Brics e Sco: un’altra comunità internazionale è possibile

brics_sco_leadersda Marx21.it

Pochi giorni dopo la pubblicazione del documento sulla nuova strategia militare da parte del Dipartimento di Stato statunitense, nel quale il mondo viene diviso in un fronte del bene – quello guidato da Washington a “sostegno delle istituzioni e delle procedure stabilite per la prevenzione dei conflitti, il rispetto della sovranità e la promozione dei diritti umani” – contrapposto a quello del male – quello trainato da Cina e Russia con alle spalle “canaglie” come Iran e Corea del Nord –  ecco che ad Ufa (Russia), proprio questo fronte, abitualmente espulso da una “comunità internazionale” variabilmente rinchiusa tra i confini della Nato e alleati di turno, ha posto nuove basi, politiche, economiche e finanziarie, sulle quali fondare una possibile liberazione da una soffocante, benché scricchiolante, cappa unipolare.

Nella città russa –  si sono ritrovati i capi di Stato dei Paesi facenti parti del gruppo Brics e della Shanghai Cooperation Organisation, entità, nuclei di una possibile e futura cooperante comunità internazionale di segno multipolare, che vedono in cabina di regia proprio Mosca e Pechino, e che esprimono con chiarezza l’esigenza sempre più diffusa di chiudere la parentesi di un sistema economico (con persistente ricatto militare) che ha limitato lo sviluppo di una parte del Mondo e incapace di riformare le istituzioni finanziarie (su tutte il Fondo monetario internazionale) in linea con l’emergere di nuovi equilibri internazionali.

I Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) rappresentano oggi quasi il 20% del commercio globale, il 13% di quelli dei servizi e il 45% della produzione agricola mondiale, mentre il Pil dei cinque è passato dai 10 trilioni di dollari del 2001 ai 32.000 miliardi del 2014.

La scelta di Ufa, capitale del Bashkortostan, come capitale momentanea di quella che possiamo definire “l’Altra comunità internazionale” potrebbe anche essere carica di significati simbolici: si trova a ridosso degli Urali, ai confini della Russia europea a sottolineare la necessità di dialogo tra Occidente e Oriente (e in questo il ruolo centrale di Mosca) e nel 1941 aveva ospitato il governo  della repubblica sovietica di Ucraina in fuga a seguito dell’aggressione della Germania nazista.  Non agiscono proprio ora in Ucraina, in seguito al golpe del 2014, movimenti dichiaratamente legati al passato collaborazionismo nazista? Non è forse in atto – fortunatamente ridimensionato dalla resistenza politico e militare della popolazione russa dell’est ucraino – un’aggressione militare dai risvolti genocidi?

Uno dei punti della dichiarazione sottoscritta al termine del vertice Brics è proprio dedicata al 70° anniversario della fine della seconda guerra mondiale, in omaggio “a tutti coloro che hanno combattuto contro il fascismo e il militarismo e a favore della libertà dei popoli” e in opposizione “ai tentativi di rivedere i risultati della seconda guerra mondiale”. Non è troppo difficile leggere tra le righe una larga condivisione delle preoccupazioni di Mosca e di Pechino che vedono distendersi, la prima, un progetto di aggressione ai propri confini che non disdegna l’utilizzo di manovalanza nazistoide, la seconda, il ritorno del militarismo nipponico, seppur imbrigliato (per ora) nel trattato di sicurezza con gli Stati Uniti.

Non c’è solo questo: la dichiarazione di Ufa contiene una sorta di “principi fondamentali” di quella che possiamo definire la “Carta costituzionale” di una futura comunità internazionale multilaterale e cooperante. Ci sono la critica all’adozione di “doppi standard” nel riferimento ai principi e alle norme del diritto internazionale (chiaro riferimento all’unilateralismo Usa e occidentale); la condanna degli “interventi militari unilaterali e delle sanzioni economiche in violazione del diritto internazionale” e l’invito ad interpretare la sicurezza come “bene indivisibile” di contro ad una sorta di appropriazione privata da parte della potenza egemone; il rispetto “dell’integrità, della sovranità e dell’unità” della Siria (mentre a Washington si pensa alla sua riduzione a confederazione su basi etniche in sostanza fuori dal controllo di Damasco), l’invito ad una soluzione diplomatica ed inclusiva della crisi insieme alla condanna netta di “ogni forma di supporto e finanziamento ai gruppi di terroristi” che da anni insanguinano il Paese; la centralità dell’economia pubblica e dell’azione dello Stato nel sostegno dello sviluppo (esiste un “diritto allo sviluppo economico”) nei Paesi del sud del mondo e il sostegno allo sviluppo dei diritti umani con un approccio complessivo – e non “politicizzato” – che pone sullo stesso piano quelli civili, sociali, economici e culturali. Un riconoscimento implicito, per esempio, alla portata storica della lotta contro la povertà condotta dalla Cina popolare che, proprio mentre riconosce il diritto alla vita, ed alla sicurezza sociale, a milioni di persone, viene accusata di violazione dei diritti umani (a proposito di “politicizzazione” degli stessi!).

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Maduro proporrà l’ingresso dell’ALBA nella Banca dei BRICS

presidente-nicolas-maduro_mirafloresda Telesur

Il Presidente venezuelano assicura che questa unione servirà per consolidare i nuovi mondi finanziari in America Latina e nei Caraibi

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, proporrà all’Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuesta America (ALBA) di incorporarsi nella Banca del blocco BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica).

Durante un’intervista esclusiva concessa a Telesur, il capo dello stato ha spiegato che la proposta mira a favorire il consolidamento di una nuova architettura finanziaria che andrà a beneficio dei popoli dell’America Latina e dei Caraibi.

Inoltre, ha rilevato che la regione dovrebbe prendere esempio da questa banca di sviluppo, per consolidare i propri meccanismi economici, come il Banco del Sur e il Fondo de Reserva del Sur.

«Vedendo questa esperienza dei BRICS dobbiamo essere motivati. Il mondo si muove – ha detto Maduro – è un mondo multipolare, con vari centri, dove ogni centro è un motore che genera risultati, e noi abbiamo prodotto alcuni risultati nel continente».

Il capo dello stato ha poi aggiunto che prenderà l’iniziativa, in modo che insieme al governo dell’Unasur, si cominci a lavorare per l’attivazione definitiva del Banco del Sur, il cui accordo di fondazione è stato firmato sei anni fa.

Il Presidente ha infine spiegato che il funzionamento di questo organismo regionale è stato ritardato, dall’esistenza di vizi burocratici e dalla «mancanza di volontà politica dei governi».

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

(VIDEO) Caracas: nasce il banco popolare della classe operaia

da correodelorinoco.gob.ve

Il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Maduro, ha approvato la proposta di convertire il Banco Bicentenario in Banco Popolare di sviluppo della classe operaia.

«Procederò col convertire il baco Bicentenario nella Banca della classe operaia venezuelana, con le 536 agenzie e tutto il loro potere economico. Sarà la banca della classe operaia», ha annunciato durante l’installazione della Commissione per discutere di contrattazione collettiva per i lavoratori pubblici, che si tiene presso il Palazzo di Miraflores a Caracas.

Il presidente ha detto che la nuova istituzione finanziaria fornirà servizi finanziari per le famiglie dei lavoratori, come è successo con la creazione della Banca della Forza Armata Nazionale Bolivariana (FANB), che lavora per sostenere i militari.

Ha spiegato che la Banca Bicentenaria della classe operaia venezuelana, fornirà vari servizi per pagare il risparmio dei lavoratori, estendere il credito a imprese produttive e promuovere il risparmio per i bambini e per le bambine con il piano familiare del salvadanaio della famiglia, che sarà lanciato il prossimo mercoledì.

Il presidente ha anche detto che sarà istituito un sostegno speciale «per allungare e accelerare i prestiti alle Politiche abitative che a volte sono eterni.»

Ha dichiarato che si tratta di «un sostegno non solo per ciò che spetta di diritto, ma sempre con un supporto extra, il socialismo è così, per l’equa distribuzione della ricchezza, per la felicità sociale degli esseri umani nel nostro paese».

Infine, il Dignitario Nazionale ha riferito che nei prossimi giorni, si terrà il Congresso Nazionale delle Lavoratrici e dei Lavoratori, e alla cerimonia di chiusura si aprirà il Consiglio di Presidenza del governo della classe operaia venezuelana.

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Maduro esalta il lavoro dei Brics: verso un nuovo sistema finanziario internazionale

brics17da AVN

Il Presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, ha affermato che l’alleanza tra i paesi Brics (Brasile, Cina, India, Sudafrica e Russia) riunisce le cinque economie più potenti del ventunesimo secolo per creare un nuovo sistema finanziario globale.

«I fratelli del Brics non intendono competere con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale – ha assicurato Maduro – la verità è che le cinque economie emergenti più potenti del ventunesimo secolo hanno posto in essere quei meccanismi fondamentali per creare le condizioni per un nuovo sistema finanziario internazionale».

Maduro ha evidenziato la creazione di una banca di sviluppo di carattere mondiale, denominata Banca dei Brics, che potrà contare su di un apporto di capitale di ben 100.000 milioni di dollari. Questo gruppo di paesi, ha aggiunto, «ha definito tutti i meccanismi operativi e deciso che sarà una banca di sviluppo legata ai paesi emergenti, ma che non rimarrà nei confini dei paesi Brics».

Inoltre il presidente ha sottolineato che il gruppo Brics ha deciso la creazione di un fondo di riserva che sarà discusso e attivato nei prossimi mesi.

Il capo dello stato, allo stesso tempo, ha riferito che la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale «dovranno essere riformati, per bene, perché sono due organismi creati per esercitare l’egemonia del capitale finanziario statunitense, e del capitale di alcuni paesi europei sul mondo, per dominarlo».

Nicolás Maduro ha rilasciato queste dichiarazioni ai media nazionali e internazionali in una conferenza stampa tenuta nel Salón Sol del Perú del Palacio de Miraflores, a Caracas.

[Trad. dal castigliano per ALBAinformazione di Fabrizio Verde]

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