Maduro proporrà l’ingresso dell’ALBA nella Banca dei BRICS

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Il Presidente venezuelano assicura che questa unione servirà per consolidare i nuovi mondi finanziari in America Latina e nei Caraibi

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, proporrà all’Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuesta America (ALBA) di incorporarsi nella Banca del blocco BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

Durante un’intervista esclusiva concessa a Telesur, il capo dello stato ha spiegato che la proposta mira a favorire il consolidamento di una nuova architettura finanziaria che andrà a beneficio dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi.

Inoltre, ha rilevato che la regione dovrebbe prendere esempio da questa banca di sviluppo, per consolidare i propri meccanismi economici, come il Banco del Sur e il Fondo de Reserva del Sur.

«Vedendo questa esperienza dei BRICS dobbiamo essere motivati. Il mondo si muove – ha detto Maduro – è un mondo multipolare, con vari centri, dove ogni centro è un motore che genera risultati, e noi abbiamo prodotto alcuni risultati nel continente».

Il capo dello stato ha poi aggiunto che prenderà l’iniziativa, in modo che insieme al governo dell’Unasur, si cominci a lavorare per l’attivazione definitiva del Banco del Sur, il cui accordo di fondazione è stato firmato sei anni fa.

Il Presidente ha infine spiegato che il funzionamento di questo organismo regionale è stato ritardato, dall’esistenza di vizi burocratici e dalla «mancanza di volontà politica dei governi».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

I BRICS salveranno la Grecia dal default?

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La Troika non è realmente intenzionata ad aiutare la Grecia a uscire dalla difficile situazione economica in cui si trova, quindi Atene secondo quanto scrive Global Research, potrebbe optare per l’unione con i BRICS

Nel mese di maggio, il viceministro delle Finanze russo Sergei Storchak, ha proposto alla Grecia di diventare il sesto membro dei BRICS. Il primo ministro ellenico Alexis Tsipras ha mostrato interesse, perché in questo modo il suo paese potrebbe avere accesso alla Banca di Sviluppo dei BRICS, ricorda l’esperto Stephen Landman, del portale canadese Global Research.

«L’obiettivo della Banca di Sviluppo è quello di porre fine all’egemonia occidentale nei mercati finanziari e diventare una delle principali entità di credito del mondo. Russia e forse Cina potrebbero offrire aiuto finanziario alla Grecia», scrive l’autore, il quale poi assicura che sono in corso trattative per la partecipazione del paese al blocco, che sarà discussa in occasione del prossimo vertice BRICS, in programma il 9 di luglio nella città russa di Ufa.

Rimane ancora irrisolto il problema del debito greco, mentre crescono le tensioni tra Atene e i suoi creditori. Il viceministro ellenico della Difesa Costas Isychos ritiene che la Grecia si traformerà in una «colonia economica» se nel referendum del 5 luglio i suoi cittadini voteranno a favore delle misure di austerità della Troika.

A sua volta, la Troika non è intenzionata ad aiutare realmente il paese debitore, ma vuole peggiorare la situazione, considera Ledman. «I creditori non sono interessati alla ristrutturazione del debito e alla ripresa dell’economia greca. Vogliono devastare il paese e privarlo di tutti i suoi beni e delle imprese».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

L’obiettivo degli Stati Uniti è soggiogare l’Europa

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il ritorno del G8 al suo formato originale di G7 non rappresenta solo un restringimento dello spazio di dialogo tra l’Occidente e la Russia, ma anche una manifestazione del nuovo clima presente nel rapporto tra i partner euro-atlantici. Il 7-8 giugno al Vertice del G7 in Baviera, tutte le questioni affrontate – la globalizzazione, la zona transatlantica di libero scambio, il cambiamento climatico, la situazione in Ucraina oppure le sanzioni contro la Russia – hanno assunto una forma tale da consentire la promozione, in un modo o nell’altro, degli interessi americani in Europa.

I problemi della globalizzazione sono legati, in primo luogo, con l’architettura finanziaria internazionale. In particolare, con la moneta dei regolamenti internazionali, che è il dollaro americano, non protetto da nulla se non dalla paura dei creditori e dei partner commerciali dell’America di perdere tutto . E persino le lamentele di Barack Obama in merito al dollaro costoso, che non consentirebbe di inondare il mondo di prodotti americani, rappresentano una velata richiesta agli europei di contribuire al sostegno dei produttori di oltre oceano a scapito dei propri interessi.
Anche la creazione di una zona di libero scambio tra gli USA e l’Unione Europea dopo la stipula del relativo accordo non è funzionale prima di tutto agli europei. Proprio l’errore di valutazione sulle conseguenze per l’UE della comparsa di tale accordo è stata la causa della riduzione degli intensi negoziati in materia e, di conseguenza, dell’aumento della pressione sull’Europa da parte di Washington.

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Il Manifesto dell’Opposizione di sinistra in Ucraina

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Il Partito Comunista di Ucraina, il Partito Progressista Socialista di Ucraina, il Partito del Lavoro, il Komsomol di Ucraina, l’Unione degli ufficiali sovietici hanno sottoscritto un accordo per coalizzarsi e hanno dato vita alla “Opposizione di sinistra”. Nel memorandum, firmato dai partiti, si spiega che la coalizione si batterà per i principi di potere popolare e giustizia sociale, contro il genocidio sociale e nazionale degli ucraini, contro il fascismo e per il ripristino delle relazioni di collaborazione con la Russia e la Bielorussia.

L’Opposizione di sinistra è guidata da Petro Simonenko (segretario del Partito Comunista), Natalia Vitrenko (leader del Partito Progressista Socialista), dal campione olimpico Rudolf Povarnitsyn e dal filosofo Georgy Krjuchkov.

Tra gli obiettivi indicati: la fine della guerra nel Donbass, l’approvazione dello status di paese non allineato per l’Ucraina, il rispetto della sovranità del paese.


Di seguito il testo del Manifesto della coalizione

MANIFESTO DEL MOVIMENTO UCRAINO DEI PARTITI POLITICI E DELLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI DI SINISTRA E CENTRO-SINISTRA “OPPOSIZIONE DI SINISTRA”

Il corso di politica interna ed estera che è attuato in Ucraina, soprattutto dopo il colpo di Stato del febbraio 2014, sta conducendo il nostro paese alla perdita della sovranità statale, alla divisione e alla guerra civile fratricida, al collasso dell’economia, al genocidio sociale ed etnico, e minaccia il crollo dell’Ucraina e il suo utilizzo da parte di forze esterne per provocare una Terza Guerra Mondiale.

Con la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e con il meticoloso adempimento delle richieste draconiane del Fondo Monetario Internazionale, l’Ucraina ha perso la sua indipendenza economica e politica. La sua politica interna ed estera è decisa dagli Stati Uniti d’America, dalle oligarchie finanziarie internazionali.

Attraverso la realizzazione delle cosiddette riforme sul modello da bancarotta del capitalismo periferico neoliberista, con l’abbandono dell’integrazione con i paesi dell’Unione Doganale, l’Ucraina è stata condannata alla deindustrializzazione, al sequestro da parte dei clan oligarchici della proprietà pubblica, creata da diverse generazioni del popolo sovietico, alla perdita di milioni di posti di lavoro, alla povertà e all’estinzione della popolazione. Oggi, il prodotto interno lordo dell’Ucraina non raggiunge neppure il 60% del livello del 1990. Si distrugge l’industria nazionale, si annientano i settori orientati all’esportazione. Il sistema finanziario del paese è avviato al default. Il livello di  sfruttamento della forza lavoro è uno dei più alti al mondo, e il salario si trova al livello dei più poveri paesi africani. I servizi sanitari e l’istruzione sono praticamente inaccessibili alla maggioranza della popolazione. La politica indirizzata alla costruzione di uno stato mono-nazionale, l’imposizione dell’ideologia nazional-sciovinista hanno portato alla totale violazione della Costituzione dell’Ucraina, delle regole e dei principi del diritto internazionale, a una massiccia discriminazione su base linguistica, nazionale, territoriale, confessionale. Lo stato ucraino non è apparso in grado di proteggere in modo affidabile i diritti legali, la vita e la sicurezza dei suoi cittadini.

L’approvazione da parte della Rada Suprema dell’Ucraina di gravi violazioni della procedura costituzionale e l’adozione della legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) in Ucraina e il divieto della propaganda dei loro simboli”, “Sullo stato giuridico e la memoria dei combattenti per l’indipendenza dell’Ucraina nel XX secolo”, “Sulla commemorazione della vittoria sul nazismo nella Seconda guerra mondiale 1939-1945”, “Sull’accesso agli archivi degli organi repressivi del regime totalitario comunista 1917-1991” non sono solo un riflesso della natura totalitaria del regime oggi al potere in Ucraina, ma anche una cinica falsificazione della storia e una revisione delle decisioni del Tribunale di Guerra di Norimberga. E’ una sfida a tutta la comunità mondiale. L’introduzione della censura, in violazione della Costituzione dell’Ucraina, la manipolazione della coscienza pubblica, l’intimidazione e la persecuzione dei dissidenti, la persecuzione della chiesa ortodossa canonica, il divieto anticostituzionale di partiti politici, la repressione e la violenza fisica nei confronti degli oppositori ideologici e politici, senza dubbio, rappresentano violazioni estremamente pericolose degli standard generalmente accettati nel mondo civilizzato e delle norme della democrazia, la privazione della libera espressione per il popolo dell’Ucraina.

In questa situazione, noi, i rappresentanti dei partiti politici e delle organizzazioni sociali dell’opposizione, dichiariamo di unire i nostri sforzi all’interno del movimento “OPPOSIZIONE DI SINISTRA” allo scopo di salvare l’Ucraina e difendere i diritti dei nostri concittadini alla pace, alla sicurezza e la prosperità del nostro paese, alla libertà di parola e di convinzioni, a un giusto processo, ad elezioni veramente democratiche, alla costruzione di uno stato giusto socialmente, democratico, di diritto.

Cercheremo soprattutto di ottenere la fine immediata dello spargimento di sangue nell’Est del paese, il regolamento pacifico del conflitto sulla base del pieno rispetto degli accordi di Minsk e del decentramento del potere.

Noi siamo convinti che garantire una pace duratura in Ucraina, per farla uscire da una crisi profonda e onnicomprensiva, per farla rientrare nel novero dei paesi avanzati del continente, è impossibile senza il ripristino di relazioni di buon vicinato, paritarie e reciprocamente vantaggiose con la Federazione Russa e la Repubblica di Belarus. E’ proprio con loro, e non con gli USA e i paesi dell’UE, che condividiamo la storia, la cultura, la spiritualità e i valori di civiltà. La storia ha dimostrato che l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina si sono conservate solo con l’unità dei nostri paesi e dei popoli fratelli.

Noi crediamo che fermare il genocidio sociale, impedire la distruzione dell’economia nazionale sia impossibile senza l’abbandono del corso neoliberista delle pseudo riforme, attuate sotto il ricatto dell’Occidente. Noi ci pronunciamo per la realizzazione di una nuova industrializzazione dell’Ucraina sulla base di una moderna innovazione tecnologica, facendo leva sulle risorse intellettuali, lavorative, naturali e tecniche interne. La nostra alternativa al neoliberismo è il modello socio-economico basato sui principi della giustizia sociale e del potere popolare.

Noi sosteniamo un corso di politica interna ed estera conforme ai principi della Dichiarazione sulla sovranità statale dell’Ucraina con la garanzia del suo status non allineato (neutrale); relazioni tra le nazionalità basate sui principi del diritto internazionale e delle disposizioni della Dichiarazione sui diritti delle nazionalità dell’Ucraina; lo status della lingua russa come seconda lingua statale.

Noi ci opponiamo all’umiliazione e al tradimento delle gesta militari e del lavoro dei nostri padri e nonni, che hanno vinto gli invasori fascisti nella Grande Guerra Patriottica e del loro operato vittorioso per risollevare la nostra Patria dalle rovine e per portarla negli anni del potere Sovietico ai vertici mondiali del progresso economico, scientifico e spirituale. Noi siamo categoricamente contro l’irruzione del neonazismo nel nostro paese, la riabilitazione e la glorificazione dei complici degli occupanti nazisti.

Rivolgiamo un appello ai partiti politici, alle organizzazioni sociali, a tutti coloro che hanno a cuore il destino della Patria, a chi condivide la nostra valutazione della situazione politica ed economico-sociale e gli obiettivi e i compiti proposti in questo manifesto, perché si uniscano al movimento “OPPOSIZIONE DI SINISTRA”.

Approvato nella riunione costitutiva dell’ “Opposizione di sinistra”

[Traduzione dal russo di Mauro Gemma]

Il Venezuela ribadisce il suo appoggio totale alla Siria

da sana.sy

Il governo venezuelano ha ribadito la sua solidarietà alla Siria nella sua guerra contro il terrorismo, esprimendo il suo sostegno al legittimo presidente siriano, Bashar Al Assad e al rapporto di fratellanza che lega la rivoluzione bolivariana con la Repubblica araba siriana.

Il ministero degli Esteri venezuelano ha rilasciato una dichiarazione in cui condanna il terrorismo in tutte le sue forme chiedendo rispetto per la vita umana e tolleranza  contro gli atti criminali commessi dagli estremisti.

Nella dichiarazione, si aggiunge, che questi atti criminali non solo minacciano l’unità e la vita umana, ma costituiscono una violazione del diritto internazionale, esigendo il rispetto dei principi degli accordi di Vienna sulle relazioni diplomatiche.

Inoltre, nel comunicato si condanna anche l’attacco terroristico contro l’ambasciata russa in Siria, con due colpi di mortaio, lasciando danni senza provocare morti e feriti, dove il governo venezuelano ha affermato il suo sostegno alla Russia invitando la comunità internazionale a condannare questi attacchi terroristici.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(VIDEO) Maduro a RT: «C’è grande miopia nella leadership occidentale»

554dfc97c4618885068b4616da Russia Today

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, che si trova a Mosca per le celebrazioni del Giorno della Vittoria, ha visitato la sede di Russia Today e concesso un’intervista esclusiva sui temi chiave della politica internazionale

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, è uno dei leader mondiali arrivati a Mosca per commemorare il 70° anniversario della Grande Vittoria sul fascismo nella Seconda Guerra Mondiale. Dalla sede di Russia Today il dirigente bolivariano ha concesso un’intervista che ha toccato diverse questioni internazionali.

«RT ha riempito di qualità la televisione internazionale», ha affermato Maduro ringraziando l’emittente per l’invito.

Commemorazione del Giorno della Vittoria

Il capo dello stato venezuelano ha evidenziato che «fu il popolo russo a rompere la spina dorsale della Germania nazista».

«Spetta alla gioventù assumere il compito di costruire un altro mondo. Questo è il messaggio proveniente dalla celebrazione della Vittoria», ha commentato il presidente, sottolineando che la storia è ancora tutta da costruire.

Riguardo le celebrazioni per il 70° anniversario, il presidente venezuelano ha dichiarato che l’arrivo di tanti leader mondiali a Mosca è il segno «della grande ammirazione per la storia russa».

«Sembra che l’Europa stia lavorando contro se stessa. Per la meschinità di alcuni leader, che sono essi stessi i grandi perdenti», con queste parole Maduro ha commentato la mancata partecipazione alle celebrazioni nella capitale russa di alcuni capi di stato occidentali.

Relazioni tra Venezuela e Stati Uniti

Parlando della tensione nelle relazioni tra Venezuela e gli Stati Uniti, il Presidente della Repubblica Bolivariana ha descritto il decreto di Washington contro Caracas come ‘sproporzionato’. Il decreto, che è stato approvato nel mese di marzo, impone sanzioni a vari funzionari venezuelani e qualifica il Venezuela come una minaccia. Maduro, da questo punto di vista, ritiene che sia Obama con il suo ordine esecutivo a voler «minacciare il Venezuela».

Secondo il presidente, in America Latina «abbiamo una posizione unanime contro questo documento». Grazie all’appoggio del continente al Venezuela, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, «si è reso conto» che la Repubblica Bolivariana non è sola. «Il rifiuto al decreto degli Stati Uniti è forte».

«Gli Stati Uniti vogliono arrestare la crescente forza della Russia»

«La Russia si è già affermata nel XXI secolo come una delle grandi potenze», ha affermato il dirigente bolivariano, che ha poi spiegato che Washington cerca di «ostacolare il percorso naturale della Russia». Secondo la sua opinione, la Russia è in forte crescita e gli «Stati Uniti vogliono arrestarla».

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«Gli Stati Uniti necessitano sempre di un nemico – ha denunciato il presidente – così adesso hanno creato un nuovo mostro, il terrorismo internazionale».

La ‘stretta di mano’ tra Cuba e Stati Uniti

In occasione del Vertice delle Americhe tenutosi a Panama i presidenti di Cuba e Stati Uniti hanno tenuto uno storico incontro, che ha rappresentato una simbolica stretta di mano dopo oltre mezzo secolo di restrizioni economiche imposte contro la nazione cubana. Nicolás Maduro ha ricordato che il presidente statunitense ha «riconosciuto» che il bloqueo imposto a Cuba «è stato un fallimento».

«Cuba ha vinto e conquistato una nuova era nelle relazioni con gli Stati Uniti», ha affermato il presidente venezuelano, sottolineando che «Cuba è un esempio di dignità, di lotta e di resistenza da 56 anni».

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«Stiamo lavorando affinché gli Stati Uniti imparino ad avere rapporti rispettosi con Cuba e tutta l’America Latina», ha concluso Maduro.

La situazione economica in Venezuela

In ripetute occasioni il governo venezuelano ha denunciato di dover far fronte a una guerra economica promossa dall’estero e dalla destra venezuelana. A questo proposito, il presidente ha dichiarato «la guerra economica è il residuo fronte di attacco rimasto alla politica imperiale». «Abbiamo ingaggiato una tremenda battaglia verso il contrabbando […]. Stiamo facendo sforzi enormi per soddisfare tutte le necessità dei venezuelani».

Inoltre, il dirigente bolivariano ha spiegato che sono stati fatti passi importanti per superare i problemi economici, evidenziando che l’anno scorso si è concluso con il «5,4% di disoccupazione». Il presidente ha poi ricordato che sono state adottate misure per incrementare gli investimenti nella sfera pubblica e per aumentare i poteri presidenziali (habilitantes) al fine di proteggere la popolazione dalla guerra economica.

L’opposizione e il governo venezuelano

«Credevano che con la scomparsa fisica di Chávez si sarebbero potuti liberare facilmente di me, adesso sanno che non è così», ha dichiarato il presidente venezuelano, commentando la tensione nel paese dovuta alle azioni dell’opposizione.

Il presidente ha rivelato che «quasi tutti i settori dell’opposizione sono coinvolti nei piani golpisti».

Tuttavia, «noi continueremo per la nostra strada. Siamo sempre pronti a dialogare con l’opposizione» ha sottolienato Maduro. «Il nostro è un popolo nobile», ha affermato il presidente, ricordando che «financo gli oppositori si sono riempiti con i valori della rivoluzione bolivariana».

Nicolás Maduro ha confessato con un sorriso che, evidentemente, è un «compito difficile» governare dopo Hugo Chávez, anche se ha sottolineato che «il Comandante ci ha preparato per questo e altro ancora. Ha formato un popolo molto partecipativo, critico ed esigente».

RT in Venezuela

Da novembre 2014, il blocco informativo di RT è trasmesso dal canale televisivo pubblico venezuelano VTV. Lo scorso mese di dicembre RT in spagnolo ha iniziato a trasmettere il suo segnale sul canale 709 della rete venezuelana satellitare DIRECTV, la maggiore piattaforma digitale del mondo, e sul canale 25.05 della ‘Televisión Digital Abierta de Venezuela’.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Simonenko: «In Ucraina dittatura terrorista della borghesia»

simonenko21da Marx21.it/Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Nota di Aleksey Braghin, Ufficio stampa PCFR

Petro Simonenko è intervenuto il 28 marzo nel corso del Plenum del Comitato Centrale del Partito Comunista di Ucraina

Il leader dei comunisti ucraini ha espresso un duro giudizio del regime fascista, che si è installato in Ucraina: “E’ una dittatura terrorista della borghesia compradora”. A suo parere, la guerra in Ucraina viene condotta nell’interesse degli oligarchi. Simonenko ritiene che non sia possibile ottenere la pace senza il cambiamento del regime politico e l’instaurazione del potere dei lavoratori.

Nelle attuali condizioni, il dirigente comunista ritiene che il partito debba sviluppare un approccio teorico adeguato alla nuova situazione, raccogliere le forze e prepararsi a nuove battaglie politiche. E aggiunge che la lotta dovrà essere condotta insieme al popolo russo.

Simonenko ha fatto appello alla creazione di un fronte di lotta antifascista. “Il compito dei comunisti nelle nuove condizioni è quello di rappresentare l’avanguardia delle forze rivoluzionarie e del fronte di lotta antifascista”.

Il Venezuela possiede un poderoso sistema di difesa antiaerea

misiles_s-300vmda Tribuna Popular

Dal luglio 2013, il Venezuela ha provveduto all’installazione del sistema di armamento antiaereo più potente del mondo, ha annunciato il presidente Nicolás Maduro da Carúpano, dove si trovava per l’iniziativa Gobierno de la Eficiencia en la Calle.

In qualità di Comandante in Capo della Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB), il presidente ha garantito che il sistema venezuelano è il più potente del mondo. «Abbiamo provveduto all’installazione del sistema su tutte le montagne, i corridoi, le pianure venezuelane, frontiere marittime e terrestri (…), nessuno potrà toccare nemmeno un centimetro della Patria. La nostra Patria è sacra, questa è la patria di Bolívar, Sucre, Mariño, Bermúdez, Piar».

Missili S-300VM

Dall’inizio del 2013, il Venezuela ha ricevuto i sistemi S-300VM russi, in grado di intercettare tutti i tipi di obiettivi, siano essi missili o aerei, in un raggio di 200 chilometri, attraverso l’utilizzo di due tipi di sistemi missilistici.

La consegna delle apparecchiature militari appena descritte, è stata effettuata in virtù del contratto di vendita di diversi sistemi d’arma, siglato nel 2009, tra Venezuela e Russia. Secondo le informazioni riportate dall’agenzia russa RT.

Con l’acquisizione del sistema S-300VM di media portata, il Venezuela ha creato un sistema di difesa antiaereo intensivo, integrato da cannoni antiaerei ZU-23, sistemi missilistici Buk-2M, Pechora-2M e S-300VM.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Kissinger: «Un errore dire che Assad deve andare via»

da press.tv

L’ex segretario di Stato Usa, Henry Kissinger, ha ammesso che lo scenario prefigurato da Washington per rovesciare il presidente siriano, Bashar al-Asad, è stato un errore.

«È stato un errore dire fin dall’inizio che Assad deve andare via – anche se si tratta di un fine ultimo desiderabile», ha detto Kissinger in un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel.

«Non sono d’accordo che la crisi siriana possa essere interpretata come se da un lato ci sia un dittatore spietato contro una popolazione inerme e che la popolazione diventerà democratica se si rimuove il dittatore», ha sottolineato.

L’ex esponente politico statunitense ha osservato che fin dall’inizio della crisi siriana gli Stati Uniti «avrebbero dovuto avere un dialogo con la Russia, chiedergli quali risultati raggiungere in Siria e formulare una strategia di insieme».

Dalla fine di settembre, gli Stati Uniti e alcuni dei suoi alleati arabi – Arabia Saudita, Bahrein, Qatar, Giordania, e gli Emirati Arabi Uniti – hanno condotto raid aerei contro l’Isis all’interno della Siria senza alcuna autorizzazione di Damasco o di un mandato delle Nazioni Unite.

Il 14 ottobre scorso, il presidente Usa Barack Obama ha chiesto maggiore sostegno per i militanti che combattono il governo siriano e ha chiesto alla coalizione guidata dagli Stati Uniti di essere pronta ad una lunga campagna militare contro l’organizzazione terroristica Isis, in Iraq e in Siria.

Obama ha autorizzato la Cia e, più recentemente, il Pentagono, ad armare ed equipaggiare quelli che ha definito i “ribelli moderati” nelle basi Usa in Giordania, Arabia Saudita e Turchia, apparentemente per combattere i terroristi dell’Isis.

Molti di questi cosiddetti “ribelli moderati”, tuttavia, hanno giurato fedeltà all‘Isis che commette ed ha commesso crimini efferati in Iraq e in Siria.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Carovana antifascista della Banda Bassotti per la Novarossija: comunicato n.3

BANDABASSOTTI_NOPASARANComunicato Multilingue n.3 della Banda Bassotti

Allora eccoci qui, iniziamo con i ringraziamenti per il sostegno grazie al quale abbiamo raggiunto il primo step della campagna. La cifra di 5000 euro era quella che ci garantiva da un fallimento che mediaticamente avrebbe danneggiato la causa comune. Ora è ovvio che grazie a tutti la campagna è partita e possiamo concentrarci sugli obiettivi principali. Si è messo in moto lo spirito internazionalista con contributi da tutto il mondo in forme differenti di cui vi aggiorneremo di volta in volta. Dobbiamo insistere sull’informazione, sconfiggere il deserto di silenzio. Lo dobbiamo fare da casa nostra moltiplicando le iniziative di controinformazione e dobbiamo dare strumenti idonei alla Resistenza. Servono computer, radio, telecamere e tutto quello che possiamo portare e comprare per quelle terre dimenticate. Aiuti che possano contribuire alla costruzione di un “megafono” la cui voce che giunga fino a qui. Arriverà l’inverno e sarà duro. Con il passare dei giorni riceveremo ulteriori richieste di ciò che può servire; più risorse avremo e più sapremo rispondere. Serve ancora molto, molto di più. Non c’è un tetto economico da raggiungere; il tetto è il cielo e proveremo, come sempre, a raggiungerlo. Continuate a sostenere economicamente la campagna, continuate a parlarne. Sempre avanti, come siamo abituati.
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English version: Banda Bassotti Statement n.3

We start this message to thank all the people who help us to reach the very first target of our campaign.5.000€ was the minimum amount needed to prevent a media failure of our Cause. We can say the Campaign has successfully begun and we can now focus on its main goals. The International Spirit woke up with many different ways and we will update you.We must address our efforts towards Information, in order to overwhelm this desert of Silence. This path begins from our houses, with more and mode new events of Counter-information, to help that people to Resist. Whe need computers, radios, cameras: things we can bring or buy for those Forgotten Lands. We need tbese aids to build a Megaphone to convey their Voices up here. Winter will come and it will be harder and harder.
In the next few days we are going to receive further aid requests from Donbass. As much as we can get from your support, as much we will be able to help.
We need your Support. There’s no Upper Limit. Limit is the Sky and we will try, as ever, to reach it.
Help us, talk about it, share it.
NO PASARAN.
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Spanish version: Comunicando n.3 de la Banda Bassotti

Lo primero de todo queremos agradeceros vuestras aportaciones económicas, gracias a ellas hemos podido dar el primer paso de esta Campaña. La cifra de 5000 euros era una cantidad mínima que nos garantizaba el inicio de esta campaña, el fracaso hubiera dañado mediáticamente esta causa.Ahora mismo y gracias a todos la campaña de la Caravana Antifascista ha comenzado a caminar y podemos concentrarnos sobre los principales objetivos. Se ha puesto en movimiento el espíritu internacionalista con contribuciones desde todo el mundo y de diferentes formas, de las que os iremos informando de vez en cuando… Debemos insistir sobre las informaciones que nos llegan, derrotar ese desierto del silencio. Lo podemos realizar desde nuestras casas, multiplicando las iniciativas de contrainformación y ofrecer instrumentos adecuados a la Resistencia. Servirían ordenadores, radios, cámaras de video y todo aquello que podamos comprar y llevar a aquellas tierras olvidadas. Ayudas que puedan contribuir a la construcción de un gran “megáfono” y cuyas voces resuenen hasta aquí. Llegará el invierno y eso será duro.Durante estos días nos estáis preguntando que podéis hacer, con cuantos mas recursos contemos, mejor podremos responder.Todavía necesitamos más, mucho más. No es un techo económico lo que queremos conseguir, el techo es el cielo y como de costumbre, intentaremos alcanzarlo.Continuad a sustentar económicamente la campaña, hablar de esto.Siempre hacia adelante, como de “costumbre”.
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Russian version: Заявление N.3 “BANDA BASSOTTI”

“Итак, Начинаем с благодарности за поддержку, благодаря которой мы добились первых результатов в нашей кампании. Цифра в € 5000 была та, которая гарантировала нас от банкротства, которое навредило бы общему делу через средства массовой информации. Теперь очевидно, что, благодаря всем, кампания уже началась, и мы можем сосредоточиться на основных целей. Она привел в движение интернациональный дух и взносы со всего мира в различных формах, которые мы будем обновлять время от времени .. Мы должны настаивать на распостранении информации, приподнять занавес молчания. Мы должны сделать это путем умножения инициативы от нас, и мы должны найти инструменты, подходящие для сопротивления. Нам нужны компьютеры, радиоприемники, фотоаппараты и все, что мы можем купить здесь и привезти в те забытые земли. Помощь, которая может способствовать созданию «Мегафона», чей голос дойдёт сюда в любую минуту. Прийдёт зима и будет трудно. С каждым днем мы получаем всё больше запросов о самом необходимом, чем больше у нас будет ресурсов, тем больше мы их удовлетворим.
Тем не менее нужно ещё много, многое другое. Нет никаких экономических лимитов, наша граница-это небо, и мы попробуем, как всегда, достигнуть его.
Продолжайть оказыть финансовую поддержку кампании, продолжайте говорить о ней.
NO PASARAN! 

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Ucraina e Russia: aggressione degli Stati Uniti in stile jugoslavo

Immaginedi Miguel Angel Ferrer – Telesur

Convenzionalmente sono otto i paesi che possono essere considerati potenze: Stati Uniti, Germania, Inghilterra, Francia, Canada, Italia, Giappone e Russia. Sono quelle nazioni che formano il noto gruppo del G8, cioè i paesi più industrializzati del mondo.

Ma se si vuol parlare di potenze vere, a questa lista di otto dobbiamo aggiungere la Cina ed eliminare Giappone, Italia, Canada, Inghilterra, Germania e Francia. Quindi, parlando seriamente di potenze, restano solo tre nazioni: Stati Uniti, Russia e Cina.

E questo perché la caratteristica essenziale di una potenza è quella non essere subordinata a qualsiasi altro potere, nessun’altra nazione, o qualsiasi altra entità. E questo non è il caso di Francia, Germania, Inghilterra, Italia, Giappone e Canada.

Questi sei paesi non possono essere considerati potenze in quanto subordinati agli Stati Uniti. Dobbiamo ricordare che, ad eccezione della Francia, i rimanenti cinque sono occupati da militari degli Stati Uniti? E quanto alla Francia, che di certo non ha truppe statunitensi sul proprio territorio, già dalla lontana epoca del generale Charles de Gaulle, non ha dato alcuna prova concreta di essere libera dalla tutela degli Stati Uniti. Anche durante i mandati del falso socialista Francois Mitterrand e del suo attuale omonimo Hollande.

La questione è molto chiara nel conflitto in corso in Ucraina. Gli Stati Uniti hanno provocato la caduta del presidente Viktor Yanukovich a loro non gradito, al fine di circondare la Russia militarmente. Con la Russia che risponde ospitando lo spodestato Yanukovich, indurendo il suo discorso antistatunitense e spostando truppe nella penisola ucraina, ma russofona, di Crimea, dove è di stanza la Flotta russa del Mar Nero.

Si tratta, come è evidente, di un conflitto che ricorda i tempi della Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Dove la potenza americana viene accompagnata dalle sue semipotenze vassalle dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) e da Francia e Giappone schierate dalla sua parte nonostante non siano interessate dalla controversia russo – americana.

E sebbene la Russia adesso non sia più comunista (o socialista), venendo così meno il pretesto della lotta contro il comunismo per aggredirla militarmente e sottometterla al vassallaggio, nella memoria collettiva del popolo russo (e anche del suo governo) vi sono le immagini e i fatti della precedente aggressione imperialista del 1941-1945, da parte della Germania nazista.

Il suo popolo e il suo governo sanno, o si aspettano o temono che prima o poi questa aggressione possa ripetersi. Il rovesciamento di Yanukovych e il successivo sequestro dell’Ucraina (la zona occidentale) da parte degli Stati Uniti è stato il primo e più importante segnale che la temuta aggressione è in fase preparatoria.

Aggressione, in linea di principio, non necessariamente militare. Ma piuttosto un assalto in stile ucraino o simile al modello jugoslavo utilizzato per abbattere e assassinare Slobodan Milosevic e occupare militarmente l’ex Jugoslavia. Accerchiare, domare ed eliminare Vladimir Putin e i leader russi che si oppongono o si opporranno alla dominazione della Russia da parte degli Stati Uniti è il proposito di Washington nel medio termine.

Se le cose stanno così, vedremo presto in Ucraina – almeno per ora solo nella sua parte occidentale – l’installazione di basi militari, di armi atomiche e il dispiegamento di molte truppe statunitensi. E non sarà fatto, ovviamente, con finalità amichevoli, ma come sempre per dominare e sottomettere. La palla è ora dalla parte russa. E la Russia, che ha già iniziato, dovrà pianificare le sue prossime mosse. Dapprima difensive, poi vedremo.

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[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Intervista alla RT russa a Nicolás Maduro

Il presidente Maduro ha rilasciato una intervista alla catena televisiva russa in lingua spagnola nella quale accusa gli USA di spionaggio costante al mondo e nella quale chiede che l’umanità protegga Edward Snowden. Gli USA spiano persino i suoi propri alleati come la UE a Bruxelles.

Il Presidente si chiede cosa fa la UE. Scrive una letterina diplomatica, niente di più, dicendo che non reagirà come invece vorrebbero i suoi stessi popoli.

Spiano tutti, anche gli alleati più ferventi che li hanno accompagnati nelle ultime guerre, distruggendo la Libia, la Siria. Non hanno rispetto per nessuno.

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