Roma 19apr2017: Incontro internazionalista con il JVP Sri Lanka

di JVP Italia 

Incontro internazionalista con il Leader del JVP Sri Lanka!

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Mercoledi 19 aprile 2017 alle ore 18.30

Presso: Casa del Popolo “Giuseppe Tanas”
via Girolamo Casanate 2a, (PRIMAVALLE) ROMA

Care compagne, cari compagni,

in occasione della visita in italia del compagno Anura Disanayaka (Leader del Fronte di Liberazione del Popolo dello Sri Lanka), noi, come Comitato in Italia del JVP Sri Lanka, organizziamo un incontro pubblico con le organizzazioni anticapitaliste e antimperialiste, con le compagne e i compagni italiani e immigrati. In questo incontro si parlerà dell’attuale situazione in Sri Lanka e mondiale.

Quindi vi invitiamo fraternamente a partecipare a questo evento per scambiarci informazioni sulla lotta comune che conduciamo contro il capitalismo e l’imperialismo.

Con i più calorosi e fraterni saluti!

il Comitato del J.V.P. in Italia
28 Marzo 2017


FRONTE DI LIBERAZIONE DEL POPOLO (JVP) – SRI LANKA Comitato in Italia

Via Giolitti 231,00185 – Roma.
Fax; 06 62202704 E-mail; jvpsrilanka.italia@gmail.com http://www.facebook.com/JVPItalia

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Roma 8apr2017: Sit-in con Chávez, Maduro e la Rivoluzione bolivariana!

L'immagine può contenere: 2 persone, meme e sMS

Sabato 8 aprile 2017
ORE 12,00
Piazza Venezia – Lato colonna Traiana
a Roma importante sit-in in appoggio al Venezuela Bolivariano e al suo Presidente Nicolás Maduro contro i piani di destabilizzazione del paese portati avanti da Stati Uniti e oligarchie mondiali

Roma 16feb2017: Fiesta del Movimiento Alianza Pais Lazio

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(FOTO) La solidarietà italiana ricorda il Comandante Fidel

113016MPPREconsuladoconsole04por MPPRE

Italia, 30 novembre del 2016 (Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Estere della Repubblica Bolivariana del Venezuela).- Dall’Italia si è alzata la voce per il ricordare il lascito politico del Comandante Fidel Castro e dare appoggio al popolo cubano. Le associazioni e i gruppi di solidarietà hanno realizzato una serie di iniziative per vivere questo importante momento storico, mantenendo in alto il nome di Cuba e del suo líder máximo.

Dopo il sentito atto di solidarietà realizzato nella notte del 26 di novembre 2016; in Piazza San Domenico, convocato dalla Associazione Culturale “Ex-OPG”; ed il corteo tenutosi a Roma contro la Violenza verso la Donna il 27 novembre, durante il quale si è reso omaggio anche al Comandante Fidel Castro con un blocco di bandiere cubane; ha avuto luogo ieri, nella sede del Consulado General de Venezuela en Nápoles, l’incontro “Fidel Castro è e continuerà ad essere storia viva”.

Si sono incontrati gli amici della solidarietà appartenenti ad associazioni di operai, partiti politici, membri della comunità italo-cubana e cubana, italo-venezuelana e italo-russa e paesi ex URSS, studenti, professori universitari, giornalisti ed attivisti in generale per ricordare il leader cubano ed anche la sua stretta amicizia con il Presidente Hugo Chávez.

La Console generale di Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, ha dichiarato che “Fidel non è morto, così come il Comandante Chávez, Fidel è stato seminato e si moltiplica in milioni di rivoluzionari in tutto il mondo”.

Mimmo Mignano, alla testa di un gruppo di operai del gruppo FCA, ex FIAT, Fabiola D’Aliesio del Partido dei CARC, il gruppo di volontarie del “NIKA”, Gianmarco Pisa dei “Corpi Civili di Pace”, il Movimento Internazionale Antifascista (MIA), rappresentanti della Rete “Caracas ChiAma”, di ALBAInformazione – ANROS-Italia, la Associazione per la Cooperazione Italo-Venezuelana “J.A. Anzoátegui”, la Associazione di Solidarietà con Cuba “Asach”, hanno espresso tutta la loro ammirazione per la figura di Fidel Castro, per la Resistenza del popolo cubano, incentivandolo a mantenere ed approfondire le conquiste della Revolución.

Tutte le manifestazioni di Solidarietà, messaggi, lettere, poesie sono stare raccolte in un libro dei ricordi itinerante, che sarà presente in tutte le attività commemorative che avranno luogo a Napoli, fino al 4 di dicembre, giornata nella quale saranno celebrati i funerali nella città di Santiago di Cuba. Successivamente la rete di solidarietà trasmetterà questo materiale al popolo cubano. Consulado.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Danilo Della Valle]
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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

caracaschiama.noblogs.org

 

Roma 27nov2016: Giornata della fratellanza tra i popoli

(VIDEO) La Siria a Roma con il M5S e il monsignor Tobij

di Danilo Della Valle

“Una mezza verità non è una verità ma è una bugia”. Queste le parole d’accusa dell’arcivescovo cristiano-maronita di Aleppo Monsignor Joseph Tobji che rimbombano nella sala stampa della Camera dei Deputati durante la conferenza sulla Siria organizzata dalla Commissione Esteri del Movimento 5 Stelle con la partecipazione del deputato Manlio Di Stefano e del giornalista Alberto Negri.
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Una nuova puntata di ciò che Di Stefano chiama “un punto di vista alternativo a ciò che il mainstream ci dice” e che stavolta ha fatto scalo ad Aleppo, città martoriata da una guerra che in pochi vedono, che in pochi raccontano, ma della quale tutti parlano. Aleppo era la seconda città della Siria, la città degli scambi commerciali, dove vivevano quattro milioni di persone di diverse etnie e diverse confessioni. Oggi ad Aleppo vive poco meno della metà degli abitanti di un tempo, da quattro anni a questa parte la città è una nuova Berlino, divisa in 2 blocchi: quello est sotto il controllo dei “ribelli” e dei terroristi e quello ovest sotto il controllo dei lealisti al governo siriano. “Purtroppo i media Occidentali parlano solo della sofferenza di una parte della città, quella est sotto il controllo dei “ribelli” -asserisce Monsignor Tobji- “dimenticando che la guerra causa morte e distruzione anche nella parte Ovest. I terroristi si divertono a sparare sui civili, viviamo con la morte negli occhi, solo in questa settimana sono morte 85 persone, è stata bombardata l’Università Statale di Aleppo. Sono ormai anni che non abbiamo la corrente elettrica, la rete è stata danneggiata dai terroristi. E quando ad ucciderci non sono le bombe ci pensano le sanzioni economiche che i governi Occidentali, tra cui quello Italiano, infliggono alla Siria. Con le sanzioni economiche quasi tutta la popolazione vive sotto o poco sopra la soglia di povertà, è come una condanna a morte. Inoltre c’è il fenomeno dell’immigrazione che per noi è un grave problema. Le persone, soprattutto i giovani, scappano dagli orrori della guerra e questo fenomeno lascerà la Siria senza una generazione di giovani, senza futuro”.
Le parole del vescovo Maronita, sebbene molto dure, hanno lasciato anche un briciolo di speranza attraverso la proposta ripetuta in sala stampa dopo averla riferita al Senato. “L’unico modo per porre fine a questa guerra è smettere di vendere armi ai ‘ribelli’ e fermare i flussi di terroristi che attraverso la Turchia giungono in Siria. I governi stranieri dovrebbero favorire accordi politici, conciliazioni tra le religioni ed incoraggiare il commercio e la ricostruzione per far sì che il popolo siriano possa tornare a vivere una vita normale”.
A fare eco alle parole del vescovo è stato il giornalista Alberto Negri che ha raccontato in maniera molto chiara la sua lunga esperienza in Medio-Oriente. Il giornalista ha raccontato di come la città di Aleppo fosse il “crocevia dell’umanità” dove si incrociavano migliaia di iracheni, palestinesi, libanesi che vivevano in pace in Siria; di come la Siria fosse l’unico Paese che consentiva ai Palestinesi di vivere in pace e studiare senza alcun documento particolare. Secondo il reporter italiano infatti la Siria potrebbe esser paragonata alla Yugoslavia, un Paese multiculturale e multiconfessionale distrutto dalle ingerenze straniere che hanno fatto leva su alcune contraddizioni interne. Solo che oggi la Russia di Putin sembra esser più decisa a difendere l’alleato Siriano di quanto il governo russo dell’epoca lo fosse nei confronti della Yugoslavia.

“Ci sono tanti pezzi di questa storia, ognuno di essi è importante. Tutti gli Stati della regione sono stati disgregati e ridotti in polvere. Io sono stato ad Hama quando c’era una legittima protesta popolare contro il governo. Questa protesta che era senza dubbio pacifica si è trasformata in poco tempo in un conflitto. Il 6 Luglio 2011 l’ambasciatore Usa in Siria passeggiava in mezzo ai ribelli, per giunta in un Paese Arabo ostile, il giorno dopo si vide l’ambasciatore francese. Avete mai visto un Ambasciatore Usa passeggiare sul lungotevere?” -ha dichiarato poi Negri- “Da quel momento in poi sono cominciati ad arrivare mercenari dalla Tunisia, Libia, e molti atri paesi, passavano attraverso la Turchia. I feriti erano curati in una struttura privata, pagata dal Qatar, li abbiamo anche intervistati. Al ritorno dalla Siria era chiaro l’obiettivo: quello di trasformare il Paese in un nuovo Afganistan degli anni 80, quello che osteggiò l’Urss. Questa è una guerra caldissima, che ogni giorno lascia sul campo tantissimi morti, nonostante i media parlino di una guerra fredda. Da un lato c’è l’asse della Resistenza, formato da Russia, Iran, Libano ed esercito Siriano, e dall’altro c’è l’asse formato dai “ribelli”, dagli islamisti e dagli Usa che si appoggiano sia ai Curdi, acerrimi nemici dell’Isis e con un progetto politico ben definito, sia ai ‘ribelli’ che combattono direttamente con i terroristi”.

Parole forti quelle di Alberto Negro che hanno riscosso abbastanza consensi tra gli addetti ai lavori. Al termine delle testimonianze dirette è toccato al deputato Manlio Di Stefano concludere dicendo che è necessario che le forze politiche Italiane ed Europee che hanno a cuore la pace si facciano sentire nelle istituzioni nazionali ed Europee con iniziative pratiche atte a chiedere l’immediata cessazione dei commerci di armi con i terroristi e la cancellazione delle sanzioni economiche che affamano la popolazione.

Di Stefano, senza peli sulla lingua, ha accusato il governo Renzi di piangere per i morti della guerra in Siria ma allo stesso tempo di continuare a vendere armi ad una delle parti in causa in questa guerra che uccide ogni giorno centinaia di persone. Inoltre il deputato del M5S ha ribadito che in Occidente dovremmo smettere di fare delle ingerenze atte a sovvertire i governi di altri Paesi per scopi economici, come accade oggi in Siria e come accade in vari Paesi del Continente Latinoamericano.
Non sono mancate neanche le stoccate ad una certa stampa rea di raccontare solo “mezze verità” e di demonizzare una delle parti in causa di questa guerra e tacendo su ciò che realmente accade lontano dall’Italia.
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https://www.youtube.com/watch?v=GCKDdVFcuwg

Roma 3set2016: in piazza per il Venezuela bolivariano!

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L’Italia si unisce al dolore per la scomparsa del Mo. Alirio Díaz

di Prensa Embaveneit – Roma

6lug2016.- L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela, la comunità venezuelana e il mondo culturale italiano si uniscono al lutto che affligge i figli, la famiglia e il popolo venezuelano, a seguito della scomparsa fisica del maestro Alirio Díaz, che lascia un immenso patrimonio musicale e culturale per il nostro paese, l’Italia e il mondo intero.

Il maestro Díaz ci ha lasciati durante la notte del 5 luglio, nello stesso giorno in cui il figlio e maestro Senio Díaz, avrebbe dedicato dalla città di Roma un concerto per celebrare l’indipendenza della patria di Bolívar.

Con estrema costernazione, l’ambasciatore Julián Isaías Rodríguez ha dichiararto che “all’apprendere la triste notizia il Presidente Nicolás Maduro, tramite il Ministero del Potere Popolare per la Cultura, ha disposto che venissero effettuate tutte le procedure per eseguire le ultime volontà del maestro Alirio Díaz ovvero ritornare nella sua terra natale”.

Il diplomatico venezuelano ha evidenziato il proficuo lavoro e costante appoggio esistente tra il governo venezuelano e la Fondazione Alirio Díaz grazie all’intermediazione della Missione Diplomatica a Roma per la diffusione della cultura popolare: “Poter divulgare l’opera del maestro Díaz in Italia è una grande gioia. Per noi era un orgoglio vederci rappresentati al di fuori dei nostri confini da un così insigne artista. L’amore che riservava per il Venezuela e l’Italia ha permesso di formare intere generazioni di musicisiti e artisti della chitarra”.

“L’Italia ha rappresentato un momento chiave nella sua formazione musicale. Nella celebre Accademia Musicale Chigiana di Siena frequentò un corso con il maestro Andrés Segovia, che lo acclamava come il migliore studente dell’Accademia. Dobbiamo al Maestro il grande lavoro di recupero e diffusione della musica popolare venezuelana attraverso le numerose adattazioni per chitarra”, ha sottolineato Isaías Rodríguez.

Il maestro Díaz ha scritto un’importante pagina della storia musciale, considerato come il maestro della chitarra latinoamericana e una tra le figure più importanti del panorama chitarristico mondiale. Díaz viveva tra Venezuela e Italia. Ogni anno dava un corso di perfezionamento presso la città di Alessandria (Torino) di cui era stato anche nominato Cittadino Onorario.

La sua traiettoria musicale in Italia segna una tappa fondamentale nella carriera artistica del Maestro. Lo scorso 9 giugno, la Fondazione Alirio Díaz insieme alla Missione Diplomatica a Roma, gli hanno reso un sentito e partecipato omaggio presso l’Istituto Italo Latinoamericano (IILA), in occasione del Quinto Concorso Internazionale di Chitarra che portava il nome del Maestro venezuelano.

Due anni fa, la prima università italiana Sapienza, ha omaggiato il Maestro con un concerto realizzato presso l’Aula Magna. Durante l’evento Senio Díaz e Angelo Colone hanno dato vita a un recital durante il quale venne anche presentata la prima biografia dedicata a Alirio Díaz, a cura di Alejandro Bruzual.

Il prossimo sabato 09 luglio alle 10.30 del mattino (ora italiana), si terrà una Messa in memoria del maestro Alirio Díaz presso la Chiesa degli Artisti, Basilica di Santa Maria in Montensano nella città di Roma, per stringersi intorno ai familiari, amici e personalità del mondo culturale latinoamericano, italiano ed europeo. La Missione Diplomatica e la comunità venezuelana parteciperanno al saluto del Maestro venezuelano.

(VIDEO) I democratici genuini in piazza per il Venezuela bolivariano

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L’aggressività dell’imperialismo a trazione statunitense mostra sempre più il suo vero volto di guerra, depredazione, bestialità e manipolazione terroristica dell’informazione.

L’esempio della resistenza dei popoli latinoamericani e dei loro governi democratici, progressisti e rivoluzionari, in primis quelli di Cuba e del Venezuela bolivariano, è un esempio fecondo anche per i popoli europei e per i lavoratori e le lavoratrici migranti provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’Oceania, dalla stessa America latina, che con le loro attività contribuiscono, e non poco, a mandare avanti le economie nei paesi cosiddetti “sviluppati”. 

Manifestación en Roma en solidaridad con VenezuelaUrge far sentire la nostra voce, qui in Italia, come abbiamo fatto il 7 giugno 2016 in piazza Vidoni a Roma, insieme ai popoli del mondo, ai migranti, mandare segnali di incoraggiamento al popolo venezuelano vittima, come accadde in Cile con il governo socialista del presidente Salvador Allende nei primi anni ’70, prima che i fascisti lo assassinassero e instaurassero la dittatura militare filo-imperialista, di una guerra economica senza pietà scatenata dagli speculatori della parassitaria borghesia imperialista.

Una guerra contro il popolo e che in forme, tempi e modi diversi è diretta contro tutti i popoli del mondo e che senza dubbio gli stessi popoli troveranno il modo, quanto prima, di sconfiggere, di vincere. 

Dobbiamo liberarci in Europa, in Italia, come nel mondo, dalla cappa oppressiva del sionismo, come quella del Vaticano, che continua a razzolare peggio, mentre alza la cortina di fumo della predica delle belle parole.

Le lunghe marce cominciamo sempre facendo i primi passi, ed ogni volta che sarà necessario, ricominceremo daccapo insieme a tutta l’umanità in lotta, come diceva Lenin, fino alla vittoria finale.

Questi passi li abbiamo fatti insieme con tutti e tutte coloro che sono scese in piazza il 7 giugno 2016 a Roma e tanti altri si aggiungeranno:

Rete “Caracas ChiAma”
Rifondazione Comunista
Collettivo Militant
Rete No War
Alianza País
Red de Amigos de la Revolución Ciudadana
Comitato Immigrati Italia
JVP Sri Lanka
REDCAN
UMANGAT
-Rivista LatinoAmerica di Gianni Minà
-Associazione di Amicizia Italia/Cuba
-PCdI
-CARC
-CSOA Terra Rossa / Lecce
-Albainformazione
-ANROS Italia
-Circolo Bolivariano J C Mariàtegui / Napoli
-Red por ti America / Italia
-Associazione Donne della Regione Mediterranea
-Associazione di Amicizia Italia/Nicaragua
-Circolo Bolivariano Hugo Chàvez / Ostia
-Galleri@rt / Napoli
-Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà
-Donne in Rosso, blog delle donne del PcdI
-Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila
-Centro Gramsci di Educazione
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Roma 7giu2016: Con la Rivoluzione bolivariana!

 La battaglia è comune. La difesa del Venezuela bolivariano è la difesa anche dei nostri dirittida lantidiplomatico.it

La battaglia è comune. La difesa del Venezuela bolivariano è la difesa anche dei nostri diritti!

Il Venezuela subisce in queste ore un tremendo attacco da parte delle oligarchie finanziarie per la destituzione di un governo democratico e sovrano. L’inizio dell’ultima offensiva destituente è datato 12 aprile, con un editoriale del Washington Post: “il Venezuela ha disperatamente bisogno di un intervento politico dei suoi vicini, che per questo dispongono di un meccanismo appropriato nella Carta Democratica Interamericana dell’Organizzazione degli Stati Americani, la OSA, un trattato che contempla l’azione collettiva quando un regime violi le norme costituzionali”. Il piano enunciato dal giornale del Pentagono è chiaro: ottenere un pretesto per un intervento armato che trasformi il Venezuela nella nuova Siria e l’America Latina in un nuovo Medio Oriente.
 
Da allora, guerra economica e mediatica contro il Venezuela si sono intensificati ogni giorno di più. I vari Uribe, Rajoy, Almagro si sono presto trasformati in marionette di questo disegno golpista. La vittoria che il Venezuela ha ottenuto nel Consiglio Permanente dell’Osa giovedì 2 giugno, impedendo l’applicazione della  cosiddetta “Carta democratica” – quindi il pretesto dell’intervento armato – e supportando il dialogo con l’opposizione iniziato dall’Unasur, è significativa ma va supportata a livello internazionale.
 
L’imperialismo predatorio di risorse naturali e diritti delle popolazioni cercherà, infatti, presto una nuova via per appropriarsi delle maggiori risorse petrolifere del mondo.
 
Oggi è il momento della mobilitazione.
 
Oggi tutti i democratici, quelli veri, devono stringersi attorno al Venezuela, paese sotto tremendo attacco di quelle oligarchie finanziarie internazionali che hanno imposto recentemente un golpe morbido al Brasile, annullando 50 milioni di voti e destituendo senza alcuna ragione un Presidente eletto. E quelle stesse oligarchie, per fare un altro esempio, che in Europa vogliono imporre il TTIP, la “Nato economica”.
 

Martedì 7 giugno 2016
dalle ore 18.00
Piazza Vidoni (Corso Vittorio Emanuele) – Roma

Partiti, movimenti e sindacati si mobilitano per sostenere la rivoluzione venezuelana. Non ci saranno bandiere di appartenenza, ma sventoleranno solo quelle dei popoli. Tutti coloro che aspirano ad un futuro di pace, sovranità, multilateralismo, autodeterminazione e libertà dei popoli sono invitati a partecipare.

ORGANIZZATORI:
 
-Rete “Caracas ChiAma”
-USB
-Rete dei Comunisti
-Rifondazione Comunista
Capitolo Italiano in Difesa dell’umanità
-Collettivo Militant
-Rete No War
-Alianza País
-Red de Amigos de la Revolución Ciudadana
-Comitato Immigrati Italia
JVP~ Sri Lanka
-REDCAN
-UMANGAT
 
RESPONSABILI DELLA COMUNICAZIONE:
 
-L’AntiDiplomatico
-Contropiano
-Cestes
-Nuestra America
 


 

Roma 13mag2016: Resistenza e Rivoluzione al femminile

di ANAIC – Roma

La GENERALESSA DELLE FORZE ARMATE CUBANE sarà a Roma!
Per la prima volta in Italia, il generale delle Forze Armate Rivoluzionarie, Eroe della Repubblica di Cuba, DELSA ESTHER PUEBLA VILTRE – TETE’ ci parlerà della Rivoluzione cubana al femminile. Interverrà per l’occasione la staffetta partigiana LUCIANA ROMOLI. Interverrà l’Ambasciatrice di Cuba Alba Soto Pimentel.

Saranno intervistate dalla giornalista e scrittrice GERALDINA COLOTTI.
Introdurrà CATIA FUNARI del Circolo di Roma dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba.

La Rivoluzione è Donna!

di Maria Elena Uzzo*

13 marzo 2016.- Atto in Commemorazione della Giornata Internazionale della Donna
 
Il Comandante Eterno, nelle “Líneas de Chávez” pubblicate l’8 marzo 2009, sette anni fa, è stato contundente nell’esprimere “Senza la vera liberazione della donna, sarebbe impossibile la liberazione piena dei popoli” già che aveva la piena convinzione che “Un autentico socialista deve essere un’autentico femminista”.

Io sono qui, vi porto il saluto del compagno Nicolás Maduro, primo presidente chavista della nostra storia, della Ministra del Potere Popolare per gli Affari Esteri, compagna Delcy Rodríguez, del compagno Isaías Rodríguez, nostro ambasciatore in Italia e della moltitudine di uomini e donne venezuelane che, grazie alla rivoluzione bolivariana, sono diventati figure chiave del processo di cambio iniziato da Chávez.

E sono qui per esprimere in questo atto in omaggio alla donna che anche se sono molto orgogliosa del mio genere, di essere donna, questo sentimento si moltiplica di fronte a voi per dirvi che sono orgogliosissima di essere una donna chavista. Come non esserlo di fronte a un uomo che ha avuto il coraggio di affermare che

“L’amore che alberga nel cuore di una donna è forza sublime per salvare la Causa Umana. Voi siete l’avanguardia della battaglia! Rendo omaggio alle donne del mondo e alle donne della mia patria. Avanti! Viva le donne!”.

Perché nella vita e nell’opera del Comandante Eterno, teoria e prassi andavano mano nella mano e oltre la retorica, il femminismo di Hugo Chávez si è espresso in fatti concreti che il tempo previsto per il mio intervento non permetterà di raccontare con i dettagli che merita.

La totalità dell’iniziative governative nella rivoluzione bolivariana si sono rafforzate nell’uguaglianza di genere dallo stesso discorso in cui il Comandante ha cominciato a parlare di Tutte e Tutti, dando a la donna venezuelana il posto che le spettava negli spazi pubblici della nazione.

Sempre è stato questo il desiderio e l’agire di Hugo Chávez, che oggi rimane nell’eterna eredita lasciata al presidente Nicolás Maduro.

Gli aspetti principali dell’opera femminista nella gestione rivoluzionaria bolivariana, in grande sintesi sono:

  • Creazione e consolidamento del Ministero del Potere Popolare per la Donna e l’uguaglianza di genere, istituzionalizzando il progresso della donna e alle sue lotte e aspirazioni per l’uguaglianza e l’equità di genere.
  • Creazione e consolidamento dell’Istituto Nazionale della Donna, per riconoscere il suo ruolo di motore e fulcro delle trasformazioni sociali; sostenere il processo di legittimazione delle idee femministe nella sua lotta contro il patriarcato e la promozione della legge per uscire dalla violenza contro le donne.
  • Creazione e consolidamento del Banco della Donna, per dare sostegno economico alle donne più povere, cancellando cosi il viso femminile della miseria. In questo senso, i micro-crediti Banmujer hanno dato sostegno alle donne imprenditrici in tutto il territorio nazionale.
  • Approfondimento della partecipazione femminile in tutti gli ambiti della vita del paese:

–          Ampliando le opportunità di formazione con le Missioni Educative e le nuove università (Bolivariana, delle arti, della sicurezza, militare, ecc.) si è incrementata cosi la partecipazione delle donne nel sistema educativo venezuelano.

–          In un momento cruciale per la donna, all’interno della rivoluzione bolivariana, 4 poteri su un totale di 5 che formano la struttura governativa venezuelana sono stati in mani femminili.

–          La partecipazione della donna venezuelana agli incarichi pubblici è cresciuta come mai prima si era visto in nessuna gestione presidenziale prima della rivoluzione.

–          Nell’ambito elettorale, le liste del governo bolivariano sono arrivate ad avere la stessa partecipazione di uomini e donne, segnando la fine della “tradizionale e sacrosanta” iniquità che caratterizza la società maschilista mondiale.

–          Il sostegno solidale alle madri che crescono da sole i propri figli liberando una generazione dalla povertà, grazie alla missione “Madres del Barrio”.

–          Il riconoscimento al valore del lavoro della donna casalinga garantiscono la sicurezza sociale delle nostre madri e nonne, cosi come stabilito nella nostra costituzione bolivariana.

E sì… confermo la mia soddisfazione e il mio orgoglio di essere chavista, cioè combattente, socialista, coraggiosa, solidale, bolivariana, ma allo stesso tempo donna sensibile e creativa.

Per questo motivo non ci sarà guerra economica, mediatica, psicologica, politica o militare che ci fermerà.

La “Rivoluzione” è Donna!

La Rivoluzione Bolivariana continuerà ad avanzare!

Continueremo a resistere, senza dare riposo alle nostre braccia, tutto il tempo che sarà necessario… come hanno fatto le coraggiose venezuelane vittime de las Guarimbas organizzate dalla destra fascista venezuelana, o come l’ha fatto, fino a dare la vita per questo nobile obbiettivo, l’infaticabile leader indigena dell’Honduras Berta Cáceres, alla quale dedico la mia partecipazione e l’applauso di tutte e tutti voi. Grazie mille.

* Ministra Consejero della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia

[Trad. dal castigliano di Patricia Vargas]

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