Caracas 8jun2018: día mundial de Jerusalem

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DÍA MUNDIAL DE JERUSALÉM, AL-QUDS, EL DÍA DE LA LIBERTAD

En el marco del último viernes del santo mes de Ramadán, los Movimientos de Solidaridad con Palestina invitan el viernes 08 de Junio a las 2:00pm en la Casa de las primeras letras Simón Rodríguez, al encuentro por un abrazo multi- étnico cultural y multi-religioso de humanidad universal contra el opresor imperial, contra el apartheid colonial, racista y sionista que asesina al pueblo nativo palestino y atenta contra la humanidad.
Compartiremos música, poesía, teatro, palabras y más.

¡Fin del yugo colonial israelí!

Jerusalém, AL-QUDS, La Libertad.

La opinión de un Colombiano viviendo en Venezuela

Barrio Adentro, il sistema sanitario, la scarsità di medicinali

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'apertodi Marco Teruggi

Manicomio, una storia venezuelana

Manicomio è un quartiere sulle colline di Caracas. Un “cerro”, come viene definito, abitato da classi popolari, dalla più umile fino alla parte più bassa della classe media. Presenta sia tutto il bello che le difficoltà dell’universo popolare in questo 2018 venezuelano. Al centro del quartiere c’è un consultorio medico popolare “Barrio Adentro”, ritinteggiato di recente, dentro ci sono pazienti. Tutte le mattine aprono per consulti medici, di pomeriggio i medici percorrono la comunità casa per casa, mentre nell’edificio danno corsi di parto umanizzato.

La riparazione e l’organizzazione del luogo sono state portate avanti per iniziativa della comunità pochi mesi fa. Non hanno atteso le istituzioni, difendere questo spazio di salute è difendere se stessi. Ha quattro anni di vita, serve una popolazione di seimila persone. Prima funzionava in un posto più piccolo e, ancor prima, nelle case dei residenti che le aprivano affinché lì potessero prestare servizio i medici cubani arrivati da poco. Era il 2004, cominciavano ad organizzarsi in comitati per la salute, che poi si sarebbero integrati nei consigli comunali che esistono ancor oggi. Questo spazio è loro ed è centrale in questi tempi di difficoltà materiali.

La comunità organizzata ha già sistemato tre edifici simili in questa zona, parte della zona chiamata “La Pastora.” I “Barrio Adentro” sono il primo livello della sanità, preventivo, ce ne sono circa 160 a Caracas. Non esistevano prima del 1998 (anno della prima vittoria di Hugo Chávez alle elezioni presidenziali, NdT). La salute arrivò, entrò nelle case del quartiere con la rivoluzione. Seguono i Centri Diagnostici Integrali (CDI), nei quali si ha accesso a studi avanzati, ospedalizzazione, cure intermedie, riabilitazione e, in alcuni, chirurgia e traumatologia. Poi ci sono gli ospedali. Tutti i livelli sono gratuiti, e in essi, in particolare nei primi due, operano i medici integrali comunitari, ventimila in totale, formati in questi ultimi anni. Il processo di trasformazione, iniziato nel 1998, ha messo la salute al centro della politica e del bilancio. Ad esempio, per questo 2018, il 72% del bilancio statale è destinato alla spesa sociale, di cui fa parte la salute. Se si cercano forme con cui affrontare un arretramento è perché davvero si è avanzati, soprattutto nelle zone popolari, nelle quali molti medici non volevano andare.

Il problema più grande sono i medicinali. “La situazione è difficile, sono diminuite le quantità, non bastano per tutti i pazienti. Ci organizziamo con Barrio Adentro per fare le visite casa per casa, e dare la priorità alle persone che più hanno bisogno”, spiega Diana Becerra, che fa parte di coloro che hanno sistemato lo spazio.

La difficoltà di garantire l’approvvigionamento dura da quasi tre anni. Le cause sono state quattro: le imprese che hanno ricevuto denaro per importare, da parte dello Stato, non lo hanno fatto nelle quantità concordate; si è andato a creare uno spazio di corruzione intorno alla concessione della valuta per le importazioni; si sono generate distorsioni nella catene di distribuzione; e le sanzioni economiche statunitensi hanno acutizzato la situazione.

Su quest’ultimo aspetto è necessario tenere in considerazione che, come ha indagato Pasqualina Curcio, il Venezuela importa il 64% del totale dei farmaci richiesti: il 34% è infatti comprato dagli Stati Uniti, il 10% dalla Colombia, il 7% dalla Spagna, il 5% dall’Italia, un altro 5% dal Messico e il 3% dal Brasile. Le misure prese dal governo di Donald Trump, che sanzionano imprese che commerciano con il Venezuela, colpiscono quindi, severamente, la capacità di approvvigionamento di medicine, che è un diritto umano fondamentale.

In merito ai meccanismi di distribuzione, punto centrale da risolvere è la scarsità di qualsiasi prodotto; il Governo ha attivato il servizio “0800 Salud Ya” (Salute Ora), che i pazienti possono usare per sollecitare il trattamento necessario. Nello stato Lara, per esempio, al mese di febbraio, erano già state assistite 70 mila persone. Si è optato per una logica di casa per casa, dinanzi alla difficoltà di stabilizzare la distribuzione tramite circuiti regolari. Insieme a questo, si è cercato di rafforzare le farmacie dello Stato, denominate Farmapatria, per poter approvvigionare di medicinali e affinché siano a prezzo accessibile. Perché è successo come con altri prodotti: quando appaiono lo fanno a prezzi irraggiungibili per la gente comune.

Sulla corruzione, si è saputo degli avanzamenti del Ministero Pubblico, che ha scoperto imprese false, dette di “maletín”, o che hanno rubato con meccanismi come la sovrafatturazione e la sotto-importazione. È parte delle indagini generali contro la corruzione, che abbracciano altri punti nevralgici dell’economia, come l’impresa petrolifera statale Pdvsa.

In quanto alle principali imprese importatrici, che sono grandi transnazionali, la domanda è stata: perché continuare a concedere valuta, vedendo i risultati? La sola Sanofi Aventis – condannata in processi per frode in paesi come Algeria e Stati Uniti – ha ricevuto 405 milioni di dollari dallo Stato, tra il 2014 e il 2015, per importare; e sempre nel 2015 i lavoratori dell’impianto venezuelano denunciavano che l’impresa diminuiva la produzione. La maggior parte delle transnazionali farmaceutiche ha cause penali e condanne in diversi paesi. Questo punto si unisce al nodo della corruzione. Pone anche la necessità di decidere una politica di diversificazione delle importazioni, che ha cominciato ad esser sviluppata negli ultimi tempi. Ad aprile, ad esempio, è stato firmato un memorandum di intesa tra Venezuela e Iran per importare medicine, farmaci, vaccini, equipaggiamento medico, ricerca e trasferimento di tecnologia.

La salute è uno dei temi più complicati in Venezuela oggi. La scarsità di medicinali, i prezzi alti quando appaiono, la mancanza di input negli ospedali. Sono realtà che esistono. Dinanzi a tutto ciò, il Governo ha messo in moto meccanismi per cercare di parare i colpi più duri, e allo stesso tempo avanzare su quanto si era già fatto, vale a dire ampliare la rete di assistenza di primo livello, migliorare quella di secondo e di terzo. E non solo il Governo, ma anche le esperienze comunitarie, come a La Pastora, perché la salute, come ogni miglioramento conseguito dal 1999, appartiene alla gente.

Gli sforzi non hanno risolto il problema, che è di fondo e ha a che vedere con la sovranità sulle medicine in un sistema economico di brevetti e grandi laboratori, in un quadro di attacco internazionale contro il Venezuela. La difficoltà, oltre ai sistemi di distribuzione e alla corruzione, è data dal fatto che gli Stati Uniti hanno optato per bloccare il paese, possono contare sull’appoggio di governi alleati, e questo ha l’obiettivo di avere un impatto, tra le altre cose, sull’accesso alle medicine. Come può essere qualificata un’iniziativa pianificata per impedire che una nazione acceda alla salute? L’opposizione venezuelana, da parte sua, chiede più sanzioni per rendere la crisi più profonda, per far sì che ci siano meno medicinali. Per questa, e altre ragioni, continua a non rappresentare una alternativa per una popolazione in cui molti vedono che, in una situazione di difficoltà, solo il Governo cerca soluzioni.

[Trad. dal castigliano di Giuliano Granato]

(VIDEO) Il Venezuela bolivariano e l’orchestra più grande del mondo

L'immagine può contenere: una o più persone, folla, stadio e sMSda Rete Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana 

#Venezuela 11.000 bambini della più grande orchestra mondiale, tutti quanti studiano gratuitamente, hanno reso omaggio a Caracas alla figura dell’ideatore, insieme a Hugo Chávez, di questo sogno realizzato e unico al mondo che ha fatto studiare finora gratuitamente UN MILIONE di giovani musicisti, l’obiettivo sono i 2 milioni.

“Si è trattato del concerto di oltre 10 mila bambini e ragazzi del Sistema di Orchestre e Cori Giovanili e Infantili del Venezuela per rendere omaggio al loro creatore, il Maestro José Antonio Abreu Anselmi, scomparso lo scorso 24 marzo.

Il tutto nel segno della musica come forma d’integrazione e di riscatto sociale perché proprio come lo spiegava lo stesso Abreu “esiste un’espressione di integrazione più bella del coro? Esiste un’immagine di integrazione più eloquente di un’orchestra?”.

È “il più grande progetto musicale di tutti i tempi’’, ha sostenuto sempre Simon Rattle, storico direttore dei Berliner Philarmoniker. Lo stesso direttore Claudio Abbado ha portato e replicato il Sistema di Orchestre in Italia nel 2010.

Durante la cerimonia, a cui ha preso parte anche il Presidente Nicolás Maduro, è stato inoltre celebrato il milionesimo membro de El Sistema. L’intero Poliedro (grande complesso multifunzionale di Caracas) ha applaudito e festeggiato il ragazzo numero “un milione” iscritto al Sistema, José Itriago Anderson di 10 anni.

Il Presidente Nicolás Maduro ha affermato: “Prima di quanto pensiamo raggiungeremo 2 milioni di bambini che faranno parte del Sistema delle Orchestre Simón Bolívar, questa sarà la nostra eredità in onore del Maestro”.

“Il Sistema delle Orchestre ha stabilito il record mondiale per la più grande orchestra mai presentata, 10.701 musicisti sul palco suonando meravigliosi brani della musica universale. Congratulazioni a tutti i ragazzi per questo record del mondo in Venezuela!”, ha sottolineato con emozione il Presidente Maduro.

Sul palcoscenico, i musicisti hanno intonato diversi brani diretti dal giovane direttore d’orchestra Andrés David Ascanio.

Nel corso della cerimonia, il Presidente ha ribadito il suo ringraziamento al maestro Abreu per il suo contributo culturale al Paese: “L’unica cosa che resta da dire è grazie, Maestro Abreu. Grazie, grazie per sempre! Viva il Sistema delle Orchestre Simon Bolívar!” .

Originario dello stato di Trujillo, il Maestro Abreu è riuscito ad espandere questo sistema che oggi possiede 1.681 orchestre di giovani e bambini; 166 gruppi appartenenti al programma Alma Llanera; 1.389 cori infantili e giovanili; 1.983 gruppi di avviamento alla musica e un corpo docente di oltre 10.000 insegnanti in tutto il Venezuela.
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Caracas 16dic2017: Aprendiendo con Anita

Nessun testo alternativo automatico disponibile.por Aprendiendo con Anita 

SÁBADO 16 DE DICIEMBRE DE 2017, TALLER NAVIDEÑO PARA CERRAR EL AÑO 2017.

LA ALEGRÍA DE LA NAVIDAD LLEGÓ AL Consejo Comunal Los Ruices, ASISTE AL TALLER CON CUALQUIER VESTIMENTA NAVIDEÑA, TALES COMO GORRO, BUFANDA, CINTILLO DE NAVIDAD, ENTRE OTROS…

Consejo Comunal Los Ruices y Aprendiendo Con Anita informan: que, el día sábado 16-12-2017 a las 8:30am se realizará el último taller del 2017 que impartirá la facilitadora Anita Texeira Du Vale con la gran colaboración del Consejo Comunal Los Ruices.

En dicho taller se elaborará: Pan de Jamón, Cachitos y Rosca Navideña.

Las personas interesadas en asistir y elaborar cualquiera de los productos mencionados, encontrarán toda la información e instrucciones en las láminas publicadas aquí. Por favor, leer las láminas con detenimiento.

No habrá reservación de cupo, será por orden de llegada hasta llenar el recinto previsto para el taller. Así que, llega temprano!

Cualquier duda llamar a 0414-7863170

Totalmente gratuito, asiste!

FELÍZ NAVIDAD 2017 Y PRÓSPERO AÑO DE VICTORIA 2018 🎅🏼🎄les desea el Consejo Comunal Los Ruices y Aprendiendo Con Anita.

7nov2017: 100 anni di Rivoluzione Bolscevica celebrati in Venezuela

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Comunicado del ALBA-TCP con el Venezuela Bolivariano

VI REUNIÓN EXTRAORDINARIA DEL CONSEJO POLÍTICO DEL ALBA-TCP

Caracas, 08 de Agosto de 2017

 

Los Ministros y Ministras de Relaciones Exteriores de los países miembros de la Alianza Bolivariana para los pueblos de nuestra América-Tratado de Comercio de los Pueblos, (ALBA-TCP) en ocasión de la VI Reunión Extraordinaria del Consejo Político del ALBA-TCP, celebrado en Caracas-República Bolivariana de Venezuela, el 08 de Agosto de 2017.  

 

Reconocemos y felicitamos al pueblo venezolano por la jornada democrática del pasado 30 de julio de 2017, conscientes de que celebrar esos comicios y votar en ellos fue un auténtico acto soberano y que solo compete a los venezolanos superar sus dificultades, sin intromisión, amenazas ni condicionamientos injerencistas.

Reiteramos que las sanciones económicas de carácter unilateral, impuestas contra el pueblo venezolano, constituyen una clara violación del derecho internacional, de los derechos humanos y una inaceptable aplicación intervencionista que tiene como único objetivo afectar de manera directa al pueblo y gobierno bolivariano de Venezuela, para conseguir con ello un cambio de régimen.

Teniendo en cuenta los constantes esfuerzos directos e indirectos de atentar contra la paz y soberanía del pueblo y gobierno de Venezuela, la campaña de desprestigio mediática internacional y las acciones unilaterales, violatorias del Derecho Internacional que afectan hoy la economía venezolana.

 

Destacando que los enemigos históricos de la integración latinoamericana y caribeña han lanzado una guerra no convencional contra los gobiernos y pueblos que más la han defendido, cuyo único objetivo es destruir los avances alcanzados en la región; dividirnos e imponer nuevamente el modelo económico neoliberal para así poder dominar y controlar nuestras riquezas y someternos al control de los intereses transnacionales.

 

Recordando la Declaración de la XIV Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP, el pasado 5 de marzo, en Caracas, Venezuela, en la que se afirmó que “la defensa de Venezuela y de su revolución no es problema exclusivo de los venezolanos. Es causa que convoca a todos los que luchamos por la verdadera independencia en América Latina y El Caribe. En Venezuela se libra hoy la batalla de Ayacucho del siglo XXI.”

 

Rechazamos las sanciones, arbitrarias e ilegales, impuestas por el gobierno de los Estados Unidos, contra ciudadanos venezolanos, incluido el Presidente constitucional Nicolás Maduro Moros. Los países del ALBA-TCP advertimos que se cometen una vez más los mismos errores que los condujeron al fracaso en el pasado.

Declaramos que estas acciones contra  Venezuela no conducirán a ninguna solución que favorezca al pueblo y sólo tienen como objetivo generar más inestabilidad, al alentar a los sectores más violentos de la oposición venezolana. Los países y organismos internacionales que propician la violencia y el caos, serán responsables de sus consecuencias

Exigimos la firme e inmediata condena internacional de la violencia, que ha costado lamentables muertes y numerosas pérdidas al pueblo venezolano.

Reiteramos el llamado al establecimiento de un diálogo constructivo y respetuoso con vistas a avanzar en la estabilidad política y económica de Venezuela. 

Resaltamos el vigor con el que los pueblos latinoamericanos y caribeños defienden los ideales de justicia social y la dignidad del ser humano.

 

Ratificamos nuestro apoyo a la iniciativa emanada de la 38° Reunión Ordinaria de Jefes de Gobierno de CARICOM, del 06 de julio de 2017, donde ofrecen acompañar un proceso de diálogo entre el gobierno y la oposición de Venezuela, a fin de reactivar y dar un reimpulso definitivo a dicha iniciativa que busca la paz en el país.

Reiteramos nuestro más firme rechazo a la política hacia Cuba anunciada por el gobierno de los Estados Unidos de América el 16 de junio de 2017,  que revierte avances alcanzados en los dos últimos años y constituye un retroceso en las relaciones entre ambos países y fortalece el injusto e ilegal bloqueo económico, comercial y financiero contra el pueblo de Cuba.

Igualmente, reiteramos la preocupación expresada por los Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP en su XV Cumbre sobre el tratamiento que reciben los migrantes  latinoamericanos y caribeños, y la necesidad que se respeten sus derechos.

Expresamos que la construcción del muro en la frontera norte de México por parte del gobierno de los Estados Unidos, es una clara  expresión de discriminación y rechazo, a los migrantes de toda América Latina y el Caribe.  Rechazamos las deportaciones masivas de migrantes latinoamericanos y caribeños muchas veces sin respeto a los derechos humanos.

Saludamos los avances que se han alcanzado para la reactivación del Fondo para el Apoyo Legal y Asesoría a los Migrantes del Banco del ALBA.

Nos comprometemos a la observancia y defensa de los postulados de la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz, firmada por los Jefes de Estados y de Gobierno de la región en la II Cumbre de la CELAC.

Convocamos a los pueblos y gobiernos de  América Latina y el Caribe a estar alertas y a unirnos en defensa de nuestra independencia y soberanía regional, así como a cerrar el paso a los que se empeñan en revertir nuestros logros sociales, impedir la integración y la unidad de Nuestra América. 

Asimismo, denunciamos la existencia y el desarrollo de un Plan impulsado por el Imperio, el cual pretende vulnerar el desarrollo de gobiernos progresistas. Sabedores de este Plan estamos conscientes y dispuestos a hacer frente y dar la lucha como bien lo hizo el aguerrido y digno pueblo venezolano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6th EXTRAORDINARY MEETING OF THE

ALBA-TCP POLITICAL COUNCIL

 

Caracas, August 8th, 2017

 

The Foreign Ministers of the member countries of the Bolivarian Alliance for the Peoples of Our America – Peoples’ Trade Treaty (ALBA–TCP), gathered at the 6th Extraordinary Meeting of the ALBA–TCP Political Council, held in Caracas, Bolivarian Republic of Venezuela, on August 8th, 2017.

 

We recognize and congratulate the Venezuelan people for having accomplished a successful democratic day, the past July 30th, 2017. We are aware that holding and participating in these elections represents an authentic act of sovereignty, and the Venezuelans are the only entitled to overcome their difficulties, without any interference, threats or interventionist constraints;

 

We reiterate that the unilateral economic sanctions imposed against the Venezuelan people are a flagrant violation of international law and human rights, as well as an unacceptable interventionist implementation, whose only purpose is to directly hinder the Bolivarian people and government of Venezuela in order to change the regime;

 

Considering the continuous direct and indirect efforts to attack the peace and sovereignty of the people and government of Venezuela, the international media smear campaign and unilateral actions which contravene the international law, thus negatively affecting the Venezuelan economy today;

 

Highlighting that the historical enemies of the Latin American and the Caribbean integration have started a non-conventional war against the governments and people who have most earnestly defended it, whose sole aim is to destroy the progress made in the field of regional integration, to divide us and to impose the neoliberal economic model again, in order to dominate and control our wealth and to subjugate us to transnational interests.

 

We recall the Declaration of the 14th ALBA-TCP Summit of Heads of State and Government, adopted in Caracas, Venezuela, on March 5th, 2017, where it is stated: “The defense of Venezuela and its revolution does not only concern Venezuelans. It is a matter involving all of us who fight for the real independence of Latin America and the Caribbean. The 21st century Ayacucho Battle is being fought in Venezuela today.”

 

We reject the arbitrary and illegal sanctions imposed by the Government of the United States against Venezuelan citizens, including the constitutional Nicolas Maduro Moros. The ALBA -TCP countries warn that the same mistakes that once led to failure are being made again.

 

We state that these actions against Venezuela are far from producing a solution in favor of the people, and only aim to generate more instability, by encouraging the most radical sectors of the Venezuelan opposition. The countries and international organizations that foster violence and chaos shall be accountable for the consequences.

 

We demand the firm and immediate condemn to violence, which has caused regrettable deaths and numerous losses to the Venezuelan people.

 

We reiterate the call to establish a constructive and respectful dialogue with a view to further political and economic stability in Venezuela.

 

We highlight the strength with which Latin American and Caribbean peoples defend their ideals of social justice and dignity of the human beings.

 

We reaffirm our support to the initiative issued from the 38th Meeting of Heads of Government of CARICOM, held on July 6th, 2017, where they offered to accompany a process of dialogue between the government and the opposition in Venezuela, in order to revitalize and relaunch this peace seeking initiative in the country.

 

We reiterate our strongest rejection to the policy towards Cuba announced by the Government of the United States of America on June 16th, 2017, reversing the progress made in the last two years. It also represents a step back in the relations between both countries, and strengthens the unfair and illegal economic, commercial and financial blockade against the Cuban people.

 

We reiterate the concern expressed by the ALBA-TCP Heads of States and Governments, within its 15th Summit, regarding the mistreatment suffered by our Latin American and Caribbean migrant and the need to respect their rights.

 

We consider the construction of the wall in the Northern border of Mexico by the government of the United States to be a clear expression of rejection and discrimination, against the Latin American and Caribbean migrants. We reject the massive deportations of Latin American and Caribbean migrants, many of which disregard human rights.

 

We welcome the progress made to relaunch the Legal Assistance and Advisory Fund for Migrants of the Banco del ALBA.

 

We undertake to abide and defend the postulates of the Declaration of Latin America and The Caribbean as a Zone of Peace signed by the Heads of State and Government of the region at the CELAC 2nd Summit.

 

We urge the peoples and governments of Latin America and the Caribbean to be alert and united in the defense of regional independence and sovereignty, and to block the path to those determined to revert our social achievements and prevent the integration and unity of Our America.

 

Likewise, we denounce the existence and implementation of a plan fostered by the Empire intended to undermine the development of progressive governments. Being aware of such plan, we are willing and able to confront and fight, as the worthy and brave Venezuelan people has historically done.

(FOTO) In Venezuela si insedia la ANC

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Venezuela
 ore 12:00 Il popolo scende da tutti i quartieri di #Caracas e in marcia verso il Palazzo Federale Legislativo accompagna gli eletti alla Assemblea Costituente.

“¡VOLVIÓ, VOLVIÓ, VOLVIÓ, VOLVIÓOOO!”
¡El Comandante Chávez vuelve a la Asamblea!
¡Al Pueblo, lo que es del Pueblo!

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“Ribelli” di giorno, feste di lusso la sera

di Danilo Della Valle 

In questi giorni i media italiani si stanno prodigando per la “causa delle opposizioni venezuelane”, senza avere ovviamente alcun inviato sul posto.

Ci raccontano di una realtà, quella venezuelana, dove i poveri sarebbero oppressi dal governo in carica, regolarmente eletto, che senza alcuna remora starebbe massacrando la popolazione.

Tanti “giornalisti” si sono affannati a scrivere e alimentare uno storytelling che vede in belle giovani “idealiste” barricadere e sognatori senza futuro i protagonisti da edulcorare.

Bene, mentre da Roma scrivono questo, un articolo molto interessante di Andrew Rosati di Bloomberg, non certo un socialista, sta facendo il giro del mondo, e ci racconta una storia ben diversa sui “democratici oppositori” venezuelani.

L’articolo in questione, che allegheremo di seguito in lingua originale, ci racconta di una composizione sociale ben definita alla testa delle proteste, quella dei giovani ricchi che di giorno sono barricaderi violenti e di notte festeggiano nei locali di lusso sulla collina di Chacao, quartiere bene di Caracas ed avamposto delle opposizioni venezuelane.

E così la storia della 24enne Lovrena che dopo una giornata di protesta torna nella Manhattan di Caracas e festeggia in un night di lusso con vari imprenditori locali il suo compleanno, la testimonianza di un proprietario di un ristorante nella zona bene di Caracas e tante altre riprese dall’articolo, si intrecciano mostrandoci un quadro ben diverso da quello dipinto dai nostri media.

Ed è proprio questa narrazione propagandistica di quelli che dovrebbero garantire un punto di vista quantomeno obiettivo, oltre che plurale (cosa ormai impossibile da trovare), che fa passare in secondo piano la grande mobilitazione popolare che ha visto gli afrodiscendenti, i campesinos, gli operai ed i  settori imprenditoriali produttivi formare code fin dal mattino per esprimere il proprio voto con gioia ed allegria, nonostante il boicottaggio, molto spesso violento, delle opposizioni. Come mai coloro che dovrebbero disinteressatamente raccontarci ciò che accade nel mondo evitano di dire tutto?

Come mai omettono che due candidati “chavisti” sono stati assassinati poco prima delle consultazioni? Eppure, nell’era di internet si trovano migliaia di video che sbugiardano questa narrazione. Ed inoltre, i nostri politici che si accalcano a condannare un governo regolarmente eletto, dimenticando quanto sopra e soprattutto dimenticando di condannare il golpe brasiliano, ad esempio, o i bombardamenti nello Yemen o la repressione violenta che invade le strade cilene e messicane, perché lo fanno? Forse la campagna elettorale e già cominciata e servono i voti della comunità italo-venezuelana che in gran parte ha degli interessi che cozzano con quelli della maggioranza del popolo?

P.s. Ma personaggi che non sono mai passati da un’elezione popolare come Alfano e Gentiloni, da che pulpito in queste ore parlano di consenso popolare per il governo Maduro?

Qui nel link il reportage del giornale peruviano elcomercio.pe

Caracas 23lug2017: La insurgencia del capitalismo en Venezuela


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Hoy en la 8va Feria del Libro de Caracas, presentación del libro Contrarrevolución fascista: La insurgencia vergonzante del capitalismo en Venezuela (Editorial Universidad Bolivariana de Venezuela) a cargo de Luis Navarrete Orta y Ramón Medero. Sala Hugo Chávez – 2:00 pm

PRESENTACIÓN

Este trabajo que, bajo el título de El fascismo, vanguardia extremista del capitalismo, vio la luz en septiembre del año 2013, es hoy objeto de una segunda edición, revisada, corregida y ampliada por su autor, el profesor Luis Navarrete Orta, en colaboración con el profesor Ramón Medero.

Se trata de un trabajo enorme en importancia y signifi cación actuales, que apunta a uno de los fenómenos más críticos de nuestra existencia política nacional: la violencia, intolerancia e intransigencia con que el sector partidista de la derecha venezolana, en connivencia con los más retrógrados sectores de la política de otros países y regiones del planeta, ha asumido su papel de oposición política en un régimen democrático.

Papel que comienza con la paradoja de negar, precisamente, la naturaleza democrática de un régimen político que, desde sus inicios hasta hoy, ha celebrado dieciocho elecciones, de todo tipo -presidenciales, estatales y municipales-, incluyendo un referéndum revocatorio presidencial, una enmienda constitucional -que el Gobierno Bolivariano perdió- y la correspondiente a la ratifi cación de la Constitución Bolivariana, hoy vigente; la única en la historia del país sometida a aprobación por voto universal, directo y secreto. Elecciones en las que, por cierto, la derecha opositora, que tanto desdice de las instituciones democráticas, ha participado -inclusive en lo que a sus elecciones internas se refi ere- sin más limitaciones que las que contemplan los reglamentos electorales y leyes de la República.

Resultado de lo cual la oposición ha ganado municipios, gobernaciones, diputaciones en todas las instancias legislativas, y hasta ha conseguido la mayoría en la Asamblea Nacional, aunque ello sólo le haya valido para generar el más inusitado confl icto de poderes que se conozca en la historia venezolana. Pero, según esta derecha, vivimos en una dictadura; la única, que sepamos, en la que todos los días y por todos los medios los ciudadanos que la padecen pueden proclamar a los cuatro vientos que viven en una dictadura.

Lamentablemente, para la oposición y para el país, este es el mito político del que ha vivido la derecha venezolana desde que el Comandante Chávez asumió el poder en 1999. Mito a partir del cual, tras cada evento comicial, ha derrochado su importante capital electoral en un torpe y falaz actuar político que reiteradamente la ha conducido a seguir los retorcidos caminos de la confrontación estéril y violenta. Y es aquí donde la paradoja se torna harto siniestra y peligrosa, en la medida en que la torpeza y la falacia en política es fuente de inspiración de una conducta infame y criminal, como la que caracteriza hoy a la derecha opositora venezolana: fascismo vergonzante la había llamado Navarrete Orta en la primera edición de este trabajo. Califi cativo que, como aclaran ahora los autores, no tiene una connotación histórica rigurosa, sino ampliamente semántica: …la palabra fascismo asume la inmensa carga semántica de todas las formas, tanto genealógicas como generatrices, de los regímenes de ultraderecha que violan en forma fl agrante y extrema los derechos humanos.

Tal es, pues, el punto de partida de un trabajo que no nos habla del fascismo histórico, aún cuando comienza haciendo una básica y necesaria referencia a él; la sufi ciente como para abordar el tema desde la perspectiva que propone: el fascismo como conducta política. Podemos hablar del fascismo de diversas maneras. Como una ideología ecléctica y contradictoria, como un régimen o gobierno en particular, como un estilo de ejercer el poder o como un modo de hacer política. Ésta última es la forma por la que se interesa este trabajo. En este sentido, el fascismo no es otra cosa que la conducta, el modo de hacer política que caracteriza a la derecha opositora de hoy en Venezuela. O el modo de deshacerla, pues tal conducta puede ilustrarse -como de hecho lo permite el texto- con una incompleta aunque suculenta lista de eventos y situaciones que todos hemos vivido y padecido a lo largo del curso de la Revolución Bolivariana y que integran el plato -evidentemente tóxico- que le ofrece la oposición al pueblo venezolano.

Lo que este trabajo nos enseña es que tales eventos y situaciones no representan el mero comportamiento circunstancial de un grupo de individuos descontentos con el Gobierno Bolivariano. Lo que aquí nos proponen los autores es comprender la conducta política de la derecha extrema venezolana no como una suma de hechos reñidos con la institucionalidad democrática, sino como expresión y parte de un ejercicio de la política específi camente dirigido a la destrucción de la democracia y del gobierno revolucionario en tanto que agente histórico de transformación social.

El fascismo nace y se desarrolla históricamente como respuesta radical y agresiva contra todo proceso revolucionario en auge, especialmente si éste es de signo marxista. Cuando los revolucionarios llegan al poder, el fascismo orienta toda su acción a liquidar ese gobierno, utilizando todos los medios a su alcance y, en particular, la violencia terrorista.

De modo que el fascismo vergonzante cuestiona política, ética e institucionalmente la conducta política de la oposición venezolana, o de su núcleo más agresivo. Pero este fascismo no es expresión de la conducta personal o grupal de quienes lo encarnan, sino de la reacción misma del orden capitalista burgués y signo de su fachada más radical y extremista.

(…) el fascismo es, en algunos casos, la vanguardia del capitalismo para enfrentar situaciones de auge revolucionario y, en otros, su retaguardia para apoyar al sistema dominante cuando éste está en difi cultades.

Todo fascismo es de derecha, pero no toda derecha es fascista, nos advierten los autores. Sin embargo, esta no es una mera distinción académica o teórica, ámbitos en los que este trabajo no se propone profundizar.

Lo que se trata aquí, mediante una exposición sencilla y directa, es de contribuir a la conciencia de la ciudadanía respecto al peligro al que hoy se enfrenta: el representado por una derecha extrema y violenta, cuyo comportamiento fascista, pese a todas las opciones políticas y legales de la democracia, se acentúa cada vez más.

Entre las opciones políticas y legales de la democracia, la convocatoria del Presidente Maduro a una Asamblea Nacional Constituyente apela a la misma letra y espíritu democráticos consagrados en la Constitución Bolivariana, y viene a confi rmar lo que ya es tradición en el proceso histórico de la Revolución: el dirimir las diferencias políticas mediante el voto. Sin embargo, al parecer, para quienes viven del mito de la dictadura, acaso no sea más, en las actuales circunstancias, que el modo en que la democracia coloca contra la pared al fascismo vergonzante. Lo cual lo hace mucho más peligroso, agresivo y criminal de lo que ya es. Pero, también, al mismo tiempo, permite a todo venezolano patriota y amante de la paz, cualquiera sea su signo político, armarse democráticamente contra él.
Después de todo, como afi rman Navarrete y Medero, la mejor manera de derrotar al fascismo es ganar la batalla de las ideas.

Este trabajo es, pues, una advertencia respecto al fascismo como conducta política. Pero también, hecho de acuciosas anotaciones que podrían servir de punto de partida para investigaciones y desarrollos más específi cos, se trata de una convocatoria al estudio y la discusión enriquecedora; esto es, a que nos incorporemos a la lucha para derrotarlo.

CENTRO NACIONAL DE HISTORIA
Julio de 2017

Venezuela e l’Assemblea Costituente

Nessun testo alternativo automatico disponibile.da carc.it

Con un’iniziativa incessante iniziata anni fa la destra reazionaria sta in ogni modo cercando di rovesciare il potere bolivariano e in questi mesi la situazione sta precipitando. L’aspetto decisivo, tuttavia, non è la forza della destra, ma gli spazi di manovra che le forze popolari e progressiste le lasciano a causa delle resistenze (politiche, ideologiche) nel portare a un livello più alto il processo di costruzione del socialismo.

L’uno si divide in due. Il processo compiuto dal Venezuela bolivariano è oggi a un punto di svolta: la destra reazionaria sta facendo valere il potere in campo economico e le relazioni commerciali che ha mantenuto, gode del sostegno aperto e ostentato degli imperialisti USA e di quello diretto del Vaticano, fomenta rivolte in nome delle condizioni di vita sempre più precarie di cui lei stessa è responsabile con le sue manovre, corrompe (dove e quando non controlla direttamente) parte dell’apparato statale e della polizia, provoca, organizza e arma bande criminali che alimentano disordini e compiono esecuzioni di attivisti politici e sindacali. Una spirale che porta il paese nel caos.

Già ai tempi del tentativo del colpo di stato del 2002 la vera forza del governo bolivariano, all’epoca guidato da Chavez, si rivelò essere il protagonismo delle masse popolari: la mobilitazione di centinaia di migliaia di persone, in sostegno dell’Esercito, sventarono eroicamente il golpe. Questa la via da seguire, quindi, ovunque si voglia farla finita con la borghesia imperialista e il suo potere: diffondere ovunque e alzare sempre di più il protagonismo delle masse popolari non solo per governare un paese ma per prendersi il potere!

Questa sembra la strada che il governo intende prendere a partire dalla conovocazione dell’Assemblea Nazionale Costituente, aspetto che approfondiamo nell’articolo che segue.

Scarica qui un breve dossier su quanto sta accadendo in Venezuela: DOSSIER VENEZUELA.pdf

***

da www.lantidiplomatico.it

Tutto quello che devi sapere sull’Assemblea Costituente in Venezuela

Il presidente Nicolás Maduro ha convocato un’Assemblea Nazionale Costituente. In cosa consiste l’inaspettata mossa del governo venezuelano?

Di Nazareth Balbás – RT

«Convoco il potere costituente originario del popolo, è il momento, questo è il cammino. Non ci hanno lasciato alternative», ha dichiarato il presidente Nicolás Maduro.

La possibilità di una Costituente, già ventilata qualche settimana fa, si è concretizzata nel corso della massiccia mobilitazione del chavismo per la Festa dei Lavoratori nel centro di Caracas. In parallelo, l’opposizione ha organizzato un’altra giornata di proteste contro il presidente, cercando di giungere – senza permesso e senza successo – fino alla sede del Tribunale Supremo di Giustizia (TSJ), ubicata nella stessa zona dove si trovava la marcia pro-governativa.

L’escalation di violenza nelle strade, prodotto degli appelli allo scontro dell’opposizione, così come delle reiterate accuse a Maduro di essere un «dittatore», hanno creato uno scenario dove l’obiettivo è legittimare il carattere democratico del «potere costituente originario» per risolvere la congiuntura politica. Ma in cosa consisterà questo processo?

Qual è l’obiettivo dell’Assemblea Nazionale Costituente?

Secondo l’articolo 327 della Costituzione, il popolo venezuelano – depositario del potere costituente – può convocare un’Assemblea Nazionale Costituente per «trasformare lo Stato, creare un nuovo ordinamento giuridico e redigere una nuova Costituzione».

Maduro può convocare un’Assemblea Nazionale Costituente?

Sì. Secondo l’articolo 348 della Costituzione Bolivariana, il presidente ha la facoltà di convocarla.

L’opposizione può partecipare all’Assemblea Nazionale Costituente?

Sì. Tra 200 e 250 costituenti, di qualsiasi segno politico, saranno eletti a scrutinio diretto, universale e segreto per formare un assemblea, incaricata di redigere il nuovo testo costituzionale.

Cosa succede adesso?

Una volta annunciato il processo, dev’essere approvato il decreto di convocazione dell’Assemblea Nazionale Costiuente. Il presidente Maduro lo ha firmato lunedì notte.

Che ruolo gioca il Consiglio Nazionale Elettorale?

Il Potere Elettorale deve verificare che la convocazione sia sta effettuata correttamente.

Cosa accadrà all’Assemblea Nazionale?

Il Parlamento cesserà le sue funzioni, dal momento che l’Assemblea Costituente sarà incaricata di legiferare.

Il testo costituzionale sarà sottoposto a votazione?

Sì, tutto quello che sarà deciso dall’Assemblea Costituente sarà sottoposto all’approvazione del popolo.

Quale organismo può opporsi alle decisioni dell’Assemblea Costituente?

Quanto approvato dall’Assemblea Nazionale dev’essere coerente con la Costituzione vigente. Se, per esempio, viene proposto un articolo che introduce la pena di morte, questo entra in contraddizione con i principi dell’attuale Costituzione, pertanto può essere attivato l’articolo 350 che abilita il Tribunale Supremo di Giustizia a decidere sulla questione.

(FOTO) 4apr2017: Le manifestazioni bolivariane in Venezuela

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