(VIDEO) VI Incontro della Rete “CaracasChiAma”

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L'immagine può contenere: 8 persone, tra cui Massimo Marzano Terzo, Roberto Scorzoni e Getman Eleonora, persone che sorridono, spazio all'aperto

Qui di seguito i video dei principali interventi del Sesto Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma” – Napoli, 28, 29, 30 giugno 2019.

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L’intervento di Ciro Brescia (ringraziamenti di apertura) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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Il primo intervento di Mimmo Di Dato (Combattente Internazionalista) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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Il primo intervento di Annita Benassi (Nodo Lazio) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”.

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Il primo intervento di Svetlana Mazur (Associazione NIKA – Nodo Campania) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Antonio Campisi (Nodo Calabria) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Elisabetta Weglik (lavoratrice polacca a Napoli, Collettivo Politico-Culturale Galleriart – Nodo Campania) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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I saluti di Kumara Tewaratantrege (militante JVP, Sri Lanka – comunità srilankese a Napoli) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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I saluti di Tatiana Pumpuleva (comunità Bielorussia a Napoli – Associazione “Bellarus”) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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I saluti di Amarilis Gutiérrez Graffe (“soldada” venezuelana della Rivoluzione Bolivariana) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Antonio Cipolletta (P-CARC) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Marco Nieli (ALBAinformazione) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Iader Polveri (Associazione ALMA Rebelde – Nodo Emilia Romagna) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’introduzione di Eleonora Bonetti alla lotta del popolo Mapuche (Nodo Emilia Romagna – Associazione “ALMA Rebelde” Ravenna) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento telefonico di Sebastian Antonio Sepulveda (attivista del Popolo Mapuche) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento telefonico da Caracas di Juan Contreras (Coordinadora Simón Bolívar) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento del “Negro Cheo” José Cheo Sánchez (Red RESOLER – Campagna Internazionale per la Liberazione del Comandante Carlos Ilich Ramírez Sánchez) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Mimmo Di Dato (Combattente Internazionalista) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Andrés Masciangioli (venezuelano in Italia – Nodo Abruzzo) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Alvaro Jose Uzcategui (musicista venezuelano a Napoli) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Carlo Amirante (già docente di Diritto Costituzionale presso l’Università “Federico II” di Napoli) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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L’intervento di Annita Benassi (Nodo Lazio) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

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Intervento di candidatura di Monica Perugini per Mantova – sede del VII Incontro (Nodo Lombardia – PC di Mantova) al VI Incontro Italiano di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma”. 🇻🇪✊

 

Aggiornamenti da Caracas sulla guerra cibernetica

L'immagine può contenere: testoda Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana 

Pubblichiamo una nota inviataci da un amico italiano a Caracas al buio.

Domenica 10 marzo 2019

Siamo di nuovo senza corrente, di nuovo al buio. 

Stavolta i “gringos” come li chiamano qui, il lavoro di sabotaggio lo stanno facendo bene.

E sì, perché credere alla barzelletta del guasto, fa amaramente sorridere.

Sembra quando ascoltavamo che l’aereo DC-9 di Ustica era caduto da solo o che Saddam aveva le armi di distruzione di massa.

Stavolta i fatti sono semplici: c’è stato il black out e dopo pochi minuti il senatore statunitense Marco Rubio (per primo al mondo) ne ha dato notizia entrando nei particolari del guasto. Come faceva a saperlo prima ancora del governo venezuelano?

Altri membri dell’amministrazione USA e Guaidó lo hanno scritto chiaro: “la luce torna quando Maduro se ne va”, e la cosa grave è che godono nel vedere i disagi e si fregano le mani se dovessero esserci dei morti.

Il servizio ieri mattina (ora di Caracas) era stato ristabilito al 70%, ma dopo poche ore, un altro attacco cibernetico ha bloccato tutto.

Di nuovo senza corrente, senza segnale ai cellulari, con la metro ferma, i negozi chiusi e senza poter comprare nulla nei pochi chioschi aperti poiché il POS per pagare non funziona.

Voi direte: e perché non pagate coi contanti?

Bella domanda. La risposta è che i contanti non ci sono perché un altro tentacolo della guerra economica e del sabotaggio li ha fatti sparire da tempo trasportando i biglietti in filigrana in Colombia. 

Quei pochi biglietti presenti in tasca sono centesimi, buoni per comprare al massimo qualche litro di benzina, che essendo statale è pressoché gratis.

Il risultato è che chi scrive, giunto a Caracas 6 giorni fa, e affittato un appartamento in un palazzo che grazie a non so quale miracolo ha un generatore elettrico, riesce a comunicare col mondo attraverso il wifi funzionante e riesce ancora a lavarsi.

E sì, perché in moltissimi condomini quando manca la luce non funziona la pompa dell’acqua.

Per il cibo, non potendo eseguire acquisti nei negozi perché sono chiusi e perché i bancomat non funzionano, mi sono dovuto arrangiare con quello che avevo portato per casualità dall’Italia.
2 torroni, comprati in offerta a 1,99 € a febbraio con l’idea di regalarli a Caracas ad alcuni amici venezuelani,
1 scatola di patatine Pringles,
1 pacchetto di biscotti Gentilini,
2 scatolette di tonno Rio Mare che porto in ogni vacanza per emergenza.

Dopo 60 ore di black out il tonno è finito, i torroni sono a metà, le patatine ne mangio non più di 5 per volta non sapendo quanto durerà il problema, i biscotti sono ancora abbastanza. L’acqua, per fortuna, avevo comprato il bottiglione da 5 litri.

Il bello, si fa per dire, è che nemmeno posso comunicare con i miei amici venezuelani, poiché i messaggi whatsapp che invio non arrivano e le 3 compagnie telefoniche sono senza segnale, nessuno di loro ha un’auto.

L'immagine può contenere: bevanda e testoLa domanda che tutti dovrebbero porsi è: ma davvero si può credere alla balla del guasto? 
Quando ero al liceo ricordo che ci insegnarono che gli USA ai tempi della conquista del west per sconfiggere gli indiani avvelenavano i fiumi, uccidevano i bisonti, e davano armi a varie tribù per farle combattere ed indebolire tra di loro.

Sono passati alcuni secoli ma la strategia è la medesima, si cerca di impossessarsi del Venezuela indebolendo il popolo venezuelano e attaccandolo con embargo commerciale, blocco economico, sabotaggi interni, corruzione indotta, diserzione pagata ed attacchi cibernetici.

Vorrei scrivere molte altre cose ma la batteria del cellulare segna 33%, sono le 2 di notte, e sono anche io al buio visto che ieri hanno detto che stanotte avrebbero spento il generatore per una manutenzione.

Le speranze sono 2:

che torni presto la corrente e che il mondo capisca chi è il vero colpevole di questo disagio.

La terza speranza invece non si verificherà: sperare che gli Stati Uniti lascino in pace questo paese smettendola di attaccarlo e sabotarlo manipolando poi le notizie sui media e facendo credere al mondo che la colpa è di Maduro.

Un saluto

Venezuela: la paura dell’esempio

da Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

Questo appello è rivolto a tutte le persone:

– che hanno a cuore la libertà e la giustizia sociale, un binomio inseparabile e un termometro di civiltà.

– che riconoscono il diritto inalienabile di un popolo a scegliere, in modo trasparente e consapevole, il cammino per realizzarle.

  • che considerano insopportabile l’imposizione di guerra, esclusione e fame decisa da una porzione di privilegiati nei confronti della stragrande maggioranza degli esseri umani.

Con questo appello vogliamo:

– esprimere piena solidarietà al popolo venezuelano, che ha scelto la strada del socialismo, riconfermata dalle urne per oltre 15 anni attraverso elezioni legittime e trasparenti.

  • Rifiutare con forza le sanzioni emesse dagli Stati uniti così come ogni altro tipo di ingerenza esterna nelle decisioni sovrane del paese
  • Respingere la campagna di denigrazione che mira a dipingere un governo eletto dal popolo come “una dittatura” incurante dei diritti umani, e a presentare i tentativi violenti di rovesciarlo come “dimostrazioni pacifiche” contro un sistema totalitario.
  • Denunciare il poderoso sabotaggio delle grandi imprese private all’economia del paese
  • Suggerire alcune riflessioni in forma di semplici domande:Si dice che in Venezuela c’è fame e penuria. Come si spiega allora che, sia la Fao che l’Oms, già nel 2012 hanno considerato il paese uno dei 4 dell’America latina in cui l’indice degli affamati è inferiore al 5%?Si è detto che la causa delle devastazioni, degli incendi e delle manifestazioni scoppiate nel febbraio del 2014 fosse la carenza di prodotti basici. Perché allora non si sono verificati saccheggi di negozi e supermercati, frequenti quando c’è fame e penuria, ma azioni politiche organizzate e concepite per essere amplificate dai media?

    L’Oms e altri organismi internazionali hanno riconosciuto che i progressi compiuti dal Venezuela nel campo della salute sono tra i più avanzati della regione. Perché l’opposizione dice che le violenze sono scoppiate per la “mancanza di medicine”?

    Perché il centro delle proteste contro la “penuria” è stata la Plaza Altamira, un quartiere di classe media e agiata dove vive una maggioranza di abitanti di pelle bianca e non – come sarebbe stato logico – i quartieri poveri e di popolazione meticcia, visto che il Venezuela è il paese con maggior percentuale di afrodiscendenti del Sudamerica eccettuato il Brasile?

    L’Unesco ha riconosciuto che il Venezuela è il quinto paese col maggior numero di matricole universitarie al mondo, che durante il socialismo ha registrato una crescita di oltre 800%. In oltre 15 anni non si ha memoria di una sola lotta del movimento studentesco per ottenere il diritto allo studio e alla gratuità dell’insegnamento universitario. Perché si sono visti studenti in abiti griffati marciare contro “le torture” e per “il cibo”?

    E si potrebbe continuare, citando l’informazione manipolata che è giunta a spacciare per immagini delle proteste in Venezuela fotografie di torture e repressione provenienti invece dal Cile, dall’Europa o da altre parti del mondo.

    E si potrebbe continuare dando voce ai famigliari delle vittime delle “guarimbas” (tecniche di violenza di strada messe in atto dall’estrema destra durante le proteste), ai quali il Parlamento europeo non ha voluto concedere udienza.

    E si potrebbe continuare…

    Questo appello è rivolto a tutte le persone

  • che hanno a cuore libertà e giustizia
  • che riconoscono e difendono il diritto degli oppressi al proprio riscatto
  • e che non hanno paura di farsene contagiare.

    Vi chiediamo di firmarlo.Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”

    caracaschiama@autistici.org

     

    Verso il Secondo Incontro Italiano di Solidarietà con la

    Rivoluzione Bolivariana! 

    Napoli – 10-11-12 Aprile 2015

    ¡Todo 11 tiene su 13!

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