Commemorare la vittoria sul nazi-fascismo e rispettare la verità storica

reichstag1945da marx21.it

di Ângelo Alves*

“Perché non accada mai più”

Il 2 maggio 1945 l’esercito dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche conquistava il Reichstag. La bandiera rossa con la falce e il martello, innalzata da un soldato sovietico, sventolava a Berlino. Passati alcuni giorni, l’8 maggio 1945, la Germania nazista firmava la sua resa incondizionata. Il 9 maggio il popolo sovietico commemorava a Mosca la vittoria nella “Grande Guerra Patriottica” facendo passare questo giorno alla storia come il “Giorno della Vittoria”. Terminava la II Guerra Mondiale nel continente europeo, e sarebbe seguita la sconfitta del Giappone imperiale nel continente asiatico. L’Umanità avrebbe conosciuto ancora terribili crimini come quelli di Hiroshima e Nagasaki perpetrati dagli USA quando il Giappone era ormai militarmente sconfitto e si preparava a firmare la resa.

Fu in quel mese di maggio che si pose fine alla tragedia più grande che la storia dell’umanità abbia mai conosciuto e che è costata la vita a più di 50 milioni di esseri umani. Erano stati anni di distruzione di paesi interi con “l’impero” nazista e le dittature fasciste che avevano occupato la quasi totalità dell’Europa continentale. Città intere furono rase al suolo, autentici genocidi furono commessi (solo l’URSS perse il 15 per cento della sua popolazione) dalle orde naziste. I campi di concentramento, le camere a gas, le fucilazioni e le deportazioni di massa sono diventati i simboli di una barbarie che non dobbiamo dimenticare.

Circa metà delle vittime della Seconda Guerra Mondiale è costituita da sovietici. Non esiste revisionismo storico che possa negare questa realtà. Non esistono operazioni di riscrittura della storia che possano eliminare fatti come quello che è stato l’Esercito Rosso a combattere da solo nel 1942 il 92 per cento della forza militare nazi-fascista, sul fronte orientale. Non c’è anticomunismo che permetta di rimuovere dalla realtà storica la resistenza eroica del popolo e dell’esercito sovietico, come quella degli 875 giorni dell’assedio di Leningrado. Non esistono menzogne e occultamenti che cancellino dalla storia il ruolo determinante di grandi battaglie come quella di Stalingrado – che avrebbe segnato definitivamente la svolta nella guerra e l’inizio dell’impetuosa controffensiva sovietica – e quella di Kursk, la “maggior battaglia della storia”, dove furono eliminate 50 divisioni dell’esercito nazi-fascista. Non esiste manipolazione storica che faccia dimenticare che lo sbarco in Normandia delle forze britanniche e nordamericane avvenne solo quando ormai era acquisito che l’Unione Sovietica si trovava nelle condizioni di liberare, da sola con le proprie forze, tutta l’Europa.

Commemorare la Vittoria è onorare la verità storica e rendere omaggio al coraggio e alla determinazione di chi, come i comunisti, ha dato tutto sé stesso per sconfiggere il nazi-fascismo. Ma è anche di più. E’ ricordare che il fascismo non è stato un caso della storia, è stato la forma violenta che le classi dominanti hanno trovato per dare risposta alle profonde contraddizioni emergenti da una crisi economica del capitalismo che si prolungava dal 1929. E’ ricordare che le due grandi guerre che l’umanità ha conosciuto sono risultate non da un qualsiasi incidente del percorso storico, ma dall’evoluzione del capitalismo e della sua crisi intrinseca e strutturale. La storia non si ripete, ma se guardiamo oggi al mondo, alle guerre imperialiste di aggressione che segnano la realtà di diversi continenti, alla profonda crisi del sistema, ai crescenti attacchi alla democrazia e alla sovranità e alla riapparizione di forze e crimini fascisti – molti dei quali appoggiati dalle cosiddette “democrazie occidentali” come in Ucraina – il parallelismo è inevitabile. Non è un parallelismo che spaventi e blocchi la lotta dei comunisti, ma ci illumina sull’importanza decisiva della nostra lotta contro lo sfruttamento, l’oppressione e la guerra e sottolinea l’importanza della nostra missione storica, per il superamento del capitalismo e per la costruzione del socialismo che dia senso reale e definitivo alla frase: “Perché non accada mai più”.

Ângelo Alves è membro della Commissione Politica del CC del Partito Comunista Portoghese

[Traduzione di Marx21.it]

Xi Jinping: «Cina e Russia difenderanno la pace nel mondo»

resizeda lantidiplomatico.it

«La Cina si oppone a qualsiasi tentativo di negare, distorcere e riscrivere la storia della seconda guerra mondiale»

La Cina sostiene la Russia nella sua lotta contro i tentativi di falsificare la storia della seconda guerra mondiale e, insieme con Mosca «difenderà la pace e promuoverà lo sviluppo nel mondo», si legge nella dichiarazione del presidente della Cina, Xi Jinping.

«I popoli di Cina e Russia sono pronti con tutta la fermezza e gli sforzi, insieme con tutti i paesi pacifici, ad opporsi a qualsiasi tentativo di negare, distorcere e riscrivere la storia della seconda guerra mondiale», ha detto il presidente cinese Xi Jinping in una dichiarazione pubblicata da ‘Rossiyskaya Gazeta’ .

Il presidente ha ricordato che «la Russia è stato il campo di battaglia principale della Seconda guerra mondiale in Europa e ha perso 27 milioni di persone per la pace e la giustizia nel mondo», mentre in Asia è stata la Cina. «Il popolo cinese prima che qualcuno si alzò per combattere i giapponesi ha subito enormi sacrifici e perdite, come la Russia», si legge nel documento.

Allo stesso tempo, Jinping ha detto che «il popolo russo e il popolo cinese difenderanno fianco a fianco la pace nel mondo e promuoveranno lo sviluppo e il progresso di tutta l’umanità». 

Hollywood non offuscherà la verità sulla II guerra mondiale

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«La macchina della propaganda hollywoodiana» non offuscherà mai quello che è accaduto veramente nella seconda Guerra Mondiale. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri venezuelano Delcy Rodríguez come riportato da RT Sepa Mas.

«La Grande guerra offre lezioni anche per il presente. Non possiamo dimenticare quello che la macchina di ‘Hollywood’ tenta di nascondere su ciò che è realmente accaduto», ha dichiarato il ministro durante una mostra fotografica dedicata alla Seconda Guerra Mondiale, organizzata dall’ambasciata russa a Caracas per il 70° anniversario della vittoria sul nazismo e della Liberazione del continente europeo. 
 
«Se lasciamo che sia la macchina di Hollywood a presentare questi fatti storici, non si racconterà la storia dei 27 milioni di cittadini sovietici che hanno dato la vita contro il fascismo e il nazismo e in difesa della loro libertà e indipendenza. E’ la storia non raccontata da loro», ha concluso il ministro degli Esteri.

Il contributo sovietico alla vittoria sul fascismo non si dimentica

resizeda lantidiplomatico.it

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha detto in un’intervista a Interfax che «il prezzo della vittoria nella seconda guerra mondiale, con i suoi 40 milioni di vittime tra la popolazione civile e 20 milioni di vittime tra i soldati non è quantificabile e sfugge ad ogni comprensione», ha riferito l’agenzia di stampa Interfax.
Ban Ki-Moon ha inoltre sottolineato che «circa la metà delle vittime provenivano dall’Unione Sovietica che ci ricorda il grande prezzo pagato sconfiggendo nazisti e i loro alleati. Questo contributo e sacrificio non devono essere dimenticati e non saranno dimenticati».
 
Ban Ki-moon si recherà il 9 maggio a Mosca per partecipare alla celebrazione del 70 ° anniversario della vittoria nella Grande Guerra Patriottica. 

Il Venezuela rende onore ai popoli che sconfissero il fascismo

Rámirez_webda mre.gov.ve

In occasione della commemorazione del 70° anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale, l’ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela presso le Nazioni Unite, Rafael Ramirez, ha affermato che l’umanità ha la responsabilità morale e politica di evitare che il risorgere di ideologie intolleranti come il fascismo, e l’odio per ragioni religiose, etniche e politiche, scateni un nuovo conflitto mondiale.

La Sessione Solenne, guidata dal Presidente dell’Assemblea Generale, Sam Kutesa, è il risultato di una risoluzione promossa dalla Federazione Russa nel mese di febbraio, e ha visto la partecipazione di 34 paesi.

Ramirez ha dichiarato che «a settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, notiamo con profondo dolore e preoccupazione come in vaste aree del pianeta si riproducono ideologie intolleranti e aggressive, risorge il fascismo, così come l’estremismo e l’odio motivato da ragioni religiose, etniche, politiche, nazionali o storiche. Ideologie miranti a infiammare gli spiriti e giustificare la guerra per imporre un sistema economico globalizzato ed egemonico che risulta ingiusto, predatorio e insostenibile».

Ha poi aggiunto che la regione latinoamericana e caraibica è una «Zona di Pace», libera da armi nucleari dal 1967, dove si promuove il dialogo, la solidarietà e l’unità tra popoli fratelli. Dove si promuovono sviluppo sociale e lottà contro la povertà.

Il diplomatico venezuelano ha inoltre sottolineato che «la guerra che devasta importanti regioni del pianeta, il colonialismo, l’interventismo, il sostegno e il finanziamento al terrorismo come strumento per destabilizzare paesi e creare il caos con finalità economiche e geopolitiche, sono la prova tangibile che abbiamo ancora molto da fare nell’azione internazionale per superare questi problemi e raggiungere una pace sostenibile».

La seconda guerra mondiale è stata combattuta tra il 1939 e il 1945 e ha causato la morte di quasi 60 milioni di persone, coinvolgendo quasi tutti i paesi del mondo, dove si affrontarono la coalizione formata dalla Germania nazista, l’Italia fascista e il Giappone imperiale, contro l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, Regno Unito e Stati Uniti, come principali paesi contendenti.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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