Appoggio incondizionato al Presidente Maduro, al suo governo ed alle masse popolari venezuelane

da almarebelde.org

Lettera Aperta

L’Associazione di Solidarietà fra i Popoli “Alma Rebelde” con sede nazionale a Ravenna congiuntamente alle altre associazioni e collettivi che sottoscrivono la presente dichiarazione pubblica sono attive nel sostegno alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”.

La Rete “CaracasChiAma” negli ultimi anni, a partire dal 2014, svolgendo un intenso lavoro di informazione e mobilitazione sul territorio italiano ed a livello internazionale, è cresciuta in modo esponenziale, grazie anche al riconoscimento e all’appoggio di compagne e compagni del Venezuela che hanno in passato animato le attività dell’Ambasciata del Venezuela a Roma e dei Consolati a Napoli e Milano, come Alfredo Viloria Pérez, già Primo segretario dell’Ambasciata a Roma o Amarilis Gutiérrez Graffe, già Console a Napoli, a cui va tutto il nostro riconoscimento ed appoggio. Compagne e compagni che hanno sempre dimostrato la loro indiscutibile e determinata adesione al Chavismo, dedicandosi pienamente allo sviluppo della Rivoluzione Bolivariana. Costoro, insieme a diversi altri funzionari chavisti – o comunque professionisti di riconosciuta capacità – sono stati in questi anni sorprendentemente osteggiati, utilizzati o anche oggetto di tentativi di manipolazione, persino in alcuni casi spinti gli uni contro gli altri, quando non allontanati dai propri incarichi – come accaduto nei tentativi di screditare l’onorabilità di compagni come Giancarlo Di Martino, attuale Console a Milano, o come accaduto nei casi di Marcela Kahn, Miriam Castellanos, Marianela Urdaneta, Eleanor Franchi, Belkis Espinal, per citare solo i casi più evidenti e che sono all’oggi di nostra conoscenza – cosicché la Rete Italiana di Solidarietà si è vista progressivamente ostacolata di fronte alle rappresentanze istituzionali venezuelane in Italia. Rappresentanze istituzionali di cui oggi, sotto gli occhi di tutti, abbiamo assistito alla deriva malcelata quanto accelerata verso destra. Anzi, da parte dell’ex ambasciatore Isaías Rodríguez, di concerto con altri poco chiari personaggi italiani, sono stati messi in campo negli ultimi anni diversi tentativi – seminando discordie e alimentando conflitti inutili quanto evitabili – di annullamento della Rete, solo parzialmente riusciti. Pur non essendo stato possibile sinora svolgere i semestrali incontri nazionali decisi democraticamente dalle organizzazioni di base in Italia, a causa di questo evidente sabotaggio interno, cosa che ha ostacolato lo sviluppo delle relazioni tanto con l’Ambasciata quanto con i Consolati, la Rete ha comunque continuato a svolgere altrimenti le proprie attività secondo i principi del protagonismo popolare democratico e partecipativo (dagli incontri ed eventi territoriali all’informazione corretta nelle reti sociali).

Abbiamo appreso, inoltre, che nelle ultime settimane, poco prima dell’uscita di scena del precedente ambasciatore, all’interno della stessa Ambasciata sono persino stati occultati, per ordine dello stesso ex ambasciatore, tutti i quadri e i simboli che rappresentano il Comandante Eterno Hugo Rafael Chávez Frías perché ritenuti, evidentemente da alcuni burocrati non poco ottusi, “non istituzionali”.

Ci risulta inoltre, non da oggi ma da diversi anni – come più volte in differenti occasioni e da diverse parti segnalato – assolutamente incompatibile, esiziale e nefasta la presenza all’interno dell’Ambasciata in Italia, con incarichi di alto livello, di personaggi legati a doppio filo con gli ambienti della destra controrivoluzionaria ed antichavista, come nel caso della signora Maria Elena Uzzo di Giannattasio. Pubblica e notoria è la totale estraneità di questa signora con la storia ed i fondamenti della Rivoluzione Bolivariana e della Rete Bolivariana stessa, come pubblica e notoria è la sua intima amicizia e collaborazione, ad esempio, con la “giornalista” italo-venezuelana Marinellys Tremamunno, tra i volti televisivi in Italia più conosciuti e rabbiosi della mobilitazione controrivoluzionaria antichavista.

Abbiamo rispettato, rispettiamo e continueremo a rispettare le decisioni del Presidente Maduro tese al sano sviluppo della Rivoluzione Bolivariana ed esattamente per questo consideriamo imprescindibile denunciare ciò che in tutta evidenza non è accettabile poiché minaccia le sorti della Rivoluzione stessa, come lo è la pratica di continuare ad alimentare il nemico in casa propria.

Consideriamo altrettanto imprescindibile il dibattito franco e aperto, senza adulazioni di sorta, così come è giusto che lo stesso Presidente Maduro pretende che sia, senza timori reverenziali e incondizionatamente leali nell’azione: noi non siamo assoldati in alcun modo, motivo per il quale i rivoluzionari possono rinunciare ad un incarico ma non alla Rivoluzione. 

Chi come noi sostiene la Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”, si riconosce nel Potere Popolare Costituente in Azione, e in questo senso siamo decisi ad alimentarla ed appoggiarla, e senza dubbio, a sua volta, essa stessa continuerà ad essere un punto di riferimento affinché gli opportunisti ed i profittatori, i pusillanimi e i codardi, gli adulatori e i parassiti, come ha ricordato lo stesso Presidente Maduro, non abbiano più alcun margine di agibilità e di manovra nella loro azione di sabotaggio contro la Diplomazia di Pace Bolivariana, la Diplomazia Rivoluzionaria costruita dal Comandante Eterno Hugo Rafael Chávez Frías.

Affermiamo la nostra volontà e determinazione di non consentire a nessuno, in alcun modo, di opporsi al processo di sviluppo della Rivoluzione Bolivariana sotto la direzione del Presidente Maduro.

Per i motivi sopra descritti riteniamo necessario ricominciare da dove eravamo rimasti, ossia da quello che doveva essere e comunque sarà il Sesto Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma” che, come deciso due anni fa, proponiamo si tenga a Napoli, tra il 28 e 30 giugno 2019, in occasione della Festa della Riscossa Popolare. Convochiamo tutte le compagne e tutti i compagni solidali con la Rivoluzione Bolivariana a partecipare e dare il proprio contributo per la costruzione di questo evento.

 

¡CHÁVEZ VIVE! ¡LA LUCHA SIGUE!

¡INDIPENDENCIA Y PATRIA SOCIALISTA!

¡VIVIREMOS Y VENCEREMOS!

¡AQUÍ NO SE RINDE NADIE!

¡LEALES SIEMPRE! ¡TRAIDORES NUNCA!

– Associazione di Solidarietà fra i Popoli “Alma Rebelde” (Ravenna, Reggio Emilia, Parma, Forlì-Cesena, Milano, Savona, Como, Bergamo, Firenze, Pisa, Jesi, Roma, Napoli, Brindisi, Reggio Calabria) almarebelde.org

– Comitato Italo-Venezuelani Chavisti del Piemonte (Torino)

– Associazione Culturale Metamundi (Mantova, Firenze) – youtube: mediamundi

– Associazione Eco Mapuche(Forlì)

– Comitato Italia-Venezuela Bolivariano (Roma)  @ComitatoItaliaVenezuelaBolivariana

– A.I.A.S.P. (Roma)   @aiaspcasadeipopoli

– C.A.O.S. (Roma)  @Collettivo-Antiimperialista-Organizzazione-per-la-Solidarietà

– Patrioti per l’autodeterminazione dei popoli (Roma)  @groups/1573138842990000

– ALBAinformazione – per l’Amicizia e la Solidarietà tra i Popoli (Napoli, Salerno, Catania) – albainformazione.com

– GAlleЯi@rt (Napoli) – @galleri.art1

– Gruppo di Volontariato NIKA (Napoli) – @NikaNapoli

 

(VIDEO) Ravenna: la testimonianza delle vittime delle guarimbas

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Comitato delle Vittime delle “Guarimbas” e del Golpe Continuo.
Terzo Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana.
Ravenna 9-10-11 ottobre 2015

La strategia del golpe continuo: intervista al prof. Díaz Ferrer

di Clara Statello

Intervista a Juan Miguel Díaz Ferrer, professore di Filosofia presso l’Università di Mosca “Mijail Lomonosoff” e presso l’Istituto Superiore di Relazioni Internazionali de La Habana.

Le proteste contro Maduro, organizzate in Venezuela dal febbraio del 2014 e durate per diversi mesi, erano state presentate dalla stampa italiana al pubblico come manifestazioni pacifiche organizzate da giovani studenti che rivendicavano più democrazia, libertà di stampa, trasparenza, internet, diritti umani.

Un cambiamento in senso occidentale a cui un governo autoritario avrebbe risposto con la violenza e la repressione nel sangue. A sostegno di questa versione era stata preparata una grande campagna mediatica denominata SOS Venezuela, volta a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la necessità di un cambio di governo anche diretto da un intervento esterno, per porre fine alle violenze.

Abbiamo incontrato a Ravenna, in occasione del terzo incontro della rete Caracas Chiama, il professore Juan Miguel Díaz Ferrer, docente di filosofia all’università pubblica di Mosca e all’istituto superiore di Relazioni Intenazionali de La Habana, che nel suo intervento ha mostrato come queste manifestazioni non sono state affatto pacifiche, ma piuttosto si sono caratterizzate come rivolte violente, chiamate Guarimbas, che hanno avuto come obiettivo militanti e politici chavisti, istituzioni pubbliche e anche normali cittadini.

Il professore ha mostrato come le Guarimbas non siano un fenomeno confinato al Venezuela, ma si inseriscono all’interno di una precisa strategia degli Usa per destabilizzare i paesi indipendenti agendo non con un intervento diretto, ma tramite gruppi di “opposizione”. Dei veri e propri colpi di stato organizzati contemporaneamente in più paesi, come si è visto per Libia, Siria e Ucraina, in cui la stampa diventa una vera e propria arma di guerra indispensabile per legittimare il cambio di governo diretto dall’esterno, dai “paesi democratici” per porre fine alla “dittatura”. Una strategia del Golpe permanente, che permette agli Usa di intervenire contemporaneamente su più paesi, esponendosi il meno possibile all’opinione pubblica e mantenendo la propria credibilità internazionale intatta, in quanto si agisce sotto la bandiera dei diritti umani, grazie alla guerra mediatica.

I cosiddetti “rivoluzionari democratici” non sono giovani studenti che lottano contro la presunta dittatura, ma formazioni paramilitari armate e addestrate, le cui azioni violente sono dirette verso i rappresentanti di governo, le istituzioni pubbliche e soprattutto I normali cittadini, e che spesso provengono dall’esterno e sono utilizzati da un paese all’altro. In Venezuela, infatti, hanno agito anche cittadini ucraini che erano stati coinvolti nella cosiddetta “rivoluzione del Maidan”, terminata appunto nel febbraio 2014, quando I disordini di Caracas avevano inizio.

Sa se questi ucraini appartenevano a una organizzazione politica?

No, questo non lo posso dire con sicurezza, ma erano persone che, come è stato scoperto, non venivano da turisti. C’erano molte prove di ciò, che non venivano per turismo ma per unirsi alle Guarimbas. Avevano con loro volantini, report, numeri di cellulare, documenti che mostravano un legame con i Guarimberos. Il punto è: chi li manda? Chi li finanzia? Chi sta dietro queste persone?

In quello stesso periodo circolava dappertutto un video sull’Ucraina, ambientato nella piazza del Maidan, in mezzo agli scontri e agli spari dei cecchini, in cui compariva una giovane donna molto bella che, parlando in inglese, denunciava il regime, la repressione e chiedeva il sostegno internazionale per porre fine alla repressione del dittatore. Una montatura propagandistica. Subito dopo, lo stesso video è stato fatto in Venezuela, con uno scenario venezuelano. La stessa tecnica, identica!

Una sorta di colpo di stato continuo?

Sì chiaro. L’imperialismo non può tollerare la sovranità nazionale né il diritto degli stati all’autodeterminazione, e così interferisce nella politica interna degli stati con interventi esterni. E’ quello che è successo in Libia, in Siria e in altri paesi.
Addirittura Obama nel suo discorso all’Onu non parla per nulla di sovranità nazionale né di stato. Evita la parola Stato. Vuole cancellare il diritto all’autodeterminazione degli Stati che invece compare nella carta dell’Onu, mentre si pone come difensore di questa carta. Parla invece di diritti umani, che sono più manipolabili.

Sono stati utilizzati infatti in Libia dalla Clinton, come casus belli.

Esattamente. E con il Venezuela, come per la Siria e l’Ucraina è lo stesso. Per questo utilizzano questi video, con queste donne giovani e belle che richiamano l’attenzione e la sensibilità del pubblico, che dicono “guardate quanto è crudele il regime, guardate quello che ci sta facendo, aiutateci!”, per rendere l’opinione pubblica favorevole a un intervento esterno in un paese sovrano.

Si tratta di una tecnica ben precisa. Questo video fa il giro del mondo, arriva al cittadino europeo che non conosce la situazione politica in Venezuela, gli fa credere che ci sia un regime cattivo che viola i diritti umani e lo sensibilizza. Crea il consenso dell’opinione pubblica per legittimare l’intervento.

Il discorso di Obama all’Onu è un discorso pieno di menzogne. Non parla dell’autodeterminazione degli Stati, ma parla di diritti umani, parla della famiglia. Quando lui è il presidente che più di chiunque altro ha separato le famiglie negli Stati Uniti, perché con la sua politica anti-migranti ha espulso persone che vivevano lì da 30 anni, che avevano i documenti e avevano lì le loro famiglie.

I genitori di queste famiglie sono stati deportati nei loro paesi di origine. Ci sono migliaia di queste situazioni in cui intere famiglie vengono distrutte. Pertanto dice una cosa e fa l’esatto contrario. Obama deve essere giudicato per le sue azioni, non per le sue parole.

Nel suo intervento ha parlato di ucraini arrestati mentre tentavano di passare il confine con la Bielorussia. Erano armati?

Avevano armi di tipo artigianale, quelle impiegate nelle manifestazioni, simili a quelle usate in Venezuela. Alle domande delle forze dell’ordine non sapevano spiegare esattamente cosa stessero andando a fare in Bielorussia, ma è evidente che stavano tentando di infiltrarsi nelle manifestazioni dell’opposizione e provocare violenze. Allo stesso tempo avevano preparato le telecamere della televisione per registrare gli scontri e accusare il governo della Bielorussia di reprimere con la violenza e di violare i diritti umani. Si tratta della stessa tecnica di inganno e menzogna.

Risulta che tutto quello che si sta denunciando qui è vivo, è una metodologia attuale. E se domani un governo progressista dovesse vincere in Italia, accadrebbe lo stesso. Oggi avremmo anche qui un Comitato di Vittime delle Guarimbas che denuncia i propri familiari assassinati da quelli che la stampa definisce “rivoluzionari”.

Questo è ciò che oggi si deve denunciare, questa maniera di manipolare i mass media e soprattutto le immagini, al fine di nascondere i crimini di questi gruppi e portare l’opinione pubblica dalla loro parte, di chi viola davvero i diritti umani, preparando all’aggressione imperialista.

La stessa cosa sta avvenendo con la crisi dei rifugiati. Questa è stata una crisi creata appositamente. Molti di questi rifugiati stavano in campi della Turchia. Gli Stati Uniti hanno chiesto che venissero liberati. La campagna per i rifugiati ha avuto, in parte, il proposito di persuadere l’opinione pubblica europea che di questa crisi fosse colpevole il governo siriano. La stampa faceva apparire che la gente stesse scappando dalla Siria, non a causa dell’IS, che sta massacrando il popolo siriano, ma per colpa del presidente Assad, quando in realtà la gente sta fuggendo dalla guerra contro Assad, non per colpa di Assad. Tutte queste sono tecniche di inganno dell’opinione pubblica.

La stessa tecnica è stata usata per attaccare la Serbia. I mezzi di informazione rovesciavano la realtà. I profughi fuggivano dai bombardamenti della Nato, la stampa invece dava la colpa al regime di Milosevic. Prima mostravano le immagini dei profughi e poi quelle dei bombardieri NATO. Questo per fare in modo che la gente accettasse i bombardamenti della NATO, che pensasse “guarda, c’è un regime malvagio, le strade della Serbia sono piene di famiglie in fuga, qualcuno deve porre fine a tutto questo” e quindi, quando arrivano gli aerei della NATO sono i buoni di questo film hollywoodiano. Invece le famiglie fuggivano dalla guerra.

Si tratta di una tecnica di manipolazione mediatica che vuole mostrare la realtà al contrario, al fine di legittimare gli interventi imperialisti e far passare le vittime per carnefici, e viceversa.

Programma Terzo Incontro Italiano Rete “Caracas ChiAma”!

Entra qui per iscriverti al Terzo Incontro!

Iscriviti al III Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana!

di Rete “Caracas ChiAma”

Terzo Incontro Italiano della Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

dal 9 all’11 ottobre 2015 a Ravenna

A breve il programma definitivo!

Tutte le forze solidali con la Rivoluzione Bolivariana sono invitate a partecipare, da protagoniste, al Terzo Incontro!

Caracas ChiAma!
Ravenna risponde!

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Il Venezuela Bolivariano è costantemente minacciato perché incarna, insieme ai popoli antimperialisti, lo spirito della Resistenza. Perché pilastro dell’integrazione regionale (dall’ALBA al MERCOSUR) su basi solidali. Vogliono far girare indietro le lancette della Storia perché il Venezuela mostra ai popoli del mondo che c’è vita oltre il neoliberismo e l’austerità. Così assistiamo al fenomeno della ‘solidarietà di ritorno’: la Rivoluzione Bolivariana che sbarca in Europa attraverso l’avanzata, dalla Grecia alla Spagna, di alternative popolari che si ispirano alle idee di solidarietà, complementarietà e amicizia tra i popoli, non a caso, proprie dei movimenti bolivariani in America Latina. Un’opportunità da cogliere anche nella, por ahora, serva Italia sotto il tallone della Banca Centrale Europea, della NATO e degli USA.

Sostenere la Rivoluzione Bolivariana, significa realizzare il sogno del Comandante Chávez per il Venezuela e per il mondo.

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Ai partecipanti saranno consegnati materiale e documenti per l’incontro riempiendo il seguente modulo di pre-iscrizione. Il processo di iscrizione inizia riempiendo il modulo di contatto qui di seguito riportato.

Le pre-iscrizioni sono necessarie, e sarà possibile registrarle fino al 5 ottobre 2015; l’organizzazione si riserva insindacabilmente, durante l’evento, il diritto di accettare o meno la successiva iscrizione di coloro che non avranno effettuato la pre-iscrizione. Tutti i partecipanti, che siano essi Italiani, Venezuelani o di altra nazionalità devono riempire il modulo qui riportato.

per info evento: +39 348 155 80 00 / +39 338 84 93 093 (tel&WhatsApp)

Qui di seguito la lista dei comitati, delle associazioni, delle reti sociali, delle organizzazioni popolari ed operaie, sociali e politiche, che il 29 giugno 2014, presso lo SCUP, a Roma, hanno dato vita alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana che prenderà il nome di “Caracas ChiAma”:

Albassociazione/AlianzaPaís-Italia/Amig@s MST-Italia/ANROS/Areaglobale/Associazione di Amicizia Italia-Cuba (Roma-Ravenna-Parma)/Associazione Italia-Nicaragua (Circolo Leonel Rugama)/Associazione LiberaRete/Associazione Nazionale Nuova Colombia/P-CARC/Casa dei Popoli/Casa del Popolo di Torpignattara/Centro Sociale Spartaco/Centro di Iniziativa Popolare Alessandrino/Centro Sociale La Talpa e l’orologio-Imperia/Centro Studi Antonio Gramsci/CESTES centro studi USB/CIRCinternazionale/Circolo Bolivariano “Alessio Martelli”/Circolo Bolivariano “Hugo Chávez”/Circolo Bolivariano “José Carlos Mariátegui” -Napoli/Associazione dei Giuristi Democratici/CORTOCIRCUITO/CSPAAAL/Fronte della Gioventù Comunista/J-PSUV-Italia/Marx XXI/MAS-Bolivia en Roma/Militant/Partito Comunista(Italia)/PDCI/Piattaforma Comunista/Rete dei Comunisti/Rete in Difesa dell’Umanità/Rete No War/Rifondazione Comunista/SuramericAlba/(n)PCI

International Migrants Alliance/Lega Immigrati albanesi “Iliaria”/Misil (movimento integrazione sviluppo italo latinoamericano/Associazione “I Blu”/Fronte di liberazione del popolo.JVP (Sri Lanka)/Associazione Umangat-Migrante/Comitato Immigrati in Italia/Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia

Contropiano/Il Manifesto/Le Monde Diplomatique/LiberaTV/Radio Città Aperta/Rivista Nuestra America/Web Sibia-Liria

Associazione Sportiva Quartograd

Associazione di Amicizia San Marino-Cuba/Asociación Civil Canción Bolivariana/Asociación Euskadi-Cuba/Associazione Galego-Bolivariana Hugo Chávez/Comando Electoral Hugo Chávez–España/Coordinadora Estatal Solidaridad con Cuba-España/COSAL-Asturias/CUBADEBATE/ Guachirongo 98,5FM/Iniciativa Comunista-España/Movimiento América Libre y Socialista para Europa/Círculo Bolivariano “La Puebla” de Euskal Herria/Peña del Aljibe/Plataforma Bolivariana de Madrid/Plataforma Comunicacional Somos Sin Banderas/RESOLVER-Red de Solidaridad con Venezuela Revolucionaria-Suecia

Ravenna 27lug-2ago2015: Festa dei Popoli

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

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Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

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Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

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