Banda Bassotti per il Donbass

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Napoli 19nov2017: Poema Pedagogico in GAlleЯi@rt

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Domenica 19 novembre 2017, ore 17.00
#PoemaPedagogico di Anton Makarenko
in Galleria Principe di Napoli
Ingresso Via Pessina – zona Museo – Napoli
Con:
Igor Papaleo
Edizioni Rapporti Sociali
Eleonora Getman
Informale: NIKA / Неофициальная: NIKA
Alberto Fazolo
#MilitanteInternazionalista.

***

Il “Poema pedagogico” è il racconto della colonia Gor’kji, un istituto per la rieducazione sociale di minori ex-delinquenti. Il Commissariato per l’Istruzione Pubblica del giovane governo sovietico affida al maestro Makarenko il compito di costruirla e dirigerla. Le difficoltà sembrano insormontabili, tra scarsezza di mezzi necessari a soddisfare bisogni primari e le problematiche relative alla sperimentazione di nuovi modelli educativi del socialismo in costruzione. Ambizioso e necessario l’obiettivo: forgiare un uomo nuovo, l’uomo del socialismo, appunto. Perciò, anche se da principio “lacero e affamato”, è con entusiasmo e con la consapevolezza di essere sorretto nel massimo grado possibile dal potere sovietico che il maestro “va all’attacco, sul fronte della scuola, sul fronte del libro, alla testa di tutti i suoi ragazzi” (Maiakovski). Era il 1920. La rieducazione socialista trasformerà quei ragazzi considerati dal vecchio regime zarista un problema di ordine pubblico in dirigenti di Partito, soldati, cosmonauti, operai specializzati, insegnanti, medici, individui socialmente utili.

“Dobbiamo educare un lavoratore colto ed evoluto. Dobbiamo educare in lui il sentimento del dovere e il concetto dell’onore […] egli deve sentire la dignità sua e della sua classe e deve esserne orgoglioso […]. Deve essere un attivo organizzatore. Perseverante e temprato, egli deve saper dominare se stesso e saper influenzare gli altri. […] Deve essere lieto, cordiale, alacre, capace di lottare e di costruire, capace di vivere amare la vita”. È questo l’ideale educativo di Makarenko e la sua esperienza. Quella raccontata in un’opera che giunge fino a noi e che, per gli insegnamenti che da essa si ricavano, ci parla e ci riguarda. Riguarda tutti quanti vogliono formarsi per trasformare la realtà di abbrutimento morale e intellettuale, evasione e assenza di prospettive cui la crisi generale delle società borghesi consegna i giovani delle masse popolari. L’esperienza di Makarenko dimostra il valore della disciplina cosciente e della gioia di compartecipare a un progetto collettivo di “un’esistenza in comune”.

I ragazzi di Makarenko, nel loro passaggio da insieme di giovani sbandati a collettivo cosciente ed esemplare di giovani sovietici, combattenti sulla barricata del socialismo e pionieri del primo stato socialista della Storia, l’Unione Sovietica, possono considerarsi il paradigma di una società nuova, che tende alla realizzazione compiuta del diritto-dovere di tutti a vivere dignitosamente e a lavorare nell’interesse di una società dove c’è posto per tutti, poiché a ognuno essa assegna un posto. Era la sfida aperta dalla Rivoluzione d’Ottobre, esattamente cento anni fa.

Napoli 2dic2017: GAlleЯi@rt, serata in musica contro il razzismo!

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Roma 25ott2017: AIASP con il popolo Mapuche

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Il Chavismo ha vinto in Venezuela

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Napoli 18ott2017: Incontro letterario sui “desaparecidos”

Napoli/Milano 16set2017: ¡Venezuela somos todas y todos!

Saracena (CS) 22ago2017: Milagro Sala libera!


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progettodiritti.it

Martedì 22 agosto 2017 saremo a Saracena (CS) dove il gruppo Consiliare Saracena in comune organizza, presso la Sala Consiliare, un incontro dedicato alla campagna internazionale per la liberazione di Milagro Sala, la leader dell’organizzazione Tupac Amaru detenuta arbitrariamente dal 16 gennaio 2016 in Argentina.

Nell’incontro interverrà anche l’avvocato di Progetto Diritti Arturo Salerni, di recente tornato da una visita in Argentina dove ha incontrato le più importanti organizzazioni dei diritti umani con cui l’associazione Progetto Diritti ha stipulato dei protocolli d’intesa sui temi della lotta contro l’impunità per i crimini di lesa umanità e dell’impegno per la giustizia sociale. Oltre all’avvocato Salerni interverranno Leonide Spinelli (Saracena in Comune), Mario Occhinero (24marzo onlus), Salvador Gaudenti (maestro di pittura), Giulia Veltri (giornalista di Il Quotidiano), Alfredo Sprovieri (giornalista di Repubblica), Rossella Tallerico (ricercatrice), Claudio Di Benedetto (figlio del sindacalista Filippo Di B.), Marta Perrotta (attivista politica), Giuseppe Tiano (Unione Sindacale di Base), Luigi Pandofi (Saracena in Comune).

Lo scorso primo agosto il Comitato per la libertà di Milagro Sala ha consegnato al presidente argentino, Mauricio Macri, una petizione firmata da 45.970 persone per chiedere la liberazione immediata della dirigente sociale detenuta a Jujuy (nord dell’Argentina). I sottoscritti chiedono l’immediato rilascio della leader sociale e deputata di Parlasur Milagro Sala e degli altri prigionieri politici dell’organizzazione Tupac Amaru. ll governo argentino deve porre fine alle violazioni dei diritti umani e impegnarsi a non usare mai più arbitrarie reclusioni come una forma di persecuzione e repressione del dissenso politico. Nella petizione, pubblicata sul sito www.liberenamilagro.org, vi sono firme importanti tra le quali quelle di Dilma Roussef, Noam Chomsky, Julian Assange, Baltasar Garzón e Oliver Stone. Hanno inoltre aderito organizzazioni quali le Abuelas de Plaza de Mayo y Madres de Plaza de Mayo – Línea Fundadora, il Centro de Estudios Legales y sociales (CELS), la Liga Argentina por los Derechos del Hombre (APDH) e Human Rights Watch.

La consegna della petizione a Macri è avvenuta quattro giorni dopo che la Commissione Inter-Americana sui Diritti Umani (CIDH) si era espressa a favore di Milagro Sala. L’ingiunzione era stata richiesta da CELS, Amnesty International e ANDHES. La CIDH, in seguito alla visita dei suoi commissari nel carcere di Alto Comedero avvenuta il 16 giungo scorso, ha invitato il governo argentino a provvedere al rilascio immediato richiesto dal Gruppo di lavoro sulle Detenzioni arbitrarie delle Nazioni Unite o, in alternativa, a concedere a Milagro Sala gli arresti domiciliari o la libertà vigilata elettronicamente. Il motivo della risoluzione sta nel fatto che Milagro “è in una situazione di gravità e urgenza, in quanto i suoi diritti alla vita e all’integrità personale corrono il rischio di un danno irreparabile”.

Milagro Sala, oltre ad essere deputata del Palasur, è la leader dell’organizzazione Tupac Amaru, il collettivo di base popolare e indigeno che lotta per i diritti economici, sociali e culturali nella provincia di Jujuy e in tutta l’Argentina. L’organizzazione è stata fondata negli anni Novanta nella città di San Salvador de Jujuy. Questa provincia ha indicatori sociali sotto la media nazionale e per questo il lavoro dell’organizzazione si è concentrato sull’empowerment dei gruppi più vulnerabili. Dal 2004, attraverso la gestione di programmi nazionali e provinciali, l’organizzazione sociale gestisce la costruzione di abitazioni, fornisce servizi sanitari e per l’istruzione, sviluppa attività di produzione e genera occupazione per oltre 4.500 persone, organizzate attraverso cooperative di lavoro.

L’arresto di Milagro ha suscitato sdegno e preoccupazione in tutto il mondo. In Argentina si sono costituiti cinquanta comitati per la sua liberazione e una decina all’estero, tra cui il Comitato italiano.

Per quanto riguarda il nostro Paese, occorre ricordare che numerose sono le imprese italiane coinvolte nello sfruttamento di litio nella provincia di Jujuy (terza riserva mondiale di litio). Il Governo Macri ha già detassato l’attività mineraria a favore delle multinazionali che possono così esportare le materie prime senza pagare imposte. Milagro Sala avrebbe tutelato le comunità indigene che subiranno le conseguenze ambientali e sociali dello sfruttamento del litio. Tra i veri motivi del suo arresto c’è infatti la sua proposta di costituire un’impresa statale che gestisca lo sfruttamento del litio, così come avviene per gli idrocarburi, nonché la sua capacità di organizzare la popolazione indigena locale per la difesa dei propri territori e diritti.

Recentemente, in una lettera al governatore della provincia di Jujuy, Gerardo Morales, il giornalista e scrittore Horacio Verbitsky aveva scritto: “La lista di perversioni che lei e i suoi complici hanno scaricato su questa donna non ha pari in tre decenni di democrazia in Argentina”.

Il 22 agosto l’iniziativa di Saracena vuole far conoscere l’opera della leader Tupaquera e denunciare la detenzione arbitraria degli attivisti, oltre al processo di criminalizzazione delle lotte sociali portato avanti dal governo argentino.

 

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