(VIDEO) Elías Jaua alla ONU: «Il sistema neoliberale è un sistema neofascista»

El canciller venezolano, Elías Jaua, denunció que países que dicen ser "excepcionales" mantienen secuestrada la Organización de Naciones Unidas y por consiguiente la paz del mundo. De igual forma expresó la necesidad de reformar el organismo, con la finalidad de convertirlo en una instancia equitativa.di Ciro Brescia

New York, 27 set 2013.- Il Ministro degli Esteri del Venezuela, Elias Jaua, ha riferito, venerdì presso la 68ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite (ONU) che questa organizzazione è stata sequestrata da parte dei paesi che si definiscono “eccezionali” e dei suoi alleati, sollecitando lo spostamento della sede che è attualmente negli Stati Uniti in favore di una città del Sud America.

«Il Venezuela è qui per denunciare il sequestro dell’ONU, la pace del mondo è sequestrata», ha affermato il ministro degli Esteri venezuelano, durante la sua partecipazione alla 68ª Assemblea Generale dell’ONU che si svolge a New York.

Il capo del Ministero degli Affari Esteri del Venezuela, ha anche accennato al sostegno dell’iniziativa del presidente della Bolivia, Evo Morales, per spostare l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite in un’altra sede di questo organismo mondiale.

In questo senso, si è chiesto perché l’ONU non sanziona il paese nordamericano che mantiene un blocco economico contro Cuba e che attualmente sta cercando di bombardare la Siria, dopo aver constatato che «questo può essere spiegato con il fatto che il presidente Barack Obama ha affermato di recente l’eccezionalità che rappresentano gli USA, ossia che non sono uguali a tutti gli altri paesi che esistono nel mondo».

Quindi aggiunge che quanto affermato sette anni fa dal presidente venezuelano Hugo Chávez sui presidenti imperiali, è più attuale che mai, «sette anni fa, il nostro comandante Hugo Chávez ha detto che qui c’è puzza di zolfo e ancora oggi puzza di zolfo tra quelli che credono di essere eccezionali».

A causa della marcata disuguaglianza di questo organismo, il rappresentante del Venezuela ha sostenuto la proposta del Presidente della Bolivia Evo Morales di utilizzare le sedi che si trovano in varie parti del mondo, ma non prima di esprimere l’indignazione del presidente Maduro, che non ha potuto presenziare alla riunione «a causa degli ostacoli, del condizionamento e per l’assenza di garanzie da parte degli Stati Uniti».

Durante il suo discorso, ha asserito che è impossibile rispettare le norme previste dalla Carta delle Nazioni Unite che stabilisce la pace come principio, se i rappresentanti di tale organismo internazionale sostengono l’intervento militare, il blocco economico e lo spionaggio, tra le altre irregolarità condotte dal governo degli Stati Uniti e dai suoi alleati.

Ha anche espresso il sostegno della nazione sudamericana a favore della risoluzione pacifica del conflitto in Siria, nonché della proposta del presidente iraniano, Hassan Rohani, che ha presentato un’iniziativa per il disarmo definitivo dei paesi che hanno questo tipo di armi.

Jaua ha denunciato il sistema neoliberale definendolo «un sistema neofascista» e ha fatto riferimento anche al caso di Edward Snowden, ex agente della CIA il quale ha presentato le prove al mondo della pratica dello spionaggio, ed ha proposto la creazione di un organismo per la privacy per evitare le continue violazioni da parte del paese nordamericano.

Giovedì, il presidente venezuelano Nicolás Maduro ha denunciato l’ingerenza in cui incorrono gli Stati Uniti e le altre potenze contro diversi governi del mondo affermando che «infrange le regole della comunità internazionale, così ho dato mandato al Cancelliere del Venezuela di sollevare la questione alla 68ª Assemblea generale delle Nazioni Unite (ONU)».

Dall’Islanda un chiaro messaggio: «Il capitalismo non si riforma, va abbattuto»

Birgitta Jónsdóttii è una deputata islandese che al centro della sua gestione colloca la libertà d’informazione degli abitanti del suo paese.
L’attuale deputata è stata consulente di Wikileaks ed è presidente dell’International Modern Media Institute, che pretende trasformare l’Islanda in un rifugio per informatori, come Edward Snowden o lo stesso Julian Assange, leader di Wikileaks.
Jónsdóttii, è membro de Il Movimento, un partito politico che è nato a partire dalle proteste che hanno scosso l’Islanda nell’anno 2009. Inoltre alla fine del 2012 ha fondato il  Partito Pirata islandese, con il quale ha ottenuto tre seggi nelle elezioni di aprile.
«Il capitalismo non si può riformare, si deve distruggere, abbattere. Non voglio però imporre nessun –ismo, non c’è un solo sistema che possa essere la soluzione. L’unica cosa certa che si deve fare è essere più sostenibili nelle nostre comunità. Dobbiamo essere coscienti del costo che presuppone ciò che consumiamo; del problema delle pensioni, con tanta gente giovane disoccupata, chi pagherà le pensioni nei prossimi 20 anni? Risulta ovvio che i nostri sistemi non funzionano, così che forse dobbiamo girarci indietro e cercare cosa non ha funzionato…», afferma la deputata islandese a El País.
«Non hanno capito che ci troviamo nel XXI secolo e che il nostro modo di comunicare e di condividere le informazioni è stato radicalmente trasformato. Non capiscono che è in atto una rivoluzione dell’informazione che si muove molto rapidamente. Ma certamente hanno capito come abusare di queste nuove forme di comunicazione che utilizziamo, invadendo la nostra privacy, attaccando ciò che tiene insieme le nostre democrazie. Viviamo in un mondo nel quale il giornalista non può più proteggere le sue fonti, dove i medici non possono più garantire il diritto alla privacy dei loro pazienti… I leaders mondiali non capiscono il danno che stanno causando. Non capiscono nemmeno il senso delle parole sostenibilità o trasparenza».
[Si ringrazia Alfredo Viloria per la cortese segnalazione – Trad. dal castigliano per ALBAinFormazione di Ciro Brescia]

Le riflessioni di Fidel: La bugia prezzolata

di Fidel Castro Ruz

Fonte: Cubadebate

Mi spinge a scrivere il fatto che molto presto accadranno degli avvenimenti molto gravi. Nella nostra epoca non trascorrono più di dieci o quindici anni senza che la nostra specie corra dei pericoli reali. Né Obama né nessun altro sarebbe in grado di garantire nulla; dico questo per spirito di realismo, poiché solo la verità ci potrebbe offrire un pizzico in più di benessere e un soffio di speranza. In materia di conoscenza siamo ormai arrivati all’età adulta. Non abbiamo il diritto d’ingannare né di ingannarci.

Nella stragrande maggioranza dei casi l’opinione pubblica conosce abbastanza bene il nuovo rischio che è alle porte.

Non si tratta semplicemente di razzi transcontinentali che puntano verso obiettivi militari in Siria, bensì che quel valoroso paese arabo, sito nel cuore di più di mille milioni di musulmani, il cui spirito di lotta è proverbiale, ha dichiarato che resisterà fino all’ultimo respiro a qualsiasi attacco militare.

Tutti sanno che Bashar al Assad non era politico. Ha studiato medicina. Si è laureato nel 1988 e si è specializzato in oftalmologia. Assunse il ruolo di politico con la morte di suo padre Hafez al Assad nell’anno 2000 e dopo la morte accidentale di un fratello prima che assumesse quel compito.

Tutti i membri della NATO, fanatici alleati degli Stati Uniti, e alcuni paesi petroliferi alleati dell’impero in quella zona del Medio Oriente, garantiscono il rifornimento mondiale di combustibili di origine vegetale, accumulati durante più di mille milioni di anni. Di contro, saranno necessari almeno 60 anni per la disponibilità di energia proveniente dalla fusione nucleare di particelle d’idrogeno. Pertanto l’accumulo di gas serra continuerà ad aumentare a ritmi vertiginosi e con forti investimenti in tecnologie e impianti.

D’altro canto si afferma che nel 2040, tra solo ventisette anni, molti dei compiti che oggi svolge la polizia come fare le multe e altre incombenze, saranno realizzati dalle macchine. I lettori possono immaginare come sarà difficile discutere con una macchina capace di processare milioni di calcoli per minuto? In realtà alcuni anni addietro era qualcosa d’inimmaginabile.

Alcune ore fa, lunedì 26 agosto, i comunicati provenienti da agenzie stampa note al gran pubblico per i loro servigi sofisticati agli Stati Uniti, si sono impegnati a diffondere la notizia che Edward Snowden ha dovuto scegliere la Russia perché Cuba aveva acconsentito alle pressioni degli Stati Uniti.

Ignoro se qualcuno in qualche luogo abbia detto o no qualcosa a Snowden, giacché questo non è il mio compito. Leggo tutto quello che posso su notizie, opinioni e libri che si pubblicano nel mondo. Ammiro il coraggio e l’onestà delle dichiarazioni di Snowden che, secondo il mio parere, si è adoperato per far conoscere al mondo la politica veramente nauseante e disonesta del grande impero che mente e inganna al mondo. Su ciò che non sono d’accordo è che qualcuno, qualsiasi fossero i suoi meriti, possa parlare in nome di Cuba.

La bugia prezzolata. Chi è che la afferma? Il quotidiano russo “Kommersant”. Che cosa è questo libello? Secondo quanto spiega la medesima agenzia Reuters questo giornale cita le fonti vicine al Dipartimento di Stato americano: “[…] la motivazione di questa scelta è stata dettata dal fatto che all’ultimo momento Cuba ha informato alle autorità d’impedire a Snowden di salire sul volo dell’aerolinea Aeroflot”. Secondo il quotidiano, “[…] Snowden aveva trascorso un paio di giorni nel consolato russo di Hong Kong per dichiarare la sua intenzione di volare verso l’America latina via Mosca”. Se volessi, potrei parlare di questi temi che conosco in modo esteso.

Oggi ho osservato con molto interesse le immagini del presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, durante la sua visita alla nave ammiraglia del distaccamento russo che fa visita al Venezuela dopo aver fatto scalo nei porti dell’Avana e Nicaragua.

Durante la visita del presidente venezuelano alla nave mi sono interessate alcune immagini grafiche. Una di queste si è contraddistinta per l’ampiezza dei movimenti dei suoi innumerevoli radar capaci di controllare le attività operative della nave in qualsiasi situazione si presenti.

D’altra parte abbiamo fatto delle indagini sulle attività del quotidiano mercenario “Kommersant”. A suo tempo è stato uno dei più perversi mezzi al servizio dell’estrema destra controrivoluzionaria, la quale si beneficia del fatto che il governo conservatore e lacchè di Londra spedisca i suoi bombardieri verso la Base Aerea di Cipro, pronti per lanciare le bombe sulle forze patriottiche dell’eroica Siria. Mentre che in Egitto, definito come il cuore del mondo arabo, migliaia di persone sono assassinate dai responsabili di un rude colpo di stato.

In quest’atmosfera si stanno preparando i mezzi navali e aerei dell’impero e i loro alleati per dare inizio a un genocidio contro i popoli arabi.

È assolutamente evidente che gli Stati Uniti cercheranno come di consueto fare pressioni a Cuba, così come fa con l’ONU o con qualsiasi altra istituzione pubblica o privata del mondo. Questa è una delle caratteristiche che contraddistinguono i governi di questo paese e non sarebbe possibile aspettare altra cosa da quei governanti, ma non in vano si resiste da 54 anni difendendo senza tregua – e tutto il tempo che fosse necessario -, facendo fronte al criminale blocco economico imposto dal ricco impero.

Il nostro maggiore errore è di non essere stati capaci d’imparare molto di più in un tempo molto breve.

[Trad. dal castigliano per ALBAinFormazione di Vincenzo Paglione]

Vertice antimperialista in Bolivia

TeleSUR

La Bolivia ha organizzato, insieme ad alcuni sindacati contadini, un vertice antimperialista nella città di Cochabamba, per discutere del sequestro subito dal presidente Evo Morales quando alcuni paesi europei gli hanno negato il loro spazio aereo, violando trattati e convenzioni internazionali.

Il vertice antimperialista è iniziato questo mercoledì, 31 luglio, nella città di Cochabamba (nel centro del paese) e si prolungherà fino al 2 di agosto, con l’obiettivo di creare uno strumento politico per la liberazione latinoamericana. Conterà, alla sua inaugurazione, sulla presenza di oltre 15 paesi, in compagnia del vicepresidente Álvaro García Linera e del cancelliere David Choquehuanca.

Diversi movimenti sociali si danno appuntamento a questo incontro, con l’obiettivo prima di tutto di dare sostegno al presidente Evo Morales dopo che, all’inizio del mese di luglio, al suo aereo è stato negato l’atterraggio in vari paesi europei, per via dei sospetti che al suo interno viaggiasse l’ex tecnico della CIA, Edward Snowden.

All’Hotel Cochabamba, sede principale dell’evento, sarà possibile ascoltare discorsi dei rappresentanti di ciascuno dei movimenti sociali. Fra i partecipanti già arrivati al vertice ci sono i membri della Gioventù Sandinista 19 luglio del Nicaragua, ed è previsto che le delegazioni cubana e argentina giungano nelle prossime ore.

Il programma dell’appuntamento prevede che i partecipanti dibattano i temi a cinque tavoli di lavoro: sovranità politica, economica e territoriale; violazione di trattati e convenzioni internazionali; strategie politiche continentali.

Per il giovedì si prevede un’agenda di lavoro per commissioni, in totale cinque, che realizzeranno diverse sessioni affinché il venerdì si effettui una massiccia concentrazione nella centrale Avenida Blanco Galindo, capeggiata dal presidente Evo Morales.

Al Vertice Antimperialista parteciperanno delegati di 15 paesi, più i delegati di 36 organizzazioni sociali boliviane, unitamente ai rappresentanti dei paesi facenti parte dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America (ALBA), L’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR), le Organizzazioni della Comunità di Stati Latinoamericani e Caraibici (CELAC), ed altri.

Questo vertice è stato convocato all’inizio del mese da cinque organizzazioni sociali boliviane, con l’intenzione di condannare il fermo subito dal presidente Evo Morales al suo rientro dall’Europa, il 2 luglio scorso.

Fin dal primo momento, governi e organizzazioni sociali di tutto il mondo hanno espresso un netto rifiuto delle posizioni dei governi in questione (Francia, Italia, Spagna e Portogallo) i quali, nelle settimane seguenti, hanno offerto le loro scuse al capo di stato boliviano.

[trad. dal castigliano di Pier Paolo Palermo]

Pronti ad accogliere Snowden

di Geraldina Colotti

Il Manifesto, 7 luglio 2013.- Il Venezuela è pronto ad accogliere Edward Snowden. E poco prima anche il presidente del Nicaragua, Daniel Ortega, ha affermato di essere disposto a riceverlo «con molto piacere». Il presidente della Repubblica bolivariana, Nicolas Maduro, lo ha dichiarato venerdì sera durante le celebrazioni per i 202 anni della Dichiarazione di indipendenza del paese, il 5 luglio del 1811. Lo stesso giorno di 4 mesi fa è morto il suo predecessore, Hugo Chávez, stroncato da un tumore che in molti, a Caracas e non solo, sospettano sia stato «inoculato» dalla lunga mano della Cia. E così, nella gremita passeggiata Los Proceres – la stessa in cui il popolo ha accompagnato il feretro di Chávez dall’ospedale militare all’Accademia per l’oceanica veglia che ne è seguita – Maduro ha annunciato: «Ho deciso di offrire asilo umanitario al giovane statunitense Edward Snowden perché possa vivere tranquillo nella patria di Bolivar e di Chávez. È necessario proteggere questo giovane che ha rivelato gli oscuri segreti della Cia».

Asilo umanitario, come lo si concede ai profughi in fuga da guerre, catastrofi, e gravi persecuzioni. «Annuncio ai governi amici del mondo che abbiamo deciso di offrire questa figura del diritto umanitario internazionale per proteggere dalla persecuzione scatenata dall’impero più potente del mondo un giovane che ha solo detto la verità», ha continuato Maduro. Un argomento di peso, quello della verità, soprattutto negli Usa: innervato nella costituzione che, per esempio nel famoso Quinto emendamento, concede a un imputato il diritto di non rispondere, ma non quello di mentire. Un punto su cui le organizzazioni per i diritti civili statunitensi hanno insistito anche durante le proteste organizzate contro lo spionaggio di stato nella festa per l’Indipendenza, il 4 luglio: ricordando a Barack Obama le sue promesse (di trasparenza e non solo) pronunciate durante la campagna elettorale.

Le petizioni per chiedere la non punibilità di Snowden e la libertà del caporale Bradley Manning, che ha passato le informazioni a Wikileaks (il Cablogate) e che rischia l’ergastolo, sono rimaste lettera morta, al pari di quelle per chiudere il lager di Guantanamo, come promesso da Obama. «Chiudere Guantanamo è risultato più difficile del previsto», ha dichiarato recentemente il presidente Usa fornendo i nomi dei 166 detenuti, molti dei quali in sciopero della fame da 150 giorni e alimentati a forza. E, agli alleati che balbettavano richieste di spiegazioni per essere stati spiati dal programma Prism, ha risposto richiamandoli alla realtà: tutti spiano tutti, per interessi economici e per «la sicurezza». «Non potete avere 100% di sicurezza e anche 100% di rispetto per la vita privata e nessun inconveniente – ha dichiarato il 7 giugno il capo delle forze armate Usa dopo l’esplosione del Datagate – Si devono fare delle scelte sul tipo di società», ha detto.

Scelte che alcuni paesi dell’America latina stanno indirizzando in un altro senso. Con la festa per l’Indipendenza, il Venezuela ha festeggiato la tenuta dell’unione civicomilitare, ossatura del socialismo bolivariano messo in marcia da Chávez. Unico esempio che funziona per aver rinnovato, con forti iniezioni gramsciane e di democrazia radicale, quello che in altre parti del mondo è stato il nazionalismo progressista (vedi il nasserismo in Egitto) e che è finito altrimenti. Venerdì, Maduro ha nominato una donna, Carmen Meléndez, ministro della Difesa.

«Per essere indipendenti bisogna sentirlo. E sentirlo non basta, se non si esercitano indipendenza e sovranità», ha affermato il presidente bolivariano. Snowden – ha ribadito – «è un giovane che ha deciso, in uno slancio di ribellione, di dire la verità sullo spionaggio degli Stati uniti contro il mondo».

Un esercizio di sovranità è apparso anche il vertice d’urgenza organizzato a Cochabamba, in Bolivia, dall’Unione delle nazioni sudamericane (Unasur). Un attestato di orgoglio e di appoggio al presidente boliviano Evo Morales nella città che più ha contribuito a portarlo al governo con formidabili lotte di massa contro le privatizzazioni neoliberiste. Il 2 luglio, di ritorno dal vertice dei paesi produttori di gas, a Mosca, Morales era stato costretto a fermarsi per 13 ore a Vienna perché Francia, Portogallo, Spagna e Italia gli avevano negato il permesso di volo sul proprio territorio: per rispondere al volere degli Usa, che sospettavano la presenza di Snowden sull’aereo, hanno denunciato i paesi socialisti latinoamericani. Unasur ha richiesto delle scuse ufficiali ai paesi europei coinvolti nell’abuso. La Francia si è scusata, la Spagna non ha voluto saperne, l’Italia ha declinato ogni responsabilità. E tutt’e tre hanno negato asilo politico a Snowden, che lo ha richiesto a 21 paesi conosciuti più altri 6 i cui nomi non sono stati rivelati per evitare ingerenze Usa. Il parlamento portoghese, rispondendo a un’interrogazione del Partito comunista, ha convocato il suo responsabile Esteri. Ieri anche la Comunità degli stati latinoamericani e caraibici (Celac) ha espresso solidarietà a Morales e «seria preoccupazione», e ha chiesto «un chiarimento dei fatti che costituiscono una violazione al diritto internazionale».

L’annuncio di Maduro ha scatenato l’isteria della destra. «Maduro cerca di nascondere così il disastro del paese», ha detto Henrique Capriles, leader dell’opposizione: lo stesso che, da sindaco di Baruta, nel 2002 ha dato l’assalto all’ambasciata cubana a Caracas, durante il golpe a guida Usa contro Hugo Chávez. Finora gli Usa tacciono. Snowden è ancora al terminal dell’aeroporto moscovita di Sheremetievo, dov’è arrivato il 23 giugno.

(VIDEO) Intervista alla RT russa a Nicolás Maduro

Il presidente Maduro ha rilasciato una intervista alla catena televisiva russa in lingua spagnola nella quale accusa gli USA di spionaggio costante al mondo e nella quale chiede che l’umanità protegga Edward Snowden. Gli USA spiano persino i suoi propri alleati come la UE a Bruxelles.

Il Presidente si chiede cosa fa la UE. Scrive una letterina diplomatica, niente di più, dicendo che non reagirà come invece vorrebbero i suoi stessi popoli.

Spiano tutti, anche gli alleati più ferventi che li hanno accompagnati nelle ultime guerre, distruggendo la Libia, la Siria. Non hanno rispetto per nessuno.

Il Nicaragua sandinista disposto ad accogliere Snowden

Presidente Daniel Ortega

Managua, 5 luglio 2013.- Il Presidente nicaraguense Daniel Ortega si dichiara disposto a concedere asilo a Snowden.

Notizia pubblicata su aporrea.org

Di seguito il report delle dichiarazioni del leader sandinista.

Managua, julio 5 – El presidente de Nicaragua, Daniel Ortega, se dijo hoy dispuesto a otorgarle asilo al informante y especialista en servicios secretos estadounidense Edward Snowden, y afirmó que lo haría con mucho gusto, si las circunstancias lo permiten.Hablando en un acto político ante simpatizantes del gobierno en Managua, Ortega confirmó que Snowden solicitó refugio en este país, a través de una carta que entregó en días pasados a la embajada nicaragüense en Rusia.“Somos un país abierto, respetuoso del derecho de asilo, y está claro que si las circunstancias lo permiten, nosotros recibimos con todo gusto a Snowden y le damos asilo aquí en Nicaragua”, aseveró.Ortega también condenó la prohibición impuesta esta semana al presidente boliviano, Evo Morales, de sobrevolar algunos países de Europa, por sospechas de que en su avión trasladaba a Snowden.Aquí lo que predomina es “la unidad del imperio, que es el mismo que ha oprimido a los pueblos de nuestra América”, dijo el mandatario. Son “los colonialistas de siempre, humillando a los pueblos originarios”, añadió.Nicaragua es uno de los 21 países a los que solicitó asilo el ex agente de inteligencia norteamericano, en su intento por escapar de la justicia de Estados Unidos. Snowden divulgó supuestas acciones de espionaje del gobierno de Washington a través de Internet.Atrapado en un limbo diplomático en la zona de tránsito del aeropuerto de Moscú desde hace casi dos semanas, Snowden habría pedido asilo a otros seis países, según informó hoy la web de filtraciones Wikileaks.

(VIDEO) UNASUR, Pepe Mijica: «il diritto di asilo è sacro».

(VIDEO) UNASUR, Correa: «L’America latina del XXI secolo è libera, altera e sovrana»

El presidente Correa en su intervención en la cumbre extraordinaria de UNASUR en CochabambaSecondo il Presidente dell’Ecuador è impossibile non ricordare Hugo, il Comandante Eterno.

Se ciò che è stato fatto contro Morales, fosse accaduto a qualche paese imperialista, questo sarebbe stato motivo di azioni belliche.

Correa considera assolutamente irrilevante se sull’aereo presidenziale boliviano ci fosse stato o meno Edward Snowden, Evo ha tutto il diritto di trasportare chi crede sul proprio aereo senza che questo sia motivo azioni del tipo intraprese da Spagna, Francia, Portogallo e Italia.

Considera la stampa capitalista l’arma più letale inventata dall’umanità, arma di linciaggio mediatico indirizzata contro tutti quelli che osano mettere in discussione in sistema e che mettono in discussione l’ordine mondiale che non solo è ingiusto ma anche immorale.

Definisce il “diritto internazionale” ormai ridotto a foglia di fico e valido solo per gli interessi di taluni.

Conclude affermando: «Chiunque tocca la Bolivia, tocca tutti noi, chiunque offenda Evo, offende noi».

 

(VIDEO) Il Venezuela bolivariano concede Asilo umanitario a Snowden

 Il giorno dell’anniversario dell’Indipendenza del Venezuela. A Quattro mesi esatti dalla scomparsa fisica del Comandane Eterno. Durante l’atto ufficiale del 5 luglio, la dichiarazione ufficiale che si attendeva da qualche giorno. Qui di seguito la dichiarazione pubblica del Presidente Maduro. In questa occasione, inoltre il Capo di Stato venezuelano si chiede chi sia il vero terrorista,  chi sia lo stupratore del mondo? Un giovane di 29 anni che denuncia i piani guerrafondai o quel governo degli USA che sgancia le bombe e arma l’opposizione terrorista in Siria contro il legittimo governo di Bashar Al Asad?

(VIDEO) Di Battista: Solidali con Morales, Snowden e Assange

di Alessandro Di Battista*

Qualche anno fa, assieme a tanti altri ragazzi universitari, stavo fuori alla residenza dell’ambasciatore USA a protestare contro Bush, un meschino oligarca guerrafondaio, che era in visita a Roma. Venti auto blindate, polizia, esercito e noi tutti dietro le transenne a 400 mt dall’ingresso della villa.

Il mese scorso, assieme ai Presidenti delle Commissioni Affari Esteri Camera e Senato sono stato invitato nella stessa villa dall’Ambasciatore Thorne (il quale, umanamente, mi ha fatto una bella impressione). Gli ho parlato del 5 stelle, della democrazia diretta che stiamo provando a costruire, gli ho parlato delle popolazioni latinoamericane che si organizzano e lottano contro l’imperialismo, gli ho detto una frase: “caro Ambasciatore, essere alleati non significa essere sudditi e noi, da 60 anni siamo vostri sudditi”. La stessa frase l’ho detta ieri in aula rispetto al caso datagate, Snowden e Morales, l’Evo Nacional, il Presidente dello Stato Plurinazionale di Bolivia, un “campesino cocalero indigeno” tanto temuto dal Governo USA (forse perché è in grado di dire di NO!). Due giorni fa Evo è stato costretto ad atterrare a Vienna perché gli è stato impedito di sorvolare gli spazi aerei francesi, portoghesi e (forse) italiani perché qualcuno (gli USA) temevano che sul suo volo viaggiasse Snowden, un esempio di attivismo e coraggio.

Lo so che tanti si aspettano moltissimo da noi e che il cambiamento che sogniamo ancora non lo abbiamo costruito (i partiti si sono arroccati per impedirlo) ma vi invito a guardare i miracoli dentro alle nostre pratiche… ripeto miracoli.

Ero un “pischello” e avevo degli ideali e li urlavo fuori dall’Ambasciata USA, ora sono un deputato, Vice-Presidente della Commissione Esteri (Vice-Presidente portavoce grazie ai miei colleghi) e ho gli stessi ideali e uso le stesse parole che urlavo in strada nelle stanze lussuose della residenza dell’Ambasciatore Thorne e nell’Aula di Montecitorio per richiamare l’attenzione del Governo e della Bonino sull’ennesimo caso di sudditanza psicologica, economica e militare nei confronti degli USA.

Occorre svegliarsi ragazzi, informarci in modo alternativo (w i bloggers, la stampa ha passato il caso Morales-Snowden in sordina, come tutte le notizie importanti, meglio che il popolo non sappia). Faccio mie le parole del Vicepresidente della Bolivia Alvaro Garcia Linera (se vi capita leggetevi la sua storia): “non è più il tempo delle colonie e degli imperi”.

A riveder le stelle!

*Deputato M5S – Vice-Presidente Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati

Hace algunos años, junto con muchos otros pibes de la universidad, estaba fuera de la residencia del embajador de EE.UU. para protestar contra Bush, un pobre oligarca belicista, que estaba de visita en Roma. Veinte vehículos blindados, policía, ejército y todos nosotros detrás de las barricadas a 400 metros de la entrada de la villa.

El mes pasado, junto con los presidentes del las Comisiones de Asuntos Exteriores de la Cámara y el Senado he sido invitados (como vicepresidente) en la misma villa por el embajador Thorne (que, humanamente me ha dado una buena impresión). Le hablé del MoVimiento 5 Estrellas, de la democracia directa que estamos tratando de construir, hablé de las poblaciones de América Latina que se estan organizando y luchan contra el imperialismo, al final le dije una frase: “Señor Embajador, ser aliados no significa ser súbditos y nosotros, desde hace 60 años, somos súbditos”.

La misma frase que dije ayer en la Camara alrededor del caso datagate, Snowden y Morales, el Evo Nacional, el Presidente del Estado Plurinacional de Bolivia, un campesino cocalero indígena tan temido por el gobierno de EE.UU. tal vez porque es capaz de decir NO! Hace dos días se vio obligado a aterrizar en Viena porque no le han permitido sobrevolar el espacio aéreo francés, portugués y (tal vez) italiano porque alguien (los EE.UU.) temían que en su vuelo estaba viajando Snowden, un ejemplo de activismo y coraje.

Sé que muchos están esperando mucho por nosotros y que el cambio que soñamos aún no lo hemos construido (los partidos vergonzosos se han atrincherado para evitarlo), pero los invito a ver los milagros en nuestra práctica…

Repito: milagros.

Yo era un “chamaco jovencito” relleno de ideales cuando gritaba afuera de la Embajada de EE.UU., ahora soy un diputado, Vice-Presidente de la Comisión de Asuntos Exteriores (Vicepresidente portavoz gracias a mis colegas) y tengo los mismos ideales y utilizo las mismas palabras de cara al embajador Thorne y en la Cámara para llamar la atención del gobierno y del Ministro Bonino sobre este nuevo caso de sometimiento psicológico, económico y militares respecto a los EE.UU.

Debemos despertar chicos, buscamos las informaciones de una manera alternativa (Que Vivan los blogueros, la prensa europea casi no ha hablado del caso Morales-Snowden, mejor que las personas no sepan).

Hago mías las palabras del vicepresidente de Bolivia, Álvaro García Linera: “ya no es la época de las colonias y imperios”.

Para ver las estrellas!

Stati canaglia e Stati di … merda

snowden

di Rodolfo Ricci – cambiailmondo.org

Che esistessero gli Stati Canaglia (cioè proprio quelli che redigono le liste degli stati canaglia), era noto da tempo. Si tratta degli Stati al servizio delle maggiori multinazionali, grandi banche e fondi di investimento, cioè di quell’ameba globale che si chiama “mercato”.  Da oggi abbiamo la conferma di quanto supposto da molti decenni, cioè che esistono anche gli Stati di … merda, cioè quegli Stati che pur in possesso di proprio inno nazionale, propria bandiera ed annessi eroi, ambiscono, godono e perseverano nel ruolo di colonie accondiscendenti al più potente, al potere imperiale a stelle e striscette in declino.

Oggi, mercoledì 3 giugno, veniamo a sapere che alcuni di questi Stati della seconda categoria, hanno vietato il sorvolo del proprio (si fa per dire) territorio, al presidente di uno stato sovrano, la Bolivia, in barba alla convenzione di Ginevra e a tutte le altre belle clausole del diritto internazionale che costituiscono la base della comunità delle nazioni, perché sotto la pressione del Premio Nobel per la Pace, doveva essere verificato se a bordo dell’aereo  del primo presidente aborigeno andino da 500 anni a questa parte – il “pericoloso” Evo Morales – vi fosse colui che ha messo in mutande l’amministrazione del primo presidente nero dell’impero: il giovane ex agente della CIA, Snowden, colpevole, per dirla alla Borges, di aver confermato che la letteratura universale (e nella fattispecie quella di Orwell) non è un complesso di congetture e di invenzioni, ma il percorso attraverso cui si snoda la storia umana.

Nel frattempo, Napolitano 2, si aspetta “chiarimenti soddisfacenti”, cioè non per forza ineccepibili, ma “soddisfacenti”. Hollande, dall’alto della sua grandeur socialista, chiede di interrompere per due settimane il confronto sul trattato di libero scambio USA-UE, dopodiché potremo tranquillamente continuare.

Entrambi i territori vietano dunque il sorvolo, con l’aggiunta dell’esile Portogallo (la cui popolazione è in fuga verso l’Africa e l’America Latina alla ricerca di lavoro), che invece si accontenta di vietare lo scalo tecnico e il rifornimento a Morales per fare rientro in Bolivia.

Vi sono molte ragioni per annusare che siamo vicini a qualche deflagrazione. Anche perché nella vicenda non appare coinvolta la grande Germania, legata ombelicalmente alla Russia di Putin e alle sue risorse, e all’immenso mercato cinese. Gran parte dell’America Latina, ex cortile di casa, dal canto suo, rispetta le convenzioni internazionali, sulla base di quanto insegnato dagli antichi colonizzatori europei che adesso, si sentono più a loro agio nella qualità di colonie, cioè di … Stati di merda.

Non parliamo del silenzio delle pseudo-aggregazioni politiche di casa nostra, alle prese con Ruby, Santanchè, rimborsi a piè di lista, espulsioni, primarie, congressi e così via…

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