Venezuela: contro chi lotta la Rivoluzione Bolivariana?

di Marco Teruggi – resumenlatinoamericano.org

Davanti a sé la rivoluzione ha un avversario politico nazionale in rotta: senza leadership popolare, con elezioni primarie tristi, solitarie e finali, partiti che sono fratelli coltelli, assenza di un discorso nazionale, dirigenti incoerenti castigati dalla loro base sociale, scene del ridicolo. Una destra tragicomica che non lascia luogo al riso a causa del suo bilancio di morte. Solo il tentativo insurrezionale di aprile-luglio ha lasciato 159 vittime, senza parlare delle forme di violenza, prediligendo il bruciare vive le persone, solo per il fatto di esser chaviste o povere.

Questo quadro è un’evidenza per tutti, in Venezuela e fuori. In primo luogo, per la stessa destra che ha incentrato la propria iniziativa nel viaggiare per l’Europa e gli Stati Uniti per ottenere – a volte la parola sembrerebbe essere “elemosinare” – appoggi diplomatici e più pesanti sanzioni economiche. I risultati stanno nelle fotografie con Angela Merkel, Enmanuel Macron, Mariano Rajoy, le dichiarazioni di Benjamin Netanyahu, e soprattutto l’offensiva pubblica statunitense, con il tour latinoamericano del vicepresidente e le dichiarazioni di Donald Trump.

L’ultimo avvenimento è stato il discorso di Trump davanti alla Nazioni Unite (ONU), in cui ha qualificato il Venezuela come “dittatura socialista” – inserito tra i “regimi piaghe del pianeta”, ha minacciato “più misure”, e ha fatto appello all’azione internazionale. “Più misure” significa dire attacchi, significa appesantire quelle che già sono state prese nel campo economico, che hanno come obiettivo assediare l’economia venezuelana, bloccarla e spingerla al fallimento.

Sanzioni significano anche la forza. Le dichiarazioni di Trump in merito alla possibilità dell’uso della forza militare contro il Venezuela datano poche settimane. Si è detto, non sarà un film di Capitan America o lo sbarco in Iraq – quanto meno è l’ipotesi più improbabile – ma esistono segnali che indicano che la variabile armata sia in marcia.

In primo luogo, per il quadro che si è prodotto all’interno, con lo sviluppo paramilitare, azioni violente come gli assalti alle caserme, bande di giovani addestrati agli scontri di strada e all’uso di armi artigianali e professionali. Quanta forza e che possibilità hanno nel campo di battaglia? Bisognerà verificarlo nel caso in cui quest’opzione venga attivata.

In secondo luogo, per movimenti come l’esercitazione militare “America Unita”, diretta dagli Stati Uniti, che avrà luogo alla frontiera tra Brasile, Colombia e Perù. Un attacco al Venezuela potrebbe venire dalla frontiera amazzonica meridionale, dalla frontiera andina – retroguardia e punto di avanzamento paramilitare – con la Colombia, dalla zona marittima settentrionale. L’evoluzione di queste possibilità, lontane eppure ogni volta più vicine, è relazionata ai negoziati e alle pressioni sui governi subordinati del continente. Prima delle dichiarazioni all’ONU, Trump si era riunito con i presidenti di Colombia, Brasile e Panama. La cospirazione non si nasconde.

Gli Stati Uniti hanno tutte le variabili sul tavolo. Possono attivarsi in base al corso degli eventi, alla necessità di influenzare il loro sviluppo – accelerarlo, ad esempio – alle condizioni e alle dispute interne ai fattori di potere dello stesso impero, e alle alleanze economiche, politiche e militari che potrà sviluppare Nicolás Maduro, in particolare con Russia e Cina.

Una cosa risulta chiara: la Rivoluzione lotta contro gli Stati Uniti e le grandi imprese petrolifere che operano nell’ombra. La battaglia del Venezuela è parte della disputa geopolitica globale.

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“Se mi chiedete chi sia il nemico della pace e della sovranità del Venezuela, io vi dico Mister Trump, ma se chiedete chi sia il peggiore e più pericoloso nemico che ha il futuro del Venezuela, io vi dico il burocratismo, la corruzione, l’indolenza, i banditi e le bandite che hanno incarichi pubblici e non compiono il proprio dovere […], quelli che hanno incarichi pubblici e rubano al popolo, dobbiamo intraprendere una battaglia senza alcuna pietà contro di loro”.

Queste sono state le parole di Maduro nello stesso giorno in cui Trump ha parlato dinanzi all’ONU. Le ha pronunciate durante l’atto conclusivo della mobilitazione antimperialista realizzata a Caracas nella cornice del vertice di solidarietà internazionale. Sono state le più applaudite del suo discorso, un’evidenza – una in più – del fatto che la corruzione sia uno dei dibattiti più urgenti all’interno della Rivoluzione. Non è la prima volta che il presidente tocca la questione, era stata parte del suo discorso anche davanti all’Assemblea Nazionale Costituente (ANC) negli scorsi giorni.

Si tratta di un tema che inizia a prender spazio nel dibattito pubblico. È dovuto alla gravità del problema, ai tempi urgenti, alla sua complicità con la situazione di guerra/crisi economica, ai recenti episodi politici, in particolare con riferimento al caso della Fiscalía General. Non sembra possibile trovare soluzione al quadro attuale, economico e politico, senza attaccare la corruzione che sembra aver guadagnato terreno in maniera trasversale. È presente, ad esempio, nel potere giudiziario, nella Fascia Petrolifera dell’Orinoco, e nell’assegnazione delle valute per le importazioni.

Questi casi sono emersi dalle investigazioni aperte a partire dall’intervento della Fiscalía General. Il bilancio presentato sulla situazione da questo potere pubblico è che lì si è incistata una mafia per dieci anni. Vale a dire dal 2007, quando Hugo Chávez era presidente e le principali variabili della Rivoluzione erano in pieno sviluppo. Le radici della corruzione sono profonde e sono parte della spiegazione del perché, ad esempio, la produzione statale non raggiunge i suoi obiettivi, o perché non ci siano stati arresti nei tre mesi insurrezionali e ci sia stato bisogno di processi militari.

C’è di più: è uno dei punti di connessione tra il nemico esterno e il nemico interno. La strategia di attacco economico opera per creare e ampliare i fuochi di corruzione in aree e territori centrali dell’economia, per sabotare, frenare e far fallire. È il caso del petrolio, in cui l’obiettivo – in uno scenario di prezzi bassi che si mantiene dal 2014 – è far collassare l’industria attraverso la riduzione della produzione. Nel caso del Venezuela, in cui il petrolio garantisce circa il 95% delle entrate del paese, significherebbe soffocare ancor di più le possibilità economiche di importare e produrre.

Oggi questo è uno dei fronti principali della Rivoluzione. Con una battaglia complessa a causa delle ramificazioni che esistono all’interno dello Stato, per gli spazi di direzione, perché attaccare la corruzione significa produrre sommovimenti all’interno del processo che, già si sa, sono poi utilizzati dagli Stati Uniti, che benedicono e danno protezione a traditori e corrotti.

La conclusione è la simultaneità della battaglia: non si può combattere il fronte esterno e congelare la battaglia interna, che a sua volta è legata a quella esterna. La Rivoluzione si batte contro l’impero, la tradizione e la storia. Già lo diceva Chávez: non siamo davanti ad una passeggiata nel giardino delle rose.

[Trad. dal castigliano a cura di Giuliano Granato – intiyalhamuy@gmail.com]

MUD: Muerte de la Ultra Derecha

por  Luigi Tini*

Jornada Mundial Todos Somos Venezuela

La MUD, mal llamada “Mesa de la Unidad Democrática”, sigue siendo una verdadera amenaza para la paz en Venezuela. Se hacen llamar “la unidad”; sí, son la unidad del terror y la violencia, pero a su vez, la desunión política más profunda e incapaz del planeta. Después de todos los delitos y asesinatos que sembraron, auspiciados por los mayores terroristas nacionales e internacionales, decidieron retomar la máscara del camino democrático.

Realizaron las primarias para participar en las próximas elecciones, luego de desacreditar el sistema del Consejo Nacional Electoral, incluyendo la difamación de sus rectoras. Se disfrazan emitiendo un comunicado el 14-09- 2017 para un eventual proceso de negociación con el gobierno bolivariano.

Obviando, que fue el Presidente Nicolás Maduro, quién ha venido llamando al diálogo para seguir por el camino de la paz y la democracia.

El rotundo éxito del gobierno revolucionario con la instalación de la Asamblea Nacional Constituyente puso fin a la violencia y a los crímenes de lesa humanidad de la oposición.

Recordemos, que crimen de lesa humanidad según el Estatuto de Roma de la Corte Penal Internacional es todo acto tipificado como asesinato, exterminio u otros abusos; persecución de un grupo o colectividad, fundada en motivos políticos, raciales, nacionales, étnicos, culturales, religiosos, de género.

Además, el Estatuto de Roma se refiere a todo acto inhumano que cause intencionalmente grandes sufrimientos o atenten gravemente contra la integridad y salud física y/o mental. Inclusive, cuando se cometa como parte de un ataque generalizado o sistemático contra una población civil y con conocimiento de dicho ataque. ¿No fue lo que hizo la oposición venezolana?

Intentaron hacer ver al mundo una “falta de democracia” pero a través de actos antidemocráticos y grandes episodios violentos y sangrientos que, junto a sus cómplices mercenarios, los manipularon política y mediáticamente, aspirando convertirlos en una justificación de que en Venezuela existe una dictadura o tiranía. Siendo la democracia participativa el mejor sistema para tomar decisiones colectivas, repudiando la violencia ¿cómo pueden los actos antidemocráticos y fascistas cometidos por la oposición venezolana conferir legitimidad a sus participantes?

Sin embargo, el pueblo venezolano y la comunidad internacional están conscientes de las malas intenciones de la oposición venezolana y en consecuencia se realizará la Jornada Mundial Todos Somos Venezuela del 16 al 19 de septiembre del 2017. Rechazando toda violencia, injerencia, agresión, intervención extranjera, sencillamente porque todos queremos vivir en democracia.

En las proximidades del evento, se han emitido miles de pronunciamientos nacionales e internacionales de solidaridad hacia el gobierno venezolano. A través de las redes sociales circulan mensajes: de fraternidad a los allegados de las víctimas de las guarimbas; en repudio a la violencia originada por la oposición; en rechazo a las sanciones de EEUU así como a la injerencia de gobiernos en la política interna venezolana.

Finalmente, quiero agregar, que Venezuela como todo país tiene sus problemas (que más pronto que tarde) serán resueltos conjuntamente con el poder popular. Así mismo, quiero adelantar que la MUD pronto desaparecerá, principalmente por el rechazo del pueblo. Esperemos que la nueva oposición que surja sirva para conciliar intereses y valores mediante la existencia y participación, que representa la diversidad portadora de democracia y de debate en la Revolución Bolivariana que llegó para quedarse.

* Politólogo y analista internacional – luigi.tini@gmail.com

Difícil Plan Económico

por Néstor Francia

Análisis de Entorno Situacional Político

Lunes 11 de septiembre de 2017

El difícil Plan Económico

Varias reflexiones surgen de la presentación el pasado jueves, por parte del presidente Maduro, del “Plan Constituyente por la Paz y la Prosperidad Económica”.

En primer lugar se debe tomar en cuenta, y así difundirlo, que el Presidente no ha sacado una varita mágica con la cual se resolverá las dificultades de un día para otro.

La generación de excesivas expectativas no solo no tiene asidero en la realidad, sino además es harto peligrosa. Los problemas de la economía venezolana tienen varios orígenes. Uno es la guerra económica, evidente y muy agresiva. Otro es que se ha cometido errores de aprendizaje, al afrontarse la dificilísima tarea de sustituir el modelo capitalista neoliberal que se heredó por uno nuevo que apunte a la justicia económica y social. Otro, que hay problemas de crecimiento, al incorporarse a la distribución de bienes y servicios millones de venezolanos que antes estaban excluidos, y al incrementarse sensiblemente la inversión social. Otro, de índole cultural, que tiene que ver con los patrones de consumo del venezolano. Otro, reconocido por el presidente Maduro, el agotamiento del modelo rentista petrolero.

Sobre esto último habría un par de cosas que decir. El experto Fernando Travieso, con algo de razón, señaló en el programa meridiano de Vladimir Villegas que el término “renta” petrolera es erróneo, y que debe hablarse más bien de “ingreso”, puesto no estamos sentados esperando que nos llueva los dólares del cielo, sino que producir, transformar y comercializar el petróleo requiere de mucho trabajo. Eso es verdad, pero solo en parte. El porcentaje de la población que trabaja directamente en la industria del petróleo es muy pequeño, pero el ingreso, que alguna vez llegó a proveer más del 80% de todo el presupuesto nacional, ha servido a una población poco productiva, no porque no trabaje, sino precisamente por causa del modelo rentista que produjo conductas clientelares (esperarlo todo del Estado) y facilistas (generar ingresos particulares con bajo esfuerzo). Muchos seudo empresarios y politiqueros se enriquecieron traficando y trampeando con el maná petrolero.

Un ejemplo histórico de las distorsiones que generó en nuestro país el rentismo petrolero es lo que se conoce como el éxodo rural, fenómeno que se produjo en la primera mitad del siglo XX, paralelo a la extensión de la industria petrolera nacional, consistente en la migración masiva de los campesinos hacia los campos petroleros y ciudades, motivada por los cambios económicos ocurridos cuando se pasó de una economía basada en rubros del campo a una economía petrolera. La mayor consecuencia de esta migración fue la desaparición de poblaciones rurales enteras en diversas zonas, las cuales quedaron abandonadas como pueblos fantasmas, y por ende la afectación extendida de la agricultura y la ganadería. A este abandono se refirió Miguel Otero Silva en su célebre novela Casas muertas, ambientada en unos pueblos llaneros (Ortiz y Parapara de Ortiz), que la emigración a las ciudades convierte en despoblados.

Venezuela pasó de ser un país eminentemente rural (en 1936, 66% de la población era rural) a un país altamente urbanizado, con 87% o más de la población residenciada en áreas urbanas, con Caracas, Maracaibo, Maracay, Valencia y Barquisimeto como las principales ciudades. Esto produjo una “macrocefalia” demográfica y económica, con la población altamente concentrada en la zona norte-costera del país. Desde el punto de vista productivo, la única excepción en esa enfermedad económica y socio-cultural es acaso la zona sureña de Ciudad Guayana, donde se desarrolla una importante actividad minera y metalúrgica.

El éxodo rural es una de las más funestas consecuencias socioeconómicas del rentismo petrolero. No solo porque propició el abandono del campo, afectando de manera notable la posibilidad de alcanzar la soberanía alimentaria, sino que además se reflejó en la depresión social de las áreas rurales, con alta deficiencias en la provisión de servicios públicos esenciales, como la electricidad, el agua potable, la educación y la salud. Pero no solo eso, la ilusión de mejoría socioeconómica del campesinado al trasladarse a los centros urbanos, se transformó prontamente en pobreza y exclusión aun mayores, y ello llevó al surgimiento y generalización de los sobre poblados cordones de miseria que rodean a nuestras ciudades.

Una situación como la descrita es por sí sola muy difícil de revertir o superar, pero se ve agudamente empeorada por la actual agresión económica externa e interna.

El “Plan Constituyente por la Paz y la Prosperidad Económica” trata de ser la aplicación práctica, adecuada a la situación actual concreta, de los principios expresados en el Plan de la Patria acuñado por Chávez. Su implementación no va a ser fácil, no va a resolver todos nuestros problemas de manera inmediata, va a encontrar oposición y escollos formidables, inclusive de índole cultural. Debería ser tomado como un asunto de relevancia nacional, no solo en lo discursivo, sino sobre todo en la práctica.

Tiene que incorporarse al desarrollo del Plan todo el país: el Estado, la instituciones del Gobierno, la Fuerza Armada Nacional Bolivariana, los gobernadores, los alcaldes, la organizaciones civiles, el Poder Popular y, por supuesto, la Asamblea Nacional Constituyente. Y una de las tareas principales es la comunicacional, para que el pueblo comprenda a plenitud las características, los objetivos y los métodos de este Plan. La tarea es gigantesca y ardua, no es hora de contar los pollos antes de nacer.

Mucho más habría que decir sobre este espinoso tema, pero por hoy se nos acabó el espacio.

Venezuela e la sua Costituente: poco o molto?

di Atilio Boron – cubaperiodistas.cu

Raramente si sono svolte elezioni in un contesto contrassegnato dalla violenza come queste di domenica scorsa in Venezuela. Ci sono poche esperienze simili: in Libano, Siria e Iraq. Forse nei Balcani durante la dissoluzione dell’ex Jugoslavia.

Dubito che in qualche paese europeo o negli stessi Stati Uniti, elezioni si siano celebrate in un contesto simile a quello venezuelano. Per questo, che più di otto milioni di persone, abbiano sfidato la destra terroristica con i suoi sicari, i suoi incendiari, i suoi sciacalli e franchi tiratori, si sono uniti per esprimere il loro voto, dimostra il radicamento del chavismo nelle classi popolari e il ripudio della violenza. E quando il CNE [Consiglio Nazionale elettorale? N.d.T] afferma che hanno votato otto milioni ottantanove mila trecentoventi persone e così doppiamente certificato dalle schede elettorali e dal controllo delle impronte digitali di ognuno dei votanti. Questo materiale è lì, soggetto alla verifica da parte dell’opposizione o degli osservatori indipendenti, contrariamente a quanto è accaduto lo scorso 16 luglio con la farsa elettorale della MUD (“Tavola di Unità Democratica”) che in una esilarante innovazione nell’arte e nella scienza politica, ha permesso ai votanti, con o senza documenti di esercitare il diritto di voto quante volte lo volessero per poi bruciare tutti i registri una volta finto il fulmineo scrutinio dei sette milioni e mezzo di voti, che mentendo, sostengono di aver ricevuto.

Nonostante questi antecedenti il risultato delle elezioni per l’Assemblea Nazionale Costituente è stato etichettato come fraudolento sia dalla destra internazionale di governo o meno, come da alcune sette deliranti della sinistra eternamente funzionali all’imperialismo.

Alcuni illustri governi, interni ed esterni alla regione: Messico, Argentina, Cile, Perù, USA, Panama, Colombia, Paraguay, Brasile, Canada, Spagna e Costarica si sono affrettatati a dichiarare, il giorno seguente le elezioni, che non avrebbero riconosciuto l’Assemblea Nazionale Costituente nata dal voto dei cittadini venezuelani; qualcosa che senza dubbio fa perdere il sonno al Governo Bolivariano e a milioni di venezuelani afflitti da una tanto degradante notizia…

Si capisce che quei governi non possono farlo perché hanno abbastanza preoccupazioni in casa per poter perdere un minuto a riconoscere la lezione di democrazia che il buon popolo venezuelano ha offerto domenica.

Il Messico è imbarazzato per l’ottavo giornalista assassinato dall’inizio dell’anno, senza trovare l’ombra di un responsabile, imbarazzato per altre minuzie come le cinquantasette vittime uccise al giorno durante il 2016.

Il governo argentino per la probabile sconfitta nel principale distretto elettorale del Paese ha un’economia che stenta a spiccare il volo.

Il Cile, per la profonda delegittimazione del suo sistema politico e le proteste sociali che ogni giorno coinvolgono le principali città del paese.

La Colombia: concentrata su i sette milioni e mezzo di sfollati dal para-militarismo e dal narcotraffico.

Il Paraguay: per la penetrazione del narcotraffico a tutti i livelli della pubblica amministrazione.

Il Brasile: per la feccia che ha sommerso l’insieme della sua dirigenza, per non parlare del caos che vivono gli
Stati Uniti d’America con un capo di stato velleitario e inaffidabile come pochi.

E una povera Spagna, sommersa anch’essa dalla corruzione dei suoi riccastri, la putrefazione della monarchia e l’irrimediabile discredito della sua classe politica.

Governi straordinari i quali ignorano certamente che, l’ex presidente degli Usa J. Carter, non esattamente un chavista, affermò che il sistema elettorale venezuelano era più affidabile e trasparente di quello statunitense.

Tuttavia, i critici della Rvoluzione Bolivariana non si fermano, e incoraggiati dall’appoggio di tali onorevoli governi, puntando l’indice, segnalano che il livello di partecipazione alle elezioni dell’ANC (Assemblea Nazionale Costituente) cioè il 42% degli aventi diritto al voto è stato molto basso e non può avallare la pretesa del governo di legittimare l’insediamento dell’ANC nei prossimi giorni.

La stampa canaglia, la cui unica missione è quella di mentire e manipolare senza scrupoli la coscienza pubblica, non dice niente sulle condizioni in cui i venezuelani sono andati a votare. Peggio ancora nella sua totale decomposizione morale, il quotidiano “El Pais” nave ammiraglia del terrorismo mediatico, dimentica che il 21 febbraio 2005 intitolò “Sì pieno per la costituzione europea” con una partecipazione del 42% degli spagnoli. Risultato raggiunto in un clima di completa tranquillità senza guarimbas(1) né sicari liberi per le strade. Ma dodici anni dopo quello che in Spagna definivano “Sì pieno” oggi si trasforma in una critica alla violenza e all’astensionismo per la “Costituente di Maduro”.

Non dicono niente questi “house organ” del capitale sul fatto che la loro tanto ammirata Michelle Bachelet ottiene la presidenza nel 2013 con elezioni che registrano la partecipazione del 41,9% degli iscritti al registro elettorale e che alle elezioni municipali dell’anno scorso in Cile, la partecipazione fu ancora minore: 34,9%.

In Colombia, Juan M. Santos fu eletto al ballottaggio con il 47% di partecipazione dei votanti e che il “referendum per la pace” all’inizio del 2016, la partecipazione per decidere una questione così cruciale, fu solamente del 38%; o che Bill Clinton fu rieletto nel 1996 con elezioni a cui prese parte solo il 49% dei registrati abilitati al voto e il suo successore G.W. Bush fu eletto con il 50,3%; era in gioco la presidenza degli Stati Uniti d’America.

Per finire, eccellente il livello di partecipazione nonostante le circostanze e il totale fallimento della strategia della destra per sabotare l’ANC. Questo sicuramente intensificherà l’azione della frazione terroristica dell’opposizione, il cui disprezzo per le regole democratiche è insanabile ora che ci saranno le elezioni dei governatori previste per dicembre 2017 e le Presidenziali per il 2018. Ma a questa “elites di banditi” come il laburista britannico Lasky chiamava la classe dirigente fascista europea, i cui discendenti devastano ancora oggi il Venezuela, tutto ciò non interessa. Vogliono porre fine al chavismo, esortati dai loro padroni e finanziatori del nord e per questo sono disposti a fare qualsiasi cosa, a violare ogni norma etica. Toccherà a un ri-legittimato governo di Nicolas Maduro, porre fine senza indugi all’ala terroristica dell’opposizione e ripristinare l’ordine pubblico e la vita di ogni giorno. Senza questo sarà impossibile rilanciare il progetto bolivariano. 

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Romina Capone e Alessio Decoro]

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1 Tattica dell’opposizione venezuelana che comprende violente mobilitazioni nelle strade, spari con armi da
fuoco nel tentativo di provocare una reazione repressiva da parte del governo.

Dalla Germania solidali con il Venezuela Bolivariano!

da linksfraktion.de

I risultati dell’elezione per la Costituente dimostrano che ci sono opportunità per una ri-progettazione democratica del Venezuela. Questa occasione dovrebbe essere colta con urgenza, ha detto Wolfgang Gehrcke, vice presidente del gruppo della Die Linke (il Partito della Sinistra tedesca) al Bundestag (il Parlamento tedesco), in relazione al voto costituzionale in Venezuela. Gehrcke continua:

“La riforma costituzionale è stata una richiesta di lunga data dell’opposizione in Venezuela, che ora, dopo aver visto una larga maggioranza di partecipanti al voto, compara il processo di riforma costituzionale con una dittatura del presidente Maduro. Questo non è solo sbagliato e falso, ma ha bloccato la strada per i necessari e ulteriori confronti tra il governo e l’opposizione. Un’opposizione saggia e un governo saggio dovrebbero ora impegnarsi in un processo di dialogo. A questo è pronto il presidente Maduro mentre l’opposizione continua a rifiutarlo. Le prese di posizione provenienti dagli Stati Uniti, da diversi vicini dell’America Latina e dall’Unione Europea incitano l’opposizione a cercare il confronto decisivo nelle strade. Ai mediatori internazionali come il Vaticano si chiede ora di evitare spargimenti di sangue, di fare tutto il possibile per evitare una guerra civile in Venezuela; questo è ciò che è all’ordine del giorno e il compito in cui deve impegnarsi la sinistra in Europa e in America Latina.”

República Dominicana con la Venezuela Bolivariana

República Dominicana

Por el respeto a la soberanía y  la autodeterminación de la República Bolivariana de Venezuela

La realización de manera cívica, ordenada y masiva de las elecciones para la Asamblea Nacional Constituyente, el pasado domingo 30 de julio, en Venezuela, ratificó de forma democrática la determinación del pueblo venezolano de darle continuidad a la Revolución Bolivariana que lideró el Comandante Hugo Rafael Chávez Frías y que hoy encabeza el Presidente Constitucional, ciudadano Nicolás Maduro Moros.

La voluntad expresada en los más de 8 millones de votos a favor de la Constituyente es una victoria no sólo del pueblo bolivariano sino de los pueblos y naciones de América Latina y el Caribe, que al igual que el valiente pueblo venezolano aspiran al disfrute pleno de la independencia, la libertad, la justicia y equidad social, el progreso, el bienestar colectivo y la paz, en el marco de una integración regional soberana y autónoma.

Las organizaciones políticas de República Dominicana, miembros del Foro de Sao Paulo, transmitimos nuestro más cálido sentimiento de solidaridad al pueblo de Venezuela en su titánica lucha por preservar las conquistas de la Revolución Bolivariana, y de expresarse libremente y llevar por buen término la instauración de la recién votada Asamblea Nacional Constituyente.

Frente a la campaña mediática de desinformación, desatada por sectores enemigos de la autodeterminación de los pueblos y de la paz, reconocemos el derecho inalienable e irrenunciable del Gobierno y el pueblo venezolano en la defensa de su soberanía y en contra de los ataques y planes desestabilizadores y golpistas patrocinados por la recalcitrante derecha venezolana con el inocultable aliento y respaldo del gobierno de los Estados Unidos de Norteamérica que preside el magnate Donald Trump.

Llamamos a todos los ciudadanos y ciudadanas dominicanos sensatos y defensores de la verdad, la justicia, la solidaridad y la paz, a expresar, de las más diversas formas, su apoyo al hermano pueblo venezolano, que siempre ha sabido ser solidario, su respaldo a la legitimidad constitucional del gobierno del presidente Nicolás Maduro, y sus instituciones, así como su simpatía, amistad y cariño con esa nación hermana que siempre ha sabido acompañarnos en nuestras históricas jornadas emancipadoras y libertarias.

Instamos a los poderes públicos de la República Dominicana a mantener, como hasta ahora, una posición de irrestricto respeto a la soberanía y autodeterminación de la República Bolivariana de Venezuela, sin ceder a presiones de sectores locales, ni a las presiones y chantajes de poderes imperiales, y de la descarada intromisión e injerencia de la Secretaría General de la OEA, en los asuntos internos de esa hermana nación.

Viva el triunfo de la Constituyente por la Paz!
Viva la Voluntad Popular!
Viva la Revolución Bolivariana de Venezuela!

Por las organizaciones del Foro Sao Paulo en República Dominicana:

Partido de los Trabajadores Dominicanos

Movimiento Patria para Tod@s

Movimiento Izquierda Unida –MIU-

Fuerza de la Revolución

Partido Frente Amplio
– Partido Comunista del Trabajo -PCT-
– Movimiento Popular Dominicano –MPD-

Alianza País

Santo Domingo, República Dominicana
3 de agosto del 2017

La República Bolivariana de Venezuela repudia las sanciones

REPÚBLICA BOLIVARIANA DE VENEZUELA

MINISTERIO DEL PODER POPULAR PARA

RELACIONES EXTERIORES

 

COMUNICADO

 

La República Bolivariana de Venezuela repudia y protesta la decisión del gobierno de los Estados Unidos de América de imponer sanciones contra el Jefe de Estado venezolano, Nicolás Maduro Moros, que consuman una grave violación del Derecho Internacional, y vulneran sus derechos humanos, configurando un acto inamistoso contra Venezuela. Igualmente rechaza las insolentes y destempladas declaraciones del asesor de Seguridad Nacional de la Casa Blanca, H.R. McMaster.

 

Estas sanciones constituyen una retaliación contra el Presidente Nicolás Maduro por haber convocado el proceso electoral de mayor magnitud de los últimos tiempos en Venezuela, por profundizar la democracia y la soberanía mediante la activación del poder constituyente originario, por ser un defensor de la dignidad de América Latina y el Caribe, y por oponerse rotundamente a la supremacía blanca de la Presidencia estadounidense y su racismo reivindicativo del Ku Kux Klan.

 

El pueblo venezolano ha dado una lección histórica de heroísmo, determinación y valentía, derrotando el asedio, amenazas y violencia desatada por la derecha venezolana con apoyo foráneo para impedir el ejercicio del derecho al voto que eligió los Constituyentes, que enrumbarán la vida nacional mediante el diálogo mayor y el entendimiento constitucional en aras de la paz y la independencia nacional. Hemos escrito una nueva página de gloria en nuestra historia de libertad y autodeterminación.

 

La sanción impuesta por el Departamento del Tesoro de EE.UU. contra el Jefe de Estado y de gobierno venezolano constituye un ignominioso desconocimiento de la legalidad internacional y pretende socavar la soberanía de la República Bolivariana de Venezuela, hoy asediada por prácticas de intervención y desestabilización de su gobernabilidad mediante la promoción de graves actos de violencia y extremismo con fines políticos.

 

La República Bolivariana de Venezuela, al expresar su agradecimiento a los países que transmitieron su apoyo y reconocimiento al proceso electoral constituyente, rechaza categóricamente los intentos de unos pocos gobiernos de desconocer sus resultados y sumarse a las sanciones imperiales, desafiando la voluntad soberana del pueblo venezolano y atendiendo sumisamente órdenes foráneas.

 

La República Bolivariana de Venezuela exige respeto por la Patria de Bolívar y Chávez, al tiempo que reafirma su compromiso indeclinable e irrenunciable con la defensa de los más altos valores patrios para preservar la paz, el futuro y la soberanía de Venezuela.

 

Caracas, 31 de julio de 2017

 

Efecto Río Torbes

por Néstor Francia

Análisis de Entorno Situacional Político

Martes 01 de agosto de 2017

El efecto Río Torbes

Las repercusiones de la elección constituyente continúan dentro de lo previsto. Una de las características más notables de las reacciones de la derecha es la negación. Negar la derrota es una forma de persistir en ella. En el caso de la oposición venezolana, esa derrota no se mide solo con los votos, sino sobre todo según los objetivos que se fijaron.

Que lo digamos nosotros, reconocidos chavistas, acaso no tiene gracia. Dejemos que lo plantee más bien la agencia noticiosa de derechas francesa AFP: “La oposición venezolana falló en su intento de evitar con duras protestas que dejan unos 125 muertos la elección de la Asamblea Constituyente del presidente Nicolás Maduro”. Pues bien, no solo no la evitó, sino que además se vio superada con una contundente votación de más de 8 millones de venezolanos. El “gran objetivo” de la derecha estuvo muy lejos de lograrse y sus actos criminales del día electoral no hicieron sino evidenciar aun más el tamaño de su descalabro.

En fin, como viene sucediendo, el único frente en el que todavía la derecha del patio constituye un relativo peligro es el internacional, donde su gran recurso es el respaldo del imperialismo y sus aliados. Ayer, en una acción que no tiene ninguna eficacia más allá de la propagandística, el Departamento del Tesoro de Estados Unidos “sancionó” a Nicolás Maduro (pareciera cosa de comiquita, a no ser por las aviesas intenciones que implica), congelándole los “activos”, y prohibiéndole viajes y transacciones comerciales al Presidente. Esto es sin duda un bidón de gasolina que se pone en manos de los violentos peones del imperialismo y de esa derecha fascista, para que sigan montando sus aisladas funciones terroristas que tienden a debilitarse mientras se tornan en cierto sentido crónicas, confinadas a algunos municipios e intensificadas en la saña criminal armada.

Sin embargo, insistimos en que la intervención directa del Imperio no parece inminente, ya que el gobierno de Trump no luce tan fuerte, ni a lo interno de Estados Unidos, ni por la situación de ese país en el escenario internacional. Muy al estilo de Trump, se trata de un gobierno que contra Venezuela se muestra vociferante, altisonante, pero que en realidad tiene pocas posibilidades de pasar esa raya por el momento. Claro, no deja de ser peligroso que la Revolución Bolivariana muestre tan fuertes señales de recuperación como las actuales, ya que exacerba el odio imperial-oligárquico y aumenta las agresiones verbales, políticas y hasta económicas. Un chavismo firmemente recuperado es una de las probables consecuencias de la Constituyente y de su prevista influencia en los desarrollos políticos del continente, de allí la ojeriza que despierta en los enemigos. Todo esto configura para Trump una situación tan problemática como la que está viviendo en Estados Unidos con el Obamacare: quisiera liquidarlo, pero no haya cómo.

En todo caso, la derecha puede negarse todo lo que quiera a las evidencias que dejó el 30J, pero es claro que el Departamento de Estado sí que sabe exactamente lo que ocurrió, de allí la premura en dar respuesta, directamente contra Maduro. Es el ladrido de un perro que, a decir verdad, por ahora no tiene mordida. Ya en el Norte el dueño del circo sabe lo que le esperaría por acá si se atreve a intervenir directamente del modo que sea. La gente atravesando el río Torbes para votar es una muestra de todo lo que podría pasar si se desafía a un pueblo tan valiente y decidido, y que además, como decía Chávez, no está desarmado. Venezuela no sería un paseo para ningún invasor que osara hollarla. Eso es ya un gran logro del pueblo con la movilización del 30J: la disuasión, el efecto Río Torbes.

Entretanto, los payasos internos ensayan nuevas morisquetas para distraer e ilusionar a su público de galería. Después de augurar que darían al traste con la Constituyente (lo cual está en el origen de la excelente consigna revolucionaria de “La Constituyente sí va”), ahora desdicen de esa meta, como si nunca la hubieran planteado y articulan balbuceos y galimatías. Por ejemplo, el “consultor electoral” Oswaldo Ramírez: “Frenar la Constituyente era solo una parte de la lucha opositora, pero su objetivo central es la restitución del hilo constitucional… La Constituyente fue otro obstáculo, no fue la razón de la lucha, que continúa”.

Ni ellos mismos se creen que no fueron derrotados. Pero si los incautos se lo creen, allá ellos, como asomó Jorge Rodríguez. No hay peor ciego que quien no quiere ver.

La Rivoluzione Bolivariana vince un’importante battaglia

da (n)PCI

Comunicato CC 10/2017 – 1° agosto 2017

1917, centenario della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, la svolta nella storia dell’umanità

La vittoria del governo Maduro in Venezuela rafforza la rivoluzione socialista nel nostro paese!

Eletta in Venezuela la nuova Assemblea Nazionale Costituente

Domenica 30 luglio la rivoluzione bolivariana ha vinto un’importante battaglia contro la Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti. Le forze reazionarie del Venezuela, le oligarchie imperialiste USA ed dell’Unione Europea e i governi asserviti di alcuni paesi dell’America Latina hanno mobilitato le forze di cui dispongono in Venezuela per impedire ad ogni costo che il popolo venezuelano partecipasse alle elezioni dell’Assemblea Costituente indette dal governo Maduro.

Nonostante le intimidazioni e le aggressioni messe in atto dalle forze reazionarie e dai mercenari degli imperialisti che operano in Venezuela e che in alcune regioni del paese hanno reso addirittura difficile se non impossibile il voto,

8.089.000 elettori hanno votato per l’ANC

È il numero più alto di voti raccolti dal fronte delle forze rivoluzionarie nelle elezioni degli ultimi anni. Avevano raccolto 5.620.000 voti nelle elezioni del 6 dicembre 2015 che diedero la maggioranza dell’Assemblea Nazionale alla destra, 7.505.000 nelle elezioni del 14 aprile 2013 che portarono Maduro alla presidenza e 7.444.000 nell’ultima elezione che confermò Chavez alla presidenza il 7 ottobre 2012, cinque mesi prima della sua morte il 5 marzo 2013.

Per capire appieno il significato del risultato, bisogna tener conto che in Venezuela la gerarchia cattolica è apertamente schierata con la reazione (fu alla testa del colpo di Stato che nel 2002 cercò di eliminare Chavez: i golpisti lo catturarono e lo tennero prigioniero per due giorni e ne uscì vivo solo perché i soldati del plotone d’esecuzione si ammutinarono). Il cardinale Urosa Savino, arcivescovo di Caracas e presidente della Conferenza episcopale venezuelana, ha dichiaro illegali le elezioni dell’ANC e il cardinal Parolin, segretario di Stato del Vaticano, gli ha fatto eco. La borghesia tiene ancora nelle sue mani gran parte dell’apparato produttivo e dell’economia del paese e sabota la distribuzione di viveri, medicinali e altri generi di prima necessità dando la colpa al governo. Quasi tutti i mezzi di comunicazione di massa sono nelle mani della borghesia. Bande armate di mercenari e di reazionari imperversano in varie parti del paese, compresi i quartieri ricchi della capitale. La prepotenza e la violenza della reazione è tale che una parte delle forze rivoluzionarie critica il governo Maduro perché procederebbe con troppa moderazione.

In questo contesto i risultati elettorali ottenuti dall’iniziativa di far eleggere una Assemblea Costituente con il compito di promuovere l’espansione del settore pubblico dell’economia e la partecipazione delle masse popolari all’attività politica sono un grande successo. Le forze armate venezuelane hanno sostenuto lealmente il governo Maduro e la sua iniziativa permettendo lo svolgimento delle elezioni benché per ordine del governo non potessero usare armi da fuoco neanche contro le bande reazionarie intente a commettere aggressioni e crimini. Le manovre della destra per arrivare presto alla guerra civile dispiegata che sarebbe sostenuta dall’aperto intervento militare degli USA e dei loro paesi satelliti (come fecero i governi di Hitler e di Mussolini in Spagna nel 1936, come fecero gli USA in Guatemala nel 1954, in Nicaragua nel 1979, come hanno fatto recentemente i governi USA ed europei in Libia e in Siria) sono state sventate dall’alta partecipazione popolare alle elezioni dell’ANC e dalla lealtà delle forze armate. I governi di altre grandi potenze, in particolare la Repubblica Popolare Cinese e la Federazione Russa, alle prese anch’esse con l’aggressività della Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, hanno solidarizzato con il governo bolivariano del Venezuela. Il governo cubano e vari governi progressisti dell’America Latina (Bolivia, Ecuador e Nicaragua in primo luogo) hanno dichiarato la loro solidarietà con il Venezuela bolivariano. Contemporaneamente la Repubblica Popolare Democratica di Corea ha proseguito con un lancio di missili il programma di rafforzamento delle sue forze armate con cui dissuade gli USA e i suoi satelliti dall’aggredirla. La Comunità Internazionale dei gruppi imperialisti capeggiati dagli USA continua ovunque a fare danni ma è sempre più divisa al suo interno e con le sue manovre sono più le opposizioni che suscita che i successi che raggiunge.

In conclusione il governo Maduro ha vinto e l’Assemblea Nazionale Costituente è stata eletta con la maggior partecipazione che ci si poteva aspettare. La guerra continua, ma le forze rivoluzionarie hanno vinto una battaglia.

Gli avvenimenti venezuelani sono ricchi di insegnamenti per i comunisti e gli elementi avanzati delle masse popolari italiane. Oggi noi comunisti lottiamo perché nel nostro paese le masse popolari formino in ogni azienda e in ogni zona del paese organismi operai e popolari che, nei casi in cui è possibile farlo localmente, facciano fronte da subito almeno alle manifestazioni più gravi del corso catastrofico delle cose assumendo il ruolo di pubbliche autorità locali, che si coordinino tra loro fino a costituire un loro governo d’emergenza, il Governo di Blocco Popolare e lo facciano ingoiare ai vertici della Repubblica Pontificia rendendo il paese ingovernabile per essi. Le manovre messe oggi in atto dalla destra e dai gruppi imperialisti in Venezuela sono analoghe a quelle che reazionari e gruppi imperialisti metteranno in atto in Italia dopo la formazione del GBP. Quindi la resistenza delle masse popolari venezuelane è esperienza anche per noi. La lotta sarà dura, ma anche noi possiamo vincere e arrivare fino a instaurare il socialismo.

Solo costituendo un governo d’emergenza della masse popolari l’Italia spezzerà effettivamente le catene della NATO, dell’Unione Europea e dell’Euro (Banca Centrale Europea). Spezzare queste catene è indispensabile per porre fine al catastrofico corso delle cose ma l’idea, circolante nel movimento sociale e politico Eurostop fondato a Roma il 1° luglio, che per liberarsene basti fare dimostrazioni e proteste è campata in aria. Per rompere effettivamente quelle catene bisogna creare le condizioni necessarie a costituire un governo d’emergenza che abbia la volontà e la forza per spezzarle e far fronte alle manovre dei gruppi imperialisti e delle forze reazionarie per ristabilirle. Per questo bisogna avere un preciso piano d’azione. Questa è la linea del Governo di Blocco Popolare.

Il corso delle cose è oggi così catastrofico in ogni campo e le situazioni create dalla borghesia imperialista così gravi che chi si lascia andare alle impressioni che quello che accade suscita di momento in momento in lui, o diventa cinico o si dispera. Ciò che caratterizza noi comunisti è che invece abbiamo una analisi del corso delle cose, ne conosciamo la ragione e attuiamo una linea per venirne a capo. Proprio perché queste (analisi, causa e linea) le abbiamo ben ragionate e le abbiamo definite a ragion veduta (salvo verificarle e apportare le eventuali rettifiche), ognuno di noi agisce serenamente e attua al meglio delle sue capacità il compito che gli è assegnato nel piano d’azione del partito.

Avanti quindi!
Per il GBP, per la rinascita del movimento comunista, per l’instaurazione del socialismo!

Con il socialismo nessuna donna e nessun uomo è un esubero!

Con il socialismo c’è posto per tutti quelli che sono disposti a far la loro parte dei compiti di cui la società ha bisogno!

Non c’è problema, “disastro naturale” e malattia a cui gli uomini oggi non sanno far fronte: è il capitalismo che ce lo impedisce!

Osare sognare, osare pensare, osare vedere oltre l’orizzonte della società borghese!

PRC si congratula con Maduro per la vittoriosa elezione della ANC

da Partito della Rifondazione Comunista
Direzione Nazionale
Area Esteri e Pace

00196 – Via Scialoja 3, Roma – tel. 06.441821

http://www.rifondazione.it

VENEZUELA: VITTORIA POPOLARE PER L’ASSEMBLEA COSTITUENTE

Il Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea saluta il risultato straordinario di partecipazione al voto per eleggere i membri dell’Assemblea Costituente in Venezuela. Secondo i dati emessi dal CNE (Consiglio Nazionale Elettorale, uno dei 5 poteri in cui è articolato lo Stato venezuelano), gli elettori che hanno partecipato alla consultazione sono stati 8.089.320. Il consistente blocco sociale che sostiene il Governo Maduro si basa sul 41,53% di votanti (su una base elettorale di circa 20 milioni di elettori).

Un risultato particolarmente significativo, ottenuto dopo più di 3 mesi di manifestazioni violente organizzate dai settori oltranzisti dell’opposizione, in un clima di intimidazione squadrista che non è cessata neanche durante il voto.

Anche nei quartieri ricchi di Caracas, una consistente parte della popolazione ha votato e non si è riconosciuta nelle posizioni dell’opposizione che aveva chiesto di astenersi, rifiutando il confronto elettorale.

Nonostante una situazione di grave crisi economica (per molti aspetti provocata artificialmente dall’esterno) e politica, il voto dimostra che il Venezuela desidera la pace e non vuole tornare alle politiche neoliberiste in vigore prima della vittoria di Chavez.

Naturalmente il risultato elettorale non risolve di per sé la crisi: in base al diktat di Washington alcuni governi neoliberisti latino americani (Argentina Brasile, Cile, Colombia, Messico, Costa Rica, Panama e Perù) hanno dichiarato di non riconoscere il voto. In Europa il governo spagnolo e diversi dirigenti della UE (a partire da Federica Mogherini) si sono schierati con Trump, prefigurando scenari di conflitto destinati ad approfondirsi, in attesa di un intervento esterno. In Italia alcuni esponenti del PD e del governo mentono sapendo di mentire e confermano il loro scandaloso appoggio ai settori oltranzisti dello squadrismo fascista.

Il risultato delle elezioni di ieri per l’Assemblea Costituente va rispettato e rappresenta un’occasione per superare la crisi, riprendendo il dialogo interrotto tra governo e opposizione, sostenuto anche dal Papa Francesco e da diversi ex-presidenti.

Il PRC-SE si congratula con il popolo venezuelano e con il suo legittimo governo guidato dal Presidente Costituzionale Nicolàs Maduro per questa vittoria della democrazia.

PARTITO DELLA RIFONDAZIONE

ANAIC con il Venezuela Bolivariano!

Comunicato Stampa Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba all’Ambaciata Bolivariana del Venezuela in Italia.

Stimati compagni,

con un risultato straordinario a favore della nuova Costituente si è concluso il referendum in Venezuela.

Nonostante le inaudite violenze perpetuare per mesi dalle forze para-fasciste finanziate dall’esterno, nonostante la crisi economica e le distorsioni sulla reperibilità dei prodotti di consumo pilotata dall’impero delle multinazionali, nonostante una campagna mediatica internazionale falsa e dai toni apocalittici, il popolo ha risposto in massa all’appello del Presidente Maduro.

Grazie anche ai martiri di questa seconda “guarimba” il percorso di Bolívar ritrova legittimazione e forza per proseguire la via iniziata dall’indimenticabile Comandante Hugo Chávez Frías.

In ogni momento, l’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba sarà sempre solidale con la Rivoluzione Bolivariana e con tutti i popoli che lottano contro l’imperialismo, per la costruzione di un mondo migliore. ¡Hasta la victoria siempre!

A nome di tutta la nostra Associazione, Sergio Marinoni presidente

(VIDEO) Con la Costituente verso la Democrazia dei Consigli!

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04c8b11b-b49c-498f-9631-74cd297078eeCon Maduro, l’Assemblea Costituente e la Democrazia dei Consigli!

di ALBAinformazione

ALBAinformazione per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli, pubblicazione dell’Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali d’Italia, invita tutti i movimenti di solidarietà internazionalisti a sostenere convintamente l’Assemblea Nazionale Costituente del Venezuela proposta dall’operaio e presidente venezuelano Nicolás Maduro Moros, di cui si terrà l’elezione il 30 luglio 2017. La legittimità e legalità della Costituente è scritta a chiare lettere nella attuale Costituzione Bolivariana (Titolo IX, Capitolo III, art. 348 CRBV, 1999) , “La Pioniera”, come l’ha definita lo stesso Presidente Maduro.

Una elezione democratica non solo nella forma, come piace, a parole, sempre alla borghesia, ma democratica e popolare anche nella sostanza, poiché i protagonisti saranno gli elementi più avanzati delle masse popolari organizzate venezuelane: contadini, operai, pescatori, casalinghe, pensionati, donne, uomini, professionisti, imprenditori, giovani e studenti, tra gli altri, che forgiano la propria libertà praticandola, ed imparano massivamente e collettivamente a costruire il proprio futuro, facendolo.

Siamo perfettamente coscienti che le classi privilegiate e oggi dominanti nel mondo, vedono l’indizione di una Assemblea Costituente autenticamente popolare come il fumo negli occhi, un esempio da evitare nella maniera più assoluta perché rischia di trasformare il Venezuela in un’altra democrazia popolare che collide in maniera stridente con l’imperialismo e gli interessi speculativi dei circuiti finanziari internazionali. Questi signori fanno e faranno sempre più e di tutto a ché questo esempio non rischi di espandersi in ogni angolo del mondo. Noi faremo sempre di più e meglio affinché, al contrario, questi esempi, come quello della Rivoluzione Bolivariana, siano sostenuti ed emulati creativamente ed abbiano un seguito sempre più ampio, a cominciare dal nostro paese. Per questi signori il pericolo oggi è che il Venezuela Bolivariano si trasformi completamente in un “regime di tipo castrista, ossia una dittatura marxista”, come sentiamo dire nei loro mezzi di distrazione di massa, sempre tesi alla distruzione e alla devastazione delle coscienze, alla intossicazione e alla diversione di menti e cuori, all’avvelenamento delle percezioni, delle sensazioni e dei sentimenti.

Risuonano di nuovo, con una veste nuova ma sempre più scura e cupa, le parole che pronunciò il signor Henry Kissinger, segretario di Stato ai tempi di Nixon e Ford, con le quali di fatto condannarono a morte Allende ed il suo governo di Unidad Popular: “Deve sapere che non lasceremo arrivare in Cile una sola vite o un solo dado … Non capisco perché dovremmo starcene immobili e guardare una nazione diventare comunista a causa dell’irresponsabilità del proprio popolo”.

Como sono soliti fare tutti i reazionari e i fascisti, scaricano le responsabilità sui popoli, li immagino e li descrivono come minorati, incapaci geneticamente di costruire il proprio futuro. Come scriveva il poeta venezuelano Aquiles Nazoa, noi, contrariamente ai lor signori, sì, crediamo nei popoli e nelle loro capacità creatrici.

Le oligarchie di ogni latitudine, i capitalisti e l’alta finanza, le alte sfere delle mafie, le cupole clericali, i residui feudali e nobiliari che ancora non sono stati spazzati via, ben al di là delle belle parole di Bergoglio, si stringono sempre più nella loro “santa alleanza” per restaurare il loro potere governativo in Venezuela, defenestrare Maduro, come hanno già fatto con Allende in Cile nel ’73, per citare un solo caso.

Tutti compatti: dal PD del signor Renzi, al polo delle Libertà di Berlusconi in Italia, dalla destra reazionaria europea fino a quella che un tempo fu la “Internazionale Socialista” oggi al carro del golpista Ramos Allup rappresentante della banda criminale della MUD – “Internazionale” di cui da tempo resta solo il nome ed un ricordo sbiadito per i popoli del mondo – tutti costoro intonano all’unisono e a reti unificate i loro canti di morte e distruzione. E come spesso accade nella Storia, con l’aiuto “esterno” di chi si immagina o si definisce più “a sinistra” di tutti gli altri che con i primi non perdono l’occasione di andare a braccetto.

Oggi più che mai è il tempo delle definizioni, tertium no datur, come evidenziava sempre il Comandante Chávez. Chi si immagina che ci possa essere, oggi meno che mai, una terza via o è un imbroglione, o al meglio è un ingenuo. In mezzo abbiamo solo le barricate dei guarimberos, di cui abbiamo ben visto il carico di odio irrazionale e criminale, che è proprio delle squadracce fasciste di ogni epoca.

Come in ogni Rivoluzione che non sia una farsa, tutte e tutti sono chiamati a prendere posizione e ad ogni passaggio epocale i protagonisti cambiano, ma i ruoli restano. I processi vanno depurandosi e il posto dei protagonisti spetta sempre al popolo, e a chi lo incarna. Chi prima c’era, come spesso accade non c’è più, e viceversa, chi non c’era ieri c’è invece oggi. Da Douglas Bravo e i suoi seguaci, al generale Baduel.

La rivoluzione accoglie sempre il contributo di tutti, anche di quelli più indecisi, arretrati e titubanti, di quelli che vengono, di quelli che vanno o di quelli che tornano, qualsiasi sia esso il motivo che li muove. Dei protagonisti del Giuramento del Samán de Güere, anche se sono rimasti fisicamente in vita solo coloro che quel giuramento hanno tradito, quando spariranno anche fisicamente, costoro troveranno già riservato il loro posto nel dimenticatoio della Storia. Nulla è eterno tranne la trasformazione popolare, e chi la incarna.

Chi dice che la Costituzione Bolivariana del 1999 non è migliorabile, e non vi è nulla di più democratico che si possa immaginare, mente sapendo di mentire. E la loro ipocrisia va di pari passo con quella di chi questa stessa Costituzione del 1999 l’ha combattuta con il coltello tra i denti, e oggi dice, con quello stesso coltello tra i denti, di volerla difendere. Ipocrisie complementari.

Con l’Assemblea Nazionale Costituente il popolo venezuelano si è conquistato un’occasione molto utile per fare un passo avanti concreto nella sua rivoluzione di nuova democrazia verso il socialismo. Noi lo accompagniamo in questo percorso.

Viva l’Assemblea Nazionale Costituente!
Viva Maduro!
Viva Chávez!
Viva la Rivoluzione Bolivariana!
Viva il Potere Popolare!
Viva il Socialismo!

#LaConstituyenteSiVa
#VictoriaConstituyente

albainformazione.com

Qui il video completo:

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bdb127cd-28aa-4d25-a64d-d99a057dbb7d¡Con Maduro, la Constituyente y Democracia de los Consejos!
por ALBAinformazione

“ALBAinformazione per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli”, publicación de la “Associazione Nazionale di Reti ed Organizzazioni Sociali d’Italia”, invita a todas y todos las y los internacionalistas, a todos los movimientos de solidaridad a apoyar de manera decidida a la Asamblea Nacional Constituyente de Venezuela propuesta por el obrero y el Presidente venezolano Nicolás Maduro Moros, de la que llevará a cabo la elección el 30 de julio de 2017. La legitimidad y la legalidad de la Asamblea Constituyente están escritas muy claramente en la actual Constitución Bolivariana (Título IX, Capítulo III, art. 348 CRBV, 1999), “La Pionera”, como la llamó el mismo Presidente Maduro.

Una elección democrática no sólo en la forma, como dicen que le gusta, de la boca para afuera, siempre a la burguesía, pero democrática y popular, en el contenido también, ya que los protagonistas serán los elementos más avanzados de las masas populares organizadas venezolanas: agricultoras y agricultores, trabajadoras y trabajadores, pescadoras y pescadores, jubiladas y jubilados, hombres, mujeres, profesionales, empresarias y empresarios, jóvenes y estudiantes, entre otros, que forjan su propia libertad practicándola, y aprenden de forma masiva y colectivamente en construir su propio futuro, haciendolo.

Somos perfectamente conscientes que las clases privilegiadas y dominantes en el mundo de hoy, ven la convocatoria de una Asamblea Constituyente genuinamente popular como una verdadera amenaza a su dominio, un ejemplo a evitar en los términos más enérgicos que amenaza con convertir a Venezuela en otra democracia popular que colisiona de forma reñida con el imperialismo y los intereses especulativos de los canales financieros internacionales. Estos señores hacen y harán de todo a que este ejemplo no se expanda en todos los rincones del mundo. Nosotros siempre vamos a hacer más y mejor para que, por el contrario, estos ejemplos, como la Revolución Bolivariana, sean apoyados y emulados creativamente y tengan el seguimiento más amplio, a partir de nuestro país. Para estos señores el peligro hoy en día es que la Venezuela Bolivariana se convierta completamente en un “régimen al estilo Castro, en una dictadura marxista”, como escuchamos en sus medios de distracción masiva, siempre orientados hacia la destrucción y la devastación de las conciencias, a la intoxicación y el desvío de las mentes y los corazones, el envenenamiento de las percepciones, sensaciones y sentimientos.

Resuenan de nuevo, con una nueva imagen, pero cada vez más oscura y sombría, las palabras que pronunció el Sr. Henry Kissinger, secretario de Estado en los tiempos de Nixon y Ford, con las cuales, de hecho, condenaron a muerte Allende y su gobierno de la Unidad Popular: “Él debe saber que no vamos a permitir que a Chile llegue ni un solo tornillo o ni un solo dado… no entiendo por que deberíamos permanecer inmóvil y ver un país que se vuelve comunista debido a la irresponsabilidad de su propio pueblo”.

Como suelen hacer todos los reaccionarios y fascistas, descargan la responsabilidad sobre el pueblo, los imaginan, y los describen como discapacitados, genéticamente incapaces de construir su propio futuro. Así como escribió el poeta venezolano Aquiles Nazoa, que, a diferencia de estos personajes, sí, nosotros también, creemos con él, en los pueblos y sus capacidades creadoras.

Las oligarquías de todas las latitudes, los capitalistas y las altas finanzas, las altas esferas de la mafia, cúpulas clericales los residuos feudales y aristocráticos que aún no han sido barridos, mucho más allá de las bellas palabras de Bergoglio, siempre más se estrechan en su “santa alianza” para restaurar su poder gubernamental en Venezuela, y desbancar a Maduro, como lo hicieron con Allende en Chile en el ’73, por citar un caso.

Todos unidos: desde PD del Sr. Renzi, el Polo de la Libertad de Berlusconi en Italia, desde la derecha reaccionaria de Europa hasta lo que fue la “Internacional Socialista”, hoy en día seguidora del golpista Ramos Allup representante de la banda criminal de MUD – “Internacional” que desde hace tiempo queda nada más que el nombre y un recuerdo borroso entre los pueblos del mundo – todos ellos al unísono en las redes unificadas salen con sus cantos de muerte y destrucción. Y como a menudo sucede en la historia, con la ayuda “externa” de lo que piensan ser o se definen los mas de “izquierda” de todos los demás y que con los primeros no pierde la oportunidad de ir de la mano.

Hoy más que nunca es el momento de las definiciones, tertium non datur, como siempre mostró el comandante Chávez. Quien hoy se imagina que podría existir, ahora menos que nunca, una tercera vía o es un estafadór, o a lo mejor es un ingenuo. En el medio tenemos solamente las barricadas de guarimberos, así que vimos la carga de odio irracional y criminal, que es precisamente de las escuadras fascistas de todos los tiempos.

Como en cualquier revolución que no es una farsa, todas y todos estámos llamados a tomar una posición y cada cambio de época cambian los individuos protagonistas, pero los roles se quedan. Los procesos se van depurándose y siempre el lugar de los protagonistas pertenece al pueblo, y quien lo encarna. Quien estaba allí antes, como tan a menudo acontece ya no está, y viceversa, quien aún no estaba allí ayer, allí está hoy. Como pasó con Douglas Bravo y sus seguidores, así pasó con el general Baduel, y unos cuantos mas.

La revolución siempre da la bienvenida a la contribución de todos, incluso los más indecisos, los atrasados y vacilantes, de los que llegan, de los que se van o de los que regresan, cualquiera que sea la razón que los animan. De los protagonistas del juramento del Samán de Guere, aunque se mantienen físicamente vivo sólo aquellos que han traicionado el juramento, cuando desaparezcan físicamente también, ya tienen reservado su lugar en el olvido de la historia. Nada es eterno, excepto la transformación popular, y quien la encarna.

Quien dice que la Constitución Bolivariana de 1999 no es perfectible, y no hay nada más democrático que se puede imaginar, sabes que lo que dice es pura mentira. Y su hipocresía va de la mano con la de quien esta misma Constitución del 1999 adversó con el cuchillo entre los dientes, y hoy dice, con ese mismo cuchillo entre los dientes, que quiere defenderla. Hypocresia complementaria.

Con la Asamblea Nacional Constituyente el pueblo venezolano se ha ganado la oportunidad muy útil para hacer un verdadero paso adelante en su revolución de nueva democracia hacia el socialismo. Lo acompañamos en este viaje.

¡Que se instale la Asamblea Nacional Constituyente!
¡Que Viva Maduro!
¡Que Viva Chávez!
¡Que Viva la Revolución Bolivariana!
¡Que Viva el Poder Popular!
¡Que Viva el Socialismo!

#LaConstituyenteSiVa
#VictoriaConstituyente

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