(VIDEO+FOTO) Primo Maggio 2019 a Caracas

L'immagine può contenere: una o più persone, folla, testo e spazio all'apertodi Ciro Brescia 

Ovviamente i media mainstream imperialisti non hanno alcun interesse a mostrare le immagini del Primo Maggio a Caracas e, nella misura che vi riescono e possono farlo, le occultano.

Dare credito alle schiere di politicanti nei penosi programmi televisivi, ormai format internazionali del capitale che hanno come unico obiettivo l’idiotizzazione teledipendente, significa assorbire il veleno della disinformazione, che semina confusione, diversione e intossicazione delle coscienze e dei sentimenti. 

Programmi in cui si sciorinano discorsi confusi e privi di qualsiasi razionalità, dove le relazioni di causa/effetto sono cancellate ed annientate. Ma ciò che superficialmente può apparire un segno di forza, ad analizzarlo con lucidità, non è altro che la dimostrazione della debolezza della borghesia e della crisi del suo sistema imperialista.

Le larghe masse in Venezuela stanno dimostrando che le minacce di Trump e dei sui fans fascisti, si possono affrontare con dignità e a testa alta. Dimostrano che la condizione previa per instaurare il socialismo si basa sulla rivendicazione della propria sovranità di Patria Indipendente, che è ciò che ci hanno insegnato i partigiani italiani con la vittoriosa guerra di Liberazione dal nazifascismo il 25 aprile del 1945.

La cosiddetta “sinistra” che non riesce a vedere oltre l’orizzonte della società borghese, fondata sui miti del “libero mercato”, della “libera concorrenza”, del “diritto” fondato sulla “proprietà privata”, inevitabilmente finisce al carro dei reazionari. L’ipocrisia della falsa alternanza tra “centro-destra” e “centro-sinistra” è sotto gli occhi di tutti: fanno finta di litigare di giorno mentre si spartiscono il bottino che hanno razziato la notte; lo hanno fatto in Yugoslavia, in Libia, in Afghanistan, in Iraq, ci hanno provato in Siria, in Ucraina, ed adesso ci vorrebbero provare in Venezuela. Ma il gioco da bari, di cui pure sono esperti collaudati, gli riesce sempre più difficile, e quindi devono necessariamente diventare sempre più subdoli, violenti e perversi.       

I reazionari sono tigri di carta, oggi più di ieri, e la loro relativa forza si basa solo sulla relativa debolezza delle larghe masse e dei rivoluzionari che sono alla loro testa. Relative appunto, perché la prima è destinata ad esaurirsi e la forza delle larghe masse a prevalere mettendo alla prova e rafforzando i rivoluzionari che sono e saranno sempre più decisamente alla loro testa. 

Il Primo Maggio è la giornata internazionale della classe operaia, del popolo lavoratore, che più si organizza in senso rivoluzionario e più dimostra la propria forza autonoma ed indipendente, non solo socialmente, economicamente e politicamente, ma soprattutto ideologicamente dalla borghesia e dai suoi banalizzanti e superficiali luoghi comuni. 

Il popolo venezuelano è un esempio per tutti i popoli del mondo che lottano, con la coscienza e gli strumenti che hanno a loro disposizione e nella misura in cui sono capaci di procurarseli e costruirseli, per la propria emancipazione, liberazione ed umanizzazione. 

Il popolo venezuelano è un esempio anche per noi in Italia, perché il socialismo è ancora di più qui ed oggi in un paese imperialista piuttosto che in Venezuela, immediatamente una necessità storica ed è possibile instaurarlo concretamente, nonostante il palese tradimento di quelle forze che pur dicendosi appartenenti alla “famiglia socialista” in Italia come in Europa, hanno consumato alle spalle dei popoli che avevano con generosità dato loro fiducia.

La Rivoluzione Bolivariana vive in Venezuela ed è un esempio per i popoli del mondo!
Renderemo l’Italia un nuovo paese socialista!
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L'immagine può contenere: 18 persone, persone che sorridono, folla e spazio all'aperto

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L'immagine può contenere: 4 persone, folla e spazio all'aperto

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(VIDEO) Discorso del Presidente Maduro in occasione del 1°Maggio 2014

Nel video il discorso del Presidente Maduro trasmesso dalla televisione venezuelana





1° Maggio, il Saluto del Partito Comunista Siriano Unito

da an-nour.com

In tutto il mondo, la classe operaia celebra, oggi, 1° Maggio, l’eroica lotta quotidiana contro il capitalismo e lo sfruttamento… Per un mondo migliore senza sfruttamento dell’uomo sull’uomo… e per la solidarietà della classe operaia internazionale, sotto lo slogan coniato dai maestri della classe operaia Karl Marx e Friedrich Engels.

Proletari di tutto il mondo unitevi…

Dopo il crollo del sistema socialista, la direzione politica ed economica del mondo da parte dell’imperialismo degli Stati Uniti, l’ulteriore sfruttamento selvaggio della classe operaia e dei popolo dei paesi in via di sviluppo, hanno rivelato ai lavoratori il castello di illusioni dell’imperialismo mondiale in tutti i paesi capitalistici.

I lavoratori hanno denunciato nelle strade la globalizzazione selvaggia che ignora le condizioni umanitarie e sociali per milioni di persone, soprattutto, dopo la recente crisi economica, il grande crollo nell’autunno del 2008, che ha portato a licenziare milioni di lavoratori e a ridurre i loro salari.

Difficilmente passa un giorno senza vedere, in una città dei paesi capitalisti, uno sciopero dei lavoratori contro il capitalismo che diventa più aggressivo e determinato a fomentare guerre, nazionali e internazionali.

La Classe Operaia Siriana ha combattuto, in tutte le forme di lotta, in difesa dei suoi diritti e, a sua volta, ha contribuito alla difesa del proprio Paese di fronte dell’imperialismo e al sionismo, per una Siria indipendente e progressista. Nella nostra crisi, voluta dall’imperialismo degli Stati Uniti e dai suoi partner europei, del Golfo e dai neo-ottomani, la classe operaia siriana ha un ruolo fondamentale nel difendere i suoi diritti e le fabbriche dagli attacchi dei gruppi terroristici.

La Classe Operaia Siriana sarà sempre in prima linea nella lotta contro il terrorismo e la reazione e diventerà protagonista nella ricostruzione di una Siria Progressista e Democratica.

Il Partito Comunista Siriano Unito come in passato, ed ancora oggi, interprete delle istanze della classe operaia siriana, saluta i nostri lavoratori, stringe le loro mani e apprezza molto il suo ruolo di fronte alle multiformi aggressioni esterne.

A questo proposito, il Partito invita la classe operaia a resistere al fine di raggiungere le sue legittime richieste: un equo salario, un alloggio adeguato, un lavoro dignitoso, il mantenimento dei diritti acquisiti, la lotta contro la corruzione e l’aumento dei prezzi e il ritorno dei rifugiati e degli sfollati.

Viva il 1 Maggio!

Partito Comunista Siriano Unito

[Tad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Primo Maggio: Maduro aumenta il salario

Venezuela/ MANIFESTAZIONI OPERAIE IN TUTTO IL PAESE. ANCHE LA DESTRA DI CAPRILES VA IN PIAZZA
  
arriva la legge per le otto ore di lavoro
di Geraldina Colotti INVIATA A CARACAS
Il nuovo governo chavista, vincitore alle urne il 14 aprile, si appella ai lavoratori, la Mud impugna il voto
Busta paga più alta per i lavoratori venezuelani. Da oggi, il salario minimo passa da 2.047 bolivar a 2.457. A settembre e a novembre, due ulteriori rialzi di almeno il 10%, fino a un aumento complessivo del 35-45%. Nicolas Maduro, eletto presidente il 14 aprile, lo aveva annunciato in campagna elettorale, in continuità con la politica attuata da Hugo Chávez, suo predecessore. Il 7 maggio diventa operativa anche la Ley organica del trabajo para los trabajadores y las trabajadoras (Lott), approvata l’anno scorso: non oltre le 8 ore di lavoro quotidiane e non più di 40 a settimana, due giorni di riposo pagato e sanzioni pesanti alle imprese che non rispettano le leggi.
Un’altra conquista importante dopo quella che ha reso retroattive le prestazioni sociali anche per coloro che non erano stati messi in regola e che ha consentito a tutti di avere una pensione parametrata sul salario
minimo. Anche pensionati e pensionate, quindi, beneficeranno dell’aumento. Molte imprese private hanno fatto il diavolo a quattro, depositando ricorsi su ricorsi, ma si calcola che quasi 7 milioni di lavoratori, su un totale di 9 milioni, potranno usufruire della legge nella data prevista. Stanno per partire anche nuovi piani – sanitari e alimentari – speficicamente rivolti agli operai: Barrio adentro obrero, che riguarda la salute per lavoratori e familiari, Mercado obrero, che sveltisce e facilita l’accesso alle reti dei mercati alimentari a basso costo (Mercal) ai lavoratori di tutte le categorie. «Per costruire il socialismo abbiamo bisogno di una classe operaia cosciente e organizzata», ha detto Maduro invitando i lavoratori a scendere in piazza oggi.
«Ci saremo anche noi», ha risposto il leader di opposizione Henrique Capriles Radonski comunicando in twitter appuntamenti e slogan per le proprie manifestazioni. E il clima resta incandescente.
Il 14 aprile, a dispetto di tutte le previsioni, Maduro ha vinto con poco margine su Capriles, il governatore di Miranda sonoramente battuto da Hugo Chávez il 7 ottobre. L’opposizione ha subito gridato alla frode e invitato la piazza allo scontro. Nove chavisti sono morti, sono state incendiate sedi del Partito socialista unito (Psuv), radio di movimento ed è iniziata la caccia ai medici cubani, accusati di nascondere le urne nei Centri diagnostici integrati. Nonostante il parere di tutti gli osservatori internazionali che hanno testimoniato la trasparenza del processo elettorale, Capriles ha chiesto di ricontare manualmente i voti: richiesta impossibile, perché la Costituzione venezuelana prevede il ricorso al voto elettronico e il riscontro manuale della maggioranza delle schede. Il Consiglio nazionale elettorale (Cne) sta comunque procedendo a un’ulteriore verifica dei conteggi, ma Capriles ha annunciato che in ogni caso impugnerà il risultato.
Una strategia destabilizzante preordinata, secondo il chavismo. In base a video e a intercettazioni che mostrano i legami dell’estrema destra con paramilitari e agenti internazionali, è stato arrestato un cittadino
nordamericano e un ex generale venezuelano, leader del partito Voluntad popular. Numerose associazioni e reti sociali hanno presentato denunce contro i militanti più estremi della Mesa de la unidad democratica
(Mud), accusandoli di aver istigato o promosso le violenze post elettorali. Per il 1 maggio, Maduro ha invitato i lavoratori a vigilare contro «la destra pinochettista» che oggi maschera meglio il suo discorso, ma conserva intatta la sua natura golpista.
Una destra all’attacco, che il 14 aprile ha saputo attrarre una parte degli indecisi con un’accorta strategia, basata soprattutto sul mascheramento dei propri obiettivi di sempre (neoliberismo, privatizzazione e subalternità ai grandi gruppi multinazionali).
Ora continua sulla stessa strada, incalzando il chavismo sul suo stesso terreno, anche a costo di spararle grosse: un aumento salariale in tre tappe? Macché, ha affermato Capriles, noi lo daremmo in una sola volta
e del 40%. E così per le case popolari, i programmi sociali, fino ai vituperati medici cubani ai quali, in campagna elettorale, ha promesso addirittura la cittadinanza venezuelana. Probabile che la Mud prepari la
strada a un referendum revocatorio come fece con Chávez nel 2004. Con un occhio a Washington e un altro a Madrid. Barack Obama domani va in Messico e in Costa Rica. La Spagna, che ha comunque riconosciuto il governo Maduro, si è detta disposta a «mediare nella crisi venezuelana».
L’Europa – ha detto il ministro degli Esteri spagnolo Garcia Margallo – «deve avere una politica più attiva in America latina, altrimenti diventerà irrilevante nel continente».
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