Venezuela: nessun “impeachment” per Maduro è possibile

Venezuela: il Parlamento non ha il potere di destituire il Presidente. Nessun 'impeachment' per Maduroda L’Antidiplomatico/Russia Today

Come spiegato dall’avvocato costituzionalista Enrique Tineo ai microfoni di RT, in Venezuela il Parlamento non può destituire il Presidente della Repubblica. «Il procedimento di impeachment del Brasile è molto differente. Lì è diretto. Una decisione del Parlamento può destituire un presidente legittimamente eletto»

Domenica 23, il Parlamento venezuelano controllato da quell’eterogenea coalizione di forze che si oppongono al chavismo denominata MUD, ha dichiarato «la rottura dell’ordine costituzionale e l’esistenza di un colpo di stato» che sarebbe stato ordito dal governo Maduro. Il PSUV (partito di governo) ha invece denunciato che le manovre della MUD sono parte del nuovo Plan Condor in corso di svolgimento nella regione sudamericana, come conferma il recente golpe parlamentare realizzato in Brasile. Anche le Forze Armate hanno preso posizione, ribadendo il proprio appoggio al legittimo presidente Maduro e respingendo l’idea che in Venezuela sia in corso un colpo di stato.

Intanto i media internazionali fanno da megafono all’opposizione rilanciando l’idea che Maduro cerchi il colpo di stato e che il Parlamento abbia avviato un processo di impeachment contro il presidente democraticamente eletto, proprio come avvenuto in Brasile. 

In realtà, come spiegato dall’avvocato costituzionalista Enrique Tineo ai microfoni di RT, in Venezuela il Parlamento non può destituire il Presidente della Repubblica. «Il procedimento di impeachment del Brasile è molto differente. Lì è diretto. Una decisione del Parlamento può destituire un presidente legittimamente eletto». 

Quello che stiamo vivendo in Venezuela – spiega Tineo – è un attentato alla Costituzione, dall’interno e dall’esterno.

Dall’interno perché vengono utilizzati argomenti che troviamo nel testo costituzionale e dall’esterno perché lo fa un ramo del Potere Pubblico, in questo caso il legislativo». 

Ma l’attivazione della procedura prevista dall’articolo 233 della Costituzione Bolivariana è molto diversa: «Viene convocato il Potere Morale Repubblicano che è composto dal Procuratore Generale della Repubblica, il Controllore Generale della Repubblica e il Difensore del Popolo», poi in seguito alla decisione del Consiglio Morale Repubblicano «si invia il tutto al Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ)» che infine si rivolge al Parlamento. 

Secondo Tineo, quanto approvato dall’Assemblea Nazionale «è suscettibile di bocciatura da parte della Sala Costituzionale del TSJ». Questo perché un ramo del Potere Pubblico (Assemblea Nazionale) agisce come un elettore libero». Addirittura andando contro gli altri poteri pubblici. 

Infine bisogna ricordare che il massimo tribunale del Venezuela ha dichiarato nulli tutti gli atti del Parlamento dopo che quest’ultimo non ha obbedito a una sentenza della sala elettorale che aveva chiesto di non procedere con il giuramento di 3 deputati su cui vi sono delle denunce per brogli elettorali. 

Evo Morales: «Narcotraffico business capitalista»

evoo_122221da librered.net

Gli Stati Uniti includono la Bolivia nella lista nera dei paesi che non combattono il traffico di droga, mentre l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine evidenzia i risultati conseguiti dal paese nella lotta contro la droga, secondo quanto riportato da Russia Today.

Gli esperti ritengono questo atteggiamento come una vendetta per la strategia boliviana di rispetto verso la millenaria cultura cocalera del paese, che si è liberato dal controllo degli Stati Uniti, conservando la sua sovranità.

Prima dell’arrivo al potere di Evo Morales, l’Amministrazione per il controllo della droga (DEA), controllava il narcotraffico, ma in modo aggressivo, criminalizzando gli agricoltori tradizionali mentre i veri trafficanti spostavano le loro fortune all’estero.

Per il presidente della Bolivia, Evo Morales, gli Stati Uniti sono «il cuore del problema» e il traffico di droga è un «business del sistema capitalista» rappresentato da questo paese. Inoltre gli Stati Uniti sono il più grande consumatore di cocaina nel mondo.

Nonostante i tentativi di minimizzazione degli Stati Uniti, le organizzazioni internazionali riconoscono il lavoro delle autorità boliviane.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Rogozin: «Sosteniamo la politica indipendente del Venezuela»

da Russia Today

Russia e Venezuela opporranno una tenace resistenza all’intenzione di alcuni paesi di utilizzare la forza per mostrare la loro superiorità

«Sosteniamo la linea politica indipendente del Venezuela e respingiamo l’uso della forza nelle controversie internazionali», ha dichiarato il primo viceministro russo Dimitri Rogozin in occasione di una riunione della Commissione bilaterale intergovernativa.

«Insieme difendiamo i principi del multipolarismo e il rispetto per la sovranità dei paesi», ha aggiunto l’esponente politico russo secondo quanto riportato dall’agenzia Tass.

Rogozin ha poi assicurato che i due paesi «impediranno qualsiasi tentativo da parte di alcuni paesidi imporre la propria volontà su altri paesi sovrani in violazione delle norme di integrità territoriale e sovranità».

Infine, ha ringraziato la parte venezuelana per la comprensione e il sostegno della posizione russa sugli eventi in Ucraina.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Maduro a RT: «C’è grande miopia nella leadership occidentale»

554dfc97c4618885068b4616da Russia Today

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, che si trova a Mosca per le celebrazioni del Giorno della Vittoria, ha visitato la sede di Russia Today e concesso un’intervista esclusiva sui temi chiave della politica internazionale

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, è uno dei leader mondiali arrivati a Mosca per commemorare il 70° anniversario della Grande Vittoria sul fascismo nella Seconda Guerra Mondiale. Dalla sede di Russia Today il dirigente bolivariano ha concesso un’intervista che ha toccato diverse questioni internazionali.

«RT ha riempito di qualità la televisione internazionale», ha affermato Maduro ringraziando l’emittente per l’invito.

Commemorazione del Giorno della Vittoria

Il capo dello stato venezuelano ha evidenziato che «fu il popolo russo a rompere la spina dorsale della Germania nazista».

«Spetta alla gioventù assumere il compito di costruire un altro mondo. Questo è il messaggio proveniente dalla celebrazione della Vittoria», ha commentato il presidente, sottolineando che la storia è ancora tutta da costruire.

Riguardo le celebrazioni per il 70° anniversario, il presidente venezuelano ha dichiarato che l’arrivo di tanti leader mondiali a Mosca è il segno «della grande ammirazione per la storia russa».

«Sembra che l’Europa stia lavorando contro se stessa. Per la meschinità di alcuni leader, che sono essi stessi i grandi perdenti», con queste parole Maduro ha commentato la mancata partecipazione alle celebrazioni nella capitale russa di alcuni capi di stato occidentali.

Relazioni tra Venezuela e Stati Uniti

Parlando della tensione nelle relazioni tra Venezuela e gli Stati Uniti, il Presidente della Repubblica Bolivariana ha descritto il decreto di Washington contro Caracas come ‘sproporzionato’. Il decreto, che è stato approvato nel mese di marzo, impone sanzioni a vari funzionari venezuelani e qualifica il Venezuela come una minaccia. Maduro, da questo punto di vista, ritiene che sia Obama con il suo ordine esecutivo a voler «minacciare il Venezuela».

Secondo il presidente, in America Latina «abbiamo una posizione unanime contro questo documento». Grazie all’appoggio del continente al Venezuela, il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, «si è reso conto» che la Repubblica Bolivariana non è sola. «Il rifiuto al decreto degli Stati Uniti è forte».

«Gli Stati Uniti vogliono arrestare la crescente forza della Russia»

«La Russia si è già affermata nel XXI secolo come una delle grandi potenze», ha affermato il dirigente bolivariano, che ha poi spiegato che Washington cerca di «ostacolare il percorso naturale della Russia». Secondo la sua opinione, la Russia è in forte crescita e gli «Stati Uniti vogliono arrestarla».

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«Gli Stati Uniti necessitano sempre di un nemico – ha denunciato il presidente – così adesso hanno creato un nuovo mostro, il terrorismo internazionale».

La ‘stretta di mano’ tra Cuba e Stati Uniti

In occasione del Vertice delle Americhe tenutosi a Panama i presidenti di Cuba e Stati Uniti hanno tenuto uno storico incontro, che ha rappresentato una simbolica stretta di mano dopo oltre mezzo secolo di restrizioni economiche imposte contro la nazione cubana. Nicolás Maduro ha ricordato che il presidente statunitense ha «riconosciuto» che il bloqueo imposto a Cuba «è stato un fallimento».

«Cuba ha vinto e conquistato una nuova era nelle relazioni con gli Stati Uniti», ha affermato il presidente venezuelano, sottolineando che «Cuba è un esempio di dignità, di lotta e di resistenza da 56 anni».

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«Stiamo lavorando affinché gli Stati Uniti imparino ad avere rapporti rispettosi con Cuba e tutta l’America Latina», ha concluso Maduro.

La situazione economica in Venezuela

In ripetute occasioni il governo venezuelano ha denunciato di dover far fronte a una guerra economica promossa dall’estero e dalla destra venezuelana. A questo proposito, il presidente ha dichiarato «la guerra economica è il residuo fronte di attacco rimasto alla politica imperiale». «Abbiamo ingaggiato una tremenda battaglia verso il contrabbando […]. Stiamo facendo sforzi enormi per soddisfare tutte le necessità dei venezuelani».

Inoltre, il dirigente bolivariano ha spiegato che sono stati fatti passi importanti per superare i problemi economici, evidenziando che l’anno scorso si è concluso con il «5,4% di disoccupazione». Il presidente ha poi ricordato che sono state adottate misure per incrementare gli investimenti nella sfera pubblica e per aumentare i poteri presidenziali (habilitantes) al fine di proteggere la popolazione dalla guerra economica.

L’opposizione e il governo venezuelano

«Credevano che con la scomparsa fisica di Chávez si sarebbero potuti liberare facilmente di me, adesso sanno che non è così», ha dichiarato il presidente venezuelano, commentando la tensione nel paese dovuta alle azioni dell’opposizione.

Il presidente ha rivelato che «quasi tutti i settori dell’opposizione sono coinvolti nei piani golpisti».

Tuttavia, «noi continueremo per la nostra strada. Siamo sempre pronti a dialogare con l’opposizione» ha sottolienato Maduro. «Il nostro è un popolo nobile», ha affermato il presidente, ricordando che «financo gli oppositori si sono riempiti con i valori della rivoluzione bolivariana».

Nicolás Maduro ha confessato con un sorriso che, evidentemente, è un «compito difficile» governare dopo Hugo Chávez, anche se ha sottolineato che «il Comandante ci ha preparato per questo e altro ancora. Ha formato un popolo molto partecipativo, critico ed esigente».

RT in Venezuela

Da novembre 2014, il blocco informativo di RT è trasmesso dal canale televisivo pubblico venezuelano VTV. Lo scorso mese di dicembre RT in spagnolo ha iniziato a trasmettere il suo segnale sul canale 709 della rete venezuelana satellitare DIRECTV, la maggiore piattaforma digitale del mondo, e sul canale 25.05 della ‘Televisión Digital Abierta de Venezuela’.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Il Venezuela possiede un poderoso sistema di difesa antiaerea

misiles_s-300vmda Tribuna Popular

Dal luglio 2013, il Venezuela ha provveduto all’installazione del sistema di armamento antiaereo più potente del mondo, ha annunciato il presidente Nicolás Maduro da Carúpano, dove si trovava per l’iniziativa Gobierno de la Eficiencia en la Calle.

In qualità di Comandante in Capo della Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB), il presidente ha garantito che il sistema venezuelano è il più potente del mondo. «Abbiamo provveduto all’installazione del sistema su tutte le montagne, i corridoi, le pianure venezuelane, frontiere marittime e terrestri (…), nessuno potrà toccare nemmeno un centimetro della Patria. La nostra Patria è sacra, questa è la patria di Bolívar, Sucre, Mariño, Bermúdez, Piar».

Missili S-300VM

Dall’inizio del 2013, il Venezuela ha ricevuto i sistemi S-300VM russi, in grado di intercettare tutti i tipi di obiettivi, siano essi missili o aerei, in un raggio di 200 chilometri, attraverso l’utilizzo di due tipi di sistemi missilistici.

La consegna delle apparecchiature militari appena descritte, è stata effettuata in virtù del contratto di vendita di diversi sistemi d’arma, siglato nel 2009, tra Venezuela e Russia. Secondo le informazioni riportate dall’agenzia russa RT.

Con l’acquisizione del sistema S-300VM di media portata, il Venezuela ha creato un sistema di difesa antiaereo intensivo, integrato da cannoni antiaerei ZU-23, sistemi missilistici Buk-2M, Pechora-2M e S-300VM.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Shoigu: «Russia e Cuba stessa posizione sulla sicurezza»

f0029287da Russia Today

Con la visita a Cuba, il ministro della difesa russo Sergei Shoigu conclude il suo giro in America Latina. Il tema principale della riunione tra il ministro e il presidente cubano Raúl Castro è stato quello riguardante la cooperazione tecnico-militare

«Le nostre relazioni nel settore militare si stanno sviluppando in maniera costruttiva» ha annunciato Shoigu, secondo quanto riportato dall’agenzia Tass. «Ringraziamo la parte cubana per l’accoglienza riservata alle navi militari russe durante il loro ingresso nel porto dell’Avana. Siamo interessati a rendere operativa la collaborazione nel settore della marina militare» ha aggiunto il ministro.

Inoltre, Shoigu ha segnalato che la Russia e Cuba condividono la stessa posizione sulle questioni inerenti la sicurezza globale e regionale. «I nostri paesi sono legati da un interesse reciproco alla creazione di un ordine mondiale giusto e multipolare, basato sulla parità dei diritti e il rispetto del diritto internazionale con il ruolo guida dell’Onu».

A Cuba, Shoigu ha visitato una divisione di carri armati delle forze armate cubane. Il ministro della difesa ha sottolineato che alcuni eemplari sono unici perché rappresentano un ibrido con i carri armati di produzione sovietica.

Infine, Sergei Shoigu, ha deposto una corona di fiori davanti al Memoriale del Soldato Internazionalista Sovietico.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Le esecuzioni in Arabia Saudita e nello “Stato Islamico”

54c0d50972139e77428b4619da Russia Today

Il sito Middle East Eye ha effettuato una comparazione tra il codice penale jihadista reso pubblico dallo Stato Islamico e il sistema penale dell’Arabia Saudita, un paese dove recentemente è stata giustiziata la decima persona in appena due settimane

Il codice penale, appena presentato dallo Stato Islamico, ha permesso al portale Middle East Eye di effettuare analisi e comparazione delle pene previste per i vari reati nell’autoproclamato califfato e nel paese saudita, secondo quanto riferisce il quotidiano ‘The Washington Post’.

Alcuni esperti sostengono che l’Islam fondamentalista praticato tanto dagli jihadisti dello Stato Islamico così come a Riad possiede dei legami teologici.

Una differenza chiave tra lo Stato Islamico e l’Arabia Saudita, ovviamente, è che quest’ultima è un alleato fondamentale degli Stati Uniti nella regione e un membro della coalizione contro il Califfato terrorista guidata dal paese nordamericano, ha osservato il quotidiano.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Immagine: Russia Today

La lettera di sostegno alla Russia di Putin dalla società civile tedesca

scholz-kleinda lantidiplomatico.it

In una lettera inviata a Vladimir Putin, importanti membri della società civile tedesca hanno condannato apertamente la russofobia dilagante nei media e nell’establishment politico tedesco, manifestando il loro supporto per le azioni di Mosca nell’attuale crisi ucraina.

A scriverla è stato il Luogotenente delle forze aeree tedesche in pensione Jochen Scholz, in risposta al discorso di Putin del 18 marzo scorso in occasione della riunificazione con la Crimea in cui il presidente russo si è rivosto direttamente al popolo tedesco. La missiva è stata cofirmata da centinaia di avvocati giornalisti, dottori, accademici, scienziati, diplomatici e storici tedeschi.

Ribadendo come George Bush padre avesse data chiara assicurazione che la Nato non si sarebbe espansa a est, Scholz scrive come l’occidente ha violato questa promessa a Mosca con la costruzione di un sistema di difesa missilistico nell’Europa dell’est e l’espansione della Nato nelle repubbliche ex sovietiche e l’installazione di basi militari nei paesi dell’ex Patto di Varsavia.

A differenza della guerra fredda, spiega Scholz in un’intervista a RT, quando gli interessi dell’Europa e quelli degli Stati Uniti coincidevano «dagli anni’90 questo è cambiato. Gli interessi europei sono oggettivamente differenti. E quindi il nostro compito è di prendere il nostro destino nelle nostre mani. Lavorare insieme in pace e e cooperazione nel rispetto dei diritti umani».

Avendo in mente il principale obiettivo geopolitico degli Usa, vale a dire neutralizzare la Russia, il colonnello in pensione afferma nella sua lettera che Washington ha usato la crisi ucraina come “strumento” per raggiungerlo. «Questo modello è stato usato ripetutamente: in Serbia, Georgia e Ukraina nel 2004, Egitto, Siria, Libia e Venezuela». La lettera si conclude con un sostegno pieno alle azioni intraprese dalla Russia come contrappeso agli interessi nord-americani.

 

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