Napoli 8dic2016: in GAlleЯi@rt con Chávez e Fidel

Ricordando l’esempio di Chávez e Fidel 

di GAlleЯi@rt

Faremo il punto sull’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre.

A seguito del convegno previsto l’8 dicembre ci attiveremo con musiche e balli per festeggiare (o consolarci) per i risultati.

Nel corso del convegno, promosso dal Partito dei CARC, punteremo a valorizzare la spinta popolare a ragionare e agire insieme, per costruire concretamente l’alternativa politica per il nostro paese, facendo bilancio dell’esito referendario.
https://www.facebook.com/events/1141550799273763/

Balleremo senza regole come nelle precedenti “Scarde del Principe”
https://www.facebook.com/events/1151360021597646

Daremo sfogo ad ogni forma di ballo che ci venga proposta.

Balleremo Tango, Swing, Salsa e Caraibici, Mazurke e Popolari Europei, Flamenco, Balli Balcanici, e chi più ne ha più ne metta.

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Torna anche quest’anno la #Festa federale campana della #RiscossaPopolare!

Siamo in una fase in cui la mobilitazione contro il governo Renzi e suoi progetti di smantellamento della coesione sociale del nostro paese a partire dall’attacco definitivo sferrato al cuore della Costituzione avanzano: a pochi giorni dalla data del 4 Dicembre si fa sempre più strada la consapevolezza che la Costituzione la si difende applicandone le parti più progressiste, quelle sempre disattese ed eluse (diritto al lavoro, alla dignità, all’istruzione, alla salute, alla casa, a spazi di aggregazione, ecc.). La #FestadellaRiscossaPopolare è un evento nel quale vogliamo valorizzare la spinta popolare a ragionare e agire insieme, per costruire concretamente l’alternativa politica per il nostro paese, facendo bilancio dell’esito referendario.

La Costituzione italiana e i diritti inalienabili che questa sancisce sono oggi lettera morta, non vengono applicati. Il miglior modo per #DifendereLaCostituzione è #ApplicareLaCostituzione. Qui ed ora.

Applicare la Costituzione vuol dire andare oltre il Referndum e aprire una stagione di lotta per fare da soli quello che i padroni e i loro governi non possono nè vogliono fare: costruire un governo che agisca negli interessi delle masse popolari, il #GovernoDiBloccoPopolare.

La Festa della Riscossa Popolare la promuove il #PartitodeiCARC, ma vogliamo che sia una festa costruita e realizzata con il contributo di tutti quei compagni e compagne, di tutte quelle persone che vogliono e lavorano al cambiamento di questo paese e della società, che lottano e già si organizzano per farlo.

È una festa degli operai, dei lavoratori, degli studenti, degli immigrati, delle donne, dei bambini anche, dei disoccupati. È un’opportunità di allargare il fronte delle lotte e delle mobilitazioni, per coordinare quanto oggi esiste di organizzato nel nostro paese, per rafforzare lo schieramento che non si limita a dire
#NO allo stato di cose presente, ma che si impegna a costruire il “per” e si cimenta nell’imparare a farlo.

Per questo sosteniamo e invitiamo alla discussione tutte le realtà organizzate che si mobilitano sul territorio e tutte le forme di autorganizzazione delle masse popolari della nostra città: il comitato in difesa dell’ospedale San Gennaro, reti e associazioni in difesa della sanità pubblica, collettivi studenteschi e comitati di quartiere.

La nostra città, Napoli, esprime con forza questa vitalità e sta a noi rompere l’isolamento tra queste esperienze e promuovere la riscossa che da qui può propagarsi nell’intero paese.

Non è una questione di legalità, né si tratta di delegare a qualcun altro; #legittimità e #protagonismopopolare sono le parole d’ordine per scrivere il nostro futuro!

NON SONO I PADRONI AD ESSERE FORTI, SONO LE MASSE POPOLARI CHE NON FANNO VALERE ANCORA LA PROPRIA FORZA!

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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

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Napoli 7dic2016: Ricordando Fidel all’Ex-OPG

di Ex OPG Occupato – Je so’ pazzo

Proiezione di “Comandante” di Oliver Stone

mercoledì 7 novembre – dalle 20.30 

“Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza lotta, si potrà avere la libertà”.


Dopo la commozione e la tanta emozione iniziale per la morte di Fidel, ricordiamo insieme chi era Fidel Castro, cosa pensava, cosa ha significato materialmente la sua figura per la rivoluzione cubana e non solo!

Perché per milioni di uomini e donne sparse sul globo è stato e continua a essere un esempio e una speranza per chi si batte per la dignità e l’autodeterminazione dei popoli, l’ istruzione, la sanità, rifiuto dell’imperialismo statunitense e delle guerre fratricide…

Perché dell’insegnamento di Fidel, che sono i popoli da soli a liberarsi e cambiare il proprio destino, c’è ancora tanto bisogno…

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Je so’ pazzo è un ex-opg (ospedale psichiatrico giudiziario) occupato nel marzo 2015 da un gruppo di studenti, lavoratori, disoccupati, per sottrarlo all’abbandono e per restituirlo alla città, per ricostruire la memoria di questo luogo terribile di esclusione e tortura, e lanciare percorsi di mobilitazione a partire dalle nostre concrete esigenze: dal lavoro al territorio, dalle scuole alle università, dalla casa alla sanità.

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Come arrivarci?
– Metro Linea 1: Fermata Materdei
(5 minuti a piedi verso Salita San Raffaele)
– Dal centro storico (15 minuti a piedi):
arrivare al museo nazionale e salire via Salvator Rosa,
all’incrocio con via Imbriani ci trovate sulla destra.

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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

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Napoli 4dic2016: in Galleria a via Toledo ricordando Fidel

di Mimmo Mignano – Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat

Crescono le adesioni per il 4 Dicembre ore 18 alla Galleria Umberto di Napoli per esprimere la vicinanza al popolo Cubano, per rivendicare che

FIDEL È ANCORA VIVO, ED È ANCORA VIVA IN NOI LA CONSAPEVOLEZZA CHE LA RIVOLUZIONE CUBANA CONTINUA! 

In occasione tutto il Consolato Venezuelano a Napoli è stato invitato a partecipare in modo attivo alla discussione con microfono aperto e la proiezione del fim/documentario su FIDEL…

NOI CI SAREMO E NON MOLLEREMO!

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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

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Napoli 4dic2016: un mural per Fidel

di Insurgencia

Mono Gonzalez e Tono Cruz, street artist di fama internazionale, saranno in via Mezzocannone 12 per commemorare il rivoluzionario Fidel Castro, nel giorno dei funerali, con un murales a lui dedicato sulla facciata del centro sociale Mezzocannone Occupato.

Ore 10 Inizio dei lavori, che proseguiranno fino a tarda sera

Ore 19 – aperitivo musicale nel bar di Mezzocannone occupato.

Mono Gonzàlez è un artista e scenografo cileno, famoso soprattutto nel campo dei murales.
Nel 1968 è tra i fondatori della Brigada Ramona Parra, brigata muralista legata al Partido Comunista de Chile, con la quale partecipa attivamente alla campagna elettorale del candidato presidente Salvador Allende.

Costretto alla clandestinità dalle persecuzioni del regime di Augusto Pinochet dopo il colpo di stato del ’73, lavora prima come carpentiere e poi, sotto falso nome, come pittore e scenografo del Teatro municipal de Santiago.

Qui, negli anni ’80 entra in contatto con personalità del mondo del cinema cileno, per cui inizierà a lavorare come scenografo, senza mai abbandonare i suoi ideali politici che lo porteranno a curare le scenografie della campagna nazionale per il NO al referendum nazionale del 1988 che metterà fine alla dittatura di Pinochet.

Prosegue ancora oggi la sua attività d’artista e il suo impegno politico, con numerosi lavori in strada -in Cile e nel resto del mondo- nonché con le scenografie per il cinema, tra cui ricordiamo quelle per Machuca di Andrés Wood e per La Danza de la Realidad di Alejandro Jodorowski.

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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

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(FOTO) La solidarietà italiana ricorda il Comandante Fidel

113016MPPREconsuladoconsole04por MPPRE

Italia, 30 novembre del 2016 (Ministero del Potere Popolare per le Relazioni Estere della Repubblica Bolivariana del Venezuela).- Dall’Italia si è alzata la voce per il ricordare il lascito politico del Comandante Fidel Castro e dare appoggio al popolo cubano. Le associazioni e i gruppi di solidarietà hanno realizzato una serie di iniziative per vivere questo importante momento storico, mantenendo in alto il nome di Cuba e del suo líder máximo.

Dopo il sentito atto di solidarietà realizzato nella notte del 26 di novembre 2016; in Piazza San Domenico, convocato dalla Associazione Culturale “Ex-OPG”; ed il corteo tenutosi a Roma contro la Violenza verso la Donna il 27 novembre, durante il quale si è reso omaggio anche al Comandante Fidel Castro con un blocco di bandiere cubane; ha avuto luogo ieri, nella sede del Consulado General de Venezuela en Nápoles, l’incontro “Fidel Castro è e continuerà ad essere storia viva”.

Si sono incontrati gli amici della solidarietà appartenenti ad associazioni di operai, partiti politici, membri della comunità italo-cubana e cubana, italo-venezuelana e italo-russa e paesi ex URSS, studenti, professori universitari, giornalisti ed attivisti in generale per ricordare il leader cubano ed anche la sua stretta amicizia con il Presidente Hugo Chávez.

La Console generale di Napoli, Amarilis Gutiérrez Graffe, ha dichiarato che “Fidel non è morto, così come il Comandante Chávez, Fidel è stato seminato e si moltiplica in milioni di rivoluzionari in tutto il mondo”.

Mimmo Mignano, alla testa di un gruppo di operai del gruppo FCA, ex FIAT, Fabiola D’Aliesio del Partido dei CARC, il gruppo di volontarie del “NIKA”, Gianmarco Pisa dei “Corpi Civili di Pace”, il Movimento Internazionale Antifascista (MIA), rappresentanti della Rete “Caracas ChiAma”, di ALBAInformazione – ANROS-Italia, la Associazione per la Cooperazione Italo-Venezuelana “J.A. Anzoátegui”, la Associazione di Solidarietà con Cuba “Asach”, hanno espresso tutta la loro ammirazione per la figura di Fidel Castro, per la Resistenza del popolo cubano, incentivandolo a mantenere ed approfondire le conquiste della Revolución.

Tutte le manifestazioni di Solidarietà, messaggi, lettere, poesie sono stare raccolte in un libro dei ricordi itinerante, che sarà presente in tutte le attività commemorative che avranno luogo a Napoli, fino al 4 di dicembre, giornata nella quale saranno celebrati i funerali nella città di Santiago di Cuba. Successivamente la rete di solidarietà trasmetterà questo materiale al popolo cubano. Consulado.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Danilo Della Valle]
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Caracas ChiAma: Napoli risponde!
Verso il VI Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Napoli, Aprile 2017

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L’America latina piange il Comandante

di Geraldina Colotti 

Cuba. L’impegno per l’integrazione del continente

Fidel ha levato l’ancora «verso l’immortalità»: lo stesso giorno in cui il Granma è partito da Veracruz per Cuba, il 25 novembre del 1956. Lo ha ricordato a caldo il presidente venezuelano Nicolas Maduro, dopo l’annuncio della morte del Comandante cubano. «Adesso tocca a noi, gli eredi dei grandi ideali, quelli di Fidel, del Che, di Chavez, difenderne il cammino – ha detto -. Adesso tocca ai giovani – perché giovani sono sempre le rivoluzioni -, difenderne il portato».

Maduro ha ricordato la grande amicizia tra Fidel Castro e Hugo Chavez, due vite all’insegna dell’antimperialismo: «Due rivoluzioni perseguite dall’impero, due rivoluzioni che abbiamo fatto crescere e che dobbiamo continuare a far crescere», ha detto ancora, ricordando gli ultimi incontri avuti con Fidel: incontri significativi, sia sul piano concreto che simbolico. Fidel ha ricevuto l’attuale presidente venezuelano (che è stato a lungo ministro degli Esteri di Chavez) un giorno prima di incontrare Obama. Gli ha inviato lettere di appoggio nei momenti più difficili del suo mandato. Lo ha sostenuto con la sua diplomazia, discreta ma efficace, a nord come al sud.

E quando Fidel ha compiuto novant’anni, il 13 di agosto, ha fatto il giro dei media una foto in cui i presidenti dell’Alba lo visitavano a sorpresa per il compleanno. L’Alba, l’Alleanza bolivariana per i popoli della nostra America, è stata una creatura di Fidel e Chavez. Ha messo in moto un altro tipo di integrazione regionale, non più rivolta al Nord America, ma al continente Latinoamericano, basata su relazioni paritarie e solidali: ogni paese, un voto, non importa se grande o piccolo, interscambio di beni e servizi senza contropartite politiche. E Raul Castro ha continuato sulla stessa linea, governando la barra in tutti i vertici internazionali. E ieri, tutti i più importanti leader del sud, sia di governo che di partito lo hanno ricordato con gratitudine: dai Sem Terra in Brasile alla sinistra anticapitalista francese, a Podemos in Spagna.

Fidel è morto nella giornata mondiale contro la violenza sulle donne, dedicata al sacrificio delle tre sorelle Mirabal. Le tre mariposas – come venivano chiamate nella clandestinità – vennero trucidate nella Repubblica Dominicana dal dittatore Trujillo, pupillo degli Usa, nel 1960. A Cuba, invece, su un paese di 11 milioni di abitanti, la lotta di oltre 4 milioni di donne organizzate nella Federacion de Mujeres Cubanas ha ottenuto fin da subito la parità di diritti nella Costituzione, il Codice della famiglia e altri strumenti giuridici.

La forza lavoro femminile, pari al 66% del totale è impiegata con un salario uguale a quello degli uomini, in tutti i settori ed è presente al 49% in Parlamento (Cuba è la quarta nazione al mondo per numero di donne in parlamento). A Cuba non esistono né la tratta né i femminicidi, l’aborto è libero, gratuito e sicuro, un faro di progresso in America latina. Fidel ha sempre rivolto importanti discorsi alla Federazione delle donne, la cui segretaria è stata Vilma Espin. E la Federacion Democratica Internacional de Mujeres (Fdim) è stata fra le prime a mandare un messaggio di cordoglio.

L’America latina deve molto a Fidel. L’11 aprile del 2002, durante il golpe contro Chavez – organizzato dai grandi gruppi economici, dai vertici della chiesa, delle forze armate e dai grandi media, e guidato dalla Cia – Fidel consigliò al giovane leader venezuelano di «non immolarsi come Allende», in quanto, a differenza del presidente cileno nel 1973, egli aveva dalla sua gran parte delle forze armate. E poi diffuse la notizia ai media internazionali e parlò al telefono con i militari fedeli a Chavez, che poté così sventare anche la trappola tesa dall’arcivescovo Baltazar Porras (ora cardinale in Vaticano), mandato dai golpisti per convincerlo a dimettersi, prima di essere fucilato. Il plotone che avrebbe dovuto uccidere il presidente venezuelano si ammutinò e Chavez venne poi riportato al governo a furor di popolo, e il suo primo pensiero fu per Fidel.

L’8 gennaio del 1959, Fidel Castro pronunciò all’Avana il primo discorso pubblico dopo la rivoluzione. Alcune colombe bianche si alzarono e cominciarono a volteggiare su di lui, finché una si posò sulla sua spalla. Fidel la trattenne per qualche secondo e poi la liberò nel cielo. Un gesto che rimase impresso nella moltitudine dei presenti, e che in fondo simbolizza lo spirito che ha fino all’ultimo animato il leader cubano. La sua diplomazia ha accompagnato il processo di pace in Colombia fino alla recente firma degli accordi tra Santos e la guerriglia marxista Farc. Cuba vi ha dedicato lo stesso impegno di quello rivolto alla lotta contro l’apartheid in Sudafrica, la liberazione dell’Angola o l’indipendenza della Namibia e altre nazioni africane. All’inizio del 2000, a Cuba iniziarono anche le trattative tra l’altra guerriglia storica colombiana, l’Eln, e l’allora presidente Alvaro Uribe.

L’Avana è così diventata la capitale della pace. E sia le Farc che l’Eln hanno inviato un messaggio di cordoglio. E in molti paesi dell’America latina è stato dichiarato il lutto nazionale. Ma tutto il sud è in lutto. Cuba è stata al centro del Movimento dei paesi non allineati, che rappresentano oltre due terzi di tutti gli Stati del mondo, e il cui segretario generale è da quest’anno Nicolas Maduro. Fidel Castro – dice un comunicato della Unasur – «ha illuminato la regione con le sue idee sulla libertà, la sovranità, l’uguaglianza per le quali ha lottato per mezzo secolo».

E il miglior modo per onorarlo – ha detto il presidente boliviano Evo Morales – è quello di rafforzare l’unità di tutti i popoli del mondo, la resistenza al modello capitalista e all’imperialismo». Ha detto Fidel a Ramonet nell’Autobiografia a due voci: «Se l’impero divorasse l’America latina come fece la balena con il profeta Giona, non riuscirebbe comunque a digerirla. Prima o poi dovrebbe espellerla, e quella risorgerebbe di nuovo».

Le tre ragioni per le quali voglio bene a Fidel

da jesopazzo.org

PER LA FIEREZZA E LA DIGNITÀ

Avevo 18 anni quando uno dei papi più infami della storia (ma anche più amati e inattaccabili), il papa polacco della fine del blocco comunista, il papa amico dei dittatori sudamericani, Giovanni Paolo II, arrivò in visita a Cuba. Mi ricordo perfettamente di lui che scendeva dalla scaletta e di Fidel che lo aspettava sulla pista composto e fiero, per una volta col completo elegante e non con la mimetica.

Solitamente il papa nelle sue visite nei cosiddetti paesi del Terzo Mondo (è proprio Giovanni Paolo II che ha inaugurato questo “trend”) andava a trovare i poveri, i bambini rinsecchiti e con le pance gonfie in Africa, i vecchi negli ospizi pubblici o riversi per le strade in India (chi come me era piccolo negli anni Ottanta certamente avrà bene in mente queste immagini). E io mi ricordo che ero incazzata e spaventata, che non volevo rivedere, a Cuba, le stesse espressioni di paternalismo, di carità pelosa dell’Occidente. Ma Fidel fa uno dei discorsi più belli di sempre, non l’ho più riletto e non potrei riportare le parole, ma diceva più o meno così: “ciao papa, benvenuto, non voglio niente da te, ma voglio offrirti io qualcosa: la possibilità di conoscere un sistema di vita nel quale i bambini vengono curati e non muoiono di fame, a voi europei non ho niente da chiedere – questo era il messaggio di fondo – ma qualcosa da insegnarvi”.

So che può sembrare una cosa retorica o banale, ma fu un momento entusiasmante, perché, in una delle fasi più nere della storia cubana, la fine degli anni Novanta, Fidel non si era piegato come tutti credevano, ma aveva dimostrato che la Rivoluzione non aveva solo vinto, ma stava vincendo ancora…

>>>continua qui>>>

 

 

Napoli 26nov2016: in piazza in omaggio a Fidel

da Ex-Opg “Je so’ pazzo”

Ci vediamo dalle 20 a piazza san Domenico con bandiere, candele, musica per ricordare Fidel Castro e la coraggiosa rivoluzione cubana, che resiste nonostante tutto e che ha significato dignità, istruzione, sanità, rifiuto dell’imperialismo statunitense e delle guerre per milioni di uomini e donne…

Se c’è una cosa che ci ha insegnato Fidel è che sono i popoli da soli a liberarsi, e a poter cambiare il mondo!
e di questo ovunque c’è ancora tanto bisogno…

Napoli è al fianco dei popoli che lottano!

“Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni epoca e in ogni circostanza, ma mai, senza lotta, si potrà avere la libertà”.

¡¿Qué tiene Fidel, que los imperialistas no pueden con él?!

¡¿Qué tiene Fidel, que los imperialistas no pueden con él?!

Iba matando canallas. Con su cañón de futuro.

«La muerte no es verdad cuando se ha cumplido bien la obra de la vida.» (José Martí)

Cuando los seres humanos se vuelven universales.

 

 

(FOTO) M.I.A.: Tanti Auguri Fidel!

di Movimento Internazionale Antifascista

Qui di seguito il messaggio di augurio per il 90simo compleanno del Compagno Fidel Castro presentato dal MIA oggi al Consolato della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli durante l’incontro realizzato in onore dello stesso Fidel su invito della Console Amarilis Gutiérrez Graffe.

Il M.I.A. (Movimento Internazionale Antifascista), movimento che abbraccia le donne e gli uomini di varie nazionalità e appartenenze, uniti dallo spirito unitario dell’antifascismo, movimento nato e cresciuto a Napoli per volontà delle donne antifasciste provenienti dalle ex-Repubbliche Socialiste Sovietiche, oggi, per l’anniversario del 90simo compleanno del Leader della Rivoluzione Cubana Fidel Castro, vuole esprimere attraverso questa comunicazione tutta la stima e l’ammirazione che prova verso Fidel Castro augurandogli tanti anni di salute e felicità.

Noi, nati e cresciuti in Unione Sovietica, ci ricordiamo con tanto affetto che Fidel Castro appartiene anche a noi.

Il 23 maggio 1963 i mezzi d’informazione sovietici annunciarono la comparsa di un nuovo Eroe dell’Unione Sovietica. Questa volta il titolo non fu assegnato ad un pilota esploratore, un cosmonauta o soccorritore ma al Primo Ministro del Governo Rivoluzionario della Repubblica di Cuba, maggiore delle forze militari cubane, il trentaseienne Fidel Castro.

In quel periodo Fidel Castro visitava l’Unione Sovietica. La visita è durata quattro mesi, per quattro bellissimi mesi lui girò per le città, per le regioni, parlava con gli operai, i pescatori, i metalmeccanici, parlava con la gente semplice sempre cercando di sfuggire dai percorsi ed incontri di protocollo programmati e pensati dai dirigenti del Partito Comunista Sovietico. Il Leader cubano valorizzava i contatti spontanei, preferendo semplici strette di mano agli sguardi adulatori degli occhi. Leggeva dagli occhi, oltre ad essere un grande stratega, il politico Fidel Castro anche è stato un infallibile psicologo. Odiava l’ufficialità nei rapporti, diceva “mi state accogliendo come uno sceicco arabo, non come amico” e cercava di svincolarsi, era aperto e sincero, parlava senza gli appunti, era chiaro, comprensibile, impulsivo ed istintivo. E piaceva molto al popolo sovietico.

La notizia della sua onorificenza fu accolta dal popolo sovietico con grande entusiasmo. Tenne un comizio con una enorme partecipazione della gente, pieno di manifesti, musica, balli, palloncini, bandiere, presto si trasformò in una vera festa di amicizia tra il popolo sovietico e cubano. “Cuba amore mio! Insieme per sempre!”. Perché eravamo vicini per lo spirito rivoluzionario, per la capacità di sacrificio, intransigenza verso i nemici, per laboriosità, apertura mentale verso la  cooperazione reciproca, per il senso di collettività e per la speranza verso il futuro sereno.

Eravamo affascinati dalla Rivoluzione Cubana, eravamo speranzosi; fu fatto il primo passo verso la costruzione della società socialista in tutto il Continente Americano. E il grande leader, Fidel Castro, era il nostro eroe! Era e lo è ancora! Con il passare degli anni e la grande trasformazione geopolitica avvenuta negli ultimi decenni, Fidel Castro è ancora il nostro principale punto di riferimento, la nostra sicurezza e la nostra speranza. Lui, che durante tutti questi anni subì il maggior numero di attentati alla sua vita (637 per la precisazione), ha scongiurato 33 colpi di stato progettati dai servizi segreti degli USA, ancora oggi ci da la sicurezza e la speranza che l’apertura nei rapporti diplomatici ed economici tra Cuba e gli USA non porterà al revisionismo della storia, all’espansione imperialista, alla cancellazione della Rivoluzione e al cambiamento della direzione socialista cubana.

Auguri nostro Eroe, Auguri e Buon Compleanno, caro Fidel Castro, ti vogliamo, ancora tra di noi per anni e anni, perché noi abbiamo bisogno della tua presenza. Attraverso mari e monti, dalla lontana Italia alla bellissima isola della Libertà, rivolgiamo i nostri migliori auspici per la tua salute, per la salute del grande leader rivoluzionario Fidel Castro!
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Desde la InterUnit en Donbass para los 90 años de Fidel

por InterUnit – Donbass

Como militantes internacionalistas organizados en InterUnit insertos en la brigada Prizrak, nos honra participar de las actividades de celebración del cumpleaños número 90 del compañero comandante Fidel Castro Ruz, organizadas por el Partido Comunista de la República Popular de Donetsk, Novorrusia.

Este sábado 13 de agosto de 2016, acompañaremos a la distancia las celebraciones del pueblo cubano, trayendo a nuestra memoria el ejemplo vivo de lucha revolucionaria que durante toda su vida nos ha brindado el comandante Fidel.

En esta ocasión, desde nuestra lucha como internacionalistas antifascistas, en esta guerra de liberación que ha emprendido ya desde hace más de dos años el heroico pueblo del Donbass, recordaremos las heroicas gestas libradas por Fidel y el pueblo cubano, tanto en su propio país como en otras tierras, donde su altruismo y bravura brindase a la historia de la humanidad los más claros ejemplos de internacionalismo proletario, como los que se desarrollaron al calor de las revoluciones centroamericanas o las guerras de liberación africanas entre otros ejemplos.

CatturaPorque hoy más que nunca la maquinaria fascista y militarista del imperialismo yankee y sus secuaces, amenaza a la humanidad, es que necesitamos más Fidel, más Cuba, más Internacionalismo revolucionario para gritar junto a él… “¡¡¡Fascistas No pasarán!!!”.

¡Viva el Comandante Fidel Castro! 
¡Viva el pueblo de Cuba!
¡Vivan los pueblos del mundo!

Desde las tierras libres del Donbass, InterUnit, Agosto 2016.

Napoli 12ago2016: “Chávez y Fidel, hasta siempre”

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Il Consolato Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli

in occasione del 90° Compleanno del leader della
Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz

Invita alla presentazione di:
“Chávez y Fidel, hasta siempre”.

Documentario di Roberto Chile e musica del riconosciuto pianista Frank Fernández.
Il materiale audiovisivo, con una durata di 26 minuti, prodotto da Video Plaza e la televisione multi statale TeleSUR, che ha ideato e prodotto il film, tocca la dimensione umana dei due leader latinoamericani, le loro gesta e l’amicizia che li ha uniti, nella lotta per l’indipendenza e la sovranità dell’America Latina.

“Chávez y Fidel, hasta siempre” resguardan los momentos cumbres de una relación de hermandad cómplice para conquistar “imposibles”.

Bajo la dirección de Roberto Chile, codirección de Fabiola López, y la música original de Frank Fernández, el documental , demuestra que no se pueden hacer grandes hazañas, sin grandes amigos. En la unidad del binomio Chávez – Fidel se unieron dos pueblos, dos naciones, y bajo ejemplo de fraternidad Cuba – Venezuela, se unió la América toda.

Con imágenes inéditas y otras que perduran ya por su valía, narran cómo estos dos hombres se presintieron, conspiraron, revolucionaron la historia, se comprometieron con la justicia, con el ideal de equidad y ofrecieron la vida sin pausas ni pretextos, sin envilecimiento, con el abrazo sincero de quien solo puede dar la bienvenida ofreciendo un porvenir.

Martí aseguraba que si le preguntaban cuál es la palabra más bella, diría que es patria y si le preguntaban por otra, equivalente a patria por su valor, diría amistad. A Chávez y Fidel los unieron estas dos palabras; afinidades de ideales, causas, planes, anhelos. Nexos inteligibles que superan los límites físicos, espaciales, corpóreos.

A pesar de que los distanciaron años, les tocó vivir en un mismo siglo convulso, dominado por valores que poco tienen que ver con el humanismo. Bolívar y Martí no tuvieron la dicha de coincidir en el tiempo, pero sus propósitos encarnaron en Chávez y Fidel las ansias libertarias, la fe en el hombre, la valentía, identidad latina y conducción política por el camino del deber con las causas justas.

“La muerte no es verdad cuando se ha cumplido bien la obra de la vida”, escribió Martí un 5 de marzo de 1876. Cientos de años después, como una sentencia que perdura siglos, coincide que otro 5 de marzo la muerte se hace mentira y decimos mediante la imagen testimonial: ¡Chávez y Fidel, hasta siempre!

http://www.cubadebate.cu/noticias/2014/03/11/chavez-y-fidel-hasta-siempre-video/#.V6x_gRIpqD5

R.S.V.P
Tel. 081. 5518159
Email. convenap.cultura@gmail.com
convenap.prensa@gmail.com

“Chávez, dónde estás tú ahora”. “No, salí a caminar por aquí”. Ah, bueno, andas por ahí”.

Bueno, yo también ando aquí, y es que tú y yo Chávez, no somos presidentes, sino dos tipos que andamos por ahí.”

Conversación telefónica entre Chávez y Fidel.

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