Grazie alla Misión Milagro 3 milioni e mezzo di latinoamericani hanno ricevuto cure oculistiche gratuite

Maduro abbraccia un bambino curato grazie alla Misión Milagro

Maduro abbraccia un bambino curato grazie alla Misión Milagro

da Correo del Orinoco  

«Questo può essere fatto soltanto se si ha un cuore toccato dalla magia dello spirito di Cristo, un cuore che possedeva il nostro Comandante (Hugo) Chávez. Tutto questo può essere opera solo di una Rivoluzione»

 In 10 anni di Misión Milagro sono stati realizzati 3 milioni 481 mila 666 interventi chirurgici a latinoamericani che hanno potuto così risolvere i loro problemi alla vista, ha evidenziato martedì sera il presidente Nicolás Maduro.

Ha spiegato, nel dettaglio, che 1 milione 856 mila 722 operazioni sono state effettuate nel paese per curare diverse malattie. Prestazioni che effettuate in regime di sanità privata hanno un elevato costo economico; mentre anche 1 milione 624 mila 925 persone provenienti da altri paesi latinoamericani hanno potuto beneficiare del programma sanitario.

«Questo può essere fatto soltanto se si ha un cuore toccato dalla magia dello spirito di Cristo, un cuore che possedeva il nostro Comandante (Hugo) Chávez. Tutto questo può essere opera solo di una Rivoluzione», ha ancora sottolineato Maduro.

Durante il programma radiofonico En Contacto con Maduro il capo dello Stato ha dichiarato che sono 22 milioni 666 mila 734 le cure oftalmiche effettuate, mentre sono state consegnate 33 milioni 996 mila 968 lenti.

«La Misión Milagro è arrivata per mettere fine alla visione privatrizzatrice, neoliberale, capitalista delle cure oftalmologiche».

MISSIONE LATINOAMERICANISTA

Maduro ha evidenziato che il programma è un esempio di come l’America Latina può raggiungere i suoi obiettivi, al fine di garantire benessere al popolo.

Misión Milagro nasce nel 2004 in base agli accordi firmati tra il Venezuela e Cuba, e si concretizza con un incontro a L’Avana tra i comandanti Chávez e Fidel Castro; a partire da quel momento sono stati compiuti grandi sforzi per far godere sempre più persone dei benefici del progetto.

Oggi il Venezuela può contare su 20 presidi chirurgici e 18 centri oftalmologici.

Un membro della delegazione medica cubana, Michael Bautista, ha ribadito l’impegno a favore della Rivoluzione Bolivariana. «Siamo qui per riaffermare il nostro impegno per la Rivoluzione, con il comandante Hugo Rafael Chávez Frías, con lei presidente Maduro e con tutto il popolo venezuelano che ci ha accolto».

Il presidente ha poi affermato che nel lasso di un anno circa, lo Stato deve raggiungere la meta fissata nel cosiddetto «Acuerdo Sandino» tra Chávez e Fidel: raggiungere i 6 milioni di latinoamericani e caraibici curati attraverso la Misión Milagro.

«Perseguiamo e porteremo a termine l’obiettivo tracciato dal Comandante Chávez (…) così sarà» ha assicurato Maduro.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Voci dall’America latina: la ELAM

La Scuola di Medicina latinoamericana a Cuba

(VIDEO) Media internazionali screditano l’invio di medici cubani in Brasile

Una conquista della Rivoluzione trasformata in valore economico strategico

I governi di Cuba e Brasile hanno annunciato un importante e innovativo accordo bilaterale che rompe lo schema commerciale tradizionale (1). Il Brasile, che già finanzia il più grande progetto infrastrutturale di Cuba degli ultimi anni, l’ampliamento del porto di Mariel, ora concederà un nuovo prestito di 176 milioni di dollari per l’ammodernamento di cinque aeroporti dell’Isola. Da parte sua, Cuba invierà circa 6.000 medici in alcune aree del Brasile con scarsa assistenza sanitaria.
L’introduzione dei servizi medici su larga scala nel programma di scambio tra due paesi è indubbiamente qualcosa di innovativo, e un elemento che definisce la politica di collaborazione di Cuba degli ultimi anni. Ricordiamo che il Venezuela e Cuba applicano già da tempo una cooperazione della stessa natura, attraverso la quale condividono i loro rispettivi punti di forza: Cuba supporta il Venezuela con servizi professionali in ambito di sanità, istruzione, cultura, sport o agricoltura urbana, e il Venezuela fornisce parte del petrolio consumato dall’Isola (2).
Questa formula, lontana dalle regole di mercato tradizionali, conferisce un valore economico strategico alla principale conquista della Rivoluzione cubana: la formazione di migliaia di professionisti altamente qualificati. Un aspetto che è malvisto dagli avversari politici di Cuba e dai media che controllano.
Grandi agenzie di stampa, piuttosto che informare su questi accordi Cuba-Brasile o sull’invio dei 6000 medici cubani, hanno preferito far diventare notizia la rabbiosa protesta della lobby medica brasiliana, rappresentata dal Consiglio Federale di Medicina (3). Il canale TV Martí presentava in questo modo la notizia: “Il Consiglio Federale di Medicina del Brasile ha condannato in un comunicato il possibile arrivo di 6000 medici cubani la cui qualità tecnica ed etica è stata messa in discussione”. Questo organismo ha ripetuto –in decine di media di tutto il mondo- gli stessi attacchi di stampo corporativista che a suo tempo lanciarono contro i professionisti cubani i collegi medici di paesi come Honduras, Venezuela o Bolivia (4). Nonostante questo accordo sanitario sia appoggiato dalla Organizzazione Panamericana della Sanità (5), un organismo delle Nazioni Unite, il citato collettivo medico ha messo in discussione non solo la “qualità tecnica” del personale medico cubano, ma anche la sua “qualità etica” (6).
Ma gli attacchi più feroci sono venuti, ovviamente, dai media di Miami, altoparlante esclusivo dei medici contrari alla Rivoluzione. Darsi Ferrer, presunto “medico dissidente” radiato dalla professione sull’Isola, ha qualificato l’accordo Cuba-Brasile come una “disperata operazione del castrismo” per trovare soldi, e ha fatto una descrizione infernale delle presunte carenze del sistema sanitario dell’Isola, non risolte –precisamente- a causa dell’invio dei medici in altri paesi (7).
Ma ci sono alcuni dati interessanti che questi media, naturalmente, non riportano. Per esempio, che Cuba, con molte meno risorse naturali del Brasile e bloccata dagli Stati Uniti, la più grande economia del mondo, ha -in relazione alla sua popolazione- 3,7 volte più medici rispetto al Brasile, secondo i dati della Banca Mondiale (8). Inoltre, il Brasile ha una distribuzione estremamente ineguale dei medici, e saranno proprio le aree più trascurate ad essere coperte dal contingente cubano (9).
L’esportazione di servizi professionali di Cuba è qualcosa di innovativo e relativamente recente. È risaputo che l’Isola manda brigate mediche di solidarietà a decine di paesi con minore sviluppo economico, in questo caso gratuitamente (10). Ma in alcuni paesi con maggior potenziale, questi servizi sono integrati nel contesto degli accordi economici globali. È il caso degli accordi con il Sudafrica (11), il Venezuela e, ora, il Brasile. La fornitura di tali servizi medici è utile a Cuba per finanziare investimenti e programmi sociali dell’Isola, tra cui il bilancio del Ministero della Sanità.
In sintesi, il principale risultato e forza della Rivoluzione sta servendo a rompere l’isolamento internazionale di Cuba, genera entrate che contribuiscono al suo sviluppo economico e sociale, e -inoltre- permette di aggirare il blocco degli Stati Uniti. Tutte ragioni sufficienti per lanciare nuove campagne mediatiche.
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