Congressisti democratici a Obama: stop alle sanzioni contro il Venezuela!

obama1_crop1431707883208.jpg_1718483346da Telesur English

16 congressisti del Partito Democratico hanno ammesso che le sanzioni imposte contro il Venezuela sono state fallimentari e controproducenti

Membri del Congresso hanno richiamato Barack Obama, in quanto le sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro il Venezuela hanno ‘minato’ le relazioni tra Washington e l’America Latina.

In una lettera aperta a Obama, 16 membri del Congresso hanno espresso preoccupazione per le sanzioni adottate recentemente contro il Venezuela che sono state controproducenti per gli Stati Uniti.

«Noi crediamo che sia nell’interesse delgi Stati Uniti – si legge nella lettera – del Venezuela e dell’intero emisfero che l’amministrazione (Obama) si astenga dall’imporre ulteriori sanzioni (contro il Venezuela) unilaterali».

Tutti i 16 firmatari sono Democratici, e hanno invitato Obama a intraprendere «un dialogo diretto con il governo del Venezuela».

Il presidente del Venezuela Nicolas Maduro ha ripetutamente chiesto colloqui con gli Stati Uniti al fine di migliorare le relazioni. Il governo dell’Ecuador si è inoltre offerto come mediatore, tuttavia la Casa Bianca ha finora evitato.

Nella lettera indirizzata ad Obama lo scorso venerdì, i 16 Democratici spiegano come le sanzioni abbiano incontrato una diffusa condanna a livello regionale, anche da parte di stretti alleati degli Stati Uniti. «In un’intervista concessa al Miami Herald il mese scorso, il presidente colombiano Juan Manuel Santos, uno dei più stretti alleati degli Stati Uniti nell’emisfero… ha sostenuto che, ‘La storia ha dimostrato che le sanzioni unilaterali sono controproducenti nel lungo periodo’».

I membri del Congresso hanno anche sottolineato che i venezuelani «in massa» si oppongono alle sanzioni.

Citando un sondaggio dalla società venezuelana Datanalisis, hanno affermato che «quasi i tre quarti dei venezuelani si oppongono sanzioni degli Stati Uniti».

Oltre 11 milioni di persone hanno firmato una petizione per chiedere a Obama di revocare le sanzioni.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Rouhani: «Inaccettabili interferenze negli affari interni del Venezuela»

foto-IranInjerenciaVzlada Prensa Bolivariana

Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha ricevuto a Teheran il Ministro degli Esteri venezuelano Delcy Rodriguez

L’Iran è un paese amico e alleato strategico per il Venezuela, ha affermato il ministro degli Esteri del paese sudamericano, Delcy Rodríguez, ricevuta dal Presidente Hassan Rouhani, che ha qualificato come inaccettabili le ingerenze negli affari interni di Caracas.

Poco prima di concludere una breve visita ufficiale, il ministro degli Esteri venezuelano ha incontrato Rouhani e definito di centrale importanza il rafforzamento delle relazioni e l’incremento della cooperazione tra i due paesi membri del Movimento dei Paesi Non Allineati.

Rodriguez ha assicurato che il governo guidato dal Presidente Nicolás Maduro sarà sempre dalla parte della nazione e delle autorità iraniane per promuovere i legami politici, economici e commerciali.

Mentre Rouhani ha evidenziato la fine dell’era in cui le grandi potenze potevano interferire negli affari interni delle altre nazioni: «L’ingerenza di alcune potenze negli affari interni di Stati indipendenti come il Venezuela, è assolutamente inaccettabile».Venezuela-Delcy-Rodriguez-Teheran-EFE_NACIMA20150420_0103_6

Il Capo di Stato iraniano ha espresso il suo apprezzamento riguardo la politica estera di Caracas, in particolare verso Teheran e in campo economico, chiedendo al contempo che venga sviluppata in modo tale che apporti benefici a entrambi i paesi.

Inoltre, Rouhani ha manifestato l’interesse del paese persiano a espandere i legami con la nazione sudamericana e appronfondire – ha rimarcato – la cooperazione, in particolare nel settore degli idrocarburi dove i due paesi hanno un notevole peso a livello internazionale.

Il presidente ha infine elogiato il lavoro del Venezuela rivolto alla ricerca di una maggiore equità nel mercato mondiale e ribadito che l’Iran «spera sinceramente» che gli sforzi compiuti in questa direzione conducano al risultato desiderato.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Venezuela: oltre 8 milioni di firme contro il decreto di Obama

obama-deroga-el-decreto-ya-700x352da Telesur

C’è stata un’ondata di opposizione in Venezuela e nel mondo contro l’ultima aggressione degli Stati Uniti

La petizione lanciata in opposizione alle ultime sanzioni comminate dal presidente Barack Obama e contro l’etichettatura del Venezuela come una minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ha superato le 8 milioni di firme, secondo quanto è stato reso noto nella giornata di domenica.

Il presidente Obama ha emesso un ordine esecutivo il 9 di marzo definendo “un’emergenza nazionale, la minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera degli Stati Uniti derivante dalla situazione in Venezuela”.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, attraverso il proprio account Twitter, ha ringraziato tutti i sostenitori della campagna volta a richiedere ad Obama di “abrogare il decreto”.

Le firme saranno consegnate nel corso del Vertice delle Americhe che avrà inizio questa settimana a Panama, e vedrà la partecipazione di tutte le nazioni dell’emisfero.

Il montare delle ostilità degli Stati Uniti verso il Venezuela sarà con ogni probabilità uno dei temi più caldi di dibattito durante il Vertice, dove è prevista la partecipazione del presidente Obama.

Inoltre, milioni di persone hanno espresso tramite Twitter la loro opposizione all’aggressione degli Stati Uniti. Secondo quanto reso noto, la scorsa settimana oltre 5 milioni di tweet inviati da 105 paesi hanno richiesto l’abrogazione delle misure.

Il governo venezuelano ha anche incassato un forte sostegno a in campo internazionale.

Molte personalità latinoamericane di alto profilo, come l’ex presidente uruguayano Pepe Mujica e il Nobel per la Pace Rigoberta Menchu, hanno pubblicamente espresso il proprio sostegno al governo democraticamente eletto del presidente Maduro.

Nel mese di marzo, tutti i 33 membri della Comunità di Stati Latinoamericani e dei Caraibi (CELAC) hanno espresso la loro opposizione alla mossa del governo degli Stati Uniti, così come gli altri organismi regionali, tra cui le Nazioni Unite del Sud America (UNASUR) che ha preso una posizione analoga.

In precedenza, il gruppo G77 + Cina, che comprende 134 paesi, aveva rilasciato una dichiarazione di rigetto dell’ordine esecutivo del presidente Obama contro il Venezuela.

La scorsa settimana, in relazione a queste nette prese di posizione, il Sottosegretario per l’America Latina degli Stati Uniti Roberta Jacobson si è detta ‘delusa’ dal livello di supporto ottenuto dal Venezuela dopo le ultime sanzioni.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Decreto degli Stati Uniti contro il Venezuela: 5 punti per capire

VENEZUELA--Maduro-llam--a-un---8220-tuitazo-mundial--8221--contra-Obama----8220-A-Venezuela-no-la-toca-nadie--8221-di Jesùs Silva/Aporrea.org

Condivido con voi un’intervista recentemente concessa a Venevisión su una questione delicata che irresponsabilmente è stata oggetto di scherno da parte della MUD.

Link al video: http://t.co/Gjg29zYQlp

5 punti per comprendere il decreto di Obama:

  • Secondo la nostra ottica del Diritto Costituzionale, il decreto del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama dove si definisce il Venezuela una minaccia per la sicurezza del paese, crea la pericolosa possibilità che qualsiasi cittadino venezuelano sia catturato e arrestato, se ritenuto dagli Stati Uniti irrispettoso dei diritti umani. Questo perché il decreto si basa sul cosiddetto “International Emergency Economic Powers Act“, applicabile nel territorio statunitense così come sul suolo di tutti i paesi alleati agli Stati Uniti che obbediscono alla legge del cosiddetto “Impero”.

 

  • Paesi come l’ex Jugoslavia, Iraq, Afghanistan, Panama, tra gli altri, furono dapprima sanzionati con lo stesso decreto e poi attaccati militarmente dagli Stati Uniti. Sia ben chiaro, non stiamo dicendo che l’Impero invaderà domani il Venezuela, ma con molta responsabilità stiamo evidenziando che gli Stati Uniti stanno compiendo tutti i passaggi giuridici che storicamente hanno preceduto le invasioni militari; per questo è importante comprendere la gravità del decreto di Obama.

 

  • La qualifica di violatore dei diritti umani si espande quotidianamente in base al capriccio di Washington, in modo tale che un funzionario pubblico così come qualunque venezuelano può essere incluso nella lista nera del regime imperialista. Può essere arrestato il sospetto comunista, socialista o chavista che “viola i diritti umani” e dopo la cattura rendere pubblica la sua inclusione nella lista. Il decreto di Obama ha carattere extraterritoriale per i suoi alleati, questo apre le porte all’arbitraria cattura per gli avversari politici degli Stati Uniti o per chi semplicemente è portatore di un’ideologia proibita per la borghesia statunitense e i suoi scagnozzi venezuelani.

 

  • Mai prima d’ora la possibilità di un embargo commerciale o blocco economico generale contro il Venezuela è sembrato così vicino, soprattutto quando l’infausto e nefasto decreto coincide con una sentenza dell’ICSID (Centro internazionale per il regolamento delle controversie relative ad investimenti) che condanna il nostro paese a pagare milioni di dollari alla società Owens Illinois per un presunto esproprio illecito che avrebbe danneggiato questa multinazionale. Ciò si prospetta come l’inizio di un’ondata di attacchi economici contro il Venezuela mediante condanne e sequestri in ambito internazionale.

 

  • In questo contestola legge antimperialista proposta dal Presidente Nicolás Maduro è assolutamente corretta e necessaria in base al Principio di Reciprocità che nella cultura yankee è conosciuto come “Tit for Tat”, vale a dire, se mi attacchi io ti attacco. Per la lobby pro-yankee dell’opposizione venezuelana, questo decreto è motivo di gioia e festa perché risultato del lavoro che a Washington hanno svolto gli oppositori radicali contro la Rivoluzione Bolivariana.

 

Ribadiamo che “ingerenza” significa intervenire negli affari interni di un paese con la forza, non c’è dubbio che con la complicità dell’opposizione venezuelana, gli Stati Uniti intendono imporre un cambio di governo in Venezuela. Cinesi, russi o cubani non hanno mai attaccato la nostra patria. La borghesia yankee, invece, lo ha fatto. Non siamo anti-statunitensi, ma antimperialisti e vicini al popolo degli Stati Uniti, ma ripudiamo gli infami abusi del suo governo espansionista.

Contro la minaccia imperialista, unità rivoluzionaria e alleanza antimperialista. Serriamo le fila contro l’aggressione.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Il Venezuela denuncerà alle Nazioni Unite l’ordine esecutivo Usa

Venezuela ONUda venezuelanalysis.com

Il governo venezuelano ha annunciato che denuncerà alle Nazioni Unite l’ordine esecutivo del governo degli Stati Uniti d’America, approvato dal presidente Barack Obama, che definisce il paese sudamericano una minaccia alla sicurezza nazionale.

“Organizzeremo un’ampia sessione per denunciare l’aggressione che il nostro paese sta subendo”, ha spiegato Rafael Ramirez, Ambasciatore del Venezuela presso l’ONU.

Ramirez ha aggiunto che la delegazione venezuelana utilizzerà le dichiarazioni ufficiali rilasciate da CELAC, UNASUR e dal gruppo di nazioni riunite nell’ALBA per rafforzare la denuncia.

“Tutte queste dichiarazioni convergono sulla richiesta al presidente Obama di abrogare l’ordine esecutivo da lui illegalmente promosso e che viola ogni principio stabilito dalla Carta delle Nazioni Unite e dal diritto internazionale”, ha spiegato l’Ambasciatore.

Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro ha riunito lo scorso martedì il suo governo per discutere la risposta diplomatica da mettere in campo, in vista del Vertice delle Americhe che si terrà a Panama la prossima settimana.

Ufficialmente istituita la giornata “antimperialista”

Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha annunciato ufficialmente l’istituzione della “Giornata Bolivariana dell’Antimperialismo”, che si celebrerà ogni anno il 9 di marzo.

La giornata sarà in commemorazione della reazione del popolo venezuelano all’ordine esecutivo firmato dall’amministrazione statunitense guidata da Obama, all’inizio del mese di marzo di quest’anno.

L’ordine esecutivo, dove il Venezuela viene dichiarato una “minaccia alla sicurezza nazionale” e che prepara il terreno per ulteriori sanzioni, ha trovato una forte risposta popolare con cortei di massa e imponenti manifestazioni in tutto il Venezuela per la difesa della sovranità nazionale, in aggiunta alle già oltre 6 milioni firme raccolte in una petizione nazionale dove viene richiesto a Obama di revocare l’ordine esecutivo.

“I libri di storia ricorderanno Obama come il presidente che ha cercato di intimidire un intero popolo con questo tentativo, ma che ha trovato sulla sua strada lo spirito patriottico e bolivariano di questo popolo”, ha spiegato Maduro ai microfoni del canale nazionale della televisione di stato, VTV.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(FOTO) Napoli: raccolta firme per il Venezuela bolivariano!

di Consolato Generale Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

Il Venezuela non è una minaccia: Siamo una Speranza!

1° – 3 aprile 2015 – ore 10.30 -16.30

Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli informa che è ancora in corso la raccolta firme per la Campagna Internazionale “Il Venezuela non è una minaccia: siamo una speranza “#‎Obamaderogaeldecretoya‬”, promossa e organizzata in tutte le capitali del mondo per sostenere il Comunicato Ufficiale dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (UNASUR), pubblicato lo scorso 14 marzo 2015, con il quale si chiede l’abrogazione del Decreto Esecutivo emesso dal Governo degli Stati Uniti d’America il 9 marzo scorso, in cui una nazione storicamente pacifica come il Venezuela viene definita come una “minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America”.
A Napoli è possibile firmare a favore della Campagna recandosi presso uno dei seguenti punti di raccolta firme

DALLE ORE 10.30 ALLE ORE 16.30:

· Mercoledì 1° APRILE – LARGO GIUSSO e PIAZZA SAN DOMENICO MAGGIORE
· Giovedì 2 APRILE – PIAZZA DEL GESÙ NUOVO
· Venerdì 3 APRILE – LARGO BERLINGUER (angolo Via TOLEDO)

Tutti coloro che credono nella pace, nell’autodeterminazione dei popoli, e nei principi universali riconosciuti dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, possono apporre la propria firma a favore di questa Campagna.

Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli
ringrazia per l’attenzione e per il sostegno.

Sezione Cultura
Consolato Generale
Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli
tel: 081.5518159 – fax: 081.5422846
facebook: https://www.facebook.com/Consolato.Venezuela.Napoli
twitter: @ConsulVenNap
——————————————————————
Sección Cultura
Consulado General
República Bolivariana de Venezuela en Nápoles
tel: 0039.081.5518159 – fax: 0039.081.5422846
facebook: https://www.facebook.com/Consolato.Venezuela.Napoli
twitter: @ConsulVenNap
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[Si ringrazia l’Associazione “Russkoe pole” per il report fotografico]

Il Venezuela non è una minaccia: Siamo una Speranza

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da Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Roma

L’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela informa che è ancora in corso la raccolta firme per la Campagna Mondiale “Il Venezuela non è una minaccia: siamo una speranza”, promossa e organizzata in tutte le capitali del mondo con l’obiettivo di sostenere il Comunicato Ufficiale dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur), pubblicato lo scorso 14 marzo 2015, attraverso il quale l’organizzazione internazionale latinoamericana chiede l’abrogazione del Decreto Esecutivo emesso dal Governo degli Stati Uniti d’America il 9 marzo scorso, in cui una nazione storicamente pacifica come il Venezuela viene definita come una “minaccia alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d’America”.

 

A Roma è possibile aderire alla Campagna recandosi presso uno dei seguenti punti di raccolta firme:

  • 29 MARZO – PIAZZA DEL POPOLO (Lato Via del Corso) – Dalle ore 10.00 alle ore 19.00
  • 30 MARZO – PIAZZA DEL POPOLO (Lato Via del Corso) – Dalle ore 10.00 alle ore 19.00
  • 1 APRILE – PIAZZA DEL RISORGIMENTO – Dalle ore 10.00 alle ore 19.00

Tutti coloro che difendono la sovrana dignità dei popoli, che credono nella pace come mezzo adeguato per superare qualsiasi differenza tra gli stati e che si identificano pienamente con i principi universali da cui ha avuto origine l’Organizzazione delle Nazioni Unite, possono donare la propria firma per questa Campagna.

Dal Venezuela: «Basta! Lasciateci costruire un mondo migliore!»

ObamaDerogaElDecretoYada Correo del Orinoco

Il ministro Ricardo Molina dichiara: “Il Socialismo ricerca lo sviluppo della felicità, vuole salvaguardare il futuro dei nostri figli, così come la pace e la solidarietà. Guerre e disordini li promuove l’impero”.

La classe operaia rivoluzionaria del Venezuela, accompagnata dal ministro del Potere Popolare per l’Ecosocialismo, l’Ambiente e la Casa, Ricardo Molina, dinanzi alle minacce dell’imperialismo statunitense ha protestato in maniera ferma: “Adesso basta! Lasciateci costruire un mondo migliore!”.

Da piazza Morelos, a Caracas, in riferimento al cosiddetto tuitazo mundial #ObamaDerogaElDecretoYa, il titolare del dicastero per l’Ecosocialismo, l’Ambiente e la Casa ha segnalato che il decreto esecutivo del presidente Barack Obama, dove la Patria di Bolívar viene definita una “minaccia inusuale e straordinaria” per la sicurezza degli Stati Uniti, evidenzia l’antagonismo tra i due modelli.

“Il Socialismo ricerca lo sviluppo della felicità, vuole salvaguardare il futuro dei nostri figli, così come la pace e la solidarietà. Guerre e disordini li promuove l’impero”, ha affermato il ministro bolivariano.

Molina, ha poi aggiunto che il popolo venezuelano si è destato grazie al Comandante della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez.

Infine, il presidente della Gran Misión Barrio – Nuevo Barrio Tricolor, Manuel Quevedo, ha dichiarato che la Rivoluzione Bolivariana continuerà a lottare risolutamente contro la povertà estrema generata dal capitalismo.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione a cura di Fabrizio Verde]

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