Cuba, Venezuela e Bolivia uniti di fronte all’ONU

L'immagine può contenere: 3 persone, testoda Rete di Solidarietà “CaracasChiAma”

Ieri alla Assemblea dell’ONU i presidenti di Venezuela, Cuba e Bolivia hanno parlato contro la politica dei blocchi economici, delle invasioni, delle ingerenze, portate avanti dagli Stati Uniti d’America.

Il presidente cubano Díaz-Canel: “I principali problemi che affliggono il mondo sono il risultato del capitalismo, in particolare dell’imperialismo e del neoliberismo. L’egoismo e l’esclusione che accompagnano questo sistema, sociale e culturale favoriscono l’accumulo di ricchezza nelle mani di pochi a scapito della maggioranza e causano sfruttamento e miseria. L’attuale Amministrazione statunitense, in un nuovo sfoggio di politica imperiale, attacca il Venezuela con speciale ferocia. Ribadiamo il nostro assoluto sostegno alla Rivoluzione Bolivariana e al legittimo governo del presidente Maduro”.

Il presidente Maduro: “Porto la verità di un popolo combattivo, eroico, rivoluzionario. La voce di un paese che ha rifiutato di arrendersi all’ingiustizia. Ieri agli schiavisti coloniali, oggi agli schiavisti neocoloniali. Le porte del paese sono aperte, per una indagine indipendente e internazionale con un emissario dell’ONU che indaghi sul fallito attentato con droni del 4 agosto subita dal popolo e dalle sue autorità. Attentato preparato da autori che risiedono negli Stati Uniti e che hanno avuto l’approvazione delle autorità colombiane. Esorto i paesi della America Latina e dei Caraibi a non accettare la dottrina Monroe statunitense che tanti danni ha fatto nel 20° secolo”.

Il presidente socialista boliviano Evo Morales: “Respingo l’intenzione spudorata degli Stati Uniti di intervenire militarmente in Venezuela. I problemi interni dei venezuelani devono essere risolti dai venezuelani, senza alcun intervento esterno di alcun tipo o governo. Esorto il governo degli Stati Uniti a ritirare le misure unilaterali e illegali, che rappresentano una delle cause dell’attuale situazione economica della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Respingo il blocco economico illegale di Cuba da parte degli Stati Uniti. Il governo nordamericano ha l’obbligo di riparare finanziariamente il danno causato da queste misure al popolo cubano, di rispettare le risoluzioni dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di togliere immediatamente il blocco contro l’isola”.

Miguel Díaz-Canel Bermúdez in appoggio a Chávez e alla Rivoluzione Bolivariana

Intervento di Miguel Díaz-Canel Bermúdez, membro del Buró Politico e Vicepresidente del Consiglio dei Ministri di Cuba, durante la manifestazione di solidarietà in appoggio a Chávez e alla Rivoluzione Bolivariana, Caracas, Venezuela,  10 gennaio 2013, “Anno 55 della Rivoluzione”

(Versione Stenografica – Consiglio di Stato)

[traduzione a cura  di Rosa Maria Coppolino della rivista NUESTRA AMERICA_Italia]

Cari fratelli Nicolás Maduro e Diosdado Cabello;
Caro popolo bolivariano del Venezuela;
Compagni Presidenti e Capi di Governo che sono con noi;
Sorelle e fratelli tutti;
Un saluto fraterno, martiano, bolivariano e solidale di Fidel e Raúl per il glorioso e coraggioso popolo venezuelano! (Detonano i cannoni e esclamazioni: “Unione, popolo e forza armata! Viva Chávez!”).
Un caro abbraccio da tutti i fratelli cubani, in questo momento storico e fondamentale per l’avvenire della  Patria del Libertador e per tutta Nuestra America!
Questo concentramento di massa, combattivo, d’impatto e impegnato dei figli della Patria di Bolívar è una lezione storica di sovranità, indipendenza, dignità di un popolo unito al suo leader (Applausi ed esclamazioni: “Viva la Forza Armata Bolivariana! Viva Chávez! Viva il popolo del Venezuela!”), al suo governo e alla sua Rivoluzione.

Siamo qua per appoggiare il Comandante Chávez, il leader che tutti abbiamo imparato ad amare sentendogli dire verità terribili con la tenerezza di una canzone o di una poesia, quello che sempre ha parlato a questo popolo come si parla a un’innamorata (Applausi ed esclamazioni:” Viva la Patria di Bolívar! Viva il popolo! Questa forza è per Chávez! Chávez, Chávez, Chávez! Ti amiamo Chávez, ti amiamo!).

Siamo qui a ratificare i versi della canzone di Alí Primera: “che non si calpesti il tuo cuore, patria è l’uomo”. Siamo qui perché io sono Chávez, tu sei Chávez, voi siete Chávez, tutto il Venezuela è Chávez, tutta Cuba è Chávez, tutta l’America Latina e i Caraibi siamo Chávez. Chávez è un popolo! (Applausi ed esclamazioni: “Tutti siamo Chávez”).
Quasi undici anni fa questo stesso popolo, in questo stesso luogo, ha stupito il mondo con la sua epica battaglia per riscattare il Presidente Chávez e ristabilire la democrazia e la Costituzione di fronte ai golpisti.

Oggi siamo venuti fin qua per accompagnare il Presidente Chávez nella battaglia per la sua salute (Esclamazioni: “Viva Chávez! Uh, ah, Chávez non se ne va!”) e solidarizzare con il popolo bolivariano nella sua giusta lotta per far valere la volontà popolare, conquistata nella storica giornata del 7 ottobre dello scorso anno.

Qui, davanti al popolo fratello del Venezuela, ratifichiamo il nostro augurio che la forza fisica e morale del Presidente, come pure la sua irremovibile volontà di guerriero, lo conducano nuovamente sulla strada della vittoria.

Quattordici anni fa la fiamma della Rivoluzione si è accesa in questa terra. Costruire la nuova patria che ha sognato Bolivar non è stato compito facile. Solo un popolo con una storia gloriosa, ispirato dagli ideali dei suoi padri, cristallizzati nel pensiero e nell’azione di Chávez, ha potuto conseguire in così poco tempo avanzamenti tanto straordinari in campo sociale e economico, con la premessa dell’uguaglianza di tutti gli esseri umani, con la premessa della dignità e della giustizia (Esclamazioni).
L’opera che esibisce oggi questa patria sorella è frutto dell’amore e della forza dei suoi figli. Come disse Fidel in una memorabile lettera al leader bolivariano: “Onore speciale merita il popolo venezuelano per la sua immensa capacità di comprendere l’impresa che porta avanti insieme a te”.

Per questo, e come parte di questa impresa eccezionale, bisognerà riconoscere per sempre la lotta costante di questo popolo, con Chávez di fronte, per costruire una democrazia autenticamente popolare, con la partecipazione sempre più cosciente dei suoi cittadini, che, elezione dopo elezione, dimostrano il più stretto rispetto per il potere sovrano del popolo, le sue istituzioni e la sua Costituzione esemplare.

È questo genuino potere quello che vogliono ferire coloro che attaccano il governo bolivariano con intenti di destabilizzazione e d’ingerenza. Sono gli stessi che in precedenza hanno tramato con colpi di stato e cospirazioni per abbattere questa Rivoluzione.

Nella difesa di quei principi irrinunciabili di sovranità e indipendenza, che voi inalberate con orgoglio nei vostri cuori: “Oggi tutti siamo Chávez”. (Esclamazioni: “Tutti siamo Chávez”).

Costituisce un dovere storico per i cubani e i latino americani e dei caraibi difendere la Rivoluzione Bolivariana in queste complesse circostanze. Le forti vittorie elettorali, recentemente ottenute dalle forze rivoluzionarie, dimostrano che, come dice il compagno Raúl, “quando un popolo ha potenti ragioni da difendere, non può essere deviato dal percorso sovrano che ha liberamente scelto”.

Grazie all’esempio della Rivoluzione Bolivariana, siamo sempre più avanzati i questi anni nell’unione della Grande patria latino americana e caraibica, con i principi di solidarietà, complementarità e collaborazione, per uno sviluppo giusto e sostenibile. In questo impegno, la leadership e la vocazione umanista di Chávez è stata fondamentale. Cuba, che si è giocata la sorte con i poveri della terra, come dice Martí, ringrazia infinitamente il popolo venezuelano per permetterci di condividere questa colossale battaglia per il benessere e la giustizia, che ha trovato nelle missioni sociali del governo bolivariano la sua massima espressione.

Il Venezuela può contare sulla continuità dello sforzo dei nostri collaboratori nella sanità, l’istruzione, la cultura, lo sport, l’agricoltura, l’edilizia e tanti altri ambiti delle relazioni esistenti tra i due governi fratelli. Nel loro modesto sforzo quotidiano, continueranno a fare tutto per questo popolo in qualsiasi circostanza.

La storia ha voluto che un giorno come questo si commemorasse un altro anniversario della scomparsa fisica del “Generale del Popolo Sovrano” Ezequiel Zamora, che, come dice Chávez, “è stato uno degli uomini che più ha avuto impatto nella storia venezuelana del XIX secolo, e la cui opera e genio hanno cercato di seppellire l’oligarchia […] e le classi dominanti che si sono impadronite del paese, delle sue risorse, e hanno tradito il sogno bolivariano”.

L’imperialismo e i suoi alleati vogliono ritornare a un passato di spoliazione e sfruttamento; manipolano, mentono e si scagliano con ira incontenibile contro il progetto bolivariano e i suoi principali leader. Non rispettano il dolore dei popoli, e utilizzano in modo morboso la malattia del Presidente, nel loro intento di distruggere l’immensa opera rivoluzionaria.

Queste pretese si schianteranno ancora una volta contro la fermezza e l’unità dei figli di Bolívar (Applausi).
L’America Latina e i Caraibi non permetteranno nuovi tentativi di destabilizzazione nella regione (Esclamazioni: “Non torneranno!).

Cuba, ancora una volta, conferma la sua irriducibile convinzione che qualsiasi attacco dell’impero contro il Venezuela, sarà interpretato e avrà risposta dal nostro popolo, come se si trattasse del nostro stesso suolo patrio (Applausi).

La Patria Grande ci convoca. Ventre a terra staremo con i leader del processo bolivariano, con il loro popolo e i loro compagni di lotta in questo momento di necessaria unità latino americana e caraibica! Dobbiamo stare uniti per affrontare le manovre dei nostri avversari contro la Rivoluzione Bolivariana.

Dobbiamo stare uniti per affrontare qualsiasi circostanza, per difficile che questa sia. Nutriamo la convinzione che il governo e il popolo bolivariano saranno capaci di mantenere e consolidare l’opera della Rivoluzione, ispirati dalle idee e dal sentimento d’amore che li unisce al leader di questo processo.

L’unità deve essere la risposta di fronte alle complesse sfide che ci riserva il futuro. È l’unità delle forze rivoluzionarie che ci permetterà di lanciare le battaglie di oggi e di domani. È l’unità il migliore degli stimoli per il nostro fratello Chávez. Questo deve essere il nostro distintivo.

Solo pochi giorni fa, il Vice Presidente Esecutivo, il compagno Nicolás Maduro ha avvisato: “[…] Tutti gli scenari che si presenteranno li affronteremo vittoriosamente se stiamo tranquilli, sereni, uniti, se abbiamo fiducia nelle nostre forze spirituali e materiali, se manteniamo l’unità assoluta della Patria”.

Sorelle e fratelli:

54 anni fa, molto vicino a qua, a pochi giorni dal trionfo rivoluzionario del 1° gennaio, il Comandante in Capo Fidel Castro ha pronunciato davanti a una folla solidale ed entusiasta come questa, alcune parole profetiche, che sembravano dette oggi: “Il Venezuela ha un popolo formidabile […] Il Venezuela è la Patria del Libertador, dove è stata concepita l’idea dell’unione dei popoli d’America. […] Il Venezuela deve essere il paese leader dell’unione dei popoli d’America, noi cubani li appoggiamo, noi cubani appoggiamo i nostri fratelli del Venezuela (Applausi ed esclamazioni: Viva Cuba! Viva Chávez!)”.

Meno di un anno fa, Fidel ha completato quel presagio quando ha detto che il Venezuela è chiamato ad essere protagonista del suo destino. Per quel destino, per quelle idee, per quei sogni, per questa Rivoluzione, lotteranno sempre, insieme all’eroico popolo di Bolívar, i popoli dell’America Latina e dei Caraibi!!

Viva il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Comandante Hugo Rafael Chávez Frías! (Esclamazioni: “Viva!”).
Viva l’eroico popolo del Venezuela! (Esclamazioni: “Viva!”).
Viva i popoli di Nuestra America! (Esclamazioni: “Viva!”).
Patria o Morte!
Vinceremo!
(Esclamazioni: “Viva Cuba! Cuba e Venezuela una sola bandiera!”).

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