L’Isis recluta e addestra bambini in Iraq e Siria

da hispantv

Il gruppo terroristico Isis (Daesh, in arabo) ha pubblicato un video sul web che mostra il processo di addestramento dei bambini per farli combattere nelle loro fila.

Le immagini, pubblicate su YouTube, mostrano decine di bambini che ricevono istruzioni su come usare le armi, come catturare un combattente nemico, come condurre un attacco con forza bruta e diversi tipi di arti marziali.

Tuttavia, come il video sottolinea, durante il processo di formazione, i bambini subiscono abusi e violenze fisiche: gli istruttori gli danno colpi pesanti, pugni e calci alle gambe, all’addome e alla schiena.

Lo scorso ottobre, l’Isis ha pubblicato un video simile su Internet; e come indicato in entrambi i video, i campi di formazione dovrebbero essere situati da qualche parte nella provincia di Ninive, nel nord dell’Iraq, al confine con la Siria.

Secondo vari rapporti, nella provincia siriana di Raqqa ci sono almeno cinque campi di addestramento dell’Isis per i bambini, mentre nella città di Tabqa, c’è un campo specifico per i bambini sotto i 16 anni.

Domenica scorsa, L’UNICEF ha segnalato gli abusi sui minori compiuti dall’Isis in Siria e in Iraq.

Il consulente per protezione dell’UNICEF per Medio Oriente e il Nord Africa, Laurent Chapuis, ha affermato che «i bambini di età inferiore ai 10, 12 anni stanno giocano ruoli diversi e sono utilizzati come combattenti, messaggeri, spie, guardie», da parte dei terroristi takfiri.

L’Isis ha precisato «che la sua scelta per i bambini è un modo per garantire la fedeltà a lungo termine all’organizzazione».

Nel mese di ottobre, il canale di notizie libanese Al-Mayadeen, ha riferito che i membri di questo gruppo terroristico, oltre al reclutamento dei bambini, li rapiscono in Iraq e in Siria per venderli al regime israeliano.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]
__

Chomsky: «Gli Stati Uniti sono i principali artefici dell’Isis»

da hispan.tv

Il politologo e linguista americano, Noam Chomsky, ritiene che le politiche interventiste del governo degli Stati Uniti, in Iraq, siano la causa principale della comparsa del gruppo terroristico Isis, Daesh in arabo.

 «Penso che gli Stati Uniti siano uno dei principali creatori dell’Isis. I loro interventi distruttivi in Medio Oriente e la guerra in Iraq sono state le cause alla radice della nascita dell’Isis», ha affermato Chomsky, durante un’intervista al quotidiano “Truthout”.

 Inoltre, ha anche accusato l’Arabia Saudita, insieme a tutti gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico, per la diffusione dell’estremismo nella regione e per il finanziamento delle organizzazioni terroristiche che operano in Medio Oriente.

Nelle sue osservazioni e riferendosi al cessate il fuoco concordato lo scorso agosto tra il regime israeliano e il Movimento di Resistenza Islamica palestinese Hamas, ha denunciato il fallimento del regime usurpatore, mentre la parte palestinese, secondo il linguista americano, «ha mantenuto i suoi impegni».

Partendo dal sostegno militare, economico, diplomatico e ideologico di Washington al regime di Tel Aviv, ha accusato le autorità israeliane di perseguire le loro politiche espansionistiche nei Territori Palestinesi Occupati, «lasciando i palestinesi in cantoni smembrati».

 Riferendosi alla recente aggressione israeliana contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza durante i quali più di 2160 persone sono morte, ha criticato la fornitura di armi degli Stati Uniti al regime israeliano.

«Ad un certo punto, le armi israeliane sembravano esaurirsi, e gli Stati Uniti gentilmente hanno fornito a Israele armi più avanzate, che gli hanno permesso di continuare l’assalto», ha sottolineato.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Censura all’Onu: Cristina Kirchner svela le menzogne dell’Occidente

da al manar

Perché i canali internazionali hanno sospeso le trasmissioni in diretta ed hanno fermato la traduzione del discorso del presidente dell’Argentina all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York?

La risposta è semplice. Cristina Fernandez de Kirchner ha oltrepassato la linea rossa degli USA e dei loro alleati!

I punti principali del discorso della signora Kirchner, postato sui social network:

 «Eravamo qui, un anno fa, quando avete etichettato come regime terrorista il Governo del (presidente siriano) Assad, e sostenuto i “ribelli” (in Siria), che voi avete definito rivoluzionari.

Oggi ci riuniamo per sradicare questi rivoluzionari che si sono rivelati essere terroristi. 

In passato avete inserito Hezbollah nella lista delle organizzazioni terroriste, mentre si tratta di un grande partito riconosciuto in Libano!

Voi avete accusato l’Iran di essere dietro l’esplosione che aveva come obiettivo l’ambasciata israeliana a Buenos Aires nel 1994, quando le indagini argentine non sono riuscite a dimostrare il coinvolgimento dell’Iran.

Voi avete adottato una risoluzione contro Al Qaeda dopo gli attacchi dell’11 settembre. Paesi come l’Iraq e l’Afghanistan sono stati profanati e i loro abitanti uccisi, mentre, entrambi i paesi, stanno ancora soffrendo il terrorismo!

Avete dimostrato dopo la guerra israeliana contro Gaza, che Israele ha commesso un disastro orribile e causato la morte di molti civili palestinesi, ma la vostra attenzione è diretta a quanti razzi hanno colpito Israele che non hanno provocato né danni né vittime!

Oggi, quindi, ci riuniamo per adottare una risoluzione internazionale per incriminare e lottare contro il Daesh, mentre questa organizzazione beneficia del sostegno di paesi alleati dei grandi Stati membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite?»

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

La Cia è scettica sulla nuova strategia di Obama in Siria

da press.tv

La Cia è profondamente scettica sulla nuova strategia dell’amministrazione Obama per affrontare l’organizzazione terroristica Isis in Siria, Lo rivela un rapporto pubblicato dal portale on-line del The Huffington Post.

 I Funzionari della Cia hanno espresso la loro “ferma opposizione” alla proposta della Casa Bianca di incaricare il Pentagono per la consegna di armi ai cosiddetti gruppi militanti moderati in Siria per respingere i terroristi dell’Isis.

 La Cia ha già segretamente addestrato i terroristi nelle sue basi segrete in Giordania per combattere il governo del presidente Bashar al-Assad.

 L’agenzia di spionaggio, tuttavia,  si è trovata di fronte a miliziani sempre più “disorganizzati” e “radicalizzati”, riferisce il rapporto.

«La Cia ritiene che sia impossibile addestrare ed equipaggiare uomini che siano in grado di combattere e sconfiggere Assad, al-Nusra e Isis, a prescindere da qualsiasi forza aerea di supporto possano ricevere», ha spiegato un membro del partito democratico del Congresso al giornale on-line.

Il deputato ha aggiunto che la Cia vede la nuova strategia “destinata al fallimento”.

Ha aggiunto, inoltre, che la Cia ritiene che già il suo precedente incarico di addestrare e armare i “ribelli siriani” era una “idea folle.” «E loro sono ben consapevoli del fatto che molte delle armi che hanno fornito sarebbero finite nelle mani sbagliate».

I rapporti indicano che molti fazioni di militanti “moderati” in Siria hanno giurato fedeltà ai terroristi dell’Isis.

Infine, i funzionari dell’intelligence sono preoccupati che il piano dell’amministrazione conceda al Pentagono una responsabilità che tradizionalmente era affidata alla CIA.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Cuba ribadisce il suo sostegno alla Siria

da sana.sy

Il rappresentante permanente di Cuba presso le Organizzazioni Internazionali, a Ginevra, ha ribadito l’appoggio costante  del suo paese per una soluzione pacifica della crisi in Siria.

In un discorso alla 27a sessione del Consiglio delle Nazioni Unite per i diritti umani, il funzionario cubano ha espresso fiducia nella capacità del popolo e del governo siriano a risolvere i problemi interni senza alcuna interferenza esterna.

Ha condannato gli atti terroristici e i crimini di guerra perpetrati dalle organizzazioni terroristiche armate in Siria.

Il rappresentante di Cuba presso le Nazioni Unite ha contestato alcuni governi e paesi che finanziano le organizzazioni terroristiche divenendo di fatto il loro braccio armato mentre fingono di lottare contro il terrorismo.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

PC arabi condannano il terrorismo e l’intervento della Nato in Siria e Iraq

da sana.sy

I partiti comunisti arabi ribadiscono il loro rifiuto all’intervento imperialista in tutte le sue forme nella regione con il pretesto di combattere il terrorismo e con forza denunciano i brutali attacchi condotti dalle organizzazioni terroristiche, compresa l’organizzazione Daash e l’aggressione alla sovranità di Siria e Iraq.

Nella dichiarazione firmata dai partiti comunisti di Giordania, Libano, Iraq e Palestina, nonché il Partito comunista siriano unito, si sottolinea che le organizzazioni  terroristiche con le loro attività sono dannose per la causa palestinese. I partiti ritengono sia un errore inserire l’entità israeliana nel quadro della cosiddetta coalizione internazionale per combattere il terrorismo, in quanto, dovrebbe essere punita per i suoi crimini commessi durante aggressione ingiusta alla Striscia di Gaza, oltre alle sua collaborazione con le organizzazioni terroristiche in Libano e Giordania.

Il documento ha sottolineato che le organizzazioni terroristiche agiscono nell’ambito del criminale progetto sionista e imperialista, che da più di trenta anni cerca di dividere e frammentare la regione in piccoli stati settari ed etnici, nell’ambito del piano del Grande Medio Oriente. Oggi, questo progetto è di nuovo alla ribalta e l’amministrazione americana vuole cogliere l’occasione per attuarlo.

I partiti comunisti arabi insistono sulla necessità di adottare un atteggiamento pragmatico di fronte al terrorismo, in generale, e a quello dell’Isis e di Al Nosra, sradicandolo dalle sue radici, attraverso il blocco delle fonti di sostegno e di finanziamento.

Pur denunciando i vergognosi e crudeli crimini del terrorismo, le organizzazioni comuniste arabe ricordano il sostegno fornito alle organizzazioni terroristiche dall’imperialismo americano e dai suoi alleati nella NATO attraverso le strutture finanziarie, militari e logistiche degli stati arabi e regionali.

Infine, nel documento si invitano le forze nazionali, progressiste, arabe,  regionali e nel resto del mondo, ad unirsi nella battaglia contro il terrorismo.

[Trad. dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Il carcere militare americano di Camp Bucca e l’origine dell’Isis

da al manar.com

Al di là di teorie del complotto che spesso si rivelano essere giustificate in un’epoca in cui tutto sembra essere parte di un piano, abbiamo il  diritto di chiedere il motivo per cui la maggior parte dei leader dello Stato islamico, sono stati tutti imprigionati nella stessa prigione di Camp Bucca, a Umm Qasr, nel sud-est dell’Iraq, che è stata gestita dalla occupazione militare americana.

Ci sono molte voci circa i legami tra Isis e l’intelligence americana. È giusto chiedersi se queste teorie siano credibili e vi sia un certo riscontro. Tuttavia, di solito è difficile ottenere tali prove e si può avere bisogno di un altro Edward Snowden e Wikileaks per conoscere la vera verità sull’Isis e i suoi legami con l’intelligence americana.

Tuttavia, pur non avendo questa prova, non deve impedirci di raccogliere alcuni dettagli che potrebbero non essere la prova definitiva, ma certamente servire a disegnare una realtà e mettere in discussione la versione ufficiale.

In primo luogo, bisogna dire che molti alti dirigenti dell’Isis sono passati attraverso il centro di detenzione a Camp Bucca, in Iraq, tra cui il leader della stessa organizzazione e dell’ auto-proclamato “Califfo”, Abu Bakr al-Baghdadi. È stato detenuto dal 2004 fino alla fine del 2005 e all’inizio del 2006 in questo centro. Dopo essere stato rilasciato, ha formato l’esercito dei sunniti, che in seguito si fuse con il cosiddetto Consiglio della Shura dei Mujahideen.

Uno dei leader del Consiglio militare dell’Isis, ex ufficiale dell’esercito iracheno al tempo di Saddam Hussein, Abu Ayman al-Iraqi, era detenuto a Camp Bucca. Lo stesso vale per un altro membro del consiglio militare dell’Isis, Adnan Ismail Najm (Abu Abdul Rahman al Bilawi). L’operazione informatica denominata “invasione di Mosul” porta il suo nome. È stato a capo del Consiglio della Shura dell’Isis prima di morire per mano dell’esercito iracheno, vicino a Mosul, il 4 giugno scorso.

Camp Bucca era anche il luogo dove fu rinchiuso, Samir Hamad al Obeidi al-Dulaimi, alias Haji Bakr, un ex colonnello dell’esercito di Saddam. Dopo il suo rilascio, entra a far parte di Al Qaeda. Era il capo dell’Isis in Siria, ma morì ad Aleppo nella prima settimana di gennaio 2014.

Gli ex detenuti hanno dichiarato in un programma televisivo su Camp Bucca di come fosse “una scuola di Al Qaeda”, dove i veterani estremisti hanno dato lezioni sugli esplosivi e sugli attacchi suicidi ai prigionieri più giovani. Un ex detenuto di nome Mohammed Adel Jassim ha raccontato che uno dei leader terroristi in sole due settimane di carcere, ha reclutato tra i 25 e i 34 detenuti che erano lì. Ha aggiunto che gli ufficiali americani che amministravano la prigione, non hanno fatto nulla per impedire il reclutamento dei prigionieri per le organizzazioni estremiste, né per il loro indottrinamento né per gli insegnamenti militari che sono stati impartiti lì.

Un altro punto da notare è che nessuno dei leader dell’Isis uscito dal Camp Bucca è morto per gli attacchi aerei americani. Sono morti per mano dell’esercito iracheno, siriano o negli scontri con i gruppi rivali.

Cosa è successo a Bucca allora? Quali sono state le circostanze che hanno portato  tutti gli ex detenuti successivamente a diventare leader dei gruppi estremisti prima di entrare nell’Isis? Queste domande richiedono risposte e una seria indagine. Non vi è dubbio che un giorno scopriremo che la maggior parte dei leader dell’Isis erano sono stati anche loro in quella prigione militare americana che si è rivelata essere una università del terrorismo, piuttosto che di un centro di detenzione.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

La Russia fornirà armi a Iraq e Siria nella lotta all’Isis

da al manar

La Russia annuncia di voler offrire il suo “contributo” all’impegno militare internazionale contro l’Isis-Daesh. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov.

«Abbiamo qualcosa per contribuire allo sforzo comune, ma lo faremo con un obiettivo più ampio: La preparazione di un’ analisi approfondita di questa situazione», ha spiegato Lavrov, venerdì scorso, all’agenzia di stampa russa Itar-Tass, a margine di una conferenza internazionale sulla lotta contro l’Isis a Parigi.

«Questo “contributo” si basa sul sostegno al governo iracheno per garantire che sia in grado di combattere i terroristi e per la sicurezza dello Stato», ha sottolineato il capo della diplomazia russa.

Mosca aveva già annunciato, nel mese di luglio, l’inizio della consegna di elicotteri d’attacco e aerei da combattimento in Iraq.

«Allo stesso modo, forniamo aiuti militari, tra gli altri, alla Siria, che affronta in misura minore, una grave minaccia terroristica», ha ricordato Lavrov.

La Russia, quindi, ha ribadito il ministro russo, «è pronta a partecipare allo sviluppo di misure più generali per la lotta contro il terrorismo».

Inoltre, ha avvertito che gli attacchi americani contro le postazioni dell’Isis in Siria, decise senza l’approvazione delle Nazioni Unite, sarebbero una “grave violazione del diritto internazionale”.

La Siria, intanto, continuerà ad avere tutte le armi di cui ha bisogno dalla Russia.

Questa affermazione è stata riportata da una delegazione del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, nel corso di una recente visita a Mosca.

La delegazione del FPLP era rappresentata da un membro del suo ufficio politico, Maher al-Taher, che ha incontrato il vice-ministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov.

«I russi forniscono all’esercito siriano tutto quello di cui ha bisogno in  attrezzature e equipaggiamento militare e continuerà a farlo», ha assicurato Bogdanov.

Il funzionario russo ha espresso dubbi sulle reali intenzioni della coalizione internazionale contro il  Daesh, che potrebbero superare la lotta alla milizia takfirista per un’ulteriore ingerenza in Iraq e Siria.

[Trad. dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

(VIDEO) Maduro: Gli Usa cercano di attaccare la Siria con il pretesto dell’Isis


da hispan.tv

 Gli Stati Uniti cercano di colpire il governo siriano con il pretesto di attaccare le posizioni dell’Isis. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro.

Dal Palazzo Miraflores, a Caracas, il leader venezuelano ha condannato le violenze in Iraq e in Siria e ha avvertito circa le strategie degli Stati Uniti in questa regione.

Il presidente bolivariano ha contestato i paesi che hanno fornito armi ai gruppi terroristici che perpetrano la violenza in Iraq e Siria.

«È necessario conoscere la verità su chi ha provveduto ad armare questi gruppi, fornendo loro armi e denaro. Il mondo ha bisogno di conoscere la verità su questi gruppi, dove nascono e quali strategie servono», ha sottolineato.

Inoltre, Il Presidente Maduro ha fatto un appello alla popolazione mondiale, affinché sia sempre a conoscenza delle trame delle superpotenze, e trovi le soluzioni per disabilitare i gruppi terroristici.

«Bisogna essere molto ben informati e conoscere il mondo in cui viviamo per non essere colti di sorpresa. Non lasciatevi ingannare da nessuno. Dobbiamo trovare la soluzione per disattivare e disarmare questi gruppi per riportare la pace in Iraq, così come bisogna rispettare  il diritto all’autodeterminazione del popolo irachen0 e  di quello siriano, ora minacciato di essere bombardato», ha concluso Maduro.

[Traduzione dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

___

 

PC Siriano Unito: Il coordinamento con il governo è la base contro il terrorismo

da an-nour.com

L’Ufficio Politico del Partito Comunista siriano unito ha discusso gli ultimi sviluppi politici in merito alla la risoluzione 2170 del Consiglio di Sicurezza contro i terroristi dell’Isis-Daech e Al Nosrra. In particolare,sono state espresse perplessità riguardo agli sforzi in questa lotta degli Stati Uniti e dei suoi alleati europei e nella regione, i quali hanno dichiarato di combattere i terroristi senza coordinamento con il governo siriano, dimostrando le loro intenzioni nascoste, che sono una minaccia per la sicurezza della Siria e della sua indipendenza e sovranità, tanto più che gli Stati Uniti hanno annunciato l’intenzione di coordinarsi i ribelli “moderati” che non hanno nessun credito, dal momento che hanno già commesso massacri contro la Siria e i siriani.

 L’incontro ha sottolineato l’importanza della partecipazione della comunità internazionale negli sforzi per combattere il terrorismo, sulla base del pieno coordinamento con il governo siriano, per combattere queste organizzazioni terroristiche e impedire che questo pericolo  minacci la pace e la sicurezza internazionale.

 L’Ufficio Politico del PC siriano unito ha fatto appello sulla necessità di fare attenzione agli ambigui comportamenti americani, invitando tutte le forze politiche, gli organismi nazionali e sociali, le agenzie governative per creare gli elementi necessari a garantire la continua fermezza del popolo siriano e dell’esercito nazionale in caso di qualsiasi avventura militare americana.

[Traduzione dall’arabo per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Daily Star: 600 soldati britannici addestrano i terroristi del Daech

 da algeriepatriotique.com

È una vera bomba quella ha gettato il quotidiano britannico The Daily Star sul coinvolgimento dei servizi segreti occidentali nel supporto logistico al terrorismo islamico, che attualmente devasta il mondo musulmano. Sulla base di una propria indagine e citando fonti di intelligence britanniche, il giornale riporta che i terroristi islamici responsabili delle atrocità in Iraq sono formati da ex membri dell’esercito britannico.

Le fonti invocate dal quotidiano hanno affermato di aver individuato le “similitudini” tra gli estremisti islamici e l’esercito britannico nella loro modalità operative e di organizzazione. Il Daily Star riferisce, infatti, che 600 terroristi britannici che lottano per il gruppo terroristico Daech-Isis sono controllati e formati da musulmani con un background militare in Gran Bretagna.

La fonte citata dal giornale ha aggiunto che il Servizio segreto britannico (MI6) e statunitense(CIA) hanno intercettato conversazioni telefoniche e scambi di e-mail, il cui contenuto suggerisce che molti ex membri dell’esercito britannico combattono in Iraq. Formatori di gruppi islamisti armati, hanno, secondo il giornale, servito in unità dell’esercito regolare o in quella Territoriale britannica. La stessa fonte assicura che le persone che parlano “con un accento inglese” e “utilizzando il gergo militare”, sono responsabili della formazione di base dei gruppi islamici in Iraq e in Siria. «Usano le stesse tecniche e gli esercizi – in particolare la gestione delle armi e tattiche – dell’esercito britannico». E aggiunge. «Abbiamo ricevuto informazioni da cui risulta che molti giovani uomini britannici che sono andati a combattere in Siria e Iraq ricevono una formazione militare da altri cittadini britannici». Questa stessa fonte rileva che le reclute che hanno aderito al Daech devono avere un livello di addestramento “abbastanza decente”, prima di essere autorizzati a prendere parte a una battaglia. Viene loro insegnato, per esempio, come conservare munizioni e a non colpire obiettivi fuori portata.

 Il giornale ha rivelato, inoltre,che le reclute hanno ricevuto istruzioni su come progettare e realizzare imboscate alle pattuglie di giorno e di notte. Questi fatti dimostrano ancora una volta il coinvolgimento diretto delle agenzie di intelligence occidentali per incoraggiare il terrorismo islamico in tutto il mondo. Il tempo, in ogni caso, comincia a dar ragione a tutti coloro che hanno espresso delle supposizioni circa il coinvolgimento dei servizi segreti americani, britannici, francesi e persino israeliani nel sostenere e incoraggiare la creazione di cellule presunte islamiste, ma che sono lì per indebolire gli stati della regione e, quindi, consentire all’Occidente di prosperare, mettendole mani sulla ricchezze dei paesi: petrolio e gas.

 [Traduzione dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

 

Sempre più evidente il sostegno della Turchia all’Isis

da al manar.com

I segni della influenza dello Stato islamico in Turchia emergono sempre di più e pubblicamente: vestiti, bandiere e tutti i tipi di merci recanti una sua bandiera sono venduti in Turchia.

Foto postate sui social network mostrano magliette con la bandiera del gruppo terrorista e berretti di diversi colori verranno stampati a breve.

Le foto sono state pubblicate sul sito web di informazione egiziano Al Yaum sabei.

In un’intervista con Al Manar, l’esperto libanese sulle questioni turche ed editorialista per il quotidiano As Safir, Mohammad Nureddin, ha dichiarato che circa tre milioni di turchi simpatizzano con l’Isis nel paese.

Nel frattempo, il capo di un gruppo armato appartenente al Fronte turkmeno in Iraq, Nuhad Yalniz, ha annunciato che le sue forze hanno arrestato tre elementi dell’Isis che sono risultati essere tre ufficiali dei servizi segreti turchi. Yalniz ha pubblicato le foto dei tre agenti al sito web Kurdistan24.

Yalniz ha spiegato che  uno di loro ha sparato contro i turcomanni e le sue confessioni saranno inviate alla Corte penale internazionale come costituenti crimini di guerra. Uno di loro aveva anche un passaporto diplomatico rosso in suo possesso.

Questo agente ha riferito che i servizi segreti turchi controllano i movimenti dell’esercito iracheno attraverso il satellite turco Gocturk-2 e  informano l’Isis di questi spostamenti.

Il governo turco, attraverso un accordo con l’Isis, acquista il petrolio a 30$ al barile dai terroristi, prelevato  nelle zone da loro controllate, in cambio di armi, cibo e medicinali.

Alla vigilia dell’adozione da parte del Consiglio di sicurezza della risoluzione Onu 2170 sulla lotta internazionale contro al Nusra e Isis, il Washington Post ha pubblicato un’intervista con un uomo di nome Abu Yussef, un leader del gruppo armato nella regione di Iskenderun (Hatay), Turchia.

Ha affermato che i terroristi feriti sono curati ad Ankara negli ospedali turchi che forniscono tutti i servizi necessari.

Questa rivelazione ha così evidenziato stata ancora una volta l’entità del sostegno illimitato turco per i gruppi terroristici che combattono in Siria e in Iraq.

Diversi politici curdi hanno anche rivelato, con documenti e immagini a supporto, che le autorità turche sostengono a tutti i gruppi armati in Siria. Diversi rapporti sono stati pubblicati sui giornali di Stati Uniti e la Turchia in questo senso.

Il fatto che 5.000 turchi combattono nelle file dell’Isis non ha sollevato timori nel governo turco a differenza di quanto accade in altri paesi.

Un parlamentare dell’opposizione turca ha presentato un’interrogazione al governo in Parlamento circa la veridicità del rapporto del Washington Post.

La Turchia non sarebbe sconvolta nel vedere l’Iraq diviso in piccoli stati. Se lo Stao islamico è consolidata attorno a Mosul, ciò lo costringerà a trattare con la Turchia, che è la sua unica uscita via terra. Così, la Turchia avrebbe un area su cui imporre il suo dominio, beneficiando del petrolio e  rafforzando la sua lotta contro l’Arabia Saudita e i paesi del Golfo.

L’indipendenza del Kurdistan e le differenze tra Baghdad e Erbil creano anche una occasione propizia per la Turchia per quanto riguarda l’ottenimento di petrolio e gas. Questo dimostra che la Turchia non ha rispetto per la sovranità dei suoi vicini.

Secondo il giornalista turco Sami Cohen del quotidiano Milliyet, la risoluzione delle Nazioni Unite sull’Isis ha prodotto sgomento in Turchia.

«La nuova alleanza internazionale contro l’Isis, che comprende l’Iraq, l’Iran e curdi, oltre a Stati Uniti è molto simbolica. Tuttavia, la Turchia non ha aderito a questa alleanza, nonostante il pericolo rappresentato dall’Isis, con il pretesto di non mettere a repentaglio i suoi diplomatici detenuti dall’organizzazione nel nord dell’Iraq. Ankara non fa parte di questa alleanza e non permetterà agli aerei americani di sorvolare il suo territorio per attaccare l’Isis. Questo metterà la Turchia in una posizione imbarazzante rispetto a Stati Uniti e ad altri paesi».

[Traduzione dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: