Primo ministro siriano: La Palestina resta la causa principale della Siria

da sana.sy

Il Primo ministro siriano, Wael al-Halqui nell’incontro con il Seretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando generale, Ahmad Jibril, ha dichiarato che la Palestina resta la questione per la Siria, che difende le cause arabe cruciali.

Ha aggiunto che i siriani continueranno la loro battaglia con l’asse della resistenza, chiarendo che l’entità sionista è un partner principale nella guerra terroristica globale condotta contro la Siria, fornendo ogni tipo di sostegno alle organizzazioni terroristiche, in coordinamento con gli altri gruppi criminali di Erdogan e alcuni paesi occidentali e regimi arabi corrotti.

A sua volta, Jibril ha ribadito il sostegno dei siriani al popolo palestinese nella sua lotta contro il terrorismo, sottolineando che i palestinesi non dimenticano i sacrifici fatti dalla Siria per la Liberazione della Palestina,

Va notato che il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-CG aveva fatto un appello lo scorso marzo a tutte le fazioni palestinesi per adottare una posizione unitaria nell’affrontare le organizzazioni terroristiche nel campo palestinese di Yarmouk a Damasco.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(VIDEO) Naji: «La Causa palestinese è centrale per la Siria»

da sana.sy

Sotto il patrocinio del Ministero degli affari esteri e della riconciliazione nazionale, si è svolta l’assemblea popolare palestinese, a Damasco, con il titolo “I nostri campi sono la porta d’ingresso al nostro ritorno”, per riaffermare il diritto al ritorno e il supporto per la Siria.

Nel comunicato finale della riunione, i partecipanti hanno chiesto di unificare la posizione politica palestinese sulla guerra alla Siria respingendo quella negativa che mina la causa palestinese.

Inoltre, i partecipanti hanno condannato la posizione ambigua adottata da alcune fazioni palestinesi e la marginalizzazione del loro ruolo nella battaglia nazionale condotta dalla Siria contro il progetto coloniale di dividere la patria araba.

Nel suo intervento, il ministro siriano per la Riconciliazione nazionale, Ali Haydar, ha dichiarato che la causa palestinese resterà la questione centrale per la Siria, rendendo noto che i siriani e i palestinesi affrontano lo stesso terrorismo.

«Entrambi i popoli, palestinese e siriano, hanno lo stesso progetto rappresentato dalla Resistenza e non intendono fare sconti» ha aggiunto.

Da parte sua, il vice segretario generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale, Talal Naji, ha affermato che il diritto al ritorno è l’essenza della causa palestinese e l’attaccamento a questo diritto garantirà la vittoria.

Inoltre, ha indicato che l’obiettivo delle reti terroristiche nei campi profughi palestinesi in Siria è quello di annullare il diritto al ritorno del popolo palestinese.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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Abu Gadab: «Riprenderemo Yarmouk con le nostre forze»

da al manar

«I terroristi dello Stato Islamico  hanno preso il campo con la forza e noi lo riprenderemo con le nostre forze», ha dichiarato un combattente palestinese che oggi difende il campo profughi di Yarmuk a Damasco.

Prensa Latina ha visitato il campo, situato a soli cinque chilometri dal centro di Damasco, ed ha interbistato Assad Allah, un militante del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Comando Generale (FPLP-CG), qui residente.

Assad, 40 anni, conosciuto come Abu Ghadab, è il capo di una unità ingegneristica specializzata nell’uso di esplosivi, che affronta le bande terroriste di ISIS e al Nosra, le quali, dalla scorsa settimana, occupare le strutture del campo.

 «Contro i terroristi non si può usare altro che forza. Il loro modo di pensare non permette un dialogo, non capiscono e non accettano il dialogo, dunque, dobbiamo usare la forza per fermarli, non abbiamo altra scelta», ha spiegato il combattente palestinese.

«Non siamo amanti della morte o della distruzione – ha aggiunto – ma dobbiamo difendere la nostra gente».

Durante il viaggio tra edifici devastati, strade distrutte e il suono intermittente dei cecchini in agguato sui gruppi di resistenza, abbiamo visto un giovane uomo con le stampelle e la tuta mimetica.

È Abdul Mansur, palestinese, 21 anni, un membro del FPLP-CG, conosciuto come Abu Kifah, ancora convalescente per una ferita di proiettile alla gamba, causata durante gli attacchi dei terroristi nel 2012.

«Sento una grande tristezza dentro di me per la tragedia subita dai nostri fratelli palestinesi che hanno dovuto lasciare il campo – ha detto Mansur – o sono rimasti intrappolati all’interno,  possono essere le prossime vittime dei terroristi».

Prensa Latina ha anche parlato con il generale di brigata delle truppe siriane che proteggono la periferia del campo profughi di Yarmuk, il quale ha preferito omettere il suo nome.

L’ufficiale ha confermato che l’esercito siriano rimane ai margini del campo per garantire la sicurezza di Damasco e la lotta contro i terroristi è attuata dai combattenti palestinesi.

Egli ha ribadito che l’esercito siriano è fuori da queste battaglie, nonostante le notizie diffuse dai media occidentali che accusano i militari di bombardare la zona di combattimento.

«Tutto questo è una menzogna, l’esercito siriano è al di fuori del campo», ha ribadito il generale.

Negli ultimi tre giorni, ha aggiunto che duemila civili palestinesi sono fuggiti dal campo e sono stati alloggiati dal governo siriano nei centri di soccorso, dove gli è stato garantito cibo e cure mediche.

«La sicurezza di Damasco è garantita e le truppe sono pronte a respingere ogni tentativo di attacco. I terroristi sanno che c’è una linea rossa nell’avvicinamento alla città», ha precisato il generale siriano.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(FOTO) Libano, il FPLP-CG esprime solidarietà al Venezuela

da حراس المخيمات سنبقى صامدون

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina – Comando Generale ha organizzato, oggi, nel campo di Shatila, in Libano, un evento per ricordare l’Eterno Comandante Hugo Chávez e per esprimere solidarietà al Venezuela che affronta le minacce degli USA.

Una gran folla di politici libanesi e palestinesi, dei comitati popolari, delle fazioni in lotta contro l’occupazione israeliana, oltre ad esponenti dei sindacati, delle organizzazioni di base, della scoietà civile, hanno partecipato all’iniziativa di solidarietà con il Venezuela bolivariano. Presente una rappresentanza dell’ambascia palestinese in Libano.

Durante l’incontro sono intervenuti Alhaji Mohammed Saleh, membro del Consiglio politico di Hezbollah, il compagno Abu Imad Ramez, del Comitato Politico del FPLP-CG in Libano e l’ambasciatrice della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Libano, Soad Karam, alla quale è stata donata una targa commemorativa dell’evento.

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

FPLP-CG: «La cosiddetta “primavera araba” è un’estensione della Nakba»

da Sana.Sy

Il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina-Commando Generale ha dichiarato che la cosiddetta “primavera araba” è un’estensione della Nakba del 1948, dal momento che si stanno prendendo di mira i campi profughi palestinesi in Siria, in particolare Yarmouk, attraverso le mani e gli strumenti del nemico sionista per cacciare i palestinesi al di fuori della geografia dell’ incubatore politico siriano di resistenza e per cercare di rubare il diritto sacro del popolo palestinese al ritorno.

Il Fronte ha spiegato, in un comunicato per il 66 esimo anniversario della Nakba, che è in atto il tentativo di imporre una nuova realtà politica nell’arena palestinese attraverso negoziati futili e per programmare l’imposizione sionista americana del cosiddetto Stato ebraico, ovvero la traduzione reale della cosiddetta “primavera araba”, che è apparsa nella sua realizzazione attraverso la cospirazione e la guerra globale contro la Siria.

Il FPLP-CG ha evidenziato come l’anniversario della Nakba sia una tappa per mobilitare la volontà popolare in Palestina e ritornare al programma politico del movimento nazionale palestinese attraverso la Resistenza di base militante e la lotta armata.

La dichiarazione del FPLP-CG sottolinea che la scomparsa dell’entità sionista è la necessità strategica storica per la libertà della nazione realizzata con la forza e la volontà della resistenza, le lotte del popolo palestinese e con i suoi sacrifici.

La rinuncia ad un solo centimetro della terra di Palestina è un tradimento del diritto del nostro popolo e la negazione storica dei suoi sacrifici.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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