Napoli 9mag2018: In Donbass non si passa!

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Nel racconto dell’esperienza di un combattente della brigata Prizrak e InterUnit, il gruppo di antifascisti internazionalisti al suo interno, il bilancio della resistenza antifascista alle porte dell’Europa. “In Donbass non si passa”, uno strumento per aiutare a conoscere e a capire la lotta di liberazione di ieri e di oggi, uno spunto di riflessione per poter affrontare le sfide del futuro, un modo per tenere viva la memoria della lotta del popolo del Donbass, che in armi ha lottato e lotta contro il fascismo, per la costruzione di un futuro diverso da quello riservatogli dalla comunità internazionale dei paesi imperialisti, un futuro migliore, di riscatto e autodeterminazione per il quale si è battuto e che, a dispetto dei disfattisti, ha vinto.

Ne discutiamo con Alberto Fazolo, uno dei due autori del libro.

GAlleЯi@rt – collettivo politico-culturale, presenta
IN DONBASS NON SI PASSA

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Napoli 17mar2018: Donbass e Palestina, sabato Internazionalista in GAlleЯi@rt!

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17 marzo 2018 Sabato Internazionalista in GAlleЯi@rt!/1

Pranzo sociale di autofinanziamento per il Donbass antifascista ed incontro con il compagno Stanislav Retinskiy, Segretario Generale del Partito comunista della Repubblica Popolare di Donetsk. Dalle 12,30 alle 16,30.


17 marzo 2018 Sabato Internazionalista in GAlleЯi@rt!/2

L’Apartheid dimenticato ed il Giro D’Italia: quando lo sport serve solo a nascondere il crimine.

 

 

(VIDEO) Chávez VIVE Maduro SIGUE!

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A 5 anni dalla “siembra” (scomparsa fisica) del Comandante Eterno Hugo Chávez, noi rivoluzionari italiani, membri di movimenti, gruppi, associazioni per la fratellanza, amicizia e solidarietà tra i popoli in lotta antimperialista ne ricordiamo l’eroica figura di Gigante storico, unitamente a Fidel, per essere stato uno dei più tenaci leader latinoamericani che ha condotto avanti un processo di seconda liberazione nazionale, concependo e gettando le basi per la Rivoluzione bolivariana, creativo paradigma politico, culturale, ideologico e valoriale di enorme spessore e validità.

L’eredità del “Arañero” è ad oggi, per il Venezuela e l’America Latina, per l’Africa e l’Asia, infine per l’Europa, materia viva, fuoco ardente di un nuovo modo di fare politica sempre dalla stessa parte, quella della gente umile, lavoratrice, instancabile fautrice della storia collettiva; Chávez diceva che “un altro mondo è possibile se è socialista” e questo è stato, con la dichiarazione del carattere socialista del processo bolivariano, l’obiettivo perseguito nella sua amata Patria per costruire una società più equa, solidale, fondata su Libertà con Giustizia Sociale, Pace e dignità del lavoro, dove nessuno fosse escluso, anzi, dove tutti dessero il proprio contributo al netto di errori, contraddizioni, retrocessioni, ecc.

Egli è stato, è e sarà il canto ribelle di un rivoluzionario che a gran voce reclama e cerca di realizzare nel quotidiano i diritti delle fasce sociali più deboli, è l’espressione più viva di un mondo, di una concezione nuova che sta per sorgere nonostante il vecchio sia restio a scomparire definitivamente.

In definitiva, Il Presidente Chávez è simbolo vigoroso di un’America Latina che cammina sulle proprie gambe, senza il “supporto della democrazia yankee”, delle sue bombe, dei suoi blocchi economici, dei suoi crimini contro l’ umanità.

L’esempio portante di una nuova umanità.

Chávez ViVe
Maduro SiGuE!

Lunedì 5 marzo, ore 18.30 – presso la Galleria Principe di Napoli

Chávez ViVe
Maduro SiGuE! 

Promuovono:
Partito dei CARC
GalleRi Art
ALBAinFormazione – per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli
Associazione Resistenza

Patrocina:
Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nápoles

(VIDEO) Napoli: intervista a “Terroni Uniti”

L'immagine può contenere: 12 persone, persone che sorridonodi Romina Capone

“Siamo tutti antifascisti”. Un coro che grida forte. Sorge viva la necessità di ribadire il proprio antifascismo: un concetto umano che dovrebbe essere assodato, acquisito, una volta per tutte da quel lontano 25 aprile. Eppure giornalmente viene calpestato, vilipeso; soprattutto in periodo di elezioni poiché il suo contrario affascina, fa presa tra le masse, è un collante. Lo scorso 25 febbraio in Galleria Principe di Napoli, per riconfermare l’alto valore di cui sopra, è stato organizzato un evento che vede coinvolto il collettivo GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI, la Murga e alcuni membri del gruppo del progetto “Terroni Uniti”, nato l’11 marzo 2017. Trenta nomi del panorama artistico partenopeo che fondono il loro sound nel brano “Gente do Sud” come puro dissenso alla visita in città di Matteo Salvini, leader del movimento Leghista.

Di seguito l’intervista a cura di Paola De Girolamo a: Ciccio Merolla, Massimo Jovine, Maurizio Capone e Oyoshe.

Paola De Girolamo: Credo che ogni essere umano abbia una missione per guadagnarsi il proprio posto nel mondo. Qual è la vostra? Cosa fate per attuarla?

Ciccio Merolla: Qualsiasi movimento violento proviene da una frustrazione. Noi siamo persone che si sono realizzate con la musica. Il messaggio che cerchiamo di dare è proprio questo: attraverso una funzione artistica, sociale, umana, le persone si possono realizzare e questa cosa abolisce qualsiasi tipo di mentalità violenta e prevaricazione.

Massimo Jovine: Si può scegliere la musica per fare tante cose: raccontare la propria vita, la propria esistenza, l’amore. Quando da ragazzino ho scelto di fare musica, ho sempre pensato che si potesse fare anche qualcosa di più, come provare a raccontare la possibilità di costruire un mondo diverso da quello nel quale viviamo. Da ragazzino magari lo fai perché sei un ribelle, pensi di essere solo contro tutti; poi con il tempo ti rendi conto che può servire anche ad altro: a raggruppare persone come te, a raccontargli una realtà che è possibile realizzare, ma che è possibile farlo solo insieme agli altri. Poi la vita mi ha portato per vari motivi a trovarmi con persone che la pensavano come me, così ho iniziato con i 99 Posse fino ai Terroni Uniti. Questo percorso inizia l’11 marzo con la canzone “Gente do Sud”, che è la risposta veritiera alle parole di Salvini.

P.D.G: Quindi una musica che rivoluzioni.

Ciccio Merolla: La musica è rivoluzione.

Maurizio Capone: Che sostenga anche alcune lotte, che sia una miccia.

Alessio Decoro: Parlo come esponente di Galleri@rt. Il ruolo dell’artista: come si sposa la libertà dell’artista con il dovere che ognuno deve servire? A cosa serve l’arte?

Maurizio Capone: Io credo che l’arte sia un gesto spontaneo: nasce dal tuo essere.

Alessio Decoro: Un essere che però vive in un contesto. Come coniugare libertà e contesto?

Maurizio Capone: Non seguendo il mainstream; con la capacità di essere distanti da ciò che ti succede intorno, ma allo stesso tempo addentro. Un musicista, un artista in generale, mediamente è un “disadattato”. Io ho molta stima per loro (i Terroni Uniti n.d.r) siamo fratelli perché abbiamo una sensibilità comune, percepiamo la dissonanza della società. Noi non riusciamo ad essere del tutto liberi. Scegliere significa rinunciare a qualcosa. Credo che ognuno di noi abbia rinunciato a dei momenti di grande visibilità in nome della dignità e dell’immagine dell’artista.

P.D.G: L’artista non è solo colui che produce semplici opere d’arte, ma colui il quale è dotato di sensibilità particolare la quale ti permette di cogliere il mondo.

Ciccio Merolla: L’arte però si basa su delle opere che vengono messe a servizio di tutti, compreso l’artista stesso. Se chi realizza delle opere ha un pensiero, per quanto puro possa essere, tenendolo per sé, alimenta una forma di egoismo. L’artista è quello che dà. Ci sono dei concetti umani che stanno crollando e l’arte può sensibilizzare e riattivare il cuore delle persone.

Maurizio Capone: Noi siamo abituati ad essere nudi. Quando scriviamo una canzone e saliamo a cantarla sul palco, ci spogliamo della nostra forma all’interno della società; il pubblico lo sa, se ne accorge se dici una cazzata, se ti stai travestendo. In un certo senso facciamo politica. È un mettersi in discussione.

P.D.G: Se voi non foste nati a Napoli, in questa realtà piena di contraddizioni, sareste comunque gli artisti che siete?

Massimo Jovine: Penso che i 99 Posse non si sarebbero potuti formare in nessun altra città. E’ il contesto che ti rende quello che sei.

Maurizio Capone: E’ chiaro che l’ambiente ti influenzi in maniera impressionante. Noi siamo rimasti volontariamente.

P.D.G: Qual è il sentimento nei confronti di Napoli?

Maurizio Capone: Credo che ognuno di noi percepisca una sorta di rabbia nonostante riusciamo a metabolizzarla e a trasformarla in arte, in bellezza. La rabbia è però forte perché hai la sensazione di aver vissuto in un periodo storico nel quale non hai avuto delle occasioni, non a livello personale ma a livello sociale. Per esempio Via dei Tribunali si è trasformata. Io ho vissuto a San Gaetano quando il centro storico era in mano alla camorra e oggi quando ci passo mi commuovo, mi scendono le lacrime. Ma vedere tante persone che ammirano il luogo nel quale hai vissuto, dove io per primo mi sono reso conto del suo valore, ma che purtroppo non abbiamo saputo curare, mi fa soffrire molto ed è uno dei motivi per cui sono rimasto a Napoli.

Romina Capone: Napoli non è solo centro città, è anche Scampia, Barra, Bagnoli e San Pietro a Patierno; molte delle storie di cui cantate nascono proprio da lì. Qual è il vostro rapporto con la periferia?

Massimo Jovine: Ci sono delle periferie anche nel pieno della città come la Sanità, i Quartieri Spagnoli, etc. Bisognerebbe dare più strumenti a chi vive in queste zone. Ti faccio un esempio proprio di Scampia: nell’ultimo periodo, nell’ultimo anno iniziano a sorgere teatri, asilo, nati molto spesso in modo spontaneo, in maniera autorganizzata.

Oyoshe: Faccio il rapper ormai da moltissimi anni e grazie a ciò ho avuto la possibilità di integrarmi in contesti dove cerco di creare una via di speranza per le generazioni future e trovare una valvola di sfogo e canalizzare tutte le loro energie. Per cosa? Per lo sviluppo, che è bloccato nelle sue numerose declinazioni. Bloccato perché le persone si adagiano. Questo teniamo a Napoli: l’art e s’arrangià, che delle volte può fare del bene ma più spesso del male. Nelle periferie c’è odio, c’è rabbia; gente la quale crede che, purtroppo, il proprio agire sia ben giustificato.

P.D.G: Fascismo, antifascismo. Siamo passati dalle camicie nere ad una forma più latente ma pur sempre presente, tristemente.

Massimo Jovine: La camicia nera è solo un simbolo. Il fascismo si giudica dalle azioni: quello che proferisce Salvini è fascismo. Se nei posti in cui ci sono disagi non si danno gli strumenti necessari per creare uguali opportunità sociali si crea dislivello. Strumento per il controllo delle le masse popolari.

Maurizio Capone: Il fascismo è anche menefreghismo. La cultura è la vera risposta. Con l’arte, con la musica cerchiamo di portare cultura, libertà di pensiero, per uscire da qualunque forma di dominazione.
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(VIDEO) Napoli 5gen2018: Proiezione di “Abril” in GAlleЯi@rt

Abril di Fabio Gargano

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Nuovo anno in GAlleЯi@rt a Napoli e subito con una novità: quest’anno “Aprile” arriva a Gennaio. Alle volte la storia ha bisogno di una spinta e noi la cominciamo a dare con una nuova interessante iniziativa! Proiezione del film documentario “Abril” (regia di Fabio Gargano) direttamente dal Venezuela Bolivariano. Parteciperanno lo scrittore David Gomez Rodriguez, uno dei giovani protagonisti del documentario nonché della Rivoluzione Bolivariana e la Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela Amarilis Graffe. Vi aspettiamo!
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Napoli 22dic2017: Con la RPD di Corea!

L'immagine può contenere: 1 persona, sMSda  Partito dei CARC – Federazione Campania

Dall’inizio del 2017 la Repubblica Popolare Democratica di Corea (RPDC) è oggetto di minacce militari da parte degli imperialisti USA e dei loro servi, accompagnate dall’inasprimento delle sanzioni economiche da parte dell’ONU. I media di regime sostengono a loro volta questa operazione con una martellante campagna di denigrazione, falsificazione e ridicolizzazione dell’esperienza coreana (di cui la sinistra borghese è complice): una vera e propria propaganda di guerra finalizzata a giustificare agli occhi dell’opinione pubblica l’invasione del paese.

La verità è che la resistenza della RPDC, del Partito del Lavoro di Corea e del popolo coreano rafforza la rinascita del movimento comunista internazionale e di quello antiimperialista perché contrasta il disfattismo seminato dalla sinistra borghese e infonde coraggio e fiducia in tutti coloro che nel Mondo lottano contro la Comunità internazionale dei gruppi imperialisti europei, americani e sionisti, i veri terroristi e criminali di guerra della nostra epoca.

La RPDC e il Partito del Lavoro di Corea mostrano infatti con la loro lunga storia alle masse popolari e ai popoli oppressi di tutto il Mondo che è possibile resistere agli imperialisti USA e ai loro servi e affrontare situazioni estremamente difficili e complesse: sono riusciti a restare in piedi nonostante la guerra del 1950-53, l’occupazione del Sud del paese da parte degli USA, le sanzioni economiche, le provocazioni continue, il crollo o cambiamento di colore del resto dei primi paesi socialisti. Sono riusciti inoltre a dotarsi di un proprio armamento nucleare come deterrente rispetto alle invasioni e attacchi degli imperialisti, facendo tesoro delle lezioni provenienti dall’invasione dell’ex Jugoslavia, Iraq, Afganistan e Libia.

Di questo tratteremo venerdì 22 dicembre 2017, alle ore 17:30 in Galleria Principe di Napoli (zona Museo), attraverso gli interventi di Fabiola D’Aliesio della Direzione Nazionale del P.CARC, del senatore della Repubblica Bartolomeo Pepe che racconterà di quanto constatato di persona durante i due viaggi nella RPDC e con i saluti della Console del Venezuela a Napoli Amarilis Gutierrez Graffe.

Napoli 26nov2017: Revolutija con “La Madre” di Pudovkin

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La rassegna Revolutija. 1917-2017: La Rivoluzione d’Ottobre in mostra continua

Domenica 26 novembre 2017 ore 18.00
PROIEZIONE de
Мать – #LaMadre (film di Vsevolod Pudovkin, URSS, 1926)

Pellicola creativa nel montaggio, nella direzione degli attori e nella scelta delle inquadrature fu successo internazionale universalmente riconosciuto come grande classico del cinema muto. Il soggetto è tratto dall’omonimo dramma letterario di Maksim Gor’kij, rappresentativo e, al tempo stesso, antesignano dell’epopea rivoluzionaria russa, raccontata nelle vite vissute di persone comuni, protagoniste della storia. 

La vicenda si svolge in Russia nel 1905, in epoca zarista, immediatamente prerivoluzionaria.
Pelaghia Vlasova, vedova di un operaio di fabbrica, fabbro irsuto e violento, invecchiata precocemente dalle fatiche e dai maltrattamenti, maturerà attraverso il rapporto con il figlio Pavel, giovane operaio socialista, la coraggiosa consapevolezza della necessità della rivoluzione come unico strumento di cambiamento dei rapporti di produzione e di tutti i rapporti sociali. Dalla miseria, dalla fame, dalle malattie e da una condizione di sfruttamento in cui ‘il frutto delle nostre fatiche se lo godono gli altri’, ‘da tutte le forme di asservimento fisico e morale a cui questa società sottopone l’uomo’ c’è un’unica via di uscita: ‘Al popolo tutti i mezzi di produzione, al popolo tutto il potere!’.

E proprio il problema del potere, storicamente centrale nel lavoro per la rivoluzione, viene affrontato lungo l’intera narrazione, nell’intreccio delle vicende umane e politiche dei protagonisti, laddove l’accento è sempre posto sulla necessità di non dimenticare che il traguardo non sono le piccole conquiste, ma soltanto la vittoria completa.

Il rapporto tra madre e figlio si trasforma gradatamente all’interno di questo percorso comune di lotta per la rivoluzione, percorso durante il quale Pavel e gli altri compagni conosceranno più volte il carcere e infine le aule dei tribunali. Saranno proprio le dichiarazioni processuali del figlio a determinare, evidenziando un alto senso di responsabilità, l’ ultima scelta decisiva della madre che metterà in gioco la propria vita per portare a tutti ‘una verità che nessun potrà fermare’.

Intervengono:

Arianna Donini – Introduzione al film
Viaceslav Castellano – Presentazione “Мать”, opera su tela

Napoli 19nov2017: Poema Pedagogico in GAlleЯi@rt

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Domenica 19 novembre 2017, ore 17.00
#PoemaPedagogico di Anton Makarenko
in Galleria Principe di Napoli
Ingresso Via Pessina – zona Museo – Napoli
Con:
Igor Papaleo
Edizioni Rapporti Sociali
Eleonora Getman
Informale: NIKA / Неофициальная: NIKA
Alberto Fazolo
#MilitanteInternazionalista.

***

Il “Poema pedagogico” è il racconto della colonia Gor’kji, un istituto per la rieducazione sociale di minori ex-delinquenti. Il Commissariato per l’Istruzione Pubblica del giovane governo sovietico affida al maestro Makarenko il compito di costruirla e dirigerla. Le difficoltà sembrano insormontabili, tra scarsezza di mezzi necessari a soddisfare bisogni primari e le problematiche relative alla sperimentazione di nuovi modelli educativi del socialismo in costruzione. Ambizioso e necessario l’obiettivo: forgiare un uomo nuovo, l’uomo del socialismo, appunto. Perciò, anche se da principio “lacero e affamato”, è con entusiasmo e con la consapevolezza di essere sorretto nel massimo grado possibile dal potere sovietico che il maestro “va all’attacco, sul fronte della scuola, sul fronte del libro, alla testa di tutti i suoi ragazzi” (Maiakovski). Era il 1920. La rieducazione socialista trasformerà quei ragazzi considerati dal vecchio regime zarista un problema di ordine pubblico in dirigenti di Partito, soldati, cosmonauti, operai specializzati, insegnanti, medici, individui socialmente utili.

“Dobbiamo educare un lavoratore colto ed evoluto. Dobbiamo educare in lui il sentimento del dovere e il concetto dell’onore […] egli deve sentire la dignità sua e della sua classe e deve esserne orgoglioso […]. Deve essere un attivo organizzatore. Perseverante e temprato, egli deve saper dominare se stesso e saper influenzare gli altri. […] Deve essere lieto, cordiale, alacre, capace di lottare e di costruire, capace di vivere amare la vita”. È questo l’ideale educativo di Makarenko e la sua esperienza. Quella raccontata in un’opera che giunge fino a noi e che, per gli insegnamenti che da essa si ricavano, ci parla e ci riguarda. Riguarda tutti quanti vogliono formarsi per trasformare la realtà di abbrutimento morale e intellettuale, evasione e assenza di prospettive cui la crisi generale delle società borghesi consegna i giovani delle masse popolari. L’esperienza di Makarenko dimostra il valore della disciplina cosciente e della gioia di compartecipare a un progetto collettivo di “un’esistenza in comune”.

I ragazzi di Makarenko, nel loro passaggio da insieme di giovani sbandati a collettivo cosciente ed esemplare di giovani sovietici, combattenti sulla barricata del socialismo e pionieri del primo stato socialista della Storia, l’Unione Sovietica, possono considerarsi il paradigma di una società nuova, che tende alla realizzazione compiuta del diritto-dovere di tutti a vivere dignitosamente e a lavorare nell’interesse di una società dove c’è posto per tutti, poiché a ognuno essa assegna un posto. Era la sfida aperta dalla Rivoluzione d’Ottobre, esattamente cento anni fa.

Napoli 2dic2017: GAlleЯi@rt, serata in musica contro il razzismo!

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Napoli 5nov-3dic2017: Revolutija 1917-2017 L’Ottobre in mostra

di GAlleЯi@rt

Sempre più artisti riconobbero che la rivoluzione si era compiuta come spiegazione, causa e scopo delle loro lotte, della loro passione, a cui la loro vita apparteneva inconsapevolmente. Sempre più artisti, dotati umanamente oltre che artisticamente, entrarono nella politica attiva, si dedicarono, seguendo il loro impulso, alle sorti delle masse, dimenticarono il loro individualismo, che d’altronde era solo un risultato del tirannico isolamento in cui la società borghese tiene fuori i suoi buffoni di corte. 

La teoria, nata e cresciuta nell’“atelier”, la teoria delle scuole, delle correnti, che rifletteva il passare del tempo in modo non più chiaro e riconoscibile solo a pochi, fu dissolta nell’atmosfera collettiva effervescente della rivoluzione vittoriosa.

L’arte che emerge dalla rivoluzione è essa stessa rivoluzione. Essa propaga la vibrazione della grande rivoluzione. Insegna all’estetica a sottomettersi e adattarsi all’eterna volontà del cambiamento dei tempi, il cui segno più visibile è la rivoluzione sociale, base di ogni rivoluzione politica.

L’estetica sorta dalla rivoluzione significa la rivoluzione stessa e non soltanto un segmento della rivoluzione. L’insieme della volontà creatrice del tempo e non solo una delle sue molteplici manifestazioni.
(liberamente, Arthur Holitscher, 1922)

1917-2017: GAlleЯi@rt celebra i cent’anni della grande Rivoluzione d’Ottobre.

Da domenica 5 novembre a mertedi 5 dicembre, un mese di espositiva, allestimenti, iniziative, proiezioni, presentazioni pubbliche. Per un contributo al bilancio storico, per un passo ancora, a cent’anni di distanza allo stravolgimento della visione soggettiva del mondo.

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“REVOLUTIJA”
Programma Working Progress:

domenica 5 novembre | ore 18.30
LA GALLERIA DELL’OTTOBRE | Mostra permanente
GAlleЯi@rt SpaZio31, espositiva della Galleria Principe di Napoli, in allestimento tematico open space per narrare “i dieci giorni che sconvolsero il mondo”. Installazioni video, striscioni, bandiere d’epoca e scritte evocative, un percorso di didascalie-guida tratte da Stato e Rivoluzione di Lenin alla rassegna fotografica e l’esposizione artistica di opere suggestive che affondano le loro radici nella rivoluzione.

martedì 7 novembre | ore 18.00
1917-2017: “SETTE BICCHIERI CHE BRINDANO A LENIN” | Brindisi sociale
Un momento di socialità, un ritrovo tra compagni, un’occasione per brindare insieme ai 100 anni esatti della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, giorni che sconvolsero il mondo, processo che cambiò la Storia.

domenica 19 novembre | ore 17.00
POEMA PEDAGOGICO di A. S. Makarenko | Presentazione del libro
Nella futura Unione Sovietica, gli eventi rivoluzionari che culminarono nell’Ottobre del 1917 furono, prima di tutto, un momento di rottura radicale con l’immobilismo autocratico che aveva contrassegnato secoli di dominio zarista. Infatti, a una lunga era in cui il destino sociale degli oppressi non poteva offrire possibilità troppo diverse dal nascere servo della gleba per morire servo della gleba, fece seguito un’epoca nuova: un assetto sociale in cui i figli dei carpentieri diventavano cosmonauti e in cui, dalle grandi metropoli fino ai villaggi più remoti, l’istruzione sarebbe stata a portata di mano per milioni di bambini e bambine, altrimenti destinati a un lavoro precoce e schiavile. Anche rispetto agli adulti, contadini o operai non importa, le occasioni di una formazione continua non sarebbero mancate e, il tutto, grazie al dispiegamento di un potere popolare capace di sottrarre il campo dei «diritti» al dominio della merce, luogo in cui lo Stato borghese lo aveva, di fatto, confinato.

Anton S. Makarenko vive e lavora nel cuore di simili stravolgimenti. E se l’essere umano poteva dirsi frutto della società in cui era accolto, il pedagogista sovietico studia in tempo reale la necessità di fare della libertà un bene comune e della disciplina uno strumento che, estrapolato da qualunque ordine del discorso repressivo, avrebbe potuto mettere l’individuo nelle condizioni di affrontare il processo dialettico che lega il sé all’altro in una prospettiva collettiva.

È a partire da simili presupposti che Makarenko scrive Poema Pedagogico, capolavoro che, pur restando un punto fermo delle scienze dell’educazione, si rivela presto in grado di valicare i confini specialistici per affermarsi come un classico senza tempo, un grande romanzo e una lettura obbligata per chiunque intenda interrogarsi su uno degli aspetti più importanti dell’avventura umana: essere se stessi all’interno della società per trasformare la società stessa.

domenica 26 novembre | ore 18.00

OTTOBRE di S. M. Eisenstein | Proiezione

Film del 1927 diretto da Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn. Commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo sovietico per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Protagonista assoluta dell’opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a reinterpretare sé stessi nelle giornate vissute in prima persona. Il film fu girato quasi interamente a Leningrado e qui proiettato il 20 gennaio 1928: 7 rulli, 2220 metri. “Ottobre” è il monumento cinematografico dell’epopea collettiva del potere sovietico alla prova dei fatti nella costruzione del primo Stato socialista della Storia.

Domenica 3 dicembre | ore 17.00

LA RIVOLUZIONE SI COSTRUISCE | Assemblea pubblica
I principali insegnamenti principali della Rivoluzione d’Ottobre, la rotta per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista oggi, la necessità del partito comunista, il legame fra comunisti e classe operaia, il carattere universale della strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria. Un bilancio sulla Rivoluzione. Il rilancio della Rivoluzione.

***

La cosa importante è che gli artisti, operai del genio creativo,
non lavoreranno più ognun per sé,
ma si collegano con i più larghi strati popolari,
i quali accolgono ciò viene offerto loro
nella misura in cui essi stessi sono oggi chiamati a partecipare.
Questa la prova del fuoco
dell’arte recuperata alla sua funzione sociale,
che tanto sarà solo se sarà nuova impresa collettiva.
Perché la Rivoluzione è un’arte.
Lavora con metodo.

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GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia –Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com – 0039 366 42 90 514

Il 1° ottobre 2013 un drappello di artisti, operatori culturali, artigiani, attivisti sociali della città entrano negli spazi n.28-31 della Galleria Principe di Napoli. Spazi abbandonati ad un decadimento inaccettabile, incuria, assenza di qualsiasi progetto effettivo per la tutela ed il ripristino funzionale, oltre le sole facciate, di un bene monumentale, rischi di speculazione ad uso privato di qualche facoltoso compratore di un patrimonio pubblico in odore di svendita per far fronte al dissesto finanziario delle casse comunali. I cittadini iniziano l’autorecupero dei locali. Pulizia ed apertura ad uso pubblico. Spazi da restituire all’uso sociale, questo il principio, questa la pratica. Spazi pubblici da restituire al pubblico. Tutto in pieno autofinanziamento. Spese zero per il Comune. È GAlleЯi@rt! Una fucina sperimentale di arti figurative, di nuovi linguaggi espressivi, di libera produzione e partecipazione.

Sostieni l’autorecupero!
Sostieni GAlleЯi@rt!
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Napoli 20ott2017: con Arts Migrants in GAlleЯi@rt

Nessun testo alternativo automatico disponibile.di Arts Migrants

La voce dei migranti. Giornata di lotta al razzismo con la partecipazione dei musicisti migranti del territorio campano e con Daniele Sepe, Massimo Ferrante ed altri musicisti napoletani solidali alla causa dei migranti.

Domenica 22 ottobre 2017 presso la Galleria Principe, ed a cura di GAlleЯi@rt e dell’associazione “Ars Migrant” presieduta dal polistrumentista Marzouk Mejri, si terrà un pranzo di autofinanziamento per coprire le prime spese necessarie alla realizzazione della giornata La Voce dei Migranti, un’iniziativa a cura della nostra associazione, associazioni, comunità e sindacati dei migranti, sui temi dell’antirazzismo, lotta contro gli accordi Italo Libici sul controllo dei flussi migratori, lotta al decreto Minniti.

La giornata prevederà la partecipazione di musicisti migranti provenienti da vari paesi che vivono e lavorano sul nostro territori. Saranno presenti artisti del MALI, SENEGAL ZIMBABWE, BURKINA FASO, TUNISIA, SRY LANKA, ROMANIA, BIELORUSSIA e prevederà inoltre l’intervento di DANIELE SEPE, MASSIMO FERRANTE, MASSIMO SACCHI, NINO BRUNO ed altri artisti napoletani solidali alla causa dei migranti.

Aiutaci a costruire l’iniziativa con la partecipazione al pranzo sociale che costerà 10 euro e che sarà a base di pietanze arabe e di couscous artigianale tunisino. Ancora più gradita sarà la tua partecipazione attiva alla costruzione dell’iniziativa!

Raggiungici in Galleria Principe domenica 22 ottobre alle 13.00

FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia – GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com

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Il poliedrico tunisino e mai sopra le righe, Marzouk Mejri è di certo uno degli artisti popolari migranti più conosciuti e riconosciuti a Napoli e in Campania.

Con il collettivo di GAlleЯi@rt, con Marzouk, Ars Migrant, e tanti altri, abbiamo deciso di “auto-costruire” tre giornate interetniche per mettere al centro La Voce dei Migranti.

Scienza, tecnica e arte sono la cifra del progetto GAlleЯi@rt, anche di chi “madido di sudore la propria casa si costruisce”, per dirla con Brecht.

Marzouk è anche questo: Scienza culinaria, Tecnica dell’autorecupero e Arte musicale. Sotto la sua direzione quindi, scientifica, tecnica ed artistica, ci avviamo verso queste tre giornate “work-in-progress”.

Si comincia con domenica 22 ottobre 2017: La Scienza culinaria – pranzo interetnico di autofinanziamento, a base di couscous, ingrediente tipico della cucina tunisina, e non solo. Un couscous integrale, di antiche varietà tunisine prodotte a Tebourba, un lavoro artigianale dalla semina alla trasformazione.

Il ricavato servirà per sostenere “La Voce dei Migranti”. (A seguire il pomeriggio per gli appassionati del genere si continua con lo Swing in Galleria).

Si continua con sabato 18 novembre 2017: La Tecnica dell’autorecupero – Giornata di manutenzione dei Beni Comuni della Città, gli spazi della Galleria Principe di Napoli: Occupiamo/ci della Galleria.

Si conclude con sabato 2 dicembre 2017: L’Arte musicale – Serata interetnica “Le Voci dei migranti”, con la prevista partecipazione di artisti migranti dalla Tunisia, Mali, Senegal, Burkina Faso, Sri Lanka, Romania, Bielorussia, Venezuela, Zimbabwe, tra gli altri.

Una iniziativa da costruire insieme alla quale invitiamo tutte e tutti a partecipare!

Vi ricordiamo che le riunioni di gestione di GAlleЯi@rt sono tutti i mercoledì dalle 18 alle 20,00.
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