In ogni ambito del senso comune ci aspetta una lunga battaglia

posda cubainformacion.tv

Intervista realizzata da Davide Angelilli a Ciro Brescia che ha partecipato con la delegazione italiana alla quinta Escuela de Verano e all’incontro latino americano progressista realizzato a Quito in Ecuador nel mese di settembre. Ciro Brescia è parte del progetto informativo ALBAinformazione per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli, sito dell’Associazione Nazionale delle Reti di Organizzazioni Sociali (ANROS Italia), aderente alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”.

Come è stato l’incontro latinoamericano progressista? Qual è stato il messaggio che più si è ascoltato?

Abbiamo partecipato alla quinta scuola di Verano organizzata dal Ministero delle relazioni estere e della mobilità umana dell’Ecuador. Giovani provenienti da giardino dei paesi dell’America Latina e del mondo Hanno condiviso per due settimane lezioni ed escursioni per conoscere la realtà dell’Ecuador della rivoluzione cittadina e della proposta del Sumak Kwsay, El buen vivir ecuatoriano. Dall’Italia abbiamo partecipato in due, con Danilo Della Valle, che inoltre ha avuto l’onore di partecipare all’atto del cambio di guardia al palazzo presidenziale Carondelet insieme al presidente Rafael Correa.

Alla fine della scuola abbiamo partecipato anche al Secondo Incontro Latinoamericano Progressista, del quale ci ha molto colpito il discorso di Álvaro García Linera, il vicepresidente della Bolivia, che ha sottolineato l’imprescindibile necessità di prendere in mano le redini del potere dello Stato: prima di tutto, se vuoi trasformare il potere dello Stato, devi prenderlo nelle tue mani.

“Salvo il potere tutto è illusione”, diceva Lenin, e in questo senso l’ha anche sottolineato Diego Vintimilla Jarrím, il più giovane deputato dell’Ecuador e militante del Partito comunista ecuatoriano, come ci ha tenuto a precisare la presidenta dell’Assemblea nazionale, Gabriela Rivadeneira, anche lei molto giovane, e come ci ha tenuto a ricordare anche il compañero ministro degli esteri, Ricardo Patiño.

Álvaro García Linera ha approfittato di questa occasione per reiterare la sua dichiarata visione leninista e per ricordare ai partecipanti che non si può scindere dell’apporto di Lenin, né dal pensiero di Gramsci, dalla “connessione sentimentale con le masse”. “Gramsci senza Lenin è come la tenerezza senza la vittoria”, ha commentato Garcia Linera.

Considero inoltre che ci sono altri apporti che devono essere valorizzati nei processi rivoluzionari, imprescindibilmente, come quelli di Mao, e nello specifico in relazione all’applicazione della linea di massa, che è comunque collegata a ciò che lo stesso Gramsci ci dice. In poche parole: Dobbiamo imparare ad inserirci in ogni situazione concreta con l’obiettivo di individuare la parte più avanzata (possiamo parlare in questo senso di “sinistra”), avvicinare a questa la parte che sta nel mezzo, (“il centro”), al fine di isolare la parte più arretrata (“la destra”).

Dobbiamo anche comprendere che c’è sempre una lotta fra due linee che si scontrano per determinare la propria influenza sulle masse, non solo, ma anche nelle file della stessa organizzazione, e persino fin dentro noi stessi; tale dinamica si realizza coscientemente attraverso una lotta ideologica attiva. In quest’ambito, la lotta di classe continua anche se sotto forma diversa nella fase di transizione socialista (dal capitalismo al comunismo); la rivoluzione proletaria si esprime nei paesi bersaglio dell’imperialismo in quanto rivoluzione di nuova democrazia per poi passare alla fase della rivoluzione socialista.

Qual è stata la partecipazione dell’Italia?

L’unico invitato italiano ufficiale alla ELAP è stato il deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista rappresentante della seconda forza politica del Parlamento italiano. Nel Parlamento italiano non esistono forze “di sinistra”, ad esclusione del Pd è di Sel che nonostante continuino a dichiararsi tali, come la socialdemocrazia europea, in fin dei conti, in un modo o in un altro, finiscono per appoggiare le aggressioni imperialiste (in genere attaccano sempre la Rivoluzione Bolivariana…). Pertanto a dire il vero mi sembra che molto poco possono dirsi di sinistra, nonostante si presentino come tali, in molti casi utilizzando in maniera strumentare il discorso dei migranti per apparire quello che non sono.

D’altro canto, il Movimento 5 Stelle, seppur rifiutando di posizionarsi sull’asse destra-centro-sinistra, è ogni giorno più impegnato a dare a conoscere in Italia la realtà delle proposte dell’ALBA-TCP che vede il protagonismo di Cuba, del Venezuela, dell’Ecuador, della Bolivia, del Nicaragua e alcune isole dei Caraibi, e allo stesso modo lo facciamo noi come ALBAinformazione.

Io stesso sono iscritto alla piattaforma del Movimento 5 Stelle, con il quale ho partecipato alle elezioni regionali della mia regione, la Campania, già nel 2010, quando ancora il movimento non era molto conosciuto e aveva molto poco ritorno elettorale. Il Movimento 5 Stelle non nasce da una base ideologica precostituita, piuttosto come associazione cittadina dove si esercitano forme di democrazia diretta, con le quali tutte e tutti possono partecipare ad esprimersi, senza doversi iscrivere ad alcun partito.

Alessandro Di Battista conosce molto bene l’America Latina, poiché l’ha percorsa, zaino in spalla, in lungo e largo macinando 80.000 km in due anni, toccando con mano la realtà dei popoli latino americani. Il suo discorso è stato molto apprezzato dai giovani ecuadoriani, più d’uno ha chiesto di farsi fotografare con lui; come ha affermato la compagna italo-cubana Ida Garberi, sembrava quasi essere diventato più famoso dei cinque!

Qui il discorso di Di Battista alla ELAP: https://www.youtube.com/watch?v=hj_2FH4M7bg

Personalmente poco mi interessa che lui non si definisca di sinistra o comunista, considero più importante che sia una persona onesta; oggi i processi progressisti rivoluzionari latino americani hanno bisogno di avere un ampio sostegno e molti amici a livello internazionale, molto più in là degli “addetti ai lavori”, degli “esperti di marxismo” e simili, che inoltre non sono nemmeno molti: l’identitarismo serve soltanto per soddisfare ego personali di coloro che credono di essere più rivoluzionari di altri, non molto di più, e a volte nel concreto della trasformazione della realtà riescono solo a fare danni.

Quali sono stati i principali momenti di controversia e dibattiti (estrattivismo, relazioni Stato movimenti sociali)?

Il discorso di Álvaro García Linera nella sua conferenza magistrale è stato molto chiaro, ed è stato ben apprezzato anche dal sociologo e politologo argentino Atilio Alberto Borón, cosa che mi sembra importante evidenziare.

Esiste una cosiddetta “sinistra”, che ritiene di essere sempre a più “a sinistra” di altri. Gli ultra-sinistri finiscono sempre per rivelarsi i migliori alleati dell’oligarchia, della borghesia imperialista, come ha sottolineato Linera, come succede in Venezuela con il partito autodenominato “Bandiera Rossa”, che scende in piazza con la destra, lo stesso accade con alcuni sedicenti maoisti – e ovviamente anche “trotzkisti” – in Ecuador.

Lo stesso Correa ha fatto riferimento a questo aspetto nei suoi discorsi, come Linera quando parla degli “ecologisti ingenui”, la cui unica parola d’ordine è “basta con l’estrazione”, dalla notte alla mattina, di qualsiasi materia prima. Non a caso certi personaggi sono sostenuti da ONG molto conosciute, affermano sempre Linera e Correa, con i soldi delle oligarchie imperialiste, e bene lo sa, e lo denuncia Evo Morales.

Inoltre ritengo che ci troviamo in una lotta di lunga durata, che non si risolverà da un giorno all’altro, ed è proprio per questo che abbiamo bisogno di elaborare strategie chiare ed avere la massima flessibilità tattica necessaria. Di fronte a noi ci aspetta una lunga guerra popolare rivoluzionaria per farla finita con l’imperialismo, una guerra che non si riduce semplicemente e crudamente sul piano militare armato, parlo di qualcosa di più sottile, che si combatte giorno dopo giorno sul piano in ogni ambito del senso comune.

Basti pensare che oggi gli Stati Uniti stanno ammettendo in maniera aperta e sfacciata che i loro agenti addestrano i criminali in Siria, e non hanno nemmeno vergogna di denunciare che questi mercenari sono colpiti dalla forza aerea russa!

La guerra seminata dall’imperialismo è questa e non esistono terze vie di comodo da scegliere: o stai dalla parte dell’imperialismo ed i sui criminali e lacchè, veri nazifascisti, con i fanatici taglia-gole che si definiscono “islamici”, o stai dalla parte dei popoli in resistenza con i suoi alleati. O ti collochi in uno dei due lati della barricata, o sei parte della barricata.

Correttamente García Linera ha evidenziato come non abbia senso giustapporre la cosiddetta “guerra di movimento” contro “la guerra di posizione”, allo stesso modo non ha senso mettere in contraddizione Gramsci e Lenin, i due sono elementi intrecciati dialetticamente che si articolano in maniera diversa a seconda dei casi.

Lo stesso discorso vale quando si parla delle relazioni tra il potere costituito e il potere costituente, certamente ci appoggiamo sul secondo per spingere il primo, poiché sono le prospettive del secondo che devono prendere in mano le redini della costruzione umanizzante, ciò per quanto riguarda i termini del discorso nella relazione stato-movimenti sociali.

Cuba era presente con i Cinque. Come avete vissuto questo momento?

La partecipazione dei Cinque è stata davvero una festa, negli ultimi vent’anni siamo stati attivi quasi in ogni angolo del mondo per far conoscere il caso dei Cinque. Fidel disse: torneranno. E così è stato.

In Italia anche alcuni compagni nel 2010, sono stati perseguiti e condannati proprio pochi mesi fa, avendo partecipato ad alcune attività in solidarietà con Cinque. È successo anche alla mia città Napoli.

Di seguito alcuni video del presidio presso il Consolato degli Stati Uniti a Napoli, che evidenziano le provocazioni degli agenti imperialisti quando tentarono di sottrarci il nostro striscione strappandocelo dalle mani:




Vedere il ministro degli Esteri Ricardo Patiño cantare – lui sì che è un vero cantante – Insieme ai Cinque eroi cubani la dice lunga.

La presenza dei cinque nella ELAP ci dice che stiamo vincendo, cosa che ci riempie di orgoglio tutte e tutti, ma allo stesso tempo sappiamo che la lotta si farà più difficile e ancora più dura, non possiamo avere alcuna fiducia della borghesia imperialista, ní un tantico así, come già ci disse Che Guevara a suo tempo, e di questo siamo ben coscienti. Cuba continua ad essere il faro di riferimento dell’America Latina e qualcosa dice anche a noi europei di oggi.

Vuoi aggiungere altro?

I giorni della Escuela de Verano il compañero Patiño era impegnato come mediatore, nell’ambito della Unasur, in relazione alla crisi della frontiera fra Colombia e la Repubblica Bolivariana del Venezuela. Nel giorno in cui era proprio lui a darci lezione al palazzo del ministero degli Esteri, si notava che era molto preso dalla questione fra i due paesi, molto attento al telefono, ogni 15 minuti arriva una telefonata importante a cui doveva rispondere, la lezione era diventata a capitoli… dopo la terza telefonata ci informa della lieta notizia che abbiamo accolto con un lungo applauso: l’azione di mediazione aveva raggiunto il suo obiettivo di far incontrare a Quito, Maduro con il presidente della Colombia Santos, qualche giorno dopo infatti abbiamo partecipato al comitato di benvenuto del presidente Maduro all’aeroporto di Quito.

Si notava facilmente che Ricardo Patiño era molto soddisfatto e contento; noi della Escuela de Verano siamo stati i primi ai quali ha commentato l’avvenimento. Con un largo è contagioso sorriso ha approfittato per darci una lezione in relazione al fatto che, come lui stesso ci ha commentato, nella vita bisogna avere il giusto tatto per relazionarsi con gli altri. Bisogna essere capaci di mostrare affetto ed empatia. In questo modo le cose riescono meglio.

Credo che Patiño oltre ad essere un buon cantante sia anche davvero un ottimo pedagogo. In qualche modo mi ha confermato qualcosa che già da tempo stavo teorizzando, per dirlo in questo modo, per costruire una democrazia effettiva questa deve essere davvero una democrazia affettiva.

Ci ha parlato a lungo del comandante Chávez, il quale lo invitava sempre, in ogni occasione utile, a cantare, e così lui sempre fa; con grande spirito di coinvolgimento ha messo tutta la scuola a cantare “Todo cambia”

Noi tutte e noi tutti dobbiamo prendere nelle nostre mani le redini del destino, anche con il canto.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Davide Angelilli]

En todo ámbito del sentido común nos espera una larga batalla

bALpor cubainformacion.tv

Es una entrevista realizada y traducida del italiano por Davide Angelilli, para Cubainformación.

Ciro Brescia participó en la delegación italiana a la V Escuela de Verano y al Encuentro Latinoamericano Progresista, realizado en Quito (Ecuador), en el mes de septiembre.

Ciro Brescia participa en el proyecto informativo ALBAinformazione (per l’amicizia e la solidarietà tra i popoli, blog della Associazione Nazionale delle Reti ed Organizzazioni Sociali (ANROS – ITALIA), aderente alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”).

– ¿Cómo fue el Encuentro Latinoamericano Progresista, cuál fue el mensaje que más se escuchó?

Hemos participado en la V Escuela de Verano, organizada por el Ministerio de Relaciones Exteriores y Movilidad Humana de Ecuador. Jóvenes procedentes de 19 países de América Latina y el mundo compartieron para dos semanas clases y excursiones para conocer la realidad del Ecuador, de la Revolución ciudadana y la propuesta del Sumak Kawsay, el buen vivir ecuatoriano. Desde Italia fuimos dos los participantes, con el compañero Danilo Della Valle, que tuvo además el honor de participar al acto del cambio de guardia al palacio Carondelet, junto al presidente Rafael Correa.

Al final de la escuela hemos participado también a la II ELAP, Encuentro Latinoamericano Progresista – y nos impactó mucho el discurso del camarada Álvaro García Linera, vice-presidente de Bolivia, que hizo hincapié sobre la necesidad trascendental de tomar las riendas del poder y del estado: si quieres transformar el poder del estado, ante de todo, tienes que tomarlo en tu manos.

“Salvo el poder todo es ilusión”, decía Lenin, y así lo subrayó Diego Vintimilla Jarrím, el más joven asambleísta del Ecuador y militante del Partido Comunista Ecuatoriano, así como nos subrayó la presidenta de la Asamblea Nacional, la también muy joven Gabriela Rivadeneira, y el mismo compañero canciller Ricardo Patiño.

En esta ocasión, García Linera aprovechó para reiterar su visión leninista y para recordar a los participantes que no se puede escindir el aporte de Lenin del pensamiento de Gramsci, de la “conexión sentimental con las masas”. Gramsci sin Lenin seria como la ternura sin la victoria, algo así nos comentó.

Además, considero que hay otros aportes que se tienen que valorizar en los procesos revolucionarios, imprescindiblemente, como los de Mao, y específicamente sobre la aplicación de la “línea de masas”, que de alguna manera está ligada a lo que nos habla el mismo Gramsci. En unas palabras: tenemos que aprender a insertarnos en cada situación concreta, con el objetivo de individuar la parte más adelantada (también podemos decir: “la izquierda”) acercar a esta la parte que está en el medio (el “centro”), para aislar la influencia de la parte más atrasada (“la derecha”).

También tenemos que entender que hay siempre una lucha entre dos líneas que pelean para tener influencia sobre las masas, además, adentro del mismo partido, ésta se realiza concientemente con una lucha ideológica activa. En este contexto, la lucha de clases sigue de otra forma, pero persiste, en la fase de la transición socialista (del capitalismo al comunismo); la revolución proletaria se expresa en los países blancos del imperialismo, como revolución de nueva democracia antes de transformarse en revolución socialista.

– ¿Cuál fue la participación desde Italia?

El único ponente italiano oficial en la ELAP fue el diputado del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, representante de la segunda fuerza política en el parlamento italiano. En el parlamento italiano, no hay más fuerzas de “Izquierda”, excluyendo el PD y SEL que aunque siguen definiéndose así, como socialdemocracia europea, al fin y al cabo siempre terminan de una manera u otra, en apoyar y justificar las agresiones imperialistas (y además arremetiendo siempre en contra de la Revolución bolivariana…). Por lo tanto, de verdad, me parece que muy poco pueden decirse de “Izquierda”, aunque a ellos les gusta utilizar, de manera instrumental, el discurso sobre el tema de los migrantes para aparentar lo que no son.

Por otro lado, el Movimento 5 Stelle, si bien no quiere posicionarse en el eje derecha/centro/izquierda, está comprometido cada día más en dar a conocer en Italia la realidad sobre la propuesta del ALBA-TCP empujada por Cuba, Venezuela, Ecuador, Bolivia, Nicaragua y algunas islas del Caribe, así como hacemos nosotros desde ALBAinformazione.

Yo mismo estoy inscrito a la plataforma del Movimiento 5 Stelle, con el cual participé a las elecciones regionales de mi región, la Campania, ya en el 2010, cuando el movimiento todavía no era muy conocido y tenía muy poco respaldo electoral. El M5S no nace sobre una base “ideológica”, sino como una simple asociación ciudadana donde se ejercen formas de democracia directa, en las cuales todos y todas pueden participar y expresarse, sin tener que estar inscriptos en ningún partido.

Alessandro Di Battista conoce profundamente América latina, porque como mochilero recorrió ochenta mil kilómetros del continente en un par de años, tocando con manos la realidad de los pueblos latinoamericanos. Así, su discurso fue muy apreciado por los jóvenes ecuatorianos, muchos le pidieron sacarse foto con él, y como dijo la compañera ítalo-cubana Ida Garberi, ¡casi se volvió más famoso que lo cinco!

El discurso de Di Battista a la ELAP: https://www.youtube.com/watch?v=hj_2FH4M7bg

A nivel personal, poco me interesa que él no se defina de izquierda o comunista, considero más importante que sea una persona honesta; hoy los procesos progresistas y revolucionarios latinoamericanos necesitan abarcar una amplia amistad internacional, mas allá de “los expertos del marxismo y equivalentes” (en italiano decimos: “addetti ai lavori”), que además somos muy pocos: el identitarismo sólo sirve para satisfacer egos de unos que se creen más revolucionarios que otros, nada más, a veces en el concreto de la trasformación de la realidad solo procuran hacer daños.

pos– ¿Cuáles fueron las principales controversias y debates (extractivismo, relaciones estado-movimientos sociales)?

El discurso de García Linera, en su conferencia magistral, fue muy claro, https://m.youtube.com/watch?v=Wfy-0XtLJRs, y fue muy apreciado también por el compañero argentino Atilio Borón, lo que me parece muy importante.

Hay una así dicha “izquierda”, que siempre se cree más a la izquierda de otros. Los hiperizquierdistas se vuelven los mejores aliados de la oligarquía, de la burguesía imperialista, subrayó Linera, así como pasa en Venezuela con Bandera Roja, que sale a la calle con los derechistas, lo mismo pasa con algunos supuestos “maoístas” (y por supuesto unos “trotskistas” también) en Ecuador.

El mismo Rafael Correa hizo referencia a este asunto en su discurso, así como dijo Linera hablando de los “ecologistas ingenuos” que tienen como propuesta acabar con extraer, de la noche a la mañana, cualquier materia prima. Esta gente está apoyada por ONG muy conocidas, con el dinero de las oligarquías imperialistas, esto nos dice el mismo Linera, y bien lo sabe y lo denuncia también Evo Morales.

Más bien, digo yo, estamos en una lucha prolongada, que no se va a resolver de un día por el otro, y para esto tenemos necesidad de diseñar estrategias claras y tener la flexibilidad táctica necesaria.

Nos espera una larga guerra popular revolucionaria para acabar con el imperialismo, una guerra que no se reduce simple y crudamente al plan militar-armado, es algo más sutil que se combate cada día en todos los ámbitos del sentido común.

Baste pensar que los EEUU hoy en día están admitiendo de manera abierta y descarada que sus agentes están entrenando a los terroristas en Siria, ¡y hasta no tienen vergüenza en denunciar que estos criminales son golpeados por la fuerza aérea rusa!

La guerra sembrada por el imperialismo es así, no hay tercera vía que se pueda elegir: o estás de lado del imperialismo y sus lacayos y criminales nazi-fascistas de verdad, con los degolladores fanáticos que se autodefinen islámicos, o estás de lado de los pueblos en resistencia y sus aliados. O te pones en uno de los dos lados de la barricada, o formas parte de la barricada.

Con razón, el compañero García Linera subrayó como no tiene sentido meter en contradicción la así dicha “guerra de movimiento” vs “guerra de posición”, así como no se debe poner en contradicción Gramsci con Lenin, las dos son elementos entrelazados dialécticamente que según los casos tienen que ser articulados de manera diferente.

El mismo discurso vale cuando se habla de relaciones entre poder constituido y poder constituyente, por cierto hacemos hincapié sobre el segundo para empujar el primero, porque en perspectiva es este segundo que tiene que tomar las riendas de la construcción humanizante, en los términos de las relaciones estado-movimiento social.

– Cuba estuvo presente a través de Los Cinco, ¿cómo se vivió?

La participación de los cinco fue una fiesta de verdad, en las últimas dos décadas fuimos activos en casi cada rincón del mundo para dar a conocer el caso de Los Cinco. Fidel lo dijo: volverán. Y así fue.

En Italia algunos compañeros, también, en el 2010, fueron perseguidos, y condenados, hace unos meses, para haber participado en actividades en apoyo a Los Cinco, también pasó en Nápoles, mi ciudad.

Aquí algunos videos del presidio abajo del Consulado de EE.UU. en Nápoles, que evidencian las provocaciones de los agentes imperialistas, nos intentaron quitar nuestra pancarta y la echaron a pedazos.

https://www.youtube.com/watch?v=tniwEcrmre8

https://www.youtube.com/watch?v=jsVUuZ9VD_g

https://www.youtube.com/watch?v=TdseFmeO1YQ

https://www.youtube.com/watch?v=F1sVxLtjfOU

Ver al canciller Ricardo Patiño cantar – ¡él si es un cantante de verdad! – junto con los Cinco Heroes Cubanos lo dice todo: https://www.facebook.com/ciro.brescia.75/videos/vb.100008547432005/1488426184785615/

La presencia de Los Cinco en la ELAP nos dice que estamos ganando, esto nos llena de orgullo a todas y todos, pero al mismo tiempo sabemos que la lucha se va a volver más difícil y dura todavía, no podemos tener ninguna confianza en la burguesía imperialista, ni un tantico así, y esto ya nos lo dijo el Che hace años, y bien lo sabemos. Cuba socialista sigue siendo el farol de América latina, y algo nos dice también a los europeos de hoy en día.

– ¿Algo más que señalar?

En los días de la Escuela de Verano el camarada Patiño estaba actuando como mediator, en el ámbito de la Unasur, por el asunto de la crisis fronterizas entre Colombia y la República Bolivariana de Venezuela. En el día que nos dió clase en el palacio de la Cancillería, estaba muy pendiente sobre el asunto entre los dos países, muy pendiente del teléfono, y a cada rato llegaba una llamada que él tenía que atender, se volvió una clase por partes… después de la tercera llamada nos dio la buena noticia que nos hizo levantar con un largo aplauso: la acción de mediación tuvo éxito cuadrando una cita entre el compañero Maduro y el presidente de Colombia, Santos, en Quito. (Así, después de unos días, hemos participado también al comité de bienvenida del camarada Maduro al aeropuerto de Quito).

El compañero Patiño estaba muy satisfecho y contento, y nosotros de la Escuela fuimos entre los primeros a los cuales comentó el acontecimiento. Tenía una sonrisa contagiosa, y aprovechó para dar una clase sobre el hecho que, como nos dijo, en la vida se tiene que tener tino con los demás, que se tiene que demonstrar cariño y empatía, así la cosas salen mejor.

Creo que el camarada Patiño además de ser un buen cantante es también un pedagogo ¡de verdad! De alguna manera él me confirmó algo que hace tiempo estaba teorizando, para decirlo así, para construir una democracia efectiva esta tiene que ser de verdad una democracia afectiva.

Nos habló mucho del Comandante Chávez, al cual siempre lo invitaba a cantar en cada ocasión útil, y así él siempre hace, nos puso a cantar “Todo cambia” a todas y todos de la Escuela.

Así, nosotros y nosotras tenemos que tomar en nuestras manos las riendas del destino, con el canto también.

Aquí el video: https://www.facebook.com/ciro.brescia.75/videos/vb.100008547432005/1488762848085282

Quito 28-30sept2015: II Encuentro LatinoAmericano Progresista

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