La CIA spende miliardi di dollari per rovesciare Assad

da hispantv

Il programma segreto della CIA in Siria per rovesciare il governo del presidente Bashar al-Assad costa miliardi di dollari ogni anno agli Stati Uniti. Lo ha riferito il Washington Post.

In un rapporto pubblicato sabato scorso, sulla base di documenti rilasciati dall’ex analista dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale (NSA) Edward Snowden, il giornale statunitense ha sottolineato che questa spesa rappresenta un quindicesimo del bilancio totale della CIA.

Il giornale aggiunge che la CIA ha addestrato ed equipaggiato circa 10.000 uomini in Siria negli ultimi anni, il che significa che l’Agenzia sta spendendo circa 100.000 dollari l’anno per ciascuno dei terroristi coinvolti nel programma.

Secondo il documento, una gran parte dei fondi che sono stati stanziati dalla CIA riguardano: i campi segreti di addestramento per i terroristi organizzati  in Giordania, la raccolta di informazioni, l’assistenza e la guida delle operazioni dell’opposizione armata siriana e la gestione di una rete per l’invio di terroristi, munizioni e armi in Siria.

D’altra parte, si afferma che, poiché la CIA non è riuscita a rovesciare il governo di Damasco, il Congresso degli Stati Uniti ha deciso di ridurre fino al 20% il finanziamento di questo programma costoso.

I tagli al programma della CIA sono parte di un disegno di legge di spesa preliminare per l’intelligence che dovrà essere sottoposta a votazione la prossima settimana alla Camera dei Rappresentanti.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Capote: «Sono stato un agente cubano infiltrato nella Cia»

raul-razones-de-cubaIntervista. Raul Capote: «la mia doppia vita di reclutato dall’agenzia per la sovversione a Cuba»

di Geraldina Colotti – il manifesto

29mag2015.- «Venni reclu­tato dalla Cia per pre­pa­rare la sov­ver­sione politico-ideologica con­tro il mio paese». Il pro­fes­sor Raul Capote comin­cia così il suo rac­conto al mani­fe­sto. In mano ha il libro «Un altro agente all’Avana», appena pub­bli­cato in Ita­lia da Zam­bon. Un’ampia scheda di Ales­san­dro Pagani, il cura­tore, rica­pi­tola ter­mini e tappe della «guerra psi­co­lo­gica degli Stati uniti con­tro Cuba». L’introduzione di Ser­gio Mari­noni, pre­si­dente dell’Associazione nazio­nale di ami­ci­zia Italia-Cuba, trac­cia la mappa delle prin­ci­pali «con­tro­mosse» messe in campo dal governo cubano per parare i colpi. Il primo a met­tere in gioco la sua vita per infil­trarsi tra i gruppi anti­ca­stri­sti, fu Alberto Del­gado y Del­gado, nella prima metà degli anni ’60. Del­gado venne sco­perto dai ban­di­dos che lo tor­tu­ra­rono sel­vag­gia­mente prima di impic­carlo a un albero vicino a Tri­ni­dad e la sua sto­ria è rac­con­tata in un film del 1973, «El hom­bre de Mai­si­nicu». Capote, il primo cubano a infil­trarsi nella Cia, ha rischiato la vita molte volte, ma è ancora qui, a rac­con­tare quella sto­ria anche in Ita­lia, in un giro di pre­sen­ta­zioni che lo ha por­tato a Roma, dove lo abbiamo incontrato.

Com’è comin­ciata la sua avventura?

Ero un gio­vane scrit­tore spe­ri­men­tale, docente uni­ver­si­ta­rio, impe­gnato nell’Unione nazio­nale degli scrit­tori e degli arti­sti di Cuba. La Cia mi ha con­tat­tato per lavo­rare a un pro­getto chia­mato Gene­sis, diretto soprat­tutto ai gio­vani uni­ver­si­tari cubani. Si pro­po­neva di for­mare i lea­der «del cam­bio» e creare una orga­niz­za­zione di falsa sini­stra che in un futuro avrebbe dovuto pre­di­sporre il cam­bia­mento poli­tico nel paese. Per la Cia, ero l’agente Pablo, per il governo cubano, ero Daniel.

Ero e sono un comu­ni­sta fedele ai suoi ideali, uno dei tanti cubani che amano il pro­prio paese. Vivere una dop­pia vita non è facile senza una con­vin­zione pro­fonda: quando ti sba­gli o ti attac­cano o vogliono com­prarti, sei solo e l’unica tua arma è la moti­va­zione. Ho fatto il mio dovere fino al giorno in cui avrei dovuto com­piere atten­tati e il mio governo ha deciso di rive­lare pub­bli­ca­mente l’operazione.

Negli ultimi incon­tri tra rap­pre­sen­tanze Usa e quelle di Cuba, una gior­na­li­sta ha chie­sto alla dele­ga­zione sta­tu­ni­tense se Washing­ton modi­fi­cherà la sua stra­te­gia di inge­renza per pro­muo­vere “la tran­si­zione” a Cuba ora che sono riprese le rela­zioni tra i due governi. Le è stato rispo­sto che, in sostanza, l’obiettivo resta il mede­simo. Lei che ne pensa? E il suo libro è ancora attuale?

Quel che descrive il libro resta ancora molto attuale. L’attuale stra­te­gia di smart power degli Usa — san­zioni da una parte e dia­logo dall’altra, che ora stiamo vedendo nei con­fronti del Vene­zuela — si può rias­su­mere nel pro­po­sito di distrug­gere la rivo­lu­zione cubana seguendo altri metodi, con­si­de­rati più effi­caci di quelli più mar­ca­ta­mente aggres­sivi impie­gati durante la guerra al «peri­colo rosso»: for­mando, alle­nando, finan­ziando lea­der per il cam­bia­mento, infil­trando o creando gruppi alter­na­tivi finan­ziati dalle agen­zie gover­na­tive sta­tu­ni­tensi. Tutto que­sto all’insegna di rela­zioni nor­mali tra i due paesi che con­sen­tano di agire a Cuba in un con­te­sto di legalità.

Que­sti erano gli obiet­tivi del pro­getto Gene­sis. Gli Usa hanno dovuto pren­dere atto del loro fal­li­mento: per 56 anni hanno ten­tato di met­tere in ginoc­chio Cuba pren­den­doci per fame, allet­tando il popolo con ogni tipo di biso­gno indotto affin­ché si sol­le­vasse con­tro la sua rivo­lu­zione. Tut­ta­via, né l’aggressione mili­tare, né il ter­ro­ri­smo, né la guerra bio­lo­gica, né il blocco eco­no­mico hanno pie­gato Cuba. Per que­sto, ora ricor­rono alla poli­tica del buon vici­nato. Cre­dono che, rista­bi­lendo le rela­zioni diplo­ma­ti­che, togliendo pro­gres­si­va­mente il blo­queo pos­sano vin­cere: attra­verso una intensa guerra cul­tu­rale, semi­nando nell’isola i valori del capi­ta­li­smo, impa­dro­nen­dosi della nostra eco­no­mia, cor­rom­pendo fun­zio­nari, impre­sari, mili­tari e poli­tici. In pochi anni, con un pro­cesso sot­tile ma inar­re­sta­bile, senza che pos­siamo accor­ger­cene, Cuba ritor­ne­rebbe al capitalismo.

I più insi­diosi com­plici delle scelte neo­li­be­ri­ste o mode­rate dei governi euro­pei sono gli intel­let­tuali. Lei rac­conta nel libro la dif­fi­coltà per resi­stere a quelle sirene quand’era un gio­vane e ambi­zioso scrit­tore. I gio­vani cubani sono più espo­sti di quelli della sua generazione?

Non credo, anzi. I gio­vani cubani sono molto più pre­pa­rati, cono­scono i modelli occi­den­tali, hanno una cul­tura gene­rale supe­riore alla nostra, un impe­gno grande con il socia­li­smo cubano e hanno modo di fre­quen­tare i nostri nemici più di noi. Il fatto che Cuba abbia un livello di cul­tura gene­rale molto più ele­vato rispetto a quello di altri paesi della regione e a quello di molti paesi del mondo svi­lup­pato, non è da sottovalutare.

La prima grande opera della rivo­lu­zione è stata quella di ele­vare l’educazione e la cul­tura del popolo e que­sto ha dato i suoi frutti. Cuba ha un pro­getto cul­tu­rale alter­na­tivo e ecce­dente la cul­tura glo­bale del capitalismo.

Difen­dere que­sto pro­getto richiede uomini e donne for­mati in que­sta cul­tura dif­fe­rente, capaci di andare in qual­siasi parte del mondo a edu­care, a curare, a costruire, a sal­vare vite umane come fanno i nipo­tini della rivo­lu­zione in Africa, in Vene­zuela, in Bra­sile. Que­sto non lo fa il capi­ta­li­smo. Sul piano poli­tico, il paese è molto più forte di prima.

Il Potere popo­lare si con­so­lida, cre­sce il livello della par­te­ci­pa­zione popo­lare nelle deci­sioni, si sta per­fe­zio­nando il sistema elet­to­rale, si attua­liz­zano le leggi. Il nostro par­tito di avan­guar­dia — che non è un par­tito elet­to­rale come molti cre­dono — è diretto per oltre l’80% da qua­dri poli­tici gio­vani e di alto livello cul­tu­rale. L’unità del par­tito con il popolo è più forte di prima, la gente si sente par­te­cipe e giu­dice di quel che accade nel paese.

Le avventure di un infiltrato nella CIA

di ALBAinformazione

“Un altro agente all’Avana. Le avventure di un infiltrato nella CIA” di Raúl Capote a cura della Zambon Editore e con una introduzione storica di Alessandro Pagani su “La guerra psicologica degli Stati Uniti contro Cuba”.

L’autore – un doppio agente della Sicurezza Cubana infiltrato nella CIA – racconta nel dettaglio tutti i tentativi di sovversione degli Stati Uniti contro Cuba. Un vero e proprio manuale delle “rivoluzioni colorate” assai utile per comprendere – un esempio tra i tanti – quello che gli Stati Uniti cercano di portare a termine in Venezuela contro il governo bolivariano e socialista di Nicolás Maduro, Primo Presidente Operaio della Patria Grande.

Siria: opposizione “moderata” made in USA si unisce ad Al-Qaeda

da hispantv

Con il pretesto di addestrare l’opposizione siriana armata, gli Stati Uniti hanno iniziato segretamente a sostenere le brigate che combattono con il gruppo terroristico di Al Qaeda contro il governo di Damasco.

Secondo un rapporto pubblicato, lo scorso 30 aprile, dalla rivista Newsweekdue di questi gruppi, quali la Divisione 13 e Fursan al-Haq, che di recente hanno guadagnato terreno nel nord della Siria, insieme all’autodeterminato “Esercito di Fatah”, hanno creato un’alleanza che comprende anche Al-Nusra (ramo di Al-Qaeda in Siria) come Ahrar al-Sham.

La relazione rileva, inoltre, che Abu Khaled al-Soury, uno dei fondatori di Ahrar al-Sham, combatté al fianco dell’ex leader di Al-Qaeda, Osama Bin Laden, e ha mantenuto stretti rapporti con l’attuale leader del gruppo terroristico, Ayman al Zawahiri.

Tuttavia, come hanno dimostrato alcuni membri di questi gruppi, la Divisione 13 e Fursan al-Haq non condividono una struttura di comando congiunto con gli altre formazioni  e ricevono, segretamente, il sostegno della CIA.

Nel frattempo, la relazione sottolinea la possibilità della comparsa di divergenze interne tra questi gruppi, se riprendono più regioni in Siria, e riconosce i fallimenti di alcuni dei gruppi terroristici sostenuti dagli Stati Uniti quando si tratta di combattere il Presidente siriano Bashar al-Assad.

A questo proposito, cita le dichiarazioni fatte da Mazin Qusum, comandante della Brigata Siham al-Haqq, che dalla città turca di Reyhanli cita il caso di Hazzam e, in particolare, di una brigata ribelle alla quale gli Stati Uniti hanno fornito armi anticarro, comunque, eliminata dal Fronte al-Nusra.

Nelle dichiarazioni di Abu Hamoud, un comandante della Divisione 13, si sottolinea che il coordinamento tra la Brigata e il Fronte Al-Nusra non può essere tradotto in una alleanza.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

La CIA y la manipulación del clima

por Silvia Ribeiro*

En febrero de 2015, la Academia Nacional de Ciencias de Estados Unidos junto a otras instituciones publicaron dos informes sobre geoingeniería (propuestas tecnológicas para manipular el clima) que fueron financiados, entre otros, por la CIA estadounidense. Escribí sobre estos informes recientemente (La Jornada21/2/15). 

La CIA y otros sectores del aparato de inteligencia estadunidense han calificado el cambio climático y el control del clima como factores geopolíticos estratégicos y de seguridad nacional. En 2009, la CIA abrió incluso su propio Centro de Cambio Climático y Seguridad Nacional, pero el Congreso le ordenó cerrarlo en 2012. Esta es quizá una de las razones por las que decidió patrocinar este proyecto de la Academia de Ciencias desde 2013. Muchas de las tecnologías propuestas como geoingeniería tienen alto potencial de utilización hostil.

Al respecto, Alan Robock, climátologo de la Universidad de Rutgers, Estados Unidos, que investiga el tema de la geoingeniería, expresó preocupación sobre la participación de la CIA en estos informes. (The Guardian17/2/2015)

El 19 de enero de 2011, Robock recibió una llamada de los consultores de la CIA Roger Lueken y Michael Canes, que le preguntaron, entre otras cosas, si otros países estuvieran tratando de controlar nuestro clima, ¿sería posible detectarlo? Robock contestó que si se intentara hacer una nube volcánica artificial en la estratosfera –una de las propuestas sobre las que más se insiste– que fuera lo suficientemente grande, gruesa y duradera como para afectar el clima, seguramente se vería con instrumental desde tierra. Otros tipos de geoingeniería, como blanqueamiento de nubes o naves que arrojen partículas en la atmósfera se podrían detectar probablemente desde satélites y sistemas de radar existentes. Pero la pregunta que le quedó pendiente a Robock es si en realidad esas preguntas, más que por la seguridad nacional de Estados Unidos, estaban dirigidas a saber si otros países podrían advertir si la CIA manipulara el clima. 

La manipulación del clima como arma de guerra ha estado en la agenda de las fuerzas militares de Estados Unidos –y otras grandes potencias– por décadas. Por ejemplo, la Operación Popeye, usada durante la guerra de Vietnam y ahora desclasificada, hizo llover por mucho tiempo para inundar los caminos y arruinar los cultivos de arroz de los vietnamitas en resistencia. Desde esos años se conocen también varios proyectos del gobierno de Estados Unidos para controlar huracanes, que a diferencia de la Operación Popeye, no han sido referidos por ellos como uso bélico, pero igualmente tienen ese potencial. En 1996, la Fuerza Área de Estados Unidos publicó un informe más amplio sobre manipulación climática, titulado sugestivamente El tiempo atmosférico como multiplicador de la fuerza: poseyendo el clima en 2025.

Robock señala que en el último Examen cuadrienal de defensa, publicado por el Departamento de Defensa de Estados Unidos en 2014, se reafirma que el cambio climático es una amenaza importante para Estados Unidos y el resto del mundo. El documento afirma: “Las presiones causadas por el cambio climático influenciarán la competencia por recursos, al tiempo que colocan cargas adicionales sobre las economías, las sociedades y las instituciones de gobierno en el mundo. Estos efectos son multiplicadores de amenazas que agravan los factores de presión en otros países, como la pobreza, la degradación ambiental, la inestabilidad política y las tensiones sociales –condiciones que pueden llevar a actividades terroristas y otras formas de violencia”.

No es sorprendente, aunque sí muy amenazante, que un gobierno que se dedica a promover la guerra por todo el mundo, alimentado y alimentando al mayor complejo militar-industrial del globo, se proponga usar también el clima para sus fines.

Lo que quizá está un poco fuera del radar público es que a través de informescientíficos como estos están intentando vender al mundo que es necesaria la geoingeniería, aduciendo que es para enfrentar al cambio climático. Un cambio que por cierto, es en alto grado provocado por ellos mismos.

La propuesta de estos informes (más investigación y posible experimentación en geoingeniería) no sólo desvía recursos y atención de la necesidad urgente de frenar los gases de efecto invernadero y por tanto, salir del modelo dominante industrial de producción y consumo. Además intenta pasar de contrabando la legitimación de tecnologías muy peligrosas que si fueran presentadas como armas de guerra, serían rechazadas masivamente por la comunidad internacional. Justamente, luego de la guerra de Vietnam, se firmó un Convenio de Naciones Unidas, abreviado Convenio ENMOD, que prohíbe el uso del clima y el medio ambiente como armas de guerra.  

Sin embargo, presentadas como tecnologías para combatir al cambio climático, han conseguido que científicos y gobiernos las estén discutiendo, cuando deberían ser claramente descartadas y prohibida su experimentación.

¿O alguien puede creer que las mismas tecnologías de geoingeniería, que durante décadas han sido pensadas como armas, ahora serían usadas por países como Estados Unidos solamentepara combatir el cambio climático? Y eso además de que sea cual sea el fin que le atribuyan sus promotores, la geoingeniería tendría impactos devastadores sobre regiones enteras y el potencial de desequilibrar aún más el clima global.

*Investigadora del Grupo ETC

Chomsky: «Gli Stati Uniti primo stato terrorista al mondo»

da hispan.tv

Il noto analista e politologo, Noam Chomsky, ha affermato che gli Stati Uniti sono «il primo stato terrorista al mondo», prendendo in considerazione le sue operazioni letali in Siria, Cuba e altri paesi, attraverso l’uso dei droni e gli omicidi mirati.

Nell’articolo pubblicato, lunedì scorso, sul sito Truthout.org, Chomsky ha fatto riferimento alle recenti rivelazioni della Cia sulle sue operazioni segrete, in cui lo stesso servizio di Intelligence Usa ha messo in dubbio la loro efficacia. La Casa Bianca, a seguito di uno studio, ha raggiunto la conclusione che, dato il loro scarso successo, la Cia dovrebbe riconsiderare la sua politica, tra cui gli appoggi agli insorti in tutto il mondo.

Questo bilancio è stato tratto, nel momento in cui, l’amministrazione del presidente americano Barack Obama, ha deciso di armare gruppi di opposizione, sotto l’eufemismo di “opposizione moderata”, nella lotta contro il governo del presidente Bashar al-Assad in Siria.

Inoltre, Chomsky ritiene che il blocco economico contro Cuba (dal 1960) è una «campagna omicida e distruttiva» degli Stati Uniti.

Ricorda, tra l’altro, la fallita invasione di Playa Girón nel mese di aprile 1961, che ha visto la partecipazione di circa 1.500 esuli anticastristi addestrati dalla Cia in un tentativo fallito di rovesciare Fidel Castro, che si erano stabiliti a L’Avana due anni prima.

«Il bilancio della lunga guerra terroristica è stato amplificato da un embargo distruttore, ma continua anche oggi sfidare il mondo. Il 28 ottobre, Le Nazioni Unite, per la 23esima volta, hanno sostenuto la necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba», ha aggiunto.

Chomsky conclude il suo articolo facendo riferimento a «la più grande campagna terroristica del mondo: il progetto globale di uccidere terroristi lanciata da Obama», sottolineando che « può generare risentimento attraverso attacchi con droni e le forze speciali che dovrebbero essere ben noti a richiedere ulteriori approfondimenti».

Infine, lo scorso ottobre, Chomsky ha definito le offensive degli Usa con i droni “attacchi terroristici”, così come le guerre imposte da Washington in tutto il mondo.

Precedentemente in un’intervista al quotidiano “Truthout”, l’analista ha spiegato che le politiche interventiste del governo degli Stati Uniti in Iraq sono la causa principale della comparsa del gruppo terroristico Isis.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Torturatore di attivisti anti Pahlavi vive libero negli Usa

da hispan.tv

Un giornalista americano ha rivelato che un aguzzino israeliano, addestrato dalla Cia per torturare gli attivisti politici iraniani durante il regime di Pahlavi, vive liberamente nello stato americano della Florida.

Si chiama Meet Parviz Sabeti, alias Peter Sabeti, ed è stato direttore di un dipartimento della SAVAK (la polizia segreta dello Scià), assicura Wayne Madsen, giornalista americano, in un articolo intitolato ‘Meet the Beast of SAVAK”, pubblicato da PressTV.

Nell’articolo si legge che gli agenti della SAVAK, tra cui Sabeti, sono stati addestrati dalla Cia, MI6 (servizi segreti del Regno Unito) e dal Mossad, su tutte le forme di tortura e spionaggio, tra cui lo spionaggio elettronico e il controspionaggio.

Madsen critica gli Usa e il suo alleato israeliano di rimanere in silenzio su Sabeti, uno dei capi di SAVAK e autore di crimini di massa contro gli attivisti politici iraniani durante la dittatura Pahlavi, mentre prosegue la caccia ad alcune «vecchie guardie dei campi di concentramento», in tutto il mondo.

«Questi sedicenti vendicatori del genocidio degli ebrei rimangono ipocritamente in silenzio quando un comandante o aguzzino israeliano che non si nasconde in Argentina, ma vicino Orlando, in Florida viene scoperto», ha scritto Madsen.

Sabeti, racconta Madsen, fuggito dall’Iran dopo la vittoria della rivoluzione islamica del 1979 «trovò rifugio prima in Israele, dove divenne un ufficiale del Mossad, e poi è andato negli Stati Uniti», dove attualmente vive.

Oggi, Sabeti vive a Orlando, dove possiede una società di costruzione e sviluppo chiamata Paris Enterprises.

Madsen ha criticato gli Usa perché rifiutano di espellere Sabeti in Iran per essere processato per i suoi crimini contro l’umanità.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

La Cia è scettica sulla nuova strategia di Obama in Siria

da press.tv

La Cia è profondamente scettica sulla nuova strategia dell’amministrazione Obama per affrontare l’organizzazione terroristica Isis in Siria, Lo rivela un rapporto pubblicato dal portale on-line del The Huffington Post.

 I Funzionari della Cia hanno espresso la loro “ferma opposizione” alla proposta della Casa Bianca di incaricare il Pentagono per la consegna di armi ai cosiddetti gruppi militanti moderati in Siria per respingere i terroristi dell’Isis.

 La Cia ha già segretamente addestrato i terroristi nelle sue basi segrete in Giordania per combattere il governo del presidente Bashar al-Assad.

 L’agenzia di spionaggio, tuttavia,  si è trovata di fronte a miliziani sempre più “disorganizzati” e “radicalizzati”, riferisce il rapporto.

«La Cia ritiene che sia impossibile addestrare ed equipaggiare uomini che siano in grado di combattere e sconfiggere Assad, al-Nusra e Isis, a prescindere da qualsiasi forza aerea di supporto possano ricevere», ha spiegato un membro del partito democratico del Congresso al giornale on-line.

Il deputato ha aggiunto che la Cia vede la nuova strategia “destinata al fallimento”.

Ha aggiunto, inoltre, che la Cia ritiene che già il suo precedente incarico di addestrare e armare i “ribelli siriani” era una “idea folle.” «E loro sono ben consapevoli del fatto che molte delle armi che hanno fornito sarebbero finite nelle mani sbagliate».

I rapporti indicano che molti fazioni di militanti “moderati” in Siria hanno giurato fedeltà ai terroristi dell’Isis.

Infine, i funzionari dell’intelligence sono preoccupati che il piano dell’amministrazione conceda al Pentagono una responsabilità che tradizionalmente era affidata alla CIA.

[Trad. dall’inglese per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

WikiLeaks: «Nel 2010 la Siria invitò gli Usa a combattere i terroristi dell’Isil. Gli Usa li armarono»

da ria novosti

«Gli Stati Uniti hanno permesso allo Stato islamico di crescere. La Siria nel 2010 ha invitato Washington a collaborare per combattere i gruppi estremisti. Gli Usa, invece, li hanno armati». WikiLeaks lo ha scritto nel suo account Twitter.

Nel febbraio 2010, il capo dell’intelligence siriana, il generale Ali Mamluk, e il vice ministro degli Esteri siriano Faisal al Miqdad, si sono incontrati a Damasco con una delegazione americana guidata da Daniel Benjamin, coordinatore del gruppo anti-terrorismo del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America. Secondo quanto trapelato dai cablogrammi di WikiLeaks, la presenza del più alto funzionario dei servizi segreti siriani in un incontro con una delegazione straniera fu un evento straordinario che non era mai accaduto, anche con paesi alleati come il Regno Unito o la Francia. Quella volta Mamlouk partecipò per ordine personale del presidente Bashar al Assad.

Durante l’incontro, Mamluk sollecitò il problema della sicurezza sul confine siro-iracheno, al quale Damasco avrebbe collaborato con Washington. Inoltre, Mamluk puntò sul fatto che la Siria era pronta a negoziati tripartiti sulla questione dopo le elezioni irachene che si sarebbero tenute il mese successivo. Il funzionario siriano evidenziò, inoltre, che le forze di sicurezza del paese avevano catturato centinaia di terroristi che usavano la Siria come un punto di transito per entrare in Iraq, ma molti erano riusciti a varcare il confine. «Se cominciamo a collaborare con voi, questo porterà risultati migliori e saremo in grado di proteggere meglio i nostri interessi», spiegò il generale.

Allo stesso tempo, Mamluk sottolineò che la precedente esperienza di lavoro con la CIA non era stato molto soddisfacente e impose tre condizioni di base per le future operazioni congiunte.
In primis, propose la leadership siriana su eventuali operazioni speciali, richiesta sostenuta da tre decenni di antiterrorismo di successo e una buona conoscenza dei rispettivi gruppi estremisti.
La seconda richiesta riguardava la Transportation Security Administration degli Stati Uniti che doveva escludere la Siria dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo e che devono sottoporsi ad un attento esame, sostenendo che si trattava di “una contraddizione” in caso di collaborazione nella lotta al terrorismo.

Infine, il generale spiegò che era necessario convincere i siriani a sostenere la possibile cooperazione con gli Stati Uniti, suggerendo, quindi, a Washington di mostrare la sua volontà a rimuovere le sanzioni economiche contro Damasco.

Benjamin non accettò la proposta, fece solo alcune osservazioni molto generali. Affermò che i controlli scrupolosi non discriminavano i siriani, ma si applicavano a tutti i viaggiatori, compresi i cittadini americani di ritorno dopo aver attraversato il territorio dei paesi elencati. Per quanto riguarda le altre condizioni, spiegò che la lotta contro il terrorismo non era l’unico pilastro della politica estera americana e si disse pronto a tornare a Damasco, ma rifiutò di parlare dei suoi piani in quelle visite future.

Nel 2013, il quotidiano The Washington Post ha pubblicato un articolo intitolato: «La CIA inizia la fornitura di armi ai ribelli siriani». Oggi, la milizia dello Stato islamico combatte con successo contro gli eserciti di Iraq e Siria e controlla un territorio che si estende dalla città di Aleppo in Siria, alle città di Falluja, Mosul e Tal Afar in Iraq.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Francesco Guadagni]

Leopoldo López: la nuova figura al servizio degli Stati Uniti

Immagineit.cubadebate.cu – Il leader politico venezuelano Leopoldo López, con alle spalle una lunga storia da golpista sin dal 1999, si erige oggi come fedele rappresentante della destra al servizio degli interessi degli Stati Uniti.

Attuale Coordinatore Nazionale dell’organizzazione d’opposizione «Voluntad Popular», si presenta come leader di un gruppo che promuove «un conciliante messaggio di pace, benessere e progresso, che s’impegna per la costruzione di un’alternativa per il paese dove i diritti sono per tutti i venezuelani».

López, indicato come responsabile degli atti di violenza scatenati nei giorni scorsi da gruppi fascisti, un comportamento lontano nella pratica dagli argomenti che promuove, è da martedì a disposizione delle autorità.

Nella sua storia, l’ex sindaco del comune di Chacao ha studiato presso la Kennedy School of Government, dell’Università di Harvard, sito che è di particolare interesse per la Central Intelligence Agency (CIA).

Mentre in precedenza ha studiato presso il Kenyon College, nello stato dell’Ohio, dove la CIA ha inserito alcuni suoi elementi tra gli insegnanti, il cui compito è quello di individuare tra gli studenti, quelli che possono essere utili alla propria causa.

Una volta fatto ritorno in Venezuela si è legato all’International Republican Institute (IRI) del Partito Repubblicano statunitense, che gli ha concesso tutto il suo supporto strategico e finanziario.

A questo proposito, dal 2002 ha condotto frequenti viaggi presso la sede dell’IRI a Washington per sostenere incontri con funzionari del governo di George W. Bush.

L’11 aprile del 2002 si trovava in testa alla marcia dell’opposizione golpista diretta al Palacio de Miraflores, che provocò la morte di decine di persone, oltre al sequestro del presidente Hugo Chávez.

Una volta terminato il suo mandato come sindaco di Chacao, è stato interdetto a causa della malversazione delle risorse pubbliche che erano a sua disposizione.

[Trad. dal castigliano di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Il cancro, arma segreta?

I senatori USA Frank Church e Tower John esaminano l'arma che provoca il cancro e attacchi di cuore

I senatori USA Frank Church e Tower John esaminano l’arma che provoca il cancro e gli attacchi di cuore (1975)

Chávez è morto o l’hanno ammazzato? Nuovi antecedenti.

di Atilio Boron*

11.3.2013.- In questi giorni si è parlato molto della possibilità che il cancro che alla fine ha avuto la meglio sul Comandante Hugo Chávez sia stato indotto e non prodotto naturalmente dal corpo della vittima. Nicolás Maduro ed Evo Morales ne hanno ventilato la possibilità e tutta la stampa imperialista del continente si è gettata su di loro per ridicolizzarli per aver fatto un commento così assurdo come questo. Sono sbucati fuori molti presunti “esperti”, medici e biologi, a prendersi gioco di una accusa così folle. Intanto il periodico britannico The Guardian ha pubblicato poco più di anno fa l’articolo che riporto qui di seguito e nel quale si danno a conoscere alcuni precedenti sconvolgenti che assegnano all’ipotesi della induzione esterna del cancro di Chávez un sostegno per nulla disprezzabile.  (La versione in lingua inglese nel link sottostante). Leggetelo e traete voi stessi le conclusioni.

The Guardian, 27 Febbraio 2012.- Si è sollevato un caso degno tanto di X-Files che delle teorie del complotto, quando il presidente venezuelano Hugo Chávez ha ipotizzato che gli Stati Uniti potrebbero aver sviluppato un modo per trasformare il cancro in un’arma, dopo che a diversi leader latino-americani era stata diagnosticata la malattia. La lista comprende l’ex presidente argentino Nestor Kirchner (cancro al colon), il presidente del Brasile Dilma Roussef (linfoma), il suo predecessore Luiz Inacio Lula da Silva (cancro alla gola), Chávez (non precisato), l’ex presidente cubano Fidel Castro (cancro allo stomaco), il presidente boliviano Evo Morales (cancro nasale) e il presidente paraguayano Fernando Lugo (linfoma). Cosa hanno in comune, al di là del cancro? Sono tutti leader di sinistra. Una coincidenza? Nel suo discorso di fine anno alle forze armate venezuelane del 28 dicembre 2011, Chávez accennò al fatto che gli Stati Uniti potrebbero aver trovato un modo per far venire il cancro ai leader latinoamericani.

“Sarebbe così strano se avessero inventato una tecnologia per diffondere il cancro e noi non lo venissimo a sapere per i prossimi 50 anni?” chiese Chávez. “È difficilissimo, anche con la legge delle probabilità, spiegarsi quello che sta succedendo da un po’ ad alcuni leader latinoamericani. È quanto meno strano.” Chávez disse di aver ricevuto un avvertimento dall’ex leader cubano Fidel Castro, che è sopravvissuto a centinaia di attentati. “Fidel mi ha sempre detto ‘Chávez, stai attento. Queste persone hanno sviluppato delle tecnologie. Tu prendi le cose troppo alla leggera. Stai attento a quello che mangi, a quello che ti danno da mangiare … basta un ago minuscolo, e ti iniettano chissà che cosa’”.

Misteri irrisolti

Vi sembra poco plausibile? WikiLeaks fa sapere che nel 2008 la CIA ha chiesto alla sua ambasciata in Paraguay di raccogliere tutti i dati biometrici, compreso il DNA, di tutti e quattro i candidati alla presidenza. Qui nei Caraibi i teorici del complotto credono che la CIA abbia avuto un ruolo nelle morti dell’attivista per i diritti civili e pan-africanista di Trinidad e Tobago Kwame Ture, della leggendaria icona del reggae giamaicano Bob Marley, e del Primo Ministro dominicano Rosie Douglas. Durante l’inchiesta della Commissione Scelta del Senato degli Stati Uniti sulle cospirazioni della CIA per assassinare leader stranieri nel 1975 venne fuori che l’agenzia aveva sviluppato una pistola che sparava dardi avvelenati in grado di provocare infarti e cancro.
La pistola sparava un dardo di liquido ghiacciato dalla punta avvelenata, dello spessore di un capello umano e lungo circa mezzo centimetro, che poteva penetrare nei vestiti, era quasi impossibile da individuare, e non lasciava tracce nel corpo della vittima.

Kwame Ture, alias Stokely Carmichael, l’ex leader radicale delle Black Panthers, che inaugurò il movimento Black Power negli anni ’60, andò incontro alla morte sostenendo che la CIA gli aveva indotto il cancro. Ture morì di cancro alla prostata a 57 anni, nel 1998. Il suo amico, artista multimediale e attivista Wayne “Rafiki” Morris, disse che Ture aveva affermato “al di là di ogni ambiguità” che la CIA gli aveva indotto il cancro. “Conoscevo Kwame dal 1976 e per tutto il tempo in cui abbiamo avuto rapporti non ha mai bevuto o fumato sigarette” racconta Morris. “Era un ottimo nuotatore e faceva esercizio fisico con regolarità, non aveva problemi di natura medica e ci teneva molto alla salute”.

Se la scarpa calza …

Bob Marley è morto di melanoma nel 1981. Aveva 36 anni. La versione ufficiale è che contrasse il cancro dopo essersi ferito a un alluce – ferita mai guarita – giocando a calcio nel 1977. I complottisti sostengono che a Marley furono date un paio di scarpette con dentro un pezzo di filo di rame ricoperto di una sostanza cancerogena che gli punse l’alluce. A farlo sarebbe stato Carl Colby, figlio del defunto direttore della CIA William Colby. C’è un’inquietante analogia fra Marley e Castro, a proposito delle scarpe avvelenate. L’ambasciatore cubano a Trinidad e Tobago, Humberto Rivero, ha affermato che la CIA e gli esuli cubani hanno commesso più di 600 attentati alla vita di Castro, dai sigari esplosivi a una tuta da sub avvelenata, passando per il tentativo di iniettargli il cancro. Nel caso di Marley, la CIA avrebbe usato un paio di scarpe per provocargli il cancro, in quello di Castro gli misero nelle scarpe sali di tallio, altamente tossici. A soli otto mesi dalla sua elezione come Primo Ministro della Dominica, il politico radicale Rosie Douglas fu trovato morto sul pavimento della sua abitazione, nel 2000.

La causa della morte risultò essere un violento infarto. Il suo cuore era il doppio delle dimensioni normali. Proprio come Ture e Marley, faceva esercizio fisico regolarmente. Il figlio maggiore di Douglas, Cabral, sostenne che il padre era stato assassinato, e adombrò anche un coinvolgimento della CIA. Moshood Abiola, l’uomo che è comunemente ritenuto il vincitore delle elezioni del 1993 in Nigeria, morì d’infarto dopo che gli fu dato un cocktail che gli gonfiò il cuore fino al doppio delle sue dimensioni, nel 1998. Jack Ruby, il killer che uccise il presunto assassino del presidente John Kennedy, Lee Harvey Oswald, morì di cancro ai polmoni nel 1967. La cosa strana è che le cellule cancerogene non erano del tipo che si forma nell’apparato respiratorio. Disse alla sua famiglia che gli erano state iniettate cellule cancerogene in prigione, mentre gli curavano un raffreddore con delle iniezioni. Morì prima che potesse testimoniare davanti al Congresso. L’attentatore di Lockerbie, Abdelbaset al-Megrahi, si ammalò di una forma incurabile di cancro. Il leader del partito di opposizione canadese di tendenze sinistrorse, il New Democratic Party (NDP), Jack Layton, morì di una forma di cancro non specificata nel 2011. Sembrerebbe che avere tendenze di sinistra sia pericoloso per la salute delle persone. Già nel 1953 i Russi usavano microonde contro il personale dell’ambasciata americana a Mosca, in Russia. Un terzo del personale finì per morire di cancro, a causa di questa esposizione alle microonde. Pensate a quanto avanzata e sofisticata può essere diventata la tecnologia dell’assassinio oggi.

[Trad. dall’inglese e dal castigliano a cura di Pier Paolo Palermo e Ciro Brescia]

* sociologo e politologo marxista argentino

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11.3.2013.-En estos días mucho se habló de la posibilidad de que el cáncer que finalmente terminó con la vida del Comandante Hugo Chávez hubiese sido inducido y no producido endógenamente por la víctima. Nicolás Maduro y Evo Morales barajaron la posibilidad y toda la prensa imperialista del continente se abalanzó sobre ellos para ridiculizarlos por haber formulado un comentario tan absurdo como ese. Salieron supuestos “expertos”, médicos y biólogos, a burlarse de tan descabellada acusación. Sin embargo, el periódico británicoThe Guardian publicó hace poco más de un año el artículo que subo a continuación y en el cual se dan a conocer algunos antecedentes estremecedores que le asignan a la hipótesis de la inducción externa del cáncer de Chávez un sustento nada despreciable. (La versión en lengua inglesa se coloca a continuación de la traducción al castellano) Léanlo y saquen sus propias conclusiones.

Fuente: The Guardian, 27 Febrero 2012.
Fue un caso destinado a los X-Files y teóricos de la conspiración por igual, cuando el presidente venezolano, Hugo Chávez, especuló que los EE.UU. podrían haber desarrollado una forma de arma cancerígena, después de que varios líderes latinoamericanos fueron diagnosticados con la enfermedad. La lista incluye a ex presidente argentino, Néstor Kirchner (cáncer de colon) El presidente de Brasil, Dilma Rousseff (cáncer de linfoma), su predecesor, Luiz Inácio Lula da Silva (cáncer de garganta), Chávez (no revelada), el ex presidente cubano Fidel Castro (cáncer de estómago). El presidente boliviano, Evo Morales (cáncer nasal) y el presidente paraguayo Fernando Lugo (cáncer de linfoma). ¿Qué tienen en común además de cáncer? Todos ellos son líderes de izquierda. ¿Coincidencia? En su discurso el 28 de diciembre 2011 de fin de año ante los militares venezolanos, Chávez dio a entender que los EE.UU. podrían haber encontrado una manera de inocular a los líderes latinoamericanos cáncer.

“¿Sería tan extraño que ellos han inventado la tecnología para difundir el cáncer y no vamos a saber de él por 50 años?” Chávez aseveró. “Es muy difícil de explicar, incluso con la ley de probabilidades, lo que ha ido sucediendo a algunos líderes de América Latina. Es por lo menos extraño”, dijo. Chávez dijo que recibió advertencia del ex líder de Cuba, Fidel Castro, que ha sobrevivido a cientos de intentos de asesinato fallidos. “Fidel siempre me dijo: ‘Chávez ten cuidado. Estas personas han desarrollado la tecnología. Eres muy descuidado. Tenga cuidado de lo que come, lo que te dan de comer … una pequeña aguja y te inyectan no sé qué ‘”, dijo.
Misterios sin resolver
Suena descabellado? WikiLeaks informó que en 2008 la Agencia Central de Inteligencia estadounidense (CIA) solicitó a su embajada en Paraguay recoger todos los datos biométricos, incluyendo el ADN de los cuatro candidatos presidenciales. En el Caribe los teóricos de la conspiración tienden a creer que la CIA también tenía las  manos metidas en la muerte de la activista trinitaria de los derechos civiles y panafricanista Kwame Ture;  en la del legendario icono del reggae de Jamaica, Bob Marley y en la del primer ministro de Dominica (no confundir con República Dominicana) Roosevelt Bernard “Rosie Douglas”. Durante la investigación del Comité Selecto del Senado de Estados Unidos sobre planes de asesinato de la CIA a líderes extranjeros (conducida en 1975) se reveló que la agencia había desarrollado una pistola de dardos envenenados que causaba  ataques al corazón y cáncer. La pistola disparaba un dardo -de la anchura de un cabello humano y un cuarto de pulgada de largo- conteniendo en la punta un líquido congelado de veneno  que podría penetrar la ropa, era casi indetectable y no dejaba rastro alguno en el cuerpo de la víctima.
Kwame Ture o Stokely Carmichael, el ex líder radical de las Panteras Negras, que inauguró el movimiento del Poder Negro de la década de 1960 murió diciendo que la CIA lo había envenenado con cáncer.  Kwame Ture murió de cáncer de próstata a la edad de 57 en 1998. Su amigo, el artista multimedia y activista Wayne “Rafiki” Morris, dijo que  Ture dijo que “sin equivocación” que la CIA le había provocado el cáncer. “Conocía a  Kwame desde 1976 y durante todo el tiempo que lo conocí nunca bebió o fumó cigarrillos”, dijo Morris. “Era un muy buen nadador, hacía ejercicios regularmente, no tiene ningún problema médico y era muy consciente del cuidado de su salud”.
Si el zapato calza …
Bob Marley murió de cáncer de melanoma en 1981. Tenía 36 años de edad. El informe oficial es que contrajo cáncer tras lesionarse un dedo del pie que nunca sanó mientras jugaba al fútbol en 1977.  Los teóricos de la conspiración afirman que Carl Colby, hijo del fallecido director de la CIA William Colby, le dio a Marley un par de botas en la que había un trozo de alambre de cobre recubierto con una sustancia cancerígena que pinchó el dedo gordo del pie de Marley. Existe una similitud inquietante entre Marley y la situación de Castro con zapatos envenenads. El embajador de Cuba en Trinidad y Tobago, Humberto Rivero dijo que la CIA y los exiliados cubanos intentaron más de 600 veces de matar a Castro con cigarros explosivos, inyectándole cáncer o mediante mediante un traje de neopreno forrado con veneno. En el caso de Marley la CIA presuntamente se utilizó el cáncer en sus zapatos, para Castro se pusieron  sales de talio, un veneno altamente tóxicos en sus zapatos. Después de sólo ocho meses de ser elegido como primer ministro de Dominica, el político radical “Rosie” Douglas fue hallado muerto en el piso de su residencia en 2000. La causa de su muerte fue un ataque masivo al corazón. Su corazón era el doble de su tamaño normal. Al igual que Ture y Marley, hacía ejercicios regularmente. El hijo mayor de Douglas, Cabral, insistió en que su padre había sido asesinado y dio a entender que la CIA estaba involucrada en lo ocurrido. Moshood Abiola, el hombre que según muchos había ganado las elecciones de 1993 en Nigeria, murió de un ataque al corazón después de que le dieron un cóctel que amplió su corazón al doble de su tamaño en 1998. Jack Ruby, el asesino que mató al presunto asesino del presidente de Estados Unidos John f.  Kennedy, Lee Harvey Oswald, murió de cáncer de pulmón en 1967. Lo extraño era que las células cancerosas no eran del tipo que se originan en el sistema respiratorio. Le dijo a su familia que le inyectaron células de cáncer en prisión cuando le dieron inyecciones para combatir una gripe. Murió justo antes de que fuera a declarar ante el Congreso.
Uno de los perpetradores de la tragedia aérea de Lockerbie, Abdelbaset al-Megrahi, desarrolló cáncer terminal. El líder del partido de oposición de Canadá, de tendencia izquierdista, Nuevo Partido Democrático (NDP), Jack Layton murió a causa de una forma no revelada de cáncer en 2011. Parecería que tener tendencias izquierdistas es peligroso para la salud de una persona. A partir de 1953 los rusos estaban utilizando microondas para atacar a personal de la embajada  los Estados Unidos en Moscú. Un tercio del personal de la embajada eventualmente murió de cáncer como producto de esta irradiación de microondas. Imagínense lo avanzado y sofisticado que la tecnología de los asesinatos se encuentra hoy en día.
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