Roma 25ott2017: AIASP con il popolo Mapuche

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Roma 10giu2017: la CdP “G. Tanas” con il Venezuela Bolivariano!

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Milano 19mag2017: con il Venezuela bolivariano!

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da Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana 

Dopo Napoli e Roma, ora Firenze e Milano in piazza uniti per il Venezuela Rivoluzionario.

Oggi (giovedì) a Firenze alle 17:30 in via Cavour sotto il consiglio Regionale mentre parlerà un’estremista oppositrice di Maduro.

Domani (venerdì) a Milano alle 18 a piazza San Babila. Portare bandiere, striscioni, cartelli e condividere la notizia.

Roma 17mag2017: Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

Roma 19mag2017: all’AIASP informazione libera contro la guerra

L’Ambasciata venezuelana a Roma contro la manipolazione mediatica

COMUNICATO AMBASCIATA DELLA REPUBBLICA BOLIVARIANA DEL VENEZUELA PRESSO LA REPUBBLICA ITALIANA

A causa degli ultimi eventi verificatosi in Venezuela e l’irresponsabile manipolazione politica e mediatica, l’Ambasciata della Repubblica Bolivariana presso la Repubblica italiana dichiara:

1. Settori violenti dell’opposizione venezuelana continuano ad agire in maniera violenta e con atti terroristici concentrati in alcuni centri urbani supportati da autorità municipali in cui governa l’opposizione di destra.

2. Respingiamo la manipolazione mediatica, la violazione sistematica del legittimo diritto di replica e la mancanza di “controparti” nello scenario mediatico italiano.

3. Come si può notare, i mezzi di “comunicazione” in modo deplorevole, tendenzioso e attraverso informazioni imprecise e incomplete, sono diventati gli attori politici che raccontano, secondo i propri interessi, gli eventi accaduti nel nostro paese.

4. Respingiamo, inoltre, il comportamento irresponsabile di alcuni rappresentanti politici che, senza informazioni precise, includono nella loro agenda politica gli affari del nostro paese. Ricordiamo che il Venezuela è uno stato libero e sovrano, e che il rapporto tra gli Stati si deve basare sulla non ingerenza e nel pieno rispetto della sovranità e dell’ordinamento giuridico di ciascun paese.

5. A causa dei tristi episodi di violenza che si sono registrati durante alcune manifestazioni, anche attraverso l’uso di armi da fuoco, saccheggi, distruzione di unità del trasporto pubblico e attacchi rivolti contro vari municipi e uffici pubblici attuati da manifestanti “pacifici”, le autorità per la sicurezza pubblica devono garantire la sicurezza e la tranquillità della popolazione in conformità con la Costituzione e le norme per la tutela dei diritti dell’uomo.

6. Il Potere Costituente, convocato dal Capo di Stato Nicolás Maduro, come stabilito dall’articolo 347 della Costituzione “Il popolo è il depositario del potere costituente originario”, cerca di evitare l’anarchia che intendono stabilire alcuni leader dell’opposizione, per risolvere il conflitto tra i poteri pubblici e per trovare un’alternativa al dialogo proposto dal Santo Padre e che “non è continuato per la divisione tra i partiti dell’opposizione” così come ha riferito lo stesso Papa Francesco alcuni giorni fa.

7. La convocazione dell’Assemblea Costituente include tutti i settori che rappresentano l’intero paese (non solo il governo e l’opposizione) per l’interesse nazionale e la pace del popolo venezuelano.

8. Invitiamo a rispettare la nostra sovranità. Dobbiamo osservare la pace come l’unico percorso e il fine ultimo per risolvere i problemi nella nazione venezuelana e respingiamo l’istigazione all’odio e all’intolleranza da parte di alcuni leader dell’opposizione.

Roma, 08 maggio 2017

Roma 19apr2017: Incontro internazionalista con il JVP Sri Lanka

di JVP Italia 

Incontro internazionalista con il Leader del JVP Sri Lanka!

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Mercoledi 19 aprile 2017 alle ore 18.30

Presso: Casa del Popolo “Giuseppe Tanas”
via Girolamo Casanate 2a, (PRIMAVALLE) ROMA

Care compagne, cari compagni,

in occasione della visita in italia del compagno Anura Disanayaka (Leader del Fronte di Liberazione del Popolo dello Sri Lanka), noi, come Comitato in Italia del JVP Sri Lanka, organizziamo un incontro pubblico con le organizzazioni anticapitaliste e antimperialiste, con le compagne e i compagni italiani e immigrati. In questo incontro si parlerà dell’attuale situazione in Sri Lanka e mondiale.

Quindi vi invitiamo fraternamente a partecipare a questo evento per scambiarci informazioni sulla lotta comune che conduciamo contro il capitalismo e l’imperialismo.

Con i più calorosi e fraterni saluti!

il Comitato del J.V.P. in Italia
28 Marzo 2017


FRONTE DI LIBERAZIONE DEL POPOLO (JVP) – SRI LANKA Comitato in Italia

Via Giolitti 231,00185 – Roma.
Fax; 06 62202704 E-mail; jvpsrilanka.italia@gmail.com http://www.facebook.com/JVPItalia

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Roma 8apr2017: Sit-in con Chávez, Maduro e la Rivoluzione bolivariana!

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Sabato 8 aprile 2017
ORE 12,00
Piazza Venezia – Lato colonna Traiana
a Roma importante sit-in in appoggio al Venezuela Bolivariano e al suo Presidente Nicolás Maduro contro i piani di destabilizzazione del paese portati avanti da Stati Uniti e oligarchie mondiali

Roma 16feb2017: Fiesta del Movimiento Alianza Pais Lazio

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(FOTO) La solidarietà italiana ricorda il Comandante Fidel

113016MPPREconsuladoconsole04por MPPRE

Italia, 30 novembre del 2016 (Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Estere della Repubblica Bolivariana del Venezuela).- Dall’Italia si è alzata la voce per il ricordare il lascito politico del Comandante Fidel Castro e dare appoggio al popolo cubano. Le associazioni e i gruppi di solidarietà hanno realizzato una serie di iniziative per vivere questo importante momento storico, mantenendo in alto il nome di Cuba e del suo líder máximo.

Dopo il sentito atto di solidarietà realizzato nella notte del 26 di novembre 2016; in Piazza San Domenico, convocato dalla Associazione Culturale “Ex-OPG”; ed il corteo tenutosi a Roma contro la Violenza verso la Donna il 27 novembre, durante il quale si è reso omaggio anche al Comandante Fidel Castro con un blocco di bandiere cubane; ha avuto luogo ieri, nella sede del Consulado General de Venezuela en Nápoles, l’incontro “Fidel Castro è e continuerà ad essere storia viva”.

Si sono incontrati gli amici della solidarietà appartenenti ad associazioni di operai, partiti politici, membri della comunità italo-cubana e cubana, italo-venezuelana e italo-russa e paesi ex URSS, studenti, professori universitari, giornalisti ed attivisti in generale per ricordare il leader cubano ed anche la sua stretta amicizia con il Presidente Hugo Chávez.

La Console generale di Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, ha dichiarato che “Fidel non è morto, così come il Comandante Chávez, Fidel è stato seminato e si moltiplica in milioni di rivoluzionari in tutto il mondo”.

Mimmo Mignano, alla testa di un gruppo di operai del gruppo FCA, ex FIAT, Fabiola D’Aliesio del Partido dei CARC, il gruppo di volontarie del “NIKA”, Gianmarco Pisa dei “Corpi Civili di Pace”, il Movimento Internazionale Antifascista (MIA), rappresentanti della Rete “Caracas ChiAma”, di ALBAInformazione – ANROS-Italia, la Associazione per la Cooperazione Italo-Venezuelana “J.A. Anzoátegui”, la Associazione di Solidarietà con Cuba “Asach”, hanno espresso tutta la loro ammirazione per la figura di Fidel Castro, per la Resistenza del popolo cubano, incentivandolo a mantenere ed approfondire le conquiste della Revolución.

Tutte le manifestazioni di Solidarietà, messaggi, lettere, poesie sono stare raccolte in un libro dei ricordi itinerante, che sarà presente in tutte le attività commemorative che avranno luogo a Napoli, fino al 4 di dicembre, giornata nella quale saranno celebrati i funerali nella città di Santiago di Cuba. Successivamente la rete di solidarietà trasmetterà questo materiale al popolo cubano. Consulado.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Danilo Della Valle]
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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

caracaschiama.noblogs.org

 

Roma 27nov2016: Giornata della fratellanza tra i popoli

(VIDEO) La Siria a Roma con il M5S e il monsignor Tobij

di Danilo Della Valle

“Una mezza verità non è una verità ma è una bugia”. Queste le parole d’accusa dell’arcivescovo cristiano-maronita di Aleppo Monsignor Joseph Tobji che rimbombano nella sala stampa della Camera dei Deputati durante la conferenza sulla Siria organizzata dalla Commissione Esteri del Movimento 5 Stelle con la partecipazione del deputato Manlio Di Stefano e del giornalista Alberto Negri.
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Una nuova puntata di ciò che Di Stefano chiama “un punto di vista alternativo a ciò che il mainstream ci dice” e che stavolta ha fatto scalo ad Aleppo, città martoriata da una guerra che in pochi vedono, che in pochi raccontano, ma della quale tutti parlano. Aleppo era la seconda città della Siria, la città degli scambi commerciali, dove vivevano quattro milioni di persone di diverse etnie e diverse confessioni. Oggi ad Aleppo vive poco meno della metà degli abitanti di un tempo, da quattro anni a questa parte la città è una nuova Berlino, divisa in 2 blocchi: quello est sotto il controllo dei “ribelli” e dei terroristi e quello ovest sotto il controllo dei lealisti al governo siriano. “Purtroppo i media Occidentali parlano solo della sofferenza di una parte della città, quella est sotto il controllo dei “ribelli” -asserisce Monsignor Tobji- “dimenticando che la guerra causa morte e distruzione anche nella parte Ovest. I terroristi si divertono a sparare sui civili, viviamo con la morte negli occhi, solo in questa settimana sono morte 85 persone, è stata bombardata l’Università Statale di Aleppo. Sono ormai anni che non abbiamo la corrente elettrica, la rete è stata danneggiata dai terroristi. E quando ad ucciderci non sono le bombe ci pensano le sanzioni economiche che i governi Occidentali, tra cui quello Italiano, infliggono alla Siria. Con le sanzioni economiche quasi tutta la popolazione vive sotto o poco sopra la soglia di povertà, è come una condanna a morte. Inoltre c’è il fenomeno dell’immigrazione che per noi è un grave problema. Le persone, soprattutto i giovani, scappano dagli orrori della guerra e questo fenomeno lascerà la Siria senza una generazione di giovani, senza futuro”.
Le parole del vescovo Maronita, sebbene molto dure, hanno lasciato anche un briciolo di speranza attraverso la proposta ripetuta in sala stampa dopo averla riferita al Senato. “L’unico modo per porre fine a questa guerra è smettere di vendere armi ai ‘ribelli’ e fermare i flussi di terroristi che attraverso la Turchia giungono in Siria. I governi stranieri dovrebbero favorire accordi politici, conciliazioni tra le religioni ed incoraggiare il commercio e la ricostruzione per far sì che il popolo siriano possa tornare a vivere una vita normale”.
A fare eco alle parole del vescovo è stato il giornalista Alberto Negri che ha raccontato in maniera molto chiara la sua lunga esperienza in Medio-Oriente. Il giornalista ha raccontato di come la città di Aleppo fosse il “crocevia dell’umanità” dove si incrociavano migliaia di iracheni, palestinesi, libanesi che vivevano in pace in Siria; di come la Siria fosse l’unico Paese che consentiva ai Palestinesi di vivere in pace e studiare senza alcun documento particolare. Secondo il reporter italiano infatti la Siria potrebbe esser paragonata alla Yugoslavia, un Paese multiculturale e multiconfessionale distrutto dalle ingerenze straniere che hanno fatto leva su alcune contraddizioni interne. Solo che oggi la Russia di Putin sembra esser più decisa a difendere l’alleato Siriano di quanto il governo russo dell’epoca lo fosse nei confronti della Yugoslavia.

“Ci sono tanti pezzi di questa storia, ognuno di essi è importante. Tutti gli Stati della regione sono stati disgregati e ridotti in polvere. Io sono stato ad Hama quando c’era una legittima protesta popolare contro il governo. Questa protesta che era senza dubbio pacifica si è trasformata in poco tempo in un conflitto. Il 6 Luglio 2011 l’ambasciatore Usa in Siria passeggiava in mezzo ai ribelli, per giunta in un Paese Arabo ostile, il giorno dopo si vide l’ambasciatore francese. Avete mai visto un Ambasciatore Usa passeggiare sul lungotevere?” -ha dichiarato poi Negri- “Da quel momento in poi sono cominciati ad arrivare mercenari dalla Tunisia, Libia, e molti atri paesi, passavano attraverso la Turchia. I feriti erano curati in una struttura privata, pagata dal Qatar, li abbiamo anche intervistati. Al ritorno dalla Siria era chiaro l’obiettivo: quello di trasformare il Paese in un nuovo Afganistan degli anni 80, quello che osteggiò l’Urss. Questa è una guerra caldissima, che ogni giorno lascia sul campo tantissimi morti, nonostante i media parlino di una guerra fredda. Da un lato c’è l’asse della Resistenza, formato da Russia, Iran, Libano ed esercito Siriano, e dall’altro c’è l’asse formato dai “ribelli”, dagli islamisti e dagli Usa che si appoggiano sia ai Curdi, acerrimi nemici dell’Isis e con un progetto politico ben definito, sia ai ‘ribelli’ che combattono direttamente con i terroristi”.

Parole forti quelle di Alberto Negro che hanno riscosso abbastanza consensi tra gli addetti ai lavori. Al termine delle testimonianze dirette è toccato al deputato Manlio Di Stefano concludere dicendo che è necessario che le forze politiche Italiane ed Europee che hanno a cuore la pace si facciano sentire nelle istituzioni nazionali ed Europee con iniziative pratiche atte a chiedere l’immediata cessazione dei commerci di armi con i terroristi e la cancellazione delle sanzioni economiche che affamano la popolazione.

Di Stefano, senza peli sulla lingua, ha accusato il governo Renzi di piangere per i morti della guerra in Siria ma allo stesso tempo di continuare a vendere armi ad una delle parti in causa in questa guerra che uccide ogni giorno centinaia di persone. Inoltre il deputato del M5S ha ribadito che in Occidente dovremmo smettere di fare delle ingerenze atte a sovvertire i governi di altri Paesi per scopi economici, come accade oggi in Siria e come accade in vari Paesi del Continente Latinoamericano.
Non sono mancate neanche le stoccate ad una certa stampa rea di raccontare solo “mezze verità” e di demonizzare una delle parti in causa di questa guerra e tacendo su ciò che realmente accade lontano dall’Italia.
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https://www.youtube.com/watch?v=GCKDdVFcuwg

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