Bolivia: il fascismo all’assalto del potere

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di Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”

Gruppi violenti di estrema destra del leader Camacho hanno occupato ieri pomeriggio le strutture e catturato i lavoratori della tv e della radio statale boliviana, bloccando le trasmissioni che mostravano le violenze e la perpetrazione di un possibile colpo di stato nel paese.

I media che sono stati attaccati sono il canale televisivo statale Bolivia Televisión, le stazioni Radio Patria Nueva e della Confederazione dei sindacati contadini della Bolivia (Csutcb), in quest’ultima il suo direttore, José Aramayo, è stato legato a un albero.

Il presidente Evo Morales dopo aver appreso lo svolgersi di queste azioni che tutti gli esponenti del governo definiscono golpiste e fasciste ha twittato: “I media statali BTV e RPN sono stati occupati da gruppi organizzati che dopo aver minacciato e intimidito i giornalisti li hanno costretti ad abbandonare le loro fonti di lavoro. Dicono che difendono la democrazia, ma agiscono come nella dittatura”.

Da parte sua, il presidente del canale statale della Bolivia TV, Miguel Torrijo, ha denunciato che un gruppo violento ha preso le strutture del mezzo di informazione e li ha costretti a interrompere il segnale, “hanno chiuso le strutture con lucchetti e catene, ci hanno costretto a lasciare il canale”, ha aggiunto.

Ma le violenze non sono finite qui.

La casa della sorella di Evo Morales è stata data alle fiamme (http://www.apcbolivia.org/noticias/noticia.aspx?fill=61513&t=turba-vandálica-quema-casa-de-la-hermana-del-presidente-evo-en-oruro) e sulle reti sociali le bande para-fasciste si organizzano per andare ad assaltare l’ambasciata cubana e quella venezuelana (https://twitter.com/erikaosanoja/status/1193369057376002053?s=21) approfittando della pressoché totale assenza della polizia che avrebbe aderito alle posizioni golpiste.

Gli aggiornamenti e video delle ultime ore in diretta sul posto, cliccare sul link:
https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=3661474290533032&id=1034770026536818&anchor_reactions=true

https://www.telesurtv.net/news/bolivia-grupos-violentos-atacan-medios-comunicacion-20191109-0026.html

(FOTO) ¡Váyanse al carajo Yankee de mierda!

di Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”

Il Presidente legittimo e costituzionale della Repubblica bolivariana del Venezuela Nicolás #Maduro, in diretta a reti unificate dal Palacio de Miraflores, ha approvato una misura politicamente rilevantissima che attendevamo da tempo, ovvero la ROTTURA definitiva delle relazioni politico-diplomatiche con l’Impero USA a causa dei tentativi di destabilizzazione golpista e terrorista che negli ultimi giorni Pentagono e tutta l’amministrazione presidenziale di D.Trump hanno perpetrato contro la Patria bolivariana, volendo distruggere l’eredità rivoluzionaria del Comandante Eterno Hugo Chávez, del progetto politico che da vent’anni caratterizza il Paese latinoamericano e che l’ha condotto a camminare sulle proprie gambe mirando alla piena libertà, indipendenza, dignità, sovranità popolare, amicizia e fratellanza tra tutti i popoli in lotta antimperialista, per la costruzione di una società superiore, il socialismo.

Le FANB sono coscienti e disciplinate del momento delicatissimo, preparate ad affrontare in combattimento a morte qualsiasi invasione militare proveniente dal Nord e dai suoi lacché regionali.

Mobilitazione permanente, massima attenzione al complotto golpista e terrorista della destra criminale, quinte colonne di Washington.

Il Paese è in allerta, pronto a qualsiasi evenienza.


AQUÍ NO SE RINDE NADIE!

INDEPENDENCIA Y PATRIA SOCIALISTA, VIVIREMOS Y VENCEREMOS!

La Rivoluzione bolivariana è un fiume in piena, inarrestabile!
Chávez vive, la Lucha sigue!

#Venezuela
#Socialismo
#Paz

Il nostro 11 settembre

L'immagine può contenere: testodi Rete di Solidarietà Caracas ChiAma

«Non vedo perché dovremmo restare con le mani in mano a guardare mentre un Paese diventa comunista a causa della irresponsabilità del suo popolo. La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli».

Segretario di stato statunitense Henry Kissinger prima del bombardamento del Cile e del colpo di stato di Pinochet a proposito della elezione di Salvador Allende in #Cile.

Il nostro 11 settembre.

Bruxelles 13ott2018: Per la Rete di Solidarietà Europea con la Rivoluzione Bolivariana

di Venesol – Bruxelles

Sabato 13 ottobre 2018 a Bruxelles

Compagni ed amici,
Venesol è una piattaforma di solidarietà con il popolo della Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, costituita da diverse organizzazioni attive nella vita sociale e politica del Belgio. Vi invitiamo a partecipare alla creazione di una rete europea di solidarietà con il Venezuela, sabato 13 ottobre 2018 a Bruxelles.

I molteplici attacchi della destra nazionale e internazionale contro la rivoluzione bolivariana aumenteranno progressivamente, con l’appoggio dell’Impero USA cercheranno in mille modi di far deragliare il progetto bolivariano nazionale.

Recentemente, il movimento contadino attraverso la sua mobilitazione ha mostrato che un popolo, sempre più cosciente e organizzato, aiuta a far avanzare il processo rivoluzionario. La democrazia diretta e partecipativa non viene solo dal potere costituito; i contadini hanno mostrato il cammino ai cittadini, ai lavoratori, al popolo,  che è necessario costituirsi come potere di strada, di base.

Dall’Europa, non vogliamo partecipare come semplici spettatori prima delle aggressioni imperiali, il nostro primo dovere di cittadini è la solidarietà. In questo senso, il comandante Hugo Chávez in collaborazione con i movimenti sociali ha parlato di “diplomazia del popolo” come risposta alle politiche di interferenza degli Stati Uniti. Questo concetto mira ad andare oltre i confini, a scuotere la burocrazia delle rappresentazioni diplomatiche e degli apparati di politica estera al fine di collegare direttamente comunità, collettività e cittadini.

La diplomazia dei popoli crea legami tra collettività umane in modo che possano scambiare le loro conoscenze, esperienze e iniziative in tutti i campi. Attraverso la costituzione di questa rete, del dialogo, della cooperazione e dell’azione, saremo in grado di conoscerci meglio, saremo in grado di conoscere meglio altri processi di lotta. Secondo Hugo Chávez, la diplomazia del popolo cerca di promuovere l’influenza dei collettivi organizzati in politica estera e di praticare la democrazia partecipativa come guida fondamentale della solidarietà.

Non possiamo lasciare il presidente Nicolás Maduro e il popolo bolivariano da soli di fronte all’offensiva imperiale, dobbiamo aiutarli a rompere l’assedio dei media di cui sono vittime. Vogliamo dire al popolo venezuelano che non sono soli. Perciò, vi invitiamo a partecipare al primo incontro della Rete europea di solidarietà con il Venezuela.

Sabato 13 ottobre 2018 a Bruxelles
Pianofabriek – Sala Zabriskie point
Rue du Fort 35 – 1060 Bruxelles – Belgio

Programma

• 9h30> 13h – Riunione della rete
• 13 ore> 14:30 – Pranzo
• dalle 14:30 alle 16:30 – Riunione della rete
• 16:30> 18:00 Pausa
• 18h Prima del film Venezuela in tempo di guerra (45 min) alla presenza dei registi
• 19h Parla e discuti con Maurice Lemoine, eminente giornalista francese
• 21h Concerto musicale

Puoi confermare la tua partecipazione inviandoci un’email a: belvesol2017@gmail.com o inviandoci un messaggio attraverso la nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/venesolidarite/

Ti ringraziamo se puoi menzionare il tuo nome, cognome e organizzazione, le tue coordinate complete. Se hai bisogno di essere ospitato in una casa di amici, e cercheremo soluzioni.

Per anticipare, vorremmo conoscere le vostre proposte in termini di articolazione, organizzazione e azione. Ti suggeriamo di inviarci un contributo scritto al massimo entro l’8 ottobre. Raccoglieremo i testi ricevuti e li pubblicheremo insieme in un unico documento il 13 ottobre. Il documento può essere completato con il contenuto delle nostre discussioni e quindi pubblicheremo una versione completa.

Per questo, proponiamo alcuni punti di riflessione che possono essere utilizzati per scrivere il tuo testo e per la discussione.

Proposte per la Rete europea di solidarietà con il Venezuela

1) Presentazione della tua organizzazione.
2) Come pensi che dovremmo collegare le diverse lotte venezuelane con le lotte sociali e politiche qui intorno?
3) Come pensi di poter aiutare a rompere l’assedio dei media intorno al Venezuela?
4) Come immagini questa rete europea di solidarietà con il Venezuela?
5) Come pensi che il rapporto della tua organizzazione/rete dovrebbe essere con le ambasciate del Venezuela?
6) Cosa pensi che debba essere fatto per riconquistare il sostegno al Venezuela da parte dei partiti politici?
7) Quali azioni dovrebbe sviluppare questa rete?
😎 Hai altri suggerimenti?

Puoi inviare le tue proposte via email a belvesol2017@gmail.com o tramite la nostra pagina facebook: https://www.facebook.com/venesolidarite/

Il FND delle Filippine con il Venezuela bolivariano!

da carc.it

Il Fronte Nazionale Democratico delle Filippine esprime la sua ferma solidarietà al popolo venezuelano e al Governo Bolivariano del Venezuela diretto da Nicolas Maduro

Il Fronte Democratico Nazionale delle Filippine rinnova al sua ferma solidarietà all’eroico popolo venezuelano e sua eccellenza il Presidente Nicolas Maduro, presidente eletto e costituzionale del Governo Bolivariano del Venezuela. Il popolo venezuelano ed il governo fondato sull’eredità e sull’ispirazione del Comandante e Presidente Hugo Chavez, Simon Bolivar e di tanti altri eroi popolari, hanno conquistato la solidarietà dei popoli e dei governi dell’America Latina, del Caribe e delle altre parti del mondo che amano la libertà.

La forza unita del popolo venezuelano ed il Governo Bolivariano guidato dal Presidente Nicolas Maduro con il supporto della totale solidarietà internazionale degli altri popoli e governi sono determinati e forti a sufficienza per respingere qualsiasi atto di sovversione e ogni attacco da parte dei reazionari interni al paese e dalle potenze controrivoluzionarie straniere..

Il Fronte Democratico Nazionale delle Filippine condanna con vigore l’attacco terrorista perpetrato il 27 giugno 2017 contro la sede centrale del Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Interne, la Giustizia e la Pace e ll Tribunale Supremo di Giustizia, entrambi a Caracas, come parte di complotto per il un colpo di stato contro la Repubblica Bolivariana del Venezuela e le sue istituzioni. Sosteniamo con forza gli sforzi coraggiosi del governo bolivariano e del popolo venezuelano per sconfiggere i reazionari nazionali ed internazionali che stanno dietro al complotto. .

Cogliamo l’occasione per congratularci con il popolo venezuelano e il suo Governo Bolivariano in occasione della celebrazione del 206° anniversario della firma dell’Atto di Indipendenza. Esprimiamo massima e calorosa solidarietà al Presidente Nicolas Maduro e, nelle Filippine, a Capaya Rodriguez Gonzalez, Ambasciatore Plenipotenziario del Governo Bolivariano del Venezuela nella Repubblica delle Filippine.

Viva l’eroico popolo venezuelano e il Presidente Nicolas Maduro!

Viva la solidarietà tra il popolo filippino ed il popolo venezuelano!

Luis G. Jalandoni

Roma 17mag2017: Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana

Lecce: la democrazia popolare del Venezuela studiata nel Salento

di Geraldina Colotti* – Il Manifesto

Caracas Chiama, il Salento risponde. Capita che dai territori italiani si sprigionino felici alchimie, in grado di creare nessi e progetti oltre gli steccati e le singole appartenenze prefigurando inedite alleanze. E’ andata così nell’ex asilo nido Angeli di Beslan di Lecce, abbandonato al degrado e riscattato a marzo dai cittadini. Nel grande spazio fra gli alberi e la strada di via Franco Casavola, 11, è nato così il Collettivo Terra Rossa, che ha ospitato il Quarto incontro italiano della Rete di solidarietà con la rivoluzione bolivariana, Caracas Chiama.
 
Per tre giorni, reti territoriali, ospiti internazionali, rappresentanze diplomatiche, rappresentanti di alcuni comuni virtuosi,
docenti universitari, comboniani, gesuiti, movimenti e associazioni, hanno messo a confronto esperienze e riflessioni sul tema del potere popolare e della democrazia partecipata, tessendo fili tra la realtà del nuovo socialismo latinoamericano e le esperienze salentine. Il comune di Copertino, uno dei cinque (insieme a Melpignano, Salice Salentino, Zollino, Poggiardo) che hanno appoggiato il IV incontro, e a cui si è successivamente aggiunto il Comune di Galatina, ha consegnato personalmente la delibera nelle mani delle rappresentanze diplomatiche venezuelane, che hanno sostenuto diversi incontri con le istituzioni locali e con le scuole: per mostrare gli orizzonti di un paese che, come il Venezuela (quinto al mondo per numero di matricole universitarie) offre ai giovani la possibilità di scegliersi il proprio futuro, garantendo il diritto al lavoro, a un tetto e la totale gratuità degli studi, compresi i libri, un portatile per alunni e liceali e un Ipad per gli universitari.
 
Nonostante la crisi, nel 2015 il governo ha destinato oltre il 70% delle risorse ai progetti sociali. Chi paga? In parte le grandi imprese (che non possono spadroneggiare, né portarsi tutti i guadagni all’estero), in parte le grandi fortune. Una diplomazia non convenzionale, quella che arriva dal Venezuela e dall’America latina del secolo XXI, in dialogo con i movimenti sociali e con la “società civile”: che, da quelle parti, si riconosce come “società politica”, accompagnando o incalzando i governi eletti per uscire dalla gabbia del neoliberismo degli anni ’90.
 
Associazioni, gruppi territoriali, comitati, hanno una lunga tradizione in Venezuela, codificata dalla nuova costituzione del ’99 e dalle diverse leggi che garantiscono i Consigli comunali e le Comunas, architrave della democrazia partecipativa “e protagonista” di cui si è parlato nella tre giorni. Un incontro che ha suscitato le ire funeste della locale amministrazione di centro-destra e la diffida nei confronti di un’esponente del collettivo. Ma il Terra Rossa è andato avanti, tra i manifesti contro le trivelle e per il sì al referendum (a Lecce si è sfiorato il quorum) e le bandiere dei “popoli che resistono” a cui ha reso omaggio la dichiarazione finale.
 
Le donne sono state il motore trainante dell’iniziativa che, in uno dei suoi tavoli più partecipati ha esaminato le linee di frattura tra movimento operaio e lotta delle donne, tra conflitto di genere e lotta di classe. Migranti del Latinoamerica, donne in Nero, attiviste contro la tratta e del movimento Lgbt hanno condiviso il percorso delle venezuelane che hanno ottenuto una costituzione declinata nei due generi e una reale rappresentanza, diventando la nervatura di un nuovo potere popolare.
 

Il tavolo sull’ecosocialismo ha visto la partecipazione di reti, soggettività e movimenti, come il Comitato No-Tap, interessati alla salvaguardia del territorio contro le multinazionali che devastano il pianeta: in dialogo telefonico con i comitati ambientalisti del Venezuela.

 

A confronto anche lavoratori e sindacalisti di base (Usb e Cobas), luoghi autogestiti come l’ex Opg occupato di Napoli, la fabbrica recuperata RimaFlow e SfruttaZero. L’esperienza di Sfrutta zero a Bari e Nardò si serve di una filiera autogestita composta da migranti e locali che partecipano a tutto il processo produttivo che va dalla semina alla raccolta alla vendita della salsa di pomodoro: per strappare al caporalato e allo sfruttamento i senza-diritti e per sostenerne le lotte con una cassa di mutuo soccorso. Il Venezuela, dove il presidente va a occupare le fabbriche insieme agli operai – si è detto -, può essere un orizzonte per andare oltre l’aspetto puramente rivendicativo delle lotte.

 
Al tavolo su Potere popolare e governo partecipato dei comuni si è messa in rilievo la necessità che anche in Europa e in Italia i comuni diventino soggetti promotori di esperienze di autogoverno territoriale a partire da una valorizzazione delle pratiche mutualistiche e autogestionarie, ma anche sollecitando consorzi produttivi e pratiche di consumo fuori dalle logiche mercantilistiche dominate dalla legge dei grandi capitali. Comunità locali e comuni dovrebbero al contempo stringersi in reti inter-comunali e inter-territoriali in grado di produrre un cambiamento di scala, dal locale al nazionale e poi dal nazionale alla dimensione trans-nazionale, costruendo ponti tra esperienze geograficamente affini.
 
13015607_1719058805050181_5159447054238345382_nI Comuni rappresentano forse l’ultimo baluardo di democrazia in un’epoca in cui le istituzioni politiche nazionali e sovranazionali agiscono perlopiù come traduttori di decisioni assunte al di fuori dei luoghi della rappresentanza. Guardare all’esperimento venezuelano e ai suoi stimoli, implica però una ridefinizione delle categorie e un’operazione di verità: perché lì le cose si sono messe in moto a seguito di riforme strutturali. Da noi, invece, anche il comune più virtuoso e partecipato deve fare i conti con gli indirizzi e i colori del governo centrale.
 
Guardare alle esperienze partecipate del Venezuela, che hanno portato a sintesi le indicazioni più avanzate emerse dai forum sociali – prima di tutto quello di Porto Alegre, in Brasile – consente anche di riflettere su limiti e meriti delle esperienze che, durante l’ultimo governo di centro-sinistra in Italia hanno cercato di proporre un modello “partecipato” di gestione comunale, articolandolo tra conflitto e consenso, fra contropotere locale e indicazioni generali.
 
Significa riflettere, soprattutto, sul ruolo dei movimenti e delle organizzazioni popolari nell’amministrazione e nel governo dei territori quando si inaridisce la luce prospettica. Significa riflettere, insomma, sull’articolazione tra locale e globale: sul nesso che c’è – a partire dalla critica del capitalismo e del suo modello di sviluppo – tra la fontana, gli ulivi, il caporalato o le fabbriche di morte sul nostro territorio, e quel che accade nei sud più lontani, perché il costo e i costi di lavoro e non lavoro si decidono a livello globale.
 

Cosa impariamo dalle “rivoluzioni” latinoamericane? Che i popoli non vincono se non si fanno stato e se non creano le proprie istituzioni. E che la democrazia partecipata non può convivere con quella rappresentativa, uno dei due campi dovrà cedere. E la partita è tutt’altro che facile. Ma, dal sud del mondo a quello dietro casa, vale la pena di giocarla.

* Pubblichiamo su gentile concessione dell’Autrice

Dichiarazione di Lecce della Rete “Caracas ChiAma”

20160419135144di Rete “Caracas ChiAma”

Dichiarazione Finale del Quarto Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela!

Lecce 15/16/17 Aprile 2016

Caracas Chiama, il Salento risponde!

Il Quarto Incontro Italiano della Rete di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana, Caracas Chiama, si è svolto a Lecce nel Centro sociale occupato e autogestito Terra Rossa.

Per tre giorni – dal 15 al 17 aprile – reti territoriali, ospiti internazionali, rappresentanze diplomatiche e rappresentanti di alcuni comuni virtuosi hanno messo a confronto esperienze e riflessioni sul tema del potere popolare e della democrazia partecipata, tessendo fili tra la realtà del socialismo bolivariano e le esperienze salentine. Un embrione di quell’alleanza bolivariana che, in Venezuela, ha portato a rompere con i meccanismi asfittici della Quarta repubblica, mettendo in campo il blocco sociale che porterà alla vittoria di Hugo Chávez e alla rivoluzione.

Il comune di Copertino, uno dei sei (insieme a Melpignano, Salice Salentino, Zollino, Poggiardo e Galatina) che hanno appoggiato il Quarto Incontro, ha consegnato personalmente la delibera nelle mani della Ministra Consigliera Maria Elena Uzzo e del Primo Segretario Alfredo Viloria. E la delegazione diplomatica, in rappresentanza dell’ambasciatore Isaías Rodríguez ha sostenuto numerosi incontri con le istituzioni locali. La Console di Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, ha visitato due scuole, incontrando gli studenti del liceo Scientifico di Tricase e gli alunni della Scuola Primaria di Carpignano con i saluti e l’accoglienza del Sindaco. Orietta Caponi, ambasciatrice del Venezuela in Bulgaria ha salutato gli studenti del Liceo Pedagogico e Scientifico di Maglie, spiegando gli orizzonti di un paese che, come il Venezuela e a differenza dell’Italia neoliberista, offre ai giovani la possibilità di scegliersi il proprio futuro.

Uno degli obiettivi del Quarto Incontro è stato infatti quello di promuovere la possibile costruzione di relazioni istituzionali e commerciali, basate su principi etici di solidarietà, giustizia ed equità tra comunità territoriali, aziende che operano sul territorio e il Venezuela.

I quattro tavoli tematici hanno declinato il tema del potere popolare in relazione al femminismo rivoluzionario, all’eco-socialismo, alla lotta di classe, all’esperienza partecipata dei comuni.

Ricca l’analisi al tavolo sul femminismo rivoluzionario. Le donne – da Maria Grazia Sìmmini a Federica Lupo – sono state il motore trainante del Quarto Incontro. Coordinato da Ada Donno, Isabella Lorusso e Clara Statello, il tavolo ha messo a confronto idee e percorsi e ha esaminato le linee di frattura che hanno caratterizzato il rapporto tra movimento operaio e lotta delle donne.

Mentre il femminismo italiano abbandonava gli obiettivi di libertà per tutte e tutti, ponendosi fuori dal conflitto sociale e rinchiudendosi in una visione cenacolare, in Venezuela le donne prendevano decisamente in mano il proprio destino, diventando la nervatura di un nuovo potere popolare: cercando nuove vie per coniugare lotta di genere e lotta di classe. Il contributo inviato dalla Ministra Consigliera Maria Elena Uzzo ha illustrato le conquiste delle donne nella rivoluzione bolivariana, fortemente volute dal presidente-femminista Hugo Chávez, Pensare la differenza di genere – si è detto – significa ripensare il mondo. Agirla, significa cambiarlo nel profondo. Dal tavolo è emersa la volontà di dare continuità e centralità al tema con un ciclo di iniziative di avvicinamento al Quinto Incontro. Percorsi che, nella solidarietà con la rivoluzione bolivariana consolidino il confronto all’interno della rete e fuori: in particolare con la costituzione di un forum di discussione e pratiche per rimettere nuovamente al centro il conflitto.

Il tavolo dell’eco-socialismo ha visto la partecipazione di reti, soggettività e movimenti, come il Comitato No-Tap, interessati alla salvaguardia del territorio e contro le multinazionali che devastano il pianeta. Dal Venezuela, l’agro-ecologo Miguel Angel Nuñez è intervenuto telefonicamente, denunciando prima di tutto le nuove manovre delle destre venezuelane per il 19 aprile, Giornata Internazionale di Solidarietà con la Rivoluzione bolivariana.

“La crisi – ha detto Nuñez – dev’essere anche un’opportunità per superare i modelli consumistici indotti dal capitalismo. Stiamo lavorando per rendere il paese indipendente dalle importazioni sul piano alimentare e sanitario”.

Il tavolo su Potere popolare e lotta di classe ha ospitato lavoratori e sindacalisti di base (Usb e Cobas), esperienze di autogestione come la fabbrica recuperata RimaFlow e SfruttaZero, o l’ex Opg occupato di Napoli. Il Venezuela, dove il presidente va a occupare le fabbriche insieme agli operai – si è detto -, può essere un orizzonte per andare oltre l’aspetto puramente rivendicativo delle lotte. L’esperienza di Sfrutta zero a Bari e Nardò si serve di una filiera autogestita composta da migranti e locali che partecipano a tutto il processo produttivo che va dalla semina alla raccolta alla vendita della salsa di pomodoro: per strappare al caporalato e allo sfruttamento i senza-diritti e per sostenerne le lotte con una cassa di mutuo soccorso.

Al tavolo di Potere popolare e governo partecipato dei comuni si è messa in rilievo la necessità che anche in Europa e in Italia i comuni diventino soggetti promotori di esperienze di autogoverno territoriale a partire da una valorizzazione delle pratiche mutualistiche e autogestionarie, ma anche sollecitando consorzi produttivi e pratiche di consumo che si collochino al di fuori delle logiche mercantilistiche dominate dalla legge dei grandi capitali. Al contempo, comunità locali e comuni dovrebbero stringersi in reti inter-comunali e inter-territoriali in grado di produrre un cambiamento di scala, dal locale al nazionale e poi dal nazionale alla dimensione trans-nazionale, costruendo ponti tra esperienze geograficamente affini.

Gli ospiti hanno tracciato i contorni dell’esperimento bolivariano nelle nuove dinamiche in corso in America latina con il ritorno delle forze conservatrici.

Per Obama, che ha rinnovato per un altro anno le sanzioni al Venezuela, il socialismo bolivariano rappresenta “una minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza degli Stati uniti”: la minaccia dell’esempio, di un progetto di paese e di continente non più basato sul profitto ma sulla giustizia sociale, capace di ispirare anche queste sponde. E, con firme e cartelli, il Salento che resiste ha detto No al decreto, impegnandosi a difendere il Venezuela socialista dagli attacchi dei poteri forti, che premono per rimettere le mani su un paese custode delle più grandi riserve di petrolio al mondo.

“L’agenda dell’imperialismo è globale, anche la solidarietà dev’essere globale. Difendere il Venezuela rivoluzionario e l’America latina significa difendere il meglio del popolo italiano e dell’umanità”, ha detto il professor Juan Miguel Díaz Ferrer, mentre Orietta Caponi ha illustrato i termini della democrazia bolivariana: “Nella democrazia partecipativa, il popolo non elegge rappresentanti ma portavoci che devono eseguire il mandato popolare, essere realmente la voce del popolo, che altrimenti può utilizzare il referendum revocatorio, consentito dalla Costituzione per tutte le cariche elette, compreso il presidente”.

Il gesuita Miguel Matos ha testimoniato l’impegno di quella chiesa di base che, ieri come oggi, non ha paura di camminare a fianco del socialismo. Sono intervenuti telefonicamente gli ambasciatori del Venezuela in Francia (Héctor Michel Mujica) e in Etiopia (Luis Mariano Joubertt Mata). Molti i saluti e le adesioni (Rifondazione Comunista, Manuela Palermi del Pcd’I, Mattia Di Gangi per Italia Cuba, il Circolo Bolivariano Antonio Gramsci di Caracas, Circolo Bolivariano Louis Riel di Toronto, in Canada…).

“Siamo parte di una medesima scommessa, la visione del mondo imposta dagli Stati uniti annichilisce anche la nostra soggettività – ha detto il Costituzionalista Michele Carducci spiegando le insidie del “golpe suave”, il golpe blando che caratterizza i nuovi processi di destabilizzazione imperialista dell’America latina. Globalizzazione economica e finanziarizzazione dell’economia sono processi che hanno aggredito le società contemporanee producendo nuove forme di sfruttamento e reiterando le vecchie con il consenso delle classi politiche ormai impermeabili alle istanze sociali.

“La questione dei governi locali connessi alla partecipazione popolare è oggi di vitale importanza in Europa e nel mondo – ha detto il professor Fabio de Nardis – I Comuni rappresentano forse l’ultimo baluardo di democrazia in un’epoca in cui le istituzioni politiche nazionali e sovranazionali agiscono perlopiù come traduttori di decisioni assunte al di fuori dei luoghi della rappresentanza”.

20160419140258Tuttavia, guardare alla rivoluzione bolivariana implica una ridefinizione delle categorie e un’operazione di verità. L’esperimento socialista bolivariano si è messo in moto a seguito di un cambiamento strutturale nelle relazioni societarie e di potere. Da noi, invece, anche il comune più virtuoso e partecipato deve fare i conti con gli indirizzi e i colori del governo centrale.

20160419141004Guardare alle esperienze partecipate del Venezuela, che hanno portato a sintesi le indicazioni più avanzate emerse dai forum sociali – prima di tutto quello di Porto Alegre, in Brasile – consente anche di riflettere su limiti e meriti delle esperienze che, durante l’ultimo governo di centro-sinistra in Italia hanno cercato di proporre un modello “partecipato” di gestione comunale, articolandolo tra conflitto e consenso, fra contropotere locale e indicazioni generali. Significa riflettere, soprattutto, sul ruolo dei movimenti e delle organizzazioni popolari nell’amministrazione e nel governo dei territori quando si inaridiscono la luce prospettica e il contropotere reale. Significa riflettere, insomma, sull’articolazione tra locale e globale: sul nesso che c’è – a partire dalla critica del capitalismo e del suo modello di sviluppo – tra la fontana, gli ulivi, il caporalato o le fabbriche di morte sul nostro territorio, e quel che accade nei sud più lontani, perché il costo e i costi di lavoro e non lavoro si decidono a livello globale.

20160419140743Cosa impariamo dalle “rivoluzioni” latinoamericane? “Che i popoli non vincono se non si fanno stato e se non creano le proprie istituzioni. E che la democrazia partecipata non può convivere con quella rappresentativa, uno dei due campi dovrà cedere”, ha detto il professor Carlo Formenti.

20160419141049Nel ribadire i propri principi fondativi – anticapitalismo, antifascismo, antisessismo, antirazzismo, antimperialismo – la Rete si avvia alla preparazione del suo Quinto Incontro. Per ospitarlo, si sono proposti Militant per Roma, i Carc per Torino e ANROS Italia per Montesole.

L’assemblea democratica, partecipata, protagonista e sovrana decide per la sede di Roma.

La Rete “Caracas ChiAma” e l’assemblea rivolgono un abbraccio solidale al popolo dell’Ecuador, duramente colpito dal terremoto.

Lecce, 17 aprile 2016

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Italia: día Mundial de Solidaridad con la Revolución Bolivariana

foto 3 defpor MPPRE

Italia, 19 de abril de 2016 (MPPRE).- En el contexto de la “Semana de Acción Mundial de Solidaridad con la Revolución bolivariana” organizada en Italia a través de distintas actividades políticas, académicas y culturales, los días 15 al 17 de abril, la ciudad de Lecce (sur de Italia) se celebró el VI Encuentro Italiano de Solidaridad, evento que congrega a movimientos, partidos, asociaciones, académicos, intelectuales, políticos y periodistas provenientes de diferentes ciudades del territorio italiano.

Dicho encuentro, organizado por la red salentina de Solidaridad con la Revolución Bolivariana Caracas Chiama con el apoyo de la red homóloga nacional y del centro social auto gestionado Terra Rossa, representó una ocasión para profundizar el rol de los movimientos sociales y las acciones para fortalecer la unidad de los movimientos europeos de solidaridad con los pueblos sudamericanos.

A este importante evento participaron los siguientes movimientos: Rimaflow (fábrica recuperada de Milán), Cobas e USB (sindicatos de base), Sfruttazero Bari, y Nardò (Diritti a Sud), Comité No Tap, Giovanni Seclì del Forum Ambiente y Salud de Lecce para el Comité No-Triv, Cooperativa Social Made in dignity, Sud Sud Comercio equo e solidario, Mujmunè (asociación cultural y de promoción social de Leverano/Lecce), Cianfrusoteca (cooperativa de recuperación de objetos y vestidos usados para intercambiarlos) Anpi Lecce (Asociación Nacional Partisanos de Italia), La Casa de las Mujeres de Lecce, Arci Lecce, Ross@ Puglia, Fórum de las Mujeres Latino América, Red Territorial de los Conflictos, Universidad Popular Asylum, Casa de la Agricultura Tullia e Gino, Laboratorio Omar Moheissi (asociación cultural y de promoción social).

Numerosos alcaldes y concejales de las municipalidades del territorio se han sumado a la jornada de solidaridad: Copertino, Melpignano, Galatina, Salice Salentino, Zollino y Poggiardo, entregaron a la representación de la Misión Diplomática venezolana en Italia, documentos de apoyo a este evento y a la Revolución bolivariana, en aras de fortalecer las relaciones de estas localidades italianas y nuestro país y activar mecanismos de cooperación en diferentes áreas de interés.

La Misión Diplomática venezolana en Italia, agradeció a través de los saludos del embajador Isaías Rodríguez, la infinita solidaridad de los jóvenes italianos y de las distintas asociaciones y partidos que se dieron cita en este encuentro y sobretodo del apoyo irrestricto hacia el gobierno y el pueblo venezolano.

Participaron la embajadora venezolana en Bulgaria Orietta Caponi, el profesor Juan Miguel Díaz de la universidad Lomosof de Moscú y del Instituto Pedro Gual, el sacerdote Miguel Matos, ex maestro de novicios jesuitas en Venezuela, los profesores de la Universidad de Lecce Michele Carducci y Fabio De Nardi, entre otros.

Entre los académicos participantes, el constitucionalista y profesor de la universidad de Lecce Michele Carducci denunció: “Los Estados Unidos de Norteamérica aniquilan también nuestra subjetividad” explicando exhaustivamente las estrategias del “golpe suave”, que caracterizan los nuevos procesos de desestabilización imperialista de la América Latina.

Por su parte, el jesuita venezolano Miguel Matos, testimonió “el compromiso de la iglesia de base, que ayer como hoy, no tiene miedo de caminar al lado del socialismo”.

Desde Venezuela, el agro-ecólogo Miguel Ángel Núñez intervino telefónicamente, denunciado ante todo las nuevas maniobras de la derecha venezolana para el 19 de abril, día internacional de solidaridad con la revolución bolivariana. Intervinieron telefónicamente también los embajadores de Venezuela en Francia, Héctor Michel Mujica y en Etiopia, Luis Mariano Joubert Mata.

En la Declaración Final de este IV Encuentro, fue denunciada la renovación de sanciones, por parte de los Estados Unidos de Norteamérica por considerar a Venezuela “una amenaza para la seguridad de ese país”. Los movimientos y asociaciones presentes firmaron en apoyo irrestricto al país suramericano y refirieron que la única amenaza es un país que busca la cooperación solidaridad con todos los pueblos del mundo.

El IV Encuentro de Solidaridad Italiana con la Revolución Bolivariana, es la consecución de una serie de encuentros realizados cada seis meses desde el 2014. Constituyen un laboratorio de participación y debate. El próximo evento pautado para octubre de 2016 se llevará a cabo en la capital italiana, Roma. Los pasados encuentros han sido realizados en las ciudades italianas de Ravenna (octubre de 2015), Nápoles (abril de 2015), Roma (junio de 2014). Embajada.

Fotogalería:

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Mensaje del MdM “Zetkin” para el IV Encuentro “Caracas ChiAma”

por Elena Linarez
Movimiento de Mujeres “Clara Zetkin” Venezuela

Queridas compañeras de la Red Italiana de Solidaridad con la Revolución Bolivariana de Venezuela y apreciadas compañeras de Awmr Italia, desde el Movimiento de Mujeres “Clara Zetkin” Venezuela, queremos agradecer profundamente esta actividad de solidaridad con el pueblo y el gobierno Bolivariano.

En momentos muy difíciles para nuestra Patria, que es conocida la sistemática intención del gobierno de los EE.UU de crear un expediente internacional contra Venezuela y el derecho soberano de nuestro pueblo a seguir impulsando su proceso bolivariano de cambio, para lo cual utiliza calificaciones de impacto mediático y ficticias acusaciones como: “situación de erosión de derechos humanos por parte del Gobierno de Venezuela, la persecución de la oposición política, la reducción de libertades de prensa, el uso de violencia y la violación de derechos humanos y abusos en respuesta a protestas antigubernamentales, los arrestos arbitrarios y detención de protestantes antigubernamentales.” En consecuencia, con esta política los círculos oligárquicos ultraderechistas venezolanos han trazado la llamada “Hoja de Ruta”, la cual declara la guerra abierta contra el gobierno, el pueblo y el proceso bolivariano de Venezuela.

Esta actividad de solidaridad con el pueblo y el gobierno Bolivariano. Amigas, compañeras, compatriotas y camaradas llamamos a la solidaridad internacional y la amistad entre los pueblos, que evite las guerras impuestas y las provocaciones e injerencias que atentan contra la soberanía y la Paz de nuestros pueblos, que a través de sus sectores más reaccionarios de sus clases dominantes, mueve el imperialismo.

“La Solidaridad es la ternura de los pueblos” José Martí

¡NI DERROTA, NI CLAUDICACIÓN!
¡APLASTEMOS LA CONSPIRACIÓN!
¡VIVAN LAS MUJERES DEL MUNDO¡

Lecce 16apr2016: Potere Popolare e governo partecipato dei Comuni

testo a cura di Fabio de Nardis

Quarto Tavolo tematico del Quarto Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete Caracas ChiAma – 15, 16, 17 Aprile 2016 – Caracas ChiAma: il Salento Risponde!

La questione dei governi locali connessi alla partecipazione popolare è oggi di vitale importanza in Europa e nel mondo. I Comuni rappresentano forse l’ultimo baluardo di democrazia in un’epoca in cui le istituzioni politiche nazionali e sovranazionali agiscono perlopiù come traduttori di decisioni assunte al di fuori dei luoghi della rappresentanza.

Globalizzazione economica e finanziarizzazione dell’economia sono processi che hanno permeato le società contemporanee producendo vecchie e nuove forme di sfruttamento con il consenso delle classi politiche ormai impermeabili alle istanze sociali.

La dimensione di governo sub-nazionale, se non altro per una questione di maggiore prossimità, assume dunque centralità e può rappresentare il nodo di una rivitalizzazione della democrazia concepita come potere del popolo e non esercitato in nome di esso.

Governo partecipato dei comuni vuol dire coinvolgimento diretto delle cittadine e dei cittadini alla assunzione di decisioni socialmente vincolanti a cui dunque essi stessi sono poi soggetti.

Per fare questo occorre riflettere sulla inadeguatezza dei parametri classici della democrazia liberale staticamente intesa come democrazia elettorale. Oggi, e l’America Latina da questo punto di vista è un modello di rifermento, la democrazia funziona quando la relazione tra istituzioni e cittadini si realizza attraverso forme di consultazione ricorrenti, ampie, protette e mutualmente vincolanti.

Perché tale paradigma prevalga, occorre valorizzare gli spazi di autogestione e autogoverno popolare che non si configurino necessariamente come processi alternativi ai meccanismi della rappresentanza, quanto piuttosto come meccanismi di impegno collettivo popolare che agiscano in sinergia con le istituzioni.

In un’epoca storica in cui i processi economico-capitalistici vengono imposti quasi come se fossero processi naturali, occorre riscoprire la capacità dei cittadini d essere costruttori di processi storico-sociali il cui percorso non è scontato né può essere eterodiretto, ma deve inevitabilmente partire da una assunzione di responsabilità collettiva.

In questo Tavolo tematico si discuterà, anche con i rappresentanti dell’associazionismo e delle amministrazioni locali, di questi temi con l’obiettivo di individuare forme alternative di autogoverno popolare a livello territoriale.

Lecce 15/16/17apr2016: Quarto Incontro Italiano “Caracas ChiAma”

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Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma” – Rete Salentina “Caracas ChiAma”

Quarto Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela

Il 15, 16 e 17 Aprile 2016 si terrà nel Salento, a Lecce, il Quarto Incontro Italiano di Solidarietà con il Venezuela Bolivariano, in un momento storico assai importante in cui una crisi di sistema colpisce non solo il Venezuela e l’America latina, ma tutto il mondo, Europa e Italia comprese.

Questo Quarto Incontro si terrà a Lecce perché è interesse della Rete “Caracas ChiAma” contribuire alla tessitura di reti solidali, tanto sul piano internazionale quanto sul piano locale. Interesse della Rete è avere un momento di scambio col tessuto sociale di questo territorio, ricco di esperienze popolari e orgoglioso della sua cultura legata alla terra. Un territorio la cui vocazione e le cui aspirazioni sono spesso in evidente contraddizione con i disegni politici che il Governo nazionale e la Comunità Europea gli hanno riservato.

L’incontro si svilupperà in tre giornate e avrà come filo conduttore il tema “Potere Popolare e Democrazia Partecipata” secondo il seguente calendario.

PROGRAMMA “in progress…”

Venerdì 15 Aprile, Ore 16.00

Apertura dei Lavori

Introduzione: Fabio de Nardis (docente di Sociologia Politica), Federica Zaccagnini (Economista dell’Ambiente e dello Sviluppo).

Interventi internazionali:
Saluti via skype di Luis Mariano Joubertt Mata – Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Etiopia, Julián Isaías Rodríguez Díaz – Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Orietta Caponi – Ambasciatrice della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Bulgaria, Gustavo Rodríguez Barreto – Coordinadora Simón Bolívar Caracas, Juan Miguel Díaz Ferrer – docente di filosofia all’Università pubblica di Mosca e all’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali de La Habana.

Conclude Michele Carducci

Stella Grande e le Anime Bianche – Musicisti

Sabato 16 Aprile, Ore 9.30 – Relazioni tematiche

Introduce e coordina – Ada Donno

Potere popolare e Femminismo rivoluzionario – Elena Linarez, Moviminento de Mujeres de Caracas, gruppo femminista Clara Zetkin

Potere popolare e Governo partecipato dei Comuni – Geraldina Colotti, direttrice di Le Monde Diplomatique, scrittrice e giornalista de Il Manifesto

Potere popolare e Lotta di classe – Carlo Formenti, docente di Sociologia

Potere popolare e Ecosocialismo – Marinella Correggia, eco-attivista contro le guerre, scrittrice e giornalista

Ore 15.30 – Tavoli tematici di discussione sui temi oggetto dell’incontro (Potere popolare e lotta di classe facilitato da Giuliano Granato, ex OPG occupato “Je so’ pazzo”, Napoli; Potere popolare ed ecosocialismo facilitato da Marinella Correggia; Potere popolare e Femminismo rivoluzionario facilitato da Isabella Lorusso, Casa delle Donne Lecce; Potere popolare e Governo partecipato dei Comuni facilitato da Fabio De Nardis).

Ogni tavolo vedrà la presenza di un facilitatore e sarà composto da intellettuali, attivisti, lavoratori, amministratori e chiunque sia interessato. Intervengono i lavoratori e le lavoratrici della Rimaflow, Cosimo Quaranta Cobas Brindisi, Francesco Rizzo USB Taranto, Sfruttazero Bari e Nardò, Casa delle Agriculture Tullia e Gino, da Caracas via Skype Miguel Angel Nuñez, agroecologista. 

Movimento Cassaintegrati Telcom Ostuni, Cianfrusoteca, Anpi Lecce, La Casa delle Donne Lecce, Arci Lecce, Forum Ambiente e Salute, Ross@ Puglia, Forum de las mujeres Latinoamericanas, Rete Territoriale dei Conflitti, CSOA Terra Rossa, Università Popolare Asylum, Centro di Cultura Popolare Melpignano, Diritti a Sud, Associazione “L’Altra Puglia”, Circolo leccese di “Democrazia atea”. 

Domenica 17 Aprile – ore 9.30

Restituzione all’assemblea dei lavori dei tavoli tematici a cura di Geraldina Colotti; discussione e proposte operative.

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