19apr2017 Giornata mondiale con il Venezuela bolivariano!

19 APRILE 2017

GIORNATA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETÀ CON IL VENEZUELA

CASA SUCRE – VENEZUELA.

Dal suo inizio, la Rivoluzione Bolivariana ha vissuto sotto l’assedio e la minaccia imperiale, così come è accaduto alla Rivoluzione cubana nel suo momento. Questa stessa situazione la soffrono tutti i popoli del mondo che in qualche modo cercano il cammino della dignità, della autonomia e della indipendenza.

Ben si sa da altre esperienze che questo cammino non è facile, soprattutto se si posseggono in grande quantità risorse energetiche, minerali e strategiche, acqua e biodiversità; e, inoltre, una ubicazione strategica per la penetrazione nel continente sudamericano, come è nel caso del Venezuela.

Queste minacce si sono fatte concrete in diversi momenti: colpo di Stato dell’aprile del 2002, serrata petrolifera del 2002/2003, chiamata alo sciopero generale in questa stessa epoca, tentativi di destabilizzazione iniziati nel 2013 con le cosiddette “guarimbas”, che hanno portato a perdite umane e materiali e al peggioramento della qualità della vita dei cittadini; proteste violente nel 2014 e 2015 e tutto il processo di guerra economica, scarsità di beni, accaparramento, contrabbando e inflazione indotta e rinnovati intenti golpisti nel 2016 e 2017, attraverso la OSA, per far applicare la “carta democratica”, come strumento imperiale, e preparare il terreno per una invasione militare.

Questo piano orchestrato dall’estero e dall’interno, da parte della destra nazione ed internazionale e dai grandi monopoli informativi del pianeta, ha portato ad una situazione inoltre delicata, che non si è fermata nei giorni sacri della settimana santa.

I demoni scatenati dalla destra fascista venezuelana hanno generato diversi fuochi di violenza in diversi punti del paese con la speranza di provocare una esplosione sociale per mettere in discussione le istituzioni bolivariana, ma il tempo previsto al fine di produrre il suo tanto auspicato “sollevamento popolare” sta per terminare, situazione che rende più pericolosi coloro che la pianificano, finanziano e dirigono.

Abbiamo ben chiaro che la Revolución Bolivariana è per l’impero una appetibile preda, non solo per le risorse che gestisce indicate precedentemente, ma anche perché la sua vigenza e la sua consolidazione è un duro colpo per l’avanzamento e la restaurazione delle politiche neo-liberali nella Patria Grande. Oggi siamo diventati il loro obiettivo maggiore, come lo saranno domani altri processi politici in America Latina e ai Caraibi e in qualsiasi posto del mondo dove si senta la voce dei popoli che lottano per la loro indipendenza.

Oggi tutti i grandi media di comunicazione: stampa, televisioni, radio, reti nelle loro diverse forme trasmettono “informazioni” che confondono e deformano la vera realtà di pace e progresso che si sviluppa all’interno del Venezuela. Tutta questa politica di disinformazione, sulla base di un intreccio di menzogne e mezze verità, tenta di giustificare davanti al mondo un intervento “umanitario” nel nostro paese, come accaduto ad altre latitudini con risultati disastrosi.

Di conseguenza, facciamo appello a tutti i popoli del mondo, ai loro gruppi e collettivi sociali, ai loro raggruppamenti ed organizzazioni politiche nella difesa della verità, la nostra più grande arma, per contrastare la guerra mediatica, ad esprimere la loro solidarietà e stringere le file con il Venezuela di pace che stiamo costruendo.

Con l’eredità e l’esempio del Comandante Chávez non abbiamo alcun timore di fronte alla battaglia, ma farlo accompagnati con la solidarietà e l’appoggio degli uomini e delle donne di buona volontà del pianeta ci rafforza e ci stimola.

Il mondo deve sapere che questa settimana, sopratutto tra il 17 aprile ed il 19 aprile del 2017, la controrivoluzione si sta giocando le sue ultime carte nel suo tentativo di distruggerci. Siamo sicuri che non vinceranno, no pasarán, soprattutto grazie alla eroica resistenza del nostro popolo.

Insieme ai popoli degni del mondo saremo invincibili.

¡VIVIREMOS Y VENCEREMOS!

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Ciro Brescia – si ringrazia Alfredo Viloria per la segnalazione]

Argentina: tutte e tutti siamo Hebe de Bonafini!

di Alessandra Riccio

Hebe de Bonafini è una donna davvero tosta. Non l’hanno piegata i dolori, le battaglie, il terrore di stato e neanche le lotte interne al movimento delle Madres e la scissione dalle compagne della Linea fundadora che mettevano in discussione proprio la sua conduzione. Lo scandalo Schoklender l’ha gettate in guai economici, in storiacce di corruzione e di lucro proprio sui progetti sociali che le Madres de la Plaza de Mayo, ormai diventata una holding, offrivano agli argentini.

Il Premio Nobel per la Pace, Pérez Esquivel, vecchio amico delle Madri, in onore alla sua provata onestà, afferma che la corruzione e l’illegalità vanno perseguite sempre e comunque, e non gli si può dar torto. Ma come non solidarizzarsi con Hebe quando un giudice irruento (e magari fazioso) la vuole costringere con la forza di un apparato poliziesco, a recarsi in tribunale per dichiarare. Hebe è una donna molto anziana la cui storia induce al rispetto: il giudice non l’ha rispettata. Ha provveduto lei, con un atteggiamento ribelle e con la lettera che qui traduco, a indurre il giudice a più miti consigli.

Non molto tempo fa l’ex presidente del Brasile, Inacio Lula da Silva, si è visto arrivare in casa la polizia per tradurlo a dichiarare. La faccia di Lula, nelle foto che lo ritraggono in quel momento, è di quelle che non si dimenticano: rabbia, dolore, incredulità, sdegno in un uomo, un operaio metalmeccanico, che si è conquistato un posto nella storia del Brasile e del movimento operaio con la forza delle sue idee e la sua capacità di statista.

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4 agosto 2016
Al sig. giudice della Nazione
Marcelo Martínez de Giorgi

Mi rivolgo a lei per manifestarle il motivo della risposta alla sua citazione.

Dal 1977, precisamente dal giorno 8 di febbraio di quell’anno, subisco le aggressioni della così detta giustizia, condotta dai giudici della Nazione. In quel momento è cominciato il mio calvario, ho presentato 168 denunce per mio figlio Jorge, poi quelle insieme per l’altro mio figlio Raúl, che è scomparso a dicembre dello stesso anno, con un costante pellegrinaggio per i tribunali, ho sempre sopportato le stesse ingiustizie, le stesse aggressioni. Poi, a maggio del 1978, è scomparsa anche mia nuora María Elena, niente è cambiato.

Sempre la stessa ignominia, la stessa indifferenza, io vedevo come la così detta giustizia era complice dei militari e dei marinai assassini. Una giustizia senza solidarietà, senza sentimento verso gli altri, senza sofferenza per loro.

Dopo anni, nel 2001, esattamente il 25 maggio, mia figlia María Alejandra, mentre era sola in casa e io ero in viaggio, è stata torturata fin quasi ad ucciderla. E allora di nuovo i miei pellegrinaggi sperando di trovare un giudice che ci mostrasse il valore della giustizia, che ci provasse che esisteva, ma di nuovo la burla e l’insensatezza.

Poi è arrivato il caso Schoklender, e allora noi madri, con grande sforzo abbiamo consegnato volontariamente 60 casse con le prove, insieme a 49 backup e altre prove al giudice Ovarbide e poi a lei, ma non avete letto proprio niente di quello che vi abbiamo consegnato.

Ci siamo presentate tutte le volte che ci avete chiamato a dichiarare, abbiamo fatto perizie delle firme che hanno affermato che non erano mie, sempre a disposizione della verità, addirittura qualche mese fa mi sono presentata volontariamente nel suo ufficio per avere notizie circa l’indegno progredire della causa.

Abbiamo ancora sofferto sulla nostra pelle la burla che castiga tutte noi, anziane dagli 85 ai 90 anni, e ci condanna a pagare debiti ingiusti e altrui.

Noi madri difenderemo sempre i valori della solidarietà sociale, porgeremo la mano agli offesi, ai loro sogni, in questo tempo e in quello che verrà. E lotteremo affinché venga il momento di trovarci di fronte a giudici onesti che ci aiutino a sentire sulla nostra pelle il valore della giustizia.

[Trad. dal castigliano di Alessandra Riccio]

Isaías Rodríguez: «Internazionalismo questione di classe»

da EmbajadaVenezolanaEnItalia

Una lettera che, per il suo essere esemplare, merita una traduzione in italiano. Una lettere che si rivolge al prof. Vasapollo, ma non solo.

Si tratta di una lettera pubblica che ben si adatta a tutti coloro che, in una maniera o in un’altra, mettono in campo comportamenti simili a quelli qui magistralmente descritti dall’Ambasciatore Julián Isaías Rodríguez Díaz.
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Prof. Luciano Vasapollo
vasapollo.luciano@virgilio.it

Prof. Vasapollo,

Lei ha creato una distanza che non ci fa piacere. Nuovamente un’attitudine personale della sua condotta ha incrinato le relazioni tra lei ed il Venezuela. Il suo individualismo è davvero insopportabile. Nessuna diplomazia può farlo passare inosservato.

Soprattutto quando ha posto in pericolo la realizzazione dell’atto più importante che si sia portato a termine a Roma in solidarietà con il nostro paese.

In una prima opportunità lei è riuscito a far posticipare l’atto. In una seconda, ha avuto la presunzione di esercitare la leadership sullo stesso. In una terza non ha occultato le ferite del suo “ego” perché la scelta del luogo è stata realizzata senza la sua partecipazione. In una quarta, la scusa della morte di un funzionario consolare d’Italia in Venezuela, è quasi riuscita ad abortire l’atto pubblico.

Siamo stati rispettosi delle sue ragioni che l’hanno fatta desistere dal partecipare. Comprendiamo quella relativa all’Università che lei rappresenta e delle altre organizzazioni che lei guida. Ha dato argomenti istituzionali che ammettiamo come validi. Ciò che mai condivideremo con lei è un comunicato di dissociazione, dove testualmente ha dichiarato: “sospesa per lutto la partecipazione alla manifestazione per il Venezuela”.

Anche se non fosse stata sua intenzione, i movimenti sociali hanno interpretato la sua decisione di non partecipare come un appello che invita gli altri a non prendere parte all’evento. Confusi, sono stati sul punto di non presentarsi all’attività. Ci scusi i termini, ma non è possibile non parlare della solidarietà come un valore. Essa si contrappone all’ansia di apparire, di stare in primo piano e, soprattutto, al debordante e primitivo individualismo privo di qualsiasi pensiero socialista.

Nell’ambito politico, solidarietà significa accompagnare e servire. Assumere con convinzione il successo di una causa condivisa collettivamente. La solidarietà contrasta con la superbia ed il malinteso orgoglio. In sé, la solidarietà è un valore rivoluzionario che promuove l’unione.

I poteri forti mondiali avevano scatenato la loro ferocia contro il Venezuela. In quanto obiettivo fondamentale dell’imperialismo. La situazione che si è voluta affrontare era drammatica. Nessun egoismo, con o senza scuse, avrebbe dovuto osare smantellare un atto di solidarietà, che per di più, per gli altri è stato il frutto di uno sforzo immenso per mettere da parte tra voi gli odi reciproci, i rancori personali, le vuote contraddizioni, le vanità e i personalismi portati all’estremo.

Utilizzo le sue stesse parole: “non è un favore che vogliamo fare al Venezuela…”. Professore, l’internazionalismo è una questione di classe, non di filantropia. I reciproci interessi a lungo termine sono più importanti di quelli individuali. Non è questione di buone intenzioni, è impegno e lealtà cosciente. Non è retorica, ma è la decisione di trionfare insieme per una società giusta e di uguali.

La solidarietà è un dovere internazionalista. Tale prospettiva di classe si traduce nella difesa ad ogni costo del socialismo. Con essa ciò che si difende non è un nazionalismo, nemmeno una nazionalità, né una cultura specifica, ma il socialismo come patria.

Professore, ci dispiace, non sarà più invitato ai nostri atti fintanto che lei non porgerà pubblicamente le sue scuse, non a questa Missione Diplomatica, ma ai compagni, suoi e nostri, ai quali lei ha mancato di rispetto con un comportamento poco solidale.
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(VIDEO) I democratici genuini in piazza per il Venezuela bolivariano

13344574_764061433731335_3209386993850145095_ndi Ciro Brescia

L’aggressività dell’imperialismo a trazione statunitense mostra sempre più il suo vero volto di guerra, depredazione, bestialità e manipolazione terroristica dell’informazione.

L’esempio della resistenza dei popoli latinoamericani e dei loro governi democratici, progressisti e rivoluzionari, in primis quelli di Cuba e del Venezuela bolivariano, è un esempio fecondo anche per i popoli europei e per i lavoratori e le lavoratrici migranti provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’Oceania, dalla stessa America latina, che con le loro attività contribuiscono, e non poco, a mandare avanti le economie nei paesi cosiddetti “sviluppati”. 

Manifestación en Roma en solidaridad con VenezuelaUrge far sentire la nostra voce, qui in Italia, come abbiamo fatto il 7 giugno 2016 in piazza Vidoni a Roma, insieme ai popoli del mondo, ai migranti, mandare segnali di incoraggiamento al popolo venezuelano vittima, come accadde in Cile con il governo socialista del presidente Salvador Allende nei primi anni ’70, prima che i fascisti lo assassinassero e instaurassero la dittatura militare filo-imperialista, di una guerra economica senza pietà scatenata dagli speculatori della parassitaria borghesia imperialista.

Una guerra contro il popolo e che in forme, tempi e modi diversi è diretta contro tutti i popoli del mondo e che senza dubbio gli stessi popoli troveranno il modo, quanto prima, di sconfiggere, di vincere. 

Dobbiamo liberarci in Europa, in Italia, come nel mondo, dalla cappa oppressiva del sionismo, come quella del Vaticano, che continua a razzolare peggio, mentre alza la cortina di fumo della predica delle belle parole.

Le lunghe marce cominciamo sempre facendo i primi passi, ed ogni volta che sarà necessario, ricominceremo daccapo insieme a tutta l’umanità in lotta, come diceva Lenin, fino alla vittoria finale.

Questi passi li abbiamo fatti insieme con tutti e tutte coloro che sono scese in piazza il 7 giugno 2016 a Roma e tanti altri si aggiungeranno:

Rete “Caracas ChiAma”
Rifondazione Comunista
Collettivo Militant
Rete No War
Alianza País
Red de Amigos de la Revolución Ciudadana
Comitato Immigrati Italia
JVP Sri Lanka
REDCAN
UMANGAT
-Rivista LatinoAmerica di Gianni Minà
-Associazione di Amicizia Italia/Cuba
-PCdI
-CARC
-CSOA Terra Rossa / Lecce
-Albainformazione
-ANROS Italia
-Circolo Bolivariano J C Mariàtegui / Napoli
-Red por ti America / Italia
-Associazione Donne della Regione Mediterranea
-Associazione di Amicizia Italia/Nicaragua
-Circolo Bolivariano Hugo Chàvez / Ostia
-Galleri@rt / Napoli
-Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà
-Donne in Rosso, blog delle donne del PcdI
-Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila
-Centro Gramsci di Educazione
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Iscriviti al IV Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

l'immagine del profilo di Rete Salentina Caracas ChiAmadi Rete “Caracas ChiAma”

Quarto Incontro Italiano della Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

dal 15 al 17 aprile 2016 a Lecce

Clicca qui il programma dell’Incontro.

Tutte le forze solidali con la Rivoluzione Bolivariana sono invitate a partecipare, da protagoniste, al Quarto Incontro!

Caracas ChiAma: il Salento Risponde!

Il Venezuela Bolivariano è costantemente minacciato perché incarna, insieme ai popoli antimperialisti, lo spirito della Resistenza. Perché pilastro dell’integrazione regionale (dall’ALBA al MERCOSUR) su basi solidali. Vogliono far girare indietro le lancette della Storia perché il Venezuela mostra ai popoli del mondo che c’è vita oltre il neoliberismo e l’austerità. Così assistiamo al fenomeno della ‘solidarietà di ritorno’: la Rivoluzione Bolivariana che sbarca in Europa attraverso l’avanzata di alternative popolari che si ispirano alle idee di solidarietà, complementarietà e amicizia tra i popoli, non a caso, proprie dei movimenti bolivariani in America Latina. Un’opportunità da cogliere anche nella, por ahora, serva Italia sotto il tallone della Banca Centrale Europea, della NATO e degli USA.

Sostenere la Rivoluzione Bolivariana, significa realizzare il sogno del Comandante Chávez per il Venezuela e per il mondo.

Ai partecipanti saranno consegnati materiale e documenti per l’incontro riempiendo il seguente modulo di pre-iscrizione. Il processo di iscrizione inizia riempiendo il modulo di contatto qui di seguito riportato.

Le pre-iscrizioni sono necessarie, una per ogni singolo partecipante, e sarà possibile registrarle fino a domenica 10 aprile 2016; l’organizzazione si riserva insindacabilmente, durante l’evento, il diritto di accettare o meno la successiva iscrizione di coloro che non avranno effettuato la pre-iscrizione. Tutti i partecipanti, che siano essi Italiani, Venezuelani o di altra nazionalità devono riempire il modulo qui riportato.

per info evento: Federica +39 370 129 27 12 (Whatsapp – Tiscali) 

* per chi ne avesse particolare esigenza, consiglieremo qui consigliamo le strutture di accoglienza sul territorio (che si intendono a spese degli interessati):

Un saluto a tutti coloro che vengono da fuori Lecce!

Proposte abitative per i compagni che assistono al IV Incontro Caracas ChiAma che si svolgerà a Lecce dal 15 al 17 aprile.

Iniziamo con le situazioni più comode, quindi più care, a scendere.

Camera singola Euro 55

Camera doppia uso singola Euro 60,oo

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Qui di seguito la lista dei comitati, delle associazioni, delle reti sociali, delle organizzazioni popolari ed operaie, sociali e politiche, che il 29 giugno 2014, presso lo SCUP, a Roma, hanno dato vita alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che prenderà il nome di “Caracas ChiAma”:

Albassociazione/AlianzaPaís-Italia/Amig@s MST-Italia/ANROS/Areaglobale/Associazione di Amicizia Italia-Cuba (Roma-Ravenna-Parma)/Associazione Italia-Nicaragua (Circolo Leonel Rugama)/Associazione LiberaRete/Associazione Nazionale Nuova Colombia/P-CARC/Casa dei Popoli/Casa del Popolo di Torpignattara/Centro Sociale Spartaco/Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino/Centro Sociale La Talpa e l’orologio-Imperia/Centro Studi Antonio Gramsci/CESTES centro studi USB/CIRCinternazionale/Circolo Bolivariano “Alessio Martelli”/Circolo Bolivariano “Hugo Chávez”/Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” -Napoli/Associazione dei Giuristi Democratici/CORTOCIRCUITO/CSPAAAL/Fronte della Gioventù Comunista/J-PSUV-Italia/Marx XXI/MAS-Bolivia en Roma/Militant/Partito Comunista(Italia)/PDCI/Piattaforma Comunista/Rete dei Comunisti/Rete in Difesa dell’Umanità/Rete No War/Rifondazione Comunista/SuramericAlba/(n)PCI

International Migrants Alliance/Lega Immigrati albanesi “Iliaria”/Misil (movimento integrazione sviluppo italo latinoamericano/Associazione “I Blu”/Fronte di liberazione del popolo JVP (Sri Lanka)/Associazione Umangat-Migrante/Comitato Immigrati in Italia/Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Contropiano/Il Manifesto/Le Monde Diplomatique/LiberaTV/Radio Città Aperta/Rivista Nuestra America/Web Sibia-Liria

Associazione Sportiva Quartograd

Associazione di Amicizia San Marino-Cuba/Asociación Civil Canción Bolivariana/Asociación Euskadi-Cuba/Associazione Galego-Bolivariana Hugo Chávez/Comando Electoral Hugo Chávez–España/Coordinadora Estatal Solidaridad con Cuba-España/COSAL-Asturias/CUBADEBATE/ Guachirongo 98,5FM/Iniciativa Comunista-España/Movimiento América Libre y Socialista para Europa/Círculo Bolivariano “La Puebla” de Euskal Herria/Peña del Aljibe/Plataforma Bolivariana de Madrid/Plataforma Comunicacional Somos Sin Banderas/RESOLVER-Red de Solidaridad con Venezuela Revolucionaria-Suecia

Cultura e politica con il Venezuela sotto attacco degli USA

Il mondo della politica e della cultura si stringe intorno al Venezuela sotto attacco dagli Usa. Padre Alex Zanotelli: Tutta la mia solidarietà a un paese che si è speso per la pace mondiale

da lantidiplomatico.it

Il mondo della politica e della cultura si stringe intorno al Venezuela sotto attacco dagli Usa. Padre Alex Zanotelli: “Tutta la mia solidarietà a un paese che si è speso per la pace mondiale”. Vattimo: “Tutti i democratici del mondo stanno con il Venezuela e l’America Latina minacciata dagli Stati Uniti”.

 
Viviamo in un’epoca molto strana. La cappa della disinformazione di massa ci opprime ogni giorno. Un’epoca in cui chi è responsabile della morte di milioni di civili iracheni, chi ha usato Al Qaeda in Libia, armato e sostenuto Al Qaeda in Siria; chi ha utilizzato Pravy Sektor e nazisti dichiarati per organizzare un colpo di stato in Ucraina, chi supporta e protegge tutti i crimini di Israele contro i palestinesi, chi è il principale alleato in Medio Oriente del regime feudale e criminale dell’Arabia Saudita, gli Stai Uniti, può ancora definirsi il paladino internazionale della “democrazia” e in diritto di imporre con la forza o con colpi di stato morbidi il suo sistema neo-liberista fallito e fallimentare. Il tutto grazie all’aiuto decisivo di un sistema di disinformazione di massa connivente e a vassalli sparsi per governi una volta sovrani e liberi di Europa.
 
Dopo aver cercato di assassinare, come dimostrano le ultime rivelazioni di Wikileaks in modo inequivocabile anche per chi continua ad informarsi con la Repubblica o ascoltando il TG1, nell’ordine Hugo Chávez, Evo Morales e Rafael Correa, solo perché avevano rigettato le sue catene e dato di nuovo dignità e diritti alle loro popolazioni in America Latina, il regime nord-americano è tornato, in questi mesi, prepotentemente alla carica contro la via indipendente, libera e sovrana scelta dalla Repubblica bolivariana del Venezuela. E lo fa con una forza sempre maggiore con una guerra economica di un’intensità sempre maggiore, perché sa bene che il Venezuela, come gli altri paesi dell’Alba bolivariana, rappresentano un esempio di emancipazione possibile dalle catene del Fondo Monetario Internazionale e quelle del Washington Consensus. Le catene, per comprenderci, che nell’Europa del sud stanno distruggendo diritti e Welfare di intere popolazioni.
 
L’attacco è enorme e di un’intensità sempre maggiore con il responsabile del Comando Sud dell’esercito degli Stati Uniti, John Kelly, che è arrivato ad annunciare, in un’intervista alla CNN, che Washington sarebbe potuta intervenire in Venezuela perché la nazione latinoamericana “è prossima all’implosione”, per una “crisi umanitaria” fuori controllo. Per questo, nella giornata di oggi diversi intellettuali e uomini politici hanno voluto esprimere la loro solidarietà ai continui attacchi di ingerenza subiti dal popolo venezuelano da parte del regime degli Stati Uniti. Ve ne riportiamo alcune.
 
 
Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, Napoli 31 ottobre 2015 
 

“Tutta la mia solidarietà al popolo del Venezuela, un paese che si è  speso per la pace mondiale e per la fraterna cooperazione Sud-Sud. Le ingerenze esterne che da tempo colpiscono il Venezuela sono inaccettabili, sia quando prendono la forma di guerra economica sia quando assumono l’aspetto di minacce di intervento militare, come sta accadendo in questi giorni. Pace, pace”.

 

Gianni Vattimo, filosofo, professore universitario ed Ex Europarlamentare
 
“Tutti i democratici del mondo stanno con il Venezuela e l’America Latina minacciata dagli Stati Uniti. Viva Chávez, viva Maduro, no all’imperialismo del capitale”.
 
 
Gianni Minà, giornalista, scrittore, direttore della Rivista “Latinoamerica e tutti i sud del mondo”
 
“Il capo del comando Sud degli Stati Uniti, il generale John Kelly, non se ne è forse accorto, ma l’America Latina, e il Venezuela di Chávez e di Maduro in particolare, è uno esempio oggi, al contrario di quando era “il cortile di casa” degli USA, di democrazia partecipativa che ha offerto una via possibile di emancipazione al sistema fallito che gli Stati Uniti vogliono imporre al mondo”.
 
Luciano Vasapollo, pro Rettore dell’Università La Sapienza di Roma
 
“Diamo pieno sostegno incondizionale al presidente Maduro, al governo e al popolo rivoluzionario bolivariano. In questi momenti di attachi dell’imperialismo e dell’oligarchia e dei mercenari fascisti. In una guerra mediatica e psicologica senza precedenti. Il Venezuela chavista e bolivariano del presidente Maduro rappresenta un punto di riferimento a livello internazionale per la difesa dell’umanità e l’autodeterminazione dei popoli. Chávez Vive la lotta internazionale continua!. In difesa dell’umanità e con la rivoluzione chavista la vittoria è garantita”.
 
 
Manlio di Stefano, capo Gruppo della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati per il Movimento 5 Stelle 
“Nel marzo scorso alla camera dei Deputati italiana, il Movimento 5 Stelle ha organizzato un importante convegno sull’Alba bolivariana, un’organizzazione costruita su basi solidali e compensativi da paesi liberi, sovrani e indipendenti che in passato hanno saputo spezzare le catene del FMI e di Washington, che hanno imposto per decenni povertà per il solo benessere delle multinazionali occidentale e di un modello economico fallimentare. Più o meno, con le dovute differenze dei due continenti, è quello che sta accadendo nell’Europa del sud e per questo l’esperienza dell’Alba rappresenta un punto di riferimento per chi come il M5S vuole ritornare ad una politica libera, sovrana e indipendente, senza più le catene della Troika. L’attacco da parte degli Stati Uniti contro l’Ecuador di Correa, la Bolivia di Morales e, soprattutto, il Venezuela di Maduro, con una guerra economica continua, da parte di chi vuole far tornare il Sud America il “cortile di casa” delle politiche neo-liberiste nord-americane non è tollerabile. Tutti coloro che si battono per la sovranità, l’autodeterminazione dei popoli e un mondo multilaterale di pace, come il Movimento 5 Stelle, lotteranno per impedirlo”.
 
Paolo Becchi, professore ordinario di Filosofia del Diritto presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Genova
 
“In Europa del sud la dittatura della Troika, con lo strumento di distruzione di massa dell’euro, ha di fatto distrutto diritti che pensavamo inalienabili, ha demolito la democrazia (Portogallo, Grecia e Italia dimostrano come le elezioni sono solo feticci di decisioni già prese a Bruxelles) e il Welfare frutto di decennali lotte ormai un ricordo. C’è una regione del mondo, al contrario, che ha saputo dire no a questa logica in passato ed è il Sud America. Attraverso l’organizzazione dell’Alba bolivariana ha dimostrato che esiste un modello che può vivere in pace con il resto del mondo, senza bisogne di guerre per depredare altri mercati, e che si può tornare a garantire una vita dignitosa a tutta la popolazione con politiche sociali redistributive e benessere sociale per tutti. L’attacco vergognoso e l’ingerenza degli Stati Uniti con una guerra economica continua e colpi di stati morbidi contro un governo democraticamente eletto come accade oggi in Venezuela rappresenta un’ingerenza intollerabile per tutti coloro che come me aspirano ad un futuro senza la dittatura economica e finanziaria del neo-liberismo”.
 
Geraldina Colotti, giornalista de Il Manifesto e de Le Monde Diplomatique
 
“Sostenere il socialismo bolivariano per difendere il cammino verso un mondo senza sfruttamento e guerre di aggressione. Sostenere il Venezuela socialista rende più forte la lotta dei popoli oppressi e più concreta la speranza”.
 
Carlo Amirante, già Professore di diritto costituzionale all’Università Federico II
 
“La Repubblica Bolivariana del Venezuela non solo è riuscita a divenire grazie alla rivoluzione bolivariana una democrazia partecipativa avanzata, ma rappresenta oggi a livello giuridico un esempio avanzatissimo sul rispetto e la tutela dei diritti umani, il rispetto dell’ambiente e i diritti della natura, i diritti, infine, della donna. Esprimo tutta la mia solidarietà al popolo venezuelano contro l’ingerenza, l’ennesima, degli Stati Uniti, che vogliono far tornare il paese ai tempi in cui tutti quei diritti non c’erano, ma c’era il pieno sbocco per le multinazionali pronte a sfruttare lavoro e risorse altrui sempre”. 
 
Marinella Correggia, giornalista, scrittrice e eco-attivista
 
“L’Asse della guerra dominato dal regime degli Stati Uniti continua a minacciare i popoli e paesi che lavorano per la pace e la solidarietà mondiale e che si oppongono attivamente alle guerre imperialiste e alle politiche che uccidono l’umanità e il pianeta.
Il Venezuela bolivariano, che ha raccolto l’eredità del presidente Hugo Chávez, continua a essere vittima di una criminale guerra economica alla quale si aggiungono talvolta più o meno velate  minacce militari da parte di chi si crede padrone del mondo. Le ultime dichiarazioni di John Kelly, responsabile del Comando Sud, sono semplicemente vergognose.

Basta! La Terra è di tutti, non del regime di Washington. Solidarietà al popolo e al governo popolare del Venezuela”.

[… e tante altre dichiarazioni dalla politica e dal mondo intellettuale rilanciate per tutta la giornata di oggi qui.]
 
La Terra è di tutti, non del regime di Washington. Se solo dal Nord America smettessero di pensare di poter indirizzare le scelte di tutte le popolazioni che non si allineano ai loro diktat, il pianeta sarebbe un posto più ospitale per tutti. Chi ha creato un sistema fallito e drammaticamente fallimentare in cui vivono 15 milioni di bambini in condizioni di povertà, in cui la diseguaglianza sociale ha raggiunto livelli che rispecchiano più il feudalesimo che una società moderna e in cui è detenuta

il 25% della popolazione carcercaria del mondo, per fare solo tre esempi delle decine che si si potrebbero fare, non può essere certo un modello per nessuno, a parte Renzi.

Il Re è, comunque, sempre più nudo per l’opera di informazione e emancipazione compiuta recentemente dai paesi dei Brics e da quelli dell’Alba bolivariana prima. Il momento è decisivo e bisogna lottare contro gli ultimi colpi di coda del tiranno globale. Il popolo venezuelano ha il diritto di poter scegliere liberamente il suo destino. Lui e nessun altro.

20ago2015: solidali con il Brasile!

Giovedì 20 agosto 2015 in tutto il Brasile i movimenti sociali manifesteranno contro i tentativi di golpe e contro la democrazia!

Misión Milagro ha restituito la vista a 4 milioni di pazienti

010615_Antigua_y_Barbuda_Jornadas_Mision_Milagro_WEB03da Prensa AVN/MPPRE

In Venezuela, in America Latina e nei Caraibi, quasi 4 milioni di pazienti hanno recuperato la vista attraverso la Misión Milagro, un programma creato nel 2005 dai leader della rivoluzione cubana e bolivariana, Fidel Castro e Hugo Chávez, con l’obiettivo di curare quei cittadini sprovvisti delle risorse necessarie per affrontare un intervento oftalmologico.

Durante il suo programma settimanale ‘Con Cilia en Familia’, la prima combattente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Cilia Flores, ha parlato del supporto fornito dalla Misión Milagro, che costituisce un programma sociale consono alla costruzione di un mondo possibile, basato sulla solidarietà e l’assistenza completa ai popoli.

Flores ha spiegato che in ogni paese dove arriva la Misión Milagro vi è un processo di formazione di professionisti con attrezzature all’avanguardia per garantire interventi di qualità per tutti i beneficiari.

Inoltre ha evidenziato la volontà del governo bolivariano di estendere questo programma sociale alla comunità del Bronx negli Stati Uniti: «La nostra Misión Milagro cura quest’anno i pazienti dei Caraibi Orientali. Potremmo prestare assistenza anche ai nostri cari fratelli del Bronx».

Il Presidente Nicolás Maduro, attraverso il proprio account Twitter ha dichiarato che la Misión Milagro, è una meravigliosa creazione dell’Alleanza Bolivariana per i popoli della Nuestra América (ALBA). «La rivoluzione delle missioni socialista è che donano la vista a chi non la possiede e soprattutto amore per la vita a tutti. Viva la Rivoluzione!».

L’8 luglio del 2004, un gruppo di venezuelani fece un primo viaggio a Cuba per essere operati da specialisti in oftalmologia dell’isola. Da quel momento iniziò a prendere forma la Misión Milagro. Quasi un anno dopo, il 25 di agosto del 2005, Chávez e Castro firmarono il ‘Compromiso de Sandino’, che prevede l’assistenza solidale ai popoli d’America per promuovere lo sviluppo della regione.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Napoli 3lug2015: Atene Chiama, Napoli Risponde

da Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

Siamo tutti Greci! We are all Greeks!

Oggi è Greco chi perde il posto di lavoro, Greco chi lo difende; Greco chi non considera normale dover morire cadendo da un’impalcatura, o aspettando un intervento medico; Greco chi non vuole più scuole che crollano sulle teste dei bambini, terre sommerse dai rifiuti, violenza e guerre. È Greco chi non accetta che una parte piccola del paese si arricchisca, rida e festeggi mentre le case crollano, aumentano i licenziamenti e la disoccupazione e i salari sono sempre più da fame. È Greco chi non crede alla bufala del debito da pagare
: ad arricchirsi sono sempre stati i padroni di ogni nazione, a pagare sempre studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati.

Domenica in Grecia si deciderà, con un referendum, se continuare a sottostare ai ricatti dell’Unione Europea o riprendersi il proprio destino: mai come in questi giorni dobbiamo far sentire a questo popolo che non è solo, dobbiamo dimostrare che siamo uniti e solidali con i greci e con chi condivide la loro stessa sorte, in tutta Europa. Dobbiamo sostenere il loro coraggioso dire e votare NO alle imposizioni delle istituzioni Europee!

#OXI alle misure d’austerità!
#OXI al ricatto del debito!

È il momento di dire basta!
Potere al popolo!

Napoli con il popolo greco
___

VENERDI 3 LUGLIO – ore 18:00 

METRO TOLEDO

CORTEO CITTADINO A SOSTEGNO DEL POPOLO GRECO!
CONTRO IL RICATTO DELLA TROIKA, CONTRO L’AUSTERITA’!

Desde el Venezuela hasta la Fiat de Pomigliano: una lucha sola!

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por Francesco Guadagni

El pasado miércoles, 13 de mayo del 2015, el colectivo redacional de ALBAinformazione, junto con la Cónsul General de la Republica Bolivariana de Venezuela en Nápoles, Amarilis Gutiérrez Graffe, dieron su propias solidaridad a los obreros de la Fiat de Pomigliano d’Arco, que por medio del “Comité de lucha obrera contra la externalización” están vibrando una lucha contra la violencia patronal de la Fiat. Los trabajadores tomaron colectivamente la decisión de ocupar la grúa frente a la histórica y centralísima Plaza Municipio donde hay el patio de la Linea 1, principal arteria de la metropolitana subterránea de Nápoles, además de una huelga del hambre y de la sed por parte de unos de ellos.

Los obreros, después el tercero suicidio de una obrera, se organizaron y empezaron a protestar intentando hacer conocer sus propias reivindicaciones por medio de acciones mediáticas como la de un muñeco ahorcado que rapresentaba el administrador delegado de la FIAT, Sergio Marchionne. Dicha acción, fue el pretexto por parte de la FIAT para despedir del trabajo a los cincos obreros, principales líderes y vanguardias de dicha lucha.

En el 2008, estes cincos obreros, junto a otros 316 compañeros de trabajo de la Fiat de Pomigliano fueron trasladados en otra fabrica, con la excusa de una reestructuración de la fabrica de Pomigliano, pretexto de Marchionne para separar los trabajadores más combativos y concientes desde los otros a través los así llamados repartos “confino”. Estos repartos “confino” son los mismos que venían utilizados en los años Setenta por parte de los administradores de la Fiat y que solían definirse también “Oficinas Estrellas Rojas” por la presencia masiva de comunistas y socialistas entres los confinados.

Los obreros de la Fiat apreciaron mucho la solidaridad por parte de la Consul General de Venezuela que se informó sobre las reivindicaciones de los trabajadores en lucha.

Finalmente, los obreros han hecho un llamado a la solidaridad internacional y de clase de todo el proletariado del mundo y de todos los pueblos trabajadores. En particular, los obreros, han hecho conocer las próximas actividades: la primera este sábado, a partecipar todos juntos, trabajadores y estudiantes, emigrantes y movimientos políticos, a la marcha contra la presencia del presidente del consejo no electo, Matteo Renzi; la segunda por la asamblea frente al tribunal de Nola (cerca de Nápoles), a donde la corte de justicia se pronunciará sobre la reintegración de los obreros en la fabrica de Pomigliano. 

[Traducción desde el italiano por ALBAinformazione de Alessandro Pagani]

Faenza 17mag2015: Cena di solidarietà venezuelana

PC siriano unito chiede condanna del terrorismo

da sana.sy

Il Partito comunista unificato ha lanciato un appello ai partiti comunisti, ai sindacati, alla sinistra per condannare i crimini dei terroristi e per manifestare la solidarietà al popolo siriano che lotta con fermezza contro il terrorismo, nonostante le sofferenze causate da un ingiusto blocco economico.

Il partito ha aggiunto che la Siria e il suo popolo si trovano ad affrontare da anni la peggiore invasione delle organizzazioni terroristiche, al fine di distruggere lo Stato siriano, le sue istituzioni, scuole, università e i settori economici, oltre a commettere massacri contro il popolo siriano.

Il partito comunista siriano unificato ha concluso la sua dichiarazione ribadendo che i siriani, nonostante le stragi terroristiche, vogliono un futuro di carattere democratico e laico attraverso il dialogo nazionale che coinvolga tutte le forze politiche, sociali e religiose del paese.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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