Catania 9nov2015: la Rivoluzione bolivariana continua!

da Comitato catanese di solidarietà con l’Ucraina antifascista

Assemblea pubblica con il console del Venezuela Amarilys Gutiérrez Graffe e la sociologa cubana Indira Pineda.

Con l’approssimarsi delle elezioni del 6 dicembre aumentano i tentativi di destabilizzazione interni e le pressioni esterne al Venezuela per cercare di condizionare l’esito elettorale.

Ma aumenta anche la mobilitazione delle reti di solidarietà con la rivoluzione bolivariana, in quanto modello politico ed economico alternativo al capitalismo, in quanto propulsore di un processo di integrazione tra i paesi dell’america latina, basato sulla cooperazione tra gli stati, in quanto un blocco che si oppone all’imperialismo degli Usa.

Nonostante la guerra economica e mediatica, i sabotaggi e le pressioni diplomatiche, il socialismo bolivariano continua forte del sostegno del popolo e della solidarietà delle forze progressiste di tutto il mondo. All’interno dell’incontro verrà presentata la campagna di solidarietà.

#YoFirmoPorLaPaz

ore 18,30
Nievski pub 
Via Alessi 16/17
Catania

Il Manifesto dell’Opposizione di sinistra in Ucraina

ucraina_opposizionedisinistrada marx21.it

Il Partito Comunista di Ucraina, il Partito Progressista Socialista di Ucraina, il Partito del Lavoro, il Komsomol di Ucraina, l’Unione degli ufficiali sovietici hanno sottoscritto un accordo per coalizzarsi e hanno dato vita alla “Opposizione di sinistra”. Nel memorandum, firmato dai partiti, si spiega che la coalizione si batterà per i principi di potere popolare e giustizia sociale, contro il genocidio sociale e nazionale degli ucraini, contro il fascismo e per il ripristino delle relazioni di collaborazione con la Russia e la Bielorussia.

L’Opposizione di sinistra è guidata da Petro Simonenko (segretario del Partito Comunista), Natalia Vitrenko (leader del Partito Progressista Socialista), dal campione olimpico Rudolf Povarnitsyn e dal filosofo Georgy Krjuchkov.

Tra gli obiettivi indicati: la fine della guerra nel Donbass, l’approvazione dello status di paese non allineato per l’Ucraina, il rispetto della sovranità del paese.


Di seguito il testo del Manifesto della coalizione

MANIFESTO DEL MOVIMENTO UCRAINO DEI PARTITI POLITICI E DELLE ORGANIZZAZIONI SOCIALI DI SINISTRA E CENTRO-SINISTRA “OPPOSIZIONE DI SINISTRA”

Il corso di politica interna ed estera che è attuato in Ucraina, soprattutto dopo il colpo di Stato del febbraio 2014, sta conducendo il nostro paese alla perdita della sovranità statale, alla divisione e alla guerra civile fratricida, al collasso dell’economia, al genocidio sociale ed etnico, e minaccia il crollo dell’Ucraina e il suo utilizzo da parte di forze esterne per provocare una Terza Guerra Mondiale.

Con la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea e con il meticoloso adempimento delle richieste draconiane del Fondo Monetario Internazionale, l’Ucraina ha perso la sua indipendenza economica e politica. La sua politica interna ed estera è decisa dagli Stati Uniti d’America, dalle oligarchie finanziarie internazionali.

Attraverso la realizzazione delle cosiddette riforme sul modello da bancarotta del capitalismo periferico neoliberista, con l’abbandono dell’integrazione con i paesi dell’Unione Doganale, l’Ucraina è stata condannata alla deindustrializzazione, al sequestro da parte dei clan oligarchici della proprietà pubblica, creata da diverse generazioni del popolo sovietico, alla perdita di milioni di posti di lavoro, alla povertà e all’estinzione della popolazione. Oggi, il prodotto interno lordo dell’Ucraina non raggiunge neppure il 60% del livello del 1990. Si distrugge l’industria nazionale, si annientano i settori orientati all’esportazione. Il sistema finanziario del paese è avviato al default. Il livello di  sfruttamento della forza lavoro è uno dei più alti al mondo, e il salario si trova al livello dei più poveri paesi africani. I servizi sanitari e l’istruzione sono praticamente inaccessibili alla maggioranza della popolazione. La politica indirizzata alla costruzione di uno stato mono-nazionale, l’imposizione dell’ideologia nazional-sciovinista hanno portato alla totale violazione della Costituzione dell’Ucraina, delle regole e dei principi del diritto internazionale, a una massiccia discriminazione su base linguistica, nazionale, territoriale, confessionale. Lo stato ucraino non è apparso in grado di proteggere in modo affidabile i diritti legali, la vita e la sicurezza dei suoi cittadini.

L’approvazione da parte della Rada Suprema dell’Ucraina di gravi violazioni della procedura costituzionale e l’adozione della legge “Sulla condanna dei regimi totalitari comunista e nazional-socialista (nazista) in Ucraina e il divieto della propaganda dei loro simboli”, “Sullo stato giuridico e la memoria dei combattenti per l’indipendenza dell’Ucraina nel XX secolo”, “Sulla commemorazione della vittoria sul nazismo nella Seconda guerra mondiale 1939-1945”, “Sull’accesso agli archivi degli organi repressivi del regime totalitario comunista 1917-1991” non sono solo un riflesso della natura totalitaria del regime oggi al potere in Ucraina, ma anche una cinica falsificazione della storia e una revisione delle decisioni del Tribunale di Guerra di Norimberga. E’ una sfida a tutta la comunità mondiale. L’introduzione della censura, in violazione della Costituzione dell’Ucraina, la manipolazione della coscienza pubblica, l’intimidazione e la persecuzione dei dissidenti, la persecuzione della chiesa ortodossa canonica, il divieto anticostituzionale di partiti politici, la repressione e la violenza fisica nei confronti degli oppositori ideologici e politici, senza dubbio, rappresentano violazioni estremamente pericolose degli standard generalmente accettati nel mondo civilizzato e delle norme della democrazia, la privazione della libera espressione per il popolo dell’Ucraina.

In questa situazione, noi, i rappresentanti dei partiti politici e delle organizzazioni sociali dell’opposizione, dichiariamo di unire i nostri sforzi all’interno del movimento “OPPOSIZIONE DI SINISTRA” allo scopo di salvare l’Ucraina e difendere i diritti dei nostri concittadini alla pace, alla sicurezza e la prosperità del nostro paese, alla libertà di parola e di convinzioni, a un giusto processo, ad elezioni veramente democratiche, alla costruzione di uno stato giusto socialmente, democratico, di diritto.

Cercheremo soprattutto di ottenere la fine immediata dello spargimento di sangue nell’Est del paese, il regolamento pacifico del conflitto sulla base del pieno rispetto degli accordi di Minsk e del decentramento del potere.

Noi siamo convinti che garantire una pace duratura in Ucraina, per farla uscire da una crisi profonda e onnicomprensiva, per farla rientrare nel novero dei paesi avanzati del continente, è impossibile senza il ripristino di relazioni di buon vicinato, paritarie e reciprocamente vantaggiose con la Federazione Russa e la Repubblica di Belarus. E’ proprio con loro, e non con gli USA e i paesi dell’UE, che condividiamo la storia, la cultura, la spiritualità e i valori di civiltà. La storia ha dimostrato che l’integrità territoriale e l’indipendenza dell’Ucraina si sono conservate solo con l’unità dei nostri paesi e dei popoli fratelli.

Noi crediamo che fermare il genocidio sociale, impedire la distruzione dell’economia nazionale sia impossibile senza l’abbandono del corso neoliberista delle pseudo riforme, attuate sotto il ricatto dell’Occidente. Noi ci pronunciamo per la realizzazione di una nuova industrializzazione dell’Ucraina sulla base di una moderna innovazione tecnologica, facendo leva sulle risorse intellettuali, lavorative, naturali e tecniche interne. La nostra alternativa al neoliberismo è il modello socio-economico basato sui principi della giustizia sociale e del potere popolare.

Noi sosteniamo un corso di politica interna ed estera conforme ai principi della Dichiarazione sulla sovranità statale dell’Ucraina con la garanzia del suo status non allineato (neutrale); relazioni tra le nazionalità basate sui principi del diritto internazionale e delle disposizioni della Dichiarazione sui diritti delle nazionalità dell’Ucraina; lo status della lingua russa come seconda lingua statale.

Noi ci opponiamo all’umiliazione e al tradimento delle gesta militari e del lavoro dei nostri padri e nonni, che hanno vinto gli invasori fascisti nella Grande Guerra Patriottica e del loro operato vittorioso per risollevare la nostra Patria dalle rovine e per portarla negli anni del potere Sovietico ai vertici mondiali del progresso economico, scientifico e spirituale. Noi siamo categoricamente contro l’irruzione del neonazismo nel nostro paese, la riabilitazione e la glorificazione dei complici degli occupanti nazisti.

Rivolgiamo un appello ai partiti politici, alle organizzazioni sociali, a tutti coloro che hanno a cuore il destino della Patria, a chi condivide la nostra valutazione della situazione politica ed economico-sociale e gli obiettivi e i compiti proposti in questo manifesto, perché si uniscano al movimento “OPPOSIZIONE DI SINISTRA”.

Approvato nella riunione costitutiva dell’ “Opposizione di sinistra”

[Traduzione dal russo di Mauro Gemma]

Rogozin: «Sosteniamo la politica indipendente del Venezuela»

da Russia Today

Russia e Venezuela opporranno una tenace resistenza all’intenzione di alcuni paesi di utilizzare la forza per mostrare la loro superiorità

«Sosteniamo la linea politica indipendente del Venezuela e respingiamo l’uso della forza nelle controversie internazionali», ha dichiarato il primo viceministro russo Dimitri Rogozin in occasione di una riunione della Commissione bilaterale intergovernativa.

«Insieme difendiamo i principi del multipolarismo e il rispetto per la sovranità dei paesi», ha aggiunto l’esponente politico russo secondo quanto riportato dall’agenzia Tass.

Rogozin ha poi assicurato che i due paesi «impediranno qualsiasi tentativo da parte di alcuni paesidi imporre la propria volontà su altri paesi sovrani in violazione delle norme di integrità territoriale e sovranità».

Infine, ha ringraziato la parte venezuelana per la comprensione e il sostegno della posizione russa sugli eventi in Ucraina.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Aleksej Mozgovoj

1780891_663742510421027_3964487394144871331_ndi Aleksej Bogachev – kprf.ru

Il leggendario comandante dei combattenti antifascisti del Donbass, Aleksej Mozgovoj, è stato vigliaccamente ucciso in un attentato.

Per ricordare la figura di Mozgovoj, il sito del Partito Comunista della Federazione Russa ha ospitato un articolo, in cui vengono illustrate le ragioni che motivavano il suo coraggioso impegno.

“Mentre ci opponiamo con le armi al genocidio del popolo russo sul territorio dell’ex Ucraina, come nessun altro avvertiamo la mancanza di norme legali che riguardino la più grande  nazione  divisa al mondo” – si legge in un documento firmato dai comandanti popolari. “E nonostante la differenza dei termini “maledetto moskal” (“moskal” è termine usato in modo dispregiativo per indicare i cittadini russi e russofoni in Ucraina, ndt) e “popolazione di lingua russa”, la tendenza appare una sola: la spersonalizzazione e la disintegrazione del popolo russo… Il tempo ha dimostrato che solo in presenza di un progetto nazionale e del consolidamento del popolo russo è possibile rispondere alle minacce che dobbiamo affrontare oggi” (http://www.regnum.ru/news/polit/1926116.html).
Il nemico ha assassinato uno dei più popolari difensori dell’idea di civiltà russa. Ma Mozgovoj non ha difeso solo l’idea russa, ma anche, in una certa misura, l’idea sovietica! E’ stato uno dei pochi che, con decisione e apertamente, si è opposto al potere degli oligarchi e si è espresso per la lotta di classe. Così, in una teleconferenza con Kiev aveva chiaramente dichiarato: “Noi stiamo combattendo… ma non contro il popolo ucraino. Noi combattiamo soprattutto per la giustizia, per l’onestà, affinché non esista l’oligarchia nella nostra società e non eserciti il potere, perché affari e potere rappresentano una miscela pericolosa”.

[Traduzione dal russo di Mauro Gemma – Marx21.it]

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L’equiparazione tra comunismo e nazismo è una distorsione storica

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Intervista a John Foster, del Partito Comunista della Gran Bretagna

Come ha dichiarato il professore John Foster del Partito Comunista della Gran Bretagna a Russia Today, la nuova legge ucraina che impedisce la propaganda del comunismo e del nazismo mette sullo stesso piano più o meno questi due regimi, il che rappresenta una totale distorsione della storia.

Il Partito Comunista dell’Ucraina ha appena sofferto un duro colpo, dopo che il Parlamento ha approvato una legge che bandisce i regimi totalitari comunista e nazista e l’uso di qualsiasi dei loro simbolo nel paese. Il regime che ha guidato il paese fino agli anni ’90 è ora dichiarato illegale.

RT : Questa legge porterà alla fine effettiva del Partito Comunista in Ucraina?

John Foster : Sono sicuro che tutto questo non sarà la fine del Partito Comunista, poiché questo ha o ha avuto fino a 2 anni fa più di 100’000 militanti. E migliaia di comunisti hanno lavorato per il Partito Comunista durante le ultime elezioni che si sono tenute solo qualche mese fa. E anche in una situazione in cui ci sono stati attacchi alle persone e sedi bruciate, comunque il Partito Comunista ha ottenuto il 4% dei voti, cioè centinaia di migliaia di voti. Quindi il Partito Comunista non sparirà, ma dovrà lavorare in condizioni molto dure.

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Russia: 40000 persone a Mosca per la «Marcia Anti Maidan»

Manifestazione AntiMaidan

foto. Sputnik/Ramil Sitdikov

da mundo.sputniknews.com

«In questi giorni, con i nostri nemici che si mobilitano contro la Russia, invito tutti a stringersi intorno alla figura del Presidente della Russia, come abbiamo già fatto a Sebastopoli e in Crimea in tempi difficili e decisivi», ha dichiarato Alexandr Zaldostanov, uno degli organizzatori dell’evento.

I manifestanti sono scesi in piazza con cartelli e striscioni dove si potevano leggere slogan come «Non perdoneremo la morte dei nostri fratelli», «Oggi Maidan, domani la guerra?» oppure «La Russia è contro Maidan».

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foto: Sputnik/Alexei Filippov

Tanti partecipanti alla manifestazione indossavano il Nastro di S. Giorgio. Alla marcia hanno aderito oltre 100 organizzazioni e movimenti di tutta la Russia.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Ucraina, guerra globale alle porte: si mobiliti tutta la sinistra italiana!

soldato_donbass_2di Mauro Gemma – Marx21.it

Quando uno dei “potenti della terra”, il presidente francese Hollande, arriva a fare affermazioni che non escludono la possibilità dello scatenamento, nello scenario ucraino, di una guerra dalle proporzioni inimmaginabili tra l’Occidente imperialista e la Russia, non occorre essere particolarmente ferrati in politica internazionale per capire che ormai si corre il rischio di essere arrivati a un punto di non ritorno.

L’ipotesi di una spaventosa guerra globale non viene avanzata più solamente dalle voci isolate di qualche esperto preveggente, come quelle di coloro che già tempo fa la ipotizzavano nelle prime fasi del conflitto del Donbass, attribuendo all’imperialismo statunitense persino la volontà di utilizzare le armi più devastanti per affermare definitivamente il proprio progetto egemonico nell’intero spazio post-sovietico.

Ora, di fronte a quanto sta accadendo, con l’intenzione ormai dichiarata dell’amministrazione USA di scendere in campo prepotentemente a fianco dell’esercito dei golpisti di Kiev, rendendo esplicito il sostegno di armi e istruttori che già, sottobanco, era stato garantito fin dall’inizio alle operazioni “antiterroriste” nell’Ucraina sud orientale avviate dai dirigenti nazional-fascisti della giunta ucraina e sfociate in un autentico genocidio delle popolazioni dell’Ucraina sud orientale, si precisa un quadro che dovrebbe terrorizzare l’opinione pubblica dell’intero nostro continente.

Nella prospettiva dell’eventuale fallimento degli ultimi tentativi di composizione negoziata del conflitto, in grado di garantire almeno una parziale distensione della situazione, e della evidente determinazione degli Stati Uniti (e dei vertici della NATO) di procedere con le soluzioni estreme, le conseguenze più catastrofiche rischiano di investire anche l’Italia che sarebbe inghiottita nel vortice di un’avventura pianificata nell’altra parte dell’Oceano. E non bastano certo le dichiarazioni dei nostri ministri, di allineamento alle posizioni più possibiliste di Francia e Germania. Nel momento in cui le operazioni più aggressive verso la Russia fossero avviate, i vincoli che legano noi (e tutti gli altri alleati) alla NATO non lascerebbero alcuno spazio di manovra anche ai più riluttanti. Come afferma, senza timore di essere smentito, il presidente francese Hollande, “noi sappiamo che l’unico scenario può essere la guerra”. Del resto, a cosa, se non a una guerra micidiale, servirebbe ora la forza di intervento rapido di 30.000 soldati della NATO, che si sta dislocando nella regione baltica e nell’Europa orientale?

Ce ne sarebbe a sufficienza per rabbrividire e apprestarsi a una mobilitazione capillare delle coscienze in difesa della pace e per scongiurare un conflitto che già nelle dimensioni attuali comporta costi umani e materiali terribili, nel cuore stesso del nostro continente. Eppure i segnali che arrivano in merito alla reazione dell’opinione pubblica, nel nostro paese e in Europa, non sono certo confortanti.

A questa desolante inerzia non si sottrae neppure la sinistra. E nel nostro paese la sua sottovalutazione della pericolosità della situazione assume contorni persino deprimenti.

Stendiamo un pietoso velo sul comportamento della sinistra oggi presente in parlamento. Mentre quella interna al PD sembra allineata, senza particolari distinguo, alle posizioni ufficiali del partito di sostegno esplicito al golpe di Kiev e ai suoi dirigenti nazional-fascisti e di demonizzazione della Russia (è di pochi giorni fa la sconcertante esibizione televisiva della stessa segretaria generale della CGIL a giustificazione delle sanzioni alla Russia, con l’utilizzo degli argomenti propagandistici dei settori più oltranzisti dell’imperialismo), “Sinistra ecologia e libertà”, dopo avere inizialmente simpatizzato per i protagonisti del golpe di Kiev, continua a mantenere il più rigoroso (e complice) silenzio sulle vicende che sconvolgono le terre violentate dall’aggressione nazista ai confini della Russia, come se la cosa non la riguardi o le crei imbarazzo.

Ma, a essere obiettivi, non è che la sinistra extra-parlamentare se la passi meglio. Neppure da queste parti, con qualche lodevole eccezione, il tema della pace messa a repentaglio nel cuore dell’Europa sembra riscuotere un particolare successo. In tutte le ultime iniziative allestite all’insegna dell’unità della sinistra, pur caratterizzate da temi importanti e pregnanti come quelli del lavoro e della difesa della Costituzione, minacciata dalle manovre del governo Renzi, non sembra essercene traccia. Se si prova a leggere gli interventi di autorevoli dirigenti delle organizzazioni della sinistra extraparlamentare, di sue personalità storiche, a esaminare i contenuti di molti siti web di riferimento di partiti e componenti della cosiddetta “sinistra radicale”, si rimane colpiti dalla quasi completa assenza di contenuti che vadano oltre la semplice e sporadica registrazione delle notizie su quanto accade sul fronte di guerra del Donbass.

Fanno eccezione e meritano la massima considerazione e rilievo le iniziative messe in campo da tenaci personalità del giornalismo e della cultura (come Giulietto Chiesa, Manlio Dinucci, Domenico Losurdo e Vauro Senesi), da gruppi informali e da alcuni siti web (oltre al nostro Marx21.it che ha dato ampio spazio a materiali e campagne promossi dai comunisti ucraini e russi, ricordiamo quelli di Contropiano e del CIVG), le campagne di sensibilizzazione come quella che ha visto come protagonisti i musicisti della Banda Bassotti con i loro concerti nelle zone interessate dalla guerra, i presidi e le manifestazioni di comitati locali spesso purtroppo scollegati dalle forze più organizzate della sinistra, numerose pagine facebook (come “con L’Ucraina antifascista” e “Fronte Sud”) e, tra le forze politiche, il Partito Comunista d’Italia e la Rete dei comunisti che, fin dall’inizio, hanno messo a disposizione le loro strutture e i loro militanti per manifestazioni e dibattiti su quanto accade in Ucraina, che hanno coinvolto alcune migliaia di cittadini. Spicca poi il lavoro straordinario di Pandora TV che ha garantito una quotidiana controinformazione che ha cercato di contrastare il torrente di menzogne rovesciatoci addosso dall’apparato mediatico dominante. E mi scuso se ho dimenticato qualcuno.

Ma è la questione della nostra appartenenza alla NATO quella che ormai non può più essere derubricata dall’agenda dell’iniziativa politica di quella che si suole chiamare “sinistra” nel nostro paese. E’ la parola d’ordine dell’uscita dell’Italia dall’alleanza militare imperialista che oggi dovrebbe essere posta all’ordine del giorno della più grande mobilitazione di massa. E non è più giustificabile che iniziative come quelle che, negli ultimi mesi, sono state avviate con la proposta della creazione di un Comitato No Nato (http://www.marx21.it/internazionale/pace-e-guerra/24863-perche-dobbiamo-uscire-dalla-nato.html) siano delegate a un gruppo di attivisti volonterosi e determinati. Attorno a questa iniziativa non è più rinviabile la partecipazione e l’adesione di un vasto schieramento di forze che hanno a cuore la pace.

E invece la questione che più dovrebbe essere all’ordine del giorno, non solo per il popolo italiano ma per tutti i popoli del nostro pianeta, la questione della pace compromessa dalle guerre, dalle aggressioni e dall’ingerenza sfacciata dell’imperialismo e dei suoi disegni egemonici, che rischiano di trasformarsi in catastrofe globale, è quasi completamente assente nel confronto di chi si propone di chiamare a raccolta le forze della sinistra. Come se le sorti dell’umanità su cui incombe questa minaccia non riguardassero gli uomini e le donne del nostro paese, più di ogni altro problema.

E’ invece venuto veramente il momento di prendere piena consapevolezza della gravità della situazione che stiamo vivendo in queste ore. La guerra globale è alle porte. Non ci sono più giustificazioni. I comunisti, la sinistra, tutti i democratici si mobilitino finalmente, con tutte le loro forze, in modo corrispondente alle gloriose tradizioni del movimento per la pace del nostro paese, contro la scalata aggressiva di USA e NATO nel Donbass, contro la guerra imperialista. Prima che sia troppo tardi.

 

I comunisti ucraini e di altri paesi contro fascismo e guerra nel Donbass

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Traduzione dal russo di Mauro Gemma

Il Partito Comunista di Ucraina ha partecipato alla riunione del Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro dei Partiti Comunisti e Operai (link)

Una delegazione del Partito Comunista di Ucraina ha preso parte (a Istanbul, ndt) alla riunione del Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di 14 partiti.

I membri della delegazione ucraina hanno esposto ai compagni degli altri paesi le considerazioni del Partito Comunista di Ucraina. Nel documento presentato si afferma:

«Il Partito Comunista di Ucraina si rivolge ai partecipanti al Gruppo di Lavoro per la preparazione del 17° Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai con un appello a rafforzare gli sforzi nella lotta contro la fascistizzazione dell’Ucraina e per prevenire la diffusione dell’ideologia disumana del fascismo in Europa e nel mondo.


Dopo il colpo di Stato armato del febbraio 2014 al potere in Ucraina sono arrivate forze apertamente fasciste e borghesi-nazionaliste, che hanno alimentato il conflitto civile, che si è trasformato in una guerra sanguinosa in cui ucraini uccidono altri ucraini. Una guerra, in cui vengono uccise persone innocenti: donne, anziani, bambini. Una guerra che ha portato alla catastrofe umanitaria nel Donbass. Migliaia di morti, decine di migliaia di feriti, più di un milione di profughi. Scuole e asili distrutti – i bambini privati della possibilità di studiare. Sono state annientate aziende e infrastruttura e molti hanno perso il lavoro. Gli arretrati del salario sono raddoppiati. Non sono pagate le pensioni e le prestazioni sociali sono state interrotte. Non ci sono luce, gas, acqua.

Con il sostegno finanziario e politico dei circoli più reazionari del capitale internazionale, il regime oligarchico al governo ha scatenato il genocidio sociale del popolo dell’Ucraina. Battaglioni di combattenti apertamente nazisti ufficialmente incorporati nelle strutture del Ministero dell’Interno e del Ministero della Difesa vengono anche usati dalle attuali autorità per reprimere il dissenso e seminare il terrore, persino con l’eliminazione fisica degli oppositori politici.

Pratica abituale del regime al potere in Ucraina è diventata la censura più feroce nei media, l’impedimento ai cittadini a ricevere un’informazione obiettiva, la bugia più sfacciata e la disinformazione da parte delle strutture governative e dei funzionari ad ogni livello.

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Appello dei Sindacati della Repubblica Popolare di Lugansk

SindakAppelIta_image001da Marx21.it

La Federazione dei Sindacati della LPR si appella ai Sindacati Internazionali, alla Confederazione Europea dei Sindacati, alla Confederazione Panrussa dei Sindacati, alla Federazione dei Sindacati Indipendenti della Russia e della Bielorussia, per supportare l’obiettivo di trovare misure concrete  per stabilizzare la situazione in Donbass.

Più di milione di persone hanno reso omaggio alle 17 vittime dell’azione terroristica, nella marcia contro il terrore in Francia. Anche il presidente ucraino ha partecipato alla marcia. Una ragazza di 14 anni e due donne sono morte in quel giorno a Lugansk, a seguito di bombardamenti. Altre due persone sono morte a Donetsk, di cui un bambino di 5 anni e un altro bambino ancora più piccolo ferito è in fin di vita.

Questa posizione delle autorità ucraine conferma che esse utilizzano regolarmente doppi standard di comportamento, e che esse sono all’opposto di valori democratici, e di norme umane e morali.

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Obama ammette la partecipazione degli Stati Uniti al golpe in Ucraina

1033494903da mundo.sputniknews.com

Il presidente statunitense, Barack Obama, in un’intervista conferma che gli Stati Uniti hanno avuto un ruolo nel cambio di potere avvenuto in Ucraina all’inizio dello scorso anno

«Putin ha preso determinate decisioni circa la Crimea e l’Ucraina non a seguito di una stategia precisa, ma perché colto di sorpresa dalle manifestazioni del Maidan e dalla fuga di Yanukovich (l’allora presidente ucraino Viktor) dopo che noi decidemmo di mediare nel cambio di potere», ha dichiarato il presidente Usa alla Cnn.

Il 21 novembre 2013, il governo ucraino annunciava la sospensione dei preparativi per la firma di un accordo di associazione e libero scambio con l’UE, provocando un’ondata di proteste conosciute con il nome di Euromaidan, che produssero un cambio di regime da Mosca qualificato come «golpe».

Il 22 febbraio 2014, la Rada Suprema (Parlamento) depose il presidente Viktor Yanukovich per abbandono dell’incarico, modificò la costituzione e convocò il 25 di maggio elezioni presidenziali anticipate, in cui Petro Poroshenko risultò vincitore al primo turno.

Il 16 marzo si è celebrato un referendum in Crimea dove il 96% dei votanti ha sostenuto l’annessione alla Russia.

Kiev da parte sua non riconobbe né i risultati del referendum né l’adesione della penisola alla Russia e lanciò nell’aprile del 2014 un’operazione speciale contro le milizie indipendentiste del Donbass che rifiutarono di riconoscere il cambio di potere.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Donetsk: «Provocazione le accuse di Kiev sull’attacco a Mariùpol»

1422102887-1422102871-ansa-20150124131529-11216233da mundo.sputniknews.com

Il vicepresidente del Parlamento della Repubblica Popolare di Donetsk, Denís Pushilin, ha definito una provocazione le accuse lanciate da Kiev contro i miliziani sull’attacco a Mariùpol

«Si tratta di una provocazione, l’Ucraina intende indirizzare gli eventi verso l’escalation militare», ha segnalato Pushilin.

L’esponente della Repubblica Popolare ha poi sottolineato che tenendo conto della distanza da dove è stato portato l’attacco contro Mariùpol, risulta impossibile imputare responsabilità ai miliziani che non dispongono di sistemi d’artiglieria di tale portata.

Il primo ministro ucraino, Arseniy Yatsenyuk, ha dichiarato che il bombardamento su Mariùpol ha provocato 16 morti e 86 feriti.

Nel frattempo, il capo della polizia della provincia di Donetsk, Viacheslav Abroskin, ha annunciato che «in un obitorio vi sono all’incirca 20 corpi».

L’Ucraina orientale soffre un conflitto armato che, secondo i dati ONU ha già causato più di 5.000 morti e quasi 11.000 feriti dallo scorso aprile, quando Kiev ha lanciato un’operazione militare contro le milizie indipendentiste del Donbass.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Con Russkaja Vesna Makeevka per sostenere le popolazioni del Donbass

di Tatiana Vitiello e Mihail Strelets

Siamo un gruppo di persone non indifferenti a quello che sta accadendo nell’Ucraina dell’est!

Abbiamo un idea che ci accomuna: aiutare la popolazione travolta dalla guerra. Noi collaboriamo con “Russkaja vesna-Makeevka”, un’organizzazione umanitaria no profit di Makeevka, provincia di Donetsk.

Il suo presidente Nazar Ivanovich Kurinny è attivo già dai primi giorni del conflitto, quando ancora non erano un organizzazione, ma semplici volontari.

Ha partecipato all’evacuazione dei civili a Slaviyansk rischiando tante volte la vita ed è stato preso anche in ostaggio dall’esercito ucraino.

Grazie a questa organizzazione è stato possibile fornire alle popolazioni del Donbass cibo e generi di prima necessità. I loro aiuti primari vanno alle fascia più debole come bambini e anziani.

É necessario più che mai un gesto di solidarietà per le popolazioni del Donbass!

Sosteneteci in questa battaglia!

Visitate il sito: ioaiuto.weebly.com

Sangue e lacrime dell’Ucraina

“Sangue e lacrime dell’Ucraina” – è un video documentario realizzato da un team di Cassad-TV sul genocidio della popolazione Russofona del Donbass e sui crimini delle autorità di Kiev contro il loro stesso popolo.

Il film si basa su fatti reali e sulla testimonianza dei partecipanti diretti – i civili e l’esercito ucraino che li sta combattendo. I creatori del film hanno mostrato l’ordine cronologico degli eventi che precedono l’ascesa al potere del governo fantoccio Ucraino dopo il colpo di stato ed i crimini che le truppe ucraine stanno commettendo nel corso della grande operazione punitiva nel sud-est del paese, dove i residenti si sono ribellati alle autorità golpiste di Kiev.

Nell’operazione punitiva, su ordine delle autorità di Kiev, l’artiglieria pesante e gli aerei da guerra sono usati contro la popolazione civile della regione. I civili, tra cui donne e bambini, vengono massacrati. L’obiettivo principale perseguito dal governo ucraino di oggi è quello di distruggere il popolo del Donbass, applicando la tattica della “terra bruciata” contro il sud-est. +18
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