Juramento antiimperialista del combatiente Ubevista

JURAMENTO ANTIIMPERIALISTA DEL COMBATIENTE UBEVISTA

Una delegación de obreros, trabajadores, estudiantes y profesores de la Universidad Bolivariana de Venezuela (UBV) realizó el JURAMENTO ANTIIMPERIALISTA DEL COMBATIENTE UBEVISTA, ANTE EL COMANDANTE SUPREMO HUGO CHÁVEZ, en el Cuartel de la Montaña. En esta fecha decretada por el Presidente Nicolás Maduro como Día del Antiimperialismo Bolivariano en Venezuela, fecha honorífica que se celebra en el país cada 9 de marzo, desde el 2016.

6c86e77c-44ea-4dcd-ad55-ce9a741fb2ceLa juramentación es una iniciativa de los trabajadores de la Dirección General de Promoción y Divulgación de Saberes, que laboran en la Editorial UBV y la Imprenta Universitaria, así como de la Dirección General de Cultura. En el caso de la Imprenta, se trata de un colectivo de alto compromiso patriótico y revolucionario que ha publicado más de 300 títulos y trabaja en la edición de obras dedicadas a la batalla de ideas como resultado de la investigación y el trabajo en las comunidades, dando respuesta a los grandes desafíos del país.

El juramento está inspirado en el principio de lealtad absoluta a los postulados de Hugo Chávez inspirados en el humanismo bolivariano, socialista y un reconocimiento a la necesidad de la unidad revolucionaria ante los tiempos que vivimos sumidos en la guerra económica que plantea también retos en el plano de las ideas. El juramento es un compromiso a luchar y rechazar las amenazas y pretensiones imperialistas de destruir a cualquier precio el proyecto bolivariano socialista.

En el texto, los trabajadores juraron llevar adelante la obra y el legado del comandante Chávez y el apoyo incondicional a nuestro presidente Nicolás Maduro Moros:

e4a352dc-c824-4419-86aa-c496f1e444daNosotras y nosotros, hijas e hijos de esta tierra de sangre vital y libertaria, de esta tierra noble y madura, plena de luz y florecida, conscientes de esta heredad forjada con fuego y mar, sal y arcilla, maíz y lluvia, juramos convertirnos en el cóndor justiciero que derribará la alada insolencia del invasor. Juramos ser cada cual el soldado que marchará presuroso a combatir y expulsar a la canalla imperial. Juramos, hermano fiel y amoroso, escalar los riscos más elevados para defender los prístinos aires andinos del vaho fétido del extranjero hostil. Con nuestro arrojo remontaremos, como fieros caribes, las olas de nuestro sagrado mar para hundir la soberbia del usurpador en el lodo abisal de la ignominia. Como fuego voraz del verano, recorreremos las llanuras que abraza el portentoso Orinoco para reducir a cenizas la barbarie y derrotar el pavoroso fascismo. Aunque la lucha sea desigual, estamos dispuestos a sacrificarlo todo y morir mil veces por el futuro de nuestra descendencia. Seremos el río impetuoso que dibujó con el alma los ramales de este gran delta patrio, el mismo que durante centurias ha arrastrado las pesadas rocas de la Historia y visto nacer las más grandes tempestades transformadoras, las revoluciones huracanas que han contagiado de libertad a muchas naciones del Sur del planeta. Estamos hechos de la misma piedra que contiene tu épica osamenta pero, al mismo tiempo, somos tan fecundos y ligeros como el polen de esa Rosa de los Cuatro Elementos que te cobija. Por ello, juramos elevar tu ideario hasta lo más alto del cielo de América Latina y el Caribe, para luego dejar llover tu visión luminosa sobre las sienes de los más oprimidos. No daremos descanso a nuestro brazo ni reposo a nuestra alma hasta romper para siempre las cobardes cadenas del neocolonialismo.

(VIDEO) En Comics: Febrero. La historia más esperada

Napoli 7dic2015: Día de la Lealtad y el Amor al Comandante Supremo

di Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

Come ogni anno, l’8 dicembre il popolo venezuelano commemora l’anniversario dell’ultima allocuzione pubblica, trasmessa per radio e televisione, dal Presidente della Repubblica Hugo Chávez, tenutasi proprio l’8 dicembre del 2012, prima che lo stesso passasse all’eternità a causa di un formazione cancerogena particolarmente aggressiva il successivo 5 marzo. 

L’evento, conosciuto come “Giorno della Lealtà e dell’Amore al Comandante Supremo Hugo Chávez e alla Patria” ed istituito nel 2013 con Decreto Presidenziale n° 541 firmato dall’attuale presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, intende rendere omaggio a questo celebre discorso pubblico, nel quale il Comandante informò il Paese della sua complicata situazione di salute, lasciando contestualmente nelle mani dello stesso Maduro la direzione del processo rivoluzionario, «qualunque cosa gli accadesse».  

Il Decreto Presidenziale prevede che, in questa data, si realizzino atti commemorativi di qualsiasi natura, per onorare la figura del “Comandante Supremo”.

«Quello fu il giorno in cui Chávez si distaccò dal suo popolo», ebbe modo di dire Nicolás Maduro, «ma il popolo non tradirà Chávez, la sua storia ed il suo progetto».

La forza tellurica di Chávez si manifesta ancora oggi in un popolo, quello venezuelano, protagonista e motore del processo socialista, un popolo che affronta con orgoglio e tenacia le strategie oppositrici, di chiaro stampo neo-liberale, per sconfiggerlo.

«Noi non daremo riposo alle nostre braccia, né riposo alla nostra anima fino a quando non sarà salva l’umanità».

(Hugo Chávez, Discorso alla sessione per il 60º anniversario dell’ONU, 15 settembre 2005)

(VIDEO) Unità: l’ultimo discorso del Comandante Chávez

Qui di seguito vi proponiamo la traduzione in italiano dell’ultimo discorso del Comandante Eterno Hugo Rafael Chávez Frías dell’8 dicembre del 2012, trasmesso in diretta TV a reti unificate. 

Buonasera a tutti! Buonasera a tutte!

Mi vedo obbligato dalle circostanze, voi sapete care amiche e amici venezuelani che non è nel mio stile chiamare una trasmissione televisiva a reti unificate di sabato sera, ma, come dicevo, mi vedo obbligato dalle circostanze, Mi rivolgo a voi, popolo Venezuelano, nazione venezuelana, amiche e amici tutti, compatrioti e amici e amiche di altre latitudini.

Come voi sapete, com’è risaputo, negli ultimi tempi ci siamo impegnati non solo nelle battaglie politiche, economiche, sociali, ma anche in questa battaglia storica che ci è toccato affrontare, e grazie a Dio è toccata a noi. Ci è toccato riprendere la bandiera di Bolívar, la bandiera strappata, la bandiera umiliata. La bandiera della nostra patria, proprio questa qua: gialla, blu e rossa, con le sue otto stelle, come Bolívar stabilì ad Angostura!

La bandiera del popolo, calpestata, strappata, umiliata, per quasi tutto il XIX secolo, dopo l’epopea, e durante quasi tutto il XX secolo. È toccato a noi riprenderla! Tra la fine del XX secolo e gli inizi del XXI secolo qui è iniziata una nuova era.

Fidel mi diceva, ieri sera, mentre ci stavamo salutando a L’Avana: “Chávez, questa scintilla si è trasformata in un continente. In un fuoco sacro! È stata come una resurrezione, quella che abbiamo vissuto! Il nostro era un continente addormentato, il nostro era un popolo assopito, quasi morto! Poi è arrivato una specie di Lazzaro collettivo, che ci ha fatti risorgere. Alla fine degli anni ‘8o, degli anni ‘90, alla fine del XX secolo, qui in Venezuela è nata una Rivoluzione! Il popolo si è svegliato ed è toccato a noi, ad alcuni di noi, a molti di noi, donne, uomini, assumerci le responsabilità, essere in prima linea, diventare leader e dirigenti, per diverse ragioni, civili, militari. E sono riuscite a confluire diverse correnti, alla fine del Secolo. In Venezuela è scoppiata l’ultima Rivoluzione del XX secolo e la prima del XXI secolo. Una Rivoluzione che nessuno può negare che ha avuto un forte impatto in America Latina, nei Caraibi e anche oltre e continuerà ad avere un forte impatto.

Ebbene, oltre a tutte queste battaglie, se n’è presentata un’altra, imprevista, improvvisa per me e per tutti noi, perché io sento di essere sempre accompagnato e di non essere solo! Sento di non essere solo. Così, abbiamo iniziato ad affrontare questo problema di salute, con molta spiritualità, molta fede, molta speranza, molta dedizione, sia come individui, che come famiglia e collettività! Come una grande famiglia! Abbiamo contrastato manipolazioni! Abbiamo combattuto contro… come si chiama… ah sì… la miseria! La miseria! O meglio le miserie! “Niente di ciò che è umano è per me strano!” Disse qualcuno, la miseria! Ma soprattutto, abbiamo affrontato tutto a testa alta, con dignità. Come popolo! Come nazione! E io come individuo, come uno fra i tanti di questa grande corrente bolivariana che si è scatenata!

All’inizio dell’anno c’è stata una ricaduta, che abbiamo affrontato con successo! Senza dubbio, con gran successo! Avevo finito la cura, la radioterapia, a maggio, e alcuni giorni dopo stavo presentando la candidatura alla Presidenza della Repubblica, come sapete. Io ho insistito molto, e così è stato: ho insistito molto, lottando contro il tempo, per fare tutti gli accertamenti medici sia qui in Venezuela che a Cuba, prima di presentare la candidatura. Tutti i risultati sono stati positivi: se ci fosse stato qualche risultato negativo in quegli esami,  potete stare certi che non avrei né presentato né assunto nessuna candidatura presidenziale.

Fortunatamente, questa Rivoluzione non dipende da un solo uomo. Abbiamo superato diverse tappe e oggi c’è una leadership collettiva, che si è diffusa dappertutto. Sono stato molto contento di poter constatare e sentire ancora una volta, in queste ore, dal mio arrivo ieri all’alba da L’Avana e durante questi ultimi dieci giorni, la forza di questa leadership collettiva. Guardate, ad esempio, la campagna per le elezioni dei governatori! I nostri leader sono in azione, così come tutti i nostri dirigenti. Uomini, donne, con un grande fervore per la patria: mi congratulo con voi! Sono sicuro che scriveremo un’altra pagina grandiosa la prossima domenica! Il 16 dicembre! Un fervore partecipativo, organizzativo! Fatto di proposte, idee, dibattiti! Un fervore organizzativo della base popolare. Fatto di partecipazione! Tutto questo non si era mai visto qui! Non si vedeva da molto tempo! Anzi, credo che negli ultimi 200 anni non era mai accaduto. Sono stato molto soddisfatto di aver visto e potuto constatare come procede la marcia, come si stanno chiudendo alcuni cerchi. No? Abbiamo fatto un grande sforzo per garantire il pagamento delle tredicesime, le tredicesime per tutti i dipendenti, lavoratori,  lavoratrici! E non solo del governo centrale, ma anche degli Stati e dei Comuni! Oltre al fervore politico, al fervore elettorale per il 16 dicembre, c’è un fervore familiare, natalizio, presente dappertutto.

Come procedono i principali progetti del Governo? La Misión Vivienda? È stata consegnata la casa numero 300.000 nello Stato Zulia. Nel campo economico, c’è stata l’entrata nel Mercosur, il vertice del Mercosur: tutto va avanti a passo spedito. Certo, l’ho sempre detto a questo tavolo. Anche il tema delle ispezioni procede molto bene! Le ispezioni, gli ispettori che servono per correggere in tempo gli errori, con decisione! Vedete, qui c’è l’Ammiraglio Carmen, la chiamano l’Ispettrice. Gli ispettori sono attivi dappertutto: mi hanno consegnato già diversi rapporti per assumere misure correttive e bisogna continuare a farlo in tutti i settori!

Beh, adesso, tornando al tema centrale, come dicevo, è iniziata la campagna elettorale. Un successo! Nei mesi di giugno, luglio, soprattutto luglio. Tutti gli eventi militari che abbiamo organizzato! Poi la campagna in giro per il paese. Poi abbiamo affrontato le inondazioni di Cumanacoa, poi la tragedia di Amuay, alla fine di agosto; poi settembre, quando abbiamo ripreso la campagna elettorale, i viaggi, l’ultima valanga di Sabaneta a Miraflores, il diluvio che ci è toccato qui, nelle sette Avenidas…l’Avenida Bolivar e altre sette Avenidas. Che si riempirono di Patria! Il Piano della Patria! I dibattiti!

Se io non ci fossi stato! Dico così perché si vocifera che tutto è stato un inganno. No! No! No! Ho affrontato questa campagna! Con tutte le mie forze! Come sempre! Accompagnato da questo popolo appassionato, facendo uno sforzo come sempre! Lo abbiamo fatto insieme! Per coronare la vittoria del 7 ottobre! La grande vittoria del 7 ottobre! A pochi giorni mi sono rifatto gli esami, lì a L’Avana, e tutto è andato bene. Anche se ho avuto qualche dolore, infiammazione, conseguenza dello sforzo della campagna e della stessa radioterapia in una zona molto sensibile. Per questo ho iniziato a prestargli molta attenzione. Ho ridotto le mie apparizioni pubbliche, per affrontare questa problematica con i medici e con i giusti trattamenti. Per diminuire l’infiammazione e i disturbi!

E in tutto questo processo è sorta la raccomandazione medica di sottopormi a un trattamento iperbarico. La camera iperbarica. Motivato da questa raccomandazione, per accelerare il recupero, il 27 novembre ho chiesto l’autorizzazione all’Assemblea Nazionale,  con una lettera, per uscire dal paese ed andare a Cuba, dove mi hanno seguito in tutto questo trattamento iperbarico. Sono partito il 27 e il 28 ho iniziato il trattamento, che è durato diversi giorni. Nonostante questo, per via di altri sintomi che ho iniziato a sentite, l’equipe medica ha deciso di farmi fare altri esami. Di fare un’altro esame approfondito, e purtroppo comunico al paese, che quest’ultimo esame ha individuato la presenza, sempre nella zona colpita dal male, di altre cellule maligne… di nuovo!

Questo ci ha obbligati a rivedere la diagnosi, ad analizzare l’evoluzione del trattamento, a consultare altri esperti. Così, mi è stato detto che c’è bisogno, c’è assolutamente bisogno di sottopormi ad un nuovo intervento chirurgico. E questo intervento ci sarà nei prossimi giorni. Anzi, vi dico che i medici mi avevano raccomandato di farlo ieri! Proprio ieri! Al massimo questo fine settimana! Ma io ho detto: “Nooo! Noo!”. Davvero, io ho chiesto il permesso di allontanarmi per sottopormi al trattamento iperbarico, ma ho bisogno di andare, ho bisogno di tornare in Venezuela! Ed è per questo che sono venuto. E così siamo arrivati ieri mattina, Fidel è stato molto disponibile! Anche Raúl! Ci siamo riuniti e abbiamo valutato la situazione.

Ieri mi sono riposato un po’ ho rivisto alcuni documenti. Ho firmato anche alcune carte in sospeso: nomine di ambasciatori, risorse per il Fondo Cinese e anche un rapporto su Mercosur, sul viaggio che Rafael Ramírez e Menéndez hanno fatto per partecipare alla riunione del Mercosur. La Commissione Mista a Pechino, che ha avuto molto successo: a quella hanno partecipato Giordani, Rafael e Edmee. Anche Asdrúbal ha partecipato, giusto Asdrúbal? Cina! Eccolo là Asdrúbal. 

Eh si, questo processo delle alleanze strategiche è un altro aspetto che qui non esisteva, Venezuela nel Mercosur. Pensate! Venezuela in un’alleanza strategica con la Cina, con la Russia e con molti altri paesi del mondo! E poi l’ ALBA! La Celac! Questo è tutto quello che è successo… sono tutti i passi che, piano piano, ha prodotto questa rivoluzione che si è scatenata in America latina!

Bene, io ho deciso di venire, facendo un grande sforzo, davvero, perché i dolori sono forti, comunque con le cure, i calmanti, mi trovo in una fase preparatoria. Domani devo tornare a L’Avana. Qui ho la lettera per l’Assemblea Nazionale, per il compagno presidente Diosdado Cabello. Anzi approfitto per firmarla, affinché la sovrana Assemblea Nazionale mi autorizzi ad assentarmi dal paese, e qui viene spiegato, con l’obiettivo di sottopormi ad un nuovo intervento chirurgico.

Datemi un minuto, per favore… un secondo! Ecco fatto: l’ho firmata. Consegno la richiesta di autorizzazione, Signor Presidente, ad affrontare questa nuova battaglia! Con l’aiuto di Dio, come nelle occasioni passate, usciremo vittoriosi! Andremo avanti! Ne ho piena fiducia! E così, come già da molto tempo, rimango stretto a Cristo, a Cristo…! Sono sempre passato da un miracolo all’altro! Siamo arrivati al 4 febbraio per miracolo! Aahhh, Molero, non è stato forse un miracolo?

Dopo tanti anni, dopo tante andate e tanti ritorni! Quanti anni! Ricordo i giorni da Tenente, eravamo a Maracay, là al poligono, ci riunivamo. Tra  carri armati e soldati! E là, c’erano anche i paracadutisti! A San Jacinto, a La Placera, laggiù, andavamo a correre. Eravamo Tenenti! Tenenti, 25 anni, 26 anni.

E così, è stato come un miracolo arrivare al 4 febbraio! Ed è un miracolo essere arrivato qui, al 27 novembre! E arrivare in questa casa del popolo! Sono stati un miracolo l’11 aprile, il 12 aprile, il 13 aprile! Tutto è stato un miracolo! E io resto ancora afferrato a questo miracolo! Anche adesso lo sono, nonostante tutto! Nonostante tutto debba essere pianificato per bene, tutti i dettagli di questa nuova battaglia! Certamente, tutti i processi comportano dei rischi! Chi può negarlo? In ogni operazione di questo tipo ce ne sono. Non è così? Eh… anche questo male comporta un rischio! Comporta un rischio! Questo non si può negare! Oggi noi dobbiamo essere felici, ne stavo parlando proprio ieri mattina! Forse, ne parlavo con l’Ammiraglio Molero, eravamo a Maiquetía! Abbiamo un patria, oggi! Abbiamo una patria! Il Venezuela non è lo stesso di vent’anni fa! Di quarant’anni fa!

¡No! Nooo! Nooooo! Abbiamo un popolo! Abbiamo le Forze Armate! Abbiamo l’unità nazionale! Sì, su qualcosa dobbiamo insistere in questo nuovo scenario, davanti a questa nuova battaglia! Davanti a questo nuovo ostacolo, direbbe un llanero! Bisogna rafforzare l’unità nazionale! L’unità di tutte le forze popolari! L’unità di tutte le forze rivoluzionarie! L’unità di tutte le Forze Armate! Miei cari soldati, camaradas e compagni! L’unità dell’Esercito, del mio Esercito, del mio amato Esercito! L’Esercito, la Marina, la mia amata Marina! Dico questo perché gli avversari, i nemici del paese non riposano mai e non smetteranno mai di tramare i loro intrighi con l’obiettivo di dividerci, approfittando soprattutto di circostanze come questa. E allora, qual è la nostra risposta? Unità, unità e ancora unità! Dev’essere questa la nostra divisa! La mia amata Forza Aerea, la mia amata Guardia Nazionale, le mie care Milizie! Unità, unità, unità! Il Partito Socialista Unito del Venezuela, i partiti alleati, il Grande Polo Patriottico, le correnti popolari rivoluzionarie, le correnti nazionaliste! Unità, unità, unità! Unità, diceva Bolívar! Uniamoci o l’anarchia ci divorerà: manca solo l’unità per completare l’opera della nostra rinascita!

E riguardo a ciò, perché non voglio nemmeno parlare troppo, sono quasi le dieci di notte. Riguardo a questo, come stabilito dalla Costituzione: lì c’è scritto tutto, una volta ricevuta l’autorizzazione per uscire dal paese, ci sarà il vicepresidente, compagno Nicolás Maduro, un uomo rivoluzionario fino in fondo, un uomo di grande esperienza nonostante la sua età, con grande dedizione al lavoro, grande capacità di lavorare, gestire gruppi e gestire le situazioni più difficili. L’ho visto! Lo abbiamo visto! Da quanti anni sei Ministro, Nicolás? “Sei anni e tre mesi!”. Sei anni e tre mesi… quanto tempo… quanto! In quante situazioni, in quante circostanze abbiamo visto, e io ho visto personalmente, Nicolás accompagnarmi in questo difficile compito! In tutti i diversi fronti di battaglia! È lui che resta alla Vicepresidenza esecutiva della Repubblica!

Come è sempre stato, in contatto permanente! Ma voglio dirvi una cosa… Voglio dirvi una cosa. Anche se suonerà un po’ dura, io voglio e devo dire una cosa. Devo dirla! Se, come dice la Costituzione, com’è che dice la Costituzione? Se si dovesse verificare qualche circostanza  improvvisa, così dice la Costituzione, che dovesse inabilitarmi, ascoltatemi bene per portare avanti la Presidenza della Repubblica Bolivariana del Venezuela, anche per portare a termine i pochi giorni che restano. Quanto resta… un mese? Oggi è… Sì: manca un mese… un mese, soprattutto per assumere il nuovo periodo per il quale sono stato eletto da voi. Ripeto: se dovesse accadere qualcosa che mi inabilitasse, Nicolás Maduro, in tale circostanza, deve assumere la Presidenza, così come stabilito dalla Costituzione, e non solo il periodo che manca. Secondo la mia ferma opinione… piena come la luna piena, irrevocabile, assoluta, totale, se in tale situazione si dovessero convocare, come stabilito dalla Costituzione, nuove elezioni presidenziali,  scegliete Nicolás Maduro come presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela!

Ve lo chiedo col cuore! È uno dei leader giovani con maggiore capacità per andare avanti, nel caso in cui io non potessi. Dio sa quello che fa! Se non potessi continuare, potrebbe continuare lui, la sua mano ferma, il suo sguardo, il suo cuore di uomo del popolo, la sua bontà, la sua intelligenza, il riconoscimento internazionale che ha saputo conquistare la sua capacità di dirigere. Lui: alla Presidenza della Repubblica, per portare avanti il paese insieme al popolo, sempre subordinato agli interessi del popolo, per il destino di questa nostra patria!

Alcuni compagni mi hanno detto che non serve dirlo! Loro credono che, in queste ultime ore, non ci sia bisogno di parlare di queste cose! Ma credetemi: stanotte, avrei potuto parlare da L’Avana. Ma in questa mezz’ora ho detto tutto quello che volevo dire. E credo che la cosa più importante, quella che mi arriva dall’anima, dettata dal cuore e dalla coscienza, la cosa più importante che sono venuto a dirvi qui, facendo lo sforzo del viaggio per ripartire domani, dopo che mi è stato concesso il permesso, è proprio questa! Nicolás è la più importante! La più importante!

Noi, in qualsiasi circostanza, dobbiamo garantire la marcia della Rivoluzione Bolivariana! La marcia vittoriosa di questa Rivoluzione! Per costruire una nuova democrazia, voluta da un popolo riunito in Costituente! Per costruire la strada del Venezuela verso il socialismo, con una grande partecipazione! Una grande partecipazione! E con delle grandi libertà, dimostrate ancora una volta in questa campagna elettorale degli Stati, dove ci sono candidature di qua e di la! Libertà! Piene libertà! Con questo messaggio, che di certo non avrei mai voluto trasmettervi perché mi fa molto male vedere che questa situazione stia causando dolore a molti di voi stia causando angoscia, abbiamo costruito una sola, una sola entità, perché, come abbiamo sempre detto e diciamo anche oggi, ormai Chávez non è soltanto questo essere umano: Chávez è una collettività! Come diceva lo slogan della campagna: Chávez, cuore di popolo! E il popolo è qui nel cuore di Chávez!

E ancora di più in questi giorni di Natale, ma va bene, queste sono le circostanze della vita. Io resto ancora aggrappato a Cristo, aggrappato al mio Signore, aggrappato alla speranza, e alla fede! Spero,  questo chiedo a Dio, di darvi buone notizie nei prossimi giorni, per continuare a costruire insieme quello che adesso abbiamo già, ma che dobbiamo continuare a costruire.

Abbiamo una Patria! Abbiamo una Patria! Quanto ci è costato averla! Quanto ci è costato recuperarla! Riviverla! Rialzarci insieme a lei, tra dolori e rimpianti! Ricordiamoci quanto è costato! Quanto è costato a milioni di persone! A milioni! Non dimenticherò mai, o meglio, in questo momento mi viene in mento quella frase di Simón Bolívar, il Padre Bolívar, che durante gli ultimi giorni  della sua battaglia fisica in questo mondo, diceva a  Urdaneta, al generale Urdaneta, “Io non ho una patria per la quale continuare a sacrificarmi.”. Vedete! Lo hanno cacciato, diffamato, vessato! “I miei nemici mi hanno tolto la Patria” diceva. Oggi, grazie a Dio, Padre Bolívar, com’è diversa la situazione per tutti noi, uomini e donne! Oggi sì che abbiamo una Patria ed è la tua Patria, Bolívar!

È quella che hai iniziato a forgiare tu! A costruire insieme a milioni di uomini e donne 200 anni fa!  E anche molto tempo prima avevano iniziato a costruirla. Oggi è il Giorno di Guaicaipuro! I nostri fratelli aborigeni e la loro lotta! La loro resistenza! 500 anni di lotta! Oggi, finalmente, dopo tanto lottare, abbiamo una Patria per cui continuare a sacrificarci!
Dal mio cuore di patriota rinnovo il mio appello a tutti i patrioti del Venezuela e a tutte le patriote del Venezuela! Perché, siamo rivoluzionari, siamo socialisti, siamo umani, siamo molte cose, ma siamo soprattutto patrioti! Patrioti! E ogni volta che parlo di patrioti, mi viene in mente quella vecchia canzone che cantavano i soldati venezuelani nei carri armati, che ho imparato da giovane! La porto qui nell’anima, sapete?

Al suono di trombe guerriero, arriva il corazzato / arriva veloce / con sospettosi draghi d’acciaio / che  proteggono la patria che ci ha dato il cielo / patria, patria, amata patria / tuo è il mio cielo, tuo è il mio sole / Patria, tua è la mia vita, tua è la mia anima, tuo è il mio amore /

Patria, patria! Oggi abbiamo una patria! E succeda quel che succeda, in qualsiasi circostanza, continueremo ad avere una Patria!Una Patria perpetua, come disse Borges! Una patria per sempre! Una patria per i nostri figli! Una patria per le nostre figlie! Patria! Patria! Patria! Patrioti del Venezuela. Uomini e donne, ginocchio a terra! Unità, Unità! Unità dei Patrioti!

Non mancheranno quelli che cercheranno di approfittare di momenti difficili per mantenere l’impegno con il capitalismo con il neoliberalismo per uccidere la patria. No! Non ci riusciranno! Di fronte a queste nuove difficoltà, di qualsiasi misura esse siano, la risposta di tutti i patrioti, rivoluzionari, di tutti quelli che sentiamo la patria fino alle viscere, come direbbe Augusto Mijares, dev’essere: la patria è unità, lotta, battaglia e vittoria! Nicolás, là c’è la spada di Bolívar! Portatela qui… Eh… La spada di Bolívar! La spada del Perú! Quella che diedero a Bolívar in Perú nel 1824! Bene, su questa spada giuriamo…su questa spada noi giuriamo! Giuriamo! Giuriamo su questa bandiera! Giuriamo davanti a Dio!  Giuriamo davanti al nostro Popolo! Dobbiamo stare molto attenti e chiedo tutto il vostro appoggio… tutto l’appoggio  del Popolo e di tutte le correnti…di tutti i settori della vita nazionale, dei patrioti del Venezuela. Civili! Militari! Uomini! Donne!

In questa circostanza, abbiamo bisogno di tutto l’appoggio, innanzitutto per il Governo Rivoluzionario, per continuare nella nostra marcia verso quello che si vede all’orizzonte: la grande vittoria del 16, non è così? La vittoria del 16 dicembre, negli Stati di tutto il paese. E l’appoggio, l’unità nelle decisioni che dovremo prendere nei prossimi giorni, nelle prossime settimane, nei prossimi mesi. Qualunque esse siano!

E con questo finisco. Oggi abbiamo una patria! Che nessuno lo dimentichi! Oggi abbiamo un Popolo! Che nessuno lo dimentichi! Oggi abbiamo una patria più viva che mai! Che arde in un fuoco sacro, in un fuoco sacro! Mi resta da dirvi soltanto, oltre a darvi la buonanotte, alle dieci e dieci di questo sabato sera. ¡Hasta la victoria siempre!

[Si ringrazia Doris Theis per il testo tradotto in italiano]

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Napoli 22ott2015: Hugo Chávez: due sguardi

L’eredità politica del presidente Chávez

maduro

di James Petras

da Latino-america

22-09-2015.- Hugo Chávez ha sempre pensato che la rivoluzione bolivariana fosse un continuo processo in due sensi – 1) la rivoluzione contemporanea come continuazione della storica lotta per la liberazione nazionale guidata da Simon Bolívar all’inizio del 19mo secolo; 2) la rivoluzione politica e nazionale cominciata con la sua elezione nel 1998 deve, necessariamente, avanzare verso una trasformazione socialista.

Chávez capì che il potere politico implicava molto più che vincere le elezioni ed entrare nel Palazzo Presidenziale; l’obiettivo politico strategico era di trasformare lo stato neo-coloniale, allo scopo far avanzare la rivoluzione nazionale per la liberazione, il che in Venezuela significava creare una nazione indipendente. In un paese petrolifero, la liberazione nazionale significava procedure al controllo totale dell’industria petrolifera e alla redistribuzione delle entrate alla maggioranza del popolo lavoratore. Per Chávez, la rivoluzione nazionalista era un passo necessario verso l’avanzamento della rivoluzione socialista. Per Chávez, la nazionalizzazione delle industrie strategiche era un passo verso la socializzazione dell’economia – la decentralizzazione del controllo nelle mani di consigli comunali. Per Chávez, o la rivoluzione avanzava dalla sfera politica ed economica verso una trasformazione sociale, culturale ed etica o avrebbe ristagnato, sarebbe tornata indietro e sarebbe stata sconfitta.

In ogni crisi maggiore, il golpe del 2002, la serrata del 2003, il referendum del 2004, la decade di minacce militari e sabotaggio da Washington e Bogota, Chávez ha risposto radicalizzando la rivoluzione, mobilitando le masse e internazionalizzando la rivoluzione.

A ogni congiuntura del confronto di classe, Chávez non è mai retrocesso; invece di fare compromessi con la borghesia, ha intensificato i suoi sforzi volti ad ampliare la coscienza nazionale e socialista tra le masse.

Chávez ha ingaggiato una lotta su due fronti: 1) contro il ‘nemico esterno’ – l’imperialismo USA, lo stato terrorista colombiano e la classe capitalista del Venezuela; 2) contro i nemici interni, quei leaders e funzionari dello stato bolivariano e della PSUV che erano parte dell’eredità rentista e indaffarati nella corruzione, nell’abuso di potere e che hanno fallito nel rispondere alle domande popolari. Chávez ha dichiarato guerra al burocratismo e alla conciliazione con i borghesi.

Chávez capì che la capacità di resistere i ‘nemici esterni’ dipendeva dai movimenti coscienti, organizzati, della massa. Chávez detestava i dirigenti burocratici, incompetenti e corrotti, che volevano impedire che la rivoluzione avanzasse. Questi funzionari che crcavano di soffocare l’avanzamento del potere popolare, di marginalizzare i consigli comunali, di concentrare il potere nelle mani di un’élite burocratica, allo scopo di negoziare un compromesso con l’imperialismo e la borghesia locale, che avrebbe lasciate le istituzioni basiche e i privilegi della società capitalista intatti.

L’eredità politica basilare di Chávez sta nel suo riconoscimento che la relazione dialettica tra i nemici esterni e interni della rivoluzione continua, richiedeva l’approfondimento della coscienza spirituale, culturale e politica attraverso la radicalizzazione della lotta di classe e dell’audace movimento delle masse.

Di fronte al sabotaggio capitalista dell’economia, Chávez dichiarò la necessità di nazionalizzare tutte le maggiori industrie. Di fronte alle truffe finanziarie da parte di funzionari privati e pubblici, Chávez ha richiesto la socializzazione del sistema bancario. Di fronte agli embargo imperiali, Chávez ha cercato nuovi alleati internazionali: ha approfondito i legami con i nazionalisti latino-americani, islamici, russi e cinesi.

Oggi il Venezuela fronteggia la sua crisi più grande dall’elezione di Chávez.
Il Presidente Maduro si trova di fronte opzioni – o seguire per la strada indicata da Chávez, la strada della rivoluzione continua, o cercare il sentiero della conciliazione, della resa e della sconfitta.

Chávez ha identificato i cinque obiettivi storici interrelati del popolo venezuelano lungo il sentiero della rivoluzione. Ha stabilito il quadro nazionale, ha messo il socialismo nell’agenda a breve termine, ha promosso con successo l’unità sud-americana, ha partecipato alla creazione di un mondo poli-centrico e sollevato il tema del cambiamento climatico.

I progressi del Presidente Chávez sono in pericolo mortale oggi, a causa dei nemici interni ed esterni. La continuazione e realizzazione degli obiettivi storici di Chávez sarà nelle mani dei settori avanzati delle masse rivoluzionarie nei prossimi mesi.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Marco Nieli]

Firenze 27ott2015: Presentazione del libro “El Presidente de la Paz”

Lettera di Fidel Castro a Telesur per il decimo anniversario

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«La sua creazione fu un’iniziativa dell’indimeticabile Hugo Chávez, cosciente dell’importanza di promuovere l’integrazione latinoamericana»

«…Non vi è stato alcun importante accadimento politico, economico e sociale nel quale teleSur non sia stata presente con immediatezza, obiettività e veridicità…», ha scritto il leader della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro, in una lettera inviata a teleSur in occasione del suo decimo anniversario.

TeleSur iniziò le sue trasmissioni il 24 luglio del 2005, grazie a un’iniziativa congiunta di Fidel stesso e del leader della Rivoluzione Bolivariana, Hugo Chávez, che furono i principali promotori del processo di integrazione tra le nazioni latinoamericane e caraibiche.

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Sin dalla sua nascita, l’emittente televisiva ha trasmesso i principali eventi politici e sociali della regione così come del resto del mondo, offrendo sempre un punto di vista alternativo, diverso dai mezzi d’informazione egemonici.

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[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Misión Milagro ha restituito la vista a 4 milioni di pazienti

010615_Antigua_y_Barbuda_Jornadas_Mision_Milagro_WEB03da Prensa AVN/MPPRE

In Venezuela, in America Latina e nei Caraibi, quasi 4 milioni di pazienti hanno recuperato la vista attraverso la Misión Milagro, un programma creato nel 2005 dai leader della rivoluzione cubana e bolivariana, Fidel Castro e Hugo Chávez, con l’obiettivo di curare quei cittadini sprovvisti delle risorse necessarie per affrontare un intervento oftalmologico.

Durante il suo programma settimanale ‘Con Cilia en Familia’, la prima combattente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Cilia Flores, ha parlato del supporto fornito dalla Misión Milagro, che costituisce un programma sociale consono alla costruzione di un mondo possibile, basato sulla solidarietà e l’assistenza completa ai popoli.

Flores ha spiegato che in ogni paese dove arriva la Misión Milagro vi è un processo di formazione di professionisti con attrezzature all’avanguardia per garantire interventi di qualità per tutti i beneficiari.

Inoltre ha evidenziato la volontà del governo bolivariano di estendere questo programma sociale alla comunità del Bronx negli Stati Uniti: «La nostra Misión Milagro cura quest’anno i pazienti dei Caraibi Orientali. Potremmo prestare assistenza anche ai nostri cari fratelli del Bronx».

Il Presidente Nicolás Maduro, attraverso il proprio account Twitter ha dichiarato che la Misión Milagro, è una meravigliosa creazione dell’Alleanza Bolivariana per i popoli della Nuestra América (ALBA). «La rivoluzione delle missioni socialista è che donano la vista a chi non la possiede e soprattutto amore per la vita a tutti. Viva la Rivoluzione!».

L’8 luglio del 2004, un gruppo di venezuelani fece un primo viaggio a Cuba per essere operati da specialisti in oftalmologia dell’isola. Da quel momento iniziò a prendere forma la Misión Milagro. Quasi un anno dopo, il 25 di agosto del 2005, Chávez e Castro firmarono il ‘Compromiso de Sandino’, che prevede l’assistenza solidale ai popoli d’America per promuovere lo sviluppo della regione.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Manuela Sáenz e il Giorno dell’Indipendenza a Napoli

070715napolesmanueladefinitiva03da mre.gov.ve

Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli culminerà la sua giornata dedicata alla celebrazione del Giorno dell’Indipendenza, ricordando la ‘Generala’ Manuela Sáenz.

Una lettura teatrale realizzata dall’artista napoletana Alessandra Borgia nel ruolo di Manuela, accompagnata dalla musica del sassofonista Valerio Virzo, con la voce narrante di Marnoglia Hernández Groeneveledt, sotto la direzione di Alina Narciso responsabile della compagnia teatrale Metec Alegre.

L’evento avrà luogo presso il Convento di San Domenico Maggiore, nel centro storico di Napoli.

La rappresentazione artistica ha l’obiettivo di raccontare la lotta per l’Indipendenza, a partire dal ‘Diario de Quito’, uno scritto che raccoglie momenti importanti della storia, la lotta e l’amore che unì Simón Bolívar a Manuela, ascesa a ‘Generala’ dell’Ejército Libertador post mortem, su iniziativa dei presidenti Hugo Chávez e Rafael Correa.

Il momento sarà inoltre propizio per ricordare le ‘Manuela’ attuali, nuove protagoniste del processo bolivariano che ha collocato la donna in prima linea di combattimento. La giusta occasione per conoscere quelle donne che lottano coma la prima combattente Cilia Flores, che sta portando avanti un lavoro fondamentale e storico, e sul quale trova supporto il Presidente Nicolás Maduro, nuovo precursore delle idee del Libertador.

Il Ministro degli Esteri Delcy Rodriguez, il Presidente del Consiglio Nazionale Elettorale Tibisay Lucena Ramirez, il Procuratore Generale Luisa Ortega, sono solo alcune delle nuove ‘Manuela’ protagoniste del processo bolivariano.

Napoli con questa rappresentazione teatrale vuole far conoscere la storia di lotta ed eroismo latinoamericano, a partire da uno dei suoi protagonisti principali: Manuela Sáenz.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Chávez in prima linea nelle battaglie che resero irreversibile la Rivoluzione

fa72e023-95d0-443c-8eed-3a40468292f7-e1436382796160-540x440da psuv.org.ve

«Ringraziamo la provvidenza, rendiamo grazie a Dio, alla storia patriottica che abbiamo potuto condividere con il Comandante Chávez, che è stato sempre in prima linea a combattere quelle battaglie necessarie a rendere irreversibile la trasformazione, non solo nel nostro Venezuela, ma in tutta la nostra America e probabilmente nel mondo», ha affermato il Vicepresidente esecutivo Jorge Arreaza.

In occasione di un omaggio realizzato presso il Cuartel 4-F, a 40 anni dalla promozione a Sottotenente del Comandante Hugo Chávez, il Vicepresidente ha evidenziato il ruolo nefasto della guerra economica e psicologica che la destra effettua ai danni del popolo.

Ha poi aggiunto che il Presidente venezuelano ha piena fiducia nelle Forze Armate. «Il Presidente Maduro quando nel 2014 i poteri golpisti si riversarono nelle strade con violenza, sapeva di poter fare affidamento sui suoi compagni militari, che con la loro disciplina l’avrebbero aiutato a superare quei difficili momenti».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Il Venezuela mostra la sua potenza militare

5599fbeec461881f508b4575da Russia Today

Il 5 luglio il Venezuela ha celebrato l’anniversario della firma della Dichiarazione di Indipendenza.

Il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha assistito a una sessione solenne dell’Assemblea Nazionale e presieduto una parata militare

In Venezuela il 5 luglio si sono tenute diverse manifestazioni per commemorare il 204° anniversario della firma della Dichirazione d’Indipendenza, guidate dal Presidente Nicolás Maduro. Le attività hanno avuto inizio nell’Assemblea Nazionale con una sessione solenne, alla quale hanno preso parte ministri, l’alto comando militare, i rappresentanti delle forze politiche e delegazioni diplomatiche.

In seguito, il Presidente della Repubblica Bolivariana ha presieduto una grande parata militare, tenutasi presso il Paseo Los Próceres nella città di Caracas (Venezuela). «Siamo la patria chavista, qui c’è il Venezuela, in questo 2015 e per sempre», ha annunciato il Presidente secondo quanto riportato da RNV.

Nicolás Maduro ha riconosciuto che, nonostante i 204 anni di indipendenza del Venezuela, vi è ancora un duro cammino da percorrere: «Il presente è di lotta, il futuro appartiene al popolo venezuelano, viva la Forza Armata Nazionale!»

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«204 anni dopo – ha dichiarato inoltre Maduro attraverso il proprio account Twitter – qui abbiamo un popolo che si è alzato in piedi, più deciso che mai a essere libero e sovrano, percorrendo il cammino rivoluzionario di Bolívar e Chávez».

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Il 5 luglio del 1811, mediante il documento conosciuto come Atto della Dichiarazione di Indipendenza, il Congresso del Venezuela dichiarò in maniera solenne la sua separazione dalla Spagna. I rappresentanti delle sette province appartenenti alla vecchia Capitanía General de Venezuela (Caracas, Barquisimeto, Cumaná, Barcelona, Mérida, Margarita e Trujillo), riuniti nella Capilla Santa Rosa de Lima, a Caracas, resero effettiva la separazione dalla Corona spagnola e diedero vita a una nuova nazione sudamericana. Attraverso la Dichiarazione di Indipendenza, il Venezuela stabilì il principio di uguaglianza dei cittadini, l’abolizione della censura e la libertà d’espressione.

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[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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