La República Bolivariana de Venezuela repudia las sanciones

REPÚBLICA BOLIVARIANA DE VENEZUELA

MINISTERIO DEL PODER POPULAR PARA

RELACIONES EXTERIORES

 

COMUNICADO

 

La República Bolivariana de Venezuela repudia y protesta la decisión del gobierno de los Estados Unidos de América de imponer sanciones contra el Jefe de Estado venezolano, Nicolás Maduro Moros, que consuman una grave violación del Derecho Internacional, y vulneran sus derechos humanos, configurando un acto inamistoso contra Venezuela. Igualmente rechaza las insolentes y destempladas declaraciones del asesor de Seguridad Nacional de la Casa Blanca, H.R. McMaster.

 

Estas sanciones constituyen una retaliación contra el Presidente Nicolás Maduro por haber convocado el proceso electoral de mayor magnitud de los últimos tiempos en Venezuela, por profundizar la democracia y la soberanía mediante la activación del poder constituyente originario, por ser un defensor de la dignidad de América Latina y el Caribe, y por oponerse rotundamente a la supremacía blanca de la Presidencia estadounidense y su racismo reivindicativo del Ku Kux Klan.

 

El pueblo venezolano ha dado una lección histórica de heroísmo, determinación y valentía, derrotando el asedio, amenazas y violencia desatada por la derecha venezolana con apoyo foráneo para impedir el ejercicio del derecho al voto que eligió los Constituyentes, que enrumbarán la vida nacional mediante el diálogo mayor y el entendimiento constitucional en aras de la paz y la independencia nacional. Hemos escrito una nueva página de gloria en nuestra historia de libertad y autodeterminación.

 

La sanción impuesta por el Departamento del Tesoro de EE.UU. contra el Jefe de Estado y de gobierno venezolano constituye un ignominioso desconocimiento de la legalidad internacional y pretende socavar la soberanía de la República Bolivariana de Venezuela, hoy asediada por prácticas de intervención y desestabilización de su gobernabilidad mediante la promoción de graves actos de violencia y extremismo con fines políticos.

 

La República Bolivariana de Venezuela, al expresar su agradecimiento a los países que transmitieron su apoyo y reconocimiento al proceso electoral constituyente, rechaza categóricamente los intentos de unos pocos gobiernos de desconocer sus resultados y sumarse a las sanciones imperiales, desafiando la voluntad soberana del pueblo venezolano y atendiendo sumisamente órdenes foráneas.

 

La República Bolivariana de Venezuela exige respeto por la Patria de Bolívar y Chávez, al tiempo que reafirma su compromiso indeclinable e irrenunciable con la defensa de los más altos valores patrios para preservar la paz, el futuro y la soberanía de Venezuela.

 

Caracas, 31 de julio de 2017

 

Venezuela e Grecia rafforzano legami e cooperazione

072815RLgrecia07da mre.gov.ve

Il Segretario Generale per le Relazioni Economiche e la Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri greco, Yiorgos Tsipras, si trova in visita a Caracas, per rafforzare i legami di cooperazione che uniscono i popoli della Repubblica Ellenica e della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

A tal proposito, Tsipras ha tenuto una riunione di lavoro con il suo omologo venezuelano, il Viceministro per la Cooperazione Economica del Ministero degli Esteri del Venezuela, Calixto Ortega, e il Viceministro del ‘Despacho’ per l’Europa, Ramón Gordils, nella quale si sono discussi temi di interesse per le due nazioni. Riunione volta a stabilire uno scambio nel settore economico ed energetico, per appronfondire le relazioni di cooperazione e solidarietà tra le due nazioni.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

L’Ambasciatore del Venezuela smentisce incontro al Senato

logo scudodi Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la Repubblica Italiana

L’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso lo Stato Italiano, Julián Isaías Rodríguez Díaz smentisce le informazioni pubblicate dal quotidiano venezuelano in lingua italiana La Voce d’Italia, diretto dal cittadino italiano Mauro Bafile.

Non so a chi attribuire l’irresponsabilità di questa informazione, se a chi l’ha fornita oppure a chi ha deciso di renderla pubblica senza controllarne la veridicità. In ogni caso, vi è da parte di entrambi la chiara intenzione di danneggiare, a nome della comunità italiana in Venezuela, la gestione del nostro governo e il buon nome del nostro Paese.

Siamo consapevoli che alcuni settori, sia interni che esterni, del Parlamento italiano potrebbero avere una visione distorta di ciò che sta accadendo in Venezuela, ma non è né auspicabile né accettabile che le istituzioni italiane siano utilizzate, nell’ambito di una campagna organizzata a livello internazionale contro il Venezuela, per contribuire a gettare discredito sul nostro paese.

La comunità italo-venezuelana, lo so, ha opinioni non necessariamente identiche riguardo quello che sta accadendo in Venezuela. È possibile che una tendenza politica della comunità trovi più ascolto rispetto a un’altra e questo è un problema che lo Stato italiano deve gestire ed interpretare con cautela e rispetto.

Confermo che non abbiamo ricevuto alcuna formale richiesta scritta della Presidenza dei gruppi della Commissione per i Diritti Umani e del Comitato degli Italiani all’Estero e, tantomeno, che nessuna commissione o comitato parlamentare abbia ufficialmente definito «delicata la nostra situazione politica ed economica».

Siamo a conoscenza tramite notizie di stampa e commenti informali che familiari di dirigenti politici dell’opposizione venezuelana hanno tenuto riunioni con personalità e dirigenti istituzionali della Repubblica italiana, ma sarebbe assurdo pensare che eventi di questa natura conducano all’irresponsabile pretesa d’interpellare l’ambasciatore di uno stato sovrano.

Il rappresentante del Venezuela, in merito a quanto riportato dal quotidiano La Voce d’Italia, dichiara che tale riunione non c’è mai stata; fino a questo momento la Missione Diplomatica venezuelana in Italia non ha ricevuto alcun invito dalla Presidenza dei gruppi della Commissione per i Diritti Umani né dal Comitato degli Italiani all’Estero. A tal proposito, il diplomatico venezuelano invita le istituzioni a smentire la notizia pubblicata in quanto la stessa danneggia il nostro paese e incrina le relazioni di fratellanza e cooperazione instaurate e ribadite negli incontri sostenuti con le onorabili istituzioni italiane.

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Il Venezuela rende onore ai popoli che sconfissero il fascismo

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In occasione della commemorazione del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, l’ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso le Nazioni Unite, Rafael Ramirez, ha affermato che l’umanità ha la responsabilità morale e politica di evitare che il risorgere di ideologie intolleranti come il fascismo, e l’odio per ragioni religiose, etniche e politiche, scateni un nuovo conflitto mondiale.

La Sessione Solenne, guidata dal Presidente dell’Assemblea Generale, Sam Kutesa, è il risultato di una risoluzione promossa dalla Federazione Russa nel mese di febbraio, e ha visto la partecipazione di 34 paesi.

Ramirez ha dichiarato che «a settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, notiamo con profondo dolore e preoccupazione come in vaste aree del pianeta si riproducono ideologie intolleranti e aggressive, risorge il fascismo, così come l’estremismo e l’odio motivato da ragioni religiose, etniche, politiche, nazionali o storiche. Ideologie miranti a infiammare gli spiriti e giustificare la guerra per imporre un sistema economico globalizzato ed egemonico che risulta ingiusto, predatorio e insostenibile».

Ha poi aggiunto che la regione latinoamericana e caraibica è una «Zona di Pace», libera da armi nucleari dal 1967, dove si promuove il dialogo, la solidarietà e l’unità tra popoli fratelli. Dove si promuovono sviluppo sociale e lottà contro la povertà.

Il diplomatico venezuelano ha inoltre sottolineato che «la guerra che devasta importanti regioni del pianeta, il colonialismo, l’interventismo, il sostegno e il finanziamento al terrorismo come strumento per destabilizzare paesi e creare il caos con finalità economiche e geopolitiche, sono la prova tangibile che abbiamo ancora molto da fare nell’azione internazionale per superare questi problemi e raggiungere una pace sostenibile».

La seconda guerra mondiale è stata combattuta tra il 1939 e il 1945 e ha causato la morte di quasi 60 milioni di persone, coinvolgendo quasi tutti i paesi del mondo, dove si affrontarono la coalizione formata dalla Germania nazista, l’Italia fascista e il Giappone imperiale, contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, Regno Unito e Stati Uniti, come principali paesi contendenti.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Roma: il G77+Cina rigetta le sanzioni Usa contro il Venezuela

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I paesi membri del G77 e Cina accreditati presso la FAO e le altre organizzazioni delle Nazioni Unite con sede a Roma, riuniti in sessione pleanaria, lo scorso venerdì hanno approvato il comunicato emesso dal G77+Cina – capitolo New york, dove si rigetta la decisione del governo degli Stati Uniti d’America di estendere le sanzioni unilaterali contro il Venezuela.

Il comunicato invita il governo degli Stati Uniti ad abrogare le sanzioni imposte alla Repubblica Bolivariana del Venezuela, sottolineando che vanno contro la Carta delle Nazioni Unite e i principi che regolano il diritto internazionale.

Alla testa del gruppo di supporto al Venezuela il presidente del G77+Cina, l’ambasciatore della Repubblica Islamica dell’Iran, Majid Dehghan Shoar, seguito dai presidenti dei gruppi regionali che compongono il G-77: Africa, Asia, America Latina e Caraibi, e il Medio Oriente.

L’ambasciatrice della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso la FAO, Gladys Urbaneja Durán, ha ringraziato a nome del governo bolivariano e del popolo venezuelano, tutte le missioni diplomatiche indicando che questo appoggio totale ricevuto a Roma costituisce una dimostrazione di unità e coerenza del G77+Cina alle Nazioni Unite, e una prova della solidarietà che la comunità internazionale ha dato alla Rivoluzione Bolivariana.

Il G77+Cina è l’organizzazione intergovernativa dei paesi in via di sviluppo più grande in seno alle Nazioni Unite, sin dalla sua fondazione nel 1964 ha esortato ad adottare azioni efficaci e urgenti per eliminare l’uso di misure economiche coercitive unilaterali nei confronti di qualsiasi Stato, in particolare verso i paesi in via di sviluppo.

In questa sessione plenaria, è stato anche evidenziato il contributo della Repubblica Bolivariana del Venezuela a rafforzare la cooperazione Sud-Sud, la solidarietà e le relazioni di amicizia tra i popoli, in particolare attraverso l’attuazione dei programmi di cooperazione per l’eradicazione della fame.

A questo proposito, l’ambasciatrice Urbaneja, ha evidenziato che grazie a uno stanziamento iniziale di 12 milioni di dollari messi a disposizione dal governo venezuelano, si darà inizio al Programma di Cooperazione Triangolare di Sicurezza e Sovranità Alimentare e Nutrizionale per l’America Latina e i Caraibi (SANA), rivolto ai ventuno paesi aderenti l’accordo Petrocaribe e l’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America – ALBA.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Napoli rende omaggio a Bolívar attraverso l’opera di García Márquez

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Con l’opera “Il generale nel suo labirinto” di Gabriel García Márquez, il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela ha reso omaggio a Simón Bolívar, El Libertador, nel 184° anniversario della sua scomparsa.

L’evento ha avuto luogo nella sala “Simón Bolívar” della Biblioteca Nazionale di Napoli, alla presenza, in qualità di ospite del giornalista Francesco Romanetti, uno dei responsabili della sezione culturale de “Il Mattino”, il principale quotidiano cittadino.

Durante l’incontro, sono stati ripercorsi gli ultimi momenti della vita del Padre della Patria attraverso un’analisi letteraria e storica dei principali eventi che si sono verificati durante le lotte per l’indipendenza.

Romanetti e Marnoglia Hernandez, Console in seconda e responsabile del ciclo letterario, hanno evidenziato le diverse fasi della vita di Bolivar: la relazione con Manuela Sáenz, il tradimento di Santander, l’amicizia con José de Sucre, e il sogno una Patria Grande.

Durante l’incontro è stata illustrata l’importanza del progetto intrapreso da Bolivar, e come grazie a questo primo tentativo di unità latinoamericana, l’idea di libertà e identità nazionale, sia stata una costante nei processi rivoluzionari che si sono succeduti nel corso della storia, che oggi prende corpo nell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra America (ALBA).

I presenti hanno potuto conoscere, grazie alla penna di García Márquez, il contesto in cui sono stati condotti i primi tentativi di integrazione e le difficoltà affrontate: interventi, cospirazioni, tradimenti e solitudine.

E’ stato infine ricordato come l’ideologia di Bolivar, ripresa successivamente da José Martí con la sua idea latinoamericana, contrapposta al panamericanismo e ai principi della Dottrina Monroe, sia oggi presente nel processo bolivariano, grazie al Comandante Supremo, Hugo Chávez.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Los diarios de Manuela Sáenz

por Pedro Ibáñez*

La imposibiliad del olvido abrigó los últimos años de Manuela Sáenz, quien falleció el 23 de noviembre de 1856, para legar a las posteriores luchas latinoamericanas la inspiración que ofrece su archivo epistolar, con influjos literarios y políticos, donde están patentes, especialmente, el amor y la lucha por la independencia.

Documentos como el Diario de Quito, Diario de Paita y otras cartas de la correspondencia entre Manuela y el Libertador Simón Bolívar evidencian las emociones, pasiones y ansias que signaron una relación de amor rayana en lo poético y verdaderamente heroica.

“Hoy se me hace preciso escribir por la ansiedad. Estoy sentada frente de la hamaca que está quieta como si esperara a su dueño. El aire también está quieto; esta tarde es sorda. Los árboles del huerto están como pintados”, expresa con melancolía un fragmento del diario escrito en el puerto de Paita, Perú, donde vivió desde 1835 luego de su exilio.

Su permanencia en el norte de Perú, fue resultado del destierro de Colombia y la confiscación de sus bienes, —por considerarla conspiradora al manifestar su apoyo al pensamiento bolivariano—, luego de la muerte de Simón Bolívar en 1830, situación que la llevó a Jamaica, país donde planificó su retorno a Ecuador, que no le fue permitido.

La “Libertadora del Libertador”, quien nació en Quito el 27 de diciembre de 1797, reflexionó en sus últimos años sobre la obra de Bolívar, a quien refería como Su Excelencia (S.E), y pudo caracterizar lo que fueron sus vidas. “Los dos escogimos el más duro de los caminos”, y de éstos comprende cuáles fueron los factores que condicionaron su propia historia.

“A más del amor, nuestra compañía se vio invadida por toda suerte de noticias; guerra, traición, partidos políticos, y la distancia, que no perdonó jamás nuestra intimidad”, escribe con fecha domingo 27 de agosto de 1843.

No con la misma melancolía, pero sí con mucho rubor y alegría, Manuela en su Diario de Quito, narra cómo la vio por vez primera el Libertador, en su entrada triunfante el 16 de junio de 1822 a la mencionada ciudad, momento en el que ocurre la anécdota de la corona de rosas que le lanza ella desde un balcón.

“La arrojé para que cayera al frente del caballo con tal suerte que fue a parar con toda la fuerza de la caída, a la casaca, justo en el pecho (…) Me ruboricé de la vergüenza, pues el Libertador alzó su mirada y me descubrió aún con los brazos estirados (…) esto fue la envidia de todos, familiares y amigos, y para mí, el delirio y la alegría de que S.E. me distinguiera de entre todas, que casi me desmayo”.

En aquellos años previos antes de morir de difteria, Manuela se dedicó a la venta de tabaco, recordaba aquellas luchas y traiciones que plasmó en su diario y recibió las visitas de Simón Rodríguez, el militar y político italiano Giussepe Garibaldi y Herman Melville, autor de la novela Moby Dick.

La bella dama que incendió el corazón del Libertador

“Mi estimada señora, ¡Si es usted la bella dama que ha incendiado mi corazón al tocar mi pecho con su corona! Si todos mis soldados tuvieran esa puntería, yo habría ganado todas las batallas”, le dijo Simón Bolívar a Manuela, luego de recibir sus disculpas y mirarla “fijamente con sus ojos negros, que querían descubrirlo todo”.

Ese todo lo halló el Libertador en su compañera, quien se incorpora a la guerra, haciéndose jinete e incluso servirse de armamento para acompañarlo en la campaña, lo que evidenció su arrojo y cualidades muy distintas a las que se esperaban, por parte de la sociedad de entonces, de una mujer. “Nada había en las mujeres que no fuera hablar, coser cadenetas y bordados de encajes. Yo, mientras tanto, leía”.

Sin embargo, la distancia se impuso de forma intermitente y definitiva. Primero durante una permanencia en Lima y luego en Bogotá, donde Manuela salva a Bolívar de un asesinato (1828) al facilitarle la huida por una ventana del Palacio de Gobierno, acción por la que le llama “La Libertadora del Libertador”.

Se verían por última vez el 11 de mayo de 1830, despedida registrada en una carta del Libertador. “Tengo el gusto de decirte que voy muy bien, lleno de pena, por tu aflicción y la mía, por nuestra separación”.

Gran parte de esta correspondencia junto a las pertenencias de Manuela fueron incineradas junto a su cuerpo hace 158 años para evitar la propagación de la enfermedad, luego puestas las cenizas en una fosa común, de la que traerían sus restos simbólicos a Caracas, el 5 de julio de 2010, en una ceremonia histórica con los presidentes de Venezuela, Hugo Chávez, y Ecuador, Rafael Correa.

Juntos otra vez, Manuela y Simón reposan en el Panteón Nacional, cumpliéndose así una vez más el perenne anhelo de Bolívar de estar con su Libertadora, como lo dice una de las tantas cartas sin fecha escrita en aquellas intermitencias de la guerra que los separaron eventualmente:

“Yo no puedo estar sin ti, no puedo privarme voluntariamente de mi Manuela. No tengo tanta fuerza como tú para no verte: apenas basta una inmensa distancia; te veo aunque lejos de ti. Ven, ven, ven luego”.

*Periodista venezolano. Editor jefe en la Agencia Venezolana de Noticias (AVN)

(VIDEO) Maduro recibe primer ejemplar del periódico Cuatro-F

por Venezolana de Televisión

El presidente Nicolás Maduro visitó los espacios de la imprenta Alfredo Maneiro, ubicada en Caracas, lugar donde recibió el primer ejemplar del naciente periódico Cuatro-F.

“Gran emoción cuando vimos salir los primeros periódicos que van rumbo al Pueblo para ganar la Batalla de las Ideas…”, publicó el Primer Mandatario a través de su cuenta Twitter, @NicolasMaduro.

Igualmente recordó a toda Venezuela que este periódico comenzará a circular a partir de este domingo 23 de noviembre. “Búscalo y compártelo con tod@s”, agregó.

Este periódico nace para decir las verdades aquí y en el mundo (…) esta naciendo el periódico que va hacer una Revolución en el periodismo político, social, cultural, nacional, internacional en nuestro país. Nuevo periodismo revolucionario”, agregó.



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(VIDEO+FOTO) Maduro recibió a jóvenes palestinos que estudiarán Medicina

002_fb_5862_1415328256por Alba Ciudad 96.3

El presidente Nicolás Maduro, dio la bienvenida este jueves a 119 jóvenes palestinos que arribaron a Venezuela para cursar estudios universitarios en la Escuela Latinoamericana de Medicina Dr. Salvador Allende (ELAM), ubicada en Mariche, estado Miranda. “Ese ha sido nuestro gesto de solidaridad, formar al pueblo palestino para la vida, para la paz después de la masacre que han vivido durante tanto tiempo”, manifestó el mandatario nacional durante la entrega de viviendas a familias venezolanas en el estado Miranda.

Maduro calificó este día como “histórico” y explicó al tiempo que las y los jóvenes palestinos forman parte de un contingente de mil estudiantes que serán formados en el país en el programa de Medicina Integral Comunitaria. “Es una meta dura, no podemos fallar”, expresó. “Para nuestro corazón de bolivariano, de hijos de Chávez que está lleno de solidaridad con Palestina, hoy es un día histórico al recibirlos en nuestra Patria. Palestina no se ha dejado eliminar, se ha negado a morir, ha resistido, Palestina va a vivir, va a vencer, estamos seguros de eso”, manifestó el jefe de Estado.

Dijo estar seguro que el pueblo venezolano recibe a los jóvenes palestinos con amor e instruyó al ministro del Poder Popular para Educación Universitaria, Ciencia y Tecnología, Manuel Fernández, para que se amplíe el número de carreras a fin de formar jóvenes en otras áreas del conocimiento. Maduro indicó que el plan de formación de médicos “es un paso de solidaridad y de apoyo” que dan los países integrantes de la Alianza Bolivariana para los Pueblos de América (ALBA) para impulsar el desarrollo de los jóvenes.

Rechazó que el gobierno de Israel haya interferido para que se retrasara el viaje de los jóvenes palestinos a Venezuela y agradeció al canciller palestino, Riad Malki, “por todas la gestiones que hizo para solucionar la saboteo de Israel”. Dijo que “más temprano que tarde la causa palestina va a triunfar, no tengo ninguna duda que la causa de Palestina va triunfar como han triunfado las causas de otros pueblos”.

Al recordar un aniversario más de la caída del muro de Berlín se preguntó: ¿Quién condena el muro de Israel contra Palestina que son muros más asesinos, son muros gigantescos, y las alcabalas que colocan por todas partes para humillar al pueblo palestino y no pueda ir a visitar algún familiar, quién condena eso?, se preguntó Maduro.

“Más temprano que tarde vamos a ir a celebrar la caída del muro de Israel”, manifestó.

Por su parte la embajadora del Estado de Palestina en Venezuela, Linda Sobeh Ali, agradeció al presidente Nicolás Maduro por el gesto de solidaridad y todo el esfuerzo hecho para traer a los jóvenes palestinos al paìs para estudiar medicina. Denunció que el gobierno de Israel retuvo por tres días a los jóvenes palestinos quienes estuvieron “pasando hambre y frio y sin comida”.

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Textos: Correo del Orinoco

Jóvenes de Venezuela a las calles de Caracas para repudiar al terrorismo fascista

005_FS_9009_Wpor AVN/Prensa Presidencial

Miles de jóvenes abarrotaron las calles caraqueñas este sábado en rechazo al terrorismo y la incursión paramilitar que asesinó al diputado Robert Serra y a María Herrera. El presidente Nicolás Maduro acompañó a la juventud venezolana y señaló que es la Generación de Chávez es la que se forma para preservar la Patria de Bolívar. Ni siquiera la lluvia acompañada de fuertes truenos pudo aminorar el colorido de este evento. “La obra más grande de Hugo Chávez, no es el puente sobre el Orinoco, no son las 60.000 viviendas entregadas. Es haber formado la generación de oro que hoy dirige esta Patria”, expresó el mandatario bolivariano.

El presidente de la República, Nicolás Maduro, manifestó este sábado que la obra más grande realizada por el líder de la Revolución Bolivariana, Hugo Chávez, fue haber formado, durante todos sus años de Gobierno, a la generación de oro encarnada en la juventud revolucionaria venezolana.

“La obra más grande de Hugo Chávez, no es el puente sobre el Orinoco, no son las 60.000 viviendas entregadas. Es haber formado la generación de oro que hoy dirige esta Patria”, expresó el mandatario bolivariano durante la marcha de la juventud revolucionaria a favor de la paz, en contra del terrorismo y en honor al diputado socialista Robert Serra, que se realizó en Caracas.

Desde la avenida Universidad de la ciudad capital, Maduro les dijo a los jóvenes: “Ustedes son la generación Chávez, que hará la revolución el resto del siglo XXI en Venezuela”. El mandatario resaltó la conciencia nacional y patriótica promovida en el país por el líder de la Revolución Bolivariana, y resaltó cómo los jóvenes pudieron enfrentar el asesinato de Serra con conciencia, paz, dignidad, valentía y coraje.

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FAO reconoce a la Misión Alimentación

por Ciudad CCS

El presidente de la República, Nicolás Maduro, informó ayer durante un consejo de ministros realizado en el Palacio de Miraflores, que la Misión Alimentación recibió un reconocimiento por parte de la Organización de las Naciones Unidas para la Alimentación y la Agricultura (FAO, por sus siglas en inglés).

“Nos ha llegado un reconocimiento de la FAO. Venezuela hoy, 16 de octubre, recibe un reconocimiento mundial por todo lo que se hace en la Misión Alimentación para garantizar la soberanía alimentaria”, expresó.

El primer mandatario señaló que el reconocimiento especial es por los logros alcanzados en materia de seguridad alimentaria, con lo que se ha logrado mejorar el acceso de toda la población venezolana a los alimentos, como reza el documento que resalta los logros de la Misión Alimentación en todo el territorio nacional.

Esta iniciativa impulsa los programas sociales implementados por el Gobierno Nacional con jornadas de distribución de alimentos para sus trabajadores. También adelanta programas para la salud y nutrición de los niños de la Patria, a través del Programa de Alimentación Escolar, que elabora el menú que se ofrece en las escuelas públicas con alimentos sanos y soberanos.

“Vamos ganando prestigio en base a una obra. Venezuela hoy vuelve a recibir reconocimiento mundial por todo lo que hace la Misión Alimentación”, enfatizó el jefe de Estado.

En junio del año pasado, la FAO otorgó a Venezuela un reconocimiento por estar dentro del grupo de los 15 países que han realizado progresos por reducir la prevalencia de la subnutrición, que pasó de 13,5% en el período 1990-1992, a menos de 5% durante el lapso 2010-2012. De este modo, logró uno de los objetivos de desarrollo del milenio referente al hambre.

Punta de lanza

El presidente Nicolás Maduro destacó que la Misión Alimentación, puesta en marcha en abril de 2003 para garantizar la distribución de los alimentos en la población venezolana, avanzará hacia el impulso y consolidación del modelo económico productivo y de la soberanía alimentaria en el país.

“La Misión Alimentación debe ser, no solo para distribuir y colocar productos alimenticios (…), tiene que ser para producirlo”, dijo el mandatario nacional, al recordar que eso forma parte del legado del creador de este programa social, el Comandante Hugo Chávez.

“Es muy importante que la Misión Alimentación sea una productiva”, reiteró.

Maduro insistió en avanzar hacia una nueva etapa de esta misión, “que es la etapa donde vinculamos el desarrollo local, regional productivo con todo el sistema de tienda: mercados, hipermercados, abastos, Mercal y Pdval que tenemos en el país. Una nueva etapa”.

Renovarán Misión Agrovenezuela

El Gobierno prepara un evento especial para lanzar una nueva fase de la Gran Misión AgroVenezuela, dirigida a impulsar la producción agrícola.

“Vamos a renovarla completica, cada aspecto, para que funcione cada vez mejor”, puntualizó.

La Gran Misión AgroVenezuela nació en 2011 por iniciativa del líder de la Revolución Bolivariana, Hugo Chávez, a fin de incrementar la superficie de siembra en el país y la producción agrícola. Esta misión incluye un registro de productores agrícolas y apoyo financiero y técnico.

Maduro expresó que el país debe seguir avanzando en las hectáreas de siembra e industrializar procesos agroproductivos, para lo cual sostuvo que los recursos están garantizados.
“Nosotros garantizamos inversión para el desarrollo del campo como nunca antes en la historia, garantizamos apoyo al que trabaja, con créditos, subsidio y maquinarias cuando hace falta . No puede faltar ni fallar nada (…) en financiamiento para la producción, subsidio cuando hace falta para proteger al productor y al consumidor, en maquinaria, tecnología, semillas, apoyo moral, formativo, político, de todo tipo”, manifestó.

Maduro instó a los ministros que integran la Vicepresidencia de Seguridad y Soberanía Alimentaria a trabajar como un solo equipo o un Estado mayor en “una batalla que Venezuela tiene que seguir ganando, para la producción de alimentos y la garantía de seguridad y soberanía alimentaria”, sostuvo.

Por otro lado, Maduro llamó a los venezolanos a sumarse a la campaña del Estado que promueve una alimentación sana y a superar la comida chatarra.

(VIDEO) Venezuela ingresa al Consejo de Seguridad de la ONU

por Correo del Orinoco

La República Bolivariana de Venezuela ingresó este jueves al Consejo de Seguridad de la Organización de Naciones Unidas (ONU).

La candidatura venezolana fue amparada con 181 votos de los 182 presentes, un hecho que denota un amplio apoyo regional y un reconocimiento mundial al liderazgo de la nación suramericana.

En un rol de miembro no permanente, el Estado venezolano no tendrá poder de veto, sin embargo, participará en la toma de decisiones  del organismo por dos años.

La entrada de Venezuela al organismo es algo por lo que el país venía trabajando desde hace años. En 2006, el líder de la Revolución Bolivariana y entonces presidente, Hugo Chávez, ya había expresado la intención de ingresar al organismo con la intención de darle más equilibrio y de hacerlo más representativo en la construcción de un mundo multicéntrico y pluripolar.

Previo a Venezuela, también se anunció el ingreso de Angola (con 190 votos) y Malasia (187 votos).

El apoyo unánime a la candidatura de Venezuela para representar a la región en esa instancia clave se tomó en una reunión a puerta cerrada ocurrida el 23 de julio en la sede de la ONU.

Venezuela ha mantenido una actitud en favor de la paz, la solución política de los problemas mundiales, la unión e integración de los pueblos del mundo, así como un férreo compromiso con la protección del medio ambiente.

El Consejo de Seguridad se compone de cinco miembros permanentes (Estados Unidos, Rusia, China, Francia y Reino Unido), que tienen poder de veto, y de diez no permanentes, que son elegidos para dos años.

Junto al puesto que dejará libre Argentina, se votarán en octubre otros cuatro, de los que uno corresponde a África, otro a Asia-Pacífico y dos al grupo conocido como Europa Occidental y Otros.

Por esas dos plazas -que ahora ocupan Luxemburgo y Australia- compiten España, Nueva Zelanda y Turquía.

Venezuela ha formado parte del Consejo de Seguridad en cuatro periodos distintos desde su creación, el primero en los años 1962 y 1963 y el último entre 1992 y 1993.

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