Luminita Irimia e la sua personale “Estinzione”

di Romina Capone

Sette dipinti e un’istallazione  a raffigurare tre grandi concetti temporali: passato, presente e futuro; Luminita Irimia, (Lumi) nella sua personale “Estinzione”. In mostra presso gli spazi di Galleri@rt in Galleria Principe di Napoli fino al 2 dicembre, ci immerge nei quattro elementi naturali. Terra, acqua, fuoco e aria.

Ogni dipinto di tutta l’esposizione è contraddistinto da un animale totem: lumache per la sezione terra, i pesci per le acque, le lucertole per il fuco e le api nell’aria. In fine, il “Quinto elemento” conclude il percorso cognitivo dell’intera esposizione.

Luminita Irimia. Una donna dall’animo sensibile, coraggiosa, che dalla sua piccola città a cinquanta chilometri dalla Transilvania, in Romania, decide di lasciare il suo lavoro di ragioniera per cambiare vita; ecco che si trasferisce, 15 anni fa, a Napoli per seguire la sua vocazione: vivere di arte.

Racconta che ancora conserva immacolato il suo primo disegno, realizzato quando aveva soli quattro anni.

Condivide i suoi ricordi e spiega di aver ritratto un volto umano di profilo, roba insolita per una bambina in tenera età. Con il passare del tempo Luminita si conferma un’artista poliedrica.

Dopo il diploma alle Belle Arti in Romania vince numerosi concorsi dedicati alla grafica ed alla caricatura. Lavora a svariate mostre sia collettive che personali. In particolare si sente attratta ed ispirata dal sufismo e dalle teoria di Georges Ivanovič Gurdjieff.

“Estinzione” è composta da tre grandi macro aree: Presente, passato e futuro.

Lumi era in viaggio a Maiorca ed è lì che ha avuto l’ispirazione nel guardare la morte di una lumaca. Le ritroveremo nel dipinto che rappresenta l’elemento Terra.

Gli elementi Acqua, Fuoco e Aria sono caratterizzati, come lo stesso Terra, prima da una raffigurazione dettagliata dell’animale totem che poi si assottiglia in un disegno semplice e stilizzato fatto di sole linee.  

Dai quattro elementi passiamo in rapida successione ai quadri che raffigurano passato, presente e futuro.

Il passato: ritrae in bianco e nero l’evoluzione delle specie viventi lungo un segmento intrecciato di DNA che va ad immergersi nel buio del nulla.

Il presente: cento api giganti realizzate a mano tessono le celle di un alveare legato ad un segmento di DNA che sta per decomporsi. Api che ci tengono in vita, senza di esse il nostro pianeta cesserebbe di vivere. Una sottile e flebile speranza è rappresentata da un filo di rame, sotto forma di battito cardiaco dell’ECG, il quale va a fondersi in un sole altresì ramato, simbolo di energia. Il qui e ora. Il tempo in cui stiamo vivendo.

Il futuro: ritroviamo l’umanità, in bianco e nero, divenire automi, la scomposizione del genere umano. Uomini-macchine in un tempo senza più DNA. Un futuro tecnologico, distruttivo. L’annullamento del tempo.

Il Quinto elemento o Quinta Essenza: la concezione spazio-tempo, Matrix, dove tutto è invisibilmente collegato.

Una matrice che sta per sgretolarsi ed è allo stesso tempo attraversata dal ramo di un albero simbolo di rinascita. Quindi la rigenerazione continua del cerchio della vita.

È attraverso il simbolismo e la simbologia dell’astrazione che Lumi dipinge; con la sua pittura rende visibile l’immateriale.

Napoli 5nov-3dic2017: Revolutija 1917-2017 L’Ottobre in mostra

di GAlleЯi@rt

Sempre più artisti riconobbero che la rivoluzione si era compiuta come spiegazione, causa e scopo delle loro lotte, della loro passione, a cui la loro vita apparteneva inconsapevolmente. Sempre più artisti, dotati umanamente oltre che artisticamente, entrarono nella politica attiva, si dedicarono, seguendo il loro impulso, alle sorti delle masse, dimenticarono il loro individualismo, che d’altronde era solo un risultato del tirannico isolamento in cui la società borghese tiene fuori i suoi buffoni di corte. 

La teoria, nata e cresciuta nell’“atelier”, la teoria delle scuole, delle correnti, che rifletteva il passare del tempo in modo non più chiaro e riconoscibile solo a pochi, fu dissolta nell’atmosfera collettiva effervescente della rivoluzione vittoriosa.

L’arte che emerge dalla rivoluzione è essa stessa rivoluzione. Essa propaga la vibrazione della grande rivoluzione. Insegna all’estetica a sottomettersi e adattarsi all’eterna volontà del cambiamento dei tempi, il cui segno più visibile è la rivoluzione sociale, base di ogni rivoluzione politica.

L’estetica sorta dalla rivoluzione significa la rivoluzione stessa e non soltanto un segmento della rivoluzione. L’insieme della volontà creatrice del tempo e non solo una delle sue molteplici manifestazioni.
(liberamente, Arthur Holitscher, 1922)

1917-2017: GAlleЯi@rt celebra i cent’anni della grande Rivoluzione d’Ottobre.

Da domenica 5 novembre a mertedi 5 dicembre, un mese di espositiva, allestimenti, iniziative, proiezioni, presentazioni pubbliche. Per un contributo al bilancio storico, per un passo ancora, a cent’anni di distanza allo stravolgimento della visione soggettiva del mondo.

***

“REVOLUTIJA”
Programma Working Progress:

domenica 5 novembre | ore 18.30
LA GALLERIA DELL’OTTOBRE | Mostra permanente
GAlleЯi@rt SpaZio31, espositiva della Galleria Principe di Napoli, in allestimento tematico open space per narrare “i dieci giorni che sconvolsero il mondo”. Installazioni video, striscioni, bandiere d’epoca e scritte evocative, un percorso di didascalie-guida tratte da Stato e Rivoluzione di Lenin alla rassegna fotografica e l’esposizione artistica di opere suggestive che affondano le loro radici nella rivoluzione.

martedì 7 novembre | ore 18.00
1917-2017: “SETTE BICCHIERI CHE BRINDANO A LENIN” | Brindisi sociale
Un momento di socialità, un ritrovo tra compagni, un’occasione per brindare insieme ai 100 anni esatti della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, giorni che sconvolsero il mondo, processo che cambiò la Storia.

domenica 19 novembre | ore 17.00
POEMA PEDAGOGICO di A. S. Makarenko | Presentazione del libro
Nella futura Unione Sovietica, gli eventi rivoluzionari che culminarono nell’Ottobre del 1917 furono, prima di tutto, un momento di rottura radicale con l’immobilismo autocratico che aveva contrassegnato secoli di dominio zarista. Infatti, a una lunga era in cui il destino sociale degli oppressi non poteva offrire possibilità troppo diverse dal nascere servo della gleba per morire servo della gleba, fece seguito un’epoca nuova: un assetto sociale in cui i figli dei carpentieri diventavano cosmonauti e in cui, dalle grandi metropoli fino ai villaggi più remoti, l’istruzione sarebbe stata a portata di mano per milioni di bambini e bambine, altrimenti destinati a un lavoro precoce e schiavile. Anche rispetto agli adulti, contadini o operai non importa, le occasioni di una formazione continua non sarebbero mancate e, il tutto, grazie al dispiegamento di un potere popolare capace di sottrarre il campo dei «diritti» al dominio della merce, luogo in cui lo Stato borghese lo aveva, di fatto, confinato.

Anton S. Makarenko vive e lavora nel cuore di simili stravolgimenti. E se l’essere umano poteva dirsi frutto della società in cui era accolto, il pedagogista sovietico studia in tempo reale la necessità di fare della libertà un bene comune e della disciplina uno strumento che, estrapolato da qualunque ordine del discorso repressivo, avrebbe potuto mettere l’individuo nelle condizioni di affrontare il processo dialettico che lega il sé all’altro in una prospettiva collettiva.

È a partire da simili presupposti che Makarenko scrive Poema Pedagogico, capolavoro che, pur restando un punto fermo delle scienze dell’educazione, si rivela presto in grado di valicare i confini specialistici per affermarsi come un classico senza tempo, un grande romanzo e una lettura obbligata per chiunque intenda interrogarsi su uno degli aspetti più importanti dell’avventura umana: essere se stessi all’interno della società per trasformare la società stessa.

domenica 26 novembre | ore 18.00

OTTOBRE di S. M. Eisenstein | Proiezione

Film del 1927 diretto da Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn. Commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo sovietico per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Protagonista assoluta dell’opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a reinterpretare sé stessi nelle giornate vissute in prima persona. Il film fu girato quasi interamente a Leningrado e qui proiettato il 20 gennaio 1928: 7 rulli, 2220 metri. “Ottobre” è il monumento cinematografico dell’epopea collettiva del potere sovietico alla prova dei fatti nella costruzione del primo Stato socialista della Storia.

Domenica 3 dicembre | ore 17.00

LA RIVOLUZIONE SI COSTRUISCE | Assemblea pubblica
I principali insegnamenti principali della Rivoluzione d’Ottobre, la rotta per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista oggi, la necessità del partito comunista, il legame fra comunisti e classe operaia, il carattere universale della strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria. Un bilancio sulla Rivoluzione. Il rilancio della Rivoluzione.

***

La cosa importante è che gli artisti, operai del genio creativo,
non lavoreranno più ognun per sé,
ma si collegano con i più larghi strati popolari,
i quali accolgono ciò viene offerto loro
nella misura in cui essi stessi sono oggi chiamati a partecipare.
Questa la prova del fuoco
dell’arte recuperata alla sua funzione sociale,
che tanto sarà solo se sarà nuova impresa collettiva.
Perché la Rivoluzione è un’arte.
Lavora con metodo.

___

GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia –Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com – 0039 366 42 90 514

Il 1° ottobre 2013 un drappello di artisti, operatori culturali, artigiani, attivisti sociali della città entrano negli spazi n.28-31 della Galleria Principe di Napoli. Spazi abbandonati ad un decadimento inaccettabile, incuria, assenza di qualsiasi progetto effettivo per la tutela ed il ripristino funzionale, oltre le sole facciate, di un bene monumentale, rischi di speculazione ad uso privato di qualche facoltoso compratore di un patrimonio pubblico in odore di svendita per far fronte al dissesto finanziario delle casse comunali. I cittadini iniziano l’autorecupero dei locali. Pulizia ed apertura ad uso pubblico. Spazi da restituire all’uso sociale, questo il principio, questa la pratica. Spazi pubblici da restituire al pubblico. Tutto in pieno autofinanziamento. Spese zero per il Comune. È GAlleЯi@rt! Una fucina sperimentale di arti figurative, di nuovi linguaggi espressivi, di libera produzione e partecipazione.

Sostieni l’autorecupero!
Sostieni GAlleЯi@rt!
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