(VIDEO) Venezuela: il popolo armato non sarà mai schiacciato!

79465005_3766058573407936_7777831910700482560_odi Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”

“Oggi è un giorno di vittoria: sette anni dopo, il famoso Giorno della Lealtà e dell’amore per Chávez, posso dichiarare al Venezuela e al mondo che abbiamo raggiunto i 3 milioni e 300 mila miliziani e miliziane organizzati, addestrati, armati e disposti a difendere l’unione del Venezuela, la sua indipendenza e la pace”.

In questo modo il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro Moros, ha commemorato il VII anniversario di una data tristemente storica, quella dell’ultima apparizione televisiva del comandante Hugo Chávez, quando annunciò che sarebbe partito per Cuba per l’ennesima operazione contro il cancro e “sapendo” che non ce l’avrebbe potuta fare, fece il suo testamento politico in diretta tv.

Era l’8 dicembre 2012.Il presidente Maduro per l’occasione ha twittato: “Oggi 8 dicembre abbiamo rispettato l’obiettivo, raggiungendo i 3 milioni e 300 mila miliziane e miliziani organizzati, addestrati, armati e disposti a difendere l’indipendenza e la Pace della Patria. La milizia bolivariana è il raggiungimento del successo della Forza Armata Nazionale Bolivariana e dell’Unione Civico-Militare. Lunga vita alla Milizia!”

“Poiché la Milizia Nazionale Bolivariana è il popolo in armi, è la vera espressione dell’unione civile-militare”, ha aggiunto dal palco della Plaza Bolívar-Chávez a La Guaira nello stato Vargas, dove migliaia di uomini e donne si sono riuniti per accogliere il capo di Stato dopo la massiccia manifestazione realizzata questa domenica per le strade della città costiera.”

L’obiettivo per il 2019 era stato fissato in modo molto chiaro, era di 3 milioni e posso dire che entro la fine di quest’anno, abbiamo superato l’obiettivo e abbiamo 3 milioni 300 mila effettivi, pronti, ben disposti, organizzati per la difesa del Venezuela, della pace, per la profonda unione civico-militare. Oggi continuiamo con lo stesso spirito di sempre. Da qualsiasi punto dove si trova il nostro comandante Hugo Chávez, so che ci guarda felice e orgoglioso perché questo è il paese e la Patria che ha costruito, contrassegnandolo sempre con vittorie”.

Il Presidente si è congratulato con le Forze Armate Nazionali Bolivariane (FANB), col Ministro della Difesa e con il comando strategico operativo, nonché con lo Stato Maggiore Generale e con i comandanti di ogni componente, e in particolare il capo della Milizia, maggior generale Bernal Martínez, “Per questo risultato, che è il risultato di tutte le Forze Armate.”Maduro ha inoltre proceduto a decorare con la Medaglia Civico-Militare 13 aprile, militari meritevoli, ha concesso promozioni al grado superiore ed ha firmato sul Libro dei Verbali l’ufficializzazione del numero record raggiunto.

Da parte loro, le miliziane ed i miliziani hanno fatto un regalo istituzionale al presidente per conto delle 3 milioni e 300 mila della Milizia. Il dono è consistito nel fucile utilizzato dal popolo armato antimperialista.

Una donna membro della milizia, lavoratrice di imprese statali nel sud del paese, ha letto la targa commemorativa dell’evento affermando che il popolo armato non sarà mai calpestato dall’oligarchia priva del senso della patria e difenderà il Venezuela dai suoi nemici.

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Appoggio incondizionato al Presidente Maduro, al suo governo ed alle masse popolari venezuelane

da almarebelde.org

Lettera Aperta

L’Associazione di Solidarietà fra i Popoli “Alma Rebelde” con sede nazionale a Ravenna congiuntamente alle altre associazioni e collettivi che sottoscrivono la presente dichiarazione pubblica sono attive nel sostegno alla Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”.

La Rete “CaracasChiAma” negli ultimi anni, a partire dal 2014, svolgendo un intenso lavoro di informazione e mobilitazione sul territorio italiano ed a livello internazionale, è cresciuta in modo esponenziale, grazie anche al riconoscimento e all’appoggio di compagne e compagni del Venezuela che hanno in passato animato le attività dell’Ambasciata del Venezuela a Roma e dei Consolati a Napoli e Milano, come Alfredo Viloria Pérez, già Primo segretario dell’Ambasciata a Roma o Amarilis Gutiérrez Graffe, già Console a Napoli, a cui va tutto il nostro riconoscimento ed appoggio. Compagne e compagni che hanno sempre dimostrato la loro indiscutibile e determinata adesione al Chavismo, dedicandosi pienamente allo sviluppo della Rivoluzione Bolivariana. Costoro, insieme a diversi altri funzionari chavisti – o comunque professionisti di riconosciuta capacità – sono stati in questi anni sorprendentemente osteggiati, utilizzati o anche oggetto di tentativi di manipolazione, persino in alcuni casi spinti gli uni contro gli altri, quando non allontanati dai propri incarichi – come accaduto nei tentativi di screditare l’onorabilità di compagni come Giancarlo Di Martino, attuale Console a Milano, o come accaduto nei casi di Marcela Kahn, Miriam Castellanos, Marianela Urdaneta, Eleanor Franchi, Belkis Espinal, per citare solo i casi più evidenti e che sono all’oggi di nostra conoscenza – cosicché la Rete Italiana di Solidarietà si è vista progressivamente ostacolata di fronte alle rappresentanze istituzionali venezuelane in Italia. Rappresentanze istituzionali di cui oggi, sotto gli occhi di tutti, abbiamo assistito alla deriva malcelata quanto accelerata verso destra. Anzi, da parte dell’ex ambasciatore Isaías Rodríguez, di concerto con altri poco chiari personaggi italiani, sono stati messi in campo negli ultimi anni diversi tentativi – seminando discordie e alimentando conflitti inutili quanto evitabili – di annullamento della Rete, solo parzialmente riusciti. Pur non essendo stato possibile sinora svolgere i semestrali incontri nazionali decisi democraticamente dalle organizzazioni di base in Italia, a causa di questo evidente sabotaggio interno, cosa che ha ostacolato lo sviluppo delle relazioni tanto con l’Ambasciata quanto con i Consolati, la Rete ha comunque continuato a svolgere altrimenti le proprie attività secondo i principi del protagonismo popolare democratico e partecipativo (dagli incontri ed eventi territoriali all’informazione corretta nelle reti sociali).

Abbiamo appreso, inoltre, che nelle ultime settimane, poco prima dell’uscita di scena del precedente ambasciatore, all’interno della stessa Ambasciata sono persino stati occultati, per ordine dello stesso ex ambasciatore, tutti i quadri e i simboli che rappresentano il Comandante Eterno Hugo Rafael Chávez Frías perché ritenuti, evidentemente da alcuni burocrati non poco ottusi, “non istituzionali”.

Ci risulta inoltre, non da oggi ma da diversi anni – come più volte in differenti occasioni e da diverse parti segnalato – assolutamente incompatibile, esiziale e nefasta la presenza all’interno dell’Ambasciata in Italia, con incarichi di alto livello, di personaggi legati a doppio filo con gli ambienti della destra controrivoluzionaria ed antichavista, come nel caso della signora Maria Elena Uzzo di Giannattasio. Pubblica e notoria è la totale estraneità di questa signora con la storia ed i fondamenti della Rivoluzione Bolivariana e della Rete Bolivariana stessa, come pubblica e notoria è la sua intima amicizia e collaborazione, ad esempio, con la “giornalista” italo-venezuelana Marinellys Tremamunno, tra i volti televisivi in Italia più conosciuti e rabbiosi della mobilitazione controrivoluzionaria antichavista.

Abbiamo rispettato, rispettiamo e continueremo a rispettare le decisioni del Presidente Maduro tese al sano sviluppo della Rivoluzione Bolivariana ed esattamente per questo consideriamo imprescindibile denunciare ciò che in tutta evidenza non è accettabile poiché minaccia le sorti della Rivoluzione stessa, come lo è la pratica di continuare ad alimentare il nemico in casa propria.

Consideriamo altrettanto imprescindibile il dibattito franco e aperto, senza adulazioni di sorta, così come è giusto che lo stesso Presidente Maduro pretende che sia, senza timori reverenziali e incondizionatamente leali nell’azione: noi non siamo assoldati in alcun modo, motivo per il quale i rivoluzionari possono rinunciare ad un incarico ma non alla Rivoluzione. 

Chi come noi sostiene la Rete Italiana di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana “CaracasChiAma”, si riconosce nel Potere Popolare Costituente in Azione, e in questo senso siamo decisi ad alimentarla ed appoggiarla, e senza dubbio, a sua volta, essa stessa continuerà ad essere un punto di riferimento affinché gli opportunisti ed i profittatori, i pusillanimi e i codardi, gli adulatori e i parassiti, come ha ricordato lo stesso Presidente Maduro, non abbiano più alcun margine di agibilità e di manovra nella loro azione di sabotaggio contro la Diplomazia di Pace Bolivariana, la Diplomazia Rivoluzionaria costruita dal Comandante Eterno Hugo Rafael Chávez Frías.

Affermiamo la nostra volontà e determinazione di non consentire a nessuno, in alcun modo, di opporsi al processo di sviluppo della Rivoluzione Bolivariana sotto la direzione del Presidente Maduro.

Per i motivi sopra descritti riteniamo necessario ricominciare da dove eravamo rimasti, ossia da quello che doveva essere e comunque sarà il Sesto Incontro di Solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana della Rete “CaracasChiAma” che, come deciso due anni fa, proponiamo si tenga a Napoli, tra il 28 e 30 giugno 2019, in occasione della Festa della Riscossa Popolare. Convochiamo tutte le compagne e tutti i compagni solidali con la Rivoluzione Bolivariana a partecipare e dare il proprio contributo per la costruzione di questo evento.

 

¡CHÁVEZ VIVE! ¡LA LUCHA SIGUE!

¡INDIPENDENCIA Y PATRIA SOCIALISTA!

¡VIVIREMOS Y VENCEREMOS!

¡AQUÍ NO SE RINDE NADIE!

¡LEALES SIEMPRE! ¡TRAIDORES NUNCA!

– Associazione di Solidarietà fra i Popoli “Alma Rebelde” (Ravenna, Reggio Emilia, Parma, Forlì-Cesena, Milano, Savona, Como, Bergamo, Firenze, Pisa, Jesi, Roma, Napoli, Brindisi, Reggio Calabria) almarebelde.org

– Comitato Italo-Venezuelani Chavisti del Piemonte (Torino)

– Associazione Culturale Metamundi (Mantova, Firenze) – youtube: mediamundi

– Associazione Eco Mapuche(Forlì)

– Comitato Italia-Venezuela Bolivariano (Roma)  @ComitatoItaliaVenezuelaBolivariana

– A.I.A.S.P. (Roma)   @aiaspcasadeipopoli

– C.A.O.S. (Roma)  @Collettivo-Antiimperialista-Organizzazione-per-la-Solidarietà

– Patrioti per l’autodeterminazione dei popoli (Roma)  @groups/1573138842990000

– ALBAinformazione – per l’Amicizia e la Solidarietà tra i Popoli (Napoli, Salerno, Catania) – albainformazione.com

– GAlleЯi@rt (Napoli) – @galleri.art1

– Gruppo di Volontariato NIKA (Napoli) – @NikaNapoli

 

La Europa solidaria con Venezuela

por Diana Carbajal T.
Corresponsal de VTactual.com en Europa

@Diana180700

Exclusiva – VTactual

Después del 20-M y el innegable triunfo democrático del pueblo revolucionario de Venezuela, se han desatado en banda, las críticas y el desconocimiento hacía los resultados electorales a nivel internacional; al menos es esto lo que intereses en grandes medios se han empeñado en hacer notar.

Lo que no es común leer en estas mismas publicaciones, la gran cantidad de organizaciones, colectivos en lucha y movimientos sociales, que desde Europa, apoyan y luchan por conservar ese avance soberano, que el pueblo venezolano, a pesar del cruel ataque y difícil situación, sigue rectificando.

En exclusiva para VTActual, hemos entrevistado desde Italia, a uno de los activistas del Movimiento Caracas ChiaAma, Ciro Brescia, para conocer y ahondar en cómo es la visión de nuestro país, desde este grupo de solidaridad internacional y mostrar la otra cara de la moneda, que otros medios NO develarán.

 

​Somos asociaciones, organizaciones, comunidades de migrantes, movimientos sociales y políticos con diferentes culturas y sensibilidades pero unidos por una perspectiva anticapitalista – hemos establecido una Red de Solidaridad con la Revolución Bolivariana para contrarrestar la feroz y constante agresión política, económica, social y mediático contra Venezuela. La red está activa desde el 29 de junio de 2014 y está abierta a cualquier forma de participación con individuos y otras realidades sociales y políticas.

Nuestra ​Misión; a través de la Red coordinamos la promoción de iniciativas sociales, culturales y políticas tendientes a construir la solidaridad con el pueblo venezolano y denunciar la conspiración mediática internacionalque, ocultando y mitificando la verdad, niega el derecho de información a los pueblos.​

Nuestro objetivo no es solo hablar de Venezuela, sino informar y unirnos en torno al proyecto chavista de la Patria Grande utilizando sus 4 principios: unidad, lucha, batalla, victoria.

La Red Italiana de Solidaridad con la Revolución Bolivariana “Caracas ChiAma” siendo una red​, por consiguiente,​ es un organismo informal, a la cual todos pueden​ aportar​ su granito de arena.

Parafraseando al Che y a Chávez​: ​”N​o llevamos en la boca la Revolución Bolivariana para vivir de ella mas bien​,​ estamos dispuestos a consumirnos gustosamente para llevarla hacia la Victoria Final​“.​

  • ¿De qué forma están organizados?

N​o existimos solo digitalmente, aunque tenemos un grupo de comunicación telefónica en el cual participan casi 200 camaradas que hacen vida por lo meno​s​ en 4 continentes – y con la fundamental colaboración del Comando Hugo Chávez Frías​, conformado por venezolanos migrantes en el estado Espa​ñ​ol -​ también trabajamos por​ mailinglists y ​tenemos presencia en la popular red social Facebook, con ​una pagina​ focalizada​ para los lectores italianos​, la cual posee mas de 17.000 seguidores, también interactuamos en la vida real.

 Ciro Brescia, Activista de la Red de Solidaridad de Italia
Ciro Brescia, Activista de la Red de Solidaridad de Italia

Como Albainformazione​,​ desde Napoles​,​ apoyamos la construcción de la Red​.​ ​Recientemente hemos organizado la gira​,​ con los compa​ñer​os del equipo de La Iguana.T​V​, en el norte de Italia, en Milán, en Bergamo, apoyando ​desde nuestra área comunicacional​, a la coordinación y realización de algunas entrevistas, ​como ​por ejemplo ​a​ Orlando Watussi en a la Casa del Pueblo de Calle Padova en Milán,  Alberto Fazolo en Roma sobre las estrategias de desestabilización en el Donbass, comparando sus diferencias y similitudes con lo que hace el imperialismo principalmente yankee en contra de Venezuela.

Como un colectivo de solidaridad, no podemos quedarnos ajenos ante el terrible bloqueo que sufre Venezuela en la compra de medicinas, por lo que apoya​mos​ ​tanto​ en Roma y ​ como en ​Florencia, como en Nápoles y otras ciudades italianas, ​a​ la reco​lección​ de insumos médicos​.

  • ¿Cómo operan, como colectivo organizado, a través del puente de comunicación con Venezuela y con su Ministerio de Relaciones Exteriores en la sección de Solidaridad Internacional?​

Ciro B: ​Pensamos que se pueden hacer cosas buenas y ​ú​tiles desde​ y entre​ las bases​ chavistas en Venezuela y​ en Italia también, sin esperar de brazos cruzados que llegue alguien desde afuera para decirnos qué es lo tenemos que hacer o ​dejar de hacer​ para seguir dando la batalla ante el imperialismoy los intereses del capital​. ​Obviamente, cualquier apoyo externo está bien y por supuesto lo agradecemos, siempre y cuando​ esté​ como OBJETIVO ESTRATÉGICO la construcción del Poder Popular Constituyente Originario en Acción. No queremos​,​ por cierto​,​ ense​ñ​ar a las y los camaradas venezolanas y venezolanos, cómo tienen que hacer su propia revolución, bien sabemos que las revoluciones no pueden ser “ni calco ni copia”, no se pueden exportar​,​ como ​tampoco se pueden importar.

  • ¿Qué retos debe atender el presidente Nicolás​ Maduro en este nuevo periodo para responder la confianza del pueblo? ​ ​ ​

Ciro B: ​Desde​ Italia en general, ​sería imposible no​ apoyar las justas luchas del camarada​ Presidente Nicolás​ Maduro, y estamos dispuestos ​a seguir ​haciéndolo sin esperar nada​ de nadie, como siempre hemos hecho. La convicción granítica que la lucha por la Revolución Proletaria y el Socialismo es justa y no se puede erradicar, nos orienta y mueve, m​á​s all​á​ de los enemigos externos como internos.

No queremos rascarnos las manos para aplaudir cuando el Presidente Maduro quema su garganta para rep​e​tir, una y otra vez, que ​NO ​tenemos que dejar espacio a los aduladores, que estamos “muy por debajo del mínimo de lo que se tiene que hacer”, que no “hay mas excusas para actuar”, que “debemos empezar desde cero“, queremos rasparnos las manos para aplicar sus pautas.

Ciro Brescia en una de las movilizaciones en las que se solidariza con el pueblo venezolano.

Eduardo Sanoja y los amores honestos

Risultati immagini per Eduardo Sanojapor Ciro Brescia 

“Yo renuncié hace años a los paraísos de los arrastrados y de los jalabolas. He pagado puntualmente el precio de los coñazos, los palos y las patadas. Y el precio, más doloroso aún, de los desprecios y de las traiciones.

No he renunciado, sin embargo, a mi proprio paraíso: sigo soñando con los amores honestos, con la amistad sincera, con la posibilidad de libertad y justicia en actos e ideas.

Sigo soñando, y así seguiré porque afortunadamente renuncié hace años a los paraísos artificiales de los arrastrados y jalabolas.”

(Eduardo Sanoja)

Gracias camarada @Ronny Pacheco por informarnos. El camarada se fue.

Se fue este camarada de que muchos de nosotros conocíamos poco, inclusive yo.

Gracias a la camarada larense @Maria Lisette Jiménez Mounicou este compañero, Eduardo Sanoja, nos envió hace unos meses un video de agradecimiento por los insumos y medicamentos que nuestra Red de Solidaridad Italiana con la Revolución Bolivariana “Caracas ChiAma” proporcionó a los más necesitados con los medios colectivos que hemos logrado alcanzar, a los que con nuestros modestos esfuerzos hemos logrado llegar para contribuir con aquel pequeño granito de arena a luchar en contra de la asquerosa guerra económica librada contra el gobierno y el pueblo venezolano por el imperialismo principalmente yankee.

La casualidad quiso que uno de estos necesidados fue propriamente él.

Por cierto Eduardo Sanoja es unos de aquellos que se pegó a la “consigna” de Antonio Machado:

“Huid de escenarios, púlpitos, plataformas y pedestales. Nunca perdáis contacto con el suelo; porque sólo así tendréis una idea aproximada de vuestra estatura”. 

La casualidad quiso que ayer mismo hemos decidido declarar nuestra red “Caracas ChiAma”, red libre de jalabolismo.

Hoy, aquella misma casualidad, gracias a la camarada @Carolina Gerendas nos hizo descubrir estas reflexiones de Sanoja que nos fueron propicias para conocer mejor este camarada. Aunque él no estés más entre nosotras y nosotros. Físicamente.

La casualidad es necesidad absoluta, nos explican los filósofos.

Sólo quien se apega a la realidad puede transformarla con la osadía de esclarecer la ideología.

Le normali bugie dei media imperialisti

La imagen puede contener: textoda caracaschiama.noblogs.org

Oggi 05/05/2017  la RAI gioca con la storia della vita di un Ragazzo Venezuelano, non solo lo dichiara leader dei movimenti studenteschi dell’opposizione venezuelana ma addirittura dice che è deceduto per mano della Guardia Nazionale. 

Tenendo in considerazione che veniamo tutti a questo mondo per vivere secondo le nostre credenze, preferenze, ecc. e che in base a queste facciamo delle scelte che ci porteranno ad ESSERE la persona che VOGLIAMO, NON è giusto che tutto ciò venga stravolto da interessi / concetti / credenze di persone estranee, ed ancora più ingiusto quando a farlo è un/una Giornalista di un altro paese in un’altro continente.

Essendo il proposito di questo Blog avvicinarvi  alla verità dei fatti, riportiamo una parte di quanto è stato pubblicato in Venezuela su quanto è accaduto:

Juan Bautista López Manjarres (33) è stato assassinato questo giovedì dentro la struttura dell’Istituto Universitario Tecnologico José Antonio Anzoátegui, ubicato ne El Tigre, sud del Venezuela.

Da quanto emerso dalle indagini preliminari, López Manjarres che era presidente della Federazione dei Centri studenteschi della Universidad Politécnica Territorial José Antonio Anzoátegui (UPTJAA), si trovava in una assemblea studentesca al termine della quale uno dei partecipanti si è avvicinato a  López Manjarres e l’ha colpito con diversi colpi di pistola per poi  fuggire a bordo di una moto verso la via nazionale El Tigre-Ciudad Bolívar.

Nel momento in cui è stato attaccato, il rappresentante studentesco dirigeva una assemblea sui  corsi intensivi dell’università, quando sono arrivati i presunti assassini alle 10:30 am. Uno di loro, senza dire una parola, ha tirato fuori la pistola e le ha sparato, spiega il giornale locale El Tiempo, dove viene indicato che il crimine è stato compiuto da un sicario. Una versione sui fatti data dal giornale El Vistazo specifica che si sono sentiti al meno 23 spari.

López era stato vittima di un’altro attentato il passato 24  dicembre, nel settore La Charneca, dove risiedeva, secondo i dati emerografici.

Durante il triste accaduto sono state ferite tre persone: una nella regione cefalica  y le altre due sulle gambe; queste persone sono state portate a un centro d’assistenza vicino al posto. Il Ministerio Público ha  a nominato a Cristal Medina, Fiscal 4ª dello Stato (Regione) di Anzoátegui,  per indagare sulla morte di questo giovane e le lesioni causate ad altre tre persone.

Venezuela Times

traete le vostre proprie conclusioni.

Links di riferimento 

Venezuela Times
El Tiempo
El Vistazo
Rete Solidarietà Rivoluzione Bolivariana

Venezuela Hoy: verso il Quinto Incontro “Caracas ChiAma”

di Geraldina Colotti

Sono trascorsi quasi 18 anni da quel 6 dicembre del 1998, quando Chávez venne eletto presidente del Venezuela con il 56,2% dei voti. Una sorpresa per l’establishment abituato a un’asfittica e rituale alternanza tra centro-destra e centro-sinistra e a forti livelli di disaffezione elettorale. Irruppe allora sulla scena un’alleanza inedita, un nuovo blocco sociale, variegato e composito, che aveva catalizzato la protesta contro la corruzione, i tagli alla spesa sociale e la svendita del paese, ma conteneva in nuce anche una nuova proposta: basata su una nuova indipendenza e sul riscatto sociale degli esclusi. Proprio gli esclusi, infatti (quella “plebe” composta dai poverissimi delle periferie, dagli indigeni, dagli afrodiscendenti, dalle donne, dai marignali) costituiranno l’ossatura del “proceso bolivariano”: uniti agli operai, agli studenti, ai militari progressisti e a quelle fasce di piccola borghesia impoverita dalle politiche economiche modello Fmi.

La discussione per l’Assemblea costituente, che porterà alla nuova Carta magna, rimette in moto il paese. Un impegno – quello per una nuova costituzione – ribadito da Chávez al momento di assumere l’incarico, il 2 febbraio del 1999: “Giuro davanti al mio popolo e a questa moribonda costituzione che promuoverò le trasformazioni democratiche necessarie affinché la Repubblica nuova abbia una Carta Magna adeguata ai nuovi tempi”, aveva detto Chávez annunciando così il suo inedito stile di governo. Il 15 di dicembre del 1999, sotto le forti piogge dell’alluvione che provocherà la “tragedia del Vargas”, la Costituzione viene approvata con 71,78% dei voti.

Una Costituzione molto avanzata, che promette di non rimanere solo sulla carta, come sovente è accaduto in America latina. Inquadra il funzionamento di una repubblica presidenziale unicamerale, basata sull’equilibrio di 5 poteri. Ai tradizionali tre delle democrazie rappresentative (legislativo, esecutivo e giudiziario) ne aggiunge altri due: il potere cittadino e quello elettorale. Il Tribunal Supremo de Justicia (Tsj) vigilerà al mantenimento dell’equilibrio tra questi 5 poteri, affinché nessuno possa prevalere in modo anomalo sugli altri. Una costituzione declinata nei due generi, che contempla un vasto spettro di diritti, e stabilisce l’impianto per la ripresa di sovranità nazionale e l’attacco al latifondo.

L’approvazione dell’Assemblea costituente prefigura l’articolazione di un doppio movimento, dal basso e dall’alto per modificare dall’interno l’architrave del vecchio stato borghese che non è stato sepolto da una rivoluzione di stampo novecentesco. Un doppio movimento che accompagna tutt’ora il cammino del proceso bolivariano verso la transizione al socialismo.

La nuova Costituzione contiene almeno 70 articoli che promuovono la partecipazione cittadina in diversi settori del paese e molti fanno riferimento alla partecipazione popolare. Si individua il quadro che porterà all’istituzione dei Consigli comunali: l’articolo 62 si riferisce alla partecipazione popolare nella gestione pubblica. L’articolo 70 stabilisce le forme di partecipazione in campo economico, sociale e politico. L’articolo 182 riguarda la creazione del Consiglio locale di pianificazione pubblica.

Il presidente Chavez, prima e dopo essere eletto, ha sempre messo l’accento sull’importanza della partecipazione popolare nella gestione della cosa pubblica. E dopo il colpo di stato dell’11 aprile del 2002, scoperto e sconfitto dal popolo che ha riportato in sella il proprio presidente, si creano i Circoli bolivariani.

Per mettere in questione il latifondo mediatico (in Venezuela l’informazione è in gran parte nelle mani dei grandi gruppi privati), si dà impulso ai media comunitari, grazie al cui tam tam si sono scoperte le trame ordite dagli Usa per dare il potere a Pedro Carmona Estanga, capo di Fedecamara (la Confindustria locale), appoggiato dalle gerarchie ecclesiastiche e dai grandi media privati.

Prima di assumere l’incarico, Chávez aveva compiuto un viaggio a Cuba, in Europa e a Washington, dove si era riunito con l’allora presidente Bill Clinton, a cui aveva promesso di mantenere buone relazioni fra i due paesi: relazioni, però, da pari a pari, e perciò insopportabili per gli Usa. Dopo aver constatato nei fatti che Chávez non era addomesticabile, la Cia riprenderà a fomentare la natura golpista dell’opposizione venezuelana: una caratteristica che abbiamo visto agire nel corso di questi 18 anni, sostenuta da una poderosa campagna mediatica, più che mai attiva durante il governo di Nicolas Maduro.

Il 22 di dicembre del ’99 viene dissolto il vecchio Congresso e si indicono nuove elezioni. Chávez vince con il 59,76% dei voti, e il suo campo conquista la maggioranza del nuovo Parlamento con 91 seggi. Nasce così la Quinta Repubblica.

Durante la tragedia di Vargas, e a fronte degli altissimi livelli di povertà della popolazione, Chávez iniziò ad applicare un cambiamento nella concezione della Forza Armata: per impiegarla, cioè, non più soltanto nelle funzioni di difesa, ma in quelle di supporto alla popolazione (alimenti, salute e recupero degli spazi pubblici). Il 27 febbraio del 2000 viene varato perciò il Plan Bolivar 2000.

Chávez afferma di aver tratto il concetto di alleanza civico-militare anche dal pensiero politico del leader venezuelano Fabricio Ojeda, intellettuale e comunista.

Giornalista e fondatore della Union Republicana Democratica (URD), dopo aver partecipato alla cacciata del dittatore Marcos Pérez Jiménez, Ojeda abbandonò l’incarico di deputato nel governo di Betancourt nel 1962, per organizzare un Frente Guerrillero delle FALN. Nel suo libro “La guerra del pueblo”, scritto poco prima di essere ucciso in cella dall’intelligence militare, Ojeda dice: “La base antifeudale e antimperialista del nostro processo rivoluzionario presenta un tipo di alleanza che travalica l’origine del credo politico, la concezione filosofica, le convinzioni religiose, la situazione economica o professionale e l’appartenenza di partito dei venezuelani. Per vincere il nemico comune, la sua forza e il suo potere, occorre una lotta unitaria… Sono propensi a lottare per la liberazione nazionale le seguenti forze: gli operai e i contadini, la piccola borghesia, gli studenti, gli intellettuali, i professionisti, la maggioranza degli ufficiali, sottufficiali, classi e soldati dell’aviazione, della marina, dell’esercito”.

Dopo la sconfitta del golpe del 2002, l’unione civico-militare si consolida come dottrina, e trova fondamento costituzionale nel principio di corresponsabilità nella Difesa integrale della Patria. Nel Capitolo II sui Principi di sicurezza nazionale, l’articolo 326 della Costituzione stabilisce che il principio di corresponsabilità tra Stato e società civile deve realizzare “indipendenza, democrazia, uguaglianza, pace, libertà e giustizia” negli ambiti “economico, sociale, politico, culturale, geografico, ambientale e militare”.

L’alleanza civico-militare ha il suo correlato costituzionale nella Milizia bolivariana. Fu creata il 2 aprile del 2005 con il nome di Comando General de la Reserva Nacional y Movilización Nacional. Dall’11 aprile del 2009, il suo nome è Comando General de la Milicia Bolivariana. La Milizia ha funzioni complementari a quelle delle Forze armate, rivolte al popolo per la realizzazione della “difesa integrale” nel senso indicato da Fabricio Ojeda.

È  – questa – una delle caratteristiche più originali della rivoluzione bolivariana, un laboratorio di conquiste e sfide che proietta il suo esempio oltre i confini del continente.

Molte le conquiste realizzate in 18 anni di governo bolivariano: prima di tutto in termini economici e in quello della partecipazione popolare alle decisioni politiche: a saldo del debito storico nei confronti dei settori tradizionalmente esclusi. Strumento fondamentale per la sconfitta della povertà e per quella dell’analfabetismo, le misiones.

Un arco di leggi avanzatissime ha avviato un cambiamento strutturale che ha fortemente ridotto il potere del latifondo e quello delle imprese private: non abbastanza da contrastare la guerra economica che ha cercato di mettere in ginocchio l’economia del paese (ancora troppo dipendente dalle importazioni), dopo la drastica caduta del prezzo del barile.

E questa è senz’altro la sfida più grande, che il governo Maduro ha deciso di raccogliere con forza. Ma con quali strumenti: è possibile avanzare davvero verso il socialismo senza cambiare nel profondo le relazioni di proprietà? Lo scontro di poteri in corso in Venezuela con un Parlamento che intende seguire la via del golpe istituzionale per tornare a un sistema neoliberista, pone un problema di fondo: la relazione tra democrazia formale e democrazia sostanziale alla luce della lotta di classe, lo scontro di interessi e di concezioni tra due modelli di paese. Uno scontro complesso, che invita a riflettere sul difficile rapporto tra conflitto e consenso, nel sud e nel nord del mondo globalizzato. Che fare quando anche una parte dei settori popolari si lascia sedurre dalle sirene della borghesia e assume gli interessi degli sfruttatori? Bisogna assecondare la tendenza mettendo a rischio conquiste fondamentali oppure assumere fino in fondo l’onere della democrazia sostanziale, fino al punto di mettere fuori legge la borghesia?

Le numerose tornate elettorali, in Venezuela, sono state anche un formidabile fattore di aggregazione politica. Dopo tre anni di guerra economica, però, affidare le sorti della rivoluzione a uno strumento da sempre appannaggio delle classi dominanti, può aprire voragini devastanti. Lo si è visto nel secolo scorso in Nicaragua, ma anche durante le ultime elezioni parlamentari, che hanno dato la vittoria alle destre. In che direzione si sta muovendo l’organizzazione del potere popolare? Ne discuteremo con gli ospiti venezuelani alla luce degli ultimi avvenimenti in corso nel paese.

E qui, un altro punto di discussione: di quale partito c’è bisogno per essere all’altezza della sfida e sfuggire alle trappole del sistema borghese?

La forza delle donne nel proceso bolivariano, visibile in ogni campo della vita pubblica, è significata da un avanzato quadro di leggi, disegnato dalla Costituzione. La Carta Magna riconosce anche il valore sociale del lavoro domestico, e diverse leggi tutelano il lavoro femminile, la maternità e puniscono la violenza di genere. Eppure, la Procuratrice generale Luisa Ortega ha lanciato l’allarme: dal 2015 a oggi i femminicidi sono in aumento. La guerra economica, che costringe a lunghe code soprattutto le donne e le obbliga a discutere di come trovare gli alimenti a basso costo anziché di politica, può riportare indietro le conquiste realizzate?

Un’altra sfida, prevista nel programma strategico bolivariano, è quella di un nuovo modello produttivo, che metta al centro il rapporto tra ambiente e sviluppo. Di recente, sta suscitando molto dibattito la decisione di concedere alle multinazionali la zona dell’arco minerario, pur subordinandola al controllo delle popolazioni locali e al rispetto delle avanzate leggi in tema ambientale.

E quanto è andato avanti il nuovo sistema comunale, che prevede un’articolazione sempre più decentralizzata con il potere statale? Dai consigli comunali e dalle comunas è partita la riscossa per la sovranità alimentare e contro la guerra mediatica, che ha coinvolto campagne e città. I Clap (Comités locales de abastecimiento y producción) non sono solo un mezzo per rifornire di alimenti base i settori popolari per sottrarli al ricatto del contrabbando, ma anche uno strumento di auto-organizzazione politica, sono organismi di massa rivoluzionari.

A questo riguardo, vale raccontare un’esperienza di organizzazione dal basso e di interscambio tra Italia e Venezuela: quella dei corsi autogestiti di pasta, che si vanno diffondendo in diverse comunità organizzate, e a cui abbiamo contribuito con l’invio di macchine per fare la pasta, raccolte e smistate dal compagno Mario Neri.

Dopo 18 anni di sperimentazione, in cui il presidente e i suoi ministri hanno agito in base alla consegna: “fabbrica abbandonata, fabbrica occupata e recuperata”, le destre dicono che sia le fabbriche autogestite che quelle nazionalizzate hanno fallito. Il tema è complesso, ma i dati smentiscono la propaganda dell’opposizione. A che punto è questa sfida?

E per finire, il tema internazionale. Riprendendo l’esempio di Cuba, il Venezuela ha messo al centro la costruzione di nuove alleanze regionali, all’insegna dello scambio paritario e della non aggressione. Un modello che, come ha dimostrato l’ultimo vertice dei Paesi non Allineati, si proietta anche verso altri paesi del sud. Purtroppo, il ritorno a destra di due importanti paesi come Brasile e Argentina, sta portando il Mercosur verso il Trattato di libero commercio con l’Europa e l’Alleanza del Pacifico a guida Usa: con la complicità del Paraguay e del moderatissimo Uruguay. Per questo, si sta negando al Venezuela la presidenza dell’organismo regionale che le spetta di diritto: con il pretesto dei diritti umani. Il 1 dicembre scade l’ultimatum dei poteri forti. La firma del Tlc è un attacco alla sovranità dei popoli che il Venezuela difende. È un attacco ai nostri interessi. Compito di questo incontro è costruire un asse sud-sud che, a partire da gesti concreti, costruisca campagne di opposizione al sistema imperialista, a partire dai nostri territori e su scala nazionale. Difendere il Venezuela bolivariano significa difendere il futuro dei nostri ideali.

Roma 28/29/30ott2016: V Incontro Caracas ChiAma, Roma risponde!

programma-v-incontro-di-solidarieta

18ago2016: Il Salento incontra il Venezuela Bolivariano

di CSOA Terra Rossa

Verso il V incontro di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela di Roma

IL TERRA ROSSA INCONTRA LA CONSOLE AMARILIS GUTIERREZ GRAFFE

Appuntamento giovedì 18 agosto, ore 17, presso il Csoa Terra Rossa, via XX Settembre a Lecce.

Il Terra Rossa ospita Amarilys Gutierrez Graffe, Console a Napoli della Repubblica Bolivariana del Venezuela.

Nel centro sociale torniamo a parlare di Rivoluzione Bolivariana e, dopo aver ospitato il IV Incontro di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, il prossimo 18 agosto incontreremo la Console della Repubblica Bolivariana del Venezuela a Napoli, Amarilys Gutierrez Graffe.

Un incontro informale, un dibattito che è un’occasione per porre delle domande a chi vive quotidianamente questo straordinario processo storico.

Cosa sta succedendo difatti in Venezuela e quali i possibili scenari? Quali le contraddizioni e quali i punti di forza della rivoluzione? E cosa ci insegna la Rivoluzione Bolivariana? Queste ed altre le domande che verranno poste alla console.

In vista del V Incontro di solidarietà con la Rivoluzione Bolivariana del Venezuela, che si terrà il prossimo ottobre a Roma, continuiamo dunque a dare il nostro appoggio e il nostro sostegno ad un popolo duramente colpito da una guerra imperialista e ingiusta che impedisce il legittimo processo di autodeterminazione.

Si raccomanda la massima puntualità.

 

Caracas ChiAma: Roma risponde!
Verso il V Incontro Italiano di Solidarietà con la
Rivoluzione Bolivariana
Roma, 28-29-30 Ottobre 2016
 
Hacia el V Encuentro Italiano de Solidaridad con la 
Revolución Bolivariana
Roma, 28-29-30 de Octubre de 2016 

caracaschiama.noblogs.org

 

(VIDEO) I democratici genuini in piazza per il Venezuela bolivariano

13344574_764061433731335_3209386993850145095_ndi Ciro Brescia

L’aggressività dell’imperialismo a trazione statunitense mostra sempre più il suo vero volto di guerra, depredazione, bestialità e manipolazione terroristica dell’informazione.

L’esempio della resistenza dei popoli latinoamericani e dei loro governi democratici, progressisti e rivoluzionari, in primis quelli di Cuba e del Venezuela bolivariano, è un esempio fecondo anche per i popoli europei e per i lavoratori e le lavoratrici migranti provenienti dall’Africa, dall’Asia, dall’Oceania, dalla stessa America latina, che con le loro attività contribuiscono, e non poco, a mandare avanti le economie nei paesi cosiddetti “sviluppati”. 

Manifestación en Roma en solidaridad con VenezuelaUrge far sentire la nostra voce, qui in Italia, come abbiamo fatto il 7 giugno 2016 in piazza Vidoni a Roma, insieme ai popoli del mondo, ai migranti, mandare segnali di incoraggiamento al popolo venezuelano vittima, come accadde in Cile con il governo socialista del presidente Salvador Allende nei primi anni ’70, prima che i fascisti lo assassinassero e instaurassero la dittatura militare filo-imperialista, di una guerra economica senza pietà scatenata dagli speculatori della parassitaria borghesia imperialista.

Una guerra contro il popolo e che in forme, tempi e modi diversi è diretta contro tutti i popoli del mondo e che senza dubbio gli stessi popoli troveranno il modo, quanto prima, di sconfiggere, di vincere. 

Dobbiamo liberarci in Europa, in Italia, come nel mondo, dalla cappa oppressiva del sionismo, come quella del Vaticano, che continua a razzolare peggio, mentre alza la cortina di fumo della predica delle belle parole.

Le lunghe marce cominciamo sempre facendo i primi passi, ed ogni volta che sarà necessario, ricominceremo daccapo insieme a tutta l’umanità in lotta, come diceva Lenin, fino alla vittoria finale.

Questi passi li abbiamo fatti insieme con tutti e tutte coloro che sono scese in piazza il 7 giugno 2016 a Roma e tanti altri si aggiungeranno:

Rete “Caracas ChiAma”
Rifondazione Comunista
Collettivo Militant
Rete No War
Alianza País
Red de Amigos de la Revolución Ciudadana
Comitato Immigrati Italia
JVP Sri Lanka
REDCAN
UMANGAT
-Rivista LatinoAmerica di Gianni Minà
-Associazione di Amicizia Italia/Cuba
-PCdI
-CARC
-CSOA Terra Rossa / Lecce
-Albainformazione
-ANROS Italia
-Circolo Bolivariano J C Mariàtegui / Napoli
-Red por ti America / Italia
-Associazione Donne della Regione Mediterranea
-Associazione di Amicizia Italia/Nicaragua
-Circolo Bolivariano Hugo Chàvez / Ostia
-Galleri@rt / Napoli
-Lega Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà
-Donne in Rosso, blog delle donne del PcdI
-Comitato per non dimenticare Sabra e Chatila
-Centro Gramsci di Educazione
___

 

 

 

Roma 7giu2016: Con la Rivoluzione bolivariana!

 La battaglia è comune. La difesa del Venezuela bolivariano è la difesa anche dei nostri dirittida lantidiplomatico.it

La battaglia è comune. La difesa del Venezuela bolivariano è la difesa anche dei nostri diritti!

Il Venezuela subisce in queste ore un tremendo attacco da parte delle oligarchie finanziarie per la destituzione di un governo democratico e sovrano. L’inizio dell’ultima offensiva destituente è datato 12 aprile, con un editoriale del Washington Post: “il Venezuela ha disperatamente bisogno di un intervento politico dei suoi vicini, che per questo dispongono di un meccanismo appropriato nella Carta Democratica Interamericana dell’Organizzazione degli Stati Americani, la OSA, un trattato che contempla l’azione collettiva quando un regime violi le norme costituzionali”. Il piano enunciato dal giornale del Pentagono è chiaro: ottenere un pretesto per un intervento armato che trasformi il Venezuela nella nuova Siria e l’America Latina in un nuovo Medio Oriente.
 
Da allora, guerra economica e mediatica contro il Venezuela si sono intensificati ogni giorno di più. I vari Uribe, Rajoy, Almagro si sono presto trasformati in marionette di questo disegno golpista. La vittoria che il Venezuela ha ottenuto nel Consiglio Permanente dell’Osa giovedì 2 giugno, impedendo l’applicazione della  cosiddetta “Carta democratica” – quindi il pretesto dell’intervento armato – e supportando il dialogo con l’opposizione iniziato dall’Unasur, è significativa ma va supportata a livello internazionale.
 
L’imperialismo predatorio di risorse naturali e diritti delle popolazioni cercherà, infatti, presto una nuova via per appropriarsi delle maggiori risorse petrolifere del mondo.
 
Oggi è il momento della mobilitazione.
 
Oggi tutti i democratici, quelli veri, devono stringersi attorno al Venezuela, paese sotto tremendo attacco di quelle oligarchie finanziarie internazionali che hanno imposto recentemente un golpe morbido al Brasile, annullando 50 milioni di voti e destituendo senza alcuna ragione un Presidente eletto. E quelle stesse oligarchie, per fare un altro esempio, che in Europa vogliono imporre il TTIP, la “Nato economica”.
 

Martedì 7 giugno 2016
dalle ore 18.00
Piazza Vidoni (Corso Vittorio Emanuele) – Roma

Partiti, movimenti e sindacati si mobilitano per sostenere la rivoluzione venezuelana. Non ci saranno bandiere di appartenenza, ma sventoleranno solo quelle dei popoli. Tutti coloro che aspirano ad un futuro di pace, sovranità, multilateralismo, autodeterminazione e libertà dei popoli sono invitati a partecipare.

ORGANIZZATORI:
 
-Rete “Caracas ChiAma”
-USB
-Rete dei Comunisti
-Rifondazione Comunista
Capitolo Italiano in Difesa dell’umanità
-Collettivo Militant
-Rete No War
-Alianza País
-Red de Amigos de la Revolución Ciudadana
-Comitato Immigrati Italia
JVP~ Sri Lanka
-REDCAN
-UMANGAT
 
RESPONSABILI DELLA COMUNICAZIONE:
 
-L’AntiDiplomatico
-Contropiano
-Cestes
-Nuestra America
 


 

Italia: día Mundial de Solidaridad con la Revolución Bolivariana

foto 3 defpor MPPRE

Italia, 19 de abril de 2016 (MPPRE).- En el contexto de la “Semana de Acción Mundial de Solidaridad con la Revolución bolivariana” organizada en Italia a través de distintas actividades políticas, académicas y culturales, los días 15 al 17 de abril, la ciudad de Lecce (sur de Italia) se celebró el VI Encuentro Italiano de Solidaridad, evento que congrega a movimientos, partidos, asociaciones, académicos, intelectuales, políticos y periodistas provenientes de diferentes ciudades del territorio italiano.

Dicho encuentro, organizado por la red salentina de Solidaridad con la Revolución Bolivariana Caracas Chiama con el apoyo de la red homóloga nacional y del centro social auto gestionado Terra Rossa, representó una ocasión para profundizar el rol de los movimientos sociales y las acciones para fortalecer la unidad de los movimientos europeos de solidaridad con los pueblos sudamericanos.

A este importante evento participaron los siguientes movimientos: Rimaflow (fábrica recuperada de Milán), Cobas e USB (sindicatos de base), Sfruttazero Bari, y Nardò (Diritti a Sud), Comité No Tap, Giovanni Seclì del Forum Ambiente y Salud de Lecce para el Comité No-Triv, Cooperativa Social Made in dignity, Sud Sud Comercio equo e solidario, Mujmunè (asociación cultural y de promoción social de Leverano/Lecce), Cianfrusoteca (cooperativa de recuperación de objetos y vestidos usados para intercambiarlos) Anpi Lecce (Asociación Nacional Partisanos de Italia), La Casa de las Mujeres de Lecce, Arci Lecce, Ross@ Puglia, Fórum de las Mujeres Latino América, Red Territorial de los Conflictos, Universidad Popular Asylum, Casa de la Agricultura Tullia e Gino, Laboratorio Omar Moheissi (asociación cultural y de promoción social).

Numerosos alcaldes y concejales de las municipalidades del territorio se han sumado a la jornada de solidaridad: Copertino, Melpignano, Galatina, Salice Salentino, Zollino y Poggiardo, entregaron a la representación de la Misión Diplomática venezolana en Italia, documentos de apoyo a este evento y a la Revolución bolivariana, en aras de fortalecer las relaciones de estas localidades italianas y nuestro país y activar mecanismos de cooperación en diferentes áreas de interés.

La Misión Diplomática venezolana en Italia, agradeció a través de los saludos del embajador Isaías Rodríguez, la infinita solidaridad de los jóvenes italianos y de las distintas asociaciones y partidos que se dieron cita en este encuentro y sobretodo del apoyo irrestricto hacia el gobierno y el pueblo venezolano.

Participaron la embajadora venezolana en Bulgaria Orietta Caponi, el profesor Juan Miguel Díaz de la universidad Lomosof de Moscú y del Instituto Pedro Gual, el sacerdote Miguel Matos, ex maestro de novicios jesuitas en Venezuela, los profesores de la Universidad de Lecce Michele Carducci y Fabio De Nardi, entre otros.

Entre los académicos participantes, el constitucionalista y profesor de la universidad de Lecce Michele Carducci denunció: “Los Estados Unidos de Norteamérica aniquilan también nuestra subjetividad” explicando exhaustivamente las estrategias del “golpe suave”, que caracterizan los nuevos procesos de desestabilización imperialista de la América Latina.

Por su parte, el jesuita venezolano Miguel Matos, testimonió “el compromiso de la iglesia de base, que ayer como hoy, no tiene miedo de caminar al lado del socialismo”.

Desde Venezuela, el agro-ecólogo Miguel Ángel Núñez intervino telefónicamente, denunciado ante todo las nuevas maniobras de la derecha venezolana para el 19 de abril, día internacional de solidaridad con la revolución bolivariana. Intervinieron telefónicamente también los embajadores de Venezuela en Francia, Héctor Michel Mujica y en Etiopia, Luis Mariano Joubert Mata.

En la Declaración Final de este IV Encuentro, fue denunciada la renovación de sanciones, por parte de los Estados Unidos de Norteamérica por considerar a Venezuela “una amenaza para la seguridad de ese país”. Los movimientos y asociaciones presentes firmaron en apoyo irrestricto al país suramericano y refirieron que la única amenaza es un país que busca la cooperación solidaridad con todos los pueblos del mundo.

El IV Encuentro de Solidaridad Italiana con la Revolución Bolivariana, es la consecución de una serie de encuentros realizados cada seis meses desde el 2014. Constituyen un laboratorio de participación y debate. El próximo evento pautado para octubre de 2016 se llevará a cabo en la capital italiana, Roma. Los pasados encuentros han sido realizados en las ciudades italianas de Ravenna (octubre de 2015), Nápoles (abril de 2015), Roma (junio de 2014). Embajada.

Fotogalería:

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Mensaje del PRC para el IV Encuentro “Caracas ChiAma”

por Marco Consolo
Resp. Dep. América Latina
PRC-IE

Roma 10-4-2016

Queridas compañeras y queridos compañeros,

el Partido de la Refundación Comunista- Izquierda Europea envía su saludo a los participantes en el “Cuarto encuentro de solidaridad con la revolución bolivariana” (Lecce 15-17 de Abril) y a los representantes diplomáticos presentes.
En estos años hemos sido testigos de la brutal contraofensiva imperialista en contra de la experiencia bolivariana y en contra de todos los procesos de transformación de América Latina. Una ofensiva concertada con la derecha internacional y con los grandes medios de comunicaciòn, que conspiran con el odio y la mentira. 

Una vez más, en la generosa y sufrida Patria Grande, se vive un amplio y  brutal despliegue de las fuerzas de la reacción interna e internacional (hoy en dia acompañadas por sectores de la “social-democracia”) en contra de la voluntad de liberación de los pueblos.

No obstante, en estos años el pueblo venezolano ha sabido resistir y avanzar en la construcción de una patria soberana, una sociedad más justa e igualitaria,  basada en una verdadera democracia “participativa y protagónica”, hacia el socialismo del siglo XXI.

Con las enseñanzas del Comandante Hugo Chávez Frías, el Venezuela bolivariano ha sido un ejemplo para el mundo, marcando el comienzo de una nueva epoca de transformaciones en América Latina y en el Caribe.

Pero hoy en día no hay lugar para el triunfalismo: la historia nos enseña que donde hay revolución, siempre habrá contrarrevolución.

Hoy en día la situación es ciertamente más difícil en todo el continente: en Argentina con el gobierno de Macri, en Brasil sometido a una estrategia de “golpe institucional” con los antecedentes de Honduras y Paraguay, en Ecuador y Bolivia, donde no se detiene la estrategia contrarrevolucionaria. 

Y también en Venezuela, con la derrota electoral de las fuerzas del Polo Patriótico, y el Parlamento con mayoria opositora. En estos años hemos sido testigos de “guarimbas”, sabotajes, asesinatos selectivos de líderes revolucionarios y periodistas de medios de comunicación populares, de ataques mediaticos, mientras continúa la guerra económica y diplomática contra el gobierno de Nicolás Maduro. Hace poco dias la administración de Obama extendiò el infame (y ridículo) decreto que define a Venezuela como una “amenaza inusual y extraordinaria a la seguridad nacional y a la política exterior de Estados Unidos” y declara una “emergencia nacional para hacer frente a esta amenaza”. Una extensión que permite el mantenimiento de sanciones por parte de los EE.UU..

No nos corresponde a nosotros decir a los revolucionarios venezuelanos que tienen que hacer.

Nuestra tarea es acompañar de manera inteligente las fuerzas que están apostando en un proceso revolucionario genuino, y evitar el sectarismo y las palabras vacías y minoritarias.

Hoy nuestra tarea internacionalista es ampliar las bases de la solidaridad con el proceso bolivariano, para fortalecer un programa conjunto entre los dos lados del océano, aprender de los errores para poderlos corregir, incluso con nuestro “golpe de timón”.

Nos corresponde saber inventar de manera creativa nuevos instrumentos para profundizar las relaciones con las fuerzas sinceramente revolucionarias de la República Bolivariana de Venezuela. La consigna del maestro Simón Rodríguez “O inventamos o erramos” es mas vigente que nunca.

Por esos motivos, compartiendo el objectivo bolivariano de querer alcanzar “la mayor suma de felicidad posible para el pueblo”, el Partido de la Refundación Comunista reitera su solidaridad con el proceso bolivariano, para defender de manera coherente las conquistas alcanzadas.

Con la esperanza de que este encuentro pueda contribuir a la causa común de la liberación de los pueblos y del socialismo, les enviamos nuestros más calidos deseos de buen trabajo!
___

Roma 10-4-2016

Care compagne e cari compagni,

con queste righe il Partito della Rifondazione Comunista– Sinistra Europea invia la sua adesione ed il suo saluto ai partecipanti al “Quarto incontro di solidarietà con la rivoluzione bolivariana” (Lecce 15-17 Aprile), tra cui i rappresentanti diplomatici presenti.

In questi anni siamo stati testimoni della brutale contro-offensiva imperialista nei confronti dell’esperienza bolivariana e di tutti i processi di trasformazione dell’America Latina. Un’offensiva concertata con la destra internazionale e con i grandi mezzi di comunicazione, che cospirano con l’odio e la menzogna.        

Ancora una volta, nella generosa e sofferta Patria Grande, si vive un amplio e brutale spiegamento delle forze della reazione interna e internazionale (oggi accompagnate da settori della “social-democrazia”) contro la volontà di liberazione dei popoli.

Ciò nonostante, in questi anni il popolo venezuelano ha saputo resistere ed avanzare nella costruzione di una patria sovrana, una società più giusta ed egualitaria,  basata su una vera democrazia “partecipativa e protagonica”, verso il socialismo del XXI° secolo.

Con l’insegnamento del Comandante Hugo Chávez Frías, il Venezuela bolivariano è stata un esempio per il mondo, inaugurando la nuova epoca di trasformazioni in America Latina e nei Caraibi.

Ma oggi non c’è spazio per il trionfalismo: la storia ci insegna che dove c’è rivoluzione, ci sarà sempre contro-rivoluzione.

Oggi la situazione è certamente più difficile in tutto il continente, in Argentina col governo Macri, nel Brasile sottoposto ad una strategia di “golpe istituzionale” con i precedenti di Honduras e Paraguay, in Ecuador e Bolivia dove non si ferma la strategia contro-rivoluzionaria.

Ed anche in Venezuela, con la sconfitta elettorale delle forze del Polo Patriottico, ed il Parlamento in mano all’opposizione. In questi anni siamo stati testimoni di “guarimbas”, sabotaggi, omicidi selettivi di dirigenti popolari e giornalisti, attacchi mediatici, mentre continua la guerra economica e diplomatica contro il governo di Nicolás Maduro. È di qualche giorno fa la proroga da parte dell’amministrazione Obama dell’infame (e ridicolo) decreto che dichiara il Venezuela come una “minaccia inusuale e straordinaria per la sicurezza nazionale e la politica estera statunitense dichiarando una “emergenza nazionale per affrontare questa minaccia”.  Una proroga che permette il mantenimento delle sanzioni da parte statunitense.

Non sta a noi dire ai rivoluzionari venezuelani cosa fare.

Il nostro compito è quello di accompagnare in maniera intelligente le forze che scommettono su un genuino processo rivoluzionario, rifuggendo dal settarismo e dalle chiacchiere vuote e minoritarie.

Oggi il nostro compito internazionalista è quello di allargare le basi della solidarietà con il processo bolivariano, di rafforzare un programma comune tra le due sponde dell’oceano, di apprendere dagli errori per poterli correggere anche con un nostro “golpe de timón”.

Ci corrisponde saper inventare in maniera creativa nuovi strumenti per approfondire i legami con le forze sinceramente rivoluzionarie della Repubblica Bolivariana del Venezuela. La massima del maestro Simón Rodríguez “O inventamos o erramos” è più attuale che mai.

Per questo, condividendo l’obiettivo bolivariano di voler “raggiungere la maggiore somma di felicità possibile per il popolo”, il Partito della Rifondazione Comunista, ribadisce la sua solidarietà con il processo bolivariano, a coerente difesa delle conquiste raggiunte.

Con la speranza che questo incontro possa contribuire alla causa comune della liberazione dei popoli e del socialismo, vi inviamo i nostri più sinceri auguri di buon lavoro !

Marco Consolo

                                                                           Resp. Dip. America Latina

                                                                           PRC-SE

 

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