Le maggiori bugie della stampa occidentale sulla Siria

Guta.jpgdi Carlos Santa María

28feb2018

da Hispan TV

I media internazionali incolpano il Governo siriano dei bombardamenti nel Guta Orientale

Washington ha lanciato 7 menzogne  attraverso i media, al fine di ingannare l’opinione pubblica e generare odio contro Bashar al-Asad, la Russia, l’Iran e i loro alleati.

Ogni volta che l’esercito siriano sconfigge le bande terroristiche, appare una guerra mediatica transnazionale ‘sorpresa’ dalla violenza contro i civili e che chiede che il ‘massacro’ si fermi.

“È necessario mentire come un demone, senza timidezza, non solo sul momento, ma con coraggio e per sempre […] Mentite, amici miei, mentite, vi ripagherò quando arriverà il momento” (Voltaire).

È il caso del Guta Orientale, dove Al-Qaeda e l’ISIL (Daesh, in arabo) si sono trincerati da molti anni, attaccando la popolazione civile di Damasco con attentati quotidiani, che hanno portato a negoziati e alla Risoluzione 2401 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite-UNSC (24-2-2018), che ordina una tregua umanitaria con un cessate il fuoco di 30 giorni. La campagna di ‘denuncia’, attraverso la portavoce del Dipartimento di Stato, Heather Nauert, è stata integrata venerdì 24 dall’Ambasciatrice USA presso l’ONU Nikki Haley, che ha criticato il governo siriano e la Russia, ma nascondendo l’esistenza di gruppi criminali  nel Guta come Yeish Al-Islam, Al-Nusra Front, Ahrar Al-Sham, Faylaq al-Rahman e Fajr Al-Ummah. Contrariamente alle sue parole, proprio domenica 25, queste bande hanno continuato a lanciare missili su Damasco e la coalizione guidata dagli Stati Uniti ha violato la Risoluzione, attaccando case di civili nelle città di Al Shaafa e Dharat Allouni, uccidendo almeno 29 persone e ferendo decine di bambini e donne con bombardamenti. L’uso dei missili anti-carro TOW fabbricati negli Stati Uniti ha completato la giornata.

In quest’occasione, Washington ha divulgato 7 bugie attraverso i media, al fine di ingannare l’opinione pubblica e di generare odio contro Bashar al-Assad, la Russia, l’Iran e i loro alleati.

Prima: il mondo sta a guardare, mentre un altro massacro si svolge in Siria.

Ci si rammarica del fatto che nessuno si preoccupi della Siria e che, pertanto, questi massacri avvengono ogni giorno senza ostacoli, poiché Al-Asad avrebbe ordinato di distruggere scuole, aziende, case e centri medici, i cui medici ricorrono all’uso di medicinali scaduti per curare i feriti. La verità è che le nazioni sovrane sono impegnate a cercare di fermare l’intervento militare di gruppi terroristici sponsorizzati da potenze e regni arabi, in barba alle minacce dovute al presunto uso di armi chimiche da parte della Siria, quando si sa che queste armi mortali sono state consegnate ai ‘ribelli’ e alle bande di takfiri dai governi occidentali, che infrangono tutti i trattati. Lo prova il fallito attentato di domenica 25 con un’autobomba a Jobar.

 

Seconda: l’informazione internazionale fornita dai mezzi di comunicazione è libera.

Ciò significherebbe che le notizie sono fornite senza alcun coordinamento transnazionale e riflettono solo la terribile verità. Non è necessario analizzare, perché i fatti testimoniano da soli. La cosa strana è che una stessa foto nello stesso momento viene mostrata da migliaia di notiziari o pagine stampate, che continuano a ripetere un identico discorso, già preparato in anticipo per tutti quelli che sono soggetti allo stesso ordine. Vale a dire, quest’informazione pilotata lascia intravvedere la presunta libertà di mentire con impudenza, nel rendere evidente la falsità di dette affermazioni.

Terza: emozioni e sentimenti spiegano il problema.

Frasi come “la morte sta piovendo sul Guta Orientale”, dove, con l’aumento delle morti, si finisce per “gettare parti del corpo in fosse comuni”, con la paura di andare negli scantinati a causa dei bombardamenti e di morire sotto le macerie, sono argomenti ripetitivi, ‘esplicativi’ del conflitto. La verità è che, nonostante la sofferenza dell’innocente sia vera, lo sfondo della violenza non viene analizzato perché, così facendo, dovrebbero essere identificati i poteri che sostengono i gruppi terroristici come la Francia, il Regno Unito e gli Stati Uniti (insieme ad altri ‘partner della regione’),  i quali dovrebbero essere puniti per ‘crimini di guerra’. Il loro primo ordine coerente dovrebbe essere quello di permettere a tutte le famiglie che lo richiedono di passare attraverso i corridoi umanitari.

Quarta: gli attacchi aerei colpiscono indiscriminatamente ospedali, scuole e edifici residenziali.

Ciò che viene riportato dai ‘colleghi’ non risponde alla vera domanda: dove si nascondono i terroristi e perché usano i civili per proteggersi, provocando loro atroci sofferenze? La verità è che non ci sono così tanti abitanti e un numero importante corrisponde ai takfiri, che hanno occupato quest’area per attaccare Damasco nel loro tentativo di provocare caos e massacri, su mandato delle rispettive organizzazioni. La violazione della Risoluzione 2401 conferma l’inaffidabilità delle loro dichiarazioni di sincerità. La NATO, ad esempio, non ha rispettato questa direttiva e incoraggia la Turchia a continuare la sua guerra distruttiva in Siria, anche se rifiuta lo stesso ad altri.

Quinta: i caduti sono solo civili, non terroristi.

Secondo gli ‘osservatori dei diritti umani e delle agenzie umanitarie’, più di 500 persone sono morte nel giro di pochi giorni e altre centinaia sono rimaste ferite …  cifre ‘comprovate’ dalle stesse agenzie. La verità è che per la situazione nel Guta Orientale devono rispondere coloro che sponsorizzano i criminali che sono ancora lì e che bombardano le zone residenziali di Damasco con mortai e artiglieria, uccidendo i bambini nelle scuole. Colpevoli sono coloro che si astengono dal condannare gli atti di violenza di questi gruppi, ignorando sviluppi come i negoziati di Astana e di Sochi, dove l’Iran ha sostenuto una posizione forte verso la pace, oppure il lavoro del Centro per la Riconciliazione Russo, i cui protratti negoziati sono stati interrotti dai ‘ribelli’.

Sesta: “invochiamo Dio”, perché l’ONU agisca.

Secondo questo punto di vista, il governo siriano e la Russia non hanno fatto nulla per difendere i civili e gli innocenti ribelli che abitano lì, perché ciò che interessa loro è la morte di tutti i nemici del ‘regime’ e niente di più, dal momento che sono demoni dell’inferno e bisogna vederli così. La verità è che il Ministero degli Esteri siriano ha chiesto alle Nazioni Unite di esprimere immediatamente la sua condanna di questi attacchi terroristici e al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad assumere la propria responsabilità per il mantenimento della pace Internazionale e l’adozione di misure punitive contro gli sponsor stranieri di terrorismo e di crimini contro i civili siriani. La Russia ha accettato la risoluzione emessa sabato 24 febbraio, a condizione che il cessate il fuoco “non includa in alcun modo” il gruppo terroristico ISIL, il Fronte Nusra e i gruppi che collaborano con loro. È mancato un passaggio che prospettasse di andare oltre una tregua che permetteva ai gruppi ultra-violenti di nascondersi e riarmarsi,  e che affrontasse con decisione e serietà l’occupazione illegale della Siria da parte degli Stati Uniti e la loro espulsione dal territorio.

Settima: tutto ciò che dicono le nostre fonti è vero.

Di solito, esse sono i caschi bianchi (organizzazione takfira che trucca lo scenario), l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani-OSDH (guidato dai Servizi Segreti Britannici), un direttore dell’ospedale, i medici, gli analisti di fuori del paese, gli attivisti locali, patologi e becchini, veterani e attivisti anti-governativi, la stragrande maggioranza non identificata, anche se ‘assolutamente affidabili’, considerando che i gruppi ribelli che occupano l’enclave sono combattenti per la libertà ‘moderati’. La verità è che davanti a tali fonti interessate è difficile non essere sorpresi dalle poche informazioni credibili che danno e dalla mancanza di serietà, necessaria per affrontare in profondità un conflitto così serio e complesso. Ovviamente, vi sono altre menzogne di alto profilo: 1) la coalizione statunitense in Siria è legittima e il suo sostegno ai ‘moderati’ armati è a favore della pace e dell’unità in Siria; 2) il governo di Donald Trump è stato il vincitore del Fronte Al-Nusra e del Daesh; 3) la Turchia stabilirà l’ordine nel nord della Siria e sconfiggerà il terrorismo dell’ISIL-Al Qaeda; 4) questa è una guerra civile e religiosa, non causata da bande terroristiche.

Infine, il mondo dovrebbe essere avvertito che la risoluzione adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha incluso risposte solide per garantire un cessate il fuoco e che gli Stati Uniti, il Regno Unito e la Francia sono a conoscenza della provocazione di bande criminali terroristiche con armi chimiche. Se ciò accadrà, i suddetti poteri saranno responsabili di tali atrocità.

La dittatura è un’altra cosa rispetto al diritto dello Stato Siriano di difendere i suoi concittadini, combattendo contro il terrorismo e i suoi sponsor nel quadro del complotto continuato, progettato da governi interventisti per sette anni contro la nazione araba. Le migliaia di morti in Siria a causa di un’occupazione completamente immorale, rendono indispensabile il persistere nella lotta per la giustizia sociale e nel sostegno agli sforzi lodevoli dei popoli e delle nazioni per la fine del conflitto siriano. Prima o poi, è quello che avverrà.

[Trad. dal castigliano per ALBAnformazione di Marco Nieli]

 

Soldati israeliani riconoscono i propri crimini di guerra a Gaza

Picda HispanTv

I soldati israeliani hanno riconosciuto di aver commesso crimini di guerra durante l’offensiva militare di 51 giorni contro la Striscia di Gaza, verificatisi tra luglio ed agosto passato.

Secondo l’informativa pubblicata sabato dal giornale israeliano “Maariv”, i soldati del regime d’Israele sono consapevoli delle atrocità perpetrate nell’enclave costiero palestinese, in particolare nella città di Rafah ed essi temono l’inizio di investigazioni al riguardo.

Come hanno confessato gli stessi soldati israeliani, durante l’offensiva di 51 giorni contro Gaza, sono stati ignorati tutti i valori morali ed i principi bellici.

Pertanto, prosegue l’informativa, i soldati hanno sollecitato i tribunali militari israeliani a sforzarsi per impedire l’inizio di qualsiasi investigazione.

Il passato 23 luglio, il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite (UNHRC) ha comunicato la creazione di una commissione, composta da tre esperti, per indagare i crimini di guerra durante gli attacchi israeliani contro l’occupata Striscia di Gaza.

La commissione deve comunicare entro il marzo 2015 al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni unite i risultati delle inchieste sulle oltre sette settimane di aggressioni sioniste contro Gaza.

Le autorità palestinesi, a loro volta, hanno assicurato che non risparmieranno alcuno sforzo per condurre dinnanzi alla giustizia i responsabili del massacro, tra loro alti dirigenti militari israeliani.

Ieri, il Ministero della Salute palestinese ha pubblicato un nuovo comunicato in cui si indica che 2310 Palestinesi circa hanno perso la vita in conseguenza della recente offensiva israeliana contro la Striscia di Gaza.

Tra le vittime si trovano 1802 uomini e 508 donne, mentre ci sono 10.626 feriti ,in sostanza 7275 uomini e 3351 donne.

L’offensiva israeliana contro l’enclave costiero palestinese è durata dagli inizi di luglio sino al termine di agosto ed il regime sionista ha distrutto anche 11 mila tra case, moschee e scuole.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Antonio Cipolletta]

400 giornalisti iraniani pronti a recarsi a Gaza per svelare al mondo i crimini israeliani

da Hispan.tv

In Iran, più di 400 giornalisti e media attivisti hanno espresso la loro volontà di recarsi nella Striscia di Gaza assediata, al fine di esporre al mondo i crimini commessi dal regime israeliano nei territori palestinesi.

Gli attivisti hanno raccolto centinaia di firme tra il personale dei media iraniani e hanno annunciato la loro volontà di recarsi a Gaza e inviare notizie di eventi reali che si svolgono in quella zona.

I giornalisti iraniani, attraverso un comunicato, hanno condannato le atrocità perpetrate dal regime israeliano contro i civili palestinesi e criticato il silenzio delle potenze mondiali e di alcuni leader arabi della regione sull’uccisione di civili palestinesi, tra cui donne e bambini.

L’offensiva militare israeliana a Gaza, iniziata da circa 28 giorni, che si consuma nella censura dei media da parte del regime di Tel Aviv, ha ucciso, finora, 1857 palestinesi e ferito più di 9400 persone.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

La Bolivia si oppone a un intervento militare in Siria

da HispanTv

Il presidente della Camera dei Deputati della Bolivia, Marcelo Elio Chavez, ha espresso la forte opposizione del suo paese a qualsiasi intervento militare in Siria.

Parlando alla Seconda Conferenza dei Presidenti delle Commissioni Sicurezza Nazionale dei paesi “Amici della Siria”, tenutasi a Teheran, Elio ha difeso mezzi politici per risolvere il conflitto siriano.

«Ho partecipato a questa conferenza a nome del Presidente (Bolivia) Evo Morales, che ha sempre rifiutato un intervento militare in Siria», ha dichiarato.

Il titolare boliviano ha sottolineato le posizioni anti- imperialiste di La Paz che «sostiene la sovranità e l’integrità territoriale dei paesi che sono diventati il fulcro delle potenze mondiali».

Elio ha voluto che i paesi che partecipano alla conferenza di “Amici della Siria” mantengano la partnership per ribadire il proprio sostegno alla creazione della pace nel mondo.

La Seconda Conferenza dei Presidenti delle Commissioni Sicurezza Nazionale dei paesi “Amici della Siria”, alla quale hanno partecipato 31 paesi, si è conclusa oggi dopo l’emissione di una dichiarazione comune.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Dichiarazione degli Amici della Siria contro il Terrorismo

da HispanTv

La Seconda Conferenza dei Presidenti delle Commissioni Sicurezza Nazionale dei paesi “Amici della Siria”, ha concluso, oggi, i suoi lavori con una dichiarazione che condanna la diffusione del terrorismo in Siria, così come in Mali, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Afghanistan e Iraq.

Nella dichiarazione di 12 articoli, tutti i 31 paesi che hanno partecipato alla conferenza hanno lamentato i continui scontri sanguinosi in Siria e hanno sottolineato che eserciteranno i loro sforzi per ridurre la sofferenza del popolo siriano e di rispettare i loro diritti fondamentali.

Hanno anche riconosciuto l’ integrità, l’ indipendenza e la sovranità territoriale della Siria secondo il diritto internazionale e hanno ribadito che la crisi in questo paese dovrebbe essere risolta attraverso mezzi politici .

«Non c’è dubbio che continuare a spedire armi ai gruppi terroristici in Siria e finanziarli è considerato un provvedimento contraddittorio con i tentativi che si vogliono attuare allo scopo di stabilire la pace nel paese arabo», si legge nella dichiarazione.

La dichiarazione ha anche sottolineato la necessità di un dialogo tra le varie fazioni siriane distanti dall’ intervento straniero.

Infine, è stata fatta richiesta di inviare aiuti umanitari per alleviare le sofferenze dei siriani per un conflitto che dura da più di tre anni.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

La Francia nega ai siriani il voto alle elezioni presidenziali

da HispanTv

Il più alto tribunale amministrativo francese ha respinto, oggi, una richiesta di cittadini siriani che rivendicavano il loro diritto di voto presso l’ambasciata di Parigi.

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso di 19 cittadini siriani residenti in Francia che chiedevano l’annullamento di una decisione del governo francese vieta il voto alle presidenziali siriane.

Secondo l’entità giuridica, la controversia non è di sua competenza, mentre la decisione di Parigi, sulla base della Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari, “è inseparabile dalla condotta delle relazioni internazionali in Francia”.

«Le autorità francesi hanno recentemente preso la decisione di opporsi alla organizzazione delle elezioni presidenziali siriane il 28 maggio in Francia», secondo la denuncia di Damien Viguier, avvocato per i 19 cittadini residenti in Francia.

A questo proposito, il Belgio e la Germania hanno aderito alla decisione del governo francese di vietare il voto siriani nelle rispettive ambasciate in Europa nel corso della prossima elezioni presidenziali, ritenendole elezioni democraticamente illegittime.

Mercoledì scorso, i cittadini siriani in Francia hanno organizzato una marcia a Parigi per criticare la Francia e la Germania che ostacolano il processo democratico delle elezioni presidenziali in Siria, non permettendo lo svolgimento di elezioni nelle ambasciate che la nazione araba ha in queste nazioni europee.

Le elezioni presidenziali siriane si terranno il 3 giugno, mentre secondo i dati forniti dal Ministero degli Esteri del paese arabo, i siriani che vivono all’estero possono esprimere il loro voto nelle urne previste a tal fine, messe nelle ambasciate dei paesi in cui risiedono, il 28 maggio.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Russia: Presenza di mercenari statunitensi nell’Est dell’Ucraina

da HispanTv

Il capo di stato maggiore della Russia Valery Gerasimov, ha dichiarato, oggi, che mercenari stranieri, compresi gli americani, supportano le forze ucraine nelle operazioni contro i filo-russi a est dell’ex repubblica sovietica.

«Secondo dati a nostra disposizione, decine di mercenari stranieri, tra loro ci sono gli americani, sono coinvolti in azioni militari a fianco delle autorità di Kiev», ha detto Gerasimov.

In precedenza, il ministero degli Esteri russo aveva rivelato che tra le truppe ucraine, schierate vicine alla città di Slaviansk, ci sono “stranieri che parlavano inglese”.

Gerasimov ha anche evidenziato la maggiore presenza delle forze della NATO sulle frontiere della Russia ed ha sottolineato la necessità di agire.

«In queste circostanze, non possiamo continuare a restare indifferenti a ciò che accade. Dobbiamo rispondere», ha precisato l’alto ufficiale russo.

Il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu, a sua volta ha deplorato che la rimozione dell’ex presidente Viktor Yanukovich, sostenuta dall’estero ed ha spinto l’Ucraina in una guerra civile.

Shoigu ha lamentato che la crisi “creata artificialmente” in Ucraina dall’Occidente ha lasciato un impatto negativo sulla sicurezza globale.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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