E l’Europa dei popoli…

GreeceEuropeAusterda Marx21.it

La situazione che si sviluppa in seno all’UE e all’euro, con l’approfondimento della loro crisi e con le differenti sue manifestazioni, in particolare in Portogallo e in Grecia, sta rivelando ciò che pochi anni fa alcuni giudicavano impensabile: la messa in discussione e il rifiuto, su scala di massa, della politica e del processo di integrazione capitalista dell’UE.

Un fatto tanto più importante in quanto si manifesta come processo di resistenza nei confronti dell’impressionante campagna ideologica che si sviluppa da decenni, destinata a presentare l’UE come il “paradiso in terra” e qualcosa di irreversibile. La frode della politica di coesione economica e sociale; la mistificazione in merito ai fondi comunitari; l’illusione della convergenza reale; il mito del progetto “democratico”; la fallacia della “casa comune”; il discredito in cui è caduta la parola solidarietà non appena alcuni dirigenti dell’UE la pronunciano. In verità, aumenta sempre di più il fosso che separa la propaganda e la realtà con la quale milioni di uomini e donne si confrontano e, soprattutto, aumenta la coscienza collettiva di tale fatto.
La risposta dei lavoratori e dei popoli alla brutale offensiva che è stata scatenata dopo il 2008 è stata di lotta e combattività. Impressionanti manifestazioni di massa, scioperi, migliaia di lotte tanto diverse, hanno spazzato il continente europeo negli ultimi anni appropriandosi sempre più nel loro contenuto della necessità di un rifiuto dell’Europa del grande capitale e dell’affermazione del diritto sovrano di ogni popolo di decidere del suo futuro.

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Venezuela: il reddito dei lavoratori in continuo rialzo dal 1999

b72e0b57-a2c1-4e83-b9f8-1e3bb04bf786_0da avn.info.ve

Il salario minimo legale dei lavoratori venezuelani si mantiene l’88% oltre l’inflazione, secondo quanto spiegato dall’analista economico Jose Gregorio Piña.

«Questo proiettando l’inflazione fino a luglio 2015» ha dichiarato in un’intervista rilasciata al programma ‘El Desayuno’, trasmesso dall’emittente Venezolana de Televisión.

Ha poi aggiunto che il potere d’acquisto dei lavoratori è in continuo rialzo dal 1999 grazie alle politiche messe in atto dal governo bolivariano.

Il salario minimo legale per i lavoratori quest’anno supererà 9.800 bolivares al mese: è composto dal salario minimo, di 7.421,66 bolívares a partire dal 1 luglio, e dal bouns previsto della Ley de Alimentación, che varia dai 2.250 ai 3.375 bolívares mensili.

Al contempo, Piña ha spiegato che la proposta della destra di dollarizzazione dell’economia venezuelane è contraria alle disposizioni della Costituzione Bolivariana.

«Si tratta di agenti politici a libro paga degli organismi dell’impero che cercano di promuovere questa misura inutile, in quanto parte del piano di destabilizzazione della nazione».

Piña ha ricordato che la legge venezuelana vieta la commercializzazione di beni e servizi all’interno del paese in valuta estera anche se è permessa l’importazione di alcuni beni che si scambiano nella valuta corrispondente.

L’analista economico ha infine evidenziato l’importanza di strumenti che permettono il commercio internazionale di beni e servizi in bolívares, evitando così l’utilizzo dei dollari, come il Sistema Unitario di Compensazione Regionale (Sucre), che è un meccanismo attraverso il quale vengono effettuate le operazioni commerciali con le nazioni aderenti all’Alternativa Bolivariana para Nuestra America (Alba).

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Venezuela: decretato aumento del 30% per salari e pensioni

presidente0205151da laiguana.tv

Con l’aumento del 30% al salario minimo decretato venerdì 1 maggio dal Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, la variazione di tale indice si attesta al 52% rispetto al dato registrato all’inizio di quest’anno.

Bisogna ricordare che il salario minimo è stato incrementato del 15% nello scorso mese di novembre, aumento entrato in vigore a dicembre, che ha portato i salari a quota 4.889,11 bolívares. Successivamente, nel mese di febbraio, si è stabilito un ulteriore aumento del 20%.

Dopo l’annuncio del presidente, il salario minimo mensile ricevuto dai lavoratori sarà di 7.421,6 bolívares, il che significa un aumento del 52% in appena un semestre.

L’incremento, come annunciato da Maduro, sarà scaglionato in due tranches: il 20% a partire dal 1 di maggio, e il restante 10% nel mese di luglio. Vale a dire, un salario di 6.746,97 bolívares a maggio, mentre nel mese di luglio la cifra sarà di 7.421,6 bolívares. A questi aumenti deve essere aggiunta la quota riguardante i buoni alimentari, che oscilla tra i 2.300 e i 3.375 bolívares.

La difesa della classe lavoratrice da parte del governo bolivariano, guidato da Nicolás Maduro, si traduce in cifre concrete.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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Maduro: «Con la classe operaia e il socialismo vinceremo la guerra»

Contacto-con-Maduro-número-19di Fabrizio Verde

Il dirigente bolivariano deciso a porre fine alla guerra economica e alle destabilizzazioni interne ed esterne che minacciano la pace nel paese di Bolívar e Chávez

Il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, ha ribadito ancora una volta la ferma volontà di sconfiggere entro quest’anno la guerra economica con cui la destra, coadiuvata da Washington, cerca di destabilizzare il paese.

In diretta dal Campo di Carabobo, luogo simbolico dove fu sancita l’indipendenza del Venezuela nel 1821, dove è stato realizzato il programma ‘En contacto con Maduro, il Presidente ha affermato di fare affidamento sull’unità e l’organizzazione della classe operaia per sconfiggere i piani di destabilizzazione e completare la transizione al socialismo.

«Oggi – ha dichiarato Maduro secondo quanto riportato dall’agenzia AVN – la nostra grande battaglia di Carabobo è quella economica. Vincendola apriremo le porte ai decenni a venire. La nostra grande battaglia e la nostra grande vittoria, nel 2015, sarà quella contro la borghesia parassitaria, perché il nostro popolo ha diritto alla stabilità economica, alla tranquillità. Non permetteremo che continuino a speculare sulla pelle delle persone».

Un ruolo chiave in questa lotta spetterà alla classe operaia venezuelana: «Ho massima fiducia nei lavoratori e nelle lavoratrici. Sapranno portare avanti la Patria. Con la classe operaia, proseguendo nella costruzione del socialismo, vinceremo la guerra economica che la destra ha scatenato contro il popolo».

Riguardo alla costruzione del socialismo, Maduro ha poi spiegato: «È l’unica strada che abbiamo. Il socialismo produttivo ed efficiente è superiore a qualsiasi forma di capitalismo, in ogni ambito, da quello umano all’etico, dalla sfera politica a quella economica».

Una visione condivisa dalla stessa classe operaia venezuelana che ha recentemente presentato al capo dello stato un documento dove sono indicate misure da intraprendere per difendere la nazione dalle ingerenze interne ed esterne, oltre a ulteriori misure volte a fortificare l’economia venezuelana.

Il Venezuela, continuando sul percorso tracciato da Bolívar e Chávez, vuole tornare a essere una potenza, ma di «pace, integrazione, solidarietà, giustizia e socialismo».

Maduro ha infine invitato il popolo venezuelano a continuare la battaglia affinché il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ritiri il decreto dove il Venezuela viene indicato come una «minaccia inusuale» per la sicurezza nazionale del suo paese. Una campagna che ha portato in Venezuela un’incredibile ondata di solidarietà proveniente da ogni angolo del globo terrestre. Per Barack Obama si è trattato di una mossa volta evidentemente a destabilizzare il Venezuela, tramutatasi però in un boomerang capace di mostrare quanto gli Stati Uniti siano isolati nel continente americano. 

La classe operaia pronta ad assumere il controllo dei centri produttivi

Milizia Operaia Bolivariana

Milizia Operaia Bolivariana

da ciudadccs.info

La classe operaia assicurerà il controllo sui posti di lavoro e il funzionamento delle aree produttive di fronte a qualsiasi tentativo di colpo di stato o atto destabilizzatore contro il Venezuela, ha affermato il vicepresidente della Central Bolivariana Socialista de Trabajadores (CBST), Carlos López. Intervistato nel programma Sin Coba, trasmesso dall’emittente Venezolana de Televisión, il sindacalista ha spiegato che eventuali azioni golpiste non avranno alcuna possibilità di paralizzare le attività degli operai e dei luoghi di lavoro.

«Tutta la base della CBST è preparata per affrontare qualsiasi tipo di sabotaggio. Se si dovesse verificare un tentativo violento di abbattere la Rivoluzione, la classe operaia è pronta ad assumere il controllo completo di tutti i centri di produzione».

Il sindacalista ha ricordato che la maggior parte degli atti di sabotaggio sono rivolti contro le infrastrutture elettriche, così come contro gli impianti petroliferi, raffinerie, oleodotti, porti e strutture di comunicazione.

Ha sottolineato, inoltre, che la Central Bolivariana Socialista de Trabajadores insieme alla Milicia Bolivariana forma i corpi combattenti della classe operaia nelle aree d’interesse della patria, tra cui, l’elettricità, il petrolio e le comunicazioni.

López ha poi ricordato che i lavoratori sono attivi nella lotta contro la guerra economica, condotta dalla destra per generare destabilizzazione e caos nel paese.

«C’è un gran lavoro che stiamo portando avanti tra la base dei lavoratori – ha aggiunto López – ed è quello di rendere sempre più visibile il nemico della Rivoluzione Bolivariana e di tutti i popoli del mondo».

Giovedì, il presidente Nicolás Maduro, ha denunciato un nuovo tentativo di colpo di stato contro il suo governo e il popolo del Venezuela.

In questo tentativo di colpo di Stato è coinvolto un piccolo gruppo di ufficiali dell’aviazione militare e civile, sostenuto dal governo degli Stati Uniti.

L’azione incostituzionale, che prevedeva di attaccare per via aerea le istituzioni della nazione ubicate a Caracas, è stata sbaragliata.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

Maduro ha annunciato aumenti salariali del 15%

Mensaje-anual-del-presidente-Nicolas-Maduroda Correo del Orinoco

Il capo dello stato ha sottolineato che l’aumento sarà applicato alle varie scale salariali dei lavoratori e delle lavoratrici

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha annunciato un aumento salariale del 15% che sarà effettivo dal prossimo 1° di febbraio. Un incremento che include il salario minimo, le diverse scale salariali dei lavoratori e le pensioni di vecchiaia.

«Non incrementeremo solo il salario minimo» ha chiarito la massima autorità nazionale in occasione della cerimonia di presentazione della relazione annuale 2014, tenutasi presso la sede dell’Assemblea Nazionale.

«Quest’anno cominciamo ad aumentare gli stipendi in anticipo rispetto al primo di maggio – ha sottolienato il capo dello stato – e lo facciamo incrementando i salari di tutti i lavoratori e le pensioni dei nostri vecchietti del 15% dal primo di febbraio».

Il presidente ha poi spiegato che questo aumento dei salari, che andrà a incrementare anche le pensioni, rappresenta un investimento complessivo di 49 mila 703 milioni di bolívares.

Dopo aver firmato l’approvazione delle risorse, Maduro ha assicurato che al fine di proteggere il reddito delle famiglie venezuelane èstato fissato l’obiettivo di includere 300mila nuove pensioni ai piani della Gran Misión Hogares de la Patria. «Attiveremo un bonus salute per i pensionati che sarà disponibile attraverso la propria carta di debito».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Caracas: nasce il banco popolare della classe operaia

da correodelorinoco.gob.ve

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Maduro, ha approvato la proposta di convertire il Banco Bicentenario in Banco Popolare di sviluppo della classe operaia.

«Procederò col convertire il baco Bicentenario nella Banca della classe operaia venezuelana, con le 536 agenzie e tutto il loro potere economico. Sarà la banca della classe operaia», ha annunciato durante l’installazione della Commissione per discutere di contrattazione collettiva per i lavoratori pubblici, che si tiene presso il Palazzo di Miraflores a Caracas.

Il presidente ha detto che la nuova istituzione finanziaria fornirà servizi finanziari per le famiglie dei lavoratori, come è successo con la creazione della Banca della Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB), che lavora per sostenere i militari.

Ha spiegato che la Banca Bicentenaria della classe operaia venezuelana, fornirà vari servizi per pagare il risparmio dei lavoratori, estendere il credito a imprese produttive e promuovere il risparmio per i bambini e per le bambine con il piano familiare del salvadanaio della famiglia, che sarà lanciato il prossimo mercoledì.

Il presidente ha anche detto che sarà istituito un sostegno speciale «per allungare e accelerare i prestiti alle Politiche abitative che a volte sono eterni.»

Ha dichiarato che si tratta di «un sostegno non solo per ciò che spetta di diritto, ma sempre con un supporto extra, il socialismo è così, per l’equa distribuzione della ricchezza, per la felicità sociale degli esseri umani nel nostro paese».

Infine, il Dignitario Nazionale ha riferito che nei prossimi giorni, si terrà il Congresso Nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori, e alla cerimonia di chiusura si aprirà il Consiglio di Presidenza del governo della classe operaia venezuelana.

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Hilal, Partito Baath: La classe operaia siriana fondamentale nella vittoria

da sana.sy

Intervenendo al Consiglio Generale della Federazione dei sindacati dei lavoratori, il Segretario Regionale del partito Arabo Socialista Baath, Hilal Hilal, ha dichiarato che la classe operaia in Siria, ha compiuto sacrifici e sforzi tali durante la crisi, da diventare, a fianco dell’esercito e delle forze armate, essenziale nella vittoria e nell’affrontare la cospirazione che ha colpito il paese.

Il compagno Hilal ha sottolineato il ruolo dei lavoratori nel ritorno alla vita normale in diversi settori, lontani dal guadagnare introiti personali.

Ha ribadito che la forza dei lavoratori siriani ha dimostrato a tutto il mondo il loro impegno per il paese e la loro fedeltà alla leadership del presidente Bashar al-Assad.

Hilal, infine, ha precisato che la Siria, nonostante la guerra universale lanciata contro di essa, non rinuncerà alla resistenza e resterà il suo grande sforzo per affrontare l’entità sionista usurpatrice.

[Traduzione dal francese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

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