“Ribelli” di giorno, feste di lusso la sera

di Danilo Della Valle 

In questi giorni i media italiani si stanno prodigando per la “causa delle opposizioni venezuelane”, senza avere ovviamente alcun inviato sul posto.

Ci raccontano di una realtà, quella venezuelana, dove i poveri sarebbero oppressi dal governo in carica, regolarmente eletto, che senza alcuna remora starebbe massacrando la popolazione.

Tanti “giornalisti” si sono affannati a scrivere e alimentare uno storytelling che vede in belle giovani “idealiste” barricadere e sognatori senza futuro i protagonisti da edulcorare.

Bene, mentre da Roma scrivono questo, un articolo molto interessante di Andrew Rosati di Bloomberg, non certo un socialista, sta facendo il giro del mondo, e ci racconta una storia ben diversa sui “democratici oppositori” venezuelani.

L’articolo in questione, che allegheremo di seguito in lingua originale, ci racconta di una composizione sociale ben definita alla testa delle proteste, quella dei giovani ricchi che di giorno sono barricaderi violenti e di notte festeggiano nei locali di lusso sulla collina di Chacao, quartiere bene di Caracas ed avamposto delle opposizioni venezuelane.

E così la storia della 24enne Lovrena che dopo una giornata di protesta torna nella Manhattan di Caracas e festeggia in un night di lusso con vari imprenditori locali il suo compleanno, la testimonianza di un proprietario di un ristorante nella zona bene di Caracas e tante altre riprese dall’articolo, si intrecciano mostrandoci un quadro ben diverso da quello dipinto dai nostri media.

Ed è proprio questa narrazione propagandistica di quelli che dovrebbero garantire un punto di vista quantomeno obiettivo, oltre che plurale (cosa ormai impossibile da trovare), che fa passare in secondo piano la grande mobilitazione popolare che ha visto gli afrodiscendenti, i campesinos, gli operai ed i  settori imprenditoriali produttivi formare code fin dal mattino per esprimere il proprio voto con gioia ed allegria, nonostante il boicottaggio, molto spesso violento, delle opposizioni. Come mai coloro che dovrebbero disinteressatamente raccontarci ciò che accade nel mondo evitano di dire tutto?

Come mai omettono che due candidati “chavisti” sono stati assassinati poco prima delle consultazioni? Eppure, nell’era di internet si trovano migliaia di video che sbugiardano questa narrazione. Ed inoltre, i nostri politici che si accalcano a condannare un governo regolarmente eletto, dimenticando quanto sopra e soprattutto dimenticando di condannare il golpe brasiliano, ad esempio, o i bombardamenti nello Yemen o la repressione violenta che invade le strade cilene e messicane, perché lo fanno? Forse la campagna elettorale e già cominciata e servono i voti della comunità italo-venezuelana che in gran parte ha degli interessi che cozzano con quelli della maggioranza del popolo?

P.s. Ma personaggi che non sono mai passati da un’elezione popolare come Alfano e Gentiloni, da che pulpito in queste ore parlano di consenso popolare per il governo Maduro?

Qui nel link il reportage del giornale peruviano elcomercio.pe

Il volto violento della protesta venezuelana

di Fabrizio Verde – lantidiplomatico.it

Immagine
Violenza, agguati, devastazione, saccheggi. Dietro la cortina fumogena dell’informazione edulcorata mainstream, si può riuscire a scorgere il vero volto della «protesta» venezuelana. Non formata da  normali studenti e semplici cittadini esasperati da scarsità di prodotti alimentari e repressione, ma bensì da soggetti armati di tutto punto, diretti dal partito di estrema destra Voluntad Popular. Il cui unico obiettivo è quello di ottenere la salida, ossia, l’uscita di scena del legittimo presidente Maduro. Adottando una strategia ormai apertamente golpista.
 
Per comprendere meglio il fenomeno possiamo ricorrere alle parole rilasciate dal ministro degli Interni venezuelano Miguel Rodriguez Torres, a Geraldina Colotti de «Il Manifesto». Secondo le dichiarazioni dell’esponente di governo bolivariano, per far luce sul fenomeno «guarimberos» bisogna prima fare un passo indietro e ricordare quando «ancora c’era il Comandante e furono arrestati 150 paramilitari nella tenuta di Robert Alonso, un cubano-venezuelano che ora è a Miami. È lui l’ideologo della ‘guarimba’, connesso a una rete di fascisti a livello internazionale e locale: da Alvaro Uribe in Colombia a Otto Reis negli Usa, a Leopoldo Lopez o alla grande amica di George Bush, Maria Corina Machado che gira le università a infiammare i nostri ragazzi contro ‘la dittatura cubana in Venezuela’ e poi si camuffa da pacifista». 
 
Il ministro inoltre rivela dell’addestramento ricevuto da chi guida le violenze: «I leader studenteschi di questa protesta violenta sono stati in un campo di addestramento paramilitare che si è tenuto in Messico nel 2010 e che, in codice, era ‘la festa messicana’. C’era gente di Otpor (l’attuale Canvas), gemellata coi nazifascisti locali di Javu, a insegnare le tecniche di Gene Sharp per il «golpe suave». C’erano alcuni attuali sindaci di opposizione. Javu nasce per opera dell’ex governatore dello stato Carabobo, Salas Romer, puro prodotto dell’oligarchia, che ha fatto fortuna come imprenditore all’ombra di Leopoldo Lopez». 
 
La denuncia del ministro Torres trova conferme nell’intervento davanti al Consiglio per i Diritti Umani dell’Onu di Luisa Ortega Díaz, Procuratrice Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela, che ha illustrato i piani golpisti contro il legittimo governo venezuelano. 
 
Di fronte al Consiglio riunito in quel di Ginevra, la procuratrice ha denunciato che gli Stati Uniti finanziano l’acquisto di sostanze esplosive da parte dell’estrema destra venezuelana, attraverso fondi che vengono elargiti allo scopo di difendere i diritti umani. «Costoro hanno chiesto denaro – ha affermato Luisa Ortega Díaz riferendosi alla destra venezuelana, secondo quanto riportato dall’emittente satellitare Telesur – per finanziare le azioni violente che sono state realizzate in Venezuela. Per acquistare C-4 una sostanza altamente esplosiva. Fino a ora è stato sequestrato oltre un chilo di C-4». 
 
Una prova ulteriore che ad animare le violente proteste vi sono persone con una preparazione quantomeno paramilitare, necessaria nel maneggiare un esplosivo al plastico com il C-4. Utilizzato ampiamente dai militari statunitensi durante gli anni della guerra in Vietnam. Circostanza che bene rende l’idea della potenza di questo esplosivo. 
 
I gruppi violenti hanno inoltre provveduto alla creazione di vere e proprie «fabbriche» di armi improprie utilizzate nelle giornate di guerriglia urbana. Nella giornata di ieri, la Guardia Nazionale Bolivariana ha scoperto e sequestrato materiale esplosivo, 841 miguelitos e 273 bottiglie molotov.  
 
L’ingente flusso di denaro, che giunge all’opposizione attraverso l’agenzia Usaid – come confermano svariati cablo resti noti da Wikileaks – viene inoltre impiegato per ingaggiare manovalanza proveniente dalle fila della criminalità organizzata: secondo i risultati di un’inchiesta, ogni mercenario ingaggiato dal partito Voluntad Popular, viene retribuito con la somma di 5000 Bolivar a settimana.

Elias Jaua: media amplificano le notizie negative sul Venezuela

Immaginedi Magdalena Valdez – YVKE Radio Mundial

Il ministro degli Esteri, Elias Jaua Milano ha partecipato lunedi 3 Marzo alla 25° sessione della Commissione per i Diritti Umani tenutasi a Ginevra, in Svizzera.

Il Ministro degli Esteri ha denunciato la guerra psicologica realizzata dai potenti media nazionali e internazionali al fine di amplificare le notizie negative sul Venezuela e «presentare l’immagine di un paese sprofondato nel caos e nella guerra civile».

Ha sottolineato come questi media abbiano cercato di rappresentare un Venezuela in preda al caos generalizzato, dove le autorità attuano una repressione indiscriminata e sproporzionata nei confronti del popolo, «al fine di giustificare l’intervento straniero negli affari interni, e promuovere condanne e sanzioni ingiuste».

Di fronte alle violente proteste poste in essere da gruppi estremisti in diverse città del paese, il Ministro degli Esteri ha sostenuto che per la Rivoluzione Bolivariana la protesta pacifica costituisce una delle forme di partecipazione diretta del popolo «che promuove la necessaria pluralità e il dissenso che dev’essere presente in un sistema politico e democratico», ma ha sottolineato che nell’ultimo mese «il popolo venezuelano è stato sottoposto a un continuo assedio da parte dei militanti di destra».

«Gruppi addestrati, in nome del legittimo diritto a manifestare, hanno in maniera violenta chiuso strade pubbliche, impedendo così il libero transito necessario per esercitare il diritto al lavoro, all’istruzione, agli acquisti di prodotti alimentari, al trasporto dei pazienti presso i centri di assistenza sanitaria» ha spiegato il Ministro.

Ha inoltre affermato che durante le manifestazioni violente, i sostenitori dell’opposizione hanno bruciato camion di cibo, distrutto gli uffici governativi, le ambulanze, hanno attaccato i mezzi di trasporto pubblico e i suoi utenti.

L’inviato speciale di Telesur a Ginevra, Julio Cesar Mejias, ha riferito che Jaua si è riunito lunedi con una delegazione del Vietnam, mentre martedì incontrerà Ban Ki -moon e i rappresentanti di Cuba, Bolivia e Unione Europea per esporre la situazione reale che si vive in Venezuela.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Stedile, MST: significato e prospettive delle mobilitazioni in Brasile

brasil2013

da A Sud

Alleghiamo di seguito una intervista con João Pedro Stedile del Movimento Sem Terra sul portato e le prospettive delle mobilitazioni sociali che stanno scuotendo il Brasile nelle ultime settimane.

1. Come analizza le manifestazioni che stanno scuotendo il Brasile nelle ultime settimane? Quali sono le ragioni economiche da cui nascono?

Ci sono molte valutazione a proposito del perché stiano avvenendo queste manifestazioni. Mi associo all’analisi della professoressa Ermínia Maricato, che è la nostra maggior esperta sui temi urbani e ha lavorato in passato nel Ministero delle città durante la gestione di Olivio Dutra. Lei sostiene la tesi che c’è una crisi urbana presente nelle città brasiliane, provocata da questa tappa del capitalismo finanziario. C’è stata un’enorme speculazione immobiliare che ha fatto salire i prezzi degli affitti e dei terreni del 150% negli ultimi tre anni. Il capitale ha finanziato, senza nessun controllo da parte del governo, la vendita delle automobili per inviare denaro all’estero e ha trasformato il nostro traffico in un caos. E negli ultimi dieci anni non ci sono stati investimenti nel trasporto pubblico. Il programma per la casa “Casa mia, vita mia” ha spinto i poveri verso le periferie, senza infrastrutture. Tutto questo ha creato una crisi strutturale. Le persone stanno vivendo in un inferno, nelle grandi città, perdendo tre o quattro ore giorno nel traffico, quando potrebbero invece stare con la famiglia, studiare o svolgere attività culturali. Oltre a questo, c’è la pessima qualità dei servizi pubblici, in particolare nel settore sanitario e anche in quello educativo, dalla scuola di base, alle scuole di livello medio dalle quali gli studenti escono senza saper scrivere un testo. L’insegnamento superiore si è trasformato in un mercato per la vendita di diplomi a rate, per il 70% degli studenti universitari.

2. E dal punto di vista politico, cosa è successo?

I 15 anni del neoliberismo, e in particolare gli ultimi dieci anni di un governo di composizione di classi, hanno trasformato il modo di fare politica, rendendola ostaggio degli interessi del capitale. I partiti sono diventati vecchi nei loro comportamenti e si sono trasformati in mere sigle che raccolgono, in gran parte, degli opportunisti desiderosi di ottenere cariche pubbliche o accaparrarsi risorse pubbliche per i propri interessi. Tutti i giovani nati dopo l’epoca delle “diretas já” non hanno avuto l’opportunità di partecipare alla politica. Oggi, per concorrere a qualsiasi carica, per esempio, di consigliere, la persona interessata deve avere più di un milione di reais; diventare deputato costa circa 10 milioni. I capitalisti pagano e poi i politici obbediscono. La gioventù è stufa di questa forma di fare politica borghese, mercificata.

Ma la cosa più grave è stata che i partiti della sinistra istituzionale, tutti, si sono adeguati a questi metodi. E questo ha creato nella gioventù una profonda ostilità nei confronti del modo di comportarsi dei partiti. La gioventù non è apolitica, al contrario, tanto è vero che ha portato la politica per le strade, anche senza avere coscienza del suo significato. Ma sta dicendo che non sopporta più di vedere in televisione queste pratiche politiche che hanno sequestrato il voto delle persone e sono basate sulla menzogna e la manipolazione.

3. E perché le manifestazioni sono esplose solo ora?

Probabilmente per la somma di diversi fattori legati più al carattere della psicologia delle masse che ad una decisione politica pianificata. Si sono sommati il clima complessivo di cui ho già parlato, più le denunce di sovra fatturazione delle opere degli stadi, che costituisce una provocazione per il popolo. Esaminiamo alcuni episodi. La Rete Globo ha ricevuto, dal governo dello Stato di Rio e dalla prefettura, 20 milioni di reais di soldi pubblici per organizzare lo spettacolino di sole due ore, del sorteggio dei giochi della Coppa delle confederazioni. Lo stadio di Brasilia è costato 1,4 miliardi e non ci sono autobus in città! La dittatura esplicita che la FIFA ha imposto e a cui tutti i governi si sono sottomessi. La reinaugurazione del Maracanã è stato uno schiaffo al popolo brasiliano. Le foto erano chiare, nel maggior tempio del calcio mondiale non c’erano né un nero né un meticcio! E poi con l’aumento delle tariffe degli autobus, è arrivata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. E’ stata solo la scintilla che ha fatto scoppiare il sentimento diffuso di rivolta, di indignazione. Per fortuna che la gioventù si è svegliata.

4. Perché la classe lavoratrice non è ancora scesa in strada?

E’ vero, la classe lavoratrice ancora non è scesa in strada. In strada ci sono i figli della classe media, della classe medio bassa, e anche alcuni giovani che Andre Singer definirebbe del sottoproletariato, che studiano e lavorano nel settore dei servizi, che hanno migliorato le condizioni di consumo, ma vogliono essere ascoltati.

La riduzione della tariffa interessava molto tutto il popolo e questo è stato l’elemento vincente del Movimento biglietto gratuito, che ha saputo convocare mobilitazioni in nome degli interessi del popolo. E il popolo ha appoggiato le manifestazioni e questo si vede dagli indici di popolarità dei giovani, soprattutto quando sono stati repressi.

La classe lavoratrice tarda a muoversi, ma, quando si muove, colpisce direttamente il capitale, cosa che non è ancora cominciata a succedere. Penso che le organizzazioni che fanno la mediazione con la classe lavoratrice non hanno ancora capito il momento e sono un po’ timide.

Ma la classe, come classe, penso che sia disposta a lottare anch’essa. Si può rilevare che il numero di scioperi per aumenti salariali ha già recuperato i livelli degli anni 80. Penso che sia solo una questione di tempo e legata al fatto che le mediazioni riescano a cogliere obiettivi che possano motivare la classe a muoversi. Negli ultimi giorni, già si vede che in alcune città minori e nelle periferie delle grandi città hanno cominciato a essere organizzate manifestazioni con obiettivi di rivendicazione molto localizzati. E questo è molto importante.

5. E voi del MST e i contadini, non vi siete ancora mossi…

E’ vero. Nelle capitali vicino alle quali ci sono nostri insediamenti e piccoli agricoltori stiamo già partecipando. E sono anche testimone del fatto che siamo stati accolti molto bene, con la nostra bandiera rossa e la nostra rivendicazione della Riforma agraria e di alimenti sani e a buon mercato per tutto il popolo. Penso che nelle prossime settimane ci potrà essere un’adesione maggiore, anche con la realizzazione di manifestazioni di contadini nelle strade e nei comuni dell’interno. I nostri militanti muoiono dalla voglia di entrare nella lotta e mobilitarsi. Spero che si muovano al più presto.

6. Che cosa pensa delle violenze che sono successe all’interno di alcune manifestazioni?

Prima di tutto bisogna relativizzare. La borghesia, attraverso le sue televisioni, ha usato la tattica di spaventare il popolo mostrando solo gente che provoca disordini e rompe tutto. Si tratta di gruppi minoritari e insignificanti di fronte alle migliaia di persone che si sono mobilitate. Alla destra interessa far passare nell’immaginario della popolazione che si tratta solo di disordine e, alla fine, se ci sarà caos, dare la colpa al governo e esigere la presenza delle forze armate. Spero che il governo non commetta questa bestialità di chiamare la guardia nazionale e le forze armate per reprimere le manifestazioni. E’ quel che sogna la destra! Ciò che sta provocando scene di violenza è il modo di intervenire della Polizia Militare. Ci sono gruppi di destra organizzati con il preciso obiettivo di fare provocazioni e saccheggi. A São Paulo hanno agito gruppi fascisti. A Rio de Janeiro sono intervenute milizie organizzate che proteggono i politici conservatori. E’ chiaro, c’è anche un substrato di proletariato che compare in qualsiasi mobilitazione popolare, negli stadi, a carnevale, perfino nelle feste religiose, tentando di trarne qualche profitto.

7. Quindi c’è una lotta di classe nelle strade o si tratta solo di giovani che manifestano la loro indignazione?

E’ chiaro che c’è una lotta di classe nelle strade. Anche se ancora concentrata su uno scontro ideologico. E la cosa più grave è che la stessa gioventù mobilitata, per la sua origine di classe, non ha coscienza del fatto che sta partecipando ad una lotta ideologica. Vedete, loro stanno facendo politica nella miglior forma possibile, nelle strade. E poi scrivono negli striscioni: siamo contro i partiti e la politica? E per questo sono stati tanto diffusi i messaggi degli striscioni. Sta succedendo in ogni città, in ogni manifestazione, uno scontro ideologico permanente tra gli interessi delle classi. I giovani vengono contesi dalle idee della destra e della sinistra, dai capitalisti e dalla classe lavoratrice.

8. Quali sono gli obiettivi e le proposte della destra?

La classe dominante, i capitalisti e i loro portavoce ideologici che compaiono tutti i giorni in tv hanno un grande obiettivo: logorare il più possibile il governo di Dilma, indebolire le forme organizzative della classe lavoratrice, indebolire le proposte di cambiamenti strutturali nella società brasiliana e vincere le elezioni del 2014, per ricomporre un’egemonia totale nella direzione dello stato brasiliano che ora è oggetto di contesa.

Per raggiungere questi obiettivi stanno ancora procedendo a tentoni, alternando le loro tattiche. A volte provocano la violenza per oscurare gli obiettivi dei giovani. A volte inseriscono negli striscioni dei giovani i loro messaggi. Per esempio, la manifestazione di sabato, piuttosto piccola, a São Paulo, è stata totalmente manipolata da settori di destra che hanno puntato solo sulla lotta contro la PEC37, con striscioni tutti uguali… parole d’ordine uguali. Certamente la maggioranza dei giovani non sa nemmeno di che si tratta. Ed è un tema secondario per la classe lavoratrice, ma la destra sta tentando di sventolare le bandiere della moralità, come fece con la UDN in tempi passati.

Ho visto nelle reti sociali controllate dalla destra, che le loro bandiere, oltre alla PEC 37, sono: l’uscita di Renan, una CPI sulla trasparenza delle spese della Coppa; dichiarare la corruzione crimine odioso e porre fine al tribunale speciale per i politici. Già i gruppi più fascisti tentano FUORI DILMA e raccolte di firme per l’ impeachment. Per fortuna queste bandiere non hanno niente a che vedere con le condizioni di vita delle masse, anche se possono essere manipolate dai media. E oggettivamente si danno la zappa sui piedi. Alla fine è la borghesia brasiliana, i suoi imprenditori e i politici che sono i maggiori corrotti e corruttori. Chi si è appropriato delle spese esagerate della Coppa? La rete Globo e gli appaltatori.

9. Quali sono le sfide che hanno di fronte la classe lavoratrice, le organizzazioni popolari e i partiti di sinistra?

Le sfide sono molte. Prima di tutto dobbiamo prendere coscienza della natura di queste manifestazioni e andare tutti per le strade, contendere cuori e menti dei giovani alla destra, per politicizzare questa gioventù che non ha esperienza di lotta di classe. Poi, la classe lavoratrice deve muoversi, andare in strada, manifestare nelle fabbriche, nei campi, nei cantieri, come direbbe Geraldo Vandré. Far sentire le sue richieste per risolvere i problemi concreti della classe, dal punto di vista economico e politico.

Dobbiamo prendere l’iniziativa di mettere all’ordine del giorno il dibattito nella società e esigere l’approvazione del progetto della riduzione della settimana lavorativa a 40 ore; esigere che le priorità, negli investimenti pubblici, siano la salute, l’educazione, la riforma agraria. Ma per questo il governo deve tagliare gli interessi e spostare risorse dal superavit primario; quei 200 miliardi che ogni anno finiscono nelle mani di soli 20.000 ricchi, che vivono di rendita, creditori di un debito interno che non abbiamo mai contratto; bisogna spostare questi soldi verso investimenti produttivi e sociali.

Approvare in regime di urgenza, in modo che vada in vigore dalle prossime elezioni, una riforma politica di grande respiro, che come minimo istituisca il finanziamento pubblico della stessa campagna, il diritto alla revoca dei mandati e plebisciti popolari auto-convocati.

Abbiamo bisogno di una riforma tributaria che che torni a riscuotere l’ICMS  sulle esportazioni primarie, penalizzi la ricchezza dei ricchi e alleggerisca le imposte dei poveri, che sono quelli che pagano di più.

Abbiamo bisogno che il governo sospenda le aste pubbliche del petrolio e tutte le concessioni di privatizzazione delle miniere e di altre aree pubbliche. Non serve molto applicare tutte le royalties del petrolio in educazione, se le royalties rappresenteranno solo l’8% della rendita del petrolio e il 92% andrà alle imprese transnazionali che otterranno il petrolio nelle aste!

Una riforma urbana strutturale, che torni a mettere al primo posto il trasporto pubblico, di qualità e a tariffa zero. E’ già stato dimostrato che non è troppo caro né difficile istituire il trasporto gratuito per le masse delle capitali. E controllare la speculazione immobiliare.

E infine, dobbiamo utilizzare e approvare il lavoro della Conferenza nazionale della comunicazione, ampiamente rappresentativa, il progetto di democratizzazione dei mezzi di comunicazione. Per farla finita con il monopolio della Globo e perché il popolo e le sue organizzazioni popolari abbiano un ampio accesso alla comunicazione, possano creare i propri mezzi di comunicazione, con risorse pubbliche. Ho sentito da diversi movimenti della gioventù che stanno organizzando le manifestazioni, che forse questa è l’unica bandiera che unifica tutti: Abbasso il monopolio della Globo!

Ma queste parole d’ordine avranno risonanza nella società e eserciteranno pressione su governo e politici soltanto se si muoverà la classe operaia.

10. Voi dei movimenti sociali avete presentato un documento chiedendo di incontrare la presidente Dilma e lei ha accettato rispondendo per televisione. Che cosa le direte?

Spero che questa udienza ci sia presto! E in quella occasione, certamente, l’insieme dei movimenti sociali manderà i propri rappresentanti più giovani che sono stati nelle strade e porteranno a Dilma la piattaforma che ho descritto. Spero che abbia la sensibilità di ascoltare i giovani.

11. Cosa dovrebbe fare il governo ora?

Spero che il governo abbia la sensibilità e l’intelligenza di approfittare di questo appoggio, questo clamore che viene dalle strade, che è solo una sintesi di una coscienza diffusa nella società, che è il momento di cambiare. E cambiare a favore del popolo. E per questo il governo deve affrontare la classe dominante sotto tutti gli aspetti. Affrontare la borghesia che vive di rendita, spostando i pagamenti degli interessi verso gli investimenti in aree che risolvano i problemi del popolo. Promuovere subito le riforme politica, tributaria. Avviare l’approvazione del progetto di democratizzazione dei mezzi di comunicazione. Creare meccanismi per investimenti significativi nel trasporto pubblico, che vadano nella direzione della tariffa zero. Accelerare la riforma agraria e un piano di produzione di alimenti sani per il mercato interno.

Garantire subito l’applicazione del 10% del PIL in risorse pubbliche per l’educazione a tutti i livelli, dagli asili infantili nelle grandi città alla scuola di base di qualità fino all’universalizzazione dell’accesso dei giovani all’università pubblica.

Senza questo ci sarà profonda disillusione e il governo lascerà nelle mani della destra l’iniziativa di proporre parole d’ordine, che porteranno a nuove manifestazioni con l’obiettivo di logorare il governo in vista delle elezioni del 2014. É ora che il governo si allei con il popolo o pagherà il conto nel prossimo futuro.

12. E queste mobilitazioni, dove porteranno il paese nei prossimi mesi?

E’ ancora tutta una incognita. Perché i giovani e le masse sono oggetto di contesa. Per questo le forze popolari e i partiti di sinistra devono impegnare tutte le loro energie per andare in strada. Manifestare, inserire le bandiere di lotta delle riforme che interessano al popolo. Perché la destra farà la stessa cosa e cercherà di imporre le sue parole d’ordine conservatrici, arretrate, di criminalizzazione e stigmatizzazione delle idee del cambiamento sociale. Siamo in piena battaglia ideologica e nessuno sa al momento quale sarà il risultato. In ogni città, in ogni manifestazione, dobbiamo contendere alla destra menti e cuori. E chi resterà fuori, sarà fuori dalla storia

[Trad. dal portoghese di Serena Romagnoli]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: