come Correa, come Morales, che esista ancora e resista Cuba e la sua Rivoluzione danno a tutti, ma soprattutto a noi cittadini di un Europa sempre più vecchia, decadente e decrepita l’idea che qualcosa può veramente cambiare e che, nonostante la violenza e la viltà e la potenza dell’imperialismo e del capitalismo, possiamo combatterli e vincerli.

Ci sarebbe bisogno di un Chávez ed un Maduro in ogni paese del mondo, soprattutto qui, in Italia, dove oramai sembra esserci un vuoto di personalità politiche e di idee più che allarmante. Qui da noi, l’imperialismo che in Venezuela avete sconfitto più volte, ha gioco e vita facile, la colonizzazione culturale delle menti ha fatto si che il tessuto sociale del paese sia distante dai suoi bisogni e più vicino alle necessità dell’economia internazionale dei pochi e dei suoi rappresentanti (che sono anche coloro che ci governano).

Benvenuto, Compagno Presidente, e Grazie ancora per l’immenso esempio che la sua opera, come conseguenza dell’opera del Comandante Presidente Hugo Rafael Chávez Frías, ci regala.

Grazie Compagno Presidente per darmi la possibilità di vedere nei suoi occhi e rappresentato nella sua figura il Nostro Eterno Comandante Chávez.

Grazie, Compagno Presidente, perché incontrandola, vedendola, posso dire di aver incontrato un Essere Umano vero e ho la possibilità di poter dire di aver visto, con lei e in lei, il Comandante Chávez.

Avevo 16 anni quando Chávez divenne Presidente… poco meno della metà della mia vita l’ho vissuta sapendo che, in Venezuela, c’era un Comandante che incarnava e propugnava le mie idee di Giustizia, di Libertà, di Socialismo!!!

Con Chávez se ne è andata una piccola parte di me, ma… se ne è andata per tornare ingrandita e dar forza alle nostre idee, alle nostre speranze, ai nostri sogni, a ciò che, i nemici del popolo, i nostri nemici, chiamano illusioni e noi, invece, osiamo chiamare FUTURO. Quel futuro che Chávez ha fatto presente in Venezuela, quel futuro che non può non appartenerci, quel futuro che in Venezuela, ora ha un Nome: Nicolás Maduro.

VIVA CHAVEZ!!!

VIVA MADURO!!!

HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!!!

SOCIALISMO O BARBARIE!!!

VIVA FIDEL!!!

VENCEREMOS!!!

Cesare Capuano

16 Giugno 2012

A.I.A.S.P. – Casa dei Popoli, Roma

(VIDEO) Venezuela offre protezione umanitaria a Snowden

Caracas, 27giu2013.– Il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha sottolineato questo giovedì che il Venezuela non ha ricevuto alcuna richiesta da parte dell’ex-tecnico della CIA Eduard Snowden per essere ospitato nel paese, però nel caso lo facesse la nazione caraibica è disposta ad offrire la sua protezione umanitaria.

“Nessuno ci ha sollecitato asilo in suo favore, ma se egli volesse, Venezuela è disposta ad offrire protezione a questo valente giovane umanitariamente, affinché l’umanità sappia la verità”, ha dichiarato il Presidente dal Palazzo  di Miraflores, durante la consegna del Premio Nazionale di Giornalismo Simón Bolívar 2013.

Assange: «Hugo Chávez è la figura politica più importante nel nuovo millennio»

di Fabrizio Verde

Dall’ambasciata ecuadoriana in quel di Londra, dove si trova bloccato da oltre un anno, torna a parlare Julian Assange, giornalista e attivista fondatore di Wikileaks intervistato da Infobae.

Nel corso dell’intervista, il giornalista australiano, rende onore al Comandante Hugo Chávez, definendolo «la figura politica più importante degli ultimi dieci anni». Sottolineado come la sua «eredità sia estremamente importante per l’America Latina». Prezioso lascito politico-ideologico raccolto senza esitazione alcuna da Nicolás Maduro, «un nuovo presidente – spiega Assange – che sta continuando sul suo cammino».

Un percorso decisamente irto di ostacoli e insidie, visti i ripetuti tentativi di destabilizzazione interna ed esterna in atto. Tuttavia il presidente Maduro, unito intimamente al suo popolo, e continuando sul cammino tracciato dal Comandante Chávez, prosegue risolutamente la marcia verso il socialismo del XXI secolo, dell’integrazione solidale dell’intera America Latina insieme ai paesi riuniti nell’Alianza bolivariana para América Latina y el Caribe (ALBA).

Numerose analogie e punti di contatto vi sono, evidenti, tra la vicenda che vede protagonista Julian Assange, che ha reso possibile insieme a Bradley Manning – attualmente imprigionato e sottoposto a trattamento inumano e degradante come confermato da Juan Mendez, relatore speciale delle Nazioni Unite – la più grande rivelazione di notizie riservate e secretate mai avvenuta, a quella di Edward Snowden, l’ex dipendente Cia, poi contractor della potentissima National Security Agency, che ha disvelato l’orwelliano progetto di spionaggio globale posto in essere dal governo statunitense.

Addirittura, secondo l’ex dipendente della NSA Bill Binney, l’agenzia, molto più ricca e potente della Cia, avrebbe la capacità di «immagazzinare le comunicazioni dell’intero mondo per i prossimi cento anni» grazie alla potenza di 12150 computer Narus – ognuno di essi capace di processare 100 miliardi al giorno di e-mail – attivi presso la struttura di Bluffdale, nello Utah.

Uno scenario di spionaggio permanente che investe fortemente l’America Latina. «Il 99% delle comunicazioni tra l’America Latina – racconta Assange – e il resto del mondo passano attraverso gli Stati Uniti e sono indicizzate e spiate in maniera permanente». Fondamentale risulta quindi il ruolo di Snowden che grazie alle sue rivelazioni ha svelato il programma di spionaggio massivo messo in piedi dagli Stati Uniti dietro la facciata della lotta al terrorismo internazionale. «Un fatto molto positivo» il commento del fondatore di Wikileaks, alla disponibilità a concedere asilo in Venezuela al tecnico informatico, palesata dal Presidente Maduro. Che mercoledì scorso ha lanciato un appello affinché Snowden, «questo ragazzo indifeso, non sia catturato e ucciso dagli Stati Uniti». Da Caracas, e da Quito, dove il governo ecuadoriano sta valutando la richiesta d’asilo politico formalmente avanzata da Snowden, ci arriva l’ennesima lezione di sovranità. La riprova che l’America Latina non tornerà più a essere il cortile di casa degli Stati Uniti.

A Cava de’ Tirreni la prima sede ANROS in Italia

Napoli, 25giu2013.- Durante un atto ufficiale nel palazzo municipale del Comune di Cava de’ Tirreni, provincia di Salerno, il sindaco Marco Galdi, ha ricevuto il Console Generale, Bernardo Borges che ha presenziato alla firma dell’Atto Costitutivo della prima sede dell’Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali, (ANROS), progetto proposto e perseguito dal suo fondatore de responsabile nazionale, il deputato della Asamblea Nacional venezuelana del Estado Lara, Germán Ferrer.

Il deputato Ferrer dal Venezuela, ha ringraziato il Consulado General de Nápoles per l’appoggio alla creazione di Anros-Cava de’ Tirreni-Italia, evidenziando che il Venezuela continua ad essere un esempio per quei paesi del mondo che con il socialismo e la formazione ideologica dei suoi propri popoli, sono alla ricerca di una vera rivoluzione per la definitiva indipendenza.
Presiederà l’Associazione l’architetto Emilio Lambiase, presidente della Associazione SurAmericAlba, che si è dedicato ed impegnato con le politiche Bolivariane, Socialiste e Rivoluzionarie. Hanno firmato l’Atto costitutivo: Ciro Brescia (ALBAssociazione), Alvaro Pereda Utzcategui (Circolo Bolivariano Simón Rodríguez), Indira Pineda Daudinot (attivista cubana per l’amicizia tra i popoli).
“La missione principale dell’ANROS è la costruzione di un nuovo modello di società, basato sull’uguaglianza, l’equità e la giustizia sociale, la sua visione è centrata nella formazione di una grande rete, non solo nazionale ma internazionale, di movimenti e di organizzazioni sociali per la diffusione del Socialismo Bolivariano”, ha affermato l’Architetto Lambiase nell’atto dello svelamento della targa inaugurale.

La Riscossa Popolare a Napoli: dal 18 al 28 Luglio 2013

III EDIZIONE FESTA DELLA RISCOSSA POPOLARE
dal 18 al 28 Luglio 2013
Parco dei Camaldoli, Viale Privato Rai – Napoli

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PROGRAMMA COMPLETO DELL’INTERA FESTA

+++++++++++++++++++++++++++++Giovedì 18 Luglio+++++++++++++

UNICA DATA ITALIANA

The Legendary Reggae Band

*** TWINKLE BROTHERS ***

LIVE CONCERT IN THE PARK

with:

NORMAN GRANT (Voice & Congas)
DELLA GRANT (Voice)
DUB JUDAH (Bass)
BLACK STEEL (Lead Guitar)
RALSTON GRANT (Rhythm guitar)
CAROLINE WILLIAMS (Keyboards)
BARRY PRINCE (Drum)

AFTER SHOW
SOUND SYSTEM with:

BRUCIATOWN FA_MASS
SUNWEED SOUND SYSTEM
CHILIMAN
PACO TEN

APERTURA CANCELLI ORE 20.30

Info sulla Singola Giornata all’evento FB :
https://www.facebook.com/events/497013420364059/

+++++++++++++++++++++++++++++Venerdì 19 Luglio+++++++++++

Serata HIP HOP with NTO’ presentazione “Il coraggio impossibile”with PALU e El Koyote
EKSPO
OYOSHE with DJ BOBBY
LPK La Pankina Krew

After Show
Cyop dj
Tony Ciccione & He Man

+++++++++++++++++++++++++++++Sabato 20 Luglio+++++++++++

ore 18 Presentazione del Libro :
“Ultras I Ribelli del Calcio” – 40anni di antagonismo e passione-
con l’Autore Andrea Ferreri

ore 21.00 a night in support of A.S.D. QUARTOGRAD

SHOT ON THE DARK
LOS FASTIDIOS
APPESI A UN FILO
Salice Cried the big stoner machine

Info sulla Singola Giornata all’evento FB :
https://www.facebook.com/events/279480785531709/?context=create#

++++++++++++++++++++++++++++Domenica 21 Luglio++++++++++++++

BULBART FESTIVAL 2006-2013 – 1 SERATA

IL CAST COMPLETO SARA’ ANNUNCIATO A BREVISSIMO.

+++++++++++++++++++++++++++Lunedì 22 Luglio++++++++++++++++

Teatro Amatoriale
MURI DI CARTA
TITOLI DI CODA
OUT OF QUESTION
IDEI SOPHIA
++++++++++++++++++++++++++++Martedì 23 Luglio+++++++++++++++++

TAMMURRIATA con:
– PARANZA DEL LEONE
Canti Popolari e Contadini di Scafati

Musica Popolare/world, con:
– MASSIMO FERRANTE trio
– MATALENA esemble

++++++++++++++++++++++++++++Mercoledì 24 Luglio++++++++++++++++++

BULBART FESTIVAL 2006-2013 – 2 SERATA

IL CAST COMPLETO SARA’ ANNUNCIATO A BREVISSIMO.

+++++++++++++++++++++++++++++Giovedì 25 Luglio+++++++++++++++

ore 18.00 Tavolo Discussione – Lavoro –

FESTA DELLA BIRRA ARTIGIANALE

BATA’ NGOMA AFROREGGAEBEAT-presentazione dell’album BATA’ IN A MYSTICAL BOUNC.

a seguire HERMANO LOCO live show

MA GI CA riddim dj set

+++++++++++++++++++++++++++++Venerdì 26 Luglio++++++++++++++++

ore 18.00 Tavolo Discussione :
“Contro la Repressione, La Solidarietà è un’Arma”
“In Solidarietà agli arrestati per i fatti del 15 Ottobre a Roma”
“Contro gli Abusi delle FDO, Numeri Identificativi sulle divise”

99 POSSE
Sincopatik con MC Mariotto feat ZULU,Jovine,Ivano Dope,Urban Snakes
Andrea Tartaglia
Aneuro

+++++++++++++++++++++++++++++Sabato 27 Luglio+++++++++++++++

ore 21.00

MALASUERTE FI SUD

seconda edizione di “BASS STARS MEETING”

▸ DJ DEEF (U.F.O. Rap Team)

Live Show:

▸ NUMA CREW
▸ LOWER (Nosheek Records)
▸ URBAN SNAKES feat. O’IANK & OYOSHE
▸ DUBSTEP NAPOLI (Bako – Lady Lucky – Smile Beat)
▸ SHAMAN a.k.a RADIO SHANA (2Step)

Media:
▸ BASS ISLAND
▸ BASS MOVE
▸ DUBSTEP ITALY

Info sulla Singola Giornata all’evento FB :
https://www.facebook.com/events/154256854759208/

+++++++++++++++++++++++++++++Domenica 28 Luglio+++++++++++++++

ore 14.00 Pranzo Sociale
Specialità della Casa by Chef “Santino”

ore 18.00 Tavolo di Discussione

ore 21.00

TONY TAMMARO live in Concerto –

Open Gas Family

a seguire:
Dj Cioppi

Info sulla serata singola ed evento FB: www.facebook.com/events/510387339016797/
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POSSIBILITA’ DI CAMPEGGIO ALL’INTERNO DEL PARCO –
CON DOCCE, SERVIZI IGIENICI E PUNTO RISTORO –

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********SITO UFFICIALE DELLA FESTA**********************
http://festapopolare.altervista.org/

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COME ARRIVARE:

COORDINATE GPS:

40° 51′ 39.21” N
14° 11′ 29.58” E

IN AUTO DA FUORI NAPOLI:

TANGENZIALE di Napoli USCITA “CAMALDOLI” girare su
VIA GABRIELE JANNELLI (percorrerla tutta)
all’incrocio girare per
VIALE IGNAZIO LAYOLA (percorrerla tutta)
girare su
VIA DELL’EREMO girare su
STRADA PRIVATA RAI

IN TRENO DA FUORI NAPOLI:

fermata NAPOLI CENTRALE
METROPOLITANA linea 1 fermata “POLICLINICO”
BUS N. C44 o C43

DA NAPOLI:

BUS N. C44 e C43 dalla fermata della Metro “POLICLINICO” linea 1

Snowden, un nuovo grattacapo per gli USA

di Geraldina Colotti

Il Manifesto, 27giu2013.- Un limbo giuridico senza evidente via d’uscita. Così appariva ieri la situazione di Edward Snowden, il trentenne nordamericano, ex consulente della Cia, che ha rivelato il gigantesco piano di intercettazioni illegali messo in campo dagli Usa su scala internazionale.

Quella che è ormai per tutti «la talpa del Datagate» è ancora nell’aeroporto moscovita di Sheremetievo, dov’è approdato da Hong Kong il fine settimana scorso: non può comprare il biglietto per altra destinazione perché non ha passaporto e il suo visto di transito sta per scadere. I suoi documenti sono diventati incandescenti il 14 giugno, dopo la condanna emessa dai giudici della Virginia per spionaggio e furto di beni dello stato. Da allora Snowden è un pericoloso ricercato, al centro di un caso diplomatico di portata internazionale. Ha intercettato e diffuso i dati del piano ultrasegreto Prism quando lavorava come esperto informatico in una sede dell’Agenzia per la sicurezza nazionale (Nsa), alle Hawaii. Il 20 maggio se n’è andato a Hong Kong, poi ha dovuto lasciare la Cina, a seguito delle pressioni statunitensi.

Dal 2009, gli Usa entravano anche nei server riservati degli altri stati utilizzando indirizzi internet e provider del singolo paese. Nello stesso modo, Londra ha spiato i partecipanti al G20 del 2009.

Snowden pare abbia accettato il lavoro con il contractor della Nsa Booz Allen proprio per raccogliere «gli oltre 200 documenti delicati» che stanno facendo vedere i sorci verdi all’amministrazione Obama.

Archivi segreti che, prudentemente, Snowden ha deciso di spedire a diverse persone e che verrebbero divulgati nel caso in cui gli accadesse qualcosa. Così almeno ha sostenuto Glenn Greenwald, il giornalista del Guardian che ha pubblicato le informazioni della «talpa». I documenti sono però cifrati e protetti da un complesso sistema di sicurezza, ha precisato Greenwald, aggiungendo che, in questi giorni, anche lui preferisce portarsi sempre appresso computer e dati.

Secondo la stampa moscovita, il direttore dell’Fbi, Robert Mueller, ha preso contatto con Alexandr Bortnikov, il suo omologo del Servizio federale di sicurezza russo (l’Fsb, una volta Kgb). Il presidente russo, Vladimir Putin, pur avendo rispedito al mittente la richiesta di estradizione Usa, lo aveva annunciato: il caso Snowden «è un problema di cui devono occuparsi il signor Mueller e il signor Bortnikov».

Snowden ha chiesto asilo politico all’Ecuador. Così aveva fatto anche Assange, che ha avuto risposta positiva, ma che da un anno resta confinato nell’ambasciata ecuadoregna a Londra perché la Gran Bretagna lo vuole estradare in Svezia per fargli scontare una pena. Lo staff di Wikileaks sta fortemente sostenendo Snowden, ma ieri l’ex giudice spagnolo Baltasar Garzón, che difende Assange, ha annunciato che non accetta di patrocinare anche l’ex consulente Cia, senza però spiegarne le ragioni.

Secondo Assange, Quito ha concesso a Snowden un documento da rifugiato, ma la notizia non ha trovato conferma. E ieri il ministro degli Esteri ecuadoriano, Ricardo Patiño, ha dichiarato che i tempi per un’eventuale concessione dell’asilo politico a Snowden sarebbero comunque lunghi: forse non due mesi come per il fondatore di Wikileaks, ma quasi.

La buona volontà, però, rimane.

Lo ha confermato in twitter il presidente ecuadoriano Rafael Correa, ribattendo alle accuse di Washington per la legge sulla comunicazione che ha promulgato di recente, considerata dagli Usa lesiva della libertà di stampa.

Anche il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, si è detto disponibile a esaminare un’eventuale richiesta di asilo di Snowden e per questo ha subito i soliti attacchi dalla destra di Henrique Capriles: «Se Maduro vuole ricucire con gli Stati uniti, non può accogliere Snowden», ha detto Capriles, dando per inteso che gli unici rapporti possibili con gli Usa siano quelli basati sulla più completa asimmetria. Correa vuole diventare il nuovo Chávez,«il principale demagogo antistatunitense dell’emisfero», ha scritto il Washington Post. Il giornale ha inoltre ricordato che le condizioni di favore che gli Stati uniti concedono all’Ecuador a livello di dogana come compensazione per la lotta antidroga scadono a luglio…

«Gli Usa cercano di concentrare l’attenzione su Snowden e sui paesi “cattivi” che lo “appoggiano” per far dimenticare le cose terribili nei confronti del popolo nordamericano e del mondo intero che egli ha denunciato. Il loro ordine mondiale non è solo ingiusto, è immorale», ha risposto attraverso un twitter Correa.

Intanto, in sede di trattativa, Patiño potrebbe far pesare agli Usa il nutrito elenco di corrotti e banchieri ecuadoriani, condannati nel paese andino che hanno trovato riparo negli Stati uniti: dall’ex presidente Jamil Mahuad, ai banchieri Roberto e William Isaías, all’ex direttore dell’intelligence militare Mario Pazmiño.

(VIDEO) Correa di fronte agli USA, una lezione di etica e dignità

di Gabriel Arcadi

Quito, 27 jun2013 (Andes).- Ancora una volta grandi lezioni di politica, etica e dignità dall’Ecuador.

Gli USA minacciano l’Ecuador di ritorsioni commerciali se dovesse concedere asilo a Snowden. Ma Correa, come sempre a schiena dritta, rilancia: “La nostra dignità non si vende e non si compra. Rinunciamo in maniera unilaterale e irrevocabile ai vantaggi doganali. E c’è di più: offriamo l’equivalente (23mln$) in formazione sui diritti umani ai cittadini USA”.

E rincalza: “Ci sarebbe piaciuto che la stessa premura con cui gli USA ci chiedono l’eventuale estradizione di Snowden ci fosse stata per i banchieri corrotti responsabili della bancarotta dell’Ecuador del 1999, estradizione sempre negata dagli USA”.

“Sappiamo che gli USA con il loro potere ci possono distruggere, a maggior ragione a seguito dell’adozione del dollaro come moneta nazionale” [opera della vecchia classe politica corrotta].

Se il mio popolo ritiene che questa mia posizione possa pregiudicarlo sono pronto a mettermi da parte. Ma non mi si chieda di azzoppare i miei principi o di tacere di fronte a tanta ipocrisia. Non mi si chieda di barattare la probabile follia di essere liberi per la nefasta convenienza di essere schiavi.

Potranno rubarci tutto, ma mai la fiducia: andremo avanti con la produzione, ma anche con l’allegria, l’indipendenza, la libertà e la dignità”. E inaugura una centrale idroelettrica da 180MegaWatt.

Armati di musica contro droga e violenza

di Gabriele Melendugno

AVN, Caracas, 26giu2013.- Il governo venezuelano consegna 4.385 (su 25.000 previsti per il 2013) strumenti musicali ai giovani venezuelani per la Campagna Nazionale Antidroga (e in genere prevenzione della devianza giovanile).
E’ noto che la devianza giovanile è direttamente collegata alla diffusione di iniziative culturali attive e coinvolgenti e la pratica musicale è una delle più potenti.

“Con la musica coltiviamo valori per la vita. Se i giovani praticano la musica in prima persona, avremo un futuro migliore per i nostri figli e nipoti”.

Era presente Abreu, fondatore de “El Sistema”, grazie al quale 300.000 giovani venezuelani studiano musica gratis, e grazie al quale si è formato Dudamel, che ad appena 32 anni è fra i più apprezzati direttori d’orchestra mondiali.

Festa della Musica del Sistema in Italia

di Roberto Grossi*

Per la prima volta, il Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili Onlus partecipa alla Festa della Musica Europea, per richiamare all’attenzione il valore educativo e sociale della musica che, in linea con l’eccelsa tradizione musicale del nostro Paese, dobbiamo impegnarci a recuperare.

La “Festa della Musica del Sistema in Italia” è un’ iniziativa di incontri territoriali, concerti, spettacolo e solidarietà, come occasione importante per far suonare e cantare insieme i bambini e i ragazzi dei nostri Nuclei, far incontrare gli operatori, gli educatori, i musicisti, le famiglie e far conoscere queste nuove esperienze musicali.

I protagonisti della Festa della Musica del Sistema in Italia sono i numerosi bambini e ragazzi dei Nuclei del Sistema che si esibiranno sul palco insieme a altri giovani provenienti da tutto il mondo e con artisti di ogni genere musicale. Saranno presenti testimonial d’eccezione, rappresentanti istituzionali locali e nazionali, musicisti venezuelani e molte altre illustri personalità.

Gli obiettivi della manifestazione sono: riportare la musica nei luoghi dove realmente le persone vivono, diffondere una “musica di tutti per tutti” senza alcun tipo di barriere né élitarismi e testimoniare come l’educazione musicale sia una vera occasione di riscatto per le nuove generazioni.

L’iniziativa, sulla scia delle campagne di raccolte strumenti “Costruire con la Musica”, è in collaborazione con Regione Puglia, Regione Veneto, Comune di Macerata, Comune di Reggio Emilia, Fondazione I Teatri di Reggio Emilia, Fondazione Francesco Pasquinelli, Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari, Fondazione I Pomeriggi Musicali, Orchestra Internazionale per la Pace “Pequeñas Huellas”, Ordine degli Ingegneri di Napoli.

Continua, pertanto, l’impegno del Sistema italiano, ispirato al modello de “El Sistema” venezuelano del Maestro Josè Antonio Abreu che è riconosciuto a livello mondiale come modello per lo sviluppo dell’azione sociale attraverso la musica. Il Sistema in Italia mira a realizzare concretamente un rinnovamento sociale in tutto il Paese, soprattutto in contesti dove è vivo il disagio infantile e giovanile come la dispersione scolastica, l’uso di droghe, l’emarginazione, il bullismo, la disabilità. Sono Presidenti Onorari lo stesso M° Abreu e il M° Claudio Abbado, che ringraziamo per l’ispirazione ed il sostegno.

Le attività del Sistema sono portate avanti grazie alla disponibilità e l’impegno di tanti operatori e volontari che si dedicano, quotidianamente e con passione, alla realizzazione di questo nostro importante progetto sociale. A tutti desideriamo esprimere un profondo riconoscimento per la straordinaria dedizione e capacità con la quale il Sistema sta portando, finalmente, anche nelle realtà italiane l’approccio rivoluzionario della musica come strumento di rinnovamento sociale.

Migliaia di bambini e ragazzi molti dei quali vivono nel disagio, non solo economico, hanno cominciato a sperimentare una esperienza di straordinaria crescita. I risultati educativi e sociali raggiunti grazie all’attività dei nostri 40 Nuclei richiamano ora ad una più forte assunzione di responsabilità anche da parte delle istituzioni pubbliche e delle imprese.

*Sistema delle Orchestre e dei Cori Giovanili e Infantili in Italia Onlus

Altre foto dell’evento a Napoli

Chiara Eminente (Ass. Scarlatti), Maria Rosaria de Medici (Tg3), Bernardo Borges (Console della RB del Venezuela a Napoli) alla presentazione dell’evento a Napoli

Il Venezuela vince il premio per lo sviluppo migliore

Maduro a Roma incontra il Papa. La Fao: «Avete sconfitto la fame»

di Geraldina Colotti

Il Manifesto, 18giu2013

Roma. Nell’ambito della Conferenza biennale della Fao, che si concluderà il 22 giugno, il Venezuela ha ricevuto un premio per aver raggiunto anzitempo sia il primo Obiettivo di sviluppo del millennio – dimezzare la proporzione di coloro che soffrono la fame entro il 2015 – sia quello stabilito dal Vertice Mondiale dell’Alimentazione, ovvero dimezzare per il 2015 il numero dei sottonutriti. Un traguardo raggiunto da 18 paesi. «Siete la prova vivente che quando una società decide di porre fine alla fame, e quando c’è un impegno politico da parte dei governi, possiamo trasformare quella volontà in azioni e risultati concreti», ha dichiarato il Direttore generale della Fao, il brasiliano Graziano da Silva. Un impegno eroico per il governo di Cuba, strozzata dal blocco economico Usa, che dura da oltre 50 anni. La platea della Conferenza – massimo organo di governo dell’Organizzazione, gremita di rappresentanze diplomatiche, capi di Stato e giornalisti – ha infatti tributato il più alto volume di applausi a Cuba e Venezuela.

Per la Repubblica bolivariana ha ritirato il premio il presidente Nicolas Maduro, eletto il 14 aprile dopo la scomparsa di Hugo Chávez, il 5 marzo.

«Ricevo questo riconoscimento a nome del popolo venezuelano e dell’uomo che ha reso possibile la lotta contro la fame nel mio paese e ne ha fatto una ragione di vita, Hugo Chávez», ha detto il capo di stato venezuelano rendendo omaggio al suo predecessore. «Non è vero, come pensano alcuni, che abbiamo bisogno di meno stato – ha aggiunto Maduro – occorrono politiche pubbliche in grado di tutelare la popolazione più esposta fortificando il quadro legale entro cui garantire il primo dei diritti umani, quello all’alimentazione». Quindi ha elencato i principali passi concreti compiuti in merito dal governo bolivariano: i 22.000 punti di distribuzione alimentare, i sussidi – rivolti al 61% delle famiglie – che coprono tra il 70 e l’80% dei prodotti basici; le Case di alimentazione, che forniscono cibo gratuito. Misure che «hanno consentito di ridurre la percentuale di sottonutriti dal 13,8% esistente prima della Rivoluzione, al 2,4% attuale». Oggi, la popolazione venezuelana consuma ogni giorno 3.182 calorie a persona. «Molto è stato fatto, ma tanto altro è ancora da fare. E per fortuna la rivoluzione è in buone mani», ha detto ancora Maduro, denunciando che il suo paese «soffre per una guerra economica contro il rifornimento di alimenti».

Un atto di accusa ai grandi gruppi privati che cercano di condizionare il clima politico in Venezuela facendo mancare i prodotti dai supermercati e organizzando il sabotaggio della produzione.

Anche per questo, per incrementare gli sforzi verso la diversificazione dell’economia in un paese che possiede le più grandi riserve di petrolio certificate al mondo, il presidente socialista ha chiesto aiuto alla Fao: per uno speciale programma di assistenza tecnica che estenda la produzione in ambito rurale e per il miglioramento della qualità dei prodotti alimentari. «In Venezuela – ha detto – abbiamo 33 milioni di ettari coltivabili per alimenti; ce ne restano da coltivare 30 milioni perché, come sanno i paesi petroliferi dell’Opec, i modelli di sultanato petrolifero che ci hanno imposto in precedenza ci hanno costretto ad abbandonare il campo e la sua cultura produttiva di cui ci stiamo riappropriando». In quest’ottica – ha annunciato – si svolgerà anche la prossima riunione di Petrocaribe, prevista per il 29 giugno in Nicaragua.

Insieme a una nutrita delegazione di governo, Maduro – al suo primo viaggio europeo da presidente -, ha anche incontrato il papa – con cui ha discusso anche del processo di pace in Colombia – e poi il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. E ha visitato il monumento a Simon Bolivar, a Roma. Lì ha rinnovato il giuramento del libertador nella condanna «a un sistema di sfruttamento, egoista e feroce, che provoca fame, guerre e disuguaglianze». Il cammino di Bolivar – ha detto – «oggi deve avanzare su un terreno minato, ma continua nel socialismo bolivariano, cristiano e umanista».

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