Ci sono più domande che risposte nella pace di Colombia

petrasdi James Petras – La Haine

11feb2016.- Ci sono stati migliaia di combattenti e sostenitori dell’FMLN che sono stati abbandonati dopo gli accordi di pace in El Salvador, e i leader hanno cercato solo di entrare in Parlamento

Hector Vicente: Una delle prime questioni che volevamo commentare con  te è  quello che è successo domenica ad Haiti, dove  Michel Martelly se ne è andato, ma l’instabilità rimane.

JP: Più che instabilità, vi è una rivolta popolare che cerca di imporre la democrazia contro le forze di occupazione e gli oligarchi, che rappresentano ad Haiti gli interessi imperiali. Mentre il popolo haitiano è contro l’occupazione delle forze armate che provengono dall’America Latina – incluso l’ Uruguay – e cerca un modo per migliorare la propria vita ed evitare il giogo delle potenze esterne.

Con Martelly abbiamo avuto un governo fantoccio che non ha mai avuto l’appoggio di oltre il 20% della popolazione. E ora, il popolo è riuscito a rovesciare questo personaggio, chiedendo elezioni libere, in cui almeno possano presentarsi i suoi candidati, tra cui l’ex-presidente Aristide, che è stato cacciato dalle forze imperialiste.

HV: Da questa sollevazione possono discendere nuove alleanze tra i settori popolari?

JP: C’è una massa democratica, vi è una massa di poveri che cerca soluzioni in termini di pratiche sociali ed economiche, ma è frammentata tra diverse tendenze e non c’è modo di sapere chi ha più consenso tra di loro. Perché adesso agiscono uniti per rovesciare quello che c’è, ma una volta che si ottiene la possibilità di presentare i propri candidati, immagino che se ne presenteranno vari, alcuni più social-democratici e altri più rivoluzionari, ma in ogni caso sono unificati dalla ricerca della democrazia e della giustizia sociale. E soprattutto dall’espulsione delle forze armate che stanno occupando il loro paese.

HV: Pochi giorni fa è venuto dall’Uruguay un nuovo distaccamento ad Haiti, di modo che il ruolo del nostro paese rimarrà lo stesso.

JP: Credo di sì, fino a quando il popolo haitiano fronteggerà unito le forze di occupazione e metterà sul tavolo la possibilità di un massacro o della partenza di queste forze di occupazione.

HV: La Repubblica Popolare Democratica della Corea ha lanciato un satellite spaziale, utilizzando un razzo potente, che ha causato malessere negli Stati Uniti, in Giappone, ma anche la Cina. Qual è la tua opinione su questo?

JP: Beh, quasi tutti i paesi europei e Israele hanno missili a lungo raggio, gli Stati Uniti hanno migliaia di missili e razzi, e non si capisce perché si sanzioni solo la Corea del Nord, piuttosto che tutti gli altri paesi che utilizzano e sviluppano questi missili.

Dobbiamo notare che altri paesi con missili a lungo raggio hanno realizzato guerre, ma la Corea del Nord non ha fatto la guerra con nessun altro paese del mondo. Penso che si dovrebbero punire tutti coloro che hanno tali missili o capire che devono negoziare un accordo di pace con la Corea del Nord senza applicare sanzioni.

HV: Una questione che genera incertezza è la situazione in Colombia. Come vedi la possibilità di una soluzione politica al conflitto armato in quel paese?

JP: È difficile capire gli accordi, perché la cosa più importante è l’implementazione e i paramilitari sono ancora in attività, abbiamo assistito a rapimenti, omicidi, ecc. tutti i giorni, nonostante le dichiarazioni che un accordo è molto vicino.

Dobbiamo capire che gli accordi sono fortemente dipendenti da ciò che si intende per opportunità economiche e politiche per i guerriglieri, gli insorgenti e i loro simpatizzanti. Nel caso del Centro-america, gli accordi di pace hanno lasciato la stragrande maggioranza della popolazione abbandonata e solo gli ex-guerriglieri hanno preso seggi in Parlamento, nel governo, nella società civile.

Spero che le FARC ottengano qualcosa di meglio, ma molto dipende dal Presidente Santos e dal governo della Colombia, perché essi applicheranno la macro-economia e se ci sono restrizioni sul bilancio non credo che applicheranno molte clausole dell’accordo.

Potrebbero dichiarare che faranno la riforma agraria, ma c’è bisogno di un sacco di fondi, c’è bisogno di protezione per i coloni che occuperanno la terra, per gli sfollati, e se il governo firma un accordo con il Fondo Monetario Internazionale, è improbabile che abbia le risorse per realizzare una riforma agraria.

E oltre a questo, abbiamo il problema della sicurezza di coloro che partecipano al processo, i precedenti sono molto dubbi, perché dopo degli accordi precedenti, i paramilitari e l’esercito hanno lanciato un forte attacco contro gli ex-combattenti, uccidendo anche Senatori e candidati presidenziali.

Dunque, molto dipende da quello che otterranno le FARC come garanzia: territori smilitarizzati, bilancio garantito, una qualche forma di riforma agraria indipendente dalle restrizioni del FMI. Ci sono più domande che risposte in questa situazione che stiamo vivendo.

HV: Ricordo di aver conosciuto Salvadoregni che erano contadini, si erano arruolati nelle varie forze che combattevano per la liberazione del loro paese; e dopo gli accordi, quando ci fu una divisione delle terre, agli ex-guerriglieri toccarono le terre meno produttive.

JP: Sì, ci sono migliaia di combattenti e sostenitori dell’FMLN che sono stati abbandonati, e i leaders hanno cercato solo di entrare in Parlamento, e hanno finito per difendere gli interessi dell’agro-business. Mentre la stragrande maggioranza dei combattenti e degli abbandonati, ha deciso di prendere la via della strada, alcuni sono andati in altri paesi come gli Stati Uniti, altri hanno cominciato a unirsi a bande criminali e trafficanti. Ora ci sono più omicidi, attualmente sotto il governo dell’FMLN, che durante la guerra civile e la lotta rivoluzionaria.

Non hanno diminuito quasi per nulla la povertà, non hanno diminuito l’insicurezza, non hanno ottenuto alcuna trasformazione sociale che valga la pena discutere.

HV: Stiamo arrivado alla Siria. L’Arabia Saudita si dichiara disposta a partecipare a un’incursione di terra, se gli Stati Uniti lo richiedono. Per la Russia, questo costituirebbe una dichiarazione di guerra, come anche per il governo di Bashar Al Assad, che ha denunciato quest’intenzione.

JP: Non c’è niente di serio. L’Arabia Saudita non può difendere la monarchia senza il supporto di mercenari provenienti dalla Colombia, dal Pakistan e da altri paesi: come possono inviare truppe in Siria? Adesso sono in una guerra contro il paese più povero del Medio Oriente, e non riescono a vincere lo Yemen, che è il loro vicino di casa. Pur avendo aerei moderni e un arsenale di armi sofisticate.

L’Arabia Saudita è un regime oligarchico marcio e non è in grado di inviare truppe altrove. È un gesto vuoto. Penso che quello che l’Iran ha detto è che se l’Arabia Sauidta invia truppe in Siria, è possibile che l’Iran reagisca e non gli costerà molto sforzo distruggere tutti i pozzi di petrolio sauditi e lasciare il paese devastato. Non è serio.

HV: Su quali altre questioni stai lavorando?

JP: Beh, ce ne sono almeno quattro. Per esempio, in Siria dobbiamo riconoscere che l’esercito del presidente Bashar Al Assad, con il supporto dell’aviazione russa, sta avanzando, quasi eliminando i terroristi nel nord-ovest del paese.

La NATO e i suoi alleati ora cercano oppositori per rispondere a questa avanzata politico-militare, attaccando con la propaganda e la diplomazia la causa siriana. Essi cercano di usare le accuse di sterminio contro il governo, mentre sostengono – a partire dalla Turchia – i terroristi. Ma se il processo attuale continua, la Siria eliminerà tutte le forze dell’ISIS al confine con la Turchia e questo porrà fine all’origine delle armi e delle entrate, così in gran parte rimuovendo la minaccia dell’ISIS. La Siria è sulla strada giusta, avanzando, con il sostegno dei raids aerei russi, che sono direttamente coinvolti nella distruzione dei terroristi.

Il secondo punto che vorrei toccare è lo Zika, questa zanzara che è accusata di essere responsabile di difetti nei neonati. Ma credo che hanno fornito una versione molto distorta. Le zanzare sono dannose in relazione alle cattive condizioni della salute pubblica; la colpa non è solo della zanzara, è un contesto più ampio e non è chiaro se i problemi dei bambini provengano solo da questa zanzara. Abbiamo visto molte regioni povere dove le malattie di tutti i tipi – il dengue, la febbre gialla, ecc. -, sono, come in questo caso, prodotto del deterioramento del bilancio sanitario, delle politiche neo-liberiste, della spesa per i giochi olimpici e di altre cose perverse. Così, dare tutta la colpa a questa zanzara mi sembra esagerato.

C’è bisogno di un programma immediato, di servizi medici di emergenza, per migliorare le condizioni di salute della popolazione, soprattutto nei quartieri poveri. Credo che quest’esagerazione dello Zika a fronte di tutti i problemi sociali ed economici, è un modo per intrattenere e distogliere l’attenzione.

Insieme a questo, voglio citare due cose. Ieri abbiamo avuto il Superbowl, è un gioco di football americano, cui hanno dato un sacco di risonanza, un sacco di propaganda per settimane e settimane. Si tratta di un evento che è totalmente militarizzato, con aerei, truppe, attività militari prima, durante e dopo la partita. Durante la partita era pieno di propaganda commerciale. Si tratta di un carnevale per distogliere l’attenzione dai problemi economici degli Stati Uniti.

Infine, voglio parlare brevemente dei profughi che fuggono. Ieri ho ricevuto una chiamata dall’isola di Lesbo, un’isola vicino alla Turchia e mi hanno detto che 24 profughi sono annegati in mare cercando di raggiungere Lesbo.

E di chi è la colpa? La colpa è dell’Unione Europea, degli Stati Uniti, della Turchia, dell’Arabia Saudita, che hanno iniziato la guerra, distruggendo la vita dei Siriani e creando la necessità della fuga. Ma non si assumono la responsabilità, nessun media ha detto che i rifugiati sono un prodotto di guerre imperialiste contro la società siriana.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Marco Nieli]

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