La FIFA deciderà sulla sospensione di Israele

da hispantv

La Federazione Internazionale Football Association (FIFA) ha deciso che la proposta palestinese di punire il regime israeliano nei tornei internazionali di calcio sarà uno dei temi del suo Congresso elettorale in programma il prossimo 29 maggio a Zurigo, in Svizzera.

I 209 membri della FIFA dovranno votare a favore o contro la sospensione della Federazione israeliana da questa agenzia su richiesta del presidente della Federcalcio palestinese (APF) Jibril Rajoub, che ha denunciato le restrizioni imposte dalla regime di Tel Aviv agli atleti palestinesi.

Per essere approvata, la richiesta della Palestina deve ricevere 156 voti, oltre al proprio, vale a dire tre quarti dei membri aventi diritto di voto nella suddetta decisione del Congresso FIFA.

Il Presidente della Fifa, Sepp Blatter, ha cercato di risolvere il problema tra le parti, ma i suoi sforzi non sono riusciti nell’intento. Ora Blatter vorrebbe che questo problema si risolvesse all’interno del Congresso.

Inoltre, quello stesso giorno si svolgerà l’elezione del Presidente della FIFA ed e è molto probabile che Blatter estenda il suo potere che dura da 17 anni.

I palestinesi hanno sollevato questa richiesta in risposta alla discriminazione sistematica da parte delle autorità israeliane.

Tra le accuse contro il regime israeliano c’è ostacolo alle attività sportive nei territori occupati, in particolare, imponendo restrizioni ai movimenti degli atleti palestinesi tra la Striscia di Gaza e la Cisgiordania occupata, arrestando alcuni calciatori e controllando l’attrezzatura sportiva importata.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Israele continua ad arrestare gli sportivi palestinesi

da http://capjpo-europalestine.com/

La Squadra di calcio palestinese, da alcuni mesi, ha perso sette dei suoi principali giocatori, rapiti e imprigionati dall’occupazione israeliana. L’ultimo in ordine di tempo è Mohamed Akhlil, arrestato mercoledì scorso all’alba.

Il direttore del Club giovanile di Beit Ummar, Akhlil Ahmed, ha dichiarato che Israele ha arrestato sette giocatori della sua squadra di calcio, che milita nel campionato della Premiere League palestinese ed ha, quindi, perso i suoi elementi principali, impedendogli di organizzare le partite.

Akhlil ha attirato l’attenzione sugli arresti nella sua intervista all’agenzia “Quds Press”.

Tre giocatori di talento sono stati rapiti il mese scorso, mentre il primo portiere Mohamed Awadh e il difensore Ahmed Awadh, sono ancora detenuti nelle prigioni israeliane.

Celebre il caso di Mahmoud Sarsak, la cui carriera si annunciava brillante, invece, è stata spezzata da una prigionia di tre anni, torturato e senza indennizzi. Il suo rilascio è stato possibile solo dopo uno sciopero della fame durato tre mesi, che lo ha indebolito nel fisico, impedendogli di riprendere la carriera calcistica.

Ma Mahmoud Sarska è solo uno dei molti atleti palestinesi ai quali Israele riserva tale sorte. Non si riesce quasi mai sapere i nomi di tutti coloro che sono in una situazione simile.

Queste pratiche dovrebbero portare alla espulsione di Israele, ipso facto, da tutte le competizioni sportive internazionali. Cosa aspettano UEFA e FIFA?

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

FC Barcelona nessun accordo con il Qatar che sostiene il terrorismo

da al manar

Il Football Club Barcelona ha deciso di non rinnovare il suo accordo di sponsorizzazione con un gruppo del Qatar legato alla famiglia reale, in quanto, l’emirato è responsabile del finanziamento dei gruppi terroristici takfiri.

L’emittente Tv israeliana Canale 2 ha riferito che il Barcellona, una delle squadre più popolari del mondo, non rinnoverà il contratto, che lo ha portato fino ad ora ad incassare circa 200 milioni di euro, a causa della crescente preoccupazione internazionale circa il coinvolgimento dell’emirato nel finanziamento del terrorismo, tra cui alcuni gruppi che combattono in Siria come Al Nusra.

L’accordo di sponsorizzazione, che scade nel 2015, è stato firmato da parte dell’ente Qatar Sports Investment ed ha permesso al logo della Qatar Foundation, un’organizzazione che dovrebbe dedicarsi ad attività umanitarie, e a quello della Qatar Airways di essere visualizzate sulle maglie del Barcelona.

Da sottolineare che prima del 2011, il Barcelona non aveva mai avuto nessuno sponsor o logo sulle sue maglie a fini commerciali, fatta eccezione per quello dell’UNICEF, apparso dal 2006 al 2011, che non prevedeva ricavi. Al contrario, il Club blau grana, in 5 anni, ha versato 1 milione e mezzo di euro all’Unicef, destinato ai progetti per l’infanzia nei Paesi in via di sviluppo.

Si ritiene che il Qatar ha finanziato altri progetti del club con importi che raggiungono i centinaia di milioni di dollari negli ultimi anni.

Va notato che l’accordo con il Qatar era profondamente impopolare tra i soci del club catalano, che più volte hanno manifestato il loro disappunto.

Negli ultimi mesi si sono anche intensificati gli appelli alla FIFA affinché la Coppa del Mondo del 2022 non venga giocata in Qatar a causa dei legami di questo paese con il terrorismo e per lo sfruttamento dei lavoratori nella costruzione delle strutture.

I gruppi terroristici sponsorizzati da Qatar hanno commesso crimini sanguinosi in Siria e in altri paesi.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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