Napoli 26nov2017: Revolutija con “La Madre” di Pudovkin

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La rassegna Revolutija. 1917-2017: La Rivoluzione d’Ottobre in mostra continua

Domenica 26 novembre 2017 ore 18.00
PROIEZIONE de
Мать – #LaMadre (film di Vsevolod Pudovkin, URSS, 1926)

Pellicola creativa nel montaggio, nella direzione degli attori e nella scelta delle inquadrature fu successo internazionale universalmente riconosciuto come grande classico del cinema muto. Il soggetto è tratto dall’omonimo dramma letterario di Maksim Gor’kij, rappresentativo e, al tempo stesso, antesignano dell’epopea rivoluzionaria russa, raccontata nelle vite vissute di persone comuni, protagoniste della storia. 

La vicenda si svolge in Russia nel 1905, in epoca zarista, immediatamente prerivoluzionaria.
Pelaghia Vlasova, vedova di un operaio di fabbrica, fabbro irsuto e violento, invecchiata precocemente dalle fatiche e dai maltrattamenti, maturerà attraverso il rapporto con il figlio Pavel, giovane operaio socialista, la coraggiosa consapevolezza della necessità della rivoluzione come unico strumento di cambiamento dei rapporti di produzione e di tutti i rapporti sociali. Dalla miseria, dalla fame, dalle malattie e da una condizione di sfruttamento in cui ‘il frutto delle nostre fatiche se lo godono gli altri’, ‘da tutte le forme di asservimento fisico e morale a cui questa società sottopone l’uomo’ c’è un’unica via di uscita: ‘Al popolo tutti i mezzi di produzione, al popolo tutto il potere!’.

E proprio il problema del potere, storicamente centrale nel lavoro per la rivoluzione, viene affrontato lungo l’intera narrazione, nell’intreccio delle vicende umane e politiche dei protagonisti, laddove l’accento è sempre posto sulla necessità di non dimenticare che il traguardo non sono le piccole conquiste, ma soltanto la vittoria completa.

Il rapporto tra madre e figlio si trasforma gradatamente all’interno di questo percorso comune di lotta per la rivoluzione, percorso durante il quale Pavel e gli altri compagni conosceranno più volte il carcere e infine le aule dei tribunali. Saranno proprio le dichiarazioni processuali del figlio a determinare, evidenziando un alto senso di responsabilità, l’ ultima scelta decisiva della madre che metterà in gioco la propria vita per portare a tutti ‘una verità che nessun potrà fermare’.

Intervengono:

Arianna Donini – Introduzione al film
Viaceslav Castellano – Presentazione “Мать”, opera su tela

Napoli 19nov2017: Poema Pedagogico in GAlleЯi@rt

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Domenica 19 novembre 2017, ore 17.00
#PoemaPedagogico di Anton Makarenko
in Galleria Principe di Napoli
Ingresso Via Pessina – zona Museo – Napoli
Con:
Igor Papaleo
Edizioni Rapporti Sociali
Eleonora Getman
Informale: NIKA / Неофициальная: NIKA
Alberto Fazolo
#MilitanteInternazionalista.

***

Il “Poema pedagogico” è il racconto della colonia Gor’kji, un istituto per la rieducazione sociale di minori ex-delinquenti. Il Commissariato per l’Istruzione Pubblica del giovane governo sovietico affida al maestro Makarenko il compito di costruirla e dirigerla. Le difficoltà sembrano insormontabili, tra scarsezza di mezzi necessari a soddisfare bisogni primari e le problematiche relative alla sperimentazione di nuovi modelli educativi del socialismo in costruzione. Ambizioso e necessario l’obiettivo: forgiare un uomo nuovo, l’uomo del socialismo, appunto. Perciò, anche se da principio “lacero e affamato”, è con entusiasmo e con la consapevolezza di essere sorretto nel massimo grado possibile dal potere sovietico che il maestro “va all’attacco, sul fronte della scuola, sul fronte del libro, alla testa di tutti i suoi ragazzi” (Maiakovski). Era il 1920. La rieducazione socialista trasformerà quei ragazzi considerati dal vecchio regime zarista un problema di ordine pubblico in dirigenti di Partito, soldati, cosmonauti, operai specializzati, insegnanti, medici, individui socialmente utili.

“Dobbiamo educare un lavoratore colto ed evoluto. Dobbiamo educare in lui il sentimento del dovere e il concetto dell’onore […] egli deve sentire la dignità sua e della sua classe e deve esserne orgoglioso […]. Deve essere un attivo organizzatore. Perseverante e temprato, egli deve saper dominare se stesso e saper influenzare gli altri. […] Deve essere lieto, cordiale, alacre, capace di lottare e di costruire, capace di vivere amare la vita”. È questo l’ideale educativo di Makarenko e la sua esperienza. Quella raccontata in un’opera che giunge fino a noi e che, per gli insegnamenti che da essa si ricavano, ci parla e ci riguarda. Riguarda tutti quanti vogliono formarsi per trasformare la realtà di abbrutimento morale e intellettuale, evasione e assenza di prospettive cui la crisi generale delle società borghesi consegna i giovani delle masse popolari. L’esperienza di Makarenko dimostra il valore della disciplina cosciente e della gioia di compartecipare a un progetto collettivo di “un’esistenza in comune”.

I ragazzi di Makarenko, nel loro passaggio da insieme di giovani sbandati a collettivo cosciente ed esemplare di giovani sovietici, combattenti sulla barricata del socialismo e pionieri del primo stato socialista della Storia, l’Unione Sovietica, possono considerarsi il paradigma di una società nuova, che tende alla realizzazione compiuta del diritto-dovere di tutti a vivere dignitosamente e a lavorare nell’interesse di una società dove c’è posto per tutti, poiché a ognuno essa assegna un posto. Era la sfida aperta dalla Rivoluzione d’Ottobre, esattamente cento anni fa.

Napoli 2dic2017: GAlleЯi@rt, serata in musica contro il razzismo!

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Napoli 5nov-3dic2017: Revolutija 1917-2017 L’Ottobre in mostra

di GAlleЯi@rt

Sempre più artisti riconobbero che la rivoluzione si era compiuta come spiegazione, causa e scopo delle loro lotte, della loro passione, a cui la loro vita apparteneva inconsapevolmente. Sempre più artisti, dotati umanamente oltre che artisticamente, entrarono nella politica attiva, si dedicarono, seguendo il loro impulso, alle sorti delle masse, dimenticarono il loro individualismo, che d’altronde era solo un risultato del tirannico isolamento in cui la società borghese tiene fuori i suoi buffoni di corte. 

La teoria, nata e cresciuta nell’“atelier”, la teoria delle scuole, delle correnti, che rifletteva il passare del tempo in modo non più chiaro e riconoscibile solo a pochi, fu dissolta nell’atmosfera collettiva effervescente della rivoluzione vittoriosa.

L’arte che emerge dalla rivoluzione è essa stessa rivoluzione. Essa propaga la vibrazione della grande rivoluzione. Insegna all’estetica a sottomettersi e adattarsi all’eterna volontà del cambiamento dei tempi, il cui segno più visibile è la rivoluzione sociale, base di ogni rivoluzione politica.

L’estetica sorta dalla rivoluzione significa la rivoluzione stessa e non soltanto un segmento della rivoluzione. L’insieme della volontà creatrice del tempo e non solo una delle sue molteplici manifestazioni.
(liberamente, Arthur Holitscher, 1922)

1917-2017: GAlleЯi@rt celebra i cent’anni della grande Rivoluzione d’Ottobre.

Da domenica 5 novembre a mertedi 5 dicembre, un mese di espositiva, allestimenti, iniziative, proiezioni, presentazioni pubbliche. Per un contributo al bilancio storico, per un passo ancora, a cent’anni di distanza allo stravolgimento della visione soggettiva del mondo.

***

“REVOLUTIJA”
Programma Working Progress:

domenica 5 novembre | ore 18.30
LA GALLERIA DELL’OTTOBRE | Mostra permanente
GAlleЯi@rt SpaZio31, espositiva della Galleria Principe di Napoli, in allestimento tematico open space per narrare “i dieci giorni che sconvolsero il mondo”. Installazioni video, striscioni, bandiere d’epoca e scritte evocative, un percorso di didascalie-guida tratte da Stato e Rivoluzione di Lenin alla rassegna fotografica e l’esposizione artistica di opere suggestive che affondano le loro radici nella rivoluzione.

martedì 7 novembre | ore 18.00
1917-2017: “SETTE BICCHIERI CHE BRINDANO A LENIN” | Brindisi sociale
Un momento di socialità, un ritrovo tra compagni, un’occasione per brindare insieme ai 100 anni esatti della gloriosa Rivoluzione d’Ottobre, giorni che sconvolsero il mondo, processo che cambiò la Storia.

domenica 19 novembre | ore 17.00
POEMA PEDAGOGICO di A. S. Makarenko | Presentazione del libro
Nella futura Unione Sovietica, gli eventi rivoluzionari che culminarono nell’Ottobre del 1917 furono, prima di tutto, un momento di rottura radicale con l’immobilismo autocratico che aveva contrassegnato secoli di dominio zarista. Infatti, a una lunga era in cui il destino sociale degli oppressi non poteva offrire possibilità troppo diverse dal nascere servo della gleba per morire servo della gleba, fece seguito un’epoca nuova: un assetto sociale in cui i figli dei carpentieri diventavano cosmonauti e in cui, dalle grandi metropoli fino ai villaggi più remoti, l’istruzione sarebbe stata a portata di mano per milioni di bambini e bambine, altrimenti destinati a un lavoro precoce e schiavile. Anche rispetto agli adulti, contadini o operai non importa, le occasioni di una formazione continua non sarebbero mancate e, il tutto, grazie al dispiegamento di un potere popolare capace di sottrarre il campo dei «diritti» al dominio della merce, luogo in cui lo Stato borghese lo aveva, di fatto, confinato.

Anton S. Makarenko vive e lavora nel cuore di simili stravolgimenti. E se l’essere umano poteva dirsi frutto della società in cui era accolto, il pedagogista sovietico studia in tempo reale la necessità di fare della libertà un bene comune e della disciplina uno strumento che, estrapolato da qualunque ordine del discorso repressivo, avrebbe potuto mettere l’individuo nelle condizioni di affrontare il processo dialettico che lega il sé all’altro in una prospettiva collettiva.

È a partire da simili presupposti che Makarenko scrive Poema Pedagogico, capolavoro che, pur restando un punto fermo delle scienze dell’educazione, si rivela presto in grado di valicare i confini specialistici per affermarsi come un classico senza tempo, un grande romanzo e una lettura obbligata per chiunque intenda interrogarsi su uno degli aspetti più importanti dell’avventura umana: essere se stessi all’interno della società per trasformare la società stessa.

domenica 26 novembre | ore 18.00

OTTOBRE di S. M. Eisenstein | Proiezione

Film del 1927 diretto da Sergej Mikhajlovič Ejzenštejn. Commissionato, con mezzi larghissimi e totale autonomia, dal governo sovietico per la commemorazione del decimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Protagonista assoluta dell’opera è la massa di operai, soldati e cittadini che furono chiamati a reinterpretare sé stessi nelle giornate vissute in prima persona. Il film fu girato quasi interamente a Leningrado e qui proiettato il 20 gennaio 1928: 7 rulli, 2220 metri. “Ottobre” è il monumento cinematografico dell’epopea collettiva del potere sovietico alla prova dei fatti nella costruzione del primo Stato socialista della Storia.

Domenica 3 dicembre | ore 17.00

LA RIVOLUZIONE SI COSTRUISCE | Assemblea pubblica
I principali insegnamenti principali della Rivoluzione d’Ottobre, la rotta per avanzare nella costruzione della rivoluzione socialista oggi, la necessità del partito comunista, il legame fra comunisti e classe operaia, il carattere universale della strategia della Guerra Popolare Rivoluzionaria. Un bilancio sulla Rivoluzione. Il rilancio della Rivoluzione.

***

La cosa importante è che gli artisti, operai del genio creativo,
non lavoreranno più ognun per sé,
ma si collegano con i più larghi strati popolari,
i quali accolgono ciò viene offerto loro
nella misura in cui essi stessi sono oggi chiamati a partecipare.
Questa la prova del fuoco
dell’arte recuperata alla sua funzione sociale,
che tanto sarà solo se sarà nuova impresa collettiva.
Perché la Rivoluzione è un’arte.
Lavora con metodo.

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GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia –Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com – 0039 366 42 90 514

Il 1° ottobre 2013 un drappello di artisti, operatori culturali, artigiani, attivisti sociali della città entrano negli spazi n.28-31 della Galleria Principe di Napoli. Spazi abbandonati ad un decadimento inaccettabile, incuria, assenza di qualsiasi progetto effettivo per la tutela ed il ripristino funzionale, oltre le sole facciate, di un bene monumentale, rischi di speculazione ad uso privato di qualche facoltoso compratore di un patrimonio pubblico in odore di svendita per far fronte al dissesto finanziario delle casse comunali. I cittadini iniziano l’autorecupero dei locali. Pulizia ed apertura ad uso pubblico. Spazi da restituire all’uso sociale, questo il principio, questa la pratica. Spazi pubblici da restituire al pubblico. Tutto in pieno autofinanziamento. Spese zero per il Comune. È GAlleЯi@rt! Una fucina sperimentale di arti figurative, di nuovi linguaggi espressivi, di libera produzione e partecipazione.

Sostieni l’autorecupero!
Sostieni GAlleЯi@rt!
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Napoli 20ott2017: con Arts Migrants in GAlleЯi@rt

Nessun testo alternativo automatico disponibile.di Arts Migrants

La voce dei migranti. Giornata di lotta al razzismo con la partecipazione dei musicisti migranti del territorio campano e con Daniele Sepe, Massimo Ferrante ed altri musicisti napoletani solidali alla causa dei migranti.

Domenica 22 ottobre 2017 presso la Galleria Principe, ed a cura di GAlleЯi@rt e dell’associazione “Ars Migrant” presieduta dal polistrumentista Marzouk Mejri, si terrà un pranzo di autofinanziamento per coprire le prime spese necessarie alla realizzazione della giornata La Voce dei Migranti, un’iniziativa a cura della nostra associazione, associazioni, comunità e sindacati dei migranti, sui temi dell’antirazzismo, lotta contro gli accordi Italo Libici sul controllo dei flussi migratori, lotta al decreto Minniti.

La giornata prevederà la partecipazione di musicisti migranti provenienti da vari paesi che vivono e lavorano sul nostro territori. Saranno presenti artisti del MALI, SENEGAL ZIMBABWE, BURKINA FASO, TUNISIA, SRY LANKA, ROMANIA, BIELORUSSIA e prevederà inoltre l’intervento di DANIELE SEPE, MASSIMO FERRANTE, MASSIMO SACCHI, NINO BRUNO ed altri artisti napoletani solidali alla causa dei migranti.

Aiutaci a costruire l’iniziativa con la partecipazione al pranzo sociale che costerà 10 euro e che sarà a base di pietanze arabe e di couscous artigianale tunisino. Ancora più gradita sarà la tua partecipazione attiva alla costruzione dell’iniziativa!

Raggiungici in Galleria Principe domenica 22 ottobre alle 13.00

FB: GalleRi Art @galleri.art1 – Galleria Principe di Napoli – Ingressi da Piazza Museo Nazionale – Via Pessina – Via Broggia – GAlleЯi@rt Spazi XXVIII-XXXI – Metro 1: Museo – Metro 2: Cavour – galleriart2831@gmail.com

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Il poliedrico tunisino e mai sopra le righe, Marzouk Mejri è di certo uno degli artisti popolari migranti più conosciuti e riconosciuti a Napoli e in Campania.

Con il collettivo di GAlleЯi@rt, con Marzouk, Ars Migrant, e tanti altri, abbiamo deciso di “auto-costruire” tre giornate interetniche per mettere al centro La Voce dei Migranti.

Scienza, tecnica e arte sono la cifra del progetto GAlleЯi@rt, anche di chi “madido di sudore la propria casa si costruisce”, per dirla con Brecht.

Marzouk è anche questo: Scienza culinaria, Tecnica dell’autorecupero e Arte musicale. Sotto la sua direzione quindi, scientifica, tecnica ed artistica, ci avviamo verso queste tre giornate “work-in-progress”.

Si comincia con domenica 22 ottobre 2017: La Scienza culinaria – pranzo interetnico di autofinanziamento, a base di couscous, ingrediente tipico della cucina tunisina, e non solo. Un couscous integrale, di antiche varietà tunisine prodotte a Tebourba, un lavoro artigianale dalla semina alla trasformazione.

Il ricavato servirà per sostenere “La Voce dei Migranti”. (A seguire il pomeriggio per gli appassionati del genere si continua con lo Swing in Galleria).

Si continua con sabato 18 novembre 2017: La Tecnica dell’autorecupero – Giornata di manutenzione dei Beni Comuni della Città, gli spazi della Galleria Principe di Napoli: Occupiamo/ci della Galleria.

Si conclude con sabato 2 dicembre 2017: L’Arte musicale – Serata interetnica “Le Voci dei migranti”, con la prevista partecipazione di artisti migranti dalla Tunisia, Mali, Senegal, Burkina Faso, Sri Lanka, Romania, Bielorussia, Venezuela, Zimbabwe, tra gli altri.

Una iniziativa da costruire insieme alla quale invitiamo tutte e tutti a partecipare!

Vi ricordiamo che le riunioni di gestione di GAlleЯi@rt sono tutti i mercoledì dalle 18 alle 20,00.
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Napoli 25lug2017: Sostenere la Costituente!

Napoli 1-8lug2017: in GAlleЯi@rt la personale di Romina Russo

di Romina Capone

“Dentro un raggio di sole che entra dalla finestra, talvolta vediamo la vita nell’aria e la chiamano polvere” scrive Stefano Benni. Un viaggio interiore che passa attraverso le finestre fotografate da Romina Russo ed esposte a Galleria Principe di Napoli – GAlleЯi@rt spazio 30/31– fino a sabato 8 luglio. Ingresso gratuito. Finestre dai mille significati simbolici.

La totale libera interpretazione al senso della vita. Una finestra sulla tua vita. Ma basta cambiare preposizione et voilà; una finestra della tua vita, nella tua vita. Cosa rappresenta per te una finestra? La terresti aperta? La chiuderesti? La oltrepasseresti? Faresti entrare o uscire qualcosa? Un’apertura che si rifà alla filosofia buddista. L’apertura del cuore verso il panorama della vita, verso gli altri e verso se stessi.

Romina Russo immortala nelle sue fotografie scorci di Napoli, è il caso di dire, focalizzando il suo obiettivo sulle finestre di Piazza Miraglia. Non trascura i dettagli Romina. Sceglie di dare un effetto realistico incorniciando ogni fotografia di nero. Affacciarsi a quelle finestre o immaginare di guardare, da dentro una stanza, l’esterno. Ti assale e ti pervade talvolta un senso di pace talvolta un senso di tristezza quando ti accorgi che le imposte sono chiuse, abbandonate. Due poltrone, in controluce, da chissà quanto tempo sono ferme lì a pochi centimetri dalle ante di una vetrata.

Simbolo di anni trascorsi, simbolo di una provvisoria assenza, simbolo di un viaggio, anche se per pochi attimi, condiviso. Finestre che – scrive Lea Nappo su una breve recensione – spesso si rincorrono in un flusso ininterrotto di stati d’animo che sgorgano, pullulando, l’uno dall’altro in un quadro multiforme ed inestricabile che prorompe dall’inconscio. Cosa ci suggerisce di vedere Romina? Artista moderna e versatile che lancia una sfida contro i limiti del mero campo oculare.

Oltre il pensiero.

 

GAlleЯi@rt a Napoli: la personale di Marco Arena

L'immagine può contenere: sMSdi Romina Capone 

Ri-tratti di donna. La personale di Marco Arena in mostra a Galleria Principe di Napoli – GalleRi@rt spazio 30/31- dal 21 maggio al 6 giugno. Ingresso gratuito dalle 17 alle 20.

Il nudo è di nuovo protagonista tra le mura dei locali recuperati di Galleria Principe. Questa volta è Marco Arena che con i suoi disegni, sculture e busti ci porta a scoprire la sua dimensione; il suo centro del mondo. Il suo estro, la sua arte. E lo fa mettendo nero su bianco una sua proiezione introspettiva: il seno.

Il seno da sempre è il simbolo della maternità. Quel legame tra madre e figlio che si trasforma in un desiderio inconscio di protezione perenne. L’essere eternamente bambini.

Ne riconosce nei suoi disegni, il centro dell’universo. Vita che genera vita. Mi ha mostrato le sue opere Marco, fiero e soddisfatto dell’artista che è. Dettagliatamente e con cura ha illustrato nei minimi dettagli i suoi bozzetti decennali. Un connubio tra arte e psicoterapia.

Non ne fa mistero: «Qualche anno fa avevo un blocco emozionale. Non riuscivo a trovare il senso del mio lavoro. Così ho deciso di rivolgermi ad uno specialista. Ho effettuato delle sedute di psicoterapia individuale; lo psicologo mi ha aiutato a tirar fuori il meglio dalle mie emozioni» racconta Marco e continua «mi accorgevo col passare del tempo che il mio scarabocchiare freneticamente a penna, su un foglio quando conversavo, o quando parlavo al telefono, produceva disegni, i quali potevano essere interpretati. Così ho fatto: ne ho realizzati in dimensioni più grandi; mettendoli a confronto ho notato che in ogni disegno emergeva una donna dai seni nudi». Marco Arena ritrae inoltre volti di donne indigene. Espressive. Trapela la forza, il coraggio dagli occhi profondi ritratti sul legno.

La bellezza della donna da una parte, mezzibusti realizzati con materiali di scarto o intagliati nel gesso, e la sofferenza del mondo, dall’altra, rappresentata da un Cristo che si schioda dalla croce. Sofferente per il male che l’uomo provoca ai suoi simili.

 

Napoli 24mag2017: Incontro con Bahar Kimyongur

Nel 2014 GAlleЯi@rt aderiva alla campagna per la liberazione di Bahar. Oggi siamo lieti di ospitarlo in Galleria.

Relazione di Bahar Kimyongür, analista internazionale e attivista antimperialista, accompagnato da Gianfranco Castellotti.

Contributi introduttivi:

Roberto De Gregorio, segretario P. CARC Napoli Centro
Francesco Santojanni, Comitato contro le Sanzioni alla Siria
Gianmarco Pisa, resp. questioni internazionali, Rifondazione Comunista, Napoli

Bahar Kimyongür, giornalista turco-siriano, nato il 28 aprile 1974 a Berchem Sainte Agathe, membro di una famiglia proveniente dalla Turchia, è un attivista politico belga, e ha militato nel Partito del Lavoro del Belgio, formazione politica marxista-leninista. Tra le sue pubblicazioni: Turquie, terre de diaspora et d’exil, Éd. Couleur Livres, 2008, e Syriana. La conquête continue, Éd. Couleur Livres, 2011.

A seguire: Momento Conviviale

GAlleЯi@rt, Associazione Resistenza, ALBAinformazione, Comitato contro le Sanzioni alla Siria, P. CARC Napoli Centro, Rifondazione Comunista – Federazione di Napoli.

Napoli: donne ed antimperialismo in GAlleЯi@rt

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È la donna l’altra metà del cielo. Definiva l’universo femminile con parole soavi Mao Tse-tung. Misterioso, cosmico e profondo. Forte, brillante e nudo. Come la roccia. Come corpi vibranti in tutta la loro inerme e disarmante bellezza.

La nuda verità. La personale di Amedeo Curatoli in mostra a Galleria Principe di Napoli – GalleRi@rt spazio 30/31- dal 22 aprile al 5 maggio. Ingresso gratuito, dalle 17 alle 20. Dipinti che catturano l’osservatore. Tra l’evanescente immagine di un ricordo che pare inondi la stanza dell’odore di donna eterna. Bianche, candide curve che da secoli guidano la mano degli artisti a tracciare su tela sinuose linee: un capolavoro. L’opera d’arte di Madre Natura.

Tema ricorrente nella storia dell’arte. La donna, sensuale, bella, nivea, è posta al centro della scena. Al centro di un mondo per la conquista di un posto sul gradino più alto, dal quale ammirare la piena consapevolezza di sé. Un mondo che per secoli non ha fatto altro che sottometterci, nasconderci, abusare del nostro corpo e della nostra mente; chi scrive è una donna.

Avrei potuto utilizzare il pronome “le” per prendere le distanze dall’argomento, invece no. “Ci”: a noi. Ciò che siamo oggi, ciò di cui godiamo oggi, lo dobbiamo a quelle donne che hanno lottato in passato, che lottano ancora oggi, che hanno sognato, creduto, pianto e sperato fino alla morte. Affinché, ad esempio, anche il semplice farsi ritrarre nude da un uomo non destasse scandalo. Amedeo Curatoli, fonde nei suoi dipinti due macro pilastri della sua esistenza: la donna e l’anticapitalismo/antimperialismo.

Durante la visita in galleria sarà possibile notare, in una sua opera, l’accostamento al “Cristo morto” di Mantegna; un Cristo de scurto ossia visto dalla parte dei piedi forati dai chiodi, realizzato non in prospettiva bensì di scorcio. Emblema dell’urlo sordo al dolore crudo della guerra. Il sacrificio e il dolore. Gesù vegliato da due donne in lacrime.

La perdita, la resa. Non è un caso che Curatoli si concentra su questi aspetti, generando sottili ma stabili analogie. La donna così come la lotta affascina l’uomo. Lo incanta e lo porta a combattere contro le ingiustizie e le egemonie mondiali. La libertà dei popoli. La libertà del genere umano ad essere se stessi. Facendosi guidare dalle emozioni, senza le quali nulla avrebbe un senso.

 

(FOTO) Nápoles, en GAlleЯi@rt con la Venezuela Bolivariana

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Nápoles, Italia, 25apr2017.- En el día del 72 aniversario de la Liberación del nazi-fascismo en Italia (1945), y del 18 aniversario de la instalación de la Asamblea Constituyente Bolivariana (1999) en Venezuela, los movimientos sociales juntos con la Asociación “Resistencia” y el P-Carc, de la ciudad de Nápoles, se encontraron en GAlleЯi@rt, espacio organizado por los artistas comprometidos con las luchas sociales y la solidaridad internacionalista, para conmemorar estas fechas trascendentales para la historia de la humanidad, en el marco de la solidaridad y la amistad entre los pueblos.

Igor Papaleo, del Colectivo GAlleЯi@rt recordó la importancia de la democracia protagonica y participativa de los organismos obreros y populares en la Resistencia Antifascista, destacó el papel de los Comités de Liberación Nacional (CLN) italianos y el sacrificio de los pueblos de la Union Sovietica en la Liberación, también en Italia, juntos con los partisanos italianos.

Hoy estamos con el pueblo de Venzuela en su lucha contra los fascistas modernos, con el pueblo del Donbass, el pueblo palestino, y todos los pueblos del mundo en Resitencia en contra del imperialismo.

En fin subrayó la importancia para el pueblo italiano de tomar la rienda de su proprio destino y del gobierno del pais, por un gobierno popular, así como hoy lo tiene el Venezuela Bolivariano.

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Napoli 25apr2017: in GAlleЯi@rt per la Liberazione

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