(FOTO) La «rivoluzione bolivariana» corre sui muri di Roma

di Geraldina Colotti – il manifesto

Caracas. L’arte urbana delle comuni autogestite di Tiuna El Fuerte. 

26lug2014.-Eloy si sporge dalla scala, i dread­locks sci­vo­lano dalla ban­dana, la bom­bo­letta dise­gna i tratti di un volto indi­geno. In basso, altri 4 gio­vani si danno da fare: Rom­mer, Ronald, Javier e Wol­fgang, wri­ters vene­zue­lani. Il murale cre­sce, l’arte urbana modi­fica con­te­sto e per­ce­zione. Emerge la ban­diera arco­ba­leno della nazione indi­gena. La sto­ria antica e pre­sente dell’America latina. Il grande debito con­tratto con i nativi durante 500 anni di oppres­sione. Il riscatto di una nuova indi­pen­denza con i governi socia­li­sti che modi­fi­cano il volto del con­ti­nente. Adesso Via delle Vigne Nuove, uno stra­done peri­fe­rico di Roma, ha perso il gri­gio deso­lato, è diven­tata un pezzo di Cara­cas, uno spic­chio di mondo in cammino.

Chi sono que­sti ragazzi? Cosa li spinge a dipin­gere i muri in un asso­lato pome­rig­gio di luglio? Chi li ha invitati?

Eloy tende il logo del gruppo: una piuma sopra una stella rossa e il nome: @tiunaelfuerte. E Rom­mer spiega: «Siamo del col­let­tivo Suroe­ste unido nel quar­tiere El Valle, situato all’interno del pro­getto cul­tu­rale del parco Tiuna El Fuerte». Un quar­tiere popo­lare della capi­tale vene­zue­lana in cui ha preso forma un grande spa­zio di riqua­li­fi­ca­zione urbana (9.977 mq) che ha messo al cen­tro la cul­tura. Un pro­getto di arte, labo­ra­tori e comu­ni­ca­zione che, per le sue avve­ni­ri­sti­che pro­po­ste archi­tet­to­ni­che – una serie di con­tai­ner ristrut­tu­rati con tec­no­lo­gie alter­na­tive per la costru­zione, il con­trollo e la gestione di ener­gia -, ha otte­nuto vari rico­no­sci­menti inter­na­zio­nali. Un modello di micro orga­ni­smo urbano cen­trato – spie­gano i ragazzi — «sullo svi­luppo endo­geno, sociale, inte­grale»: un «intrec­cio tra arte, lavoro e rela­zioni sociali che ali­menta l’idea di una nuova società neces­sa­ria e pos­si­bile. In primo luogo a par­tire dalla rela­zione di genere: con le ragazze, abbiamo una mesco­lanza di idee e ruoli che fun­ziona. Loro arri­vano dove noi siamo un po’ limitati».

Un labo­ra­to­rio che ha diverse repli­che nelle peri­fe­rie più recon­dite del Vene­zuela boli­va­riano: «Essere più colti per essere più liberi», reci­tano molti mura­les per le strade del paese. E, dalle piazze al Par­la­mento, l’insistenza sul lato «peda­go­gico e gram­sciano» del socia­li­smo vene­zue­lano è costante. Tutto, però, ali­men­tato dal pre­cetto del Liber­ta­dor Simon Boli­var, che aspi­rava a rag­giun­gere «il mas­simo di feli­cità pos­si­bile» per il popolo. Per que­sto, il governo ha isti­tuito per­sino un mini­stero per la Feli­cità: pren­dendo sul serio le sta­ti­sti­che che pon­gono i vene­zue­lani tra i popoli «più felici» del pia­neta. Nel parco sono attive molte “Misio­nes”, i piani sociali del governo dispie­gati in tutti i campi del biso­gno e dei diritti: dall’alimentazione, all’educazione, all’ambiente, a un diverso rap­porto con gli ani­mali (la Mision Nevado). La Mision arbol (albero), che pro­muove pro­getti edu­ca­tivi per la sal­va­guar­dia del ter­ri­to­rio e per la difesa dei boschi, è una delle chiavi di pro­po­sta di Tiuna El Fuerte. Il Vene­zuela non è solo ricco in petro­lio, ma anche in bio­di­ver­sità. E ha messo al cen­tro del suo «pro­gramma stra­te­gico» l’apporto a un nuovo modello di svi­luppo basato su un diverso rap­porto con la natura. Nei mesi scorsi, movi­menti ambien­ta­li­sti, col­let­tivi e asso­cia­zioni di quar­tiere hanno pre­sen­tato le loro pro­po­ste al grande incon­tro inter­na­zio­nale che si è svolto sull’isola di Mar­ga­rita, da por­tare al pros­simo ver­tice sul cam­bia­mento climatico.

Rac­conta Ronald: «Tutto è comin­ciato nel 2007, quando il pro­getto del parco cul­tu­rale ci ha fatto incon­trare. Prima dipin­ge­vamo ognuno per pro­prio conto, poi ci siamo resi conto del poten­ziale che ave­vamo se aves­simo lavo­rato insieme, e siamo andati lon­tano. Abbiamo aperto un labo­ra­to­rio di seri­gra­fia, di tatuaggi, un cen­tro di comu­ni­ca­zione. Attra­verso l’esempio, la fami­lia­rità, il gesto arti­stico, aiu­tiamo i gio­vani dei quar­tieri poveri a sco­prire i pro­pri talenti. Se si dedi­cano all’Hip pop, al dise­gno, alla scrit­tura stanno lon­tani dalla noia, dalla droga e dalla delin­quenza. Le destre demo­niz­zano i col­let­tivi, vor­reb­bero met­terci in galera, ma sono que­ste le nostre armi. Chi è abi­tuato a domi­nare il mondo, ha paura di chi rea­lizza pro­getti fuori dagli schemi del potere».

Un col­let­tivo misto di stu­denti, arti­sti, geo­grafi, lavo­ra­tori manuali e scrit­tori, «orga­niz­zato in modo oriz­zon­tale. Da noi – pre­cisa Ronald — tutto viene messo in comune, rico­no­sciamo le neces­sità dei nostri simili e lavo­riamo per aiu­tarli. Ci met­tiamo di più, ma poi le cose fun­zio­nano e durano nel tempo. E’ come una costante tera­pia di gruppo: ci riu­niamo, sta­bi­liamo delle mete e andiamo avanti con un fun­zio­na­mento a rete, con gli altri col­let­tivi sparsi sul ter­ri­to­rio. Quando è neces­sa­rio, ci incon­triamo a livello nazio­nale, ma senza sca­denze fisse: sap­piamo di pro­ce­dere tutti verso lo stesso oriz­zonte. Il capi­ta­li­smo è glo­bale, e anche noi dob­biamo pro­iet­tarci fuori, essere mol­ti­pli­ca­tori di mes­saggi alter­na­tivi. L’impero vende mar­che e modelli di con­sumo, e mette la tua vita in sca­tola da quando nasci a quando muori dan­doti l’illusione che stai sce­gliendo qual­cosa. Noi, attra­verso l’arte di strada dif­fon­diamo cel­lule di libertà per creare rivo­lu­zione. Andiamo dai gio­vani e diciamo: venite a vedere, si può vivere can­tando, pit­tu­rando, rea­liz­zando la pro­pria crea­ti­vità. Non lasciarti con­vin­cere che devi avere il tuo capo, orari da catena e lo sfrut­ta­mento del lavoro sala­riato. Pos­siamo rea­liz­zare un altro sogno».

Un sogno dif­fi­cile senza i mas­sicci inve­sti­menti del governo socia­li­sta per l’arte, la cul­tura e il lavoro gio­va­nile… All’ultima Bien­nale di Vene­zia, il Vene­zuela di Nico­las Maduro ha scelto di far rap­pre­sen­tare il suo paese dall’arte urbana, inviando gruppi di mura­li­stas di diversi orien­ta­menti e pra­ti­che. Ce ne sono in tutti i quar­tieri, in tutti gli angoli del paese fede­rale: che aspira a diven­tare «lo Stato dei comuni e delle comuni auto­ge­stite». Anche il col­let­tivo Tiuna El Fuerte ha avuto il viag­gio pagato per essere amba­scia­tore di «cul­tura e libertà». E ha dipinto i muri di alcuni posti occu­pati, dal cen­tro sociale Spar­taco al Lucernario.

Qual è il rap­porto dei wri­ters con il governo? «La rivo­lu­zione boli­va­riana – risponde Javier – ha creato delle grandi oppor­tu­nità, con­sen­tendo anche a noi di vivere facendo quel che ci piace. Tut­ta­via, più che di un aiuto si tratta di rico­no­sci­mento del lavoro e della crea­ti­vità della base. Noi non abbiamo biso­gno di lot­tare per pren­derci uno spa­zio come devono fare i cen­tri sociali in Ita­lia. Per rispon­dere effi­ca­ce­mente al mes­sag­gio capi­ta­li­sta non dob­biamo chiu­derci nei nostri luo­ghi come in una trin­cea. Occorre met­tersi in strada, comu­ni­care attra­verso l’arte un sen­ti­mento d’identità e d’appartenenza e rivol­tare con­tro il sistema i suoi mes­saggi di oppres­sione e con­su­mi­smo». E Wol­fgang pre­cisa: «Non par­te­ci­piamo al dibat­tito teo­rico del Par­tito socia­li­sta unito del Vene­zuela, agli schie­ra­menti pub­blici e alle bat­ta­glie di orien­ta­mento. Ci sono già tanti gio­vani che s’impegnano in quel campo. Tra­du­ciamo i con­te­nuti poli­tici attra­verso i codici dell’arte. In que­sto modo par­liamo di socia­li­smo o di rivo­lu­zione senza aver biso­gno di nomi­nare la parola, rivol­gen­doci ai più umili per­ché capi­scano il poten­ziale tra­sfor­ma­tivo che hanno dentro».

Inter­viene ancora Eloy: «I mura­les sono un regalo alla comu­nità. Un’opera d’arte che nes­suno può com­prare, por­tarsi a casa o disqui­sirne nelle acca­de­mie. Dal Mes­sico al Cile, in Ame­rica latina c’è una lunga tra­di­zione di mura­li­stas, che si rin­nova costan­te­mente in que­sto periodo di rivo­lu­zione espri­men­dosi sui temi della sto­ria, della soli­da­rietà inter­na­zio­nale alla Pale­stina… So che qui non è con­sen­tito dipin­gere le pareti. Ma non c’è niente di distrut­tivo nel nostro lavoro arti­stico, anzi. Quando porti a spasso il cane o stai gui­dando, ti arri­vano inviti dai car­tel­loni pub­bli­ci­tari. Dai mura­les pos­sono arri­varne altri. E tu ci rifletti». E così, su invito del III Muni­ci­pio, i ragazzi hanno dipinto anche un murale “edu­ca­tivo”: con­tro l’abuso di dro­ghe o l’uso del cel­lu­lare alla guida e per la pre­ven­zione degli inci­denti stradali.

Davanti all’Istituto tec­nico adesso c’è una pic­cola folla che osserva. Diverse mac­chine hanno ral­len­tato per poi deci­dere di fer­marsi a guar­dare: «Sono due giorni che vengo a veder cre­scere il murale – dice una ragazza – que­sta ban­diera mul­ti­co­lore è un mes­sag­gio uni­ver­sale e que­sta è pro­prio una bella crew. Cono­sco l’arte dei graf­fiti. Ho chie­sto anche noti­zie del Vene­zuela, da adesso in poi valu­terò diver­sa­mente quel che mi arriva dalla tele­vi­sione». Di fianco, un signore più anziano tiene per mano una bam­bina. Si è fer­mato per vedere «chi stava imbrat­tando i muri a mez­zo­giorno d’estate». Poi si è lasciato «incan­tare dall’abilità dei ragazzi». Ed è rima­sto a bocca aperta quando ha saputo che rie­scono a vivere del pro­prio lavoro arti­stico. «Io – rac­conta – ho un figlio con lau­ree e diplomi, ma finora ha tro­vato solo qual­che lavo­retto da cameriere».

I giovani di Quarto (Napoli) omaggiano il ‘Comandante eterno’… e vincono il campionato!

 I giovani del comune di Quarto (Na) supporters della locale squadra di calcio giovanile, popolare e antifascista, Quartograd, recentemente promossa in Seconda categoria, hanno realizzato un murale in omaggio a Hugo Chávez, il ‘Comandante Eterno’ della Repubblica Bolivariana del Venezuela, proprio accanto al murale dedicato al loro compianto compagno Sergio. 

“Un altro mondo è possibile, se è socialista”, questo il titolo dell’opera che è visibile nei pressi del cavalcavia ferroviario che collega il Comune campano che, secondo recenti statistiche, è uno dei Comuni più giovani d’Europa, afferma Giorgio Rollin, Presidente della locale Consulta Giovani (nonché portiere del dinamico equipe calcistico), in lotta per evitare la minaccia di sgombero ventilata dalle politiche antipopolari della commissariata amministrazione

LA CONSULTA DEI GIOVANI DI QUARTO NON SI TOCCA!

RISPONDIAMO CON LA MOBILITAZIONE POPOLARE ALL’ENNESIMO ATTACCO DA PARTE DI FUNZIONARI E POLITICI CHE NON ASCOLTANO LE ESIGENZE DEI CITTADINI!

DIFENDIAMO E MOLTIPLICHIAMO GLI SPAZI DI AGGREGAZIONE E SOCIALITA’ PRESENTI SUL NOSTRO TERRITORIO!

L’assemblea chiamata dalla Consulta dei Giovani, tenutasi a Piazzale Europa il 22/05/2013, ha visto la partecipazione in massa di centinaia di singoli cittadini (giovani e non) oltre a partiti, associazioni e collettivi che con la propria presenza hanno dimostrato di tenere a cuore la vita sociale di Quarto oltre che riconoscere agli spazi di Piazzale Europa e agli organismi che vi risiedono un fondamentale ruolo sociale e aggregativo nel nostro Paese.

 Tutto ciò ci lascia solo più allibiti e ci fa chiedere come mai la sana aggregazione giovanile, volta al miglioramento dello status sociale della nostra cittadina è mal vista sul nostro territorio. Come mai le stesse istituzioni che si “dicono essere” contro la Camorra e per la Legalità, quelle stesse che “dicono”, attraverso i propri funzionari, di rappresentare lo Stato Italiano, mostrano impassibilità e “tolleranza zero” verso la parte sana di questo paese che con generosità e abnegazione ha dimostrato negli anni di essere sempre in prima linea nella lotta per un futuro migliore? Da Pianura al Castagnaro, passando per il Quartograd, piuttosto che per il Comitato per il Trasporto Pubblico, dal Presidio Permanete di Quarto contro Discariche ed Inceneritori al collettivo studenti medi, dai Cineforum di Piazza e al doposcuola per i bambini disagiati del Paese alle campagne informative sui metodi contraccettivi del Progetto Eva, questa scelta scellerata presa dai tre sceriffi di turno che nulla sanno di cosa vuol dire vivere in questa periferia degradata, dalla sera alla mattina e senza alternative, mette a repentaglio quanto fatto di buono finora in questo paese.

I Commissari Prefettizi rappresentano lo Stato Italiano, è vero, ma quale Stato? 

Di certo non quello che dovrebbe difendere i diritti dei cittadini e stare dalla parte dei più deboli. Piuttosto quello che licenzia e privatizza, quello che lascia fare a Marchionne l’aguzzino di turno e non interviene quando c’è da difendere i diritti di migliaia di operai, quello che invece interviene con il manganello e l’esercito quando una comunità in Val Susa insorge perché non vuole distruggere le proprie montagne, quello che senza scrupoli si ricorda della popolazione solo quando deve far pervenire le cartelle esattoriali di Equitalia. Ecco che Stato rappresentano i nostri Commissari Prefettizi, uno Stato ingiusto che vede una banda di criminali continuare a Governare un Paese allo sfacelo (quando non ci riescono con l’elezioni, ricorrono ad un vero e proprio Colpo di Stato, vedi cosa accaduto con la rinomina di Napolitano), nel bel mezzo di una crisi che non ha precedenti per drammaticità e conseguenze concrete sulla popolazione, nella storia.Non stiamo ancora qui a dirvi il perché difenderemo la nostra agibilità politica conquistata in anni e anni di sacrifici, ma invitiamo quanti ci hanno conosciuto e apprezzato per il lavoro portato avanti negli anni, a solidarizzare e a partecipare al presidio che terremo Martedì mattina in occasione del previsto sgombero.

Martedì mattina difendiamo la Consulta: giovani, anziani, famiglie, collettivi, raggiungete il presidio nei locali della consulta, presso piazzale Europa, a partire dalle ore 7.00.

DIFENDIAMO I LUOGHI DI AGGREGAZIONE SANA DEL NOSTRO TERRITORIO COME ABBIAMO DIFESO INSIEME IL CASTAGNARO O LE CAVE DI VIA SPINELLI!!

ADERISCONO:

Consulta dei giovani di Quarto, Progetto EVA, P.CARC sezione di Quarto,Comitato Disoccupati Quartesi, Comitato No alla discarica delCastagnaro, Collettivo ISIS di Quarto, A.S.D Quartograd, NostalgiaCanaglia, Torneo Antifascista e Antirazzista di calcio a 8.

Quartograd promosso in seconda
categoria: vince il «calcio popolare»

La «squadra antifascista» conclude una stagione straordinaria con centinaia di tifosi sugli spalti

di Alfonso Bianchi (dal Corriere del Mezzogiorno)

NAPOLI – Lo spettacolo che si è svolto sabato al comunale di Quarto è stato qualcosa di incredibile. Sulle gradinate centinaia di persone per un match di Terza Categoria, roba che nemmeno nelle serie superiori. Quando all’ingresso dei giocatori in campo sulla gradinate è stata srotolata un’enorme maglietta coi colori e il simbolo della squadra, sono state accese le torce e il pubblico ha cominciato a cantare “Devi vincere!”, sembrava di stare in una piccola “Bombonera” di periferia.

Quartograd, vince la squadra antifascista

Per uno strano scherzo del destino la capolista Quartograd, la squadra ‘antifascista’ di calcio popolare, si giocava, all’ultima partita di campionato, la promozione nello scontro diretto con la seconda in classifica, il Fulgor Marano. Tra le due un solo punto di differenza. Imbattuta la prima, una sola sconfitta per la seconda. Miglior attacco la prima, con 65 gol, miglior difesa la seconda, soltanto 10 reti subite in tutta la stagione. Sulle gradinate giovani, anziani e intere famiglie erano venute a sostenere questi ragazzi, i loro ragazzi, i loro compagni, amici e fratelli. Ma per 90 minuti per tutti loro, dentro e fuori dal campo, c’è stato da soffrire. Soffrire e stringere i denti, anche se bastava un solo punto per ottenere la tanto agognata promozione.

A neanche un minuto dal fischio d’inizio, infatti, il Marano è andato subito in vantaggio, il pareggio a opera di Daniele Gelotto è arrivato solo nel secondo tempo, ma i padroni di casa sono andati di nuovo sotto dopo pochi minuti. Il pubblico continuava a incitare, ma con l’avvicinarsi del 90esimo minuti a molti ormai si strozzava la voce in gola. «Ogni partita che abbiamo giocato in questo campionato ci ho sempre creduto fino all’ultimo secondo – spiega il mister Fabio Amazzini – Ma questa volta confesso che non ce l’ho fatta, all’ultimo minuto ho ceduto e mi ero rassegnato alla sconfitta. Ma i miei ragazzi no, non hanno mollato fino all’ultimo respiro e ci hanno regalato questa gioia immensa. Sono stati straordinari». La rabbia e la sete di vittoria non sono venute meno in campo neanche quando tutto sembrava perduto e così sugli sviluppi di un calcio d’angolo al 94esimo, il difensore Gennaro De Vivo, novello Renato Cesarini, l’ha insaccata facendo esplodere lo stadio. Le gradinate sono ‘franate’ e la festa è iniziata con l’invasione di campo per concludersi solo a tarda notte, con una serata di musica organizzata da società e tifosi all’esterno della consulta giovanile. Per capire come sia possibile un tale entusiasmo e una tale partecipazione per una squadra di Terza categoria, l’ultima dei campionati ufficiali della Fgci, bisogna ripercorrere le tappe che hanno portato alla nascita di questa esperienza.

Il club è stato fondato lo scorso ottobre con i migliori giocatori del “Torneo antifascista”, una competizione inaugurata tre anni prima su iniziativa della sezione locale dei Carc e che era arrivata ad avere 40 squadre partecipanti, con molti calciatori di buon livello. Da lì l’idea di creare una sorta di azionariato popolare per mettere in piedi una società in cui giocatori, dirigenti e tifosi lavorassero insieme per gli stessi ideali: la riscoperta del calcio come forma di aggregazione pulita e lontana dalle logiche del mercato, e l’antifascismo, come principio fondante di ogni convivenza. «Vedere quelle centinaia di tifosi sugli spalti per la finale, vedere i ragazzi sostenerci anche in trasferte ‘scomode’ come quella a Procida, ci ha dato per tutto l’anno una marcia in più – afferma Amazzini – Ma sapete qual è la soddisfazione più bella? Vedere i tifosi agli allenamenti, una cosa che non succede neanche in serie C. E poi finta la preparazione andare a bere una birra tutti insieme».

È questa la vera vittoria del progetto Quartograd, aver creato una aggregazione vera e basata su principi nobili. «Nella squadra ci sono ragazzi dalle più diverse estrazioni sociali, dal giovane che proviene da una famiglia più fortunata, al disoccupato, dal lavoratore del mercato ortofrutticolo fino all’operaio». Tutti giovani spinti solo dalla passione e disposti al sacrificio per il proprio sogno. Come Paolo Rinforzi, detto ‘o gemell’, centrocampista da 5 gol a stagione, che ogni mattina si alza alle 6 per andare in cantiere «e non manca mai agli allenamenti, a costo di addormentarsi alla fine negli spogliatoi distrutto da una giornata di fatica. Non è da tutti» racconta con orgoglio il mister. E così lontano dai riflettori della serie A, dai blasoni della Champions league, dai milioni del calcio moderno, in un piccolo campo di periferia è possibile riscoprire la passione autentica per questo sport meraviglioso. Una passione che si è rivelata vincente, fuori e dentro dal campo. E ora conquistata la prima vittoria non resta che guardare al futuro. E ancora un volta che dire: Avanti Quartograd!

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: