La Grecia di oggi rivela il carattere dell’Unione Europea

tsipras_sadda Marx21.it

Ho squadrato ogni paragrafo dell’accordo greco in tutte le lingue che la mia limitata intelligenza comprende. Sono, tuttavia, analfabeta nella lingua dell’Ellade e tra le poche parole che ho appreso nei viaggi che ho compiuto, una delle più sonore è OXI, gridata e votata il cinque di luglio dalla maggioranza schiacciante della popolazione ellenica.

Per questo, ammetto di poter non avere letto correttamente, ma non trovo altra parola per designare le misure approvate se non quella di una resa all’inqualificabile e abietta aggressione perpetrata dall’Unione Europea, questa organizzazione che pure ha esercitato fascino su progressisti, “estremisti di sinistra” e persino comunisti (o neocomunisti rinnovatori), dalle nostre parti.

Non faccio, non farò una valutazione morale dell’atteggiamento del governo greco, di Syriza, partito socialdemocratico di sinistra che detiene l’eventuale maggioranza parlamentare, e del suo primo ministro, Alexis Tsipras. Ma non c’è dubbio che si è trattato di una capitolazione. Si possono invocare le condizioni oggettive, il rapporto di forze, l’assenza di fattori esterni favorevoli, ma Tsipras non è stato eletto nel gennaio di quest’anno e ha vinto il referendum del 5 luglio, per firmare l’indegno terzo memorandum. Per questo, l’oligarchia greca e i potentati degli eurocrati sotto la guida della signora Merkel disponevano di Nuova Democrazia e del Pasok.
Chi è di sinistra in questo mondo dominato da una destra sempre più vorace nutre simpatia per un giovane leader politico che vede promettere pubblicamente di proseguire nella lotta per la sovranità del suo paese. Tuttavia, sarà difficile che questa promessa non sia defraudata, come già lo è stato l’impegno a rispettare la volontà sovrana del popolo espressa nel referendum del cinque luglio. Non è una questione di volontà o sincerità, ma di coscienza, preparazione politica, ideologica e organizzativa e prospettiva strategica, linea politica per affrontare la brutalità della dittatura monopolista-finanziaria degli eurocrati e del sistema imperialista in generale. E ancora, di capacità di indicare la prospettiva. Il capitale finanziario, come diceva Lenin, è un fattore talmente potente da sottomettere persino i paesi più indipendenti. La vita sta dimostrando che sottomette persino le forze che si definiscono di “sinistra radicale”.

L’Unione Europea e il sistema imperialista si sono messi a nudo nel caso greco. Ha rivelato, con il loro volto nudo e crudo, il proprio carattere retrogrado e parassitario. L’Unione Europea ha mostrato la sua natura di struttura al servizio del capitale, del collettivo delle potenze sfruttatrici, a detrimento degli interessi, delle aspirazioni e dei diritti dei popoli.

In assenza dell’ALCA e dell’ Accordo Multilaterale sugli Investimenti, che non non sono riusciti a compiere la loro vendetta nei confronti della lotta dei popoli, nel caso di  ALCA una lotta liberatrice condotta da leader del calibro di Fidel Castro e Hugo Chavez, l’Unione Europea è il prototipo dell’ “integrazione” imperialista, che nega e calpesta la sovranità nazionale, in un simulacro di democrazia e solidarietà.

Con il caso greco, l’Unione Europea si è rivelata quello che è sempre stata.

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Hollande esige la fine del bloqueo Usa contro Cuba

cuba-francia-hollande-4da it.cubadebate.cu

Il presidente francese, Francois Hollande, ha sottolineato oggi l’apporto di Cuba al processo di pace in Colombia e richiesto la fine del bloqueo imposto dagli Stati Uniti contro l’isola caraibica.

In una conferenza tenuta nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana, Hollande ha fatto riferimento al ruolo di Cuba in America Latina e ricordato che qui a L’Avana ha luogo il dialogo tra il governo e la guerriglia colombiana per mettere fine al conflitto, il più antico del continente.

Nel suo discorso, ha segnalato che questa è la prima visita di un presidente della Repubblica Francese e di un capo di Stato di un paese occidentale sull’isola.

Ci sono molti legami che uniscono la Francia con Cuba e l’America Latina, ha dichiarato.

Il capo dello stato ha espressamente richiesto l’annullamento del bloqueo statunitense contro Cuba che ha pregiudicato lo sviluppo del paese ed ha affermato che farà tutto il possibile perché queste misure possano essere finalmente annullate.

Ha poi ricordato che ogni anno, dal principio della decade degli anni 90 del secolo scorso il suo paese si è pronunciato nell’ONU in favore della risoluzione che chiede la fine di questa politica.

Hollande ha presieduto oggi insieme al primo vicepresidente cubano, Miguel Diaz-Canel, la firma di quattro accordi di collaborazione tra università ed istituzioni di entrambi i paesi.

Il presidente che è arrivato ieri sera per una visita ufficiale, sosterrà conversazioni ufficiali col suo omologo, Raul Castro, ed assisterà all’inaugurazione della nuova sede dell’Alleanza Francese a L’Avana, tra le altre attività.

Traduzione di Ida Garberi

Delegazione francese: la Siria è in prima linea contro il terrorismo

da al manar

I membri della delegazione francese che ha visitato Latakia in questi giorni hanno evidenziato che la Siria è la prima linea di difesa contro il terrorismo, non solo in Medio Oriente, ma anche in Europa e hanno respinto la politica anti-siriana del presidente François Hollande e del ministro degli degli Esteri, Laurent Fabius per il loro sostegno ai gruppi terroristici.

La delegazione ha sottolineato che la guerra alla Siria è una aggressione terroristica che vuole la distruggere il paese politicamente, culturalmente e socialmente. Hanno anche chiesto alla Francia di imparare dalla Siria in materia di coesistenza tra le diverse comunità religiose.

Durante il loro incontro con il governatore di Latakia, Salim Ibrahim Khader, i membri della delegazione che ha effettuato un viaggio di solidarietà in Siria ha spiegato che il viaggio ha permesso loro di conoscere di persona la vera realtà del paese arabo.

Il governatore di Latakia ha trasmesso l’amore del popolo siriano per la libertà e la convivenza tra tutti i gruppi etnici e religiosi e ha rilevato che il governo e il popolo siriano stanno combattendo i gruppi terroristi estremisti venuti da quasi 100 paesi che cercano di imporre un brutale dittatura alla popolazione.

I membri della delegazione hanno denunciato l’atteggiamento del governo francese che sostiene i terroristi, barbari che mangiano cuori umani, e questo è ciò che i francesi dovrebbero sapere. A tal proposito, hanno promesso, di comunicare ai francesi ciò che hanno visto e il messaggio che la Francia deve sostenere Siria contro il terrorismo, come la prima linea nella lotta contro questo fenomeno, e non il contrario.

I visitatori sono stati informati dell’importanza economica e turistica di Latakia, dove vi è un clima di armonia e convivenza sociale tra i suoi abitanti. Latakia è una delle zone della Siria che ha una grande comunità alauita.

[Trad dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(VIDEO) Assad: «Dialogo solo nell’interesse dei siriani»

da sana.sy

Il presidente siriano, Bashar Al Assad, ha rilasciato un’intervista a France 2, in cui ha ribadito che il governo siriano non ha usato il cloro e non ne ha bisogno, inoltre, ha assicurato che il governo siriano è pronto al dialogo per la realizzazione degli interessi dei siriani.

Il testo integrale dell’intervista con il presidente Al Assad a France 2.

Prima domanda: Vorrei iniziare questa intervista senza mezzi termini. Per gran parte della Francia,  è in parte responsabile del grande caos in Siria a causa della repressione brutale che è stata condotta qui da 4 anni. Per lei qual è la sua parte di responsabilità?

Il presidente Al Assad:Dalle prime settimane del conflitto, i terroristi si sono infiltrati in Siria con il sostegno degli stati occidentali e regionali. Hanno cominciato ad attaccare i civili, distruggendo proprietà pubbliche e private. Tutto questo è su internet, e sono loro che hanno messo questi video on-line, non noi. Il nostro ruolo di governo è quello di difendere la nostra società e i nostri cittadini. Se quello che le hai detto fosse vero, come un governo o un presidente che ha agito così brutalmente verso la sua popolazione può che resistere per quattro anni? È possibile che il sostegno del suo popolo quando è brutale con lui?

Seconda domanda: In principio, ci sono state decine di migliaia di persone per le strade, erano tutti jihadisti?

Se il primo poliziotto è stato ucciso il sesto giorno della guerra, come è stato ucciso? Con manifestazioni pacifiche? O con gli altoparlanti dei manifestanti? É stato ucciso dai terroristi. Qualcuno ha preso una pistola e ha sparato al poliziotto … É un terrorista perché ha ucciso un poliziotto.

Terza domanda: Forse c’erano jihadisti o terroristi, ma i nostri giornalisti, al momento, erano lì e hanno incontrato molte persone che dicevano: “Vogliamo più libertà e più democrazia”. Non erano terroristi e jihadisti.

Ognuno ha certamente il diritto di rivendicare la libertà e ogni governo deve sostenere la libertà in conformità con la Costituzione. Ma la libertà significa uccidiamo civili e poliziotti? Distruggiamo le scuole, gli ospedali, le centrali elettriche … le infrastrutture? Tutto questo non è per il governo, ma per il popolo siriano … Questo è ciò che si intende per libertà.

Quarta domanda: Come avrà letto, molti giornalisti e analisti dicono che lei ha favorito la nascita dell’Isis, perché è per voi l’occasione di apparire come uno scudo, come un baluardo.

Il presidente Al Assad: Ma l’ISIS è stato istituito in Iraq nel 2006, sotto la supervisione degli americani. Io non sono in Iraq. Non ci sono mai stato. Io non controllo l’Iraq. Erano gli americani che controllavano l’Iraq. L’Isis è arrivato dall’Iraq alla Siria, perché il caos è contagioso … Quando c’è il caos in un paese, diventa un terreno fertile per portarvi i terroristi. Così, quando ci fu il caos in Siria, l’Isis è arrivato in Siria. Prima dell’Isis , c’era il Fronte Al-Nusra, che fa parte di Al Qaeda. E prima, c’era la Fratellanza Musulmana.

Quinta domanda: Ma non era l’Isis all’inizio…

Assad: «Permettetemi di continuare. Quando c’è il caos in un paese, diventa un terreno fertile per portare i terroristi. Così, quando ci fu il caos in Siria,  è arrivato l’Isis in Siria. Prima dell’Isis, c’era il Fronte Al-Nusra, che fa parte di Al Qaeda. E prima, c’era la Fratellanza Musulmana. Tutte basi per la comparsa dell’Isis».

Sesta domanda: Allora non si assume alcuna responsabilità per quanto è successo negli ultimi anni?

Assad: Non è esatto dire che non ci assumiamo la responsabilità, perché ognuno ha una responsabilità. Noi, in Siria, abbiamo i nostri problemi. Il governo è responsabile. Ognuno di noi è responsabile. Ogni cittadino siriano è responsabile. … il sistema francese ne è responsabile, avendo supportato questi jihadisti considerandoli come un’opposizione moderata.

Settima domanda: la Francia sostiene la Coalizione Nazionale Siriana. Sono loro i terroristi?

Assad: Coloro che attualmente ricevono un sostegno e hanno armi occidentali appartengono all’Isis. Erano armati ed equipaggiati dal vostro stato e da altri paesi occidentali. Il vostro ministro della Difesa lo ha dichiarato pubblicamente, all’inizio dell’anno, affermando di avere inviato armi

Ottava domanda: Parliamo di questo. Sembra che l’esercito siriano continui ad usare le armi non convenzionali che hanno effetti devastanti sui civili, soprattutto i barili esplosivi. Perché si sta perseguendo questa strategia?

Assad: Non abbiamo mai sentito nel nostro esercito di armi indiscriminate. Ormai nessun esercito al mondo – compreso il nostro – non accetterebbe di usare armi che non possono mirare con precisione perché non ne hanno interesse, sarebbero inutili per una prospettiva miliare.

Inoltre, quando si parla di uccisioni indiscriminate, che non discriminano tra civili e combattenti, non sono le armi, ma che uso se ne fa di queste armi. La prova sono i droni utilizzati dagli statunitensi in Pakistan e in Afghanistan, che uccidono più civili che terroristi. Queste sono le armi più precise al mondo.

Nona domanda: Non si utilizzano barili esplosivi?

Assad: Cosa sono i barili esplosivi? Potete dirmi di cosa si tratta?

Decimo domanda: Ci sono diversi documenti, alcuni estratti di video e foto come queste, dove possiamo vedere un barile esplosivo lanciato da un elicottero. È avvenuto ad Aleppo e Hama, pochi mesi fa, un anno circa. Solo l’esercito siriano ha elicotteri, qual è la vostra risposta?

Assad: Questa non è una prova. Si tratta di due immagini  e di due cose diverse. Nessuno può collegare l’una all’altra.

Undicesima domanda: Aleppo e Hama

Assad: Aleppo e Hama.No no. Queste immagini che mi mostrate cosa sono ? Non ho mai visto nulla di questo genere nel nostro esercito Non parlo di elicotteri. Parlo di queste due foto. Cosa consente di associarl tra loro?

Dodicesima domanda: Sono foto e documenti falsificati?

Assad: No, ma devono essere verificata. Ma nel nostro esercito, usiamo solo bombe convenzionali che devono puntare sugli obiettivi. Non abbiamo armi che possono essere utilizzati indiscriminatamente. Questo è tutto.

Tredicesima domanda: Ma ci sono gli elicotteri, e solo l’esercito siriano li possiede.

Assad:Sì, certo. Non ho detto che non abbiamo elicotteri o che non vengono utilizzati. Parlo delle armi che puntiamo sui terroristi. Perché dovremmo uccidere i civili? La guerra in Siria è anche conquistare il cuore della gente, non ucciderli. Se uccidi le persone, non si puoi rimanere al governo o rimanere presidente. È impossibile.

Quattordicesima domanda: Che mi dice in merito alle armi chimiche? C’è un impegno, avete 2 anni di tempo per non usare armi chimiche. Avete usato il gas al cloro durante la battaglia di Ibril negli ultimi mesi?

Al-Assad: No, è un’altra storia falsa fornita dai governi occidentali. Perché? Perché abbiamo due impianti di cloro. Uno era chiuso da diversi anni e non è più operativa, dunque, l’altra è nel nord della Siria, e questa è la fabbrica più importante. Si trova al confine con la Turchia ed è sotto il controllo dei terroristi da due anni. Abbiamo inviato i documenti ufficiali delle Nazioni Unite al riguardo. Volevano venire, e abbiamo inviato una risposta formale dicendo che era impossibile raggiungere l’impianto. Pertanto, il cloro in Siria e sotto il controllo dei gruppi armati. Inoltre, queste non sono le armi di distruzione di massa. Le armi convenzionali che abbiamo sono molto più efficaci del cloro. Quindi non abbiamo bisogno di usarle, comunque.

Quindicesima domanda: Ma ci sono state indagini e penso di aver letto cheHRW segnala il loro uso ad Idlib il mese scorso. Ci sono stati tre attacchi in cui odore di cloro può essere sentito, nonché alcuni hanno accusato sintomi simili a quelli della utilizzazione di gas tossici. Questo è menzionato nella relazione. Questi attacchi hanno avuto luogo in zone controllate dall’opposizione armata. HRW mente?

Al-Assad: Non abbiamo usato il cloro, e non ne abbiamo bisogno. Abbiamo le nostre armi convenzionali, e siamo in grado di raggiungere i nostri obiettivi senza farlo. Non abbiamo bisogno di esso. Non ci sono prove.

Sedicesima domanda: Ci sono testimoni l’attacco e testimonianze di medici

Al-Assad: No no. In risposta a tutte le accuse che regolano l’uso, in passato o del presente, sulle armi chimiche, siamo noi che abbiamo sempre chiesto alle istituzioni internazionali di inviare delegazioni ad indagare. Eravano noi che abbiamo fatto questa richiesta, non i nostri avversari. Ci sono due anni, i nostri soldati sono stati esposti a gas sarin. Abbiamo invitato le Nazioni Unite a indagare. Come avremmo fatto se noi avessimo usato questo gas? Questo non è vero.

Diciassettesima domanda: Sareste disposti a invitarli di nuovo a Idlib?

Al-Assad: Lo abbiamo già fatto. Lo Facciamo sempre. Non abbiamo alcun problema a farlo.

Diciottesima domanda: Oggi c’è una coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti, che conduce raid aerei contro l’Isis. Sarà per voi  un problema, o  si tratta di un aiuto?

Al-Assad: Né l’uno né l’altro. Non vi è, naturalmente, non è un problema di attaccare i terroristi. Ma se la coalizione non è seria, non ci aiuta.

Diciannovesima domanda: Perché non è seria?

Al-Assad Se si confronta il numero di attacchi aerei da parte delle forze della coalizione composta da 60 Stati con quelli che abbiamo fatto noi, piccolo Stato, vi accorgerete che a volte bombardiamo 10 volte in più rispetto alla coalizione nello spazio di una giornata . È una cosa seria? Ci sono voluti quattro mesi per liberare ciò che i loro mezzi di informazione chiamano la città di Kobani, al confine con la Turchia, nonostante la presenza di combattenti siriani sul campo. Finora non sono stati all’altezza. Un’altra prova  che l’Isisè cresciuto in Siria, Iraq, Libia, e nella zona.

Come si può dire, dunque, che la coalizione sia stata efficace? Essi non sono seri, per questo che non aiutano nessuno in questa regione.

Ventesima domanda: La coalizione ha eseguito migliaia di attacchi aerei dall’inizio dell’intervento. Ma la Francia ha colpito solo in Iraq. Vorresti che la Francia si unisca alla coalizione per colpire in Siria?

Al-Assad: Ho detto che non sono seri comunque. Non possiamo formare una coalizione contro il terrorismo e dare il sostegno allo stesso tempo ai terroristi. Mandano armi per questi terroristi con il pretesto di sostenere l’opposizione moderata … Questo è contraddittorio. E’ destinato a fallire.

Ventunesima domanda: Lei ha un nemico comune con la Francia, L’Isis. Dopo gli attentati di gennaio a Parigi ci sono contatti tra la vostra intelligence e dei servizi segreti francesi.

Al-Assad: Ci sono contatti, ma non c’è … cooperazione.

Ventiduesima domanda: Che cosa si intende per contatto?

Al-Assad: Abbiamo incontrato alcuni funzionari della vostra intelligence, ma non c’è alcuna collaborazione.

Domanda 23: vi è stato alcuno scambio di informazioni?

Al-Assad: No. Niente di niente.

Domanda 24. Come si sono incontrati?

Al-Assad: Sono loro che sono venuti in Siria, e non noi che siamo andati in Francia. Sono venuti forse per uno scambio di informazioni. Ma quando si desidera stabilire tale cooperazione, deve essere a due vie: li aiutiamo e loro in cambio ci aiutano. Ma secondo le vostre politiche e quella del governo francese,  li dovremmo aiutare mentre sostengono i terroristi che uccidono i nostri cittadini. Non funziona così.

Domanda 25 La Francia che ha chiesto questi contatti con i servizi segreti?

.Al-Assad: Sì, li abbiamo incontrati. C’è stato un incontro con loro.

Domanda 26 Che era seguito a una richiesta della Francia?

Al-Assad Sì. Noi, non abbiamo nulla da chiedere ai servizi segreti francesi. Abbiamo tutte le informazioni sui terroristi.

Domanda 27. Ci sono centinaia di francesi che sono venuti a combattere a fianco del gruppo Stato islamico. Ci sono francesi in nelle vostre carceri?

Al-Assad: No, non abbiamo nessuno di loro nelle carceri. Abbiamo tali informazioni. La maggior parte di questi jihadisti vengono qui a combattere, morire e andare in paradiso. Questa è la loro ideologia. Non sono pronte ad andare in prigione, qualunque sia.

Domanda 28. Allora non avete nessuno di loro nelle carceri.

 Al-Assad: No, non ne abbiamo nelle nostre carceri.

Domanda 29. Ci sono oggi persone in Francia e tra loro anche politici, tra cui parlamentari, che sono stai qui … Dicono che bisogna riprendere il dialogo con voi. Quali azioni sareste disposti a prendere per convincere l’altra parte della Francia e dei francesi, che potete essere un partner?

Al-Assad:  Con loro?

Domanda 30. Con la Francia

Al-Assad: Essi devono prima convincermi che non supportano i terroristi, e che non sono coinvolti nel spargimento di sangue in Siria. Sono loro che hanno sbagliato per quanto riguarda la Siria. Noi non uccidiamo ogni francese o europeo. Non abbiamo aiutato i terroristi nel vostro paese. Non abbiamo aiutato coloro che hanno attaccato Charlie Hebdo. Siete voi che avete aiutato i terroristi. Pertanto, i Paesi, i leader occidentali devono convincerci che non supportano i terroristi. Ma siamo pronti per qualsiasi dialogo, tenendo conto che questo sarà nell’interesse dei cittadini siriani.

Domanda 31. Così ora non siete interessati a un dialogo con la Francia?

Al-Assad. No, siamo sempre interessati a un dialogo, con chiunque. Ma come possiamo stabilire un dialogo con un regime che sostiene il terrorismo nel nostro paese. E per quale motivo? Questa è la domanda. Quando si cambia la politica, siamo pronti al dialogo. Senza di essa, il dialogo non avrà un fine. Non c’è dialogo per il dialogo. L’obiettivo è quello di raggiungere risultati certi. Per me, il risultato sarebbe che il governo francese cessi il suo sostegno ai terroristi nel mio paese.

Domanda 32. Quindi non hai un messaggio per Hollande per un dialogo?

Al-Assad: Penso che il messaggio principale deve essere presentato al popolo francese. I sondaggi in Francia mostrano chiaramente che Hollande dovrebbe ascoltarli di più. Vale a dire, è il presidente più impopolare a partire dagli anni Cinquanta. Si dovrebbero prendere cura dei propri cittadini e non di proteggere i terroristi che vengono dalla Francia. Quanto a me, come presidente della Siria sento le sofferenze dei miei cittadini per questo terrorismo, penso che il messaggio più importante è che quello avete vissuto in Francia(Attentato Charlie Hebdo n.d.r) è solo la punta di un iceberg.

Quando si parla di terrorismo, bisogna essere consapevoli del fatto che c’è una montagna sotto il  mare. Quindi essere consapevoli che questo monte prenderà la vostra società.

Domanda 33 Il Segretario di Stato USA ha dichiarato che ci sarà un dialogo con il presidente Bashar Al Assad, prima di tornare sulle sue posizioni. Le ha detto che queste sono solo parole, mi piacerebbe iniziare il dialogo, se fosse così, sarebbe  pronto?

Al-Assad: Naturalmente siamo pronti. Ho detto che siamo disposti ad avviare un dialogo con tutti i paesi del mondo, anche con le grandi potenze … anche con la Francia. Ma ho spiegato che il dialogo dovrebbe essere basato su una politica specifica. A lancia ferri contro Siria sono stati: uno, la Francia. Due, il Regno Unito. Non sono stati gli Stati Uniti, questa volta a sostere i terroristi in Siria. Obama ha riconosciuto che l’opposizione moderata in Siria è un’illusione.

Domanda 34 : Ha detto che è un’illusione credere che siamo in grado di armare loro di vincere la guerra, ma non ha detto che non c’è opposizione moderata?

Al-Assad: Esattamente. Che cosa intende per “possiamo fornire loro le armi, e che vinceremo la guerra?” Che cosa vuol dire? Che cosa è questa fantasia? Hanno detto che stavano per armare l’opposizione moderata. Potete dirmi che cosa è che l’opposizione moderata? Dov’è? Noi, noi non la vediamo. Viviamo in Siria e voi, vivete in Francia. Io vivo qui e non vedo che l’opposizione moderata a combattere se dobbiamo combatterla. Non esiste.

Domanda 35. Si dice che c’è un gran numero di paesi stranieri coinvolti nel conflitto in Siria. Cosa avreste potuto fare nella lotta al terrorismo senza il sostegno di Iran e Hezbollah, Vale a dire, avete condannato paesi stranieri coinvolti nel conflitto in Siria, mentre c’è quello di Iran e di Hezbollah?

Al-Assad: C’è una grande differenza tra l’intervento e la richiesta di aiuto. Qualsiasi paese, un governo del mondo, ogni Stato ha il diritto di chiedere aiuto a qualsiasi paese o a qualsiasi partito o organizzazione per aiutarlo in qualsiasi zona. Ma nessun paese ha il diritto di intervenire senza che lo si chieda. Abbiamo invitato Hezbollah, ma non gli iraniani. Non ci sono truppe iraniane in Siria, e non hanno inviato alcuna forza.

Domanda 36. Nessun iraniano combatte al vostro fianco?

Al-Assad: No no. Essi non combattono. Abbiamo con l’Iran un contatto regolare, e da oltre trenta anni. Comandanti e ufficiali vanno e vengono tra i due paesi, secondo la cooperazione esistente tra noi  che corre da molto tempo . Questo è diverso dal partecipare ai combattimenti. Essi non combattono. Come governo, abbiamo il diritto a chiedere questo tipo di collaborazione. Tuttavia, la Francia e gli altri paesi non hanno il diritto di sostenere chiunque nel nostro paese. Si tratta di una violazione del diritto internazionale, della sovranità e di quei valori di cui si vantano, o alcuni dei quali affermano di essere orgogliosi da decenni, secoli, forse e; tra i quali quello della democrazia. È democrazia inviare armi ai terroristi e sostenerli? Ho il diritto di sostenere i terroristi che hanno attaccato Charlie Hebdo per esempio?

Domanda 37. Sa che il primo ministro francese ha affermato di recente che lei è “un macellaio”, cosa vorresti rispondere?

Al-Assad: Prima di tutto, sarò franco con lei. Nessuno prende più sul serio le dichiarazioni dei funzionari francesi. Per un semplice motivo: la Francia è diventata un satellite della politica degli Stati Uniti nella regione. Non è indipendente, e non ha peso. Ha perso ogni credibilità.

Inoltre, devo prima di tutto sempre prendere cura dell’ opinione del popolo e dei cittadini siriani. Non è la Francia o un altro paese a dire quello che sono. Io sono qui per volontà del popolo siriano, e questo è ciò che conta per me.

Domanda 38 Pensa che un giorno, vincerà questa guerra e che tutto tornerà come prima in Siria?

Al-Assad: No. Nulla sarà più come prima. Ritorno al punto di partenza, ciò significherebbe che non ci evolviamo, e che non abbiamo imparato la lezione dal conflitto. Diverse lezioni emergono da questo conflitto. Dobbiamo assimilare e migliorare le cose, non che tornino come prima. C’è una grande differenza.

Domanda 39. Con Bashar al-Assad a capo del paese?

Al-Assad: Non mi interessa. Quello che mi interessa è la volontà del popolo siriano. Se vogliono, Bashar al-Assad rimarrà. Se non lo vogliono, lascerà immediatamente. Voglio dire come sarà in grado di governare senza il sostegno del suo popolo? Quindi non lo farà.

Domanda 40. Come lo sa che gode del sostegno popolare?

Al-Assad:  In primo luogo, se non avessi l’appoggio, la gente non avrebbe sostenuto l’esercito e non avremmo potuto resistere per quattro anni. Come si può resistere senza il sostegno del popolo?

Domanda 41 Può essere che hanno paura.

Al-Assad: Ci sono 23 milioni di siriani. Come possono aver paura di una persona, o una sola agenzia di intelligence o di un governo? Questo non è realistico, questo è folle.

Domanda 42. Crede che la Siria è una democrazia? Crede davvero che le persone possono dire quello che vogliono?

Al-Assad: No. Eravamo sulla strada della democrazia. Si tratta di un processo lungo. Non c’è un punto si raggiunge e si dice “questa è la democrazia.” Se si desidera confrontare noi stessi ad ovest, Francia e altri paesi, vorrei dire “no”. Siete sicuramente più avanzata di noi a causa della vostra storia e molte circostanze e fattori. Ma se si vuole confrontare noi al tuo amico più vicino, l’Arabia Saudita, direi abbastanza sicuro che abbiamo la democrazia. Dipende che si confronta con me.

Domanda 43. Se lei fossi certo che la partenza significherebbe la pace in Siria, andrebbe via?

Al-Assad: Senza esitazione. Se questo è il problema, io lascio senza esitazioni. Lascio il potere. Se io sono la causa del conflitto nel mio paese, non sarei dove sono. Questo è evidente.

Domanda 44. Voglio mostrarle un’altra immagine. E ‘Gilles Jacquier. Un giornalista in nostro canale France 2. È stato ucciso in Siria 3 anni fa. Ha promesso di indagare per scoprire chi lo ha ucciso. Cosa puoi dirci su questa indagine?

Al-Assad: Indipendentemente dalle accuse rivolte a noi al momento dell’uccisione, lui era in una zona residenziale sotto il controllo del governo. È stato ucciso da un colpo di mortaio e non da una pallottola. È evidente che il governo non avrebbe bombardato un quartiere dove c’erano i suoi stessi sostenitori. È quindi molto chiaro, e tutti lo sanno, molti media francesi lo hanno riconosciuto: è stato ucciso da un colpo di mortaio sparato da quello che si chiama l’opposizione, mentre  in realtà sono terroristi . È stato certamente ucciso da loro. Ma la sua domanda riguardava le indagini?

Domanda 45. Sareste disposti a condividere i risultati delle vostre indagini con una Corte francese? Magari le prove?

Al-Assad. No. Non abbiamo nulla da dimostrare. Noi abbiamo le nostre azioni legali; e quando un reato è commesso in Siria, seguiamo queste procedure come qualsiasi altro paese. In Siria, abbiamo un sistema giudiziario e con le sue procedure consuete. Se volete saperne di più dopo questa intervista, possiamo fare riferimento alle autorità competenti.

Domanda 46.  Sarebbe disposto a condividere i risultati delle sue indagini con la giustizia francese?

​​Al-Assad. Sicuro, nessun problema.

Domanda 47. Sarebbe disposto a lasciar venire qui investigatori francesi, agenti di polizia o giudici per condurre le proprie indagini qui in Siria?

Al-Assad: Dipende se c’è o meno un accordo tra i due governi. Se esiste un accordo o un trattato sul sistema giuridico tra i due paesi e la cooperazione bilaterale in questo campo, non c’è nessun problema. Questa non è una decisione politica.

Grazie Signor Presidente

Al-Assad: Sono io che vi ringrazio.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Le Figaro: Siria e Francia cooperazione sulla sicurezza

da al manar

Un alto funzionario francese ed ex ufficiale della riserva, Patrick Barraquand, ha accompagnato, in tutta discrezione, la delegazione parlamentare che ha visitato Damasco il 25 febbraio scorso ed ha incontrato il generale, Ali Mamluk, responsabile della sicurezza siriana. Lo ha riferito il quotidiano francese, Le Figaro.

Il giornale ha citato un funzionario di intelligence francese che ha dichiarato: «Vogliamo una cooperazione tecnica. I politici hanno i loro ordini del giorno, ma quello che ci preoccupa è il pericolo che minaccia la Francia a causa del fatto che centinaia di giovani si sono uniti ai jihadisti in Siria».

Prima di effettuare il contatto, Barraquand ha contattato l’Intelligence interna (DGSI) ed esterna (DGSE) francese, che non ha sollevato alcun veto sua missione.

Le Figaro ha aggiunto,inoltre, che l’intelligence siriana ha espresso la sua volontà di cooperare con la parte francese nel caso in cui le relazioni diplomatiche tra i due paesi vengano ripristinate.

Il giornale ha scoperto che i professionisti a supporto dell’ intelligence francese, valutano il ripristino di una “diplomazia della sicurezza” con la Siria, nonostante le considerazioni politiche attuali.

Al suo ritorno a Parigi, Barraquand ha consegnato un rapporto alle due agenzie di intelligence francesi così come al consigliere del presidente francese François Hollande.

Secondo uno stretto collaboratore di Barraquand, «l’incontro con il responsabile siriano è durato un’ora e si è concentrato sui jihadisti francesi che si trovano agli arresti in Siriae sul numero di passaporti confiscati e anche sulla presenza dell’Isis in Siria e lotta da condurre contro il gruppo terrorista».

 Il giornale rivela, infine, che le due parti hanno rifiutato di fornire ulteriori informazioni sulla riunione, ma «a differenza degli incontri precedenti, questo sembra essere stato più proficuo».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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