Discorso di Amarilis Gutierrez Graffe per il 70° Anniversario della Vittoria

amarilis napolida Consulado General de la República Bolivariana de Venezuela en Nàpoles

Discorso della Console Generale della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, in occasione del 70° anniversario della vittoria dell’Armata Rossa e del Popolo Sovietico sulla Germania nazista e la fine della Seconda Guerra Mondiale

Cari Compagni,

Un Saludo al Dott. Vincenzo Schiavo Console Onorario della Federazione Russa a Napoli

Un saluto ai membri della Associazione Aiuto agli ex – cittadini dell’Unione Sovietica in Italia

Un abbraccio bolivariano a tutti i presenti.

Ci troviamo qui oggi per ricordare il 70° anniversario dell’eroica vittoria del popolo sovietico nella Grande Guerra Patriottica (1941 – 1945) contro il nazifascismo.

Innanzitutto esprimo tutta la mia gratitudine per l’invito ad un’appuntamento così importante. Porto i saluti del Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela Nicolás Maduro, che si trova ora a Mosca, invitato dal premier Vladimir Putin, per partecipare alla cerimonia di commemorazione della vittoria dell’Esercito Rosso dell’Unione Sovietica.

Porto anche i saluti dell’Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia, Julián Isaías Rodríguez.

Il popolo venezuelano saluta e ricorda con attenzione il 9 maggio 1945, data della resa delle truppe naziste a Berlino. Oggi viene ufficialmente inaugurata presso la ‘Casa Amarilla’ (il palazzo giallo), centro storico e culturale della nostra capitale Caracas, una mostra fotografica che ricorda la verità su questa impresa.

L’Unione Sovietica sacrificò 27 milioni di esseri umani per sconfiggere il nazifascismo. La Germania perse 8 milioni di soldati nell’avventura intrapresa da Hitler per conquistare e dominare il mondo intero iniziando dall’Europa.

Come affermato dal nostro Presidente Maduro, «…noi figli di Bolivar, di Chávez siamo qui nel 70° anniversario della vittoria del popolo sovietico contro le truppe nazifasciste…» e anche qui a Napoli siamo presenti.

La Repubblica Bolivariana del Venezuela, è una terra di pace. Duecento anni fa, i nostri liberatori hanno levato in alto le loro spade per i diritti dei nostri popoli e per l’indipendenza di sei nazioni sudamericane. Non abbiamo mai aggredito un altro paese. Professiamo la tolleranza, il dialogo, e l’inclusione. Questo è il nostro impegno per la pace, la giustizia e il reciproco rispetto tra le nazioni.

Allo stesso tempo nella città di New York, presso la sede delle Nazioni Unite, il Venezuela ha fatto sentire la sua voce attraverso il Ministro Rafael Ramirez, per rendere omaggio ai popoli che sconfissero il fascismo nella Seconda Guerra Mondiale.

Ramirez ha affermato che «a settant’anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, notiamo con profondo dolore e preoccupazione come in vaste aree del pianeta si riproducono ideologie intolleranti e aggressive, risorge il fascismo, così come l’estremismo e l’odio motivato da ragioni religiose, etniche, politiche, nazionali o storiche. Ideologie miranti a infiammare gli spiriti e giustificare la guerra per imporre un sistema economico globalizzato ed egemonico che risulta ingiusto, predatorio e insostenibile».

Per questa ragione affermiamo che la regione latinoamericana e caraibica è una «Zona di Pace», libera dalle armi nucleari dal 1967, dove si promuove il dialogo, la solidarietà e l’unità tra popoli fratelli. Dove si promuovono sviluppo sociale e lotta contro la povertà.

Vediamo con dispiacere che la guerra che devasta importanti regioni del pianeta, il colonialismo, l’interventismo, il sostegno e il finanziamento al terrorismo come strumento per destabilizzare paesi e creare il caos con finalità economiche e geopolitiche, sono la prova tangibile che abbiamo ancora molto da fare nell’azione internazionale per superare questi problemi e raggiungere una pace sostenibile.

Nelle circostanze politiche attuali, economiche e sociali in ambito planetario, questo anniversario ha un significato speciale, viste le costanti minacce alla pace da parte del capitalismo collettivo capeggiato dagli Stati Uniti e la possibilità reale di un nuovo conflitto militare di dimensione planetaria, che sarebbe l’ultimo perché causerebbe l’estinzione dell’umanità.

Il Venezuela, patria del Comandante Hugo Chávez, ribadisce con il suo Socialismo del XXI Secolo, la volontà di voler preservare le generazioni future dal flagello della guerra.

Il Venezuela ribadisce di essere un territorio di pace, che sostiene e diffonde la Diplomazia solidale tra i popoli.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Maduro: «Con la classe operaia e il socialismo vinceremo la guerra»

Contacto-con-Maduro-número-19di Fabrizio Verde

Il dirigente bolivariano deciso a porre fine alla guerra economica e alle destabilizzazioni interne ed esterne che minacciano la pace nel paese di Bolívar e Chávez

Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha ribadito ancora una volta la ferma volontà di sconfiggere entro quest’anno la guerra economica con cui la destra, coadiuvata da Washington, cerca di destabilizzare il paese.

In diretta dal Campo di Carabobo, luogo simbolico dove fu sancita l’indipendenza del Venezuela nel 1821, dove è stato realizzato il programma ‘En contacto con Maduro, il Presidente ha affermato di fare affidamento sull’unità e l’organizzazione della classe operaia per sconfiggere i piani di destabilizzazione e completare la transizione al socialismo.

«Oggi – ha dichiarato Maduro secondo quanto riportato dall’agenzia AVN – la nostra grande battaglia di Carabobo è quella economica. Vincendola apriremo le porte ai decenni a venire. La nostra grande battaglia e la nostra grande vittoria, nel 2015, sarà quella contro la borghesia parassitaria, perché il nostro popolo ha diritto alla stabilità economica, alla tranquillità. Non permetteremo che continuino a speculare sulla pelle delle persone».

Un ruolo chiave in questa lotta spetterà alla classe operaia venezuelana: «Ho massima fiducia nei lavoratori e nelle lavoratrici. Sapranno portare avanti la Patria. Con la classe operaia, proseguendo nella costruzione del socialismo, vinceremo la guerra economica che la destra ha scatenato contro il popolo».

Riguardo alla costruzione del socialismo, Maduro ha poi spiegato: «È l’unica strada che abbiamo. Il socialismo produttivo ed efficiente è superiore a qualsiasi forma di capitalismo, in ogni ambito, da quello umano all’etico, dalla sfera politica a quella economica».

Una visione condivisa dalla stessa classe operaia venezuelana che ha recentemente presentato al capo dello stato un documento dove sono indicate misure da intraprendere per difendere la nazione dalle ingerenze interne ed esterne, oltre a ulteriori misure volte a fortificare l’economia venezuelana.

Il Venezuela, continuando sul percorso tracciato da Bolívar e Chávez, vuole tornare a essere una potenza, ma di «pace, integrazione, solidarietà, giustizia e socialismo».

Maduro ha infine invitato il popolo venezuelano a continuare la battaglia affinché il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ritiri il decreto dove il Venezuela viene indicato come una «minaccia inusuale» per la sicurezza nazionale del suo paese. Una campagna che ha portato in Venezuela un’incredibile ondata di solidarietà proveniente da ogni angolo del globo terrestre. Per Barack Obama si è trattato di una mossa volta evidentemente a destabilizzare il Venezuela, tramutatasi però in un boomerang capace di mostrare quanto gli Stati Uniti siano isolati nel continente americano. 

L’alleanza America Latina, Asia e Africa è fondamentale per i popoli

Arreaza-Cumbre-Asia-África-en-Indonesiada portalalba.org

Invitato al Vertice Asia-Africa, tenutosi nella città di Bandung in Indonesia, il Vicepresidente Esecutivo del Venezuela, Jorge Arreaza, ha ribadito quanto sia necessaria e indispensabile tra Asia, Africa e i paesi dell’America Latina, al fine di rovesciare l’imperialismo e porre fine al sistema unipolare.

«L’alleanza tra Asia, Africa e America Latina, oggi, non è solo necessaria, è indispensabile. Dal Sud, noi determineremo il futuro, in libertà, dei popoli del mondo. Dal Sud, con i popoli del Sud, dai popoli del Sud e per i popoli del Sud e di tutto il mondo. Oggi, dobbiamo unirci più che mai», ha spiegato ai microfoni dell’emittente di stato Venezolana de Televisión.

Il Vicepresidente Esecutivo ha evidenziato che il Comandante Hugo Chávez sin dal suo arrivo al potere, nel 1999, si pose come obiettivo il consolidamento dell’alleanza dei paesi asiatici e africani con l’America Latina, per combattere le battaglie imposte dall’imperialismo.

«Oggi non si tratta, come allora, solamente di non essere allineati ad una potenza e nel suo ambito di influenza. Oggi la sfida è molto più grande (…). Si tratta di non allinearsi all’ingiustizia, non allinearsi alle guerre, al mancato rispetto del diritto internazionale, di non essere allineati e combattere il neocolonialismo, in tutte le sue forme, combattere la fame, si tratta di non allinearsi alla discriminazione e al dominio in tutte le sue forme», ha spiegato Arreaza.

Al contempo, ha fatto appello ad utilizzare la giustizia come uno strumento fondamentale per combattere il nuovo colonialismo e l’imperialismo, che tentano di utilizzare l’attuale sistema politico ed economico per mantenere il dominio sui popoli e i governi progressisti.

DI fronte a queste potenze imperialiste, i paesi e i popoli devono essere «coscienti dei loro doveri, (dei) pericoli insiti in questa situazione, dei sacrifici economici e politici che non possono mai marciare separati, devono formare un grande blocco compatto, che a sua volta possa aiutare nuovi paesi a liberarsi dal potere politico ed economico imperialista», ha affermato Arreaza, citando il Comandante della Rivoluzione cubana Ernesto ‘Che’ Guevara.

In una trasmissione di VTV, Arreaza ha ribadito la solidarietà del Venezuela con la Palestina, che si trova ad affrontare le politiche espansionistiche del governo israeliano, che ha costretto all’esilio forzato almeno due milioni di palestinesi, il cui paese è stato ridotto al 12% del suo territorio storico, che oggi comprende la Striscia di Gaza e la Cisgiordania.

Il Vicepresidente Esecutivo ha infine invitato i capi di Stato del Movimento dei Paesi Non Allineati a la Isla de Margarita, tra il 27 di settembre e il 2 di ottobre, per partecipare al prossimo Vertice dell’organizzazione, che si terrà per la prima volta in Venezuela.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Maduro: «Nel XXI secolo gridiamo Indipendenza per sempre!»

Nicolás-Maduro1da psuv.org.ve

A 205 anni della dichiarazione d’indipendenza, il popolo è saldamente deciso a essere libero per sempre, orgoglioso della patria e di essere latinoamericano, ha sottolineato il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, nel corso di una cerimonia di consegna di alloggi, in quel di Catia, Caracas.

«Il 19 aprile è una data che dice molto, 205 anni fa i padri fondatori della nostra grande patria mossero il primo passo, con lo stesso grido di battaglia: indipendenza o niente, e oggi nel XXI secolo: indipendenza per sempre. Indipendenti, degni, sovrani, orgogliosi della nostra cultura, della nostra nazionalità, della nostra identità, dell’amore che proviamo per quello che siamo, americani del sud», ha sottolineato il presidente, in una trasmissione dell’emittente Venezolana de Televisión.

Il Capo dello Stato ha poi ricordato di aver giurato come Presidente della Repubblica esattamente due anni fa, quando si è solennemente impegnato a difendere l’indipendenza, la Costituzione e il popolo.

«Posso dire oggi, due anni dopo: ho compiuto il mio giuramento, ma tuttavia c’è ancora molto da fare. Nessuno ci ha fermato e posso anche dire che abbiamo raccolto l’eredità del Comandante Chávez, che a sua volta aveva raccolto quella del Libertador Simón Bolívar».

Il Presidente ha infine sottolineato il coraggio e la forza del popolo venezuelano, uscito vittorioso dallo scontro con settori della destra nazionale, il cui obiettivo era quello di far deragliare la Rivoluzione Bolivariana.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Venezuela: alloggi pubblici per il 40% della popolazione entro il 2019

gmvv_arribo_a_trescientas_mil_casas_entregadasda Telesur

Gran Misión Vivienda è parte integrante del progetto di costruzione delle città in stile socialista

Quasi la metà della popolazione del Venezuela vivrà in un alloggio gratuito o a basso costo fornito dal governo entro la fine del decennio, secondo quanto illustrato dal ministro venezuelano per la Pianificazione Ricardo Menendez.

Il rapido sviluppo dell’edilizia residenziale pubblica ha spinto il governo a creare un comitato di alto livello incaricato di studiare nel lungo termine la creazione di città in stile socialista.

Menendez ha spiegato: «Entro il 2019, avremo il 40% della popolazione che vivrà in alloggi Gran Misión Vivienda (GMV), un’occasione d’oro…per ridisegnare il concetto di città».

Il ministro ha argomentato che una pianificazione urbana d’ispirazione socialista dovrebbe mirare a massimizzare l’accesso agli spazi pubblici come i parchi, e al contempo ridurre la congestione del traffico.

«Vogliamo collegare tutto quello che abbiamo finora realizzato – ha dichiarato il ministro – e sviluppare una nuova dottrina per la costruzione di una città socialista».

Una delle priorità del governo nella pianificazione delle città sarà quella di migliorare l’assegnazione delle case costruite nell’ambito della Gran Misión Vivienda. La missione è stata lanciata per fornire alloggi ai venezuelani che persero le loro case nelle devastanti inondazioni verificatesi nel 2010.

Tuttavia, da allora la Gran Misión Vivienda è stata ampliata per offrire alloggi a basso costo ad una fetta più ampia di popolazione. Nel 2011, l’allora presidente Hugo Chavez ha spiegato che la missione sarebbe stata utilizzata per ripagare il ‘debito sociale’ lasciato dai precedenti governi che non sono stati in grado di fornire alloggi di qualità a tutti i venezuelani. Negli ultimi quattro anni nell’ambito della missione sono state assegnate oltre 642.000 abitazioni – principalmente ai poveri. Le case possono essere gratis, o a basso costo, a seconda dei mezzi di sostentamento su cui possono contare i potenziali proprietari.

Menendez ha spiegato che il successo della Gran Misión Vivienda dimostra che la pianificazione urbana socialista è un’alternativa valida e concreta allo status-quo capitalista.

«La città socialista non è un’idea astratta, ma un modello per edificare una società migliore».

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

A. Chávez: «Se sarà necessario prendere le armi lo faremo»

Adán-Chávez-e1425997231103-540x402da psuv.org.ve

Dalla tribuna antimperialista che si è tenuta nel municipio Pedraza de Barinas, nell’ambito delle attività sviluppate per commemorare i due anni dalla ‘siembra’ di Hugo Chávez, il leader della Rivoluzione nella regione Los Llanos, Adán Chávez, ha affermato che «nessun impero ci può intimidire con le sue minacce. Se ci toccherà prendere le armi per difendere la Rivoluzione, lo faremo».

In riferimento alle ultime dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, che ha definito il Venezuela una minaccia per la sicurezza del suo paese.

“Noi non siamo soli – ha affermato il dirigente nazionale – nel nostro continente e oltre, possiamo contare sull’appoggio di molti paesi fratelli. Lo hanno dimostrato in diversi momenti della nostra storia rivoluzionaria e questa non sarà l’eccezione”.

Ha inoltre sottolineato che l’avanguardia rivoluzionaria, sarà in prima linea per difendere l’indipendenza e la sovranità del Venezuela.

Il governo bolivariano insieme al popolo venezuelano, ha poi aggiunto l’esponente del Psuv, vuole portare avanti il processo socialista in pace, «ma siamo pronti a difendere l’eredità del Gigante Chávez, la nostra eredità, su qualunque terreno sarà necessario». 

Chávez ha chiamato tutti i chavisti a scendere in piazza per difendere il territorio venezuelano: «Vorrebbero mostrare all’opinione pubblica mondiale che siamo un paese di terroristi. Sì, siamo una minaccia per loro, ma esclusivamente perché vogliamo continuare, in pace, a difendere quello che ci appartiene. Perché siamo un popolo libero, sovrano, cosciente e indipendente. Loro invece sono una reale minaccia per il mondo intero perché sono abituati a bombardare paesi, uccidere anziani, bambini e intere popolazioni».

Il dirigente bolivariano ha concluso con un’importante indicazione: se maggiore sarà l’unità, la coscienza e l’organizzazione rivoluzionaria, per l’impero sarà molto complicato concretizzare le sue pretese d’invasione e dominazione.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione a cura di Fabrizio Verde]

Al Mayadeen inaugura il suo sito in spagnolo nel ricordo di Hugo Chávez

da al mayadeen

Lo scorso 5 marzo, in ricordo della scomparsi fisica del Comandante Hugo Chávez, l’emittente araba, Al Mayadeen, ha inaugurato il suo sito in lingua spagnola.

Al Mayadeen, è un canale Tv con sede in Libano, creato dal giornalista Ghassan Ben Jeddou l’11 giugno del 2012. Jeddou si era dimesso il 22 aprile del 2011, dalla Tv del Qatar, Al Jazeera, per la mancanza di professionalità ed obiettività nel riportare gli eventi in Libia, Siria e Yemen, ignorando le proteste in Bahrein.

Ben Jeddou, in un’intervista a Prensa Latina ha osservato che «il 5 marzo è un giorno triste per chi ha amato il leader bolivariano,  ma il lancio del sito digitale, in questo giorno, è un messaggio di fedeltà al patrimonio che ci ha lasciato». Ed ha aggiunto: «Potevano scegliere un altro (giorno), ma abbiamo voluto scegliere un giorno di resistenza, nuove sfide continuano fedeli alle idee che ci lasciato Chavez». Dopo il lancio del sito in lingua spagnola, il direttore di Al Mayadenn ha annunciato, a breve, l’apertura di un portale in lingua inglese. Inoltre, ha annunciato che l’emittente si pone l’obiettivo di unire il pubblico arabo e dell’America Latina con un linguaggio che ha definito attraente e vitale.

Ben Jeddou ha lamentato la distanza tra le due regioni, nonostante il gran numero di emigranti arabi e dei loro discendenti che vivono in America Latina e ha ritenuto necessario lanciare il progetto per contrastare la visione negativa che trasmettono le agenzie di stampa occidentali. Il sito è attivo dal 5 marzo incluso l’aggiornamento minuto per minuto dell’ agenzia di stampa Prensa Latina, con la quale Al-Mayadeen ha firmato un accordo di cooperazione che consente di utilizzare le informazioni con il dovuto credito. Ben Jeddou ha ricordato che «Prensa da un anno è presente sul nostro sito web inizia e sfruttiamo a loro esperienza e l’approccio di successo. Ci sono interessanti materiali che riceviamo dall’America Latina e lo traduciamo per immetterlo sul sito in arabo. Inoltre, Il Direttore di Al Mayadeen è intenzionato ad offire più spazio per mostrare la realtà di mondo arabo, l’opinione degli scrittori latinoamericani e dei Caraibi, dei pensatori arabi, così come ai temi culturali e alle sezioni artistiche. Una delle sezioni promuoverà la Rete Internazionale dei Media in difesa dell’Umanità, un progetto di impegno professionale e politico per le cause nobili del pianeta che ha abbracciato Al-Mayadeen durante la prima convention di radio e televisione a L’Avana nel 2013.

«Ci stiamo aprendo (in America Latina) per accedere e raggiungere tutti, ma senza nascondere la nostra identità politica. L’apertura non significa in alcun modo perdere le nostre caratteristiche e i nostri principi politici, i nostri valori. Li difenderemo», ha precisato Ben Jeddou, ricordando che al-Mayadeen è la prima emittente TV araba che ha assunto come proprie le cause dei popoli dell’America Latina, in particolare, nei paesi con governi e processi rivoluzionari e progressisti, ed è stato un luogo di denuncia dei complotti contro il  Venezuela. A tal proposito, Ben Jeddou ha menzionato Cuba e in questo senso il voto delle Nazioni Unite contro il blocco economico, il ritorno all’isola caraibica dei cinque incarcerati negli Stati Uniti e, più recentemente, il tentativo di colpo di stato contro il presidente venezuelano Nicolas Maduro, e le minacce di attacco a TeleSur.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

"En Tiempos de Guarimba"

Conoce a quienes te quieren dirigir

La Covacha Roja

Donde encontramos ideas avanzadas

Pensamiento Nuestro Americano

Articulando Luchas, Cultivando Resistencias

RE-EVOLUCIÓN

Combatiendo al neofascismo internacional

Comitè Antiimperialista

Contra les agressions imperialistes i amb la lluita dels pobles per la seva sobirania

SLAVYANGRAD.es

Nuestra ira no tiene limites. (c) V. M. Molotov

Auca en Cayo Hueso

Just another WordPress.com site

Gli Appunti del Paz83

Internet non accende le rivoluzioni, ma aiuta a vincerle - Il Blog di Matteo Castellani Tarabini

Sociología crítica

Articulos y textos para debate y análisis de la realidad social

Hugo Chavez Front - Canada

Get to know what's really going on in Venezuela

Revista Nuestra América

Análisis, política y cultura

Avanzada Popular

Colectivo Avanzada Popular

Leonardo Boff

O site recolhe os artigos que escrevo semanalmente e de alguns outros que considero notáveis.Os temas são ética,ecologia,política e espiritualidade.

Vientos del Este

Actualidad, cultura, historia y curiosidades sobre Europa del Este

My Blog

Just another WordPress.com site

Festival delle idee politiche

Rassegna annuale di teorie politiche e pratiche della partecipazione civile

Far di Conto

Piccoli numeri e liberi pensieri

Miradas desde Nuestra América

Otro Mundo es Posible, Necesario, Urgente. Desde la provincia chilena

Como te iba contando

Bla bla bla bla...

Coordinadora Simón Bolívar

¡Bolívar vive la lucha sigue!

LaDu

Laboratorio di Degustazione Urbana

il Blog di Daniele Barbieri & altr*

"Per conquistare un futuro bisogna prima sognarlo" (Marge Piercy)

KFA Italia - notizie e attività

notizie dalla Corea Popolare e dalla Korean Friendship Association

KFA Euskal Herria

Korearekiko Laguntasun Elkartea | Korean Friendship Association

ULTIMOTEATRO.PRODUZIONIINCIVILI

Nuova Drammaturgia del Contemporaneo

Sociales en PDF

Libro de sociales en formato digital.

matricola7047

Notes de lectura i altres informacions del seminari sobre el Quaderns de la Presó d'Antonio Gramsci ( Associació Cultural Espai Marx)

Centro Cultural Tina Modotti Caracas

Promoción de la cultura y arte Hispanoamericana e Italiana. Enseñanza y educaciòn.

Racconti di quasi amore

a costo di apparire ridicolo

Ex UAGDC

Documentazioni "Un altro genere di comunicazione"

Esercizi spirituali per signorine

per un'educazione di sani principi e insane fini

JoséPulido

La página del escritor venezolano

Donne in rosso

foglio dell'ADoC (Assemblea delle donne comuniste)

Conferenza Mondiale delle Donne - Caracas 2011

Just another WordPress.com site

críticaypunto

expresamos la verdad

NapoliNoWar

(sito momentaneamente inattivo)

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: