La Russia sbaglia se pensa che la Turchia ha obiettivi limitati

turchi

di James Petras-La Haine

15 feb. 2016.-Erdogan comincia ad attaccare i Curdi, in seguito estenderà l’attacco ai  Siriani e infine si scaglierà contro la Russia

María de los Ángeles Balparda: insieme a Diego Martinez stiamo ricevendo James Petras. Ci sono diversi temi, naturalmente, ma se per te va bene, cominciamo con la Siria, con gli attacchi turchi.

JP: Esiste una relazione diretta con la caduta dell’ISIS, dei terroristi che sono stati a lungo sostenuti  e armati dalla Turchia. Ma ora, l’esercito siriano, con il sostegno della Forza Aerea russa sta contrattaccando, recuperando il paese e distruggendo le rotte dei terroristi.

I turchi sono entrati nel conflitto, attaccando le forze curde, siriane e russe, che stanno distruggendo i terroristi. Quindi, penso che vi sia un rapporto diretto: meno i terroristi hanno forza, più l’intervento turco cerca di salvare i propri fantocci. Abbiamo visto che la Turchia e adesso anche l’Arabia Saudita vogliono provare a restaurare il potere dei terroristi con un intervento diretto. Quando l’intervento indiretto sta per fallire e la Siria sta riconquistando il suo territorio, è allora che la Turchia entra nel conflitto.

L’Arabia Saudita dice che utilizzerà aerei da guerra, ma un intervento aereo innescherà una risposta russa, una risposta siriana e una risposta da parte dell’Iran. In altre parole, essi distruggeranno l’aviazione saudita e ciò potrebbe portare a una guerra più ampia con la Turchia, che cercherebbe di sostituire la forza aerea saudita. Quindi, ci troviamo di fronte al successo del governo sovrano della Siria, ma anche a un maggiore coinvolgimento di potenze esterne.

MAB: Qualche tempo fa, ho letto le dichiarazioni del presidente del Consiglio di Difesa e Sicurezza della Federazione Russa, Victor Ozerov, in riferimento al fatto che la Russia non risponderà agli attacchi da parte della Turchia contro i Curdi in Siria, perché dice che considerava l’esercito turco non attaccano l’esercito russo in Siria e lo scopo di questi ultimi è quello di affrontare i terroristi, pertanto, “la Russia non attaccherà paesi terzi non considerati terroristi, per non aggravare le già difficili relazioni”.

JP: La Russia è un attore che cerca di raggiungere la pace. Ma penso che non capiscono che la Turchia inizia ad attaccare i Curdi, poi estenderà l’attacco ai Siriani e alla fine lo lanceranno contro la Russia. C’è una catena qui, perché queste tre forze stanno combattendo i fantocci della Turchia e la Turchia è un paese con un presidente – Recep Tayyip Erdogan – che è un arrogante dittatore, che cerca di sfidare i paesi che vanno contro i suoi burattini.

Tutto è relazionato, come una catena. Credo che i Russi si sbagliano quando pensano che possono limitare l’intervento turco nei confronti dei Curdi, perché è semplicemente il primo anello della catena e dovrebbe prendere precauzioni, perché, in particolare, la Forza Aerea turca interverrà dopo l’uso dell’artiglieria. Vedremo che succede, ma credo che la Russia stia sbagliato a pensare che la Turchia ha obiettivi limitati.

Diego Martínez: Passiamo a un altro tema. Ad Haiti è stato nominato Presidente ad interim Jocelerme Privert che ha assunto la carica in queste ore. Cosa possiamo aspettarci che accada in questo paese con il popolo mobilitato?

JP: Non hanno soluzione con il Presidente del Senato, che forma parte dell’oligarchia haitiana. Secondo le ultime notizie che abbiamo, grandi mobilitazioni popolari saranno convocate per chiedere di indire le elezioni. Se si rimandano troppo, questo cosiddetto governo di transizione dovrà affrontare altre proteste.

Questo governo non ha nessuna soluzione, perché viene dalla stessa casta politica del governo precedente. Si potrebbe ottenere un po’ di spazio, se si organizzassero rapidamente nuove elezioni, pienamente democratiche, con un conteggio onesto e che il popolo abbia la possibilità di votare per tutti i candidati, anche per il vecchio Bertrand Aristide. Finora le elezioni sono state controllate, manipolate, in forma molto corrotta, possiamo dire che non ci sono state libere elezioni.

È difficile immaginare elezioni democratiche, quando le forze di occupazione delle cosiddette missioni di pace delle Nazioni Unite stanno occupando il paese militarmente. Perché le forze d’invasione, tra cui l’esercito uruguayano, sono lì per proteggere l’oligarchia e gli interessi imperialisti, non per sopravisionare elezioni democratiche.

MAB: Un altro problema da affrontare è anche la presenza del Papa in Messico e la sua visita a Cuba, dove ha incontrato il patriarca russo Kiril, incontro che si ritiene vada al di là delle religioni, è da un migliaio di anni, che si sono separate le chiese.      

JP: L’urgenza di raggiungere un accordo tra le due Chiese -quella ortodossa russa e la Chiesa cattolica – è perché i Cristiani vengono massacrati in Medio Oriente, sono perseguitati in tutti questi paesi, l’Iraq, la Siria, Israele. I Cristiani soffrono persecuzione, sfollamenti, omicidi di massa. La popolazione cristiana è diminuita di oltre il 80% in quelle zone negli ultimi cinque anni, a causa della persecuzione.

Il Patriarca e il Papa si sono incontrati a L’Avana per dare voce ai Cristiani che soffrono per mano dei fanatici islamici e dei fanatici sionisti. Dobbiamo riconoscere questo, perché le forze progressiste non hanno preso atto di questa persecuzione religiosa, politica, sociale, in questa regione. Ed è fondamentale, quando migliaia di persone di origine cristiana marciscono in prigione o nei campi profughi.

Ma al di là dell’incontro tra i leaders religiosi, c’è la visita del Papa in Messico, dove ha fatto una grande denuncia, non solo contro i teppisti, i criminali, i politici narco; il Papa ha anche detto che la narco-politica e gli omicidi in Messico hanno radici profonde nell’élite politico-economica. E ha detto, letteralmente: “Quando ci sono grandi disuguaglianze fra i poveri, la classe politica e l’oligarchia economica, ecco il terreno che semina il traffico di droga, il traffico di esseri umani, la prostituzione, etc.

Poi, è andato al di là della condanna ai narco-trafficanti, alle banche che stanno lavando denaro, ha coinvolto il Presidente, Enrique Peña, che era di lato sorridendo, mentre il Papa li condannava come fonti della corruzione e del traffico di droga.

DM: Françoise Hollande si incontrerà con i leaders europei e latino-americani. Cosa cerca Hollande con questo tour?                

JP: Sta lavorando per rafforzare le tendenze neo-liberiste che corrispondono alle sue politiche in Francia. Cerca di guadagnare mercati, dal momento che l’economia francese è stagnante e il tasso di disoccupazione supera il 12%, se si aggiungono i sub-occupati che sono quasi il 30%. Quasi uno su tre francesi è senza un lavoro ben pagato e stabile. Si tratta di una grave crisi economica.

Inoltre, la sua campagna contro il terrorismo ha promosso azioni contro la democrazia; la legge di emergenza, che sta sospendendo tutti i diritti democratici. Un governo fortemente impopolare, che cerca, a partire dal commercio, di risolvere alcuni problemi con le esportazioni e che cerca un modo per convergere verso Cuba in un paio di cose minori, per poder alzare la bandiera di un governo progressista, cosa cui nessuno crede.

Chiaramente, la politica neo-liberista di Hollande, il sostegno alle guerre di intervento in Siria e le politiche repressive interne stanno alimentando un’opposizione maggioritaria, che non sono in grado di recuperare con misure interne. Stanno anche incoraggiando un’opposizione maggiore, che sta dalla parte del grande capitale.

Per questo motivo, ritiene che un viaggio in America Latina, alcuni accordi commerciali possano servire come pubbliche relazioni pubblicitarie, per mostrare che sta facendo qualcosa per risolvere i problemi. Il fatto fondamentale è che Hollande non ha il consenso interno per essere rieletto.

DM: Ha problemi interni, dal momento che lo stesso Partito Socialista ha votato contro la Legge Anti-terrorista.

JP:  Sì. Come possono sostenere misure dittatoriali politici minimamente democratici, come ad esempio che l’Esecutivo, la Polizia abbiano il potere di intervenire in qualsiasi ufficio, in qualsiasi casa, rompendo porte, senza alcuna autorizzazione giudiziaria. È contro la Costituzione, contro le tradizioni democratiche.

Solo i governi di estrema destra utilizzavano queste misure, i fascisti durante la seconda guerra mondiale e alcuni altri nel post-guerra. Ma ora Hollande ha esteso i suoi poteri per ancora diversi mesi, e forse per prolungarli in eterno. Equivale a trasformare la Francia in un governo autoritario.

DM: Verrà anche da queste parti, Petras, il 26 e il 27 sarà in Uruguay, non si sa bene a fare cosa..

MAB: Viene a vendere navi ed elicotteri, dicono i media.

JP: Sta cercando di rompere l’integrazione latino-americana e creare con Macri e altri politici, una qualche forma di integrazione dell’America Latina subordinata all’Unione Europea. Hollande lavora con la Germania e l’Inghilterra, la destra estrema che cerca di conquistare i mercati dell’America Latina e rompere l’unità che viene da anni fa, a partire dalla leadership dell’ex-presidente Hugo Chávez. Non c’è nulla di progressista da aspettarsi da questo pseudo-socialista.

MAB: Dal momento che hai nominato Macri, sono cominciate le proteste, sabato una grandissima convocata dagli artisti, ma il governo continua.

JP: Sì. Le proteste sono iniziate, ma ben presto si vedrà che Macri non ha alcun interesse ad avere il sostegno popolare, avrà solo i suoi poteri esecutivi, la forza, i proiettili di gomma; cercherà di cambiare il sistema giudiziario, le regole della comunicazione. Si tratta di un progetto chiaramente bonapartista.

Macri cerca il modo per concentrare tutti i poteri e li usa per svendere il paese. Già ha offerto ai fondi- avvoltoio sei miliardi di dollari a titolo di compensazione, il che è cinque volte superiore al valore ufficiale delle obbligazioni. Eppure, gli avvoltoi di New York dicono che non basta, vogliono tutto. E siccome trovano un partner che offre loro tutto quello che vogliono, perché non chiedere di più. È il dilemma di Macri adesso, ha fatto molte concessioni al capitale straniero ma loro vogliono di più, lui deve trovare la formula per consegnare i soldi senza generare conflitti.

Dunque, ci troviamo in un’epoca pre -insurrezionale. In sei mesi o un anno, queste politiche di Macri provocheranno mobilitazioni, scioperi generali e si concluderanno con una presa delle città e blocchi delle autostrade da parte dei piqueteros, come negli anni 2001-2002.

Il cammino di Macri è verso un confronto di massa. Oggi ci sono marce, domani scioperi generali, poi l’insurrezione. Perché è un estremista, ha il pieno supporto di Wall Street, della City inglese; i giornali sono i portavoce di Macri, pubblicizzano tutto quello che fa Macri per favorire il capitale. Ma questo rappresenta solo il 15 o il 20% degli Argentini che lo stanno sostenendo, che però non controllano le strade, tanto meno le organizzazioni popolari.

DM: Da questo nuovo tentativo da parte del partito socialista di formare un governo con Ciudadanos, il nuovo partito della destra spagnola, che cosa ci si può aspettare?

JP: Non hanno nemmeno abbastanza voti in parlamento. È un gesto vuoto. La proposta in un certo senso era quella di creare una collaborazione con Ciudadanos e Podemos; il centro destra e il centro sinistra con il cosiddetto Partito Socialista. Però il tentativo non è riuscito, perché Podemos comprende che Ciudadanos è semplicemente l’altra faccia del neo-liberismo. Attualmente, vi è una grave crisi in Spagna, perché il Partito Popolare, che non è popolare, è la destra neo-liberista – è in una grave crisi di corruzione che tocca tutti i livelli del partito, di modo che la Presidente del PP di Madrid, Esperanza Aguirre, ha dovuto rinunciare, perché lei dice che non aveva le mani in pasta, che erano gli altri funzionari e che non voleva essere coinvolto.

Dunque, la corruzione è così endemica nel PP, che non so se sono in grado di formare un governo con qualcuno. Saranno giudicati e forse finiranno per discutere di politica nelle carceri, dove devono stare.

Ma il PSOE nemmeno è in grado di formare un governo. Pertanto, la crisi si estenderà e approfondirà in Spagna; e penso che presto dovranno indire di nuovo le elezioni. Soprattutto ora, con l’ultima crisi del PP alla Presidenza del partito. Cadranno tantissimo e ciò darà all’opposizione la possibilità di riconfigurare le maggioranze, in qualche modo.

 DM: C’è qualche altro tema che vorresti menzionare?

JP: Beh, ho due cose. Nelle elezioni Primarie nel New Hampshire, uno stato del nord degli Stati Uniti, ha vinto il candidato democratico socialista Bernie Sanders, con un margine del 22% rispetto a Hillary Clinton. Ma in seguito alla manipolazione del partito, ha finito per avere lo stesso numero di delegati di Clinton. E questo perché il Pd non vuole permettere che l’elettorato, la base del suo partito, determini i candidati. Essi hanno un sistema di mega-delegati – così si chiama – che hanno un voto del Congresso per nominare il candidato, e che non dipendono dal voto delle basi. Sono delegati eletti dalla macchina politica del Partito Democratico.

Questo dimostra ancora una volta la corruzione, la manipolazione, e il carattere oligarchico del Partito Democratico. E se l’idea di Sanders era che avrebbe potuto – con il libero gioco libero elettorale – vincere la gara, si sbagliava. Perché questo già bolle in pentola. E penso che sia importante che gli ascoltatori capiscano che vincere le elezioni primarie negli Stati Uniti non significa che dopo sarà il candidato.

DM: Che possiamo dire ancora su Sanders?

JP: Rappresenta una politica riformista positiva, propone un Piano Sanitario Nazionale, un piano nazionale per l’istruzione gratuita e altre riforme positive. Eppure, il capitalismo americano è tanto rigido, tanto repressivo, che penso che la sua sfida non avrà successo per le restrizioni imposte.

Ma dimostra che il popolo americano ormai non ha paura della parola socialista e che un socialista può anche ottenere la maggioranza in alcune province; si tratta di grande una svolta che l’anti-comunismo, l’anti-socialismo, siano precipitati negli Stati Uniti. E il popolo americano, in particolare le giovani generazioni, sono disposti a sostenere i socialisti contro gli oligarchi corrotti e guerrafondai che stanno dominando la politica.

DM: È difficile che si possa applicare un certo orientamento che propone?

JP: Ebbene, serve come pressione in generale. I media hanno l’obbligo, nonostante tutto, di presentare la sua voce. E la sua voce e la sua presenza influenzano molte persone, nonostante tutti i pregiudizi che manifestano verso la sua candidatura questi media. Abbiamo visto, per esempio, gli annunci che dicono: ‘il candidato democratico socialista è qui oggi per annunciare modifiche di programma’. E questo significa che la gente comune sente la parola socialista associata alle riforme popolari.

Estratto da La Haine

Testo completo in: http://www.lahaine.org/creo-que-rusia-esta-equi

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Marco Nieli]

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