Roma 8apr2015: Venezuela non è una minaccia ma una speranza!

Verso il II Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana! 

Napoli – 10-11-12 Aprile 2015

caracaschiama.noblogs.org

Iscriviti al II Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivarianadi Rete “Caracas ChiAma”

«Siamo tornati, e siamo milioni»

Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

dal 10 al 12 Aprile 2015 a Napoli 

             ¡Todo 11 tiene su 13!

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Clicca qui per visualizzare il programma dell’evento

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VENEZUELA SOCIALISTA SE RESPETA!

CONTRA LAS INGERENCIAS IMPERIALISTAS EN TIERRAS BOLIVARIANAS

La Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana «Caracas ChiAma», in un momento storico molto delicato per il Venezuela, invita a condannare fermamente le ingerenze imperialiste nordamericane e a manifestare pieno sostegno alla Rivoluzione, partecipando al Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, che si terrà a Napoli dal 10 al 12 di aprile 2015.

L’evento, una vera e propria festa popolare e di solidarietà, segue il Primo Incontro Italiano, tenutosi il 29 giugno del 2014 in quel di Roma, dove associazioni, organizzazioni, comunità di migranti, movimenti sociali e politici, diedero vita alla Rete di Solidarietà al fine di contrastare la feroce e costante aggressione politica, economica, sociale e mediatica contro il Venezuela Bolivariano e Socialista.

Nel corso delle giornate dedicate alla patria di Chávez e Bolívar, varie saranno le questioni da affrontare, tra le quali:

  • MINACCIA DELL’IMPERIALISMO
  • POTERE POPOLARE E RAPPRESENTANZA
  • GUERRA ECONOMICA E DISINFORMAZIONE IMPERIALISTA
  • RUOLO DELLA STORIA NEL PRESENTE
  • NUOVI MODELLI DI INTEGRAZIONE REGIONALE

Il Venezuela Bolivariano è costantemente minacciato perché incarna, insieme ai popoli antimperialisti, lo spirito della Resistenza. Perché pilastro dell’integrazione regionale (dall’ALBA al MERCOSUR) su basi solidali. Vogliono far girare indietro le lancette della Storia perché il Venezuela mostra ai popoli del mondo che c’è vita oltre il neoliberismo e l’austerità. Così assistiamo al fenomeno della ‘solidarietà di ritorno’: la Rivoluzione Bolivariana che sbarca in Europa attraverso l’avanzata, dalla Grecia alla Spagna, di alternative popolari che si ispirano alle idee di solidarietà, complementarietà e amicizia tra i popoli, non a caso, proprie dei movimenti bolivariani in America Latina. Un’opportunità da cogliere anche nella, por ahora, serva Italia sotto il tallone della Banca Centrale Europea, della NATO e degli USA.

Sostenere la Rivoluzione Bolivariana, significa realizzare il sogno del Comandante Chávez per il Venezuela e per il mondo.

Tutte le forze solidali con la Rivoluzione Bolivariana sono invitate a partecipare, da protagoniste, al Secondo Incontro!
Caracas ChiAma!
Napoli risponde!

Partecipa al Secondo Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

Clicca qui per visualizzare il programma dell’evento

Ai partecipanti saranno consegnati materiale e documenti per l’incontro riempiendo il seguente modulo di pre-iscrizione. Il processo di iscrizione inizia riempiendo il modulo di contatto qui di seguito riportato.

Le pre-iscrizioni sono necessarie, e sarà possibile registrarle fino al 9 aprile 2015; l’organizzazione si riserva insindacabilmente, durante l’evento, il diritto di accettare o meno la successiva iscrizione di coloro che non avranno effettuato la pre-iscrizione. Tutti i partecipanti, che siano essi Italiani, Venezuelani o di altra nazionalità devono riempire il modulo qui riportato.

per info evento: +39 333 50 30 697 – +39 320 70 23 712

* per chi ne avesse particolare esigenza, consigliamo anche le seguenti strutture di accoglienza (che si intendono a spese degli interessati): hoteleuropeonapoli.com – bbbellini.it – hotelnaples.it

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Qui di seguito la lista dei comitati, delle associazioni, delle reti sociali, delle organizzazioni popolari ed operaie, sociali e politiche, che il 29 giugno 2014, presso lo SCUP, a Roma, hanno dato vita alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che prenderà il nome di “Caracas ChiAma”:

Albassociazione/AlianzaPaís-Italia/Amig@s MST-Italia/ANROS/Areaglobale/Associazione di Amicizia Italia-Cuba (Roma-Ravenna-Parma)/Associazione Italia-Nicaragua (Circolo Leonel Rugama)/Associazione LiberaRete/Associazione Nazionale Nuova Colombia/P-CARC/Casa dei Popoli/Casa del Popolo di Torpignattara/Centro Sociale Spartaco/Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino/Centro Sociale La Talpa e l’orologio-Imperia/Centro Studi Antonio Gramsci/CESTES centro studi USB/CIRCinternazionale/Circolo Bolivariano “Alessio Martelli”/Circolo Bolivariano “Hugo Chávez”/Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” -Napoli/Associazione dei Giuristi Democratici/CORTOCIRCUITO/CSPAAAL/Fronte della Gioventù Comunista/J-PSUV-Italia/Marx XXI/MAS-Bolivia en Roma/Militant/Partito Comunista(Italia)/PDCI/Piattaforma Comunista/Rete dei Comunisti/Rete in Difesa dell’Umanità/Rete No War/Rifondazione Comunista/SuramericAlba/(n)PCI

International Migrants Alliance/Lega Immigrati albanesi “Iliaria”/Misil (movimento integrazione sviluppo italo latinoamericano/Associazione “I Blu”/Fronte di liberazione del popolo.JVP (Sri Lanka)/Associazione Umangat-Migrante/Comitato Immigrati in Italia/Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Contropiano/Il Manifesto/Le Monde Diplomatique/LiberaTV/Radio Città Aperta/Rivista Nuestra America/Web Sibia-Liria

Associazione Sportiva Quartograd

Associazione di Amicizia San Marino-Cuba/Asociación Civil Canción Bolivariana/Asociación Euskadi-Cuba/Associazione Galego-Bolivariana Hugo Chávez/Comando Electoral Hugo Chávez–España/Coordinadora Estatal Solidaridad con Cuba-España/COSAL-Asturias/CUBADEBATE/ Guachirongo 98,5FM/Iniciativa Comunista-España/Movimiento América Libre y Socialista para Europa/Círculo Bolivariano “La Puebla” de Euskal Herria/Peña del Aljibe/Plataforma Bolivariana de Madrid/Plataforma Comunicacional Somos Sin Banderas/RESOLVER-Red de Solidaridad con Venezuela Revolucionaria-Suecia

Dal Venezuela: «Basta! Lasciateci costruire un mondo migliore!»

ObamaDerogaElDecretoYada Correo del Orinoco

Il ministro Ricardo Molina dichiara: “Il Socialismo ricerca lo sviluppo della felicità, vuole salvaguardare il futuro dei nostri figli, così come la pace e la solidarietà. Guerre e disordini li promuove l’impero”.

La classe operaia rivoluzionaria del Venezuela, accompagnata dal ministro del Potere Popolare per l’Ecosocialismo, l’Ambiente e la Casa, Ricardo Molina, dinanzi alle minacce dell’imperialismo statunitense ha protestato in maniera ferma: “Adesso basta! Lasciateci costruire un mondo migliore!”.

Da piazza Morelos, a Caracas, in riferimento al cosiddetto tuitazo mundial #ObamaDerogaElDecretoYa, il titolare del dicastero per l’Ecosocialismo, l’Ambiente e la Casa ha segnalato che il decreto esecutivo del presidente Barack Obama, dove la Patria di Bolívar viene definita una “minaccia inusuale e straordinaria” per la sicurezza degli Stati Uniti, evidenzia l’antagonismo tra i due modelli.

“Il Socialismo ricerca lo sviluppo della felicità, vuole salvaguardare il futuro dei nostri figli, così come la pace e la solidarietà. Guerre e disordini li promuove l’impero”, ha affermato il ministro bolivariano.

Molina, ha poi aggiunto che il popolo venezuelano si è destato grazie al Comandante della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez.

Infine, il presidente della Gran Misión Barrio – Nuevo Barrio Tricolor, Manuel Quevedo, ha dichiarato che la Rivoluzione Bolivariana continuerà a lottare risolutamente contro la povertà estrema generata dal capitalismo.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione a cura di Fabrizio Verde]

A. Chávez: «Se sarà necessario prendere le armi lo faremo»

Adán-Chávez-e1425997231103-540x402da psuv.org.ve

Dalla tribuna antimperialista che si è tenuta nel municipio Pedraza de Barinas, nell’ambito delle attività sviluppate per commemorare i due anni dalla ‘siembra’ di Hugo Chávez, il leader della Rivoluzione nella regione Los Llanos, Adán Chávez, ha affermato che «nessun impero ci può intimidire con le sue minacce. Se ci toccherà prendere le armi per difendere la Rivoluzione, lo faremo».

In riferimento alle ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha definito il Venezuela una minaccia per la sicurezza del suo paese.

“Noi non siamo soli – ha affermato il dirigente nazionale – nel nostro continente e oltre, possiamo contare sull’appoggio di molti paesi fratelli. Lo hanno dimostrato in diversi momenti della nostra storia rivoluzionaria e questa non sarà l’eccezione”.

Ha inoltre sottolineato che l’avanguardia rivoluzionaria, sarà in prima linea per difendere l’indipendenza e la sovranità del Venezuela.

Il governo bolivariano insieme al popolo venezuelano, ha poi aggiunto l’esponente del Psuv, vuole portare avanti il processo socialista in pace, «ma siamo pronti a difendere l’eredità del Gigante Chávez, la nostra eredità, su qualunque terreno sarà necessario». 

Chávez ha chiamato tutti i chavisti a scendere in piazza per difendere il territorio venezuelano: «Vorrebbero mostrare all’opinione pubblica mondiale che siamo un paese di terroristi. Sì, siamo una minaccia per loro, ma esclusivamente perché vogliamo continuare, in pace, a difendere quello che ci appartiene. Perché siamo un popolo libero, sovrano, cosciente e indipendente. Loro invece sono una reale minaccia per il mondo intero perché sono abituati a bombardare paesi, uccidere anziani, bambini e intere popolazioni».

Il dirigente bolivariano ha concluso con un’importante indicazione: se maggiore sarà l’unità, la coscienza e l’organizzazione rivoluzionaria, per l’impero sarà molto complicato concretizzare le sue pretese d’invasione e dominazione.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione a cura di Fabrizio Verde]

Venezuela in cifre: prima e dopo il trionfo della Rivoluzione Bolivariana

venezuela-en-cifras-estadisticas-600x344da Correo del Orinoco

Un grafico presenta le differenze tra il Venezuela prima del 1998 e durante il processo rivoluzionario attualmente guidato dal presidente Nicolas Maduro

Il Vicepresidente Esecutivo, Jorge Arreaza, ha sottolineato nella giornata di martedì, alcuni dati che caratterizzano il Venezuela, prima e durante la Rivoluzione Bolivariana.

Durante la presentazione della “Memoria y Cuenta” davanti all’Assemblea Nazionali riunita in sessione speciale, Arreaza ha evidenziato i grandi progressi in campo sociale come l’accesso alla salute, all’istruzione e all’alloggio, così come la mobilitazione popolare che è la risultante di una nuova geopolitica nazionale.

Nella seguente tabella è possibile osservare le differenze tra il Venezuela prima del 1998 e durante la Rivoluzione Bolivariana attualmente guidata dal Presidente Maduro

Estadisticas-Venezuela-antes-y-durante-la-Revolucion-Bolivariana-600x450[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione a cura di Fabrizio Verde]

Milano 7mar2015: Chávez vive con la Rivoluzione bolivariana!

Uno stato sociale, democratico e giusto è possibile solo nel socialismo

ARREAZA2da Correo del Orinoco

Jorge Arreaza: «Il capitalismo mette il capitale, il denaro, al di sopra della società, dell’essere umano»

«Lo stato che contempla la nostra Costituzione: democratico, sociale, di diritto, giusto, è possibile solo nel socialismo», ha affermato attraverso il proprio account Twitter, il vicepresidente esecutivo del Venezuela Jorge Arreaza.

«Prima il sociale, non il capitale» afferma il vicepresidente, per poi spiegare che «il capitalismo mette il capitale, il denaro, al di sopra della società, dell’essere umano. Il nostro popolo e le nostre istituzioni hanno carattere socialista».

A tal proposito Arreaza ha osservato che «la destra non capisce che il nostro popolo si è impadronito dei valori e dell’essenza del socialismo».

Dall’arrivo al potere del Comandante Hugo Chávez, la Rivoluzione Bolivariana ha destinato una parte importante delle entrate del paese allo sviluppo sociale. Per l’anno 2014 l’investimento si è attestato al 65%.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

4-F: le 10 frasi e riflessioni di Chávez più importanti

Bfplk1vIEAAk9Pjda Radio Nacional de Venezuela

Il 4 febbraio del 1992 è il giorno in cui si è verificata un’insurrezione Civico-Militare sviluppatasi simultaneamente nelle principali città centro-occidentali del paese.

Ai comandanti responsabili delle operazioni – Hugo Chávez, Francisco Arias Cárdenas, Yoel Acosta Chirinos, Jesús Urdaneta e Miguel Ortíz Contreras – si unirono al movimento militare 14 maggiori, 54 capitani, 67 tenenti, 65 sottufficiali, 101 sergenti di truppa e 2.056 soldati.

Inoltre, piccoli gruppi di civili provenienti da diverse organizzazioni della sinistra venezuelana parteciparono all’azione.

L’Operazione Zamora, insieme alla successiva insurrezione del 27 novembre dello stesso anno, segnò il punto più alto raggiunto dalle lotte sociali e politiche del periodo 1989-1993.

Sebbene il Comandante Hugo Chávez fu catturato e imprigionato, il 4 di febbraio accese nel popolo una poderosa fiamma che lo fece destare dinanzi alla corruzione e all’indolenza di una borghesia che non governava per il bene del patria, ma esclusivamente per rimpinguare i propri conti bancari.

La ribellione del 4 febbraio è semplicemente la culla di una rivoluzione – quella bolivariana- che ha restituito dignità e diritti ad un popolo che per 40 anni è stato maltrattato, umiliato e massacrato senza alcuna pietà.

Di seguito le 10 frasi e riflessioni più importanti del nostro Comandante Eterno, Hugo Chávez, sulla ribellione civico-militare del 4 febbraio 1992:

1. «Compagni: purtroppo, per adesso, gli obiettivi da noi stabiliti non sono stati raggiunti». (4 febbraio 1992)

2. «Io, davanti al paese e davanti a voi, mi assumo la responsabilità di questo movimento militare bolivariano». (4 febbraio 1992)

3. «Giuro davanti a Dio, giuro davanti alla patria, giuro davanti al mio popolo che su questa moribonda Costituzione (del 1961) promuoverò le trasformazioni democratiche necessarie affinché la nuova Repubblica abbia una Magna Carta adeguata ai nuovi tempi. Lo giuro». (Investitura di Chávez 2 febbraio 1999)

4. «La ribellione del 4 febbraio è stata una necessità storica; il Venezuela non aveva vie d’uscita, abbiamo dovuto scuotere la patria, solo attraverso la rivoluzione potemmo uscire dall’abisso in cui eravamo precipitati». (4 febbraio 2005)

5. «Se non si fosse verificato il 4 febbraio, noi non saremmo qui. Il 4 di febbraio è il padre della Rivoluzione Bolivariana». (4 febbraio 2011)

6. «La rivoluzione che ha avuto inizio con la rivolta popolare del 27 febbraio 1989 ed è proseguita con le ribellioni militari del 4 febbraio e del 27 Novembre 1992, ha innescato un lungo e complesso processo di organizzazione e di accumulazione di forze che hanno reso possibile la splendida sintesi del 6 dicembre del 1998». (4 febbraio 2011)

7. «Questo è un giorno storico, un giorno di dignità patria». (4 febbraio 2012)

8. «Non immaginate quanto ci hanno ispirato la Rivoluzione Cubana e la Rivoluzione Sandinista». Con questa affermazione il Comandante Chávez ha voluto rendere omaggio a tutti i contributi che le rivoluzioni latinoamericane hanno apportato all’ideale bolivariano. (4 febbraio 2012)

9. «La strada era quella, ragazzi, la storia ci assolverà, la storia ci ha dato ragione». Atto di commemorazione della ribellione del 4-F. (4 febbraio 2012)

10. «Quei Generali – i vecchi comandanti militari che massacrarono il popolo – mai più torneranno ad esistere in Venezuela. Da ora in avanti avremo Generali, Ammiragli, ufficiali e truppe rivoluzionarie, antimperialiste, socialiste e chaviste, perché fa più male alla borghesia e all’imperialismo». (4 febbraio 2012)

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

 

Unisciti alla Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

Primo incontro italiano di solidarietà con la Rivoluzione bolivariana

Causa minacce di sgombero del Lucernario Occupato (a cui va tutta la nostra solidarietà) l’incontro di domenica 29 giugno è spostato al

Centro Sociale SCUP 

Via Nola 5 Roma

 

VENEZUELA SOCIALISTA SE RESPETA!

Primo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

 

Domenica 29 giugno 2014

Dalle 09:00 alle 18:00 ore

Centro Sociale SCUP 

Via Nola 5 Roma

 

Albassociazione/AlianzaPaís-Italia/Amig@s MST-Italia/ANROS/Associazione di Amicizia Italia-Cuba (Roma-Ravenna-Parma)/Associazione Italia- Nicaragua. Circolo Leonel Rugama/Associazione LiberaRete/Associazione Nazionale Nuova Colombia/ CARC/Casa dei Popoli/Casa del Popolo di Torpignattara/Centro Sociale  Spartaco/ Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino/Centro Studi Antonio Gramsci/CESTES centro studi USB/CIRCinternazionale/Circolo Bolivariano Alessio Martelli/Circolo Bolivariano Hugo Chavez/CORTOCIRCUITO/Fronte della Gioventù Comunista/J-PSUV-Italia/Marx XXI/ MAS-Bolivia en Roma/Militant/ Partito Comunista/ PDCI /Piattaforma Comunista/Rete dei Comunisti/Rete in Difesa dell’Umanità/Rete No War/Rifondazione Comunista/SuramericAlba/(n)PCI/

 

International Migrants Alliance/Lega Immigrati albanesi “Iliaria”/Misil (movimento integrazione sviluppo italo latinoamericano/Associazione “I Blu”/Fronte di liberazione del popolo.JVP (Sri Lanka)/Associazione Umangat-Migrante/Comitato Immigrati in Italia/Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

CONTROPIANO/Il Manifesto/Le Monde Diplomatique/LiberaTV/

Radio Città Aperta/Rivista Nuestra America/Web Sibia-Liria

Associazione sportiva Quartograd

Associazione di Amicizia San Marino-Cuba/Associazione Galego-Bolivariana Hugo Chávez / Comando Electoral Hugo Chávez–España/CUBADEBATE/Movimiento América Libre y Socialista para Europa/Círculo Bolivariano “La Puebla” de Euskal Herria/Asociación Euskadi-Cuba/Plataforma Comunicacional Somos Sin Banderas/RESOLVER-Red de Solidaridad con Venezuela Revolucionaria-Suecia

 

Firenze: Difendiamo la Rivoluzione bolivariana!

Difendiamo la Rivoluzione in Venezuela

Negli ultimi due mesi l’opposizione venezuelana, guidata dai rampolli dell’oligarchia come Enrique Capriles Radonsky (proprietario dei principali media privati del paese) e Leopoldo López (uomo forte della destra legato all’Opus Dei) ha nuovamente dato vita a una sanguinaria campagna di destabilizzazione del paese. 
I media privati venezuelani ed internazionali hanno sostenuto che gli studenti dell’opposizione che manifestavano pacificamente contro il presidente Maduro e la Rivoluzione Bolivariana, sono stati selvaggiamente repressi dalle forze dell’ordine e che a decine hanno perso la vita a dimostrazione dell’esistenza di una dittatura in Venezuela.

Ma questo ammasso di menzogne è solo l’ennesima campagna di disinformazione e criminalizzazione del processo rivoluzionario in corso.

I media di proprietà dei padroni hanno, infatti, omesso di dire che le manifestazioni dell’opposizione erano tutt’altro che pacifiche e soprattutto che la maggioranza dei morti che ci sono stati in queste settimane sono chavisti, uccisi dai sicari della destra.

L’opposizione ha attaccato  i chavisti  e le forze dell’ordine con armi da fuoco e molotov; ha incendiato sedi dei partiti di sinistra e del governo; ha attaccato numerosi ambulatori pubblici per l’unico fatto che ci lavorano medici cubani; ha organizzato barricate e missioni punitive fino ad compiere atti di una crudeltà raffinata come quello di spianare fil di ferro sulle strade e a 1.50m d’altezza non solo per far cadere i motociclisti ma anche per decapitarli.  
L’oligarchia venezuelana è sempre stata una classe senza scrupoli che ha  fatto ricorso al terrore e alla tortura per mantenere la propria ricchezza e il proprio potere. Prima che venisse eletto presidente della Repubblica Hugo Chavez, le forze repressive dello Stato venivano impiegate per spezzare qualsiasi aspirazione della classe popolare ad un maggiore benessere e a maggiori diritti.

I sindacalisti venivano imprigionati, torturati, e molte volte desaparecidos per le loro lotte. I contadini uccisi dai funzionari corrotti dai latifondisti.

E anche per reprimere i cortei studenteschi la polizia e i militari usava fucili e pistole, facendo così migliaia di morti negli anni.  

Fino ad arrivare al Caracazo, quando il 27 febbraio 1989 hanno massacrato più di 5.000 persone a- Caracas,  durante una rivolta popolare contro l’aumento dei prezzi imposto dal governo di Carlos Andrés Perez.
E da quando ha vinto Chávez, non ha smesso un attimo di tramare contro la Rivoluzione Bolivariana provando a farla cadere in tutti i modi. Nel 2002 ha fatto un colpo di Stato militare ad aprile (fallito per il sollevamento popolare generalizzato) e una serrata padronale criminale di due mesi a partire da dicembre. Nel 2003 organizza le prime guarimbas  (barricate e attacchi a chavisti). Nel 2004 ci riprova in occasione del Referendum Revocatorio e nel 2006 per le elezioni presidenziali. Nel 2007 scatena la propria violenza in occasione del referendum sulla riforma costituzionale e da quel momento sviluppa anche una perfida strategia volta a creare l’insoddisfazione nel paese, ritirando dal commercio i beni di prima necessità come il latte, lo zucchero, la carta igienica, il caffè etc., grazie al controllo che ha delle principali catene di distribuzione del Venezuela. 

Senza parlare poi dei sicari e paramilitari che recluta per uccidere quotidianamente contadini, sindacalisti e studenti chavisti in tutto il paese.

Tutto ciò esclusivamente perché rifiuta di accettare tutte le conquiste fatte in questi anni dal popolo organizzato: istruzione, salute, benessere economico, potere politico… e perché aborra le proposte di socialismo, cogestione, proprietà sociale e proprietà collettiva avanzate in questi anni dal governo.
Tuttavia, anche questa volta, non sono arrivati a far cadere il governo perché il popolo organizzato si è mobilitato nuovamente in difesa  della Rivoluzione e delle sue conquiste.
Ne parliamo con dei rappresentanti della Coordinadora Simón Bolívar e di altri movimenti sociali di Caracas, con i quali ci collegheremo in videoconferenza
Giovedì 10 Aprile 
alle 20.30
al Centro Popolare Autogestito Firenze-Sud
via Villamagna 27/a
Cena e a seguire serata di Salsa latinoamericana

27F: Incontro a Roma in appoggio alla Rivoluzione Bolivariana

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