Roma: II Incontro Europeo di Solidarietà con la Rivoluzione Popolare Sandinista

da Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

Il 21, 22 e 23 Novembre a Roma parteciperemo al Secondo Incontro Europeo di solidarietà con la Rivoluzione Popolare Sandinista. Tre giorni di attività con realtà provenienti da tutta l’europa e dal Nicaragua.

Il primo incontro si è svolto lo scorso anno in Catalogna.
Presto arriveranno informazioni più dettagliate.

Per le adesioni: 2ndoencuentroeuropeo@gmail.com

Augusto César Sandino è l’edificatore della nazionalità latinoamericana e caraibica

 da correodelorinoco.gob.ve

121 anni dalla nascita

Nato nel 1893, Sandino ha combattuto contro l’intervento statunitense in Nicaragua. A partire dal 1926 si è impegnato nella battaglia contro le forze occupanti che si erano istallate sul territorio nicaragüense dal 1916 per difendere gli interessi delle transnazionali degli USA.

Il 18 maggio si commemora l’anniversario della nascita del leader guerrigliero nicaragüense Augusto César Sandino, originario della città di Niquinohomo, nel dipartimento di Masaya, edificatore dell’idealità nuestroamericana ereditata da Simón Bolivar e dalla Revolución Mexicana.

Nato nel 1893, Sandino ha combattuto contro l’intervento USA in Nicaragua. A partire dal 1926, dopo essere stato in Honduras, Guatemala e Messico, dove ha lavorato presso gli zuccherifici e i pozzi petroliferi, si è distinto nella battaglia contro le forze occupanti che si erano istallate sul territorio nicaragüense dal 1916 per difendere gli interessi delle transnazionali degli USA.

Il Nicaragua era inoltre vittima dell’accordo Bryan-Chamorro, che concedeva agli USA i diritti di costruzione di un canale interoceanico e una base navale nel golfo di Fonseca; nonché del trattato Stimson-Moncada, firmato il 4 Maggio del 1927, tra l’inviato plenipotenziario di Washington Henry Stimpson ed il generale José María Moncada.

Anche conosciuto come Pacto del Espino Negro, attraverso questo accordo il governo di turno e la fanteria di marina degli USA imposero la resa ed il disarmo dell’Esercito Costituzionalista nonché la supervisione delle elezioni da parte dei marines statunitensi.

Tale patto segnò l’inizio della intesa lotta di Sandino, che si oppose all’accordo decidendo di espellere i marines, dovendo scontrarsi con traditori ed invasori, in una lunga lotta di liberazione nazionale.

SIMÓN BOLÍVAR NELLA LOTTA DI SANDINO

L’insieme delle idee che hanno costituito la lotta di Sandino è stato costruito sulla base del pensiero di Simón Bolívar. Ciò si riconosce nel manifesto del 20 marzo del 1929, che il capo guerrigliero nicaragüense definì Plan de realización del supremo sueño de Bolívar, inviato ai 21 governanti latinoamericani dell’epoca.

Tale Piano si presenta come uno degli antecedenti più importanti della Alianza Bolivariana para los Pueblos de Nuestra América (ALBA) e della Unión de Naciones Suramericanas (Unasur).

Sandino indica la necessità della creazione della Nazionalità Latinoamericana essendo «profondamente convinti come siamo del fatto che il capitalismo nordamericano (USA) è arrivato alla fase suprema del suo sviluppo, trasformandosi di conseguenza, in imperialismo, e che ormai non rispetta più alcuna teoria di diritto né di giustizia passando, senza alcun rispetto, sopra gli inamovibili principi della Indipendenza degli stati dell’America Latina», si legge nel testo.

Il progetto, che invita alla creazione di una Alianza Latinoamericana, dichiara «abolita la dottrina Monroe e, di conseguenza, annulla la pretesa di tale dottrina di immischiarsi nella politica interna ed esterna degli Stati Latinoamericani».

Inoltre si dichiara «riconosciuto il diritto di alleanza ai ventuno Stati dell’America Latina Continentale ed Insulare, e quindi, si stabilisce una sola nazionalità, denominata Nazionalità Latinoamericana, riconoscendo a tutti gli effetti tale nazionalità».

Altresì si invita a creare una Corte di Giustizia ed un Esercito Latinoamericano, per la difesa della sovranità dell’America Latina.

La sede della Corte viene battezzata con il nome di Simón Bolívar, definito «egregio realizzatore della Indipendenza Latinoamericana» e «massimo forgiatore dei popoli liberi».

Si conviene sulla creazione di un organo finanziario comune, avente l’obiettivo di farsi carico della «costruzione di opere, materiali e strade di comunicazione e trasporto». Si invitano gli Stati Latinoamericani a stimolare «in maniera particolare il turismo latinoamericano al fine di promuovere il reciproco avvicinamento e la mutua conoscenza tra i cittadini delle nazioni del Continente».

Sandino ebbe come collaboratore importante il comunista salvadoreño José Farabundo Martí per consolidare il messaggio politico ed ideologico del suo movimento.

Nel 1934, dietro un invito che era in realtà una imboscata per eliminarlo, il líder nicaragüense cadde sotto il fuoco dell’allora capo della Guardia Nazionale, Anastasio Somoza.

Sandino è il riferimento ideologico dell’attuale Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN), oggi al governo, e della rivoluzione promossa da questo movimento che sconfisse la dittatura somozista nel 1979.

[Trad. dal castigliano di Ciro Brescia – si ringrazia Emilia Saggiomo per la segnalazione]

 

Daniel Ortega: si costruisce un Nicaragua per sradicare la povertà

La Voz del Sandinismo –  «Ora, fratelli, famiglie nicaraguensi, stiamo costruendo questo Nicaragua in pace, con stabilità, in modo sicuro, per sradicare la povertà», ha dichiarato il presidente Daniel Ortega in un messaggio al popolo, in occasione 37° anniversario del passaggio all’immortalità del Comandante Carlos Fonseca Amador.*

Durante un evento politico-culturale tenutosi sotto una torrenziale pioggia nella Piazza de la Revolución di Managua, Daniel ha indicato che la consegna di titoli di proprietà alle famiglie di Matagalpa e di Jinotega altro non è che l’espressione della volontà del Governo di Sandino, di Carlos, del Pueblo Presidente, di venire incontro ai lavoratori e ai contadini del paese, restituendogli i loro diritti.

«Qui stiamo combattendo le battaglie, per realizzare i tuoi sogni Generale Sandino, i tuoi sogni Comandante Carlos, per consegnare la proprietà agli agricoltori e alle famiglie del Nicaragua», ha detto il presidente.

Daniel ha ricordato nel suo intervento il coraggio che ha caratterizzato il Padre della Rivoluzione Sandinista, così come il suo immenso amore per il popolo.

Dopo la cerimonia, Daniel ha consegnato ai contadini e alle famiglie matagalpinas 1850 titoli di proprietà in omaggio al Comandante Carlos Fonseca Amador.

In precedenza, il presidente, insieme con la compagna Rosario Murillo, ha visitato il mausoleo dove riposano le spoglie del fondatore del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, insieme ad altri combattenti.

Migliaia di nicaraguensi, questo 8 di novembre hanno reso tributo a Carlos in ogni angolo del paese. In quel di Managua i lavoratori delle istituzioni statali, i deputati dell’Assemblea nazionale e la popolazione, sono accorsi sin dalle prime ore del mattino al mausoleo per l’omaggio floreale.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde – *Si ringrazia Vitalba Ferraro per la segnalazione]

* Il comandante del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale (FSLN) CARLOS FONSECA AMADOR, nasce il 23 Giugno del 1936 a Matagalpa, nel quartiere El Laborío, nel nord del Nicaragua. Figlio di Justina Fonseca, umile lavoratrice e di Fausto Amador, contabile. Trascorre la sua infanzia e adolescenza nel mezzo del duro rigore della vita proletaria, alternando gli studi con diverse occupazioni.

Ciò non gli impedisce di diplomarsi nel Febbraio del 1955 con la tesi “Il Capitale e il Lavoro”, ma abbandona gli studi universitari, successivamente intrapresi, al secondo anno di Giurisprudenza.

Nel 1954 organizza numerose attività politiche tra gli studenti dell’Istituto Nazionale del Nord a Matagalpa distinguendosi come dirigente studentesco. Con Francisco Buitrago, altro futuro fondatore del F.S.L.N., organizza il primo “Centro Culturale” nello stesso Istituto.

Ad Agosto del ’54 fonda e dirige la Rivista “SEGOVIA”, organo del Centro Culturale dell’Istituto Nazionale del Nord. Insieme a Tomás Borge entrano, nel ’55, nel partito Socialista Nicaraguense.

Nel Giugno 1956 viene nominato Capo Redattore de “L’Universitario”, organo del Movimento Studentesco Universitario nell’Università Nazionale. Nello stesso periodo prende parte alla prima cellula marxista universitaria, composta inoltre dai successivi fondatori del FSLN, Silvio Mayorga e Tomás Borge.

Il 27 Settembre del ’56 viene arrestato a Matagalpa dalla Guardia Somozista durante le indagini sull’assassinio del tiranno Somoza García. Il 24 Luglio del ’57, parte per Mosca dove partecipa come delegato della Gioventù Nicaraguense nel “VI Festival della Gioventù e degli Studenti per la Pace e l’Amicizia”.

Dal 4 al 15 Ottobre 1957 partecipa al “IV Congresso Sindacale Mondiale” realizzato nella Repubblica Democratica Tedesca. Al ritorno dal lungo viaggio in URSS e DDR, viene catturato dalla polizia politica nicaraguense all’aeroporto di Managua. Inquisito per ipotetiche relazioni oltre frontiera con obiettivi destabilizzanti per il regime, viene successivamente rilasciato.

Nel gennaio del 1958 scrive il suo primo libro “Un Nicaraguense a Mosca” che, nel Maggio dello stesso anno, circola in tutto il paese.

Il 23 Luglio ’58 dirige le assemblee patriottiche nell’Università Nazionale (U.N.A.M.) in ripudio della presenza di Milton Eisenhower in Nicaragua, riuscendo ad impedire la cerimonia di consegna del Dottorato “Honoris Causa”.

Il 29 Novembre ’58 viene arrestato nello Stadio Nazionale con altri studenti mentre raccoglie fondi per l’organizzazione dell’Assemblea Nazionale degli Studenti.

E’ il 1959. Poco dopo il trionfo della Rivoluzione Cubana, Carlos abbandona il Partito Socialista Nicaraguense la cui linea filosovietica esclude totalmente la lotta armata.

Nel Marzo 1959, insieme a Silvio Mayorga, organizza la “Gioventù Democratica Nicaraguense” J.D.N.

L’ 8 Aprile dello stesso anno, viene espulso in Guatemala con un aereo militare. In Guatemala apre nuove relazioni con il Movimento Studentesco Universitario.

Tra Maggio e Giugno del 1959, arriva in Honduras per unirsi alla Colonna Guerrigliera “Rigoberto López Pérez” che si preparava ad entrare in Nicaragua ed iniziare la lotta armata contro la dittatura somozista.

Ma il 24 Giugno, nella zona conosciuta come “El Chaparrál” durante uno scontro combinato con le truppe honduregne e somoziste, è gravemente ferito al torace. Fatto prigioniero dall’Esercito dell’Honduras, viene successivamente liberato dopo le forti pressioni delle mobilitazioni del popolo honduregno. Sempre in rappresentanza della J.D.N., dall’Honduras viaggia verso Cuba e di lì in Costa Rica fino in Venezuela.

A Giugno rientra clandestinamente in Nicaragua aprendo relazioni con “Gioventù Patriottica Nicaraguense” J.P.N., ma già il 18 dello stesso mese viene arrestato nella capitale, Managua.

JPN si mobilita e ottiene la sua liberazione. Dopo solo due giorni, il 20 Luglio, viene espulso per la seconda volta dal paese e confinato a Poptún, nella regione del Petén, in Guatemala, dove entra in contatto con le Forze Armate Ribelli del Guatemala.

Nel Luglio 1961, fonda il “Movimento Nuova Nicaragua”, organizzazione che anticipa la costituzione del F.S.L.N.

A Giugno del ’62 penetra in Nicaragua e realizza una perlustrazione nelle zone di Raití – Bocay dove successivamente opereranno delle colonne guerrigliere.

Il 23 Luglio 1962, nasce il FRONTE SANDINISTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE. Nel Settembre ’62 elabora un comunicato con cui si denuncia l’aggressione imperialista contro Cuba e si sottolinea l’importanza, nell’area centro americana, dell’esistenza della Rivoluzione Cubana. Il documento viene firmato dal “Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale” F.S.L.N.

A Maggio del 1964, entra clandestinamente a Managua e si riunisce con José benito Escobar e Victor Tirado López.

Un mese più tardi, il 29 Giugno mentre operava nel quartiere “San Luis” a Managua, viene catturato con Victor Tirado López. Dalla prigione, l’8 Luglio, firma il manifesto di denuncia “Dal carcere, io accuso la dittatura”. Viene condannato a 6 mesi.

Il 6 Gennaio 1965, per la terza volta, viene espulso in Guatemala dove solo dopo nove giorni, sotto minaccia di morte, gli organismi repressivi guatemaltechi lo obbligano a passare la frontiera messicana. In Agosto viaggia clandestinamente verso il Costa Rica.

Tra Marzo ed Aprile del ’66 rientra clandestinamente in Nicaragua per mettersi al fronte dei preparativi nella nuova tappa della lotta armata rivoluzionaria.

Il 7 Dicembre del 1966, si trasferisce nella zona di Pancasan ed assieme agli altri compagni torna ad esplorare le zone dove successivamente opereranno le colonne guerrigliere dell’FSLN.

Tra Febbraio e Marzo del 1969, parte clandestinamente verso il Costa Rica per elaborare le linee strategiche e programmatiche del Fronte di cui è nominato Segretario Generale.

Il 31 Agosto, ad Alajuela, in Costa Rica, viene nuovamente catturato dalla polizia costaricense.

Ma il 23 Dicembre un commando dell’FSLN tenta un’operazione militare per farlo evadere. Nell’azione, che fallisce, restano feriti Rufo Marín ed Humberto Ortega. Nel corso dell’anno viene realizzata un’intensa campagna di solidarietà internazionale per il rispetto dell’incolumità dei compagni catturati. Tra i tanti sostenitori vi sono Roque Dalton, salvadoregno, Jean Paul Sartre e Simone de Beauvoir, Francia e Esteban Pavletich, Perù.

Il 21 Ottobre, dopo il sequestro di un aereo costaricense ad opera di un commando dell’FSLN, tutti i sandinisti detenuti vengono liberati e trasferiti in Messico. Da lì a Cuba.

Con altri compagni, il 27 Marzo del 1971, parte dall’Habana verso Mosca per poi raggiungere la Corea, dove sostiene un severo addestramento militare, per poi raggiungere la Cina.

Dopo numerosi viaggi all’estero ed un intenso lavoro politico-militare, a Novembre del ’75 rientra in Nicaragua per preparare nuovi quadri politico-militari in una casa di sicurezza a Managua.

Tra Marzo e Maggio del 1976, parte definitivamente per le montagne di Jinotega, verso Bocaycito, nel nord del paese. Nel periodo che intercorre tra Giugno e Luglio, entra nella colonna guerrigliera principale che si fa carico di trasferire lui, il Comandante in Capo della Rivoluzione Popolare Sandinista, nell’accampamento centrale della Colonna “Pablo Ubeda”, sito sulla vetta “La Posolera”, nelle vicinanze di Waslala, nella Zelaya. Durante questo trasferimento sono intercettati dalla Guardia Nazionale somozista che li bombarda anche con l’ausilio di elicotteri. Gli attacchi del’esercito non si fanno attendere e a Settembre la colonna guerrigliera viene individuata e bombardata dagli elicotteri della Guardia Nazionale, costringendoli a ritirarsi nella profondità della montagna. In uno di questi scontri viene ferito ad una gamba.

L’8 Novembre 1976, nella zona conosciuta come Zinica, nella regione della Zelaya Nord, CARLOS FONSECA AMADOR, dopo un interminabile conflitto a fuoco, viene ucciso dalla Guardia Somozista. 

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