Bielorussia: un paese dal volto giovane

di Danilo Della Valle

Per molti esperti, il prossimo mese di Ottobre sarà un importantissimo mese per il futuro della Repubblica di Bielorussia. La Russia Bianca resta infatti l’ultimo avamposto antimperialista in Europa, l’ultimo Paese ancora fedele alla Madre Russia, sotto attacco Nato ormai da molto tempo. In verità la Repubblica governata da Alexander Lukashenko è stata oggetto di un tentativo di cosiddetta “rivoluzione colorata” già nel 2010, ma il tentativo non andò a buon fine, nonostante l’impegno dei vari sponsor (ONG) e media stranieri.

Con la crisi Ucraina, il governo Bielorusso si è ritagliato uno spazio importante nello scenario internazionale cercando di fare da paciere e cercando di risolvere il conflitto in maniera pacifica e senza ulteriore spargimento di sangue tra fratelli.

Tra poco meno di un mese il governo Lukashenko sarà chiamato ad una grande prova, quella delle elezioni.

Di seguito proponiamo una intervista al Segretario del Comitato Centrale del Partito Comunista di Bielorussia nonché membro del Comitato esecutivo della città di Minsk, Nikolay Viktorovich Volovich. Il Partito Comunista di Bielorussia (PKB) nacque nel dicembre 1918 a Smolensk e nei giorni della Grande Guerra Patriottica fu il principale organizzatore della Resistenza antinazista. Oggi il Partito Comunista di Bielorussia è uno dei maggiori partiti della Repubblica di Belarus, ha una sua importante rappresentanza al Parlamento, alla Camera dei Deputati, nelle autorità esecutive, e nei vari consigli locali, inoltre conta circa 7.000 membri.

  1. – Ad ottobre ci saranno le elezioni Presidenziali in Bielorussa, il suo Partito appoggia la candidatura del Presidente in carica Alexander Lukashenko, quali sono i punti in comune con il suo programma elettorale?

        – Le prossime elezioni del Presidente della Repubblica di Belarus avranno un valore politico importante non solo per il  Partito Comunista di Belarus, ma anche, più in generale, per la Repubblica di Belarus.

L’11 ottobre dovremmo fare una scelta importante che definirà la prospettiva dello sviluppo sociale, economico e politico del paese per i prossimi 5 anni. Il nostro partito non ha proposto il suo candidato presidenziale. Al XI (XLIII) Congresso straordinario del KPB  è stata approvata la decisione di sostenere la candidatura del Capo dello Stato Alexander Grigoryevich Lukashenko alla Presidenza della Repubblica di Belarus.

Il nostro sostegno alla candidatura dell’attuale Presidente di Bielorussia è dovuto al fatto che alla base del corso sociale, economico e politico condotto da Alexander Lukashenko ci sono idee di un lavoro costruttivo e di una società di giustizia sociale, libera dai principi della bugia redditizia. Queste condizioni coincidono completamente con le condizioni del programma del nostro partito. Sia nella sua base che nella base dell’ideologia socialista.

  1. – Alcuni giornalisti e politologi, in Occidente, credono che la Bielorussia possa esser il prossimo Paese ad esser destabilizzato sull’onda della “rivoluzione colorata” Ucraina, crede ci possa esser un tentativo da parte delle opposizioni con l’appoggio di ONG internazionali?

      –  Non ci sarà mai un altro Maidan in Bielorussia. È già stato dichiarato dal Presidente della Repubblica di Belarus Alexander Lukashenko. Certamente la nostra “quinta colonna” può cercare di destabilizzare la situazione con l’aiuto di sponsor stranieri. Ma in genere, nel nostro paese, noi non abbiamo tali prerequisiti sociali e politici che hanno condotto Kiev a Maidan a suo tempo.

  1. – Negli ultimi anni sembra esser ritornati ad una sorta di guerra fredda, molti sono i Paesi sotto attacco dell’Imperialismo, quale è la posizione del suo Partito riguardo quello che accade in Ucraina, Siria ecc. Ecc.?

– In 25 anni dall’indipendenza dal centro industriale, scientifico e culturale della ex URSS, l’Ucraina si è trasformata in un paese povero con l’industria distrutta e l’economia che, oltre ad esser distrutta dalla guerra civile, è governata da un gruppo oligarchico.

Naturalmente per l’Europa e gli Stati Uniti non esiste nessun obbligo morale riguardo agli stati-limitrofi. Essi senza rimorsi hanno finanziato e istigato le guerre in Libia, Siria, Iraq, Jugoslavia, rovinano i paesi latino-americani e africani dove “la gente di Maidan” crede in un “futuro luminoso”, ma poi alla fine resta con niente, sporcata con il sangue dei compatrioti. È immorale? Senza dubbio, ma la loro politica è così. Dopo tutto l’élite occidentale agisce in corrispondenza dei propri interessi. Sono convinto che una via d’uscita c’è ed è lo sviluppo dei processi d’integrazione tra i Paesi non allineati.

  1. – Il Partito Comunista Bielorusso è molto attivo sulla questione Ucraina, come giudica la decisione di pochi giorni fa di mettere fuorilegge il Partito Comunista Ucraino?

      – Tutto quello che sta succedendo non solo in Ucraina, ma in tutto il mondo non ha niente in comune con la democrazia originale che presume la possibilità della gente di influenzare il processo decisorio al livello statale più alto in favore dei propri interessi. È difficile da esprimere lo shock che provi leggendo la legge che vieta la simbologia sovietica e comunista, e la decisione di mettere fuori legge il KPU. La legge non è ancora stata firmata dal presidente, ma i monumenti sovietici li hanno già iniziati a distruggere. Ma i comunisti ucraini non si arrenderanno. Nonostante la pressione, la repressione giudiziaria e le minacce di violenza fisica, continuano a combattere organizzando ed attuando azioni di protesta, conducendo il lavoro di propaganda nelle strade delle città.

  1. – L’Europa, e l’Italia in particolare, sta soffrendo moltissimo per la situazione di sanzioni e contro-sanzioni che si è venuta a creare con la Russia. Come la Bielorussia vive questa situazione instabile dal punto di vista delle relazioni commerciali?

– Le tendenze negative nella economia della Russia indubbiamente hanno intaccato le relazioni economiche e politiche con la Bielorussia. Gli esperti occidentali parlano di un deflusso degli investimenti dalla Russia in generale, e un  ritardo della economia. Il nostro paese dipende dalla Federazione Russa in molti parametri perciò, naturalmente, tutto questo si è riflesso considerevolmente sulla Repubblica di Belarus.

  1. – Dopo la sparizione fisica di Chávez il popolo Bielorusso è stato tra quelli più attivi nella commemorazione del Comandante, determinata dalla grande collaborazione tra i due Paesi. In quali progetti i due Paesi hanno collaborato e quali prospettive future di sviluppo ci sono tra la Repubblica di Bielorussia ed i Paesi dell’ALBA?

– Le relazioni tra la Repubblica di Belarus e la Repubblica Bolivariana del Venezuela furono istituite nel 1997 nella missione permanente di Belarus all’ONU a New-York. Lo stabilimento delle relazioni così ritardato (vi ricordiamo, la stessa cosa avvenne con i più grandi paesi della regione ancora nel 1992) testimoniò la sottovalutazione da parte bielorussa del ruolo potenziale del Venezuela nella regione.

Le visite reciproche dei due Presidenti hanno promosso la crescita importante dello scambio di merci tra i due Paesi. Se nel 1998 questo scambio fece 3,6 milioni di dollari, nel 2005 — 15,6 milioni di dollari, già nel 2007 — 100 milioni di dollari, con l’aumento predetto fino a 650 milioni di dollari, che mette il Venezuela al secondo posto nella regione sul volume di cooperazione economica (vi ricordiamo, al primo posto resta sempre il Brasile con lo scambio di merci di 1,3 miliardi di dollari). La nomenclatura delle merci esportate si è estesa considerevolmente — oltre ai fertilizzanti potassici la Repubblica di Belarus ha cominciato a consegnare la produzione di tecnologie avanzate al Venezuela.

La cooperazione con il Venezuela per la Repubblica di Belarus ha permesso di trovare un nuovo partner e un alleato, ha aperto parecchie opportunità per la realizzazione del potenziale economico, scientifico e militare.

In 10 anni a partire dal momento in cui sono stare stabilite le relazioni tra i due Paesi, fu creata una considerevole base legale. “Lo sfondamento venezuelano” è diventato indicativo in molti aspetti per la diplomazia bielorussa perché ha fatto rivedere sotto altra luce le prospettive del continente latinoamericano. La cooperazione bilaterale si è sviluppata in una partnership strategica che è causata da parecchi fattori. In primo luogo, la coordinazione al livello politico con il partito venezuelano permette alla Bielorussia di ottenere il sostegno potente in parecchie organizzazioni internazionali (prima di tutto, nel Movimento dei Paesi non Allineati). In secondo luogo, sul piano economico il Venezuela oltre a una prospettiva di mercato interno è anche “la chiave” al mercato di tutta la regione latino-americana, cosa su cui insisteva anche Chávez. Per il Venezuela la Bielorussia è il fornitore di tecnologie avanzate, e anche il compagno in cooperazione militare e tecnica. L’ultimo aspetto è molto importante per il governo Venezuelano tenendo conto della pressione permanente da parte degli Stati Uniti.

         Lo sviluppo dei rapporti con il Venezuela permetterà ai reparti produttivi bielorussi di cambiare concettualmente le idee di prospettive di sviluppo delle relazioni con i paesi dell’America Latina.

  1. – La Bielorussia per molti è ancora un Paese sconosciuto, i media Occidentali non menzionano mai i dati internazionali dove risulta che la Bielorussia ha una percentuale di disoccupazione bassissima, livello di istruzione elevatissmo, grande sviluppo tecnologico, ecc ecc. Ci racconti la Bielorussia vista dai suoi occhi.

– Il mio Paese lo vedo esattamente come lei vede la Sua famiglia – stabile, un Paese con un volto giovane e a misura d’uomo.

La Bielorussia è la mia famiglia, e vorrei che nel mio Paese non ci fosse mai alcun problema. Noi non creiamo problemi ai nostri vicini, siamo un Paese dignitoso, che è sempre più autosufficiente e indipendente.

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