(VIDEO) 9mar2019: El Presidente Maduro en la marcha antiimperialista

Caracas 21feb2019: La “Estafeta Cultural” con Marinella Correggia

Guaidó, la fine di tutti i tuoi sogni

Nessuna descrizione della foto disponibile.di Carola Chávez

Ho visto le tue foto su Facebook, felicissima, lì nella strada di Las Mercedes, dove facevamo festa quando eravamo bambine, ricordi? Ti ho visto con il tuo nuovo berretto tricolore, con il tuo bel taglio di capelli, con i tuoi orecchini e le tue collane, con i tuoi bei vestiti. Sei sempre così civettuola, così ben curata, con il tuo buon gusto. Non ho visto i tuoi figli, suppongo che siano rimasti a casa della nonna.

Immagino che sia stato meglio: i bambini, silenziosi, sicuri e ben curati. Perché facciamo tutto per i bambini, vero? È per questo che sei uscita quel sabato, “per lottare per il loro futuro. E ti sei fermata lì per ascoltare il tuo nuovo leader, con attenzione, e quando ha chiesto – perché il mondo sappia – se vi spaventasse una guerra civile, tu, per il futuro dei tuoi figli, hai gridato con determinazione che “Nooooo!” che non avevi paura, come non hai paura di un’invasione dei Marines; tutto ciò che è necessario per liberarsi da quei chavisti, anche se tra quei chavisti ci sono i tuoi cugini e tuo padre.

Una guerra civile, che emozione! Voi credete che questa guerra, che dite di non temere, inizierà lontano dalla Caracas orientale, nel quartiere “23 de Enero”, mai nella zona Est della città, perché ci sono strade chiuse con posti di blocco e i loro vigilanti sottopagati impediranno alla violenza, che la guerra comporta, di raggiungere le vostre strade tranquille.

Voi credete che la scuola dei vostri figli continuerà a seguire felicemente i bambini, i quali, lontano dal terrore e dalla morte, continueranno le loro lezioni di inglese.

Che la tua vita rimarrà immutata e ancora meglio, libera.

Che la vostra attività crescerà perché non c’è niente di meglio per l’economia familiare di una guerra a meno che il vostro negozio non sia di pompe funebri. Niente è più bello di un massacro tra vicini, familiari e amici, io ti uccido, tu mi uccidi, e quelle profonde ferite che non guariscono mai più. La cosa importante è liberarsi del chavismo.

Vi conosco, conosco le vostre aspirazioni, il valore che date a quelle cose che chiamate “qualità della vita”, la vostra carriera, la vostra preziosa casa, la vostra sicurezza, il vostro futuro e quello dei vostri figli. Conosco anche la follia che ti cattura ogni volta che i tuoi capi organizzano una guarimba.

E perché ti amo, perché amo i tuoi figli, devo dirti, anche se invano, quella guerra civile che Guaidó vuole, che tu dici di non temere, sarebbe la fine di tutti i tuoi sogni, il futuro dei tuoi figli, la tua casa perduta, la tua vita persa nella fuga. Perché ti amo, voglio che tu capisca che nella guerra civile che vuoi non ci sono weekend, neanche per i bambini, nella tranquillità di Puerto Azul.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Romina Capone]

 

Guaidó, el fin de todos tus sueños

Immagine correlatapor Carola Chávez

Vi tus fotos en Facebook, contentísima, allí en la principal de Las Mercedes, donde rumbeábamos cuando éramos chamas ¿te acuerdas?. Te vi con tu gorra tricolor nuevecita, con tu corte de pelo precioso, con tus zarcillos y tus collares, con tu ropa linda. Tú siempre tan coqueta, tan bien arreglada, con tu buen gusto. No vi a tus niños, supongo que se quedaron en casa de la Yaya.

Supongo que así era mejor: los chamos tranquilos, seguros y bien cuidados. Porque todo lo hacemos por los chamos ¿no?. Por eso saliste ese sábado, “a luchar por su futuro”. Y te paraste ahí a escuchar a tu nuevo líder, atentamente, y cuando él les preguntó -para que lo supiera el mundo- si les daba miedo una guerra civil, tú, por el futuro de tus hijos, gritaste decidida que ¡Nooooo! que no te daba miedo, como no te da miedo una invasión de los marines; lo que sea necesario para salir de los chavistas esos, aunque entre esos chavistas estén tus primos, tu papá.

Una guerra civil ¡qué emocionante!. Supongo que te imaginas que esa guerra, a la que no temes, sucedería lejos del este de Caracas, digamos, en el 23 de enero, nunca en el este de Este, porque ahí tienen calles cerradas con garitas de vigilancia y sus vigilantes subpagados van a evitar que la violencia que supone una guerra llegue a tu plácida calle. Supongo que crees que el colegio de tus chamos seguiría atendiendo a los niños felizmente, que lejos del terror y la muerte, tus niños seguirían sus clases de inglés. Que tu vida seguiría intacta y hasta mejor, tú sabes, en libertad.

Que tu negocio florecería porque no hay nada mejor para la economía familiar que una guerra ¡Lástima que tu negocio no sea funerario!. Nada más hermoso que una matazón entre vecinos, familiares y amigos, o te mato o me matas y aquellas heridas profundas que no se curan más nunca. Lo importante es salir del chavismo.

Immagine correlata

Te conozco, conozco tus aspiraciones, el valor que le das a esas cosas que llamas “calidad de vida”, tu carrera, tu casa preciosa, tu seguridad, tu futuro y el de tus hijos. Conozco también la locura que te atrapa cada vez que tus líderes te inventan una guarimba. Y porque te quiero, porque quiero a tus niños, debo decirte, aunque sea en vano, que esa guerra civil que quiere Guaidog, esa que dices no temerle, sería el fin de todos tus sueños, del futuro de tus niños, tu casa perdida, tu vida abandonada en la huída. Porque te quiero, quiero que entiendas que en la guerra civil que deseas tampoco hay fines de semana, para los niños, en la tranquilidad de Puerto Azul.

Caracas 8jun2018: día mundial de Jerusalem

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

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DÍA MUNDIAL DE JERUSALÉM, AL-QUDS, EL DÍA DE LA LIBERTAD

En el marco del último viernes del santo mes de Ramadán, los Movimientos de Solidaridad con Palestina invitan el viernes 08 de Junio a las 2:00pm en la Casa de las primeras letras Simón Rodríguez, al encuentro por un abrazo multi- étnico cultural y multi-religioso de humanidad universal contra el opresor imperial, contra el apartheid colonial, racista y sionista que asesina al pueblo nativo palestino y atenta contra la humanidad.
Compartiremos música, poesía, teatro, palabras y más.

¡Fin del yugo colonial israelí!

Jerusalém, AL-QUDS, La Libertad.

La opinión de un Colombiano viviendo en Venezuela

Barrio Adentro, il sistema sanitario, la scarsità di medicinali

L'immagine può contenere: 2 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio all'apertodi Marco Teruggi

Manicomio, una storia venezuelana

Manicomio è un quartiere sulle colline di Caracas. Un “cerro”, come viene definito, abitato da classi popolari, dalla più umile fino alla parte più bassa della classe media. Presenta sia tutto il bello che le difficoltà dell’universo popolare in questo 2018 venezuelano. Al centro del quartiere c’è un consultorio medico popolare “Barrio Adentro”, ritinteggiato di recente, dentro ci sono pazienti. Tutte le mattine aprono per consulti medici, di pomeriggio i medici percorrono la comunità casa per casa, mentre nell’edificio danno corsi di parto umanizzato.

La riparazione e l’organizzazione del luogo sono state portate avanti per iniziativa della comunità pochi mesi fa. Non hanno atteso le istituzioni, difendere questo spazio di salute è difendere se stessi. Ha quattro anni di vita, serve una popolazione di seimila persone. Prima funzionava in un posto più piccolo e, ancor prima, nelle case dei residenti che le aprivano affinché lì potessero prestare servizio i medici cubani arrivati da poco. Era il 2004, cominciavano ad organizzarsi in comitati per la salute, che poi si sarebbero integrati nei consigli comunali che esistono ancor oggi. Questo spazio è loro ed è centrale in questi tempi di difficoltà materiali.

La comunità organizzata ha già sistemato tre edifici simili in questa zona, parte della zona chiamata “La Pastora.” I “Barrio Adentro” sono il primo livello della sanità, preventivo, ce ne sono circa 160 a Caracas. Non esistevano prima del 1998 (anno della prima vittoria di Hugo Chávez alle elezioni presidenziali, NdT). La salute arrivò, entrò nelle case del quartiere con la rivoluzione. Seguono i Centri Diagnostici Integrali (CDI), nei quali si ha accesso a studi avanzati, ospedalizzazione, cure intermedie, riabilitazione e, in alcuni, chirurgia e traumatologia. Poi ci sono gli ospedali. Tutti i livelli sono gratuiti, e in essi, in particolare nei primi due, operano i medici integrali comunitari, ventimila in totale, formati in questi ultimi anni. Il processo di trasformazione, iniziato nel 1998, ha messo la salute al centro della politica e del bilancio. Ad esempio, per questo 2018, il 72% del bilancio statale è destinato alla spesa sociale, di cui fa parte la salute. Se si cercano forme con cui affrontare un arretramento è perché davvero si è avanzati, soprattutto nelle zone popolari, nelle quali molti medici non volevano andare.

Il problema più grande sono i medicinali. “La situazione è difficile, sono diminuite le quantità, non bastano per tutti i pazienti. Ci organizziamo con Barrio Adentro per fare le visite casa per casa, e dare la priorità alle persone che più hanno bisogno”, spiega Diana Becerra, che fa parte di coloro che hanno sistemato lo spazio.

La difficoltà di garantire l’approvvigionamento dura da quasi tre anni. Le cause sono state quattro: le imprese che hanno ricevuto denaro per importare, da parte dello Stato, non lo hanno fatto nelle quantità concordate; si è andato a creare uno spazio di corruzione intorno alla concessione della valuta per le importazioni; si sono generate distorsioni nella catene di distribuzione; e le sanzioni economiche statunitensi hanno acutizzato la situazione.

Su quest’ultimo aspetto è necessario tenere in considerazione che, come ha indagato Pasqualina Curcio, il Venezuela importa il 64% del totale dei farmaci richiesti: il 34% è infatti comprato dagli Stati Uniti, il 10% dalla Colombia, il 7% dalla Spagna, il 5% dall’Italia, un altro 5% dal Messico e il 3% dal Brasile. Le misure prese dal governo di Donald Trump, che sanzionano imprese che commerciano con il Venezuela, colpiscono quindi, severamente, la capacità di approvvigionamento di medicine, che è un diritto umano fondamentale.

In merito ai meccanismi di distribuzione, punto centrale da risolvere è la scarsità di qualsiasi prodotto; il Governo ha attivato il servizio “0800 Salud Ya” (Salute Ora), che i pazienti possono usare per sollecitare il trattamento necessario. Nello stato Lara, per esempio, al mese di febbraio, erano già state assistite 70 mila persone. Si è optato per una logica di casa per casa, dinanzi alla difficoltà di stabilizzare la distribuzione tramite circuiti regolari. Insieme a questo, si è cercato di rafforzare le farmacie dello Stato, denominate Farmapatria, per poter approvvigionare di medicinali e affinché siano a prezzo accessibile. Perché è successo come con altri prodotti: quando appaiono lo fanno a prezzi irraggiungibili per la gente comune.

Sulla corruzione, si è saputo degli avanzamenti del Ministero Pubblico, che ha scoperto imprese false, dette di “maletín”, o che hanno rubato con meccanismi come la sovrafatturazione e la sotto-importazione. È parte delle indagini generali contro la corruzione, che abbracciano altri punti nevralgici dell’economia, come l’impresa petrolifera statale Pdvsa.

In quanto alle principali imprese importatrici, che sono grandi transnazionali, la domanda è stata: perché continuare a concedere valuta, vedendo i risultati? La sola Sanofi Aventis – condannata in processi per frode in paesi come Algeria e Stati Uniti – ha ricevuto 405 milioni di dollari dallo Stato, tra il 2014 e il 2015, per importare; e sempre nel 2015 i lavoratori dell’impianto venezuelano denunciavano che l’impresa diminuiva la produzione. La maggior parte delle transnazionali farmaceutiche ha cause penali e condanne in diversi paesi. Questo punto si unisce al nodo della corruzione. Pone anche la necessità di decidere una politica di diversificazione delle importazioni, che ha cominciato ad esser sviluppata negli ultimi tempi. Ad aprile, ad esempio, è stato firmato un memorandum di intesa tra Venezuela e Iran per importare medicine, farmaci, vaccini, equipaggiamento medico, ricerca e trasferimento di tecnologia.

La salute è uno dei temi più complicati in Venezuela oggi. La scarsità di medicinali, i prezzi alti quando appaiono, la mancanza di input negli ospedali. Sono realtà che esistono. Dinanzi a tutto ciò, il Governo ha messo in moto meccanismi per cercare di parare i colpi più duri, e allo stesso tempo avanzare su quanto si era già fatto, vale a dire ampliare la rete di assistenza di primo livello, migliorare quella di secondo e di terzo. E non solo il Governo, ma anche le esperienze comunitarie, come a La Pastora, perché la salute, come ogni miglioramento conseguito dal 1999, appartiene alla gente.

Gli sforzi non hanno risolto il problema, che è di fondo e ha a che vedere con la sovranità sulle medicine in un sistema economico di brevetti e grandi laboratori, in un quadro di attacco internazionale contro il Venezuela. La difficoltà, oltre ai sistemi di distribuzione e alla corruzione, è data dal fatto che gli Stati Uniti hanno optato per bloccare il paese, possono contare sull’appoggio di governi alleati, e questo ha l’obiettivo di avere un impatto, tra le altre cose, sull’accesso alle medicine. Come può essere qualificata un’iniziativa pianificata per impedire che una nazione acceda alla salute? L’opposizione venezuelana, da parte sua, chiede più sanzioni per rendere la crisi più profonda, per far sì che ci siano meno medicinali. Per questa, e altre ragioni, continua a non rappresentare una alternativa per una popolazione in cui molti vedono che, in una situazione di difficoltà, solo il Governo cerca soluzioni.

[Trad. dal castigliano di Giuliano Granato]

(VIDEO) Il Venezuela bolivariano e l’orchestra più grande del mondo

L'immagine può contenere: una o più persone, folla, stadio e sMSda Rete Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana 

#Venezuela 11.000 bambini della più grande orchestra mondiale, tutti quanti studiano gratuitamente, hanno reso omaggio a Caracas alla figura dell’ideatore, insieme a Hugo Chávez, di questo sogno realizzato e unico al mondo che ha fatto studiare finora gratuitamente UN MILIONE di giovani musicisti, l’obiettivo sono i 2 milioni.

“Si è trattato del concerto di oltre 10 mila bambini e ragazzi del Sistema di Orchestre e Cori Giovanili e Infantili del Venezuela per rendere omaggio al loro creatore, il Maestro José Antonio Abreu Anselmi, scomparso lo scorso 24 marzo.

Il tutto nel segno della musica come forma d’integrazione e di riscatto sociale perché proprio come lo spiegava lo stesso Abreu “esiste un’espressione di integrazione più bella del coro? Esiste un’immagine di integrazione più eloquente di un’orchestra?”.

È “il più grande progetto musicale di tutti i tempi’’, ha sostenuto sempre Simon Rattle, storico direttore dei Berliner Philarmoniker. Lo stesso direttore Claudio Abbado ha portato e replicato il Sistema di Orchestre in Italia nel 2010.

Durante la cerimonia, a cui ha preso parte anche il Presidente Nicolás Maduro, è stato inoltre celebrato il milionesimo membro de El Sistema. L’intero Poliedro (grande complesso multifunzionale di Caracas) ha applaudito e festeggiato il ragazzo numero “un milione” iscritto al Sistema, José Itriago Anderson di 10 anni.

Il Presidente Nicolás Maduro ha affermato: “Prima di quanto pensiamo raggiungeremo 2 milioni di bambini che faranno parte del Sistema delle Orchestre Simón Bolívar, questa sarà la nostra eredità in onore del Maestro”.

“Il Sistema delle Orchestre ha stabilito il record mondiale per la più grande orchestra mai presentata, 10.701 musicisti sul palco suonando meravigliosi brani della musica universale. Congratulazioni a tutti i ragazzi per questo record del mondo in Venezuela!”, ha sottolineato con emozione il Presidente Maduro.

Sul palcoscenico, i musicisti hanno intonato diversi brani diretti dal giovane direttore d’orchestra Andrés David Ascanio.

Nel corso della cerimonia, il Presidente ha ribadito il suo ringraziamento al maestro Abreu per il suo contributo culturale al Paese: “L’unica cosa che resta da dire è grazie, Maestro Abreu. Grazie, grazie per sempre! Viva il Sistema delle Orchestre Simon Bolívar!” .

Originario dello stato di Trujillo, il Maestro Abreu è riuscito ad espandere questo sistema che oggi possiede 1.681 orchestre di giovani e bambini; 166 gruppi appartenenti al programma Alma Llanera; 1.389 cori infantili e giovanili; 1.983 gruppi di avviamento alla musica e un corpo docente di oltre 10.000 insegnanti in tutto il Venezuela.
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Caracas 16dic2017: Aprendiendo con Anita

Nessun testo alternativo automatico disponibile.por Aprendiendo con Anita 

SÁBADO 16 DE DICIEMBRE DE 2017, TALLER NAVIDEÑO PARA CERRAR EL AÑO 2017.

LA ALEGRÍA DE LA NAVIDAD LLEGÓ AL Consejo Comunal Los Ruices, ASISTE AL TALLER CON CUALQUIER VESTIMENTA NAVIDEÑA, TALES COMO GORRO, BUFANDA, CINTILLO DE NAVIDAD, ENTRE OTROS…

Consejo Comunal Los Ruices y Aprendiendo Con Anita informan: que, el día sábado 16-12-2017 a las 8:30am se realizará el último taller del 2017 que impartirá la facilitadora Anita Texeira Du Vale con la gran colaboración del Consejo Comunal Los Ruices.

En dicho taller se elaborará: Pan de Jamón, Cachitos y Rosca Navideña.

Las personas interesadas en asistir y elaborar cualquiera de los productos mencionados, encontrarán toda la información e instrucciones en las láminas publicadas aquí. Por favor, leer las láminas con detenimiento.

No habrá reservación de cupo, será por orden de llegada hasta llenar el recinto previsto para el taller. Así que, llega temprano!

Cualquier duda llamar a 0414-7863170

Totalmente gratuito, asiste!

FELÍZ NAVIDAD 2017 Y PRÓSPERO AÑO DE VICTORIA 2018 🎅🏼🎄les desea el Consejo Comunal Los Ruices y Aprendiendo Con Anita.

7nov2017: 100 anni di Rivoluzione Bolscevica celebrati in Venezuela

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Comunicado del ALBA-TCP con el Venezuela Bolivariano

VI REUNIÓN EXTRAORDINARIA DEL CONSEJO POLÍTICO DEL ALBA-TCP

Caracas, 08 de Agosto de 2017

 

Los Ministros y Ministras de Relaciones Exteriores de los países miembros de la Alianza Bolivariana para los pueblos de nuestra América-Tratado de Comercio de los Pueblos, (ALBA-TCP) en ocasión de la VI Reunión Extraordinaria del Consejo Político del ALBA-TCP, celebrado en Caracas-República Bolivariana de Venezuela, el 08 de Agosto de 2017.  

 

Reconocemos y felicitamos al pueblo venezolano por la jornada democrática del pasado 30 de julio de 2017, conscientes de que celebrar esos comicios y votar en ellos fue un auténtico acto soberano y que solo compete a los venezolanos superar sus dificultades, sin intromisión, amenazas ni condicionamientos injerencistas.

Reiteramos que las sanciones económicas de carácter unilateral, impuestas contra el pueblo venezolano, constituyen una clara violación del derecho internacional, de los derechos humanos y una inaceptable aplicación intervencionista que tiene como único objetivo afectar de manera directa al pueblo y gobierno bolivariano de Venezuela, para conseguir con ello un cambio de régimen.

Teniendo en cuenta los constantes esfuerzos directos e indirectos de atentar contra la paz y soberanía del pueblo y gobierno de Venezuela, la campaña de desprestigio mediática internacional y las acciones unilaterales, violatorias del Derecho Internacional que afectan hoy la economía venezolana.

 

Destacando que los enemigos históricos de la integración latinoamericana y caribeña han lanzado una guerra no convencional contra los gobiernos y pueblos que más la han defendido, cuyo único objetivo es destruir los avances alcanzados en la región; dividirnos e imponer nuevamente el modelo económico neoliberal para así poder dominar y controlar nuestras riquezas y someternos al control de los intereses transnacionales.

 

Recordando la Declaración de la XIV Cumbre de Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP, el pasado 5 de marzo, en Caracas, Venezuela, en la que se afirmó que “la defensa de Venezuela y de su revolución no es problema exclusivo de los venezolanos. Es causa que convoca a todos los que luchamos por la verdadera independencia en América Latina y El Caribe. En Venezuela se libra hoy la batalla de Ayacucho del siglo XXI.”

 

Rechazamos las sanciones, arbitrarias e ilegales, impuestas por el gobierno de los Estados Unidos, contra ciudadanos venezolanos, incluido el Presidente constitucional Nicolás Maduro Moros. Los países del ALBA-TCP advertimos que se cometen una vez más los mismos errores que los condujeron al fracaso en el pasado.

Declaramos que estas acciones contra  Venezuela no conducirán a ninguna solución que favorezca al pueblo y sólo tienen como objetivo generar más inestabilidad, al alentar a los sectores más violentos de la oposición venezolana. Los países y organismos internacionales que propician la violencia y el caos, serán responsables de sus consecuencias

Exigimos la firme e inmediata condena internacional de la violencia, que ha costado lamentables muertes y numerosas pérdidas al pueblo venezolano.

Reiteramos el llamado al establecimiento de un diálogo constructivo y respetuoso con vistas a avanzar en la estabilidad política y económica de Venezuela. 

Resaltamos el vigor con el que los pueblos latinoamericanos y caribeños defienden los ideales de justicia social y la dignidad del ser humano.

 

Ratificamos nuestro apoyo a la iniciativa emanada de la 38° Reunión Ordinaria de Jefes de Gobierno de CARICOM, del 06 de julio de 2017, donde ofrecen acompañar un proceso de diálogo entre el gobierno y la oposición de Venezuela, a fin de reactivar y dar un reimpulso definitivo a dicha iniciativa que busca la paz en el país.

Reiteramos nuestro más firme rechazo a la política hacia Cuba anunciada por el gobierno de los Estados Unidos de América el 16 de junio de 2017,  que revierte avances alcanzados en los dos últimos años y constituye un retroceso en las relaciones entre ambos países y fortalece el injusto e ilegal bloqueo económico, comercial y financiero contra el pueblo de Cuba.

Igualmente, reiteramos la preocupación expresada por los Jefes de Estado y de Gobierno del ALBA-TCP en su XV Cumbre sobre el tratamiento que reciben los migrantes  latinoamericanos y caribeños, y la necesidad que se respeten sus derechos.

Expresamos que la construcción del muro en la frontera norte de México por parte del gobierno de los Estados Unidos, es una clara  expresión de discriminación y rechazo, a los migrantes de toda América Latina y el Caribe.  Rechazamos las deportaciones masivas de migrantes latinoamericanos y caribeños muchas veces sin respeto a los derechos humanos.

Saludamos los avances que se han alcanzado para la reactivación del Fondo para el Apoyo Legal y Asesoría a los Migrantes del Banco del ALBA.

Nos comprometemos a la observancia y defensa de los postulados de la Proclama de América Latina y el Caribe como Zona de Paz, firmada por los Jefes de Estados y de Gobierno de la región en la II Cumbre de la CELAC.

Convocamos a los pueblos y gobiernos de  América Latina y el Caribe a estar alertas y a unirnos en defensa de nuestra independencia y soberanía regional, así como a cerrar el paso a los que se empeñan en revertir nuestros logros sociales, impedir la integración y la unidad de Nuestra América. 

Asimismo, denunciamos la existencia y el desarrollo de un Plan impulsado por el Imperio, el cual pretende vulnerar el desarrollo de gobiernos progresistas. Sabedores de este Plan estamos conscientes y dispuestos a hacer frente y dar la lucha como bien lo hizo el aguerrido y digno pueblo venezolano.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6th EXTRAORDINARY MEETING OF THE

ALBA-TCP POLITICAL COUNCIL

 

Caracas, August 8th, 2017

 

The Foreign Ministers of the member countries of the Bolivarian Alliance for the Peoples of Our America – Peoples’ Trade Treaty (ALBA–TCP), gathered at the 6th Extraordinary Meeting of the ALBA–TCP Political Council, held in Caracas, Bolivarian Republic of Venezuela, on August 8th, 2017.

 

We recognize and congratulate the Venezuelan people for having accomplished a successful democratic day, the past July 30th, 2017. We are aware that holding and participating in these elections represents an authentic act of sovereignty, and the Venezuelans are the only entitled to overcome their difficulties, without any interference, threats or interventionist constraints;

 

We reiterate that the unilateral economic sanctions imposed against the Venezuelan people are a flagrant violation of international law and human rights, as well as an unacceptable interventionist implementation, whose only purpose is to directly hinder the Bolivarian people and government of Venezuela in order to change the regime;

 

Considering the continuous direct and indirect efforts to attack the peace and sovereignty of the people and government of Venezuela, the international media smear campaign and unilateral actions which contravene the international law, thus negatively affecting the Venezuelan economy today;

 

Highlighting that the historical enemies of the Latin American and the Caribbean integration have started a non-conventional war against the governments and people who have most earnestly defended it, whose sole aim is to destroy the progress made in the field of regional integration, to divide us and to impose the neoliberal economic model again, in order to dominate and control our wealth and to subjugate us to transnational interests.

 

We recall the Declaration of the 14th ALBA-TCP Summit of Heads of State and Government, adopted in Caracas, Venezuela, on March 5th, 2017, where it is stated: “The defense of Venezuela and its revolution does not only concern Venezuelans. It is a matter involving all of us who fight for the real independence of Latin America and the Caribbean. The 21st century Ayacucho Battle is being fought in Venezuela today.”

 

We reject the arbitrary and illegal sanctions imposed by the Government of the United States against Venezuelan citizens, including the constitutional Nicolas Maduro Moros. The ALBA -TCP countries warn that the same mistakes that once led to failure are being made again.

 

We state that these actions against Venezuela are far from producing a solution in favor of the people, and only aim to generate more instability, by encouraging the most radical sectors of the Venezuelan opposition. The countries and international organizations that foster violence and chaos shall be accountable for the consequences.

 

We demand the firm and immediate condemn to violence, which has caused regrettable deaths and numerous losses to the Venezuelan people.

 

We reiterate the call to establish a constructive and respectful dialogue with a view to further political and economic stability in Venezuela.

 

We highlight the strength with which Latin American and Caribbean peoples defend their ideals of social justice and dignity of the human beings.

 

We reaffirm our support to the initiative issued from the 38th Meeting of Heads of Government of CARICOM, held on July 6th, 2017, where they offered to accompany a process of dialogue between the government and the opposition in Venezuela, in order to revitalize and relaunch this peace seeking initiative in the country.

 

We reiterate our strongest rejection to the policy towards Cuba announced by the Government of the United States of America on June 16th, 2017, reversing the progress made in the last two years. It also represents a step back in the relations between both countries, and strengthens the unfair and illegal economic, commercial and financial blockade against the Cuban people.

 

We reiterate the concern expressed by the ALBA-TCP Heads of States and Governments, within its 15th Summit, regarding the mistreatment suffered by our Latin American and Caribbean migrant and the need to respect their rights.

 

We consider the construction of the wall in the Northern border of Mexico by the government of the United States to be a clear expression of rejection and discrimination, against the Latin American and Caribbean migrants. We reject the massive deportations of Latin American and Caribbean migrants, many of which disregard human rights.

 

We welcome the progress made to relaunch the Legal Assistance and Advisory Fund for Migrants of the Banco del ALBA.

 

We undertake to abide and defend the postulates of the Declaration of Latin America and The Caribbean as a Zone of Peace signed by the Heads of State and Government of the region at the CELAC 2nd Summit.

 

We urge the peoples and governments of Latin America and the Caribbean to be alert and united in the defense of regional independence and sovereignty, and to block the path to those determined to revert our social achievements and prevent the integration and unity of Our America.

 

Likewise, we denounce the existence and implementation of a plan fostered by the Empire intended to undermine the development of progressive governments. Being aware of such plan, we are willing and able to confront and fight, as the worthy and brave Venezuelan people has historically done.

(FOTO) In Venezuela si insedia la ANC

L'immagine può contenere: sMSda Rete di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “Caracas ChiAma”


#
Venezuela
 ore 12:00 Il popolo scende da tutti i quartieri di #Caracas e in marcia verso il Palazzo Federale Legislativo accompagna gli eletti alla Assemblea Costituente.

“¡VOLVIÓ, VOLVIÓ, VOLVIÓ, VOLVIÓOOO!”
¡El Comandante Chávez vuelve a la Asamblea!
¡Al Pueblo, lo que es del Pueblo!

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