Indagine sui legami tra il ‘Plan Garra’ di Polar e la Black Water statunitense

PLan-Garra-de-Polar-y-Black-Waterda Correo del Orinoco

Diosdado Cabello: «Si tratta dell’impresa terrorista Black Water, che utilizza mercenari al servizio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per condurre operazioni in Siria, Libia, Afghanistan e Iraq, soprattutto per destabilizzare i governi, sostenere invasioni e proteggere gli interessi petroliferi yankee

Le forze di sicurezza dello Stato indagano sui legami che intercorrono tra il cosiddetto ‘Plan Garra’ della venezuelana Polar e una compagnia militare privata statunitense chiamata Black Water, secondo quanto denunciato dal Presidente dell’Assemblea Nazionale, Diosdado Cabello.

«Un’impresa di stampo terroristico – ha spiegato Cabello – che utilizza mercenari al servizio del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per condurre operazioni in Siria, Libia, Afghanistan e Iraq, soprattutto per destabilizzare i governi, sostenere invasioni e proteggere gli interessi petroliferi statunitensi».

Durante il programma Con el Mazo Dando, trasmesso da Venezolana de Televisión, il deputato ha inoltre sottolineato l’inquietante somiglianza tra il logo del ‘Plan Garra’ e quello della Black Water, attualmente conosciuta come Academic.

«Questo è parte della guerra economica. Dietro il ‘Plan Garra’ vi è la volontà di condurre operazioni violente di Guerra Non Convenzionale – ha denunciato Cabello – volte ad attaccare il settore economico produttivo nazionale».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

La sconfitta dei mercenari a Cuba: Playa Girón

Fidel Castro alla guida delle operazioni militari

Fidel Castro alla guida delle operazioni militari

da mesaredonda.cubadebate.cu

Il piano d’invasione armata fu approvato dal presidente statunitense Dwight D. Eisenhower, che il 17 marzo 1960 dispose il reclutamento di mercenari d’origine cubana, incaricati dello sbarco presso la provincia occidentale di Matanzas.

Secondo i documenti storici, ad ogni mercenario furono offerti 225 dollari al mese, più 50 per il primo figlio e 25 per i restanti. In totale, vennero inizialmente stanziati 4,4 milioni dollari, una cifra che venne poi incrementata.

La CIA istituì 13 campi di addestramento disseminati in Guatemala, Nicaragua, Stati Uniti e presso le basi militari statunitensi in Puerto Rico e nella zona del Canale di Panama.

Dopo le elezioni negli Stati Uniti, il 18 Novembre 1960, la CIA illustrò i dettagli del piano al Presidente eletto John F. Kennedy, che diede la sua approvazione.

Il 15 aprile 1961, mentre il raggruppamento navale mercenario navigava verso Cuba scortato da navi della Marina Militare statunitense, otto bombardieri B-26 recanti le insegne della forza aerea cubana bombardarono due basi dell’aviazione e un aeroporto civile.

In seguito ai funerali delle vittime dell’attacco, fu proclamato il carattere socialista della Rivoluzione e decretato lo stato di allerta da combattimento per il paese.

In questa data, ogni anno, viene celebrato il ‘Día del Miliciano’.

Venne intensificato il sostegno ai gruppi mercenari presenti in Florida, incaricati delle azioni terroristiche contro Cuba e scatenata una forte campagna mediatica il cui obiettivo era quello di giustificare la futura aggressione diretta.

Furono demonizzate quelle misure rivoluzionarie adottate per recare beneficio al popolo, come la riforma agraria che consegnò la terra ai contadini, o la riforma urbana, che liquidava gli sfruttatori del bisogno popolare di alloggi.

Gli Stati Uniti utilizzarono tutto il proprio poderoso apparato propagandistico per convincere il mondo, attraverso notizie false, dell’esistenza di una ribellione interna del popolo cubano e dell’appoggio ad un fantomatico ‘governo in esilio’ composto da politici tradizionali e corrotti.

Lo sbarco a Cuba della Brigata 2506 ebbe inizio il 17 di aprile. Era composta da 500 mila uomini armati, carri armati e artiglieria. Con caratteristiche simili alle unità anfibie d’assalto degli Stati Uniti d’America.

Le Forze cubane erano formate da combattenti dell’Esercito Ribelle e della Polizia Nazionale Rivoluzionaria, ma per la maggior parte si trattava di militanti volontari dotati di poca o addirittura nessuna esperienza di combattimento.

Guidate personalmente dal leader della Rivoluzione, Fidel Castro, le truppe cubane non diedero tregua al nemico e alle 17.30 ora locale del 19 di aprile, l’invasione fu soffocata.

Guarda la fotogallery

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

 

5mila bolivares a settimana: la paga dei mercenari anti-Maduro

di Geraldina Colotti – Il Manifesto

Un’altra vittima dei gruppi oltranzisti, una donna cilena

Si chia­mava Gisella Rubi­lar Figue­roa, cilena, 47 anni. Figlia di un pro­fes­sore per­se­gui­tato dal dit­ta­tore Augu­sto Pino­chet, viveva in Vene­zuela con i suoi figli dal 2006. E’ stata uccisa con un colpo alla nuca da un gruppo di mer­ce­nari in moto men­tre cer­cava di rimuo­vere una “gua­rimba”, una delle trap­pole instal­late sotto casa sua dai gruppi oltran­zi­sti dell’opposizione vene­zue­lana. Voleva evi­tare che altri pas­santi finis­sero col cra­nio fra­cas­sato come la stu­den­tessa Delia Robos, che cer­cava di recarsi a lezione in moto quando è incap­pata nella trappola.

E’ suc­cesso nello stato Merida, uno di quelli in cui più aggres­siva è la vio­lenza dei gruppi oltran­zi­sti. E la noti­zia è rim­bal­zata sui gior­nali cileni, dove si sta svol­gendo la riu­nione dei mini­stri degli Esteri di Una­sur sulla situa­zione vene­zue­lana. Elias Jaua è andato a spie­gare la vera natura delle pro­te­ste: non paci­fi­che come pre­tende Washing­ton, ma armate e gol­pi­ste, sordi a tutti gli appelli al dia­logo rivolti dal governo. Una stra­te­gia per far cadere il socia­li­smo boli­va­riano in un paese che pos­siede le più grandi riserve petro­li­fere del mondo. Un pro­getto desta­bi­liz­zante per tutta la regione.

Vio­lenze, deva­sta­zioni, minacce a lavo­ra­tori e com­mer­cianti si stanno veri­fi­cando negli stati Tachira, Boli­var, Cara­bolo, e in alcuni muni­cipi di oppo­si­zione della capi­tale. In Merida, 8 ton­nel­late di ali­menti sono stati dati alle fiamme. In Boli­var, è stata distrutta la pista atle­tica, una delle più avan­zate instal­la­zioni spor­tive (gra­tuite) del paese: danni per 20 milioni di boli­var. Due cisterne di car­bu­rante sono state svuo­tate. A Mona­gas, per con­tra­stare le aggres­sioni, i lavo­ra­tori hanno isti­tuito una “tri­buna per­ma­nente antim­pe­ria­li­sta”. A Cara­cas, i gruppi oltran­zi­sti agi­scono a Cha­cao e in piazza Alta­mira, men­tre a Los Rui­ces con­ti­nuano i “cace­ro­la­zos”, ma i punti caldi sono pre­si­diati dalla Guar­dia nacio­nal boli­va­riana (Gbn). Ad Alta­mira è stato sco­perto un depo­sito di armi e mate­riale incen­dia­rio e undici per­sone sono state arrestate.

Abbiamo visto gruppi di ener­gu­meni pas­sare con stra­fot­tenza per la porta riser­vata all’ingresso gra­tuito per chi abbia più di 60 anni e inti­mi­dire i lavo­ra­tori del metro, che non hanno pro­te­zione per­ché il governo tenta di limi­tare al minimo le provocazioni.

Una mino­ranza nella mino­ranza, però peri­co­losa e orga­niz­zata. Come mostrano molti video, spesso gode della pro­te­zione delle poli­zie locali nei quar­tieri gover­nati dall’opposizione. A Cha­cao, (nella parte est della capi­tale), i Ser­vizi di intel­li­gence boli­va­riana (Sebin) sono inter­ve­nuti per arre­stare un “gua­rim­bero” armato, ma sono stati inse­guiti dalla poli­zia locale, che ha spa­rato ucci­dendo una fun­zio­na­ria ven­ti­cin­quenne: “Abbiamo pen­sato a un seque­stro”, li ha giu­sti­fi­cati il sin­daco. Ma se pure fosse: la vita dell’eventuale ostag­gio, che fine avrebbe fatto in quel caso? Dallo stato Tachira, dove si è instal­lata una sezione della Com­mis­sione per la pace e la vita indetta dal governo, il mini­stro degli Interni, giu­sti­zia e pace, Miguel Rodri­guez Tor­res, dà conto quo­ti­dia­na­mente del suo lavoro, garan­ti­sta e com­pe­tente: dalle inda­gini e dalle con­fes­sioni degli arre­stati – ha detto – risulta il coin­vol­gi­mento della cri­mi­na­lità orga­niz­zata, che pre­sta mer­ce­nari a 5.000 boli­var a set­ti­mana, pagati dal par­tito di Leo­poldo Lopez, Volun­tad popu­lar: “Pos­siamo avere tante ragioni per essere arrab­biati, ma nes­suna per ammaz­zarci fra noi”, ha affer­mato il ministro.

«Insi­stir, per­si­stir, resi­stir pero nunca desi­stir», scri­vono i “gua­rim­be­ros” di piazza Alta­mira, “Insi­stere, per­si­stere, resi­stere ma mai desi­stere”. Per­si­stere per cosa? Per la con­se­gna lan­ciata dalla parte più dura della Mesa de la uni­dad demo­cra­tica (Mud): “la salida”, la rinun­cia al governo da parte di Nico­las Maduro. Un obiet­tivo per­se­gui­bile per la via legale, mediante un even­tuale refe­ren­dum revo­ca­to­rio pre­vi­sto dalla costi­tu­zione a metà man­dato, ma che que­ste frange inten­dono rag­giun­gere con vio­lenza, in assenza di con­senso demo­cra­tico. Intanto, per accre­scere il disa­gio della popo­la­zione e vol­gerlo con­tro il governo, bru­ciano i Cen­tri di medi­cina inte­grata (Cdi) e le instal­la­zioni pub­bli­che, e semi­nano il sospetto nella popolazione.

Il Vene­zuela è un paese in cui le fami­glie stesse sono divise tra cha­vi­sti e oppo­si­tori: si tace a tavola e ci si insulta in piazza. L’istigazione all’odio che anima gli appelli dell’opposizione accen­tua ora frat­ture dram­ma­ti­che. Da un lato, cir­co­lano appelli come que­sti: “Ci potete aiu­tare mol­tis­simo infor­man­doci, quali vicini avete, chi sono, che fanno, se ci sono cha­vi­sti, se non ce ne sono, se ci sono soste­ni­tori di Maduro o no, qua­lun­que cosa, aiu­ta­teci almeno così”. E’ l’invito dei “gua­rim­be­ros” alla popo­la­zione che non ha il corag­gio di pas­sare all’atto, ma che oscilla tra l’insopportabile fru­stra­zione di non poter “sce­gliere la potenza e il colore delle pro­prie auto­mo­bili” (come abbiamo letto in un volan­tino) e la paura che le “pro­prietà immo­bi­liari per­dano valore” per via delle gua­rim­bas (altro volan­tino dei meno affe­zio­nati alle pro­te­ste vio­lente). Un mec­ca­ni­smo peri­co­loso, ampli­fi­cato dai media pri­vati, a livello locale e inter­na­zio­nale, e che deve far pen­sare a quanto è suc­cesso in Ruanda nel 1994, e ben prima durante il nazismo.

Lunedì mat­tina, una signora che cono­sciamo e che porta il bam­bino al Col­lege de France, ha espresso un giu­di­zio pacato ma con­tra­rio alle “gua­rim­bas” in una panet­te­ria. E’ stata accer­chiata e presa a mal par­tito da un folto gruppo di donne che le gri­da­vano: “Torna al tuo paese”, per­ché essendo musul­mana, porta il fou­lard. E quando ha detto di essere vene­zue­lana, l’aggressione ver­bale è salita di tono.

Dall’altra parte, il governo ha invi­tato i con­si­gli comu­nali e le asso­cia­zioni ter­ri­to­riali – i cui rap­pre­sen­tanti accom­pa­gnano ogni atti­vità ispet­tiva dei fun­zio­nari gover­na­tivi — a docu­men­tare le denunce e a orga­niz­zare in ogni con­do­mi­nio l’attività di pre­ven­zione. Un mec­ca­ni­smo utile se uti­liz­zato con giu­di­zio, ma deva­stante se porta al sospetto e alla dela­zione gene­ra­liz­zata. E nei quar­tieri di oppo­si­zione e sulle reti sociali è già par­tita la cac­cia al “sapo” (la spia) chavista.

“Discon­net­titi dall’odio e uni­sciti alla pace”. Con que­sto slo­gan, il cha­vi­smo mol­ti­plica gli inviti al dia­logo e intanto Maduro adem­pie all’agenda del “governo di strada” sui temi prin­ci­pali del paese: ingenti risorse per la sanità pub­blica, altret­tante per dare impulso alle poli­ti­che delle Comuni. Lunedì, si è tenuto un incon­tro di arti­sti per la pace alla pre­senza del pre­si­dente e dei mini­stri. Come sem­pre, dred­locks dei gruppi musi­cali e di quelli Lgbt cir­co­la­vano insieme ai capelli corti dei mili­tari boli­va­riani. La pro­po­sta è stata quella di occu­pare i quar­tieri di “gua­rim­bas” con poe­sia, danza e con­certi e di invi­tare per una set­ti­mana arti­sti di oppo­si­zione di tutte le nazioni: per­ché vedano quel che suc­cede dav­vero in un paese che affida il cam­bia­mento “a un socia­li­smo cri­stiano” basato sul dia­logo e sul consenso.

“Maduro sta tra­sfor­mando Mira­flo­res in una sala per le feste”, ha ribat­tuto il lea­der di oppo­si­zione, Hen­ri­que Capriles.

(VIDEO) Cuba: Dissidenza o annessione?

 Festeggiano la data in cui gli USA si impadronirono di Cuba (+ video)

Di José Manzaneda, coordinatore di Cubainformación (versión en español: “¿Disidencia o anexionismo? Celebran fecha en que EEUU se apoderó de Cuba“)Traduzione di Vincenzo Basile (Capítulo Cubano)

Il 20 maggio del 1902 fu proclamata ufficialmente l’indipendenza di Cuba dalla metropoli spagnola. Ma questa data, oggi, non si celebra sull’Isola. Il motivo è che questo atto di indipendenza fu solo una formalità: Cuba passò dall’essere una colonia spagnola all’essere una neo-colonia degli Stati Uniti (1).
Gli Stati Uniti intervennero nella guerra combattuta dagli indipendentisti cubani contro la Spagna, fino alla sconfitta militare di questa. A Parigi negoziarono direttamente con il governo spagnolo i termini della “indipendenza” di Cuba, escludendo gli stessi indipendentisti cubani.
Washington impose poi a questi ultimi, quale condizione per il ritiro delle sue truppe dall’Isola, l’introduzione del cosiddetto “Emendamento Platt” nella prima Costituzione di Cuba. Questo emendamento diede agli Stati Uniti il ​​diritto di intervenire a Cuba, quando lo ritenessero necessario, e gli permise di installare -ad esempio- la base navale di Guantanamo.
Per questo, a Cuba, il 20 maggio non è considerato una data da ricordare. Ma lo è invece negli Stati Uniti, più precisamente a Miami, dove, all’atto di commemorazione di alcuni giorni fa, hanno partecipato rappresentanti della cosiddetta “dissidenza” interna cubana, come Guillermo Fariñas o Berta Soler (2).
È interessante notare che coloro che sono presentati dalla stampa dominante come rappresentanti di una presunta “società civile” cubana, festeggiano la data in cui Cuba divenne una colonia degli Stati Uniti. È lo stesso ruolo svolto, nel XIX secolo, dai cosiddetti annessionisti cubani, che volevano far diventare l’Isola un altro stato degli Stati Uniti (3).
Pertanto, risulta logico e coerente che questi “dissidenti”, durante la loro visita a Miami, abbiano ricevuto decine di riconoscimenti e siano stati presentati dai media come autentici “eroi” (4). Che appaiano in conferenze stampa con membri del Congresso che sostengono apertamente l’intervento militare a Cuba, come Ileana Ros-Lehtinen (5). O che abbiano ricevuto il plauso più entusiasta di criminali come Felix Rodriguez, che partecipò all’assassinio del Che Guevara in Bolivia (6) e al tentativo di invasione di Cuba nel 1961. Con tali parole elogiava la blogger Yoani Sanchez questo ex-agente della CIA: “Noi manteniamo la linea dura contro il regime di Castro, non c’è alcun dubbio. Come si dice, la cortesia non esclude il coraggio. Il lavoro che lei sta facendo è un lavoro straordinario, è stata ricevuta in ogni parte del mondo, e bisogna riconoscerlo. Oggi la lotta è diversa. Nella nostra epoca si poteva fare quel che abbiamo fatto, ora i tempi sono cambiati, e lei segue un percorso che tutti noi dobbiamo ammirare” (7).
Inoltre è perfettamente coerente con il ruolo annessionista della “dissidenza” cubana l’omaggio che ha reso Guillermo Fariñas (8) a uno dei maggiori finanziatori di azioni terroristiche in territorio cubano: Jorge Mas Canosa (9).
O la presenza come ospite, nel citato atto del 20 maggio, della cantante Gloria Estefan, figlia della guardia del corpo del dittatore Fulgencio Batista, autentico custode -per anni- degli interessi degli Stati Uniti a Cuba (10).
Ma se c’è un personaggio di questa “dissidenza” che ricopre perfettamente il ruolo che svolsero gli antichi annessionisti cubani è Berta Soler, leader delle Damas de Blanco. A Miami, ha partecipato a un evento con veterani che tentarono di invadere Cuba alla Baia dei Porci (11) e membri di Alpha 66, un’organizzazione paramilitare responsabile di numerose vittime in attentati terroristici a Cuba (12). Dinanzi ai politici dell’estrema destra cubano-americana, Berta Soler ha chiesto più fondi del governo degli Stati Uniti per la dissidenza interna, riconoscendo qualcosa che sarebbe un reato grave in qualsiasi paese del mondo (13). Ha chiesto, inoltre, che i cittadini statunitensi continuino a vedersi negato il diritto di viaggiare a Cuba. E, infine, ha chiesto di inasprire ulteriormente il blocco economico da parte del governo degli Stati Uniti contro il suo stesso popolo (14). Insuperabile, senz’ombra di dubbio, Berta Soler.
_
"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Planetasperger

sindrome de asperger u otros WordPress.com weblog

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: